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Categoria: fatti/cronaca

Scuola, Azzolina: “Concorso straordinario a ottobre” 

“A settembre dobbiamo tornare tutti a scuola in presenza. La didattica digitale e’ stata pensata per le scuole superiori e si può prevedere anche per un giorno a settimana, ma e’ un esempio e comunque sarebbe solo per ragazzi dai 14 anni in su”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina a Uno Mattina, in merito alla possibilità di lezioni a distanza. “La didattica a distanza – ha spiegato – è stata ‘inventata’ durante il lockdown, è stata una grande sperimentazione. A settembre – ha ribadito – dobbiamo tornare tutti in presenza” e la didattica a distanza è stata ipotizzata solo per i ragazzi più grandi, dai 14 anni in su “come complementare. Il nostro obiettivo è riportare tutti in presenza” 

Poi il ministro dell’Istruzione parla del concorso straordinario, per 32mila posti, che si svolgerà “nella prima settimana di ottobre o giù di lì”. La Azzolina ha sottolineato che “In un Paese civile i concorsi andrebbero fatti ogni due anni, come succede in Europa. Il nostro obiettivo é svolgere questi concorsi e programmare il fabbisogno. Il concorso straordinario é per 32mila posti e verra’ fatto a breve, entro la prima settimana di ottobre o giù di li'”. “E’ importante – ha aggiunto – perché darà stabilità ai nostri docenti e ai nostri studenti”. Azzolina ha quindi ricordato che oggi scade la domanda per il concorso ordinario “se oggi soffriamo di ‘supplentite’ – ha ribadito – è perché è mancata la programmazione”, oggi soffriamo ‘supplentite’ per mancata programmazione” 

Strage Bologna, Minoli: “Mambro e Fioravanti strumentalizzati” 

“Mi sembra che Francesca Mambro e Giusva Fioravanti siano stati strumentalizzati e, a tanti anni di distanza, continuo a pensare che chi ha firmato la petizione ‘E se fossero innocenti?’ abbia fatto bene a farlo”. Lo afferma all’AdnKronos il giornalista Giovanni Minoli che nel 1994, insieme a molte altre personalità del mondo della cultura, tra cui la regista Liliana Cavani e il fotografo Oliviero Toscani, firmò appunto l’appello del comitato ‘E se fossero innocenti?’ che chiedeva la revisione della sentenza che condannò all’ergastolo i due terroristi neri per la strage di Bologna del 2 agosto 1980.  

Per Minoli dare la colpa a Mambro e Fioravanti rappresenta una scelta ‘facile’. “Mi sembra comodo – spiega infatti – giocare sempre questa carta senza nessuna argomento in più. Resto dell’idea che avevo quando ho firmato. Dopo aver approfondito molto, abbiamo fatto tante puntate della ‘Storia Siamo Noi’ sulla strage di Bologna, mi sono fatto questa convinzione e cioè che il dubbio sulla loro responsabilità sia enorme. Avendoli intervistati in carcere, accusati di tutto il male che hanno fatto, mi sembra che loro siano estranei a quella cosa lì”, conclude Minoli.  

Covid, cambia carta identità contagiati: ecco il nuovo identikit 

“E’ cambiata completamente la carta d’identità del contagiato. Oggi è molto più giovane, poiché l’età media si è abbassata soprattutto nell’ultimo mese: il 52% sono persone che vanno dai 18 ai 50 anni, il 12% fino a 18 anni. E spesso non è italiano. Anzi solo nella giornata di oggi i non italiani fra i contagiati sono un terzo. Nei giorni scorsi, l’altroieri erano quasi i due terzi”. A tracciare il nuovo identikit del contagiato da Covid-19 nel Belpaese è Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto nazionale malattie infettiva Lazzaro Spallanzani di Roma. 

“Lo dico – spiega intervenendo oggi al webinar ‘Andare in vacanza in maniera consapevole e responsabile’ promosso da Canova Club – perché ci troviamo davanti a un virus che si è comportato spesso in una maniera atipica” e va fronteggiato con “capacità organizzativa”. “Molti colleghi e istituzioni che dovrebbero essere autorevoli e in qualche caso non lo sono state, enfatizzavano fino alla catastrofe il messaggio ‘Non abbiate paura’, rendendo i cittadini più deboli. Siamo stati fortunati, o bravi, non lo so. Ma la nostra flessibilità ci ha indotto ad andare velocemente lì dove c’erano i focolai, in una campagna di aggressione al virus. Bisogna continuare su questa strada”. 

“Oggi i focolai” di Covid-19 “si sono modificati”. Se prima erano concentrati prevalentemente sugli “anziani e in Rsa, oggi abbiamo cittadini da Paesi non Schengen, penso alla comunità del Bangladesh 15 giorni fa e oggi ai Paesi dei Balcani e dell’Est europeo, a bulgari e rumeni”, segnala ancora Vaia.  

L’esperto insiste sull’importanza di “avere capacità organizzativa flessibile” e di indirizzarla dove serve. Per esempio nel Lazio “se prima siamo andati a Nerola adesso dobbiamo andare lì dove c’è il problema. E oggi il problema è all’ingresso nel Paese”. “Sono terrorizzato da quello che succederà o potrà succedere a settembre, penso a scuola e bus. E sono contrarissimo alle lezioni nei cinema e nei teatri. Dobbiamo aumentare gli spazi per i giovani” conclude. 

 

Covid, Ricciardi: “Attenti a come si viaggia, treno più sicuro di aereo” 

 

“Attenti a come si viaggia. La cosa migliore è farlo con i mezzi personali, altrimenti” il viaggio “in aereo è un po’ più pericoloso rispetto al treno, perché dipende da come le compagnie gestiscono la distanza fisica, al check-in, in coda e all’interno dell’aereo” stesso. Lo ha detto Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute e docente di Igiene all’Università Cattolica, intervenendo al webinar ‘Andare in vacanze in maniera consapevole e responsabile’, promosso da Canova Club.  

Fra le regole per un’estate sicura ai tempi di Covid-19 Ricciardi ricorda inoltre “il distanziamento, dunque, evitare abbracci, baci, strette di mano e assembramenti, soprattutto in ambienti chiusi, perché all’aperto con queste temperature” la permanenza del virus è ostacolata. “Al chiuso – continua Ricciardi – se non si può mantenere il distanziamento, occorre indossare la mascherina. Poi è importante il lavaggio regolare delle mani, e l’igiene degli ambienti di vita e di lavoro”. 

“Non facciamo come gli altri Paesi che hanno allentato la guardia, come ad esempio la Spagna” sottolinea. L’esperto guarda alla situazione internazionale e non ha dubbi: “Alcuni Paesi – dice – hanno aperto troppo presto”. “La Spagna ha fatto scelte eclatanti”, l’effetto è che “hanno rimesso in circolazione il virus in maniera rilevante”. Scelte eclatanti, continua Ricciardi, “si sono viste in Spagna, ma anche in Francia in parte, in Israele, in alcuni Paesi balcanici ed in Est Europa”. 

“Oggi non siamo in una fase post Covid, non siamo in attesa di una seconda ondata. E’ un’ondata unica e siamo in pieno Covid anche a livello europeo”. “Siamo stati bravi”, ma non è finita, è il messaggio. “Questo è un virus insidioso che si è evoluto per trasmettersi. E in Italia ci troviamo in una situazione non chiara nella sua evoluzione”. E’ importante, spiega l’esperto non perdere di vista la situazione sul fronte sanitario. “La differenza più eclatante fra noi e per esempio gli Usa”, dice Ricciardi, “è che non avendo loro un sistema di coordinamento pubblico e non avendo optato per una politica unica a livello federale, scontano problemi di sanità pubblica enormi, hanno morti e milioni di infetti e conseguenze gravissime sull’economia. Secondo la Federal Reserve in pochi mesi hanno ridotto del 30% loro Pil”. Questo mostra che “non ci può essere soluzione ai problemi economici senza una soluzione ai problemi sanitari”. 

Coronavirus, impennata nuovi casi: sono 386 

Sono 386 i nuovi casi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore. Ieri l’aumento era stato di 289 unità. Secondo i dati diffusi dal ministero della Salute, 3 i decessi: mai così pochi da febbraio. Cresce il numero delle persone terapia intensiva, con 9 pazienti in più nelle ultime 24 ore. Un dato che porta il totale dei ricoverati in rianimazione a 47. Aumentano anche i ricoverati con sintomi che passano dai 731 di ieri ai 748 di oggi (17).  

I numeri dell’emergenza in Italia 

Sono 386 in meno i positivi al coronavirus nelle ultime 24 ore, così i malati scendono a 12.230. Sono 765 i guariti dal coronavirus nelle ultime 24 ore, che portano il totale delle persone che hanno superato il virus a 199.796. 

E’ il Veneto la regione con il numero maggiore di contagi nelle ultime 24 ore (112), seguito dalla Lombardia (88) 

Strage Corinaldo, pene dai 10 ai 12 anni per imputati 

dall’inviata Silvia Mancinelli 

Pene dai 10 ai 12 anni per i 6 imputati per il processo sulla strage di Corinaldo. “La procura della Repubblica prende atto della decisione del giudice – commenta la procuratrice capo Monica Garulli – e si riserva di valutare le motivazioni della sentenza quando saranno depositate – mi sembra doveroso sottolineare come grazie all’impegno e agli investigatori ci sia stata una celere risposta da parte delle Istituzioni dello Stato. La sentenza è infatti intervenuta a un anno e mezzo di distanza dai fatti”.  

Non è stata riconosciuta l’associazione a delinquere: “Siamo delusi – ha detto uscendo dall’aula il fratello di Benedetta Vitali – non ci aspettavamo questa decisione, siamo amareggiati. Aspettiamo l’altro processo”. 

Mattarella a Bologna per i 40 anni della strage e di Ustica 

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato a Bologna in occasione del quarantennale delle stragi di Ustica e del 2 agosto 1980. Dopo essere atterrato all’aeroporto Marconi, il presidente ha raggiunto la cattedrale di San Pietro dove, dopo un colloquio privato con il cardinale Matteo Zuppi, alle 11 è iniziata la messa in suffragio delle vittime.  

A seguire, altre due tappe: la prima, attorno alle 12.15, nella sala d’attesa della stazione, davanti alla lapide che ricorda le vittime dell’attentato del 2 agosto, dove incontrerà per alcuni minuti i familiari. Subito dopo, il presidente si sposterà al museo della Memoria dove sono custoditi i resti del Dc9 abbattuto a Ustica il 27 giugno 1980 e anche in questo caso Mattarella si intratterrà con i familiari delle 81 vittime. Sia la funzione religiosa che gli appuntamenti in stazione e al museo sono riservati alle autorità e ai familiari, una decisione determinata dalle norme di sicurezza anti-coronavirus. Ad accompagnare il presidente Mattarella nel suo percorso, il sindaco di Bologna Virginio Merola e il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, la prefetta Francesca Ferrandino. Presente anche l’ex premier Romano Prodi. 

Strage Bologna, la denuncia del card. Zuppi: “Opacità e mandanti protetti” 

Il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, celebra nella cattedrale di San Pietro una messa in suffragio delle 81vittime di Ustica e delle 85 della strage della stazione di Bologna per la quale sono trascorsi 40 anni. E, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, denuncia l’”ingiustizia acuta e insopportabile per l’assenza di verità”. In un passaggio centrale dell’omelia, Zuppi osserva: “La memoria ci fa provare l’acuta e insopportabile ingiustizia della mancanza di verità, amara, perché memoria anche di delusioni, di ritardi, di opacità spesso senza volto e senza nome, di promesse non mantenute, di mandanti – che ci sono -protetti dall’ombra di quelle che sono vere e proprie complicità”.  Da qui il monito affinché “chi sa, parli”, perché, per dirla con il porporato, si potrà sfuggire alla giustizia terrena “ma non si scappa dal giudizio di Dio”.   

“Fare memoria ci riporta, anche a distanza di anni, a sentire le urla, il silenzio, l’angoscia, la speranza e lo sgomento della brutalità della morte. Pensando al dolore – continua l’arcivescovo – proviamo fastidio per il chiacchiericcio insulso, per le perdite di tempo e scegliamo di mettere da parte quello che ci divide per cercare quello che unisce”.  

“Le lacrime – dice Zuppi – chiedono di stare tutti dalla stessa parte, quella di chi piange. Riviviamo oggi lo strappo inaccettabile della morte, la durezza della scomparsa che non si smette di misurare anche a distanza di anni”.  

L’arcivescovo di Bologna ricorda anche le vittime con i loro nomi: “Desidero ricordare i nomi, le persone, dei più piccoli e dei più anziani: Angela Fresu di tre anni e Luca Mauri di sei. Francesco Di Natale di un anno e Giuseppe Diodato, sempre di un anno. Antonio Montanari di 86 e Maria Idria Avati di 80. Paolo Licata di 73 e Marianna Siracusa di 61. I nostri ricordi sono più fisici per la strage della Stazione di Bologna, le cui immagini – come gli occhi spalancati e pieni di orrore della donna portata via sulla barella – sono impresse nella memoria dei sopravvissuti e di tutti. Tutta Bologna si sentì coinvolta e in fondo fu l’intera città a salire sull’autobus 37 per fare tutto il possibile (diremmo l’impossibile!) per aiutare, per soccorrere i feriti, per comporre con pietà i poveri corpi, per consolare e aiutare i parenti increduli e smarriti di fronte a tanta cattiveria, per piangere con loro”. 

“Il dolore – ricorda ancora l’arcivescovo di Bologna – può unire, liberare energie di solidarietà, di ricerca di giustizia e di fraternità. Infatti è di tanta consolazione essere insieme oggi, uniti ai tanti che sono spiritualmente con noi. La presenza così autorevole, per il ruolo e per la persona, del Signor Presidente della Repubblica dona a questo ricordo un significato tutto particolare, una solennità emozionante e profonda. Era atteso. Credo di esprimere a nome di tutti i parenti e di tutti noi un ringraziamento commosso a Lei, Signor Presidente, per questo gesto che completa le tante e importanti parole con cui in questi anni Lei ha sempre accompagnato la memoria di queste come di ogni strage. Grazie, Signor Presidente. E con lei ringrazio i rappresentanti tutti delle istituzioni, che sono come le pareti portanti di questa nostra casa comune, per la quale vale la pena sacrificare la vita, difendendola con l’onestà e il lavoro”.  

 

Spallanzani, ok a due tamponi rapidi: uso in stazioni e aeroporti 

Hanno superato l’esame dell’Istituto Spallanzani di Roma i due test rapidi naso-faringei che potrebbero essere presto utilizzati nelle stazioni, per le verifiche sui passeggeri dei bus provenienti da Paesi a rischio, e all’aeroporto di Fiumicino. Come aveva già annunciato la scorsa settimana l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, in una conferenza stampa alla Regione.  

I due test – a quanto apprende l’Adnkronos Salute – sarebbero stati giudicati affidabili e l’Istituto romano avrebbe già inviato la relazione al ministero della Salute che deciderà in merito. Ma uno dei due tamponi avrebbe una maggiore attendibilità ed è quello che si basa sulla tecnologia dell’immunofluorescenza.  

Migranti, Viminale: “Sbarchi autonomi moltiplicati, contesto senza precedenti” 

“La gestione dei flussi migratori, è resa molto più complessa rispetto agli scorsi anni a causa dell’emergenza Covid-19 e della conseguente, gravissima crisi economica che ha colpito duramente non solo i Paesi del Nord Africa, alimentando un eccezionale flusso di migranti economici verso le frontiere marittime dell’Unione europea”. E’ quanto afferma il Viminale in un comunicato. 

“In questo contesto senza precedenti, in cui gli sbarchi autonomi sulle coste italiane si sono più che moltiplicati in un brevissimo lasso di tempo, sono evidenti le complessità organizzative legate alla necessità di garantire l’adozione di tutte le misure precauzionali sanitarie necessarie fin dallo sbarco, anche a tutela delle comunità locali, – continua il Viminale – soprattutto della Sicilia, geograficamente più esposte alla pressione migratoria. Un’emergenza sanitaria, questa, che incide fortemente anche sulla disponibilità dei territori ad accogliere i migranti, seppure con test sierologico o con tampone dall’esito negativo, che concentra soltanto su alcune regioni il peso della redistribuzione”. 

“Per quanto riguarda la giornata odierna – evidenzia il Viminale – sono stati trasferiti dall’hotspot dell’isola di Lampedusa 410 migranti grazie anche alla Guardia di Finanza e alla Guardia costiera; a Lampedusa sono stati effettuati 50 tamponi ed entro domani saranno 590 quelli fin qui eseguiti sugli sbarcati sull’isola; nelle prossime ore altri 250 migranti, all’esito del tampone, verranno trasferiti dalla tendostruttura di Porto Empedocle”.  

“Sono 2.500 i test sierologici effettuati sui migranti con un tasso di positività molto basso – evidenzia ancora il Viminale – e alle 12 oggi, scadenza prevista per la gara bandita dal Ministero delle Infrastrutture, con l’assenso del Dipartimento della Protezione civile, a seguito della determina a contratto del soggetto attuatore individuato nel Capo Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Viminale, sono cinque le manifestazioni di interesse per il noleggio di navi con capienza di circa 600 posti, da destinare alla quarantena dei migranti. La procedura di gara terminerà venerdì e l’obiettivo del governo è quello di poter disporre nei prossimi giorni almeno di due unità navali”. 

E ancora, “è stata avviata la bonifica di un’area militare che ospiterà ricoveri abitativi destinati al periodo di isolamento fiduciario dei migranti; è stato disposto l’invio di un contingente di militari in Sicilia per la sorveglianza delle strutture di isolamento fiduciario sanitario e in Friuli Venezia Giulia per rafforzare il dispositivo di controllo delle frontiere terrestri”. 

“Dal 16 luglio sono ripresi i voli per i rimpatri verso la Tunisia. Entro domani saranno 4 i charter effettuati per un totale di 80 cittadini tunisini trasferiti dopo il blocco legato al lockdown. L’obiettivo del Viminale è di aumentare, anche con contingenti straordinari, il numero di rimpatri settimanali. – conclude il Viminale – Sono costanti i contatti del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, con i sindaci e i presidenti delle Regioni e, in particolare, con il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che, attraverso le strutture sanitarie regionali, sta assicurando una continua e indispensabile collaborazione con il Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Viminale”.  

Covid, ancora zero decessi in Lombardia  

Nessun nuovo decesso, 46 nuovi positivi (di cui 18 ‘debolmente positivi’ e 7 a seguito di test sierologici), +161 guariti e zero nuovi contagi nelle province di Lodi, Pavia e Sondrio. Questi, in sintesi, i dati più significativi relativi al coronavirus nella Regione Lombardia di oggi. 

I tamponi effettuati sono 8.658 per un totale complessivo di 1.280.533. Quanto ai pazienti guariti/dimessi, il totale complessivo dall’inizio dell’emergenza è di 72.689 (+161) (70.822 guariti e 1.867 dimessi). Stabile la terapia intensiva, con 13 pazienti ricoverati. Quelli ricoverati non in terapia intensiva sono invece 154 (+3). Dall’inizio dell’emergenza sono invece 16.802 le persone che hanno perso la vita nella Regione. 

Coronavirus, in Italia altri 6 morti e 289 nuovi casi 

Altri 6 morti per l’emergenza coronavirus in Italia. Il totale dei decessi sale così a 35.129. Secondo i dati diffusi dal ministero della Salute, sono 246.776 i casi totali nel Paese (+289 da ieri), e 12.616 gli attualmente positivi. 199.031 in totale i guariti, +275 in 24 ore. Solo in due regioni, Umbria e Basilicata, non si registrano nuovi casi. 

Il bilancio dell’emergenza in Italia 

732 ricoverati con sintomi (-18 da ieri), 38 i pazienti trattati in terapia intensiva (-2). 6.690.311 il totale dei tamponi effettuati, +56.018 da ieri. 

 

 

 

 

 

 

Scuola, Arcuri: “Banchi in consegna dall’8 settembre” 

“Dall’8 settembre avvio delle consegne dei banchi”. Questo l’annuncio del commissario straordinario all’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, in audizione in Commissione Cultura sull’avvio dell’anno scolastico 2020/21 e sulle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica nelle scuole. “Il 5 agosto è il termine per la presentazione delle offerte, il 12 agosto è il termine per sottoscrizione dei contratti, l’8 settembre è il termine per l’avvio delle consegne dei banchi prolungabile al massimo fino al 12 settembre considerando che il 14 inizia l’anno scolastico”, ha spiegato il commissario che poi, ripercorrendo la tempistica a sua disposizione, ha ricordato che ”il 22 giugno il Cts ci dice che sono necessari i banchi monoposto per garantire un layout adeguato alla sicurezza, il 30 giugno il ministro scrive al commissario chiedendo di provvedere alla ricerca di queste importanti attrezzature. Il commissario viene messo nella condizione di operare il 16 luglio, grazie alla pubblicazione del decreto semplificazioni in gazzetta ufficiale, il 20 luglio bandisce la gara che è attualmente in corso”. 

“Il fabbisogno che è richiesto al mercato è un fabbisogno straordinario” e ”sappiamo che la produzione nazionale dichiara di non avere la capacità di soddisfare interamente il fabbisogno a base della gara, fabbisogno che deriva dalle richieste degli edifici scolastici”, ha sottolineato quindi il commissario. 

“Invieremo 11 milioni di mascherine chirurgiche al giorno in tutte le scuole: verrano destinate agli oltre 40mila plessi scolastici distribuiti sul territorio per il personale docente e non docente e agli studenti per la quota di permanenza nell’edificio scolastico”, ha aggiunto il commissario straordinario. 

“Ieri – ha spiegato Arcuri – si è conclusa una gara accelerata per la fornitura di test sierologici rapidi per eseguire la campagna di screening chiesta dal Cts. I test verranno somministrati dai medici di famiglia e dalle asl su tutto il territorio al personale docente e non e serviranno a dimostrare la loro situazione sanitaria e la loro compatibilità con la presenza nelle scuole a partire dall’inizio dell’anno scolastico”.  

“Chi dovesse risultare positivo al test sierologico sarà sottoposto al tampone e nel caso di positività non potrà essere presente a scuola per il periodo in cui sarà affetto dal virus”, ha sottolineato, aggiungendo: “Stiamo pianificando un’indagine campionaria ricorrente nel corso dell’anno scolastico sia per il personale docente e non docente sia per gli studenti che avrà a che fare con i test molecolari”.  

Piacenza, Dda esclude legami con la ‘ndrangheta 

Le prime indagini svolte dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano escludono l’esistenza di legami con la ‘ndrangheta da parte dei carabinieri e dei pusher arrestati nell’inchiesta della procura di Piacenza che sta indagando sui presunti abusi compiuti dai militari della caserma Levante.  

Nelle scorse settimane la procura guidata da Grazia Pradella aveva inviato parte degli atti dell’indagine alla Dda milanese per verificare la circostanza, soprattutto relativamente al deposito di Gaggiano, nell’hinterland milanese, gestito da alcuni calabresi, da cui l’appuntato dei carabinieri Giuseppe Montella e alcuni suoi ‘grossisti’ di fiducia si rifornivano regolarmente di marijuana e hashish da rivendere sulla piazza piacentina. Secondo quanto si apprende, tuttavia, i primi accertamenti non hanno riscontrato alcun collegamento tra i gestori del magazzino e le ‘ndrine calabre. 

Gherardo Colombo lancia Resq: “Andremo a salvare gente in mezzo al mare” 

Si chiamerà ResQ – People Saving People e avrà una nave per andare in mezzo al mare a salvare le persone in difficoltà. Gherardo Colombo, ex magistrato di Mani pulite, che sarà il presidente onorario, presenta così il battesimo della nuova associazione che punta a dire basta allo stillicidio di vite umane nel Mediterraneo, sia di coloro che muoiono affogati, sia di coloro che vengono riportati nei lager libici.  

”Siamo agli inizi – spiega all’Adnkronos – l’idea è nata tra pochi amici, ma sta crescendo l’adesione. L’obiettivo è quello di salvare persone, senza nessun altro fine. Un impegno previsto dalla nostra stessa Costituzione. All’articolo 10 dice che le persone che nel loro paese non possono valersi delle libertà democratiche garantite dalla nostra costituzione hanno il diritto di essere accolte. Non è una facoltà o un privilegio. E’ un diritto”. Nessuna polemica con chi ha una visione diversa e a chi dice che già ci sono troppe navi i nel Mediterraneo: ”Avremo una nave, non saranno mai abbastanza, e andremo a salvare tutte le persone che sono in difficoltà in mezzo al mare, la logica è questa: se c’e’ una persona che sta annegando in mezzo al mare la si salva. Lo faremmo per chiunque, di qualsiasi tendenza e qualsiasi opinione avesse”. L’ex magistrato non entra e non vuole entrare nella discussione politica: ”Certo non tutti diranno che facciamo bene, tanti diranno che facciamo male, a me non viene da apostrofare come disgraziati quelli che la pensano in modo diverso. Piuttosto – sottolinea – con questa iniziativa si può stimolare il pensiero a riconoscere che tutte le persone sono persone. Anche il singolo che si trova in difficoltà”.  

Colombo ritiene che non andare ad aiutare le persone che ”stanno annegando, significa negare un problema epocale di fuga da realtà insostenibili e invivibili. C’è chi sostiene che è meglio andarli ad aiutare a casa loro e che i problemi vanno risolti nelle loro sedi. Ma allora si aprono discussioni a non finire, a cominciare del rapporto che ha l’Italia con il commercio delle armi”. Ecco perché questa iniziativa ”deve rimanere dentro i suoi confini. Al centro c’è l’uomo in un momento di necessità. E non si lascia affogare una persona. L’iniziativa è nata proprio da questa domanda: se io stessi affogando mi piacerebbe che a salvarmi venisse qualcuno? Tutto qui. Al centro del nostro progetto c’e la dignità della persona; tutte le altre questioni e problemi vengono dopo”. L’ideale, sarebbe per l’associazione ”trovare un numero tale di persone che, dando ciascuna 1 euro, ci consentisse di raggiungere i nostri obiettivi che, ribadisco, non sono politici e non vanno a cercare scontro con nessuno: hanno solo il fine di fornire un aiuto concreto, visibile e reale, evitare cioè che le persone muoiano in mezzo al mare”.  

 

Ricusazioni Palamara e Ferri, disciplinare Csm si riserva  

Il collegio della sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, dopo le udienze in camera di consiglio partecipata che si sono svolte oggi per esaminare le istanze di ricusazione presentate da Luca Palamara e Cosimo Ferri, si riserva la decisione, che dovrebbe essere assunta nei prossimi giorni. Palamara e Ferri sono sotto processo, insieme con 5 ex togati del Csm, per la vicenda, emersa dalle intercettazioni dell’inchiesta della procura di Perugia, dell’incontro in un albergo romano, il 9 maggio 2019, alla presenza anche dell’ex ministro Luca Lotti, per discutere di nomine ai vertici delle principali procure italiane, in testa quella di Roma.  

Palamara ha ricusato il consigliere togato Piercamillo Davigo dal collegio che dovrà giudicarlo. Davigo è stato infatti chiamato, in una lista di 133 nomi, come testimone nel processo e quindi si troverebbe nella condizione di essere insieme teste e giudice. Cosimo Ferri ha invece presentato due diverse istanze di ricusazione: la prima riguarda tutti i componenti del Csm in carica al 9 maggio 2019, la data dell’incontro all’hotel Champagne di Roma, perché sono stati tutti citati come testimoni da Ferri in relazione a uno dei capi di incolpazione a suo carico: quella di avere interferito sull’attività del Csm in relazione alle nomine, e, base alla formulazione del incolpazione, si configurerebbero come parti lese. L’altra riguarda la togata di area Elisabetta Chinaglia, eletta a dicembre scorso alle suppletive, per alcune dichiarazioni rilasciate in occasione di un dibattito per la presentazione della sua candidatura pubblicato su Radio Radicale. 

Caos procure, Davigo: “Non mi astengo da collegio”  

“Non intendo astenermi”. E’ quanto avrebbe ribadito, a quanto apprende l’Adnkronos, il togato del Csm Piercamillo Davigo, nel corso dell’udienza stralcio del collegio della Disciplinare del Csm che esamina la richiesta di ricusazione nei suoi confronti. La richiesta di ricusazione, avanzata dalla difesa di Luca Palamara, si fonda su un incontro di Davigo con Stefano Fava, ex pm romano che presentò un esposto alla prima commissione del Csm contro l’ex procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone e l’aggiunto Paolo Ielo per presunte irregolarità nella gestione delle inchieste sull’avvocato Piero Amara. 

Davigo, che avrebbe confermato i pranzi e le cene con Fava sottolineando che tuttavia in una delle due occasioni era afono, ha riferito che si parlò eventualmente solo di Pignatone, che aveva incontrato al massimo in due occasioni, ma non di Ielo. Inoltre il togato del Csm ha prodotto in udienza un articolo-intervista di Fava. Circostanza alla quale la difesa di Palamara non si è opposta. 

Coronavirus, altri 11 morti e 181 nuovi casi 

Altri 11 morti per coronavirus in Italia. I decessi dall’inizio dell’emergenza, secondo i dati del ministero della Salute, sono 35.123. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 181 casi. In totale, dall’inizio dell’emergenza, sono 246.488. Sono 12.609 le persone attualmente positive al coronavirus in Italia, 28 in più rispetto a ieri. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 163 guariti che portano il totale a 198.756. Sono 40 le persone positive al coronavirus ricoverate in terapia intensiva in Italia, cinque in meno rispetto a ieri. Di queste, 13 sono negli ospedali della Lombardia. Sono sette le regioni italiane in cui non si sono registrati nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: Basilicata, Molise, Valle d’Aosta, Umbria, Trentino Alto Adige, Sicilia e Friuli Venezia Giulia. 

I numeri dell’emergenza in Italia 

Lombardia, 1 morto e 53 nuovi casi 

Allerta caldo nei prossimi giorni, ecco dove 

Giorni di fuoco per l’Italia sul fronte meteo. Fino a giovedì infatti, come si legge nel bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute, alcune città raggiungeranno il Livello 3, che indica “condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche”. 

Oggi non c’è nessuna città da bollino rosso ma Bolzano e Perugia sono al Livello 2 (arancione) con “condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili”.  

Domani, mercoledì 29 luglio, sono di più le città a Livello 2: Bologna (dove la temperatura massima percepita sarà di 37 gradi), Bolzano, Campobasso, Firenze, Frosinone, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino (temperatura massima percepita 37 gradi). 

Giovedì 30 luglio le temperature si alzeranno ancora con due città da bollino rosso (Perugia e Bolzano) e Bologna, Brescia, Campobasso, Firenze, Frosinone, Latina, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Verona e Viterbo da bollino arancione.  

“I termometri, entro giovedì, raggiungeranno picchi di 38°C a Firenze, Mantova, Ferrara, Bologna e su molte zone di Sardegna, Sicilia e Puglia. I valori termici aumenteranno ulteriormente tra venerdì e il weekend – fa sapere iLMeteo.it – a Firenze si toccheranno i 40°C, mentre Roma, Milano, Torino, Verona, Mantova, Ferrara si fermeranno a 38°C. Lo scettro di aree più calde d’Italia andrà alle zone interne della Sardegna, dove la colonnina di mercurio salirà fino a 43°C entro sabato 1 agosto” dicono gli esperti. 

Inchiesta ultrà Juve: una condanna e 12 rinvii a giudizio 

Con una condanna, tre assoluzioni, altrettanti patteggiamenti, dodici rinvii a giudizio e due proscioglimenti si è chiusa in tribunale a Torino l’udienza preliminare dell’inchiesta ‘Last Banner’ che vedeva coinvolti una ventina di rappresentanti del tifo organizzato della Juventus, accusati a vario titolo di estorsione ai danni della società bianconera per ottenere biglietti e di violenza privata, contro tifosi della curva. Per i 12 rinviati a giudizio il processo avrà inizio il 30 settembre. La società e il management juventini, rappresentanti dagli avvocati Luigi Chiappero e Maria Turco, si sono costituiti parte civile.  

”Sono fiducioso nell’esito del dibattimento – commenta all’Adnkronos l’avvocato Ennio Galasso, legale di due dei 12 rinviati a giudizio – le posizioni vanno vagliate seriamente ma fatte le debite verifiche credo assolutamente difendibili le posizioni dei miei assistiti”.