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Categoria: Adnkronos

Dl agosto, Conte: “100 miliardi, sostegno a lavoratori e imprese”  

“Un totale 100 miliardi di euro a sostegno di lavoratori e imprese”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa dopo il via libera in Cdm al decreto agosto, ‘salvo intese tecniche’. “Non lasceremo indietro nessuno”, ha aggiunto. 

“Rinviamo saldi fisco per partite Iva ad aprile 2021. Non possiamo abbandonare nessuno” ha ribadito il premier.  

Il decreto agosto “è stato reso possibile anche dall’intervento e dalla collaborazione preziosa del Parlamento, che ha deliberato lo scostamento di bilancio – ha affermato il presidente del Consiglio – Sono convinto che deputati e senatori potranno poi migliorare queste misure ancora di più”.  

“La nostra è una garanzia certa e quindi assicuro che non divideremo l’Italia in due. E abbiamo già varato misure per le aree svantaggiate e per le persone in difficoltà. Di problemi ce ne sono ma faremo il massimo” ha assicurato Conte. E “proprio per non dividere l’Italia in due, dal 1 ottobre la fiscalità sarà a vantaggio Sud. Non ci sarà differenza, nessuno sarà privilegiato a dispetto di un altro”. 

“Sono orgoglioso per le misure verso il Sud. Lo dico non da uomo del Sud ma da cittadino italiano. Viene avviato un percorso per la reindustrializzazione del Sud”, ha rimarcato il presidente del Consiglio. 

“Un occhio di riguardo andrà sempre verso le persone in difficoltà. Per questo motivo abbiamo deciso di aumentare le risorse per i disabili a 648 euro al mese. Sono orgoglioso di questa misura come sono orgoglioso per le misure verso il Sud, spesso discriminato”. 

Tra le misure, quella del cashback è stata anticipata a dicembre: “Vogliamo sostenere consumi e pagamenti elettronici” premiando “i cittadini che potranno recuperare una parte di quanto spendono e potranno usufruire di un bonus fino a 2mila euro”. “Come ho ribadito più volte, soprattutto in questo momento di emergenza, premieremo l’uso della moneta elettronica e saremo vigili a combattere l’evasione fiscale. I lavoratori vanno premiati” ha assicurato.  

GUALTIERI – Quelle varate oggi “sono misure che danno un supporto più deciso alla crescita e alla ripartenza dell’economia, all’occupazione, anche con una maggiore selettività” ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. “I dati anche più recenti – ha aggiunto – ci dicono che il lavoro che abbiamo svolto, a partire naturalmente dall’efficace azione di contenimento della pandemia, c’ha consentito di ripartire in sicurezza”. 

“Voglio solo dire che noi con questo pacchetto, che conclude una serie di interventi per 100 miliardi complessivi, abbiamo dimostrato di essere in grado di avere la determinazione di fornire uno stimolo fiscale molto forte per sostenere l’impatto della crisi e favorire la ripresa”.  

Scontro Gori-Gallera su zona rossa in Val Seriana  

“Che il Cts avesse raccomandato la zona rossa in Val Seriana lo sappiamo dal 3 marzo. Che accade poi? Il governo esita 4 giorni e poi opta per la zona arancio estesa a tutta la Lombardia. La Regione, invece si chiama fuori: la zona rossa non tocca a me. Ma non la chiede neanche al governo”. Lo scrive su Twitter il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori.  

“Ma cosa dici? – replica su Twitter Giulio Gallera, assessore al Welfare di Regione Lombardia – Abbiamo convocato il 4 marzo una riunione a Palazzo Lombardia con il ministro Speranza e lì abbiamo, io personalmente, chiesto la zona rossa e ottenuto l’impegno del ministro. Il 5 marzo arrivano ad Alzano 250 militari. Noi abbiamo fatto il nostro dovere”.  

 

Champions, si spezza il sogno Juve: bianconeri eliminati 

Si infrange agli ottavi di finale il sogno Champions della Juventus che allo Stadium non riesce nell’impresa di ribaltare l’1-0 dell’andata in favore dei francesi, i bianconeri si impongono 2-1 ma lo 0-1 dell’andata dello scorso 26 febbraio condanna la squadra di Sarri. Al gol su rigore di Depay al 12’ replica, sempre dal dischetto, Ronaldo al 43’. Nella ripresa, minuto 59, il 2-1 dei bianconeri sempre con CR7. Sarà dunque la squadra di Rudi Garcia a volare in Portogallo per giocare le Final Eight.  

Minuti iniziali di studio con i bianconeri aggressivi e i francesi attenti a chiudere gli spazi. Tocco di Higuain per Ronaldo, CR7 calcia fuori misura ma il guardalinee alza la bandierina del fuorigioco. All’8’ ripartenza dei transalpini con Aouar che lascia partire un tiro al volo dal limite toccato da Szczesny in angolo. Al 10’ rigore per la squadra di Garcia per un fallo di Bernardeschi, l’arbitro Zwayer dopo aver consultato il Var indica gli 11 metri. Dal dischetto Depay spiazza il portiere bianconero con un tocco sotto. 

Strada in salita per la Juve che ora deve segnare 3 gol per superare il turno. Passaggio in profondità per Ronaldo che incrocia con palla fuori di poco ma il portoghese è in offside. Al 19’ grande giocata di Bernardeschi che sulla destra supera due difensori, entra in area sulla linea di fondo e dribbla anche il portiere ma al momento del tiro viene murato da Marcelo. Poco dopo colpo di spalla di CR7, palla alta di poco. Alla mezz’ora spinge Rabiot sulla sinistra, il cross per Ronaldo viene intercettato da Marcelo.  

Cross di Cuadrado per l’incornata di Higuain, Lopes blocca a terra. Contropiede con Depay, al limite dell’area Alex Sandro ferma la trama offensiva. Al 38’ punizione dal limite per fallo su Bentancur, Ronaldo a giro impegna severamente Lopes che in tuffo a mano aperta si salva. Altra chance su calcio da fermo per la Juve al 43’, la palla viene toccata da Depay in barriera e l’arbitro ravvisa gli estremi del rigore. Ronaldo dal dischetto non sbaglia e spiazza il portiere.  

A inizio ripresa, minuto 51’ punizione tagliata di Pjanic, Lopes di pugni anticipa De Ligt. La Juventus gioca stabilmente nella metà campo avversaria coi francesi pronti a colpire in contropiede. Al 57’, dopo una azione prolungata, Lione al tiro con Bruno Guimaraes alto sopra la traversa. Al 59’ Ronaldo inventa il gol del 2-1, il portoghese porta palla e dai 20 metri lascia partire un tiro potente sul primo palo con Lopes che tocca ma non riesce deviare. Nel Lione fuori Denayer, dentro Andersen. Cross di Alex Sandro per Higuain anticipato da Andersen in angolo. Sul corner colpo di testa di Bonucci fuori di poco.  

Altri 2 cambi nel Lione, dentro Dembelé ed Reine Adelaide per Depay ed Ekambi. Ronaldo affonda sulla sinistra e crossa teso per Higuain ma il ‘Pipita’ non riesce nella deviazione vincente. Nella Juve Danilo per Cuadrado e Bernardeschi per Dybala. Occasionissima per Ronaldo al 75’, colpo di testa di CR7 su cross da calcio d’angolo con palla che sorvola la traversa. Nonostante i 5 mesi di inattività, la Ligue1 si è fermata a marzo per l’emergenza Covid, la squadra di Garcia ha energie da vendere. Al 78’ proteste dei francesi per un presunto fallo di mano di Bonucci in area, l’arbitro non ravvisa gli estremi del rigore. Palla a Dembelé in area, l’attaccante si gira ma De Ligt contiene il tiro.  

All’83’ finisce dopo una manciata di minuti la partita di Dybala che chiede il cambio, al suo posto Olivieri. Passano i minuti con la Juve sempre a caccia del gol qualificazione. Su azione d’attacco del Lione contropiede della Juve con Danilo che viene fermato in maniera fallosa da Marcal ammonito. Sono 6 i minuti di recupero. Al 92’ punizione dal limite invitante per la Juve, ci prova Ronaldo ma colpisce la barriera. Dalla bandierina va Bentancur, la difesa francese spazza. Non succede più nulla, il Lione si qualifica per i quarti di finale di Champions League.  

Agguato a Giugliano, 41enne ucciso a colpi di pistola in auto 

Un uomo di 41 anni è stato ucciso a colpi di arma da fuoco a Giugliano in Campania, provincia di Napoli. L’uomo si trovava all’interno della sua auto in via Primo Maggio, nei pressi della Villa Comunale, quando è stato avvicinato da una persona che ha esploso diversi colpi di arma da fuoco, ferendolo mortalmente. I fatti sono avvenuti intorno alle 19.45. Indaga la polizia. 

‘Diablo vive’, a un anno dall’omicidio manifesti a Roma per Piscitelli 

Migliaia di manifesti per ricordare il capo ultras Fabrizio Piscitelli ad un anno dalla sua uccisione. ‘Diabolik’, come lo chiamavano tutti, è stato ucciso lo scorso anno, il 7 agosto, da un killer vestito da runner mentre era seduto su una panchina del Parco degli Acquedotti. Proprio per la ricorrenza della sua morte, gli ultras della Lazio e i suoi amici hanno tappezzato tutte le zone di Roma con i manifesti raffiguranti l’immagine del fumetto di Diabolik e la scritta “Diablo Vive”, accompagnata dalla data 7/8/2019 – 7/8/2020.  

Fuori la sede degli Irriducibili, in via Amulio – dopo la cancellazione pretesa e ottenuta dal Comune di Roma – è stato anche realizzato nuovamente un murales in suo onore. Nel corso della giornata, previste altre iniziative per Piscitelli, ad un anno dal delitto, oltre che una messa in forma privata, riservata soltanto ai familiari. Dopo la messa è previsto un raduno del tifo organizzato biancoceleste per omaggiare “Diablo”.  

La sorella all’Adnkronos: “Fango contro di lui” 

A un anno dal delitto ancora nessun colpevole  

Tar accoglie istanza cautelare Fondazione Enasarco: sospesi provvedimenti ministero Lavoro  

“Il Tar del Lazio ha accolto completamente i ricorsi della Fondazione Enasarco per la sospensione delle note, degli atti e dei provvedimenti del Ministero del Lavoro volti a intimare al Cda della Fondazione di procedere all’elezione dei nuovi vertici nel mese di agosto”. Ne dà notizia una nota della Fondazione Enasarco.  

“Dopo mesi nei quali la Fondazione Enasarco è stata sottoposta a pressioni e interventi ministeriali e a invettive della Lista Fare Presto e dei suoi consiglieri presenti nel Consiglio stesso per «costringere» agenti e consulenti finanziari a votare nel mese di agosto e prima ancora addirittura in pieno lockdown, il Tar del Lazio ristabilisce un principio di giustizia e di realtà”, prosegue la nota. 

“Non possiamo che esprimere soddisfazione, dunque, rispetto a una decisione, quella del Tar del Lazio, che ha accolto i ricorsi della Fondazione stessa per la sospensiva delle iniziative ministeriali. Una decisione sacrosanta tanto più che la Fondazione ha fissato correttamente le nuove date del voto dal 24 settembre prossimo al 7 ottobre”, conclude la nota.  

Sla, ricercatori italiani identificano possibile bersaglio terapeutico  

Identificato un nuovo potenziale bersaglio terapeutico per il trattamento della Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), la più grave e conosciuta fra le malattie degenerative che colpiscono i motoneuroni, ossia i neuroni responsabili del movimento, localizzati a livello della corteccia cerebrale e del midollo spinale. La scoperta è opera di un gruppo di ricercatori guidati dall’Irccs ospedale San Raffaele, in collaborazione con Università degli studi di Milano e Istituto di biofisica del Cnr. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica ‘Nature Communication’. 

L’equipe ha osservato in laboratorio – in colture cellulari di motoneuroni e in modelli sperimentali di malattia – una riduzione del complesso molecolare del Retromer, un meccanismo che media il trasporto intracellulare delle proteine che stanno per essere riciclate o distrutte e che già da diversi anni è associato a malattie neurodegenerative, quali Parkinson e Alzheimer, ma mai alla Sla. I ricercatori hanno poi sviluppato una serie di molecole in grado di stabilizzare questo complesso molecolare, riducendo efficacemente nei modelli sperimentali il processo degenerativo dei motoneuroni. E rallentando, così, la progressione della malattia. 

“Il lavoro è di natura strettamente pre-clinica – precisa Gianvito Martino, neurologo e direttore scientifico dell’Irccs ospedale San Raffaele, tra i coordinatori dello studio insieme al professor Pierfausto Seneci dell’Università degli Studi di Milano e al dottor Mario Milani dell’Istituto di Biofisica del Cnr di Milano – e si basa su osservazioni fatte in modelli sperimentali della malattia. Ma, con debita cautela, pensiamo che questo approccio possa essere ulteriormente sviluppato sino alla sperimentazione sui pazienti – sottolinea – Sebbene al momento non esista una terapia in grado di guarire la Sla, negli ultimi anni le ricerche in questa direzione si sono moltiplicate e la speranza di trovare presto un rimedio definitivo si fa sempre più concreta”. 

Coronavirus, altri 552 casi e tre morti 

Crescono i nuovi contagi da coronavirus in Italia. Sono 552 i nuovi casi da ieri, 249.756 da inizio emergenza. E’ quanto emerge dal report giornaliero, diffuso dal Ministero della Salute e pubblicato sul sito della Protezione Civile. Ieri, l’aumento era stato di 402 casi. Nelle ultime 24 ore sono 3 i morti, 35.190 in totale. Purtroppo nessuna regione del Paese è a zero contagi. Il Veneto è la regione con più nuovi contagi, 183 da ieri, seguita da Lombardia (69) ed Emilia-Romagna (54). I positivi sono in tutto 12.924 attualmente positivi, 230 in più rispetto a ieri. Sono 201.642 le persone guarite da inizio emergenza, 319 nelle ultime 24 ore. Sono 59.196 i tamponi fatti da ieri, il totale sale a 7.158.909. 

La situazione in Italia  

In Lombardia nessun morto e 69 nuovi contagi  

Lopalco: “Alcuni focolai causati da persone andate al lavoro con febbre” 

“Ricordiamoci una regola importantissima: con la febbre si sta a casa. Purtroppo noi abbiamo avuto degli importanti focolai causati da persone che sono andate in giro e persino a lavorare con la febbre. Questo oggi non è ammissibile”. Lo ha detto Pierluigi Lopalco, docente di Igiene all’Università di Pisa e responsabile delle emergenze epidemiologiche della Regione Puglia, a margine della riunione che si è svolta in Prefettura a Bari alla presenza di tutti i prefetti e delle autorità di sicurezza dei sei capoluoghi di provincia e del governatore Michele Emiliano, chiesta da quest’ultimo per fare il punto sull’andamento dell’emergenza epidemiologica da Covid19 e per affrontare il tema dei controlli e del rispetto delle normative.  

“Noi dobbiamo fare la nostra parte, il cittadino deve fare la propria parte”, ha proseguito. “Le regole sono sempre quelle: cerchiamo di stare distanti, cerchiamo di indossare la mascherina quando siamo in presenza di altri sconosciuti e soprattutto nei luoghi chiusi e laviamoci le mani. Quello che abbiamo fatto – ha detto il Lopalco – è dare concretezza a quello che fino ad oggi molti hanno concepito come uno slogan, cioè: dobbiamo convivere con il virus.C’è un virus che circola, che all’inizio dell’anno ha creato una crisi importantissima. Noi adesso questo virus lo conosciamo, sappiamo come gestirlo.  Dobbiamo trasformare quella che fino a ieri era un’emergenza sanitaria in quella che è la normale, ordinaria amministrazione di una epidemia”, ha sottolineato.  

“Su questo noi siamo pronti. Oggi in Prefettura abbiamo parlato di controlli e di regole. Le regole ci sono, abbiamo regolamentato davvero ogni attività, i controlli devono essere intensificati. Abbiamo anche avuto i numeri e sono dei numeri impressionanti, perché sono migliaia i controlli che le Forze dell’ordine hanno fatto nelle scorse settimane e continuano a fare. Il mio appello personale e accorato – ha concluso Lopalco – è quello di ristabilire una forte alleanza fra il cittadino pugliese, un cittadino maturo che deve rendersi conto che dobbiamo continuare a vivere convivendo con questo virus, e lo Stato e la Sanità”.  

Coronavirus, Zaia: “Dal 18 maggio 1.500 positivi in più” 

“Ad oggi i positivi sono 20.535, rispetto al 18 maggio 1.500 di più”. Questi i dati del bollettino fornito dal presidente della regione Veneto Luca Zaia, oggi, in conferenza stampa. “I ricoverati il 18 maggio erano 541, oggi sono 111, siamo in costante calo. Dalla stessa data siamo passati in terapia intensiva da 51 a 9 persone. I morti sono passati da 1.803 a 2.078. Aumentano i dimessi, oggi ne abbiamo 3.763”.  

E’ stato, inoltre, approvato il piano di sanità pubblica. “E’ il piano di una regione che ha guardato in faccia il Covid. Ne approfitto per ingraziare tutti quelli che hanno lavorato fino ad oggi”, afferma. E ringrazia anche i giornalisti, “se non avessimo avuto voi giornalisti non saremmo riusciti a spiegare alcuni passaggi che abbiamo fatto, come il lockdown”. Il piano “si basa su alcuni pilastri fondamentali: prevenzione, capacità diagnostica, assistenza sanitaria territoriale, emergenza urgenza, assistenza ospedaliera, servizi informativi regionali”, conclude Zaia. 

Cossiga e le lettere inedite con gli ex Br: “Mi sento in colpa per la sua prigionia” 

“Ho letto con attenzione, trepidazione e commozione la sua lettera… perché in fondo mi sento anche un po’ ‘colpevole’ della tua prigionia, essendo stato uno di quelli che hanno combattuto quella guerra, e per di più per essermi trovato dalla parte dei vincitori”. Le parole sono dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, scomparso dieci anni fa, nella corrispondenza di cui parla oggi il Corriere della Sera, con Fabrizio Melorio, brigatista che all’ex presidente aveva raccontato il passaggio dall’essere ‘suo nemico giurato nel ’77 a condividere molte delle cose che lei sostiene’. Così il giornale parla delle lettere inedite di Cossiga e gli ex Br. Un anno dopo il fallito tentativo di concedergli la grazia nell’estate 1991, l’ormai ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga incontrò Renato Curcio, uno dei fondatori delle Brigate rosse. Il colloquio avvenne a quattr’occhi, nel carcere romano di Rebibbia, il 25 novembre 1992, quando Cossiga aveva lasciato il Quirinale da sei mesi.  

Cossiga e Curcio parlarono di molte cose, dal ‘carattere sociale e politico del fenomeno armato’, che l’ex capo dello Stato non definiva terrorismo bensì ‘sovversivismo di sinistra’, al caso Moro, alla vicenda della grazia abortita. Cossiga spiegò che nelle sue intenzioni quell’atto di clemenza unilaterale doveva essere un primo passo per superare le leggi di emergenza a cui lui stesso aveva contributo, prima da ministro dell’Interno e poi da presidente del Consiglio, quando le Br avevano lanciato il loro ‘attacco al cuore dello Stato’. I vertici delle forze di sicurezza erano d’accordo, ma i parenti delle vittime no, al pari di alcune forze politiche; in primo luogo l’ex Pci divenuto Partito democratico della sinistra. ‘Il senatore Cossiga ha commentato che, in effetti, la nostra esperienza, per molti di quel partito, rappresenta ciò che essi hanno segretamente desiderato e mai apertamente osato fare’, ha scritto Curcio in un resoconto dell’incontro conservato nell’archivio privato del presidente emerito. Insieme a un biglietto inviato al fondatore delle Br per ringrazialo dell’incontro che ‘è stato per me di grande interesse politico, culturale, e soprattutto umano’.  

Risposta dell’ex brigatista: “Debbo dirle che dopo anni di fuoco, non solo metaforico, e di K (nell’estrema sinistra il ministro dell’Interno del ’77 veniva chiamato Kossiga, con la doppia S stilizzata come il simbolo delle SS naziste, ndr ), ho sentito la nostra stretta di mano come segno di una nuova maturazione personale… Il colloquio mi ha lasciato una visione più chiara dei sentieri percorsi e anche di me stesso, e di ciò le sono grato”. Curcio comincerà a uscire dal carcere solo l’anno successivo, in un periodo in cui Cossiga (non più Kossiga bensì il ‘picconatore’ del sistema di cui era stato parte) ha intrattenuto rapporti epistolari e diretti con molti ex terroristi. In prevalenza di sinistra, ma non solo. Nel suo archivio donato alla Camera dei deputati, oltre al carteggio con Curcio ci sono le lettere inviate ad altri brigatisti come Prospero Gallinari, Mario Moretti e Germano Maccari, militanti dell’Unione dei comunisti combattenti, pentiti come Marco Barbone e l’ex di Prima linea Roberto Sandalo, esponenti dell’Autonomia operaia fuggiti in Francia per evitare il carcere, a cominciare da Toni Negri. Il quale, una volta rientrato in Italia per finire di scontare la pena, si rivolse all’ex presidente per chiedere una buona parola con un dirigente della Digos.  

Su sollecitazione di Cossiga, in virtù di un’antica conoscenza personale e ‘come primo effetto della reciproca smobilitazione ideologica’, Negri gli dava del tu, e il 12 aprile 1998, giorno di Pasqua, gli scrisse per fargli gli auguri e ‘per chiederti di intervenire eccezionalmente in mio favore’. Dopo un primo diniego, il professore detenuto aspirava a ottenere un permesso per ‘una brevissima vacanza’, però serviva che la polizia ‘dichiarasse insussistente, come in realtà è, il pericolo di fuga’. Così Negri s’ era rivolto al presidente emerito: ‘Mi permetto di insistere con te perché, se ti è possibile, tu faccia questo intervento. Ti ringrazio fin d’ora per quello che potrai fare’. All’ex carceriere di Moro Prospero Gallinari, scarcerato per motivi di salute, Cossiga scrisse il 5 maggio ’94: ‘Sono lieto che Lei sia rientrato a casa e formulo gli auguri più fervidi per una vita normale e serena’.  

Beirut, notte di disordini: polizia usa lacrimogeni 

E’ esplosa nella notte la rabbia dei libanesi, dopo la devastante esplosione che martedì ha distrutto parte di Beirut, capitale di un Paese piegato da una grave crisi economica. La Bbc dà notizia di scontri tra manifestanti antigovernativi e forze di sicurezza, che hanno usato i lacrimogeni contro decine di dimostranti nei pressi del Parlamento, nel cuore di Beirut, poche ore dopo la visita del presidente francese Emmanuel Macron. Secondo l’agenzia libanese Nna, che parla di diversi feriti, i manifestanti hanno lanciato pietre e sassi contro gli agenti. 

 

Coronavirus, in 24 ore più di 2.000 morti 

La pandemia di coronavirus ha fatto negli Stati Uniti più di 160.000 morti su ben oltre 4,8 milioni di casi confermati. Gli ultimi dati della Johns Hopkins University parlano infatti di 4.883.646 contagi con 160.104 decessi e quasi 1,6 milioni di persone guarite. Negli Usa, primo Paese al mondo per numero di contagi e di vittime, in 24 ore si sono registrati più di 2.000 morti, il bilancio più triste da inizio maggio, secondo un conteggio della Jhu diffuso nelle ultime ore.  

TikTok, Trump firma ordine esecutivo: “Vendita o scatta divieto” 

Donald Trump passa ai fatti. Il presidente americano, che nelle scorse settimane aveva minacciato di mettere al bando TikTok negli Usa, ha firmato un ordine esecutivo che vieta “qualsiasi transazione” con la società cinese ByteDance, proprietaria di TikTok. Il divieto entrerà in vigore tra 45 giorni, mentre crescono le tensioni tra l’Amministrazione Usa e Pechino, e riguarda “qualsiasi transazione da parte di chiunque, o di qualsiasi proprietà, soggetta a giurisdizione negli Stati Uniti, con ByteDance o le sue controllate”. 

Tutto perché la diffusione di “applicazioni mobili sviluppate e di proprietà di aziende della Cina minaccia la sicurezza nazionale, la politica estera e l’economia Usa”. L’ultima mossa di Trump – mentre si parla di un possibile accordo per la cessione a Microsoft – sembra obbligare ByteDance a vendere la partecipazione nelle operazioni di TikTok negli Usa. Nel mirino di un altro, analogo ordine esecutivo è finita anche WeChat, altra un’altra app cinese. 

TikTok, app popolarissima tra i giovani, è accusata di captare in modo automatico “grandi quantità di informazioni” degli utenti, anche altre attività in rete e dati sulla localizzazione. E la denunciata raccolta di dati, secondo l’ordine esecutivo, “rischia di consentire al Partito comunista cinese l’accesso a informazioni personali e di proprietà degli americani”, motivo per cui “gli Stati Uniti devono adottare azioni aggressive contro la proprietà di TikTok a tutela della sicurezza nazionale”. 

L’app è anche accusata di “censurare” ciò che il Partito comunista cinese considera “politicamente sensibile” e “può essere utilizzata per campagne di disinformazione a beneficio del Partito comunista cinese”. WeChat è di proprietà della società cinese Tencent. 

 

Palloncini incendiari su Israele, raid contro obiettivi Hamas a Gaza 

Raid aerei israeliani hanno colpito nella notte obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza in risposta al lancio di palloncini incendiari contro Israele. Lo hanno confermato le forze israeliane (Idf). “Terroristi a Gaza hanno lanciato palloncini esplosivi contro Israele – si legge in un tweet delle Idf – In risposta i nostri caccia hanno colpito infrastrutture sotterranee del terrore a Gaza. Non lasceremo che Hamas terrorizzi i civili israeliani”. 

Palermo, sorpreso mentre intasca tangente: arrestato dirigente discarica Bellolampo 

Sorpreso mentre intasca una tangente da 5.000 euro, un dirigente della discarica di Bellolampo di Palermo è stato arrestato dalla Dia in flagranza di reato. L’accusa è di corruzione aggravata.  

Arrestati anche due imprenditori che operano nel campo dello smaltimento dei rifiuti. In manette sono finiti Emanuele Gaetano Caruso di 53 anni, imprenditore con interessi nel settore dei rifiuti; Daniela Pisasale di 45 anni di Siracusa, titolare di diverse società operanti nel campo del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti (rappresentante della Realizzazioni e Montaggi s.r.l. ed amministratore unico della Ecoambiente Italia s.r.l., entrambe con sede a Siracusa, e Vincenzo Bonanno di 62 anni, Direttore Tecnico per la discarica di Bellolampo di Palermo, definita dalla Commissione antimafia regionale “simbolo della crisi rifiuti in Sicilia”, gestita dalla RAP s.p.a., società partecipata del Comune, che si occupa della lavorazione dei rifiuti solidi urbani provenienti dai Comuni di Palermo e di Ustica. 

Gli investigatori della Dia, a conclusione di un prolungato servizio di osservazione e pedinamento hanno sorpreso Caruso “nell’atto di consegnare a Bonanno una busta contenente 5000 euro in contanti”, dicono gli inquirenti. Successiva perquisizione ha consentito di rinvenire, all’interno di un’autovettura, ulteriori 13.250 euro. 

L’intera somma di denaro è stata sottoposta a sequestro. Gli arrestati sono stati associati alla Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’operazione rientra in una più ampia indagine, condotta dalla Dia, con il coordinamento della locale Direzione Distrettuale Antimafia, diretta ad esplorare i concreti interessi della criminalità organizzata di stampo mafioso nel ciclo dei rifiuti.  

Coronavirus, D’Amato: “Nel Lazio 18 casi, due di rientro dalla Sicilia” 

“Oggi registriamo 18 casi e zero decessi”. Dei nuovi contagi di Covid, “due sono casi di rientro dalla Sicilia, uno individuato in fase di screening da parte della Asl e un caso di importazione dall’Etiopia”. Lo afferma l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.  

Nella Asl Roma 1 sono tre i casi nelle ultime 24 ore: un ragazzo di 15 anni ora ricoverato all’Umberto I, ed è stata avviata l’indagine epidemiologica; un uomo di rientro dall’Etiopia per il quale è stato avviato il contact tracing internazionale, e una donna con link a un caso di rientro da Catania. Nella Asl Roma 2 sono 4 i casi nelle ultime 24 ore, di cui due hanno un link con un cluster già noto e isolato e uno è di rientro dalla Sicilia, è stata avviata l’indagine epidemiologica. Nella Asl Roma 3 sono due i casi nelle ultime 24 ore.  

Nella Asl Roma 5 si registra un caso nelle ultime 24 ore, un uomo di Guidonia con un link ad un cluster già noto e isolato. Nella Asl Roma 6 sono 3 i casi nelle ultime 24 ore: due donne, madre e figlia, con link familiare a un caso già noto e isolato e un uomo di 49 anni individuato in fase di screening da parte della Asl. Infine, nelle province si registrano tre casi e zero decessi nelle ultime 24 ore. Due contagi sono stati registati nella Asl di Rieti, due donne con un link familiare ad un caso già noto e isolato. Il terzo caso riguarda la Asl di Frosinone e si tratta di una donna individuata in fase di pre-ospedalizzazione. 

Nel Lazio attualmente sono 993 i positivi a Covid-19, di cui 185 ricoverati e 8 in terapia intensiva, mentre 800 sono in isolamento a casa. I deceduti sono 865, i guariti salgono a 6.886 e il totale dei casi esaminati è pari a 8.744. Questo il bollettino quotidiano dell’assessorato regionale alla Sanità.  

“Voglio rivolgere un appello a donare il sangue prima di andare in ferie, è un gesto di generosità verso il prossimo” ha detto D’Amato, specificando che “i donatori riceveranno gratuitamente il test sierologico”. 

Coronavirus, Bassetti: “I nuovi positivi non sono malati” 

“La positività al tampone non vuol dire che abbiamo un malato. E, dunque, anche il dato di oggi dei 402 positivi non vuol dire che abbiamo altrettanti nuovi malati”. Lo afferma all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, che spiega: “Ormai sappiamo che la larga maggioranza dei casi è composta da asintomatici o paucisintomatici, quelli che hanno una forma ‘mild’ di Covid-19, come direbbero gli anglosassoni. Il dato che dobbiamo valutare, il ‘termometro’ dell’epidemia, è piuttosto quello dei ricoveri, in particolare in terapia intensiva”, rimasto stabile da qualche settimana. 

Dunque il dato di oggi “non deve allarmarci, ma spingerci a tenere alta la guardia, osservando le misure come il distanziamento sociale, l’igiene e l’uso della mascherina”. Anche perché le oscillazioni quotidiane sono legate “al numero di tamponi, e ogni settimana in genere questo numero è più alto il venerdì e più basso durante il fine settimana. Invito a guardare, piuttosto, la percentuale di positività rispetto ai tamponi, che la scorsa settimana era intorno allo 0.55%: se rimane su questi numeri non c’è motivo di particolare allarme, perché più grande è la rete, più numerosi sono i pesci” pescati. In ogni caso la ‘fotografia’ che arriva dai dati del ministero della Salute “indica che è importante continuare con le misure di distanziamento, perché il virus circola”. L’esperto si dice inoltre preoccupato per la variabilità dei criteri “di ricovero per Covid-19 nelle varie regioni: vanno unificati, perché è impossibile e scorretto ricoverare chiunque abbia solo 37,5 di febbre”. E questo potrebbe creare seri problemi alle strutture del Servizio sanitario nazionale in autunno-inverno, con “il ritorno della stagione influenzale”, aggiunge Bassetti. 

“Nel nostro Paese si fanno pochi controlli sulle persone che arrivano dall’estero, anche da Paesi dove il virus circola. E nessuno vuol fare speculazione politica: dunque penso a quanti arrivano con i barconi, ma soprattutto con aerei, auto private e pullman”. “Io stesso – racconta – nei giorni scorsi ho visto un’automobile con una targa dalla Bulgaria e delle persone che riposavano in autogrill, chi le ha controllate? E’ stato detto loro di mettersi in quarantena? Chi avvisa quanti arrivano da un Paese endemico via Europa di rispettare la quarantena? Il timore è che tanti non vengano intercettati”, conclude.  

Bergamo, infermiere ruba bancomat a malato Covid 

Il 13 marzo scorso, in piena emergenza Covid, era stato ricoverato in terapia intensiva e un mese dopo, il 14 aprile, è morto a causa del Coronavirus. Ma questo non ha fermato un infermiere di 41 anni che gli ha sottratto bancomat e Pin derubandolo di circa 7mila euro. La vicenda, che vede come vittima un pensionato di 66 anni di Cividate al Piano (Bergamo), è avvenuta tra fine marzo e i primi di aprile in una struttura “d’eccellenza” della Bergamasca, spiegano gli inquirenti all’Adnkronos, ma della quale si è deciso di non diffondere il nome.  

E’ in questo ospedale infatti che mentre stava morendo il paziente 66enne è stato derubato. Ad accorgersi del furto sono state le sorelle della vittima, accorgendosi, i primi di maggio, che dall’estratto conto bancario del fratello mancavano 7mila euro. Spese effettuate mentre l’uomo era ricoverato gravemente in terapia intensiva.  

Le sorelle si sono quindi rivolte a un avvocato che ha presentato denuncia presso la polizia locale di Romano di Lombardia. Oltre a prelievi in contante e rifornimenti di benzina, il bancomat era stato utilizzato, in soli 15 giorni, per acquistare tv, computer, borse, bilance digitali, due Airpods, un taglia barba e casse wi-fi. Tutti oggetti che sono stati poi rinvenuti e recuperati dalla polizia locale, scontrini compresi, durante le perquisizioni effettuate presso il domicilio dell’operatore sanitario. L’uomo è stato denunciato per furto aggravato e utilizzo fraudolento di tessera bancomat.