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Categoria: Adnkronos

Il silenzio loquace di Draghi

“Si discute molto del ‘silenzio’ di Draghi in queste ore. In effetti, il governo ha appena varato un provvedimento importante e severo, quello sul green pass, e il premier ha pensato bene di mandare in sala stampa un drappello di ministri a spiegare, evitando con cura di prendere la parola in prima persona. Cosa consueta per lui, e assai meno consueta per i suoi predecessori. Oltre che per i nostri costumi, s’intende. 

Draghi mostra di avere una idea tutta sua di come si fa il capo del governo, e di esservi tenacemente affezionato. Non gli appartengono i proclami stentorei, né i ricami lessicali, né le narrazioni più o meno fantasiose. Per lui, devono essere i fatti a parlare, e non già le parole a spiegare i fatti. Cosa che al pubblico piace a metà, e ai media (ovviamente) non piace affatto. 

Così si pone al centro della scena pubblica il controverso valore del ‘silenzio’. Inteso come una forma di apprezzabile discrezione da una parte. E di deprecabile opacità dalla parte opposta. Non si tratta di una disputa inedita, tutt’altro. La nostra storia repubblicana è affollata di reticenze che a suo tempo hanno dato scandalo. Anche quando magari servivano a tutelare alcuni segreti di Stato e ad evitare guai più gravi. 

Il politico che tace ingenera infatti un sospetto legato agli arcani del potere. E dunque suscita quasi naturalmente una diffusa disapprovazione. Basta ripercorrere gli annali della prima repubblica per ricordare la quantità di volte in cui una reticenza nel discorso pubblico, un omissis nei verbali processuali, un’ombra lasciata a presidio di un interesse di Stato hanno finito per dar vita a un racconto tenebroso delle nostre vicende. 

Dunque, si comprende il nostro istinto nel voler cercare di illuminare ogni frammento della scena politica. Lo si comprende, ma non è detto che lo si debba ripetere tale e quale in ogni circostanza. Infatti, il Draghi che non si espone alle domande dei giornalisti non è l’Andreotti che a proposito dei servizi segreti teorizza che ‘troppa luce abbaglia’, né il Taviani che manovra con il suo ‘operoso silenzio’ nelle trame congressuali della Dc, né il Moro che appone il segreto di Stato sui verbali del Sifar. 

Ora, io non credo affatto che certi silenzi del passato fossero tutti complici, tantomeno tutti nefasti. Occorrerebbe distinguere tra un silenzio e l’altro, ovviamente. E poi considerare quello che era lo sfondo di quell’epoca, il mondo di allora, con i suoi conflitti e i suoi pericoli. Né si può dire con certezza che tutta la trasparenza, diciamo pure l’eccesso di indiscrezione, che vi hanno poi fatto seguito siano così indicativi di un’etica pubblica migliore di quella dei nostri padri. 

Ma lasciamo pure il dilemma sui nostri trascorsi agli storici, e torniamo al presente. Solo per segnalare che forse anche il silenzio di Draghi è un tentativo di dire qualcosa. E cioè che nel bel mezzo di una disputa politica arroventata e fin troppo loquace il compito che il capo del governo si dà è quello di calmierare gli annunci, e di farsi giudicare semmai sulle decisioni piuttosto che sulle intenzioni, per buone che siano. 

Il presidente del consiglio appare infatti quasi compiaciuto di questa sua inclinazione all’understatement. E anche certe sue assenze dal palcoscenico sembrano alludere a una vera e propria strategia di comunicazione. Discutibile, ovviamente, come tutte. Ma non priva di un suo perché. E magari anche di una sua virtù nascosta. 

Il suo è un tentativo di parlare con i fatti. Tentativo che a sua volta contiene l’auspicio, o forse l’illusione, che i fatti parlino per lui. Scommetterei che in questo suo defilarsi si nasconda perfino una punta di civetteria. Che sia cioè un modo per dar vita a una leadership più densa e più fitta di quelle che abbiamo visto all’opera e che hanno finito con l’essere sotterrate dalla quantità di parole che avevano quasi inutilmente accumulato giorno per giorno, ora dopo ora. 

In una parola, il silenzio di Draghi è criptico. Ma forse anche più loquace che non opaco”. (di Marco Follini) 

Covid oggi Toscana, 418 contagi: bollettino 19 settembre

Sono 418 i contagi da coronavirus in Toscana oggi, 19 settembre 2021, secondo i numeri covid del bollettino della regione. I dati sopno stati anticipati dal governatore Eugenio Giani sui social. “I nuovi casi registrati in Toscana sono 418 su 17.876 test di cui 8.485 tamponi molecolari e 9.391 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 2,34% (7,3% sulle prime diagnosi)”, scrive Giani, aggiungendo che i vaccini attualmente somministrati in Toscana sono: 5.206.745. 

Green pass obbligatorio, Giorgetti: “Serve ad aumentare libertà”

“Le decisioni difficili assunte dal Governo”, come il Green pass obbligatorio sui luoghi di lavoro, “sono volte a questo, non a limitare la libertà, ma ad aumentare la libertà e l’incontro. Abbiamo fatto queste misure per riaprire”. Così il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, durante una conferenza stampa al Micam, a Rho Fiera Milano. “L’alternativa era quella di rischiare di tornare indietro a situazioni che non vorremmo più rivedere”, ha aggiunto. 

Secondo il ministro, che ha parlato di “Rinascimento” si sta uscendo “da una specie di guerra, che ha prodotto a livello nazionale e globale gli effetti di una guerra. In questa fase l’imprenditoria italiana è chiamata a tirare fuori il meglio di sé. Dagli italiani possiamo avere estro, non gli si chieda di avere disciplina. Noi – ha sottolineato – dobbiamo essere capaci di presentarli”. Il Governo, e così il suo ministero, “si sta muovendo, abbiamo dei tavoli dove stiamo cercando di raccogliere proposte e suggerimenti. E una fase che presenta molti rischi e opportunità. Lo Stato deve esserci. Sono felice di essere qui in questo momento in cui riapriamo al contatto”. 

Covid oggi Israele, 7.445 contagi

In Israele sono 7.445 i contagi da Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore. Lo ha reso noto il ministero della Sanità israeliano spiegando che il 6,21 per cento dei 139.167 test effettuati è risultato positivo. 

In ospedale, circa 726 degli attuali pazienti ricoverati per complicanze del coronavirus sono in gravi condizioni, di cui 195 intubati. Il bilancio delle vittime è di 7.511, come riferisce il Jerusalem Post. 

Green pass obbligatorio, boom prenotazioni vaccino: regole per lavoratori

Effetto Green pass obbligatorio sui vaccini, con le nuove regole per i lavoratori: aumentano le prenotazioni di vaccino covid-19 in Italia. Ad affermarlo il commissario straordinario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo: “A livello nazionale, si è verificato un incremento generalizzato delle prenotazioni di prime dosi tra il 20% e il 40% rispetto alla scorsa settimana”. Inoltre ieri, sabato 18 settembre, “si è riscontrato un aumento del 35% di prime dosi rispetto alla stessa ora di sabato scorso” ha sottolineato aggiungendo: “Considerando che la maggior parte dei centri vaccinali sono ad accesso libero, occorre monitorare, nei prossimi giorni, l’andamento delle adesioni per valutare se il trend attuale si consoliderà in maniera strutturale”.  

A oggi sono quasi 41 milioni (40.916.433) le persone vaccinate (che hanno completato il percorso, pari al 75,76% della popolazione over 12) come si legge nel report pubblicato dal ministero della Salute sul sito. Il totale delle somministrazioni è pari a 82.278.770. 

Green pass subito dopo la prima dose del vaccino anti-covid ai fini di agevolare l’estensione dell’obbligo a tutti i lavoratori, sia privati che dipendenti pubblici. E’ quanto previsto dal decreto approvato dal Consiglio dei ministri all’unanimità e in vigore a partire dal 15 ottobre. E il Green pass entra in vigore non più “dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione” della prima dose ma “dalla medesima somministrazione”. 

Dal 15 ottobre il Green pass sarà obbligatorio per i lavoratori, sia per i privati che per i dipendenti pubblici. Ma cosa rischia il lavoratore che ne è sprovvisto? Con l’introduzione dell’obbligo vengono previste multe fino a 1.500 euro per chi viene trovato senza certificato. Il decreto varato in Consiglio dei ministri prevede anche la sospensione e lo stop dello stipendio per chi è senza Certificazione verde, ma non il licenziamento. 

Più nel dettaglio, “l’accesso del personale nei luoghi di lavoro” senza green pass è punito con una “sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 600 a euro 1.500”, si legge. Sospesi dal lavoro e senza retribuzione i lavoratori che si presenteranno sul posto di lavoro sprovvisti di green pass. Il dipendente senza passaporto vaccinale è infatti “considerato assente ingiustificato e, a decorrere dal quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro è sospeso fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque non oltre il 31 dicembre 2021, e, in ogni caso, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro”. 

Per il periodo di sospensione, i lavoratori senza Green pass sono “considerati assenti ingiustificati, e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato. In ogni caso i lavoratori mantengono il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro”. In sintesi, nessun licenziamento. 

Multe non solo per i dipendenti ma anche per i datori di lavoro che non controllano. Il dl approvato dal Consiglio dei ministri oggi sull’estensione del passaporto vaccinale prevede infatti siano a loro a controllare, con multe -per chi non lo fa- che vanno da 400 a mille euro. 

Il Green pass si potrà visualizzare, acquisire e scaricare -nonché stampare- attraverso diversi canali digitali. Le fonti sono diverse: sul sito dedicato; attraverso il sito del fascicolo sanitario elettronico regionale; sull’app Immuni; con l’app IO. Per chi ha difficoltà, o indisponibilità, nell’uso di questi strumenti digitali, saranno coinvolti medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e farmacisti che hanno accesso al sistema tessera sanitaria. Per maggiori informazioni si può visitare il sito appositamente creato dal governo (www.dgc.gov.it/web/) o contattare il numero verde dell’App Immuni al 800.91.24.91 attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20. 

Il Green pass in Italia è destinato ad avere una durata di 12 mesi. Il Cts ha dato infatti il via libera alla proroga da 9 mesi a un anno della scadenza del certificato verde covid-19. Secondo le regole inizialmente stabilite, la validità del documento è stata collegata alla modalità di rilascio del documento. In caso di vaccino ricevuto, per la prima dose dei vaccini che ne richiedono due, pass generato subito dopo la somministrazione con validità fino alla dose successiva; in caso di seconda dose o dose unica per pregressa infezione, certificazione generata entro i due giorni successivi e valida per 9 mesi (270 giorni) dalla data di somministrazione; per il vaccino monodose, green pass generato subito dopo la somministrazione e validità per 9 mesi. Nei casi di tampone negativo, certificato Covid generato in poche ore e validità per 48 ore dalla dall’ora del prelievo. Nei casi di guarigione, generato entro il giorno seguente e validità di 180 giorni.  

Covid e scuola, Brusaferro: “Presto per togliere mascherine, anche in classi di soli vaccinati”

L’estensione del Green Pass obbligatorio aiuterà a “rafforzare i due pilastri della lotta al virus: copertura immunitaria grazie ai vaccini e comportamenti sociali corretti”. Così Silvio Brusaferro, in una intervista a La Stampa plaude alla mossa del governo, ma, sul proposito di allungare a 72 ore la validità del tampone molecolare, avverte: “L’incubazione con la variante Delta è più veloce e, più tempo passa dall’esecuzione del test, più può aumentare il rischio di esposizione al virus”. Il presidente dell’Istituto superiore di Sanità e portavoce del Comitato tecnico scientifico fa capire che serve ancora prudenza, anche sulla richiesta di portare alla massima capienza le sale di cinema e teatri: “C’è una valutazione in corso, a noi il governo non ha ancora chiesto formalmente un parere, vedremo nelle prossime settimane”. 

Con il Green Pass nei luoghi di lavoro “l’obiettivo – spiega l’esperto – è convincere i molti esitanti, con particolare attenzione alla fascia d’età 50-59 anni, che è la più numerosa e ha un 18% senza nessuna protezione: è una percentuale significativa, sono circa 2 milioni di persone che devono cogliere l’importanza della vaccinazione”. “Dobbiamo raggiungere la copertura più alta possibile, non c’è una soglia precisa da poter indicare oggi. I punti di riferimento – spiega – sono la circolazione del virus, quindi l’incidenza dei contagi, e la necessità dei positivi di ricorrere a cure sanitarie, quindi i ricoveri. In base a questi dati si faranno le valutazioni”. 

“È importante – afferma – riuscire a mantenere la didattica in presenza e, in quest’ottica, è incoraggiante l’adesione molto positiva dei giovani alla campagna vaccinale. Sotto i 12 anni, però, almeno per questa prima parte dell’anno scolastico, non ci si può ancora vaccinare e questo rappresenta un punto debole”. Quindi l’idea di far togliere la mascherina nelle classi in cui sono tutti vaccinati è azzardata? “No, quello è lo scenario di arrivo. Con un numero sempre più alto di persone immunizzate, si cercherà di ridurre le misure di sicurezza e le “barriere”. Oggi non siamo ancora in questa condizione: l’orizzonte di riferimento è una situazione di controllo del virus, con il quale dobbiamo imparare a convivere”. 

Covid, Gelmini: “Vicini a normalità, incentiviamo vaccini”

Il traguardo è vicino: “Con l’85% della popolazione vaccinata avremo un autunno quasi normale” e le riaperture di tutte le attività, discoteche comprese, sono “già previste” se i numeri rimarranno “sotto controllo”. Lo assicura Mariastella Gelmini, ministra per gli Affari Regionali in una intervista al Corriere della Sera dove rivendica il ruolo di Forza Italia, nelle politiche di contrasto al Covid, e frena su ipotesi di federazione con la Lega: “Non vedo l’esigenza di particolari accelerazioni”. Pochi hanno un Green pass esteso come in Italia: era davvero necessario? “Assolutamente sì – assicura Gelmini – . Dobbiamo stroncare la circolazione del virus e le varianti per continuare a riaprire il Paese. Con il Green pass proteggiamo vita, lavoro e attività economiche: è un piccolo sacrificio che porta grandi benefici. Il mondo intero ci guarda e le parole di Fauci sono una ulteriore conferma che siamo sulla strada giusta”. 

“Come ha detto il premier Draghi, questo ultimo decreto sul Green pass è un provvedimento pensato per continuare ad aprire. Dobbiamo capire quale sarà l’impatto dell’avvio dell’anno scolastico. Se i numeri dei contagi saranno sotto controllo è già previsto che si possa procedere ad aumentare le capienze per tutti gli eventi e a riaprire le attività ancora chiuse, anche le discoteche”. Sul Green pass “non ci sono stati problemi. Il governo è stato compatto in cabina di regia e in Cdm. Non giudico l’atteggiamento di Salvini: è un leader politico che si è vaccinato, i suoi ministri e i suoi governatori sono sulla linea dell’esecutivo. L’obiettivo del green pass è incentivare le vaccinazioni, non i tamponi”. 

SpaceX, rientrati sulla Terra i primi 4 turisti spaziali

Quattro civili, i primi 4 turisti spaziali di SpaceX, sono atterrati in Florida dopo aver completato la prima escursione orbitale al mondo guidata solo da astronauti dilettanti. La loro capsula è ammarata al largo della costa della Florida poco dopo le 19 ora locale, secondo un video trasmesso dalla compagnia di Elon Musk. 

Il razzo Falcon 9 che trasportava la capsula SpaceX Dragon è decollato dal Kennedy Space Center della Florida mercoledì alle 20:02 ed è entrato ufficialmente in orbita quasi 50 minuti dopo. Tre i passeggeri che si sono uniti ad Isaacman nel primo volo spaziale umano interamente civile: Hayley Arceneaux, l’assistente di un medico che da bambina ha sconfitto il cancro alle ossa; Chris Sembroski, un veterano dell’aeronautica e ingegnere dei dati aerospaziali; e il geoscienziato Sian Proctor. I dilettanti sono già andati nello spazio, ma mai senza la presenza di astronauti o cosmonauti addestrati.

 

Covid oggi Piemonte, 237 contagi: bollettino 18 settembre

Sono 237 i contagi da coronavirus in Piemonte oggi, 18 settembre 2021, secondo i dati e i numeri covid del bollettino della regione. Registrati altri 4 morti. I nuovi casi (di cui 82 dopo test antigenico) sono pari allo 0,7% di 36.194 tamponi eseguiti, di cui 31.200 antigenici. Dei 237 contagi, gli asintomatici sono 118 (49,8%). 

I ricoverati in terapia intensiva sono 22 ( -1 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 197 (-9 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 3.646. 

I pazienti guariti diventano complessivamente 365.129 (+213 rispetto a ieri). 

X Factor, un italiano (in)canta in Romania: chi è Nick Casciaro – Video

Un italiano canta (e incanta) a X-Factor in Romania. Nick Casciaro, nato a Bolzano, ha brillato con la sua interpretazione di Leave a light on sul palco del talent show trasmesso in Romania sulla prima rete nazionale, Antena 1 Channel. “Ancora emozionato condivido con voi il video della mia prima esibizione a X-Factor Romania”, scrive su Facebook il cantante, in passato ad Amici e Italia’s got talent. “Grazie a tutti quelli che in queste ore mi hanno inviato messaggi meravigliosi, alla mia famiglia e ai miei amici che mi supportano, al mio team al lavoro per questo nuovo progetto”, aggiunge.

 

 

 

Covid oggi Emilia Romagna, 403 contagi: bollettino 18 settembre

Sono 403 i contagi da coronavirus in Emilia Romagna oggi, 18 settembre 2021, secondo i numeri covid del bollettino della regione. Registrati 5 morti. I nuovi casi sono stati individuati su un totale di 38.746 tamponi eseguiti (12.495 molecolari 26.251 antigenici rapidi) nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è dell’1%.  

Dei nuovi contagiati, 139 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. L’età media dei nuovi positivi di oggi è 39 anni. In totale, dall’inizio dell’epidemia, i decessi in regione sono stati 13.432. 

Invariato, rispetto a ieri, il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva (41); 407 quelli negli altri reparti Covid (-4). 

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 185 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 393.412. I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 13.274 (+213) rispetto a ieri. Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 12.826 (+217), il 96,6% del totale dei casi attivi. 

Europei pallavolo, Italia in finale

Italia in finale agli Europei di pallavolo maschile in Polonia. La Nazionale batte in semifinale la Serbia con il punteggio di 3-1 (29-27, 25-22, 23-25, 25-18) e domani sfiderà per il titolo continentale la Slovenia.  

L’Italia giocherà quindi l’undicesima finale per l’oro della sua storia a distanza di otto anni da Copenaghen 2013. Con la qualificazione alla finale, gli azzurri hanno anche staccato il pass per i Campionati del Mondo del prossimo anno in Russia dal 26 agosto all’11 settembre.  

La finale si giocherà alle 21 di domenica 19 settembre, con diretta TV su Rai Due e DAZN. 

Elezioni Milano, Bernardo: “Senza soldi lunedì mi ritiro”

“Se entro questa settimana non arrivano 50mila euro a testa da parte di tutti i partiti per andare avanti in questa campagna che costa molto di più” e “senza una sintonia totale sulla campagna elettorale”, lunedì mattina “alle 10 convoco una conferenza stampa e dico che mi ritiro dalla tenzone elettorale”. E’ l’ultimatum di Luca Bernardo, candidato sindaco di Milano per il centrodestra, in un audio inviato ai segretari dei partiti che lo sostengono e pubblicato sul sito de La Repubblica. “Vi lascio il messaggio così rimane nero su bianco”, dice Bernardo nell’audio inviato ai segretari dei partiti che lo sostengono, “ma vi prego cortesemente, in qualità di segretari dei partiti responsabili, che se entro questa settimana non arrivano almeno per tutti i partiti 50mila euro a testa per andare avanti in questa campagna che costa molto di più, perché per fare bisogna anche spendere, io lunedì mattina alle 10 convoco una conferenza stampa e dirò che mi ritiro dalla tenzone elettorale. Questo è l’ultimo messaggio che vi lascio perché così non si può andare avanti”, spiega il candidato sindaco di Milano per il centrodestra. 

“Ringrazio se qualche partito ha già fatto, però ripeto, se trovo una versione diversa sul conto corrente e se non vedo sintonia completa e totale sulla campagna elettorale, che vedo solo di alcuni e non voglio dire di chi, io lunedì mi ritiro. Non è mia abitudine ritirarmi, ma torno a fare il mio lavoro che tanto mi piace”, continua. 

“Lunedì alle 10 – ribadisce – farò questa conferenza stampa, se non ho indicazioni diverse. Ma non telefonate o chiacchiere, vi voglio bene, vi rispetto e vi stimo, però io ci sto mettendo la faccia e, come vedete, sono stato colpito profondamente in un mese e mezzo di mia presenza in politica”. 

“La Lega Salvini Premier, Fratelli d’Italia, Forza Italia, la lista Luca Bernardo Sindaco, Maurizio Lupi Milano Popolare e il Partito Liberale Europeo confermano il massimo impegno a sostegno della candidatura di Luca Bernardo”. Così in una nota congiunta Stefano Bolognini, Stefano Maullu, Cristina Rossello, Maurizio Bernardo, Alessandro Colucci, Flavio Ramella. “La grande affluenza e il successo di tutti gli eventi organizzati in questi giorni a Milano per Luca Bernardo ci mostrano una grande voglia di cambiamento in città e soprattutto una concreta possibilità di ottenere un buonissimo risultato reale ben oltre i dati dei sondaggi”, scrivono gli esponenti dei partiti di centrodestra dopo che il candidato sindaco per Milano della coalizione, Luca Bernardo, ha minacciato di ritirarsi se non verranno dati i fondi per la campagna e senza sintonia nella coalizione. 

“Purtroppo siamo stati penalizzati da un ritardo nella possibilità di utilizzare gli spazi elettorali. Anche per questo nelle prossime due settimane metteremo in campo ogni sforzo per sensibilizzare i milanesi al voto e per convincerli a cambiare guida della città” concludono. 

“Tanto rumore per nulla” precisa Bernardo dopo l’audio. “E’ vero che in un audio privato con i segretari cittadini dei partiti ho chiesto un ulteriore sforzo economico in vista delle ultime due settimane prima del primo turno, i toni sono stati più decisi per velocizzare le burocrazie dei partiti già molto impegnati giustamente nelle proprie corse”.  

“Il centrodestra è sempre più unito e noi agiamo nell’ottica della trasparenza e nel pieno rispetto dei milanesi. Pensiamo piuttosto ai problemi dei cittadini. Noi abbiamo la ricetta per tornare alla grande Milano. Giriamo sempre nei quartieri e stiamo già notando che il vento è cambiato”, aggiunge. 

 

 

Turismo e sostenibilità al centro della 3a giornata del Salone Nautico di Genova

La terza giornata del 61° Salone Nautico di Genova è stata aperta dalla VIII Conferenza Nazionale sul Turismo Nautico, con un focus sull’andamento del mercato e sui temi cruciali come anche la disomogeneità dell’applicazione dell’Iva in Europa, aperto dalla Presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli e moderato dal Responsabile Rapporti istituzionali di Confindustria Nautica, Roberto Neglia. Nonostante l’industria nautica stia vivendo un momento di grande crescita e, complessivamente, il comparto sia uno tra quelli che meglio hanno resistito alla crisi pandemica continuando a rappresentare un pilastro del Made in Italy e dell’economia italiana, il segmento del turismo continua a soffrire, sia per la perdita di una parte di clientela estera a causa delle misure anticovid, sia per alcune carenze normative.  

Si rivela necessaria una politica complessiva per il turismo costiero così come sono indispensabili misure che si estendano a tutte quelle componenti della filiera turistica che non hanno finora beneficiato degli strumenti di aiuto governativo. “Il mare è una fondamentale risorsa economica per l’Italia, un bene ambientale da preservare attraverso meccanismi efficaci di tutela e protezione delle aree marine e costiere più sensibili, ha dichiarato la Presidente Lalli. Da qui nasce anche l’esigenza di individuare figure professionali sempre più in grado di valorizzare in maniera profonda la nautica e più in generale il mondo marittimo e la richiesta al Governo di affrontare il rilancio del comparto del mare e del turismo nautico, uno tra i primi settori a trainare la ripartenza del Paese”.  

“Dopo un decennio di debole mercato nazionale, ha sottolineato il Presidente di Assomarinas Roberto Perocchio, i porti turistici stanno recuperando fatturato grazie al turismo di prossimità, anche se non si sono ancora raggiunti i livelli pre-2008 e neanche quelli del 2018. Quel che gli operatori si attendono ora dal Governo per la ripartenza è la possibilità definitiva del saldo e stralcio sul contenzioso relativo ai canoni pregressi, la tutela delle norme nazionali dell’estensione delle concessioni al 2033 e la possibilità di effettuare riqualificazioni e dragaggi con il PNRR” . 

L’on. Marco Buratti ha ricordato il lavoro parlamentare svolto attraverso l’accoglimento nel Decreto Agosto della norma che ha chiuso il contenzioso sull’aumento retroattivo dei canoni demaniali delle marine, in essere dal 2007. Resta appunto da risolvere il pagamento dilazionato delle eventuali differenze maturate dai conteggi, tanto più dopo una stagione disastrosa come quella del 2020 che non è riuscita a recuperare la buona performance del 2021. Il Senatore Massimo Mallegni ha ricordato come i Sindaci siano stati lasciati soli in questa battaglia e, rispetto al tema della proroga delle concessioni al 2030, ha promesso un ulteriore impegno inderogabile del Parlamento qualora necessario. Come evidenziato dal prof. Zunarelli, le stesse normative comunitarie riconoscono i porti, anche quelli turistici, come diffusori del perimetro della Direttivi servizi nota come Bolkestein. 

Per questo gli operatori chiedono il ritorno ad altre forme di evidenza pubblica e procedure di trasparenza come quelle che hanno sempre regolato il settore. Il programma dei convegni di Forum è proseguito con “Le Reti d’impresa della nautica”, l’aggiornamento della mappatura delle reti del comparto a cura di RetImpresa. “C’è necessità di fare sistema – ha dichiarato Alessandro Gianneschi, Vice Presidente e Presidente del settore Accessori di Confindustria Nautica. Considerando che il 25% delle barche mondiali vanno in USA, è importante raggrupparci per creare delle reti d’acquisto ad esempio nell’ambito degli accessori e della partecipazione alle fiere”. Carlo La Rotonda, direttore Retimpresa ha aggiunto: “Sono 3 anni che veniamo al Salone Nautico a presentare i dati inerenti le reti d’impresa della filiera nautica. I dati di quest’anno evidenziano un ulteriore aumento delle reti e le collaborazioni tra le imprese nautiche. Nel 2020, i contratti di collaborazione tra le aziende del comparto sono il +13% in più rispetto al 2019. La durata media dei contratti di rete è di 3 anni e 190 giorni. Sono 687 le imprese della nautica in rete che partecipano a 572 contratti in rete con oltre 33 mila addetti. Quasi 2 mld il valore aggiunto ed oltre 7mld il valore della produzione. I dati testimoniano la multisettorialità del comparto e delle connessioni con anche le altre filiere del Paese”. 

Riccardo Rotundo, ReteImpresa – area Startup, Innovazione e Nuove Tecnologie, ha illustrato la piattaforma Red (Reti e Dati) che consente di consultare i principali dati sui contratti di rete, visualizzandoli in modo interattivo: “abbiamo digitalizzato, con la collaborazione di Unioncamere, tutte le reti di impresa in una logica di open innovation. I dati della piattaforma sono aggiornati mensilmente. La piattaforma di RetImpresa è invece dedicata alle start-up che possono caricare le proprie idee. Al momento sono oltre 100. E’ un marketplace dove le start-up possono mettere al centro le proprie idee costruendo insieme collaborazioni con la possibilità di ottenere anche una certificazione blockchain”. Sostenibilità ambientale e tutela della biodiversità sono stati gli argomenti al centro degli workshop che hanno completato il programma degli eventi al 61° Salone Nautico.  

“RINAutic Live: Nautica, obiettivo green”, a cura di Rina Services, sulla promozione della sostenibilità ambientale nell’ambito della nautica, Un evento itinerante, volto a sensibilizzare l’opinione pubblica e gli addetti ai lavori verso “l’obiettivo green”, ovvero la de-carbonizzazione dei propulsori marini grazie a una serie di valide alternative come la combustione interna con combustibili alternativi (idrogeno, metanolo), la propulsione elettrica e quella ibrida. Un futuro ancora da scrivere, di eccezionale importanza strategica, che riguarda tutti i settori della nautica, e non solo.  

Sul palco, al fianco dei rappresentanti del Rina, anche Stefano Pagani, responsabile dell’Ufficio Studi di Confindustria Nautica. Ha chiuso il programma, l’workshop “Scafi puliti – essenziali per una nautica sostenibile e per la biodiversità marina” a cura di Icomia, International Council of Marine Industry Associations , rappresentata da Albert Willemsen. L’appuntamento, cui hanno partecipato inoltre Stefano Pagani Isnardi, responsabile dell’Ufficio Studi di Confindustria Nautica, Jasmine Ferrario, Imo GloFouling project, Simone Garofoli, Gruppo Boero, Roberto Perocchio, Presidente Assomarinas, Fabio Terzaghi, Keelcrab, ha messo in evidenza la necessità sempre più forte di preservare la biodiversità marina attraverso il controllo del rischio causato dalle specie invasive che possono spostarsi con le navi e le imbarcazioni da diporto. 

Visita ufficiale al Salone Nautico per il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini che ha dichiarato: “Sono molto felice di essere qui al 61° Salone Nautico, un evento significativo perché simbolo del saper fare, dell’eccellenza e della ripartenza. Constato con piacere il grande impegno e l’attenzione delle aziende nautiche per la sostenibilità, tema di estrema attualità e al centro del Piano nazionale di rilancio del Paese”. 

Elezioni Roma, Michetti: “Rispetto per Costituzione, famiglia, popolo e patria”

“Sono qua per un grande leader della politica nazionale ed europea: Giorgia Meloni. Il sindaco di Roma ha l’onore di rappresentare i suoi cittadini ma anche il più grande patrimonio al mondo”. Con queste parole ha esordito dal palco di piazza del Popolo il candidato sindaco Enrico Michetti al comizio ‘L’Italia del riscatto’ con Giorgia Meloni.  

“Quando mi sono candidato con il centro destra – prosegue – ho capito cosa significasse: noi siamo gente per bene che rispetta la Costituzione, il popolo, la famiglia, la patria. Ai confronti ci siamo presentati. L’unico vero lo abbiamo fatto in piazza con migliaia di lavoratori e non ci siamo certo preoccupati di chi ci ha messo la faccia”. 

“Oggi il centrodestra è unito e fa paura perché vuole cambiamento, credibilità”, prosegue dal palco di piazza del Popolo nella Capitale il candidato sindaco Enrico Michetti. “Eravamo abituati a tutto – rimarca – ma i cinghiali a Roma non li avevamo mai visti”; come parchi trasformate in giungle, sterpaglie, capre. “I cittadini di Roma attendono una risposta al condono da 36 anni. Un tempo la carta di identità si rilasciava a vista, oggi ci vogliono 4 mesi e non vi parlo del diritto di superficie”. 

“Rimetteremo in piedi la macchina amministrativa; asciugheremo i regolamenti; li renderemo snelli, intuitivi; faremo in modo – continua – che le unità amministrative siano piene di risorse umane e se non saranno formate le formeremo. Ma se la legge prevede che un cittadino debba ricevere una risposta entro 30 giorni da quando ha presentato la domanda al comune, questo dovrà accadere”. 

“Berlino, Londra, Parigi corrono, vanno verso transizioni e determinano gli eventi. Noi li subiamo. Loro fanno le Olimpiadi e noi ci occupiamo di monnezza”. “Sono state affossate intere categorie importanti per Roma: albergatori, tassisti, commercianti, ristoratori… Hanno pensato bene al governo di non avere più bisogno di loro e di poterli sacrificare sull’altare dell’alta finanza. Noi ripartiremo anche da loro”. “Una rivista americana in questi giorni ha decretato che Roma è la capitale al mondo più sporca, una infamia che Roma non merita. Voi sapete che il comune ha il compito di raccogliere ed individuare i luoghi dove allocare gli impianti e la regione, dove il comune restasse inadempiente, deve sostituirsi al comune. Bene: il comune non ha fatto nulla e la regione non ha fatto niente”. 

“Roma ha bisogno di essere rilanciata – conclude -. Se ci consentono di poter cambiare, trasformeremo la Capitale. Se Roma torna ad essere Roma non ce n’è più per nessuno”.
 

Roma: Comes (Fdi), ‘con Michetti lavoro primo obiettivo, snellire burocrazia o perdiamo tutti’

“Il lavoro deve essere il nostro obiettivo. Dai più giovani a chi più adulto lo ha perso e vuole rientrare per continuare a sentirsi in pace con se stesso e con le persone di cui ha la responsabilità. E a Roma si deve subito iniziare snellendo tutte le procedure per aprire un attività. Perché se sempre più donne e uomini decideranno di non aprire più un’impresa, commerciale o produttiva, per la guerra che deve iniziare con la folle burocrazia romana, non si riuscirà più a produrre posti di lavoro e ricchezza diffusa. E a quel punto avremo perso tutti. Nessuno escluso”. Lo ha detto l’imprenditrice romana Lisa Comes, candidata con Fratelli d’Italia al consiglio comunale di Roma, in piazza del Popolo per ‘L’Italia del Riscatto’, la manifestazione di Fdi a sostegno del candidato sindaco del centrodestra Enrico Michetti, dove si è da poco concluso l’intervento dal palco di Giorgia Meloni. 

 

 

Inter-Bologna 6-1, show nerazzurro

Tutto facile per l’Inter contro il Bologna. I campioni d’Italia asfaltano i felsinei al ‘Meazza’ per 6-1 con tre gol per tempo. Lo show nerazzurro inizia con i gol di Lautaro, Skriniar e Barella nella prima frazione e si completa nella ripresa grazie e Vecino e alla doppietta di Dzeko. Di Theate all’86’ la rete della bandiera degli ospiti In classifica l’Inter torna al comando da sola, almeno per una notte, con 10 punti, uno in più di Roma, Milan, Napoli e Fiorentina. I rossoblù restano fermi a quota 7 al sesto posto. 

La partita si mette subito in discesa per i ragazzi di Inzaghi. Al 6′ Dumfries, alla prima da titolare con la maglia dell’Inter, scappa via a destra e mette la palla al centro. zampata vincente di Lautaro e 1-0. Il Bologna reagisce, sfiora il pari con Soriano e Sansone, ma Handanovic è in serata e risponde presente. L’unica nota stonata per i padroni di casa è l’infortunio a Correa, fuori per un dolore al costato, alla sua prima da titolare. Entra Dzeko. 

Dallo scoccare della mezzora è assolo nerazzurro. Skriniar svetta in area di rigore sul calcio d’angolo battuto da Dimarco e fa 2-0. Quattro minuti dopo, con il pallone lavorato ancora a destra, ci pensa Barella a ribadire in rete un rinvio sbagliato di De Silvestri. 

L’Inter dilaga nella ripresa. Vecino, tornato titolare, ritrova il gol, su assist di Dimarco. Sale poi in cattedra Dzeko con due gol in 5′. Al 18′ palla messa in area da Brozovic per Lautaro che finta e lascia scorrere alle sue spalle: il bosniaco controlla e di punta, per anticipare il difensore e rubargli il tempo, mette all’angolino. 

Al 23′ Sanchez serve l’ex Roma che sulla sinistra arriva quasi sulla linea di fondo e da posizione defilatissima, quando tutti si aspettano la palla messa al centro, trova l’angolo lontano sotto alla traversa calciando col destro a rientrare. Al 41′ il gol della bandiera degli ospiti con un colpo di testa di Theate che manda i titoli di coda sul match. 

Eitan rapito, l’altro zio che vive in Israele: “Gli stanno facendo il lavaggio del cervello”

Il fratello della zia tutrice Aya ha incontrato Eitan Biran a casa del nonno materno, Shmuel Peleg, in Israele. Lo riferisce il sito dell’emittente N12, la quale ricorda che ieri c’è stata una terza telefonata tra Eitan ed i Biran che vivono in Italia. “Questa mattina Hagai – l’altro zio – e sua moglie hanno visitato Eitan a casa di Shmuel. I due sono rimasti con Eitan in privato e hanno giocato con lui per poco più di un’ora”, ha riferito in una nota la famiglia Peleg. 

Diversa la versione fornita dagli avvocati della famiglia Biran, Shmuel Moran e Avi Chimi, secondo i quali “purtroppo Hagai Biran e sua moglie ci hanno riferito di aver concluso l’incontro preoccupati per le sue condizioni”. 

“Anche se Eitan sembra in buone condizioni fisiche – si legge nel comunicato dei legali – Era preoccupante notare nel piccolo Eitan chiari segni di istigazione e di lavaggio del cervello. Questo è un vero danno. Per noi il ritorno di Eitan nella sua casa in Italia sembra più urgente che mai”. 

Frecce tricolori, Guerini: “Ambasciatori d’Italia nel mondo”

“Siamo qui a rappresentare il sentimento degli italiani verso le frecce tricolori”. Lo ha detto il ministro della Difesa Lorenzo Guerini presente qui nell’aeroporto di Rivolto, a Udine, per il 60esimo anniversario della costituzione della pattuglia acrobatica nazionale italiana dell’Aeronautica Militare. “La nostra pattuglia acrobatica nazionale suscita negli italiani tante emozioni, lo abbiamo visto anche nel corso dell’emergenza sanitaria dello scorso anno quando le frecce tricolori hanno sorvolato i cieli di tante città italiane, stringendo il Paese in un abbraccio che rappresentava l’abbraccio della nostra bandiera a rappresentare che le Istituzioni erano vicine agli italiani, ma anche la volontà dell’Italia di rimettersi in cammino e di superare i momenti critici che sono alle nostre spalle anche se il nostro lavoro deve continuare”.  

“Un ambasciatore, le frecce tricolori, del nostro Paese nel mondo – ha continuato Guerini – una testimonianza dei valori di eccellenza, di professionalità, di capacità, di coraggio e di dedizione, nel cuore degli italiani e dei tanti Paesi in cui siamo stati chiamati a rappresentare l’attività delle frecce tricolori. Molti miei colleghi mi chiedono, in cerimonie importanti per il loro Paese, se possiamo mandare le frecce. E’ l’eccellenza della pattuglia acrobatica, ma anche delle nostre forze armate italiane che lavorano con grande impegno e professionalità in Italia e all’estero. Lo abbiamo visto nell’ultimo sforzo, il ponte aereo realizzato a Kabul, grazie al fatto che si poteva contare su assetti, strumenti, uomini e donne in uniformi capaci di fare il loro lavoro con grande determinazione”. 

dall’inviata Silvia Mancinelli