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Categoria: Adnkronos

Crisanti: “Se non si stabilizzano nuovi casi inasprire misure” 

“Se non si stabilizzano i nuovi casi bisogna inasprire le misure”. Così Andrea Crisanti, in collegamento con la trasmissione ‘Coffee Break’ su La7, commenta l’ultima stretta sulle misure sanitarie imposta dal governo di Giuseppe Conte dopo la nuova impennata di casi Covid. Il virologo dell’Università di Padova ha più volte paventato il rischio di un nuovo lockdown a Natale. “Con queste misure che via via sta varando il governo si può sperare di ottenere una diminuzione dei casi, una stabilizzazione. Dopodiché, se questa stabilizzazione non si raggiunge, bisogna in qualche modo inasprire ulteriormente queste misure fino ad arrivare al punto in cui i casi diminuiscono”, è l’opinione di Crisanti. “Nel frattempo -aggiunge- bisogna implementare finalmente un piano di sorveglianza nazionale in modo da non sprecare e anzi consolidare i vantaggi raggiunti con il sacrificio di tutti quanti”. “Questo è l’obiettivo, altrimenti continuerà questa altalena avanti e indietro”, dice riferendosi all’andamento dei contagi. “Il problema -conclude- è come consolidare i risultati”.  

Ruby ter, difesa Berlusconi ottiene rinvio per motivi di salute  

Rinvio per motivi di salute di Silvio Berlusconi del processo Ruby ter, che a Milano vede imputato l’ex presidente del Consiglio. La difesa di Berlusconi, recentemente guarito dal Covid-19, ha presentato una richiesta di rinvio di almeno venti giorni, accolta dai giudici della settima sezione penale presieduta da Marco Tremolada. La prossima udienza è stata fissata il 16 novembre nei padiglioni della Fiera di Milano. Tremolada, accogliendo la richiesta della difesa e sospendendo i termini della prescrizione, ha spiegato che questa “si fonda su condizioni di salute documentate” dell’imputato, che “è stata presentata per la prima volta e merita attenzione da parte del Tribunale, anche tenuto conto della prospettazione della risoluzione dei problemi salute” di Berlusconi nei tempi indicati dalla difesa. 

Dpcm, Zaia: “Si rischia scaricabarile” 

“Qui si rischia lo scaricabarile: chiedo al governo che nelle misure restrittive ci sia l’autonomia delle Regioni, ma se il governo ha informazioni per cui possono essere consigliate alcune misure lo faccia formalmente”. Lo ha proposto il presidente del Veneto, Luca Zaia, a SkyTg24. “Il Dpcm – ha spiegato – dice che i governatori possono fare misure restrittive, e dice che nel momento in cui vuole misure estensive, queste vanno negoziate col ministro. Noi non abbiamo un comitato tecnico, per cui il ministero è bene che si avverta. Altrimenti scopriamo che la regione Veneto poteva fare qualcosa e non l’ha fatto, il rischio è dello scaricabarile”.  

“In Veneto in questo momento il semaforo non è più verde, è tra verde e l’arancione, non siamo in emergenza sanitaria ospedaliera ma potrebbe non durare e nelle prossime settimane potrebbe cambiare tutto”, ha spiegato Zaia. “Potrebbe accadere che arrivi un carico nella terapia intensiva che cambia improvvisamente lo scenario. Ma siamo pronti con l’artiglieria pesante e con 1016 terapie intensive”.  

Chiusure anti-assembramento, in Dpcm ‘salta’ riferimento a sindaci  

Alla fine, nel testo del Dpcm ‘spariscono’ i sindaci. E’ giallo sulle norme contenute nel Dpcm firmato nella tarda serata di ieri da Giuseppe Conte. “I sindaci potranno disporre la chiusura al pubblico dopo le 21 di vie e piazze dove si creano assembramenti, consentendo l’accesso solo a chi deve raggiungere esercizi commerciali o abitazioni private”, scandisce il premier a palazzo Chigi, confermando le indiscrezioni circolate nelle ore precedenti (“I sindaci potranno disporre la chiusura al pubblico dopo le 21 di vie e piazze dove si creano assembramenti…”, si leggeva in una bozza del testo).  

Una misura che fa andare su tutte le furie i primi cittadini. “Il governo, senza nemmeno affrontare il tema nelle numerose riunioni di queste ore, inserisce in un Dpcm una norma che sembra avere il solo obiettivo di scaricare sulle spalle dei sindaci la responsabilità del coprifuoco agli occhi dell’opinione pubblica”, tuona il sindaco di Bari e presidente dell’Anci Antonio Decaro. La decisione del governo fa saltare sulla sedia i primi cittadini da Nord a Sud. Alle parole di Decaro seguono a ruota, nel giro di pochissimi minuti, quelle di Leoluca Orlando, Dario Nardella, Giorgio Gori, tutte dello stesso tenore: non scaricare sui sindaci la responsabilità del “coprifuoco”. 

Una protesta che non sembra intaccare la sostanza. Almeno in apparenza. Perché invece nel Dpcm firmato e pubblicato sul sito di palazzo Chigi quel riferimento ai primi cittadini salta: “Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento – si legge nel testo approvato – può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”.  

Nuovo dpcm, le misure per scuola e università 

Nuovo dpcm, stop sport di contatto amatoriali e competizioni dilettanti 

Nuovo dpcm, al ristorante massimo 6 per tavolo 

Nuovo dpcm, stop sagre e congressi 

Bolivia, candidato socialista Arce verso la vittoria  

Si profila una vittoria al primo turno del candidato socialista Luis Arce alle elezioni presidenziali in Bolivia. Secondo gli exit poll della società ‘Ciesmori’, Arce – esponente del partito Mas dell’ex presidente Evo Morales – ha conquistato il 52,4% dei voti, mentre il suo principale sfidante, il centrista Carlos Mesa, ha ottenuto il 31,5%. 

Per evitare il ballottaggio, è necessario che Arce superi il 50% dei consensi oppure il 40% con un vantaggio di almeno 10 punti su Mesa. Il terzo candidato, il leader della destra Luis Fernando Camacho, si è fermato al 14,1%, secondo sempre gli exit poll. 

Lagarde: “Se serve pronti a fare di più contro la crisi” 

“Gli strumenti a nostra disposizione non sono esauriti. Se servirà fare di più, lo faremo”. Lo afferma, in un’intervista a ‘Le Monde’, la presidente della Bce Christine Lagarde che riconosce come “la seconda ondata di pandemia in Europa, in particolare in Francia, e le nuove restrizioni che ne derivano aumentano l’incertezza e pesano sulla ripresa” che dopo il rimbalzo estivo “è stata irregolare, incerta e incompleta e ora rischia di perdere slancio”. “Terremo sotto stretto controllo gli indicatori per tutto l’autunno” aggiunge, spiegando come fra gli effetti della crisi aperta dalla pandemia “la perdita di posti di lavoro è fra le più gravi” perché “rappresentano un rischio per il tessuto sociale, il reddito familiare, la domanda e la crescita. I governi della zona euro devono essere estremamente consapevoli di questo”. La Bce, aggiunge, ritiene che grazie alle proprie azioni “abbiamo salvato un milione di posti di lavoro nell’area dell’euro”. 

Dinanzi ai timori che questa crisi possa far ripartire i timori di disgregazione della moneta unica “ripeto le parole del mio predecessore: l’euro è irreversibile” ribadisce poi Lagarde sottolineando come il Recovery Plan “un prestito collettivo che rappresenta il 5% del pil dell’Ue, è un importante punto di svolta per l’Europa” che “ha cambiato completamente le cose”. 

“Ora – spiega – abbiamo uno strumento aggiuntivo a nostra disposizione, anche se si tratta di un’eccezione. I governi nazionali hanno dimostrato che, se la situazione lo richiede, c’è chiaramente la volontà di lavorare insieme in solidarietà. Avere più del 50% dei 750 miliardi di euro sotto forma di sovvenzioni per i paesi e i settori più colpiti è davvero innovativo”. 

Covid Germania, 4.325 nuovi casi e 12 morti  

Contagi in calo in Germania, dove nelle ultime 24 ore si sono registrati 12 morti e 4.325 nuovi casi di Covid-19, oltre tremila in meno rispetto ai numeri record della scorsa settimana. Lo ha riferito l’Istituto Robert Koch, secondo il quale si contano 9.789 decessi e oltre 366mila infezioni dall’inizio dell’emergenza sanitaria. E’ consuetudine che in Germania i dati successivi al weekend vedano un calo dei contagi dovuto al numero più basso di tamponi effettuati. 

Conte: “Nuovo dpcm per scongiurare lockdown” 

“Non possiamo perdere tempo, dobbiamo agire mettendo in campo le misure necessarie per scongiurare un nuovo lockdown generalizzato. Il paese non può permettersi una nuova battuta d’arresto”. Sono le parole con cui il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, illustra le misure contenute nel nuovo Dpcm. 

Le misure per scuola, ristoranti, sport: cosa cambia 

“I sindaci potranno disporre la chiusura al pubblico dopo le 21 di vie e piazze dove si creano assembramenti. Tutte le attività di ristorazione sono consentite dalle 5 del mattino a mezzanotte se il consumo avviene ai tavoli. Se non è previsto ai tavoli, la somministrazione è prevista fino alle 18. L’asporto è consentito fino a mezzanotte, le consegne a domicilio sono consentite senza vincolo di orario. Nei ristoranti, al tavolo potranno esserci 6 persone al massimo. I ristoratori dovranno affiggere cartelli con il numero massimo di persone ammesse nel locale”. 

Il premier: “Mes non è panacea: se lo prendiamo, tasse o tagli alla spesa” 

“Le attività scolastiche continueranno in presenza, è un asset fondamentale per il nostro paese. Per le scuole secondarie di secondo grado, verranno favorite modalità più flessibili dell’attività didattica, con ingresso degli alunni dalle 9 e con turni pomeridiani se possibile. E’ previsto che le università attuino piani di organizzazione della didattica in funzione delle esigenze formative e dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale”, spiega. 

“Rimane vietato lo sport da contatto a livello amatoriale e non sono consentite competizioni dell’attività dilettantistica di base. Saranno consentite attività in forma individuale, sarà consentita l’attività professionistica”, afferma. “Sono vietate sagre e fiere locali, sono consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale. Sono sospesi convegni e congressi se non si svolgono a distanza”, dice ancora. “Incrementeremo le modalità per far ricorso allo smart working”. Per quanto riguarda le palestre, “c’è stato un intenso dialogo anche il Cts. Abbiamo notizie varie e contrastanti: molto spesso i protocolli sono rispettati, altre volte ci giungono notizie che non sono rispettati. Daremo una settimana per adeguare i protocolli e verificarne il rispetto. Se questo avverrà, non ci sarà ragione di chiudere le palestre. Altrimenti, saremo costretti a interrompere le attività nelle palestre e nelle piscine”. 

“Siamo consapevoli che imporremo sacrifici economici agli imprenditori che subiranno effetti negativi di queste misure: c’è l’impegno del governo a ristorarli. La strategia che stiamo perseguendo per contrastare questa ondata di contagio non è e non può essere la stessa attuata in primavera”, evidenzia. 

Mes, Conte: “Non è panacea: se lo prendiamo, tasse o tagli di spese” 

“I soldi del Mes sono dei prestiti, non possono finanziare spese aggiuntive, si possono coprire spese già fatte e vanno a incrementare il debito pubblico. Se li prendiamo dovrò intervenire con tasse e tagli perchè devo mantenere il debito sotto controllo”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi.  

E poi “sugli investimenti in sanità abbiamo investito circa 4 miliardi e in più ci sono soldi del Recovery, altri 9-10 miliardi. Quello che vogliamo dire è che il Mes non è la panacea come viene rappresentato”. 

“Quando facciamo questi ragionamenti dobbiamo valutare che in ogni caso avremo interessi contenuti rispetto al rischio che gli analisti colgono, si chiama ‘stigma’ ed è difficilmente quantificabile. Decine di Paesi hanno preso il Sure, anche noi. Il Mes nessuno. Ecco perché io ho detto, senza nessuna pregiudiziale ideologica sul Mes, se avremo fabbisogno di cassa tra gli strumenti da considerare c’è anche il Mes. Ma prendere il Mes per risolvere una disputa nel dibattito pubblico non ha senso”.  

Si chiude il Mia, oltre 3mila presenze e 1800 accreditati 

1.800 accreditati totali, 700 operatori in media ogni giorno presenti onsite – per un totale di 3mila presenze, 5milatotali negli spazi interni ed esterni di Palazzo Barberini e Cinema Quattro Fontane, in un ambiente protetto e Covid proof, nel pieno rispetto dei protocolli previsti. Numerosissime anche le presenze e le attività online: 3.000 utenti attivi sulla piattaforma in cinque giorni da 50 paesi (con un incremento del 20% di paesi rappresentati rispetto al 2019), 3.500 views di contenuti in streaming, 620 gli operatori stranieri, divisi tra on site e online: sono questi i numeri della sesta edizione del Mia – Mercato Internazionale Audiovisivo, arrivata alla sua giornata conclusiva. 

Tutti dati che dimostrano il successo di un Mia ibrido, un evento fisico ma totalmente connesso che ha permesso a tutti i maggiori rappresentanti dell’industria nazionale e internazionale di vivere un’esperienza nuova, alternando i due ambienti on site e online secondo le attività e massimizzando così le opportunità di incontro e di business. Una “cinque giorni” ricca di appuntamenti in cui il Mia ha presentato oltre 123 nuovi contenuti (in sviluppo e in produzione) per un valore complessivo di circa 450 milioni di euro, nelle sezioni Film, Drama e Doc, curate rispettivamente da Francesca Palleschi insieme ad Alexia De Vito, Gaia Tridente e Marco Spagnoli.  

La piattaforma Mia Digital, pensata per venire incontro alle esigenze di un settore resiliente e in rapida evoluzione, sarà online ancora fino a febbraio per consentire a tutti gli utenti di vedere e rivedere panel, talks, networking e B2B dell’edizione 2020. “Un’ottima prova di tenacia e resilienza, realizzata con gioco di squadra Anica-Apa e grazie a un serio impegno delle istituzioni”, dichiara il Presidente Anica Francesco Rutelli. «Un evento integrato e innovativo on site e online che ha visto una grande partecipazione di tutta la filiera, dai produttori ai distributori, dalle televisioni agli Ott. Il Mia risponde alla grande priorità dell’internazionalizzazione delle nostre imprese, e sta diventando sempre più un appuntamento centrale nell’ecosistema europeo” 

Grande soddisfazione viene espressa anche dal Presidente Apa, Giancarlo Leone: “Dopo la Mostra del Cinema di Venezia ora il Mercato Internazionale dell’Audiovisivo. Il nostro Paese, quando sa fare sistema, raggiunge traguardi straordinari. Il Mia è il primo mercato al mondo in grado di rimettere in connessione tra di loro i produttori di contenuti e riaprire le porte alla grande distribuzione internazionale. Serie, film e documentari italiani sono stati protagonisti di un mercato i cui numeri dimostrano che ad una importante domanda è stata data una risposta straordinaria”. 

“È stato un anno di ragionamenti intensi nel nostro Consiglio di Indirizzo, con opinioni diverse e preoccupazioni a tratti opposte, che si sono però tradotte in un impegno straordinario e collettivo e in una visione prospettica, che hanno sommato e trasformato orientamenti talvolta divergenti in una strategia unica e condivisa. I numeri ma soprattutto i feedback dell’industria raccontano il successo di un Mia ibrido, che ha consentito un’esperienza nuova sia per gli operatori che hanno partecipato a Roma sia per gli operatori che hanno partecipato solo digitalmente”, conclude Lucia Milazzotto, Direttore del Mia.  

“Un evento ‘reale’ ma totalmente connesso, un’esperienza veramente ‘blended’ tra on site e online, che ha consentito all’industria di alternare e integrare i due ambienti secondo le attività, massimizzando così le opportunità di incontro e di business. Merito dell’impostazione strategica di Anica e Apa, della fiducia delle istituzioni e sponsor e dell’impegno straordinario di una grande squadra, fatta di tante intelligenze e competenze complementari e di una potente e generosa passione”. La sesta edizione del Mia si è svolta a Roma, dal 14 al 18 ottobre 2020 a Palazzo Barberini e online sulla piattaforma Mia Digital. 

Calenda: “Mi candido a sindaco di Roma” 

“Mi candiderò per fare il sindaco di Roma”. Carlo Calenda, leader di Azione, annuncia la candidatura a sindaco di Roma. “Auspico un largo appoggio alla mia candidatura”, dice ospite di Che tempo che fa. “Chi ha una possibilità di guidare la città dove è nata la cultura occidentale e riportarla tra le grandi capitali europee lo deve fare”, dice Calenda. Qual è la posizione del Pd? “Io non posso parlare a nome del Partito Democratico. Auspico ci sia un appoggio largo, rimettere a posto questa città non è un lavoro che può fare una sola persona. E’ un lavoro corale e non riguarda solo le forze politiche. Io cercherò in tutti i modi di mettere insieme una coalizione di forze politiche e sociali”, prosegue.  

Perché il Pd dovrebbe appoggiare la candidatura? “Dovrebbe farlo se pensa che io sia la persona adatta per governare Roma. E’ la stessa ragione che, appena uscito dal Partito Democratico, mi ha spinto a sostenere Stefano Bonaccini come governatore dell’Emilia Romagna. La politica è questo, mettere le persone giuste al posto giusto. Io sono uscito dal Pd perché ho sempre detto ‘mai con i 5 stelle’. Loro hanno cambiato idea. Questa differenza a livello nazionale non ci divide quando parliamo di Roma, entrambi pensiamo che la gestione Cinquestelle a Roma sia stata disastrosa. Con la Raggi è peggiorato tutto, niente è migliorato”. “C’è un’emergenza sanitaria: come possiamo pensare di organizzare le primarie a cui partecipi tanta gente, quando la gente ha paura di uscire di casa? Le primarie poi non sono sempre state la panacea. Alle ultime primarie persero Gentiloni e Sassoli, vinse Marino che poi il Pd rimosse”. 

Covid, 11.705 nuovi casi e altri 69 morti 

Sono 11.705 i nuovi casi di coronavirus in Italia. I tamponi eseguiti sono 146.541 Lo rende noto il ministero della Salute. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 69 decessi, che portano il totale a 36.543. Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 750, con un incremento di 45 unità. 

Sono 126.237 (+9.302) gli attualmente positivi, mentre 251.461 sono i guariti (+2.334). Per quanto riguarda i nuovi casi nelle singole regioni, picco di contagi in Lombardia (+2975), Campania 1376, Lazio 1198 e Piemonte (+1123). La regione meno colpita è il Molise con 27 nuovi casi. 

Covid, in Lombardia boom contagi: quasi 3000 

Covid, allarme Milano: “Situazione critica” 

Covid, in Campania quasi 1400 nuovi casi 

Covid, nel Lazio quasi 1200 nuovi casi 

Covid Veneto, 800 nuovi casi e 9 morti 

 

 

E’ morto Alfredo Cerruti, fondatore e voce degli Squallor 

E’ morto a 78 anni Alfredo Cerruti, produttore discografico, oltre che fondatore e voce degli Squallor, il gruppo fondato nel 1971 insieme ai parolieri Giancarlo Bigazzi e Daniele Pace, al musicista Totò Savio e al discografico Elio Gariboldi. 

A darne notizia il suo manager, Dino Vitola, su Facebook: “Alfredone non c’è più, è in cielo. Era un mio fratello più grande ma era piccolo. Dotato di una grandissima intelligenza era di un grande ingegno. È stato il fondatore e la voce degli Squallor. Un grandissimo direttore artistico. Grande autore per la televisione. Un grande uomo perbene. Abbiamo vissuto insieme solo momenti e giorni bellissimi. Con lui era sempre una festa, una gioia, le cene al Matriciano a Roma ed al Santa Lucia a Milano erano sempre dei film. Un po’ della sua ironia sono riuscito a prenderla. Grazie Alfredo, tutte le mie preghiere saranno per te. Ti vorrò sempre bene, amico mio”. 

Sassuolo show a Bologna, da 1-3 a 4-3: ora è secondo 

Il Sassuolo dà spettacolo a Bologna, rimonta da 1-3 a 4-3 in meno di un quarto d’ora e vince un match che lo proietta al secondo posto nella classifica della serie A. Decisivo l’autogol di Takehiro Tomiyasu al 77′ che condanna il Bologna al k.o. I rossoblù chiudono il primo tempo in vantaggio di 2-1 grazie alle reti di Palacio (10′) e Svanberg (39′). Il Sassuolo resta in partita grazie al momentaneo pareggio di Berardi (18′), poi nella ripresa succede di tutto.  

Il Bologna allunga 3-1 con Orsolini al 60′, Djuricic accorcia quattro minuti dopo e al 71′ Caputo agguanta il pareggio. La dea bendata aiuta gli ospiti con l’autogol di Tomiyasu. Nel recupero Raspadori fallisce il quinto gol da distanza ravvicinata, ma non rovina la festa del Sassuolo.  

Arcuri: “Lavoro e scuola attività essenziali da preservare” 

“Tutti conveniamo che il lavoro, le attività produttive e la scuola siano elementi essenziali da preservare per garantire una corretta evoluzione anche nei prossimi giorni e nelle prossime settimane”. Così il commissario Domenico Arcuri, lasciando il vertice governo-regioni sulle nuove misure da varare per contenere l’emergenza. 

“Abbiamo fatto incontro molto lungo, molto analitico e più tardi voi e tutti gli italiani sarete informati dei contenuti. Non c’è stato nessun dissidio, nessuna asperità. Il governo, le regioni e i comuni lavorano, com’è giusto che sia, all’unisono”. Così il commissario Domenico Arcuri, lasciando il vertice governo-regioni sulle nuove misure da varare per contenere l’emergenza. 

 

“Regioni chiedono palestre aperte e locali chiusi alle 24” 

“Le Regioni hanno proposto al Governo di non chiudere le palestre, hanno confermato la richiesta di chiusura dei locali alle 24, di coinvolgere i medici di famiglia nei tamponi rapidi (come già succede in Liguria) e di svolgere i test salivari in farmacia. Proposte di buonsenso che speriamo vengano accolte”. Così scrive su Twitter il Presidente della Liguria Giovanni Toti.  

“Bene stamani il confronto Governo-Regioni. Allineati sul metodo: interventi proporzionati e condivisi in tutto il Paese -aggiunge Toti in un altro tweet-. Misure più stringenti in accordo tra Governo e Regioni nelle zone più colpite quando servono, come abbiamo fatto a Genova e alla Spezia. Unica nota stonata il Ministro Azzolina sulla scuola: per la didattica a distanza servono regole chiare e da subito. Basta tavoli inconcludenti”.  

Sparatoria Reggio Emilia, arrestato un uomo 

La polizia ha arrestato per tentato omicidio plurimo la persona che nella tarda serata di sabato ha esploso alcuni colpi di pistola in pieno centro a Reggio Emilia all’indirizzo di un gruppo di giovani, di cui 5 sono rimasti feriti, uno in condizioni serie. Gli uomini della squadra mobile hanno identificato l’autore del gesto, un italiano residente in città, e sequestrato l’arma utilizzata. L’uomo arrestato ha precedenti per stalking. L’arma è una Beretta 6,35, che risulta rubata da un’abitazione in provincia di Reggio Calabria. La polizia ha trovato anche gli indumenti utilizzati al momento del fatto.  

Il presunto autore della sparatoria è stato arrestato grazie ai sistemi di video sorveglianza e le testimonianze di alcuni presenti che hanno ripreso e fotografato le fasi della sparatoria. Dai primi accertamenti, la sparatoria sarebbe scaturita da un alterco per futili motivi avvenuto poco prima.  

 

 

Antonio Ricci positivo al Covid, il ‘papà’ di Striscia ricoverato 

E’ stato ricoverato in ospedale, nella ‘sua’ Albenga (Savona), Antonio Ricci, creatore e motore di ‘Striscia la notizia’, come riportato dalla stampa locale oggi. Il 70enne regista albenghese è stato ricoverato ‘per prudenza’ e non in relazione a una specifica criticità delle sue condizioni, dopo che è stata riscontrata la sua positività al Covid-19. Il ricovero non avrà alcun effetto sulla messa in onda del programma giunto quest’anno alla 33esima edizione 

Donna investita e uccisa a Pozzuoli, caccia all’auto pirata 

Una donna di 72 anni è stata investita e uccisa questa mattina a Pozzuoli (Napoli), in via Miliscola. La persona alla guida dell’auto è fuggita. La 72enne è morta sul posto, a nulla è valso l’intervento dei sanitari. Il fatto è avvenuto intorno alle 7.40 all’altezza della rotonda nota come ‘Rotonda Cavani’, dal nome del calciatore uruguaiano che abitava a poca distanza negli anni della sua permanenza a Napoli. Sono in corso indagini dei Carabinieri della compagnia di Pozzuoli per risalire all’identità della persona alla guida, anche utilizzando le immagini registrate dalle telecamere presenti sul posto.