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Categoria: Adnkronos

Afghanistan, Usa ammettono: uccisi 10 civili in raid a Kabul

Un’inchiesta militare degli Stati Uniti sul raid americano con drone condotto a Kabul ad agosto ha rivelato che ad essere uccisi sono stati dieci civili e il conducente del veicolo e che il mezzo preso di mira non rappresentava probabilmente una minaccia legata all’Isis-K. 

Ad annunciarlo al Pentagono è stato il generale Kenneth McKenzie, comandante dell’Us Central Command, definendo il raid “un errore”. “Il raid è stato deciso in base alla convinzione che avrebbe impedito una minaccia imminente contro le nostre forze e le persone che cercavano di essere evacuate attraverso l’aeroporto ma è stato un errore e offro le mie sincere scuse”, ha dichiarato. McKenzie si è quindi detto “pienamente responsabile per questo raid e il suo tragico epilogo”.  

Vaccino covid evita ricovero, Moderna meglio di Pfizer: studio

Il vaccino Moderna più efficace di Pfizer e di Johnson & Johnson contro i ricoveri per covid. E’ la ‘classifica’ determinata dallo studio condotto dai Centers for Disease Control and Prevention tra marzo e agosto negli Statiu Uniti. Il vaccino Moderna ha garantito una protezione del 93% contro il ricovero per covid, rispetto all’88% attribuito a Pfizer e al 71% che caratterizza Johnson & Johnson. 

Lo studio ha coinvolto 3.600 adulti non immunodepressi. Al di là dei dati differenti, “tutti i vaccini approvati dalla Fda o autorizzati garantiscono una sostanziale protezione contro il ricovero per covid-19”. La differenza principale tra i due vaccini mRna è rappresentata dal calo della protezione della vaccinazione completa Pfizer dopo circa 4 mesi. Su questo aspetto potrebbero influire diversi fattori, compreso il periodo che separa le due somministrazioni: 3 settimane per il vaccino Pfizer, 4 per il vaccino Moderna. I ricercatori riconoscono che potrebbero avere un ruolo anche “possibili differenze tra i gruppi che hanno ricevuto il vaccino”, elementi che “non sono stati considerati nell’analisi”. 

Lo studio prende in considerazione l’evoluzione della situazione nel corso di un periodo prolungato. L’efficacia del vaccino Pfizer si attesta al 91% nel periodo tra il 14esimo e il 120esimo giorno successivo alla seconda dose, ma scende al 77% a oltre 4 mesi dal completamento del ciclo vaccinale. 

 

Comunali Napoli, fuori la lista della Lega per Maresca

La Lega è fuori dalle elezioni amministrative di Napoli. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dai delegati della lista “Progetto per Napoli – Prima Napoli – Maresca Sindaco” contro l’esclusione dalla competizione elettorale decisa dalla commissione prefettizia e confermata dal Tar Campania. 

Alla base dell’esclusione della lista “Prima Napoli”, espressione della Lega di Matteo Salvini e presentata a sostegno del candidato sindaco Catello Maresca, la contestazione della mancata indicazione del contrassegno della lista nel relativo modulo. L’appello è stato ritenuto infondato dai giudici della seconda sezione giurisdizionale del Consiglio di Stato (presidente Diego Sabatino). 

“Brutta notizia per Napoli e per la democrazia. Migliaia di napoletani sono stati derubati dalla possibilità di scegliere il cambiamento”, dichiarano il coordinatore regionale della Lega in Campania, Valentino Grant, e il coordinatore cittadino della Lega a Napoli, Severino Nappi. “Da oggi pancia a terra per sostenere i nostri candidati presidente sulla Prima, Quarta, Quinta e Sesta Municipalità. Siamo regolarmente in corsa con le liste sulla Quinta e sulla Sesta. Non perdiamo entusiasmo. Noi vero motore per il cambiamento”, concludono Grant e Nappi. 

Covid oggi Gb, via classificazione ‘a semaforo’: resta solo lista paesi rossi

Il Regno Unito allenta le norme che regolano l’ingresso nel paese per i viaggiatori, abolendo la classificazione ‘a semaforo’ a vantaggio di un’unica lista di ‘paesi rossi’ considerati maggiormente a rischio. Ad annunciare il cambiamento, in vigore dal 4 ottobre, è stato il segretario ai Trasporti di Londra, Grant Shapps: chi non è nella lista rossa sarà considerato ‘verde’, senza passaggio intermedio per il colore giallo. Sempre dalla stessa datai viaggiatori completamente vaccinati non dovranno più sostenere i test precedenti la partenza per recarsi in Inghilterra da paesi non inseriti nella lista rossa. 

Chiunque risulti positivo dovrà isolarsi e sottoporsi a un test PCR di conferma gratuito che verrà sequenziato genomicamente per aiutare a identificare nuove varianti. Il governo ha anche annunciato che dalle 4 del mattino del 22 settembre otto destinazioni saranno rimosse dalla lista rossa, Turchia, Pakistan, Le Maldive, Egitto, Sri Lanka, Oman, Bangladesh e Kenia. 

Covid oggi Gb, via classificazione ‘a semaforo’: resta solo lista paesi rossi

Il Regno Unito allenta le norme che regolano l’ingresso nel paese per i viaggiatori, abolendo la classificazione ‘a semaforo’ a vantaggio di un’unica lista di ‘paesi rossi’ considerati maggiormente a rischio. Ad annunciare il cambiamento, in vigore dal 4 ottobre, è stato il segretario ai Trasporti di Londra, Grant Shapps: chi non è nella lista rossa sarà considerato ‘verde’, senza passaggio intermedio per il colore giallo. Sempre dalla stessa datai viaggiatori completamente vaccinati non dovranno più sostenere i test precedenti la partenza per recarsi in Inghilterra da paesi non inseriti nella lista rossa. 

Chiunque risulti positivo dovrà isolarsi e sottoporsi a un test PCR di conferma gratuito che verrà sequenziato genomicamente per aiutare a identificare nuove varianti. Il governo ha anche annunciato che dalle 4 del mattino del 22 settembre otto destinazioni saranno rimosse dalla lista rossa, Turchia, Pakistan, Le Maldive, Egitto, Sri Lanka, Oman, Bangladesh e Kenia. 

Ruby ter, lo sfogo di Berlusconi: “Dal ’94 a oggi subiti 90 processi”

Il giorno dopo il j’accuse lanciato contro i giudici milanesi del processo Ruby ter che hanno chiesto anche una perizia psichiatrica per concedergli il legittimo impedimento, Silvio Berlusconi non intende mollare la presa. Il Cav, raccontano, non si capacita del fatto che dal ’94 ad oggi non si è mai fermato l’accanimento giudiziario nei suoi confronti da parte di certa magistratura, che continua ad usare la giustizia per fini politici.  

In oltre vent’anni ho subito ben 90 processi, per un totale di oltre 3800 udienze e ho dovuto pagare 130 avvocati e 50 consulenti, si sarebbe sfogato l’ex premier con chi ha avuto modo di sentirlo nelle ultime ore al telefono da Arcore. Mettendo in fila tutte queste udienze si avrebbe un processo infinto, senza soste, neppure a Natale, si è lamentato più volte in passato il leader azzurro.  

Da quando è sceso in campo con Forza Italia, riferiscono fonti azzurre, Berlusconi è alle prese con le aule giudiziarie: dal processo penale ‘Viganò Verzellesi’ (per il quale il Cav fu iscritto nel registro degli indagati il 28 gennaio del ’95 con l’ipotesi di corruzione, poi archiviato nel 2004) alla vicenda Ariosto-Sme, dal caso Mills al processo Mediaset sui diritti tv, fino al Ruby ter. 

Ruby ter, lo sfogo di Berlusconi: “Dal ’94 a oggi subiti 90 processi”

Il giorno dopo il j’accuse lanciato contro i giudici milanesi del processo Ruby ter che hanno chiesto anche una perizia psichiatrica per concedergli il legittimo impedimento, Silvio Berlusconi non intende mollare la presa. Il Cav, raccontano, non si capacita del fatto che dal ’94 ad oggi non si è mai fermato l’accanimento giudiziario nei suoi confronti da parte di certa magistratura, che continua ad usare la giustizia per fini politici.  

In oltre vent’anni ho subito ben 90 processi, per un totale di oltre 3800 udienze e ho dovuto pagare 130 avvocati e 50 consulenti, si sarebbe sfogato l’ex premier con chi ha avuto modo di sentirlo nelle ultime ore al telefono da Arcore. Mettendo in fila tutte queste udienze si avrebbe un processo infinto, senza soste, neppure a Natale, si è lamentato più volte in passato il leader azzurro.  

Da quando è sceso in campo con Forza Italia, riferiscono fonti azzurre, Berlusconi è alle prese con le aule giudiziarie: dal processo penale ‘Viganò Verzellesi’ (per il quale il Cav fu iscritto nel registro degli indagati il 28 gennaio del ’95 con l’ipotesi di corruzione, poi archiviato nel 2004) alla vicenda Ariosto-Sme, dal caso Mills al processo Mediaset sui diritti tv, fino al Ruby ter. 

Femminicidio, Adinolfi: “Palombelli ha fatto bene, giusto indagare dinamiche dei fatti”

“Barbara Palombelli ha ragione e ha detto una cosa ovvia. Quando ti si presenta davanti un fenomeno preoccupante ne indaghi le cause e le dinamiche, non capisco lo scandalo. Il racconto mozzato in cui non si vogliono studiare le dinamiche è un racconto privo di intelligenza delle cose”. E’ quanto afferma Mario Adinolfi all’Adnkronos, commentando il polverone suscitato dalle affermazioni della Palombelli ieri sera nel corso della trasmissione ‘Lo Sportello di Forum’.  

“Ovviamente la vittima rimane vittima e il carnefice rimane carnefice, non si cancella certo l’elemento criminale -sottolinea il leader del Popolo della Famiglia- Ma di fronte ad un fenomeno che assurge a dimensione sociale, io voglio capire qual è l’innesco dei comportamenti violenti”. “Io credo che ci sia una continua insistenza su questo tema della guerra dei sessi, anche nella virilizzazione della donna per cui la donna deve diventare sempre più ‘uomo’, ed è chiaro che questo crei delle tensioni -spiega Adinolfi- ed è inevitabile che le crei. In alcuni casi, queste tensioni arrivano all’orrore dell’omicidio, del quale ovviamente resta l’orrore. Ma studiare le dinamiche che portano a questo è assolutamente necessario”.  

Per Adinolfi, “se si racconta l’uomo sempre cattivo e la donna sempre buona, se succede che sia la donna che strangola il marito coi lacci delle scarpe si dice che anche là, siccome lo schema è diventato ideologico, la donna è buona e l’uomo era cattivo perché la picchiava. Qualcosa si è storto nell’analisi logica dei fatti”, chiosa.  

Femminicidio, Adinolfi: “Palombelli ha fatto bene, giusto indagare dinamiche dei fatti”

“Barbara Palombelli ha ragione e ha detto una cosa ovvia. Quando ti si presenta davanti un fenomeno preoccupante ne indaghi le cause e le dinamiche, non capisco lo scandalo. Il racconto mozzato in cui non si vogliono studiare le dinamiche è un racconto privo di intelligenza delle cose”. E’ quanto afferma Mario Adinolfi all’Adnkronos, commentando il polverone suscitato dalle affermazioni della Palombelli ieri sera nel corso della trasmissione ‘Lo Sportello di Forum’.  

“Ovviamente la vittima rimane vittima e il carnefice rimane carnefice, non si cancella certo l’elemento criminale -sottolinea il leader del Popolo della Famiglia- Ma di fronte ad un fenomeno che assurge a dimensione sociale, io voglio capire qual è l’innesco dei comportamenti violenti”. “Io credo che ci sia una continua insistenza su questo tema della guerra dei sessi, anche nella virilizzazione della donna per cui la donna deve diventare sempre più ‘uomo’, ed è chiaro che questo crei delle tensioni -spiega Adinolfi- ed è inevitabile che le crei. In alcuni casi, queste tensioni arrivano all’orrore dell’omicidio, del quale ovviamente resta l’orrore. Ma studiare le dinamiche che portano a questo è assolutamente necessario”.  

Per Adinolfi, “se si racconta l’uomo sempre cattivo e la donna sempre buona, se succede che sia la donna che strangola il marito coi lacci delle scarpe si dice che anche là, siccome lo schema è diventato ideologico, la donna è buona e l’uomo era cattivo perché la picchiava. Qualcosa si è storto nell’analisi logica dei fatti”, chiosa.  

Femminicidio, Palombelli: “Non volevo dire ciò che si è compreso”

“Il femminicidio non è giustificabile in alcun modo, voglio essere chiara, non intendevo dire quello che è stato compreso”. Così Barbara Palombelli a Rete4, nello spot di presentazione della puntata di ‘Stasera Italia’, dopo le polemiche scaturite dalle affermazioni di ieri sera sui femminicidi nel corso della trasmissione ‘Lo Sportello di Forum’. Ieri, parlando dei recenti casi di cronaca nera, ha chiesto se “a volte però è lecito anche domandarsi: questi uomini erano completamente fuori di testa, erano completamente obnubilati oppure c’è stato anche un comportamento esasperante, aggressivo anche dall’altra parte”. 

“Qualcuno ha pensato che fossi quella persona lì, ma non sono quella persona lì, anche questo deve essere chiaro”, ha detto oggi la giornalista. “Parole infelici e molto gravi. E’ una dimensione agghiacciante, gravissima. Tanto più detta in tv”, ha detto Laura Boldrini all’Adnkronos. “Trovo che sia veramente sbagliato chiedersi se una donna si sia meritata la morte -ha aggiunto la parlamentare dem- Come dire che se lei non si adegua e non subisce ogni richiesta dell’uomo non si deve lamentare, in fondo se l’è cercata. Ma stiamo scherzando? Ci rendiamo conto? Io penso che questo sia un pregiudizio molto pericoloso, e sono decenni che lottiamo per sradicare questi pregiudizi”. “Per me non c’è una spiegazione plausibile -ha incalzato ancora l’ex presidente della Camera- Chi fa un’affermazione così non vuole bene alle donne e non è dalla loro parte”. 

Secondo la scrittrice Michela Murgia “è molto facile prendersela con la Palombelli, quando il racconto del femminicidio in Italia è sempre questo. Tutti i giornali titolano ‘l’autista l’ha uccisa perché lei voleva lasciarlo’, mettendo il gesto dell’uomo in consequenzialità rispetto alla decisione della donna. E’ sempre colpa della donna, su tutti i giornali”. 

 

 

Femminicidio, Palombelli: “Non volevo dire ciò che si è compreso”

“Il femminicidio non è giustificabile in alcun modo, voglio essere chiara, non intendevo dire quello che è stato compreso”. Così Barbara Palombelli a Rete4, nello spot di presentazione della puntata di ‘Stasera Italia’, dopo le polemiche scaturite dalle affermazioni di ieri sera sui femminicidi nel corso della trasmissione ‘Lo Sportello di Forum’. Ieri, parlando dei recenti casi di cronaca nera, ha chiesto se “a volte però è lecito anche domandarsi: questi uomini erano completamente fuori di testa, erano completamente obnubilati oppure c’è stato anche un comportamento esasperante, aggressivo anche dall’altra parte”. 

“Qualcuno ha pensato che fossi quella persona lì, ma non sono quella persona lì, anche questo deve essere chiaro”, ha detto oggi la giornalista. “Parole infelici e molto gravi. E’ una dimensione agghiacciante, gravissima. Tanto più detta in tv”, ha detto Laura Boldrini all’Adnkronos. “Trovo che sia veramente sbagliato chiedersi se una donna si sia meritata la morte -ha aggiunto la parlamentare dem- Come dire che se lei non si adegua e non subisce ogni richiesta dell’uomo non si deve lamentare, in fondo se l’è cercata. Ma stiamo scherzando? Ci rendiamo conto? Io penso che questo sia un pregiudizio molto pericoloso, e sono decenni che lottiamo per sradicare questi pregiudizi”. “Per me non c’è una spiegazione plausibile -ha incalzato ancora l’ex presidente della Camera- Chi fa un’affermazione così non vuole bene alle donne e non è dalla loro parte”. 

Secondo la scrittrice Michela Murgia “è molto facile prendersela con la Palombelli, quando il racconto del femminicidio in Italia è sempre questo. Tutti i giornali titolano ‘l’autista l’ha uccisa perché lei voleva lasciarlo’, mettendo il gesto dell’uomo in consequenzialità rispetto alla decisione della donna. E’ sempre colpa della donna, su tutti i giornali”. 

 

 

Vaccino Covid e disturbi mestruali, “legame plausibile da studiare”

Nel Regno Unito sono più di 30mila le donne che dopo la vaccinazione anti-Covid hanno presentato segnalazioni di cambiamenti nel ciclo mestruale al programma di sorveglianza dell’Agenzia del farmaco Mhra per le reazioni avverse ai farmaci (dato al 2 settembre 2021). I report riguardano tutti i vaccini attualmente offerti nel Paese. E per la docente di immunologia riproduttiva Victoria Male, “un collegamento è plausibile e dovrebbe essere studiato”.  

Questo il messaggio che l’esperta del Dipartimento di Metabolismo, Digestione e Riproduzione dell’Imperial College London – Chelsea and Westminster Hospital Campus di Londra, lancia in un editoriale pubblicato sulla rivista scientifica ‘Bmj’ in questi giorni. Gli effetti collaterali comuni della vaccinazione elencati dall’Agenzia del farmaco, spiega, includono dolore al braccio in cui viene fatta l’iniezione, febbre, affaticamento e mialgia. Le modifiche alle mestruazioni (come per esempio interruzioni del ciclo) e le emorragie vaginali inattese non sono elencate, precisa la specialista. Ma i medici di base e gli esperti che lavorano nel campo della salute riproduttiva “sono sempre più avvicinati da persone che hanno sperimentato questi eventi poco dopo” l’iniezione.  

La maggior parte delle donne che segnalano una modifica del ciclo scopre in ogni caso che tutto torna alla normalità con il ciclo successivo “e, soprattutto – puntualizza l’esperta – non ci sono evidenze che la vaccinazione contro Covid-19 influisca negativamente sulla fertilità. Negli studi clinici”, infatti, “le gravidanze indesiderate si sono verificate con tassi simili nei gruppi vaccinati e non vaccinati”. E “nelle cliniche di riproduzione assistita, le misure di fertilità e i tassi di gravidanza sono simili” in donne vaccinate e non.  

L’ente regolatorio britannico afferma che la valutazione delle segnalazioni non supporta un collegamento tra le modifiche ai cicli mestruali e i vaccini Covid, poiché il numero è basso rispetto sia alle persone vaccinate sia alla prevalenza dei disturbi mestruali in generale. “Tuttavia – osserva Male – il modo in cui vengono raccolti i dati” con questi report “rende difficile trarre conclusioni definitive. Sono necessari approcci meglio attrezzati per confrontare i tassi di variazione mestruale nelle popolazioni vaccinate rispetto a quelle non vaccinate e il National Institutes of Health degli Stati Uniti ha messo a disposizione 1,67 milioni di dollari (1,4 milioni di euro) per incoraggiare questa importante ricerca”. 

Sono stati segnalati cambiamenti mestruali dopo vaccini sia a mRna sia a vettore adenovirale, “suggerendo che, se esiste una connessione, è probabile che sia il risultato della risposta immunitaria alla vaccinazione, piuttosto che di un componente specifico del vaccino”. Anche la vaccinazione contro il papillomavirus umano (Hpv) è stata associata ai cambiamenti mestruali.  

In effetti, ragiona la scienziata, “il ciclo mestruale può essere influenzato dall’attivazione immunitaria in risposta a vari stimoli, inclusa l’infezione virale: in uno studio sulle donne con il ciclo, circa un quarto delle infette da Sars-CoV-2 ha avuto un’interruzione delle mestruazioni. I meccanismi biologicamente plausibili che collegano la stimolazione immunitaria a questi cambiamenti includono influenze immunologiche sugli ormoni che guidano il ciclo mestruale o effetti mediati dalle cellule immunitarie nel rivestimento dell’utero, che sono coinvolte nell’accumulo ciclico e nella rottura di questo tessuto”. Morale: la ricerca può aiutare a comprendere il meccanismo. 

“Sebbene i cambiamenti segnalati al ciclo siano di breve durata – prosegue Male – una solida ricerca su questa possibile reazione avversa rimane fondamentale per il successo complessivo del programma di vaccinazione. L’esitazione vaccinale tra le giovani donne è in gran parte guidata da false affermazioni secondo cui i vaccini Covid potrebbero danneggiare le loro possibilità di gravidanza futura. Non riuscire a indagare a fondo sui report relativi ai cambiamenti mestruali post iniezione rischia di alimentare queste paure. Se viene confermato un legame tra vaccinazione e ciclo alterato, queste informazioni sono particolarmente importanti per chi si affida alla capacità di prevedere i propri cicli mestruali per ottenere o evitare una gravidanza”. 

Mentre si attendono prove definitive, i medici cosa dovrebbero consigliare a chi ha sperimentato queste alterazioni? Intanto, per l’esperta “si dovrebbe incoraggiare a segnalarle” ai sistemi di vigilanza. Perché questo “fornirà dati più completi per facilitare la ricerca e mostrerà ai pazienti che le loro preoccupazioni sono prese sul serio, creando fiducia”. 

Una lezione importante, conclude la specialista, è che gli effetti sulle mestruazioni degli interventi medici non dovrebbero essere un pensiero di secondo piano nella ricerca futura. “Gli studi clinici forniscono l’ambiente ideale in cui” affrontare la questione, ma “è improbabile che i partecipanti riportino cambiamenti nel ciclo se non specificamente richiesto. Queste informazioni dovrebbero essere attivamente sollecitate nei futuri studi clinici, compresi gli studi sui vaccini Covid”.  

 

Vaccino Covid e disturbi mestruali, “legame plausibile da studiare”

Nel Regno Unito sono più di 30mila le donne che dopo la vaccinazione anti-Covid hanno presentato segnalazioni di cambiamenti nel ciclo mestruale al programma di sorveglianza dell’Agenzia del farmaco Mhra per le reazioni avverse ai farmaci (dato al 2 settembre 2021). I report riguardano tutti i vaccini attualmente offerti nel Paese. E per la docente di immunologia riproduttiva Victoria Male, “un collegamento è plausibile e dovrebbe essere studiato”.  

Questo il messaggio che l’esperta del Dipartimento di Metabolismo, Digestione e Riproduzione dell’Imperial College London – Chelsea and Westminster Hospital Campus di Londra, lancia in un editoriale pubblicato sulla rivista scientifica ‘Bmj’ in questi giorni. Gli effetti collaterali comuni della vaccinazione elencati dall’Agenzia del farmaco, spiega, includono dolore al braccio in cui viene fatta l’iniezione, febbre, affaticamento e mialgia. Le modifiche alle mestruazioni (come per esempio interruzioni del ciclo) e le emorragie vaginali inattese non sono elencate, precisa la specialista. Ma i medici di base e gli esperti che lavorano nel campo della salute riproduttiva “sono sempre più avvicinati da persone che hanno sperimentato questi eventi poco dopo” l’iniezione.  

La maggior parte delle donne che segnalano una modifica del ciclo scopre in ogni caso che tutto torna alla normalità con il ciclo successivo “e, soprattutto – puntualizza l’esperta – non ci sono evidenze che la vaccinazione contro Covid-19 influisca negativamente sulla fertilità. Negli studi clinici”, infatti, “le gravidanze indesiderate si sono verificate con tassi simili nei gruppi vaccinati e non vaccinati”. E “nelle cliniche di riproduzione assistita, le misure di fertilità e i tassi di gravidanza sono simili” in donne vaccinate e non.  

L’ente regolatorio britannico afferma che la valutazione delle segnalazioni non supporta un collegamento tra le modifiche ai cicli mestruali e i vaccini Covid, poiché il numero è basso rispetto sia alle persone vaccinate sia alla prevalenza dei disturbi mestruali in generale. “Tuttavia – osserva Male – il modo in cui vengono raccolti i dati” con questi report “rende difficile trarre conclusioni definitive. Sono necessari approcci meglio attrezzati per confrontare i tassi di variazione mestruale nelle popolazioni vaccinate rispetto a quelle non vaccinate e il National Institutes of Health degli Stati Uniti ha messo a disposizione 1,67 milioni di dollari (1,4 milioni di euro) per incoraggiare questa importante ricerca”. 

Sono stati segnalati cambiamenti mestruali dopo vaccini sia a mRna sia a vettore adenovirale, “suggerendo che, se esiste una connessione, è probabile che sia il risultato della risposta immunitaria alla vaccinazione, piuttosto che di un componente specifico del vaccino”. Anche la vaccinazione contro il papillomavirus umano (Hpv) è stata associata ai cambiamenti mestruali.  

In effetti, ragiona la scienziata, “il ciclo mestruale può essere influenzato dall’attivazione immunitaria in risposta a vari stimoli, inclusa l’infezione virale: in uno studio sulle donne con il ciclo, circa un quarto delle infette da Sars-CoV-2 ha avuto un’interruzione delle mestruazioni. I meccanismi biologicamente plausibili che collegano la stimolazione immunitaria a questi cambiamenti includono influenze immunologiche sugli ormoni che guidano il ciclo mestruale o effetti mediati dalle cellule immunitarie nel rivestimento dell’utero, che sono coinvolte nell’accumulo ciclico e nella rottura di questo tessuto”. Morale: la ricerca può aiutare a comprendere il meccanismo. 

“Sebbene i cambiamenti segnalati al ciclo siano di breve durata – prosegue Male – una solida ricerca su questa possibile reazione avversa rimane fondamentale per il successo complessivo del programma di vaccinazione. L’esitazione vaccinale tra le giovani donne è in gran parte guidata da false affermazioni secondo cui i vaccini Covid potrebbero danneggiare le loro possibilità di gravidanza futura. Non riuscire a indagare a fondo sui report relativi ai cambiamenti mestruali post iniezione rischia di alimentare queste paure. Se viene confermato un legame tra vaccinazione e ciclo alterato, queste informazioni sono particolarmente importanti per chi si affida alla capacità di prevedere i propri cicli mestruali per ottenere o evitare una gravidanza”. 

Mentre si attendono prove definitive, i medici cosa dovrebbero consigliare a chi ha sperimentato queste alterazioni? Intanto, per l’esperta “si dovrebbe incoraggiare a segnalarle” ai sistemi di vigilanza. Perché questo “fornirà dati più completi per facilitare la ricerca e mostrerà ai pazienti che le loro preoccupazioni sono prese sul serio, creando fiducia”. 

Una lezione importante, conclude la specialista, è che gli effetti sulle mestruazioni degli interventi medici non dovrebbero essere un pensiero di secondo piano nella ricerca futura. “Gli studi clinici forniscono l’ambiente ideale in cui” affrontare la questione, ma “è improbabile che i partecipanti riportino cambiamenti nel ciclo se non specificamente richiesto. Queste informazioni dovrebbero essere attivamente sollecitate nei futuri studi clinici, compresi gli studi sui vaccini Covid”.  

 

Federica Pellegrini: “Ora pronta a diventare mamma”

“Fino all’Olimpiade c’era un veto assoluto per vari motivi, ma adesso penso sia il momento giusto anche se non programmo nulla”. Federica Pellegrini, ospite nella puntata d’esordio domenicale di Verissimo, non nasconde il suo desiderio di diventare mamma. “Mi sto avvicinando all’idea che non ci sia più il nuoto nella mia vita, ma non ho paura. I cambiamenti per me sono stati sempre energia positiva”, spiega, parlando per la prima volta in tv dopo l’addio al nuoto annunciato al termine di Tokyo 2020. 

“È stato un viaggio bellissimo, fatto di alti e bassi. Me la sono goduta. È stata una liberazione positiva dopo un anno difficile. Adesso è il momento di voltare pagina”, ha detto a Silvia Toffanin nella puntata che andrà in onda domenica alle 16.30 su Canale 5. A coronare una carriera costellata di successi, c’è stata anche l’ufficializzazione dell’amore con il compagno e allenatore Matteo Giunta: “Non volevamo che entrasse il gossip nel nostro mondo fatto di allenamenti e ritmi serrati. Abbiamo cercato di mantenere le figure separate. Lui ha sofferto con me e mi ha sempre sostenuto. Se non ci fosse stato avrei smesso di nuotare molti anni fa. Mi ha dato la forza per credere più in me stessa”. E alla domanda se sia l’uomo giusto, Federica Pellegrini non ha dubbi: “Matteo è la persona migliore che conosco”. 

Non solo vittore, ma anche un lato nascosto fatto di stress e aspettative troppo alte che spesso creano dei problemi di salute agli atleti professionisti: “Noi atleti spesso siamo visti come dei robot che non sbagliano mai e preparati a tutto, ma non è vero. L’Olimpiade porta un livello di stress psicofisico altissimo che non tutti reggono”. Una tematica che sta molto a cuore alla nuotatrice che non hai mai nascosto di soffrire di attacchi di panico: “Li ho tenuti sotto controllo, anche se non passano mai del tutto. Impari a conviverci e a combatterli, ma ci sono sempre”, conclude Pellegrini. 

Covid oggi Basilicata, 34 contagi e nessun decesso: bollettino 17 settembre

Sono 34 i contagi da coronavirus in Basilicata oggi, 17 settembre 2021, secondo i dati covid nel bollettino della regione.Eseguiti 1008 tamponi molecolari. Non si registrano decessi. I lucani guariti o negativizzati sono 64. I ricoverati negli ospedali di Potenza e di Matera sono 49 (-1) di cui 4 in terapia intensiva mentre gli attuali positivi residenti in Basilicata sono in tutto 1.236 (-30). Per la vaccinazione, sono state effettuate 2.459 somministrazioni ieri.  

Finora 413.028 lucani hanno ricevuto la prima dose del vaccino (74,7 per cento) mentre 351.659 hanno completato il ciclo vaccinale (63,6 per cento), per un totale di 764.687 somministrazioni effettuate. Le percentuali più alte si registrano nella fascia di età 70-79 anni con il 96,1 per cento di prime dosi somministrate e con il 91,3 per cento di completamento del ciclo vaccinale. 

Covid, Brusaferro: “Italia fra Paesi dove il virus circola meno’

L’Italia è uno dei Paesi in Europa dove il Covid oggi circola meno. Lo ha affermato il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, nel suo intervento alla conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio regionale della Cabina di Regia sull’andamento epidemiologica del Covid-19. “Dalla mappa Ue emerge che l’Italia si sta ‘schiarendo’ con due regioni più rosse. In Europa la circolazione del virus sta decrescendo. Il nostro Paese si caratterizza per una circolazione contenuta, altri Paesi sono in decremento però sempre con una circolazione superiore alla nostra. A livello Ue siamo quindi in una situazione di stabilità o lieve decrescita come nel nostro caso”, ha affermato.  

“L’indice di trasmissibilità Rt si colloca intorno a 0,83 a livello nazionale e la proiezione è stabile a 0,82. L’indice ci mostra una situazione di stabilità rispetto alla trasmissibilità e anche l’ospedalizzazione è in decrescita”, ha quindi sottolineato Brusaferro, evidenziando che “la riduzione della circolazione” del virus che si osserva in generale “è anche particolarmente significativa nelle fasce d’età più giovani. Tra 0-9 anni, 10-19 anni, 20-29 e 20-39 anni, con un trend di decrescita negli ultimi 7 giorni”. Tuttavia, “da questa settimana si sono riaperte le scuole ed è il motivo per cui condividiamo il dato, per capire come si svilupperà nelle prossime settimane”, ha osservato il presidente dell’Iss. 

Quanto “all’età mediana di chi contrae l’infezione è in leggera ricrescita, siamo intorno ai 38 anni. Mentre l’età mediana del ricovero è 58-60 anni, del decesso è intorno agli 80 anni e del ricovero in terapia intensiva è 62-63 anni. Dati, questi, stabili rispetto alla settimana precedente”.  

Infine Brusaferro ha precisato che “continuiamo ad avere dati molto confortanti sulle coperture dei vaccini: chi ha fatto il ciclo completo è molto protetto rispetto alle ospedalizzazioni, al decesso e al ricovero in terapia intensiva. Ma si conferma anche il dato che il vaccino è efficace rispetto all’infezione, anche se un po’ meno efficace, ma non vuol dire che questa minor efficacia non garantisca una importante protezione rispetto all’infezione”. 

Rezza: “Dati confortanti, cala anche pressione su ospedali”
 

‘”I dati di questa settimana sono abbastanza confortanti: diminuisce ancora il tasso di incidenza” di Covid-19. “Anche se siamo ancora sopra 50” nuovi casi “per 100mila abitanti, siamo vicini a questa soglia (siamo a 54 per 100mila a fronte di 64 per 100mila della scorsa settimana) e abbiamo un” indice di contagio “Rt che è al di sotto dell’unità, a 0,85. La situazione in questo momento è positiva e abbiamo anche una tendenza a una leggera diminuzione del tasso di occupazione dei posti di area medica e di terapia intensiva, che ci dice che c’è un certo decongestionamento dei servizi sanitari grazie al fatto che l’incidenza nelle scorse settimane è in qualche modo diminuita”. A tracciare il quadro è stato Gianni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute.  

Situazione positiva, ma non da abbassare la guardia perché, ha precisato Rezza, “ci troviamo in una situazione di ripresa di tante attività: hanno appena riaperto le scuole e si rimette in moto tutto un meccanismo”, avremo un “aumento della mobilità” e maggiori “possibilità di aggregazione” anche in spazi chiusi.  

Occhi puntati dunque sulla riapertura delle scuole. “Dobbiamo stare attenti” al possibile impatto post ripresa dell’anno scolastico, ha ammonito Rezza. “Non è che necessariamente ci si infetta nelle classi – ha precisato – è che” con la ripresa dell’attività fra i banchi di scuola “si mette in moto anche tutta una serie di attività”. “La situazione è simile a quella dell’anno scorso – ha analizzato il Dg – Quest’anno abbiamo due variabili in più, una positiva e l’altra no. Quest’ultima è la variante Delta” di Sars-CoV-2, “molto più trasmissibile e per questo bisogna continuare a mantenere delle precauzioni. Nonostante ci sia l’altra variabile, positiva, che è quella dei vaccini”. La campagna, ha sottolineato Rezza, “è andata molto bene con coperture elevatissime nelle fasce d’età più avanzate, e anche fra i giovani c’è una buona accettazione del vaccino” e i genitori devono continuare a spingere “i giovani a vaccinarsi. Parlo dei ragazzi fra i 12 e i 18 anni. Siamo comunque fra i Paesi che hanno vaccinato di più e meglio”, come ha evidenziato “anche Tony Fauci”, il super esperto Usa.  

I vaccini, ha concluso il direttore generale Prevenzione, “danno una protezione relativa verso l’infezione. Non possono proteggere al 100% dal contagio, ma una in percentuale ampia dei casi sono in grado di prevenire l’infezione. E soprattutto stanno dimostrando un’ottima capacità di proteggere dalla malattia grave”. 

Nautica, accordo cooperazione Genova e Venezia per sviluppo settore

Nella seconda giornata del 61esimo salone nautico di Genova è stato firmato l’accordo di cooperazione tra Genova e Venezia per lo sviluppo della nautica, progetto meditato dai sindaci delle due città, Marco Bucci e Luigi Brugnaro. Presenti all’iniziativa anche il presidente della regione Liguria Giovanni Toti e il presidente di Confindustria Nautica Saverio Cecchi. Il presidente della Regione Liguria ha riconosciuto il fondamentale ruolo di presenza di Confindustria nell’operazione: “Il presidente Cecchi ci ospita in questo salone e capirete ben il perché fa parte integrante dell’avvio di un progetto che abbiamo lungamente meditato con Marco con Luigi con Saverio e con tutto il mondo della nautica. Due sindaci e due città amiche firmano un protocollo di intesa per valorizzare in mondo della nautica nel complesso, ci scambieremo buone pratiche ma il principio è molto semplice: la nautica italiana è leader nel mondo e noi siamo la regione leader nel mondo per la produzione della nautica”.  

“Abbiamo una capacità di mercato unica – sottolinea -, dobbiamo sviluppare una capacità di promozione del prodotto all’altezza del mercato che produciamo, costruire anche una rete che tenga le barche nel nostro territorio. Unire Genova e Venezia via mare vuole dire anche sviluppare il mezzogiorno d’Italia, creare una rete di marine che ospitino le barche che vendiamo. Il salone di Genova è ripartito in grande spolvero, si è celebrato anche il salone di Venezia poco tempo fa con grandi presenze qualificate. Questa è una base su cui lavorare per fare che la nautica sia un’industria che vada al di là della produzione delle singole barche ma che vada ad integrarsi con il sistema del turi Il presidente di Confindustria Nautica Saverio Cecchi ha indicato tra gli scopi di questa operazione la valorizzazione del Made in Italy. “Noi rispetto agli altri paesi performiamo molto di più perché siamo i migliori, abbiamo il paese più bello al mondo”.  

Il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha evidenziato il valore politico dell’accordo. “Dopo la pandemia il paese non può non riunirsi”. Il salone nautico di Venezia è stato costruito con grande coraggio con lo scopo di valorizzare le eccellenze, le innovazioni e la sostenibilità ambientale. “La nostra città – aggiunge – vive sulla nautica quindi la nostra idea è allungare il periodo di uso della barca. La barca deve diventare un oggetto di vita, di uso. Questo l’industria italiana lo ha capito. La sua filiera è gigantesca, va dall’arredo, all’elettronica, all’informatica e le manutenzioni. Questi sono posti di lavoro, una lunghissima filiera. Con questo atto Genova e Venezia dimostrano la loro amicizia e diventano un elemento di sfida a unirsi e non a dividersi, ad abbassare i toni e pensare a rilanciare il lavoro e al come farlo, costruire le condizioni”. 

Il sindaco di Genova Marco Bucci ha evidenziato come “Genova e Venezia rappresentano due realtà importanti per quello che riguarda il mondo della nautica e quello dei saloni. Vogliamo unire le nostre forze, lavorare assieme per poter far valore la nostra voce nel mondo della nautica. Vogliamo poter dire che in Italia c’è la migliore offerta possibile per quello che riguarda il tradeshow. È un compito impegnativo e vogliamo proporci in Europa e nel mondo come i numeri uno per quello che riguarda i saloni. I saloni di genova e Venezia hanno due offerte completamente diverse, non si sovrappongono, e questo è un grande vantaggio visto che sono complementari e ci permette di avere un’offerta ancora migliore sia per noi che per Venezia. Quando ci si tira le maniche e ci si unisce 1 +1 può fare anche 3 o 4”. 

Femminicidio, Michela Murgia: “Palombelli solo incauta, in Italia sui giornali si racconta così”

“Penso sia molto

facile
prendersela con la Palombelli, quando il racconto del femminicidio in Italia è sempre questo. Tutti i giornali titolano ‘l’autista l’ha uccisa perché lei voleva lasciarlo’, mettendo il gesto dell’uomo in consequenzialità rispetto alla decisione della donna. E’ sempre colpa della donna, su tutti i giornali”. E’ l’opinione della scrittrice Michela Murgia che, in un’intervista con l’Adnkronos, commenta così le roventi polemiche scaturite dalle parole di Barbara Palombelli nel corso della trasmissione ‘Lo sportello di Forum’.  

“La consolazione che possiamo darci -osserva la Murgia- è che dieci anni fa non si sarebbe sollevato alcun polverone per queste dichiarazioni, oggi sì. La speranza è che questa polvere oggi seppellisca ogni testata, ogni notiziario che ancora titola così”. Per l’autrice sarda, “non è Palombelli il problema. Ogni giorno il femminicidio viene raccontato come un affare ‘di famiglia’. Questa scelta narrativa, di cui Palombelli è solo l’interprete più esplicita, è in realtà costante”.  

Tutti i giorni, affonda la scrittrice, “sui giornali si prende la decisione di raccontare le donne morte dal punto di vista degli assassini. Le loro scuse, i loro alibi, le opinioni dei loro parenti. E guarda caso si dice sempre che brava persona fosse, che gentile, salutava sempre… Il problema è tutto l’impianto della narrazione giornalistica a tutti i livelli. La Palombelli è stata solo incautamente esplicita”.  

(di Ilaria Floris) 

Scuola, preside Massimo (Roma): “studenti di internazionali trattati da cittadini serie B”

L’anagrafe degli studenti che frequentano le scuole internazionali “non c’è perché a qualcuno non interessa. Ed è un fatto gravissimo ed inconcepibile che non sia stato censito chi è in età di obbligo scolastico dal momento che sono scuole che partono dall’infanzia. I nostalgici raccontano: ‘se non andavo a scuola, i carabinieri venivano a casa’. Come è possibile che non ci siano i dati? Come si possono trattare questi ragazzi e le loro famiglie da cittadini di serie b?”. A commentare all’Adnkronos l’assenza di una anagrafe degli studenti delle scuole internazionali è Giovanni La Manna, Direttore generale dell’Istituto Massimiliano Massimo di Roma, scuola gesuita della Capitale dove si è formato tra gli altri il premier Mario Draghi. 

Il direttore dell’Istituto prosegue: “in un contesto globalizzato ci sarà sempre più l’esigenza di spostarsi. Dunque la legittimità della scuola internazionale è indiscutibile e fondamentale. Come ci si può disinteressare soprattutto di cittadini italiani che optando per questa scuola si devono sentire cittadini di serie b!”, esclama. Inclusione dovrebbe essere la parola chiave “ed una convenienza per il sistema statale, perché consentirebbe l’accesso a tutti, anche a chi non se lo può permettere”. “Invece – rimarca il preside – addirittura gli allievi delle scuole internazionali sono esclusi dall’anagrafe degli studenti; proprio come noi delle paritarie non abbiamo ancora accesso alla piattaforma nazionale per il controllo dei green pass del personale scolastico. Noi abbiamo ricevuto gel e mascherine (ma le internazionali no – ndr). Manca l’automatismo perché va superata la differenza terminologica: statale – paritarie – internazionali. La scuola è scuola e basta”.  

“Solo investendo in un sistema che lavora con il presente ed il futuro del nostro paese potremo uscire dalla povertà culturale in cui siamo da anni. E’ una questione prioritaria per trasformare l’Italia, l’Europa e il mondo. I tagli impoveriscono. La cultura da vita e ci fa crescere. Vanno individuate le priorità. Ma vanno scelte con onestà e libertà”, conclude il Dirigente.  

(di Roberta Lanzara) 

 

 

Bach, ‘pronto un piano vaccinale per i Giochi invernali a Pechino 2022’

Le Olimpiadi invernali di Pechino 2022 si terranno secondo un rigido protocollo per l’elergenza coronavirus, ci sarà inoltre un nuovo piano vaccinale, è quanto ha affermato il presidente del Comitato olimpico internazionale, Cio, Thomas Bach in una lettera aperta al Movimento Olimpico pubblicata oggi. 

“Sono felice di annunciare che anche per i Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022 avremo un programma di vaccinazione, come quello che ha funzionato così efficacemente a Tokyo”, spiega Bach. Il Cio aveva raggiunto un accordo con i produttori di vaccini BioNTech e Pfizer prima di Tokyo e c’era anche un’offerta dalla Cina per rendere disponibili i propri vaccini per coloro che ne hanno bisogno.  

“Ciò significa che sosterremo ancora una volta il nostro mondo rendendo disponibili i vaccini a tutti i partecipanti olimpici prima di Pechino, in linea ovviamente con le normative nazionali -prosegue Bach che ha incoraggiato i comitati olimpici nazionali che hanno bisogno di vaccini ad informare il Cio-. Vorrei rassicurarvi che, insieme ai nostri partner e amici cinesi, non stiamo risparmiando sforzi per rendere questi Giochi Olimpici Invernali sicuri e protetti per tutti. Come abbiamo fatto a Tokyo, stiamo mettendo in atto rigorose contromisure per il Covid per garantire la salute e la sicurezza di tutti i partecipanti olimpici a Pechino”, conclude il n.1 del Cio.