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Categoria: Adnkronos

Treno regionale deraglia in Brianza, 3 contusi  

Tre contusi nel deragliamento di un treno passeggeri Trenord in Brianza. Si tratta del capotreno, di un macchinista e un passeggero, riferisce l’Areu, gli unici tre a bordo del convoglio. I soccorritori parlano di “condizioni non gravi”.  

L’incidente è avvenuto alle 11.59 nella stazione Fs Carnate-Usmate per cause ancora da stabilire. Sul posto carabinieri, vigili del fuoco e 118. Alcune carrozze del treno sono finite anche sulla strada che corre parallela ai binari. Secondo una prima ricostruzione, delle carrozze, “probabilmente quattro”, si sono “rovesciate anche sulla viabilità ordinaria”.  

 

Discoteche, Tar respinge ricorso gestori 

No del Tar del Lazio al ricorso del Silb sulla chiusura delle discoteche, in quanto nel bilanciamento degli interessi la posizione dell’Associazione dei gestori delle sale da ballo “risulta recessiva rispetto all’interesse pubblico alla tutela della salute nel contesto della grave epidemia in atto”. La decisione del Tar Lazio è stata depositata stamattina alle 9, a meno di 24 ore dall’istanza del Silb. Si tratta di una decisione cautelare monocratica, in attesa della decisione collegiale già fissata per la prima udienza utile, quella del 9 settembre. 

Presidente Silb: “Decisione prevedibile, ora rischio feste abusive” 

Il Tar Lazio, nell’ordinanza presidenziale spiega anche che “la natura dei danni ne consente in linea di principio la successiva reintegrazione anche per equivalente, nel caso che il giudizio abbia esito favorevole alla parte ricorrente” e fa cenno anche alla “comune volontà della Conferenza dei presidenti delle regioni e del Ministero dello sviluppo economico di aprire con immediatezza un tavolo di confronto con le Associazioni di categoria, al fine di individuare gli interventi economici di sostegno nazionali al settore”. 

Discoteche, gestori: “Tar prevedibile, ora rischio feste abusive” 

”Era una decisione prevedibile. Noi chiedevamo la riapertura immediata delle discoteche ma il giudice ha ritenuto prioritaria la tutela della salute pubblica per mantenere sotto controllo l’emergenza sanitaria. Lo ribadisco: noi non ci sentiamo responsabili del contagio”. Così all’Adnkronos Maurizio Pasca, presidente del Silb-Fipe, associazione che rappresenta le imprese del settore delle discoteche e dei locali notturni, commenta il no del Tar del Lazio alla riapertura delle discoteche. 

”Ora ci sarà un proliferare di abusivismo nel settore. C’è stato un rave party di 1500 persone vicino a Cremona che nessuno ha controllato, nel Salento si stanno organizzando feste private. I 2-3 milioni di giovani che si vogliono divertire andranno in luoghi improvvisati, insicuri e abusivi. Non sarebbe stato più giusto tenerli in luoghi controllati? Noi certo non potevamo mantenere il distanziamento sociale ma provvedevamo alla sanificazione dei locali, prendevamo la temperatura all’ingresso, l’entrata era su prenotazione e prendevamo i nominativi per il possibile tracciamento”.  

”Nel ricorso abbiamo anche chiesto i danni derivanti dalla chiusura delle discoteche estive e su questo si pronuncerà la camera collegiale del Tribunale fissata per il 9 settembre. Nel frattempo va avanti il tavolo con il ministro dello Sviluppo economico Patuanelli per discutere dei sostegni economici. Sul tavolo metteremo anche il tema del 70-80% delle discoteche, chiuse da febbraio, che stanno fallendo”. 

Blangiardo: “Mercato lavoro in ripresa, ma ancora non è ai livelli precedenti” 

Nel mercato del lavoro “del ‘dopo Covid’ c’è stata una caduta drammatica per un paio di mesi, poi una ripresa che si sta manifestando ma che ancora non ha raggiunto i livelli precedenti”. Lo ha detto Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’Istat, in un convegno al Meeting di Rimini. “Subita la botta stiamo cercando di reagire. Qualche segnale positivo c’è, va trasformato in qualcosa di strutturale per tornare alla situazione precedente”, ha aggiunto. 

“Il lavoro a distanza – ha aggiunto Blangiardo – è un’opportunità, modesta prima” della pandemia e che ora “si è scoperta e si vorrebbe valorizzare in prospettiva. Ha elementi positivi ma anche problematici” per cui “dobbiamo cercare di trovare una soluzione equilibrata per valorizzare questa opportunità, lasciando tutte le strade aperte e farlo in maniera differenziata in relazione alle problematiche dei settori e del mondo del lavoro”. “Non abbiamo ancora trovato una soluzione – ha aggiunto – ma una strada sulla quale muoverci”. 

Il lavoro a distanza, ha spiegato, “c’è chi può farlo e può farlo in modo più produttivo. Ma non avendo vincoli di orari, c’è il rischio di lavorare in orari in cui non si sarebbe fatto, come la sera o la domenica. Oppure – ha detto ancora – penso a una madre con tre figli: forse andare al lavoro non dico fosse un modo di riposare, ma era motivo per uscire da un ambiente e sviluppare socialità. Il lavoro – ha ribadito Blangiardo – non è solo portare soldi a casa, ma anche socializzare. Un’opportunità che il lavoro a distanza non dà”. 

Secondo il presidente dell’Istat, “abbiamo ricevuto una lezione importante, ci rendiamo conto del rovescio della medaglia, non enfatizziamo ma troviamo una soluzione equilibrata”. La vera sfida, ha aggiunto, “è creare le condizioni perché tutto questo non determini una caduta del prodotto e della produttività”, ha concluso. 

 

Dj morta: papà Gioele, ‘ringrazio tutti i volontari che partecipano alle ricerche di mio figlio’ 

“Ringrazio tutti i volontari che stanno partecipando alle ricerche di mio figlio”. E’ quanto dice Daniele Mondello, il padre del piccolo Gioele, il bimbo di 4 anni scomparso nel nulla il 3 agosto scorso con la madre, Viviana Parisi, poi trovata senza vita l’8 agosto. Daniela sta partecipando con la sorella, Mariella e il padre Letterio, alle ricerche del bambino, a bordo di una jeep nelle campagne di Caronia (Messina).  

Regionali, Crimi: “Alleanze con Pd valore aggiunto ma no a forzature” 

“La costruzione di alleanza basate sui programmi, sugli obiettivi comuni, ancor prima delle persone, è un valore aggiunto, in quanto il risultato di un percorso comune, in cui i contenuti vengono prima del contenitore. Ma va fatto solo dove ci sono le condizioni”. Lo afferma ad ‘Affariitaliani.it’ Vito Crimi, capo politico M5S, dopo il rinnovato appello del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a trovare un’intesa con il Pd in Puglia e nelle Marche. 

“Sta già avvenendo, proprio in questi giorni, in alcuni comuni chiamati al voto per le prossime elezioni amministrative, laddove i gruppi territoriali -prosegue il leader M5S- hanno manifestato la volontà di avviare progetti condivisi. Tutte le proposte sono comunque sottoposte ad un vaglio. Allo stesso modo va rispettata la decisione legittima di quei territori che compiono scelte diverse, perchè non vedono le condizioni per intraprendere un percorso comune, e nessuna forzatura deve essere fatta”. 

Discoteche, gestori non ritirano ricorso: attesa decisione Tar del Lazio 

“Questo pomeriggio abbiamo tenuto una videoconferenza con i rappresentanti provinciali dell’associazione e abbiamo deciso di andare avanti con il ricorso al Tar, di non ritirarlo: lo abbiamo già presentato. Rimane aperta la via del dialogo e riconosciamo la disponibilità del ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ma chiediamo impegni concreti al governo”. Lo dice all’AdnKronos Maurizio Pasca, presidente del Silb-Fipe, associazione che rappresenta le imprese del settore delle discoteche e dei locali notturni.  

Dopo il rinvio del tavolo con il governo, che doveva esserci oggi, il Silb-Fipe ha deciso comunque di andare avati con il ricorso contro il provvedimento di chiusura delle discoteche. “Da parte del ministro Patuanelli c’è disponibilità – dice Pasca – e questo bisogna riconoscerlo. Ci ha detto che, visto il ricorso al Tar, sospendiamo il tavolo fino alla sentenza. Chiediamo un impegno serio e certo da parte del governo, soprattutto per quelle aziende che sono chiuse da febbraio, per i lavoratori. Come si può indennizzare un settore che è al collasso, che non incassa? Il ministro Patuanelli è consapevole che ci sono imprese destinate a fallire di questo passo”. 

“Adesso il governo decida cosa vuole fare – conclude Pasca -. Non c’è più tempo, io ricevo tutti i giorni messaggi di gente disperata che non ha più da mangiare: dj, pr, organizzatori che vivevano solo di questo. Noi comunque restiamo aperti alla via del dialogo, ma negli anni di parole ne abbiamo sentite tante: per la prima volta vorremmo certezze e dignità per il settore”. 

Intanto dovrebbe arrivare domani mattina la decisione del Tar del Lazio contro l’ordinanza del ministero della Salute, che ha disposto la chiusura delle discoteche. A quanto si apprende dovrebbe trattarsi di un decreto cautelare. 

Donna scomparsa a Crema, un fermo per omicidio 

Un uomo è stato fermato per l’omicidio di Sabrina Beccalli, scomparsa da quattro giorni da Crema. “Nella tarda serata di ieri, sulla base di elementi investigativi prodotti dal Nucleo Investigativo del Comando provinciale carabinieri di Cremona e del Norn – Aliquota operativa di Crema, il procuratore capo di Cremona Roberto Pellicano ha disposto il fermo di un uomo che è stato associata alla casa circondariale di Cremona”, rendono noto i militari. I reati contestati sono omicidio e distruzione di cadavere. 

La vittima di 39 anni, residente a Crema (Cremona), era scomparsa da quattro giorni e a oltre 48 ore dal suo silenzio l’auto era stata trovata bruciata. La notte di Ferragosto proprio le fiamme della vettura, segnalate da abitanti di Vergonzana, frazione di Crema, avevano fatto scattare l’allarme sull’assenza della donna, separata e madre di un ragazzo adolescente. Una volta risaliti alla proprietaria della macchina era emerso che Sabrina Beccalli non era raggiungibile e alcuni parenti, sentiti dai carabinieri, avevano riferito che da sabato non avevano più sue notizie. La mattina, la donna aveva portato il figlio da alcuni amici per una gita in piscina, assicurando che li avrebbe raggiunti a mezzogiorno, ma da allora non aveva più dato segnali. Nella giornata di ieri la svolta: le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno mostrato che alla guida dell’auto c’era un uomo, ma sulla sua identità e sulle sue eventuali responsabilità c’è il massimo riserbo degli investigatori.  

 

Conte: “Massimo impegno per garantire rientro a scuola”  

“Il governo, la Protezione civile, i sindaci e i presidenti delle Province, gli uffici scolastici regionali e i dirigenti scolastici stanno profondendo il massimo impegno per garantire il rientro a scuola in condizioni di massima sicurezza. È una sfida molto impegnativa per il Paese, perché coinvolge oltre 10 milioni di persone”. Lo assicura il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervistato da ‘Il Fatto quotidiano’.  

“Per capire le difficoltà -aggiunge- basti pensare che in Italia si producono 200 mila banchi all’anno mentre in soli due mesi ne abbiamo reperiti 2 milioni e 400mila, cercandoli in lungo e in largo in Europa. Tra qualche giorno verrà diffuso il piano di consegna delle nuove attrezzature scolastiche”.  

“Abbiamo investito nella scuola oltre 2,9 miliardi di euro solo per la riapertura di settembre, i lavori di edilizia scolastica, l’affitto di nuovi spazi, i patti di comunità e le varie attrezzature. Rinforzeremo l’organico scolastico con 70mila assunzioni a tempo determinato. Sono state inoltre autorizzate 97mila assunzioni a tempo indeterminato di docenti, personale Ata e dirigenti scolastici. Con il meccanismo della call veloce, voluto fortemente da questo governo, consentiremo a chi lo desidera spostamenti più veloci per raggiungere il ruolo preferito”. 

Rispetto all’intervento al Meeting di Rimini di Mario Draghi “sono d’accordo, in particolare, sul fatto che dobbiamo rafforzare gli strumenti per dare maggior forza e stabilità all’area dell’euro e investire con determinazione sull’istruzione e sulla ricerca per garantire un futuro migliore ai giovani”. Lo dice il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un’intervista a ‘Il Fatto quotidiano’.  

 

Marquinhos, Di Maria e Bernat travolgono il Lipsia, Psg in finale Champions 

Il Paris Saint Germain si qualifica per la prima volta nella sua storia alla finale di Champions League. Allo stadio ‘Da Luz’ di Lisbona i transalpini sconfiggono il Lipsia per 3-0 grazie ai gol di Marquinhos e Di Maria nel primo tempo e di Bernat nella ripresa, dominando il match in lungo e in largo grazie al talento di Neymar e Mbappé che mettono in crisi la retroguardia della squadra tedesca. Domenica sempre allo stadio ‘Da Luz’ affronteranno la vincente tra il Bayern Monaco e il Lione.  

Partono subito forte i transalpini che prendono un palo dopo 6 minuti. Mbappé dalla sinistra effettua un passaggio filtrante in area per Neymar che, tutto solo, sull’uscita di Gulacsi calcia d’esterno destro e colpisce il palo esterno alla sinistra del portiere. Un minuto dopo gol annullato alla squadra di Tuchel. Incredibile svarione del portiere del Lipsia che calcia addosso al corpo di Neymar, la palla arriva a Mbappé che insacca da due passi a porta vuota ma l’arbitro annulla per un tocco di mano dell’attaccante brasiliano.  

I tempi sono maturi per il vantaggio del Psg che arriva al 13′ con Marquinhos: perfetta punizione tagliata in area da Bernat per l’ex difensore della Roma che anticipa tutti di testa infilando la palla a mezza altezza nell’angolo alla sinistra dell’immobile Gulacsi. Al 16′ Mbappé vicinissimo al raddoppio. L’attaccante campione del mondo, solo davanti alla porta, calcia di destro in girata ma trova l’opposizione di Gulacsi in uscita che devia in angolo.  

Al 25′ i tedeschi si fanno vedere per la prima volta, Laimer entra in area sulla destra e centra basso all’indietro per Poulsen che d’interno destro manda il pallone fuori di un soffio alla sinistra di Rico. Al 35′ grandissima punizione di Neymar che colpisce il palo esterno. Al 42′ arriva il raddoppio: errore in disimpegno di Gulacsi che serve sulla trequarti Herrera, immediato lancio in area per Neymar che di tacco smarca in mezzo Di Maria che insacca di sinistro da due passi.  

Nagelsmann prova a dare una scossa alla sua squadra inserendo Forsberg e Schick a inizio ripresa ma la musica non cambia e Bernat all’11 cala il tris. Mukiele scivola sulla destra e regala palla a Di Maria che centra in mezzo per il terzino spagnolo che di testa insacca in diagonale. Il dominio dei parigini è totale e al 24′ Mbappé sfiora il poker intervendo di testa su cross di Di Maria e mandando la palla fuori di un soffio.  

Alla mezz’ora si propone timidamente il Lipsia con un tiro da fuori area di Angelino, la conclusione è violenta e Rico la respinge con i pugni. Nel finale altra ottima notizia per i parigini che al 39′ fanno entrare Verratti, ormai recuperato dall’infortunio e pronto per essere protagonista in finale.  

Bimbo morto a Modica, fermata anche la mamma per omicidio 

Fermata per omicidio volontario e maltrattamenti in famiglia anche la madre del piccolo Evan, il bimbo di 20 mesi, originario di Rosolini, nel siracusano, giunto ieri in fin di vita all’ospedale di Modica, nel ragusano. Ieri, dopo che i sanitari avevano notato la presenza di lividi sul corpo del bambino e allertato le forze dell’ordine, era stato fermato il compagno della donna, S.B., che non è il papà del bambino e che è accusato di avere inferto al piccolo le percosse mortali. 

Ma l’interrogatorio della giovane mamma, L.S. di 23 anni, avrebbe fatto emergere elementi gravi anche a carico di quest’ultima. Disposta l’autopsia. Il padre della piccola vittima, che lavora fuori dalla Sicilia e che aveva interrotto un anno fa la relazione con la donna, è stato avvertito e si è messo subito in viaggio per fare rientro nell’isola. 

L’uomo aveva già presentato nel luglio scorso un esposto per maltrattamenti contro ignoti per lesioni ai danni del figlio. L’iniziativa sarebbe dovuta a dei lividi che il piccolo aveva in volto, vicino all’orecchio.  

La nonna paterna aveva visto le lesioni e le aveva documentate con delle foto scattate al bambino che pare avesse anche problemi a camminare. La mamma si giustificava raccontando che il piccolo era caduto mentre giocava. 

Alleanza Pd-M5S agita i dem, Zingaretti difende intesa e garantisce tutela identità  

La possibilità di alleanze con il Movimento 5 stelle per le prossime elezioni amministrative, apertasi dopo il via libera arrivato dalla piattaforma Rousseau, riaccende il dibattito all’interno del Pd. Da una parte chi si mostra tiepido o addirittura contrario rispetto all’ipotesi di intesa, chiedendo anche un congresso nel 2021 per riaffermare l’identità riformista del partito; dall’altro chi segnala la necessità di concentrarsi prima sul prossimo appuntamento elettorale, rivendicando anche i risultati raggiunti nell’ultimo anno dalla leadership del Nazareno. Finché è il segretario, Nicola Zingaretti, ad intervenire con un lungo post su Facebook, puntualizzando che gli eventuali accordi con M5S saranno frutto di “un processo nel quale stare, combattendo con la nostra identità”. 

Un’esigenza posta dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, esponente di Base riformista, in un lungo intervento su ‘Il Foglio’, anticipato già ieri: “ci confronteremo con questa novità nei prossimi mesi. Senza avere però la pretesa -spiega- di annullare o azzerare quelle profonde e radicali differenze politico-culturali che esistono tra noi e i Cinquestelle, che rimangono tutte e che danno un carattere tattico alla nostra alleanza, molto distante da quella rappresentazione di un’alleanza prospetticamente stabile perché genetica e culturale”.  

Più duro il sindaco di Firenze Dario Nardella: “Io non ho pregiudizi di principio, ma annunciare patti politici alla vigilia di qualche elezione, come fatto in Umbria, è più una tattica miope che il frutto di un serio progetto politico. Se si vogliono fare passi politici strategici, non basta qualche intervista sul giornale, si abbia il coraggio di coinvolgere ed ascoltare iscritti, amministratori ed elettori con un congresso, vero, di nome e di fatto. Certo non ora in cui dobbiamo essere tutti concentrati per battere le destre nelle elezioni regionali e comunali del 20 settembre. Ma dopo, se si vorranno prendere decisioni talmente cruciali, sarà inevitabile prepararsi a un congresso per darci un nuovo profilo riformista”. 

“La suggestione di Dario Nardella -plaude il capogruppo al Senato, Andrea Marcucci- merita grande attenzione. Ipotizzare un congresso tematico del Pd nel 2021 può essere un’ottima idea per rilanciare la forza aggregante del riformismo”.  

Parole che suscitano la dura reazione del vicesegretario Andrea Orlando: “Che ne dite di fare la campagna elettorale prima e parlare di assetti interni poi?” “Sarebbe molto meglio -fa eco Michele Bordo, vicecapogruppo alla Camera- se, anziché parlare di congresso, ci concentrassimo tutti sulla campagna elettorale. Mi permetto tuttavia di ricordare, specie a chi era nel gruppo dirigente che guidava il partito allora, che solo due anni fa il Pd era isolato e fuori da ogni processo politico, mentre oggi siamo centrali nell’esperienza di governo e in crescita nei sondaggi”.  

A mettere i puntini sulle i interviene allora direttamente il segretario Zingaretti. “Sull’esito della votazione nella piattaforma Rousseau da parte della base del Movimento 5 Stelle -premette- si sta generando troppa confusione. Non sempre senza malizia e, spesso, con una buona dose di strumentalità si fanno ricostruzioni fuorvianti”. 

“L’eventuale decisione di costruire un accordo o meno -specifica allora il leader Dem- è ovviamente delegata a processi politici locali e all’individuazione di candidati credibili da sostenere per vincere. Un processo nel quale stare, combattendo con la nostra identità”.  

“Nessuna voglia di ‘esultare’ per questo risultato, ma, avendo nei Comuni e Regioni sistemi elettorali maggioritari, soddisfazione sì. Credo sia lecito esprimerla perché si allarga la possibilità di costruire alleanze. A meno che siamo arrivati al punto di augurarci che sarebbe meglio avere i partiti nostri alleati tutti contro nei territori, nelle battaglie per i sindaci e i presidenti di Regione”. 

“Alleati e non avversari. Ripeto: è quanto abbiamo detto dal primo giorno. Proprio perché forti delle nostre idee, vogliamo farle vincere nei processi reali, politici e sociali che ci sono e non solo declamarle nelle interviste e nei tweet. Questo impegno è molto più complesso e impegnativo ma è molto più utile all’Italia. Partito a vocazione maggioritaria -rivendica in conclusione Zingaretti- è questo: avere una proposta per il Paese e l’impegno quotidiano per attuarla nella società e nella proposta politica”. 

Ostia, si barrica in casa e minaccia di far esplodere il palazzo 

Dopo una lunga trattativa, una squadra di carabinieri dell’Aliquota Primo Intervento del comando provinciale di Roma ha fatto irruzione nell’appartamento dell’uomo che si era barricato in casa a Ostia e lo ha immobilizzato. L’intervento è stato eseguito con la collaborazione dei vigili del fuoco e di una squadra carabinieri Squadra Operativa di Supporto del Reggimento Lazio. L’uomo, che era armato di coltello, aveva appena aperto le due bombole del gas che minacciava di far esplodere. La palazzina di 5 piani era stata evacuata dai carabinieri e dai vigili del fuoco, sul posto insieme a un’ambulanza.  

 

Romano, 59 anni, già noto alle forze dell’ordine e in cura al centro di igiene mentale, l’uomo è stato sedato da personale del 118 intervenuto e portato al Grassi di Ostia. L’appartamento è stato trovato completamente a soqquadro. La zona è ancora chiusa ai residenti per consentire ai Carabinieri di Ostia che sin dai primi istanti hanno gestito la vicenda e ai tecnici di effettuare una bonifica per escludere altri potenziali rischi causati dal 59enne. ”Grazie alle forze dell’ordine per intervento in una casa popolare di Ostia, dove un uomo si è barricato tutto il giorno minacciando di farla esplodere” twitta la sindaca Virginia Raggi. “Garantite l’incolumità e la sicurezza degli abitanti dell’immobile che potranno presto tornare nelle loro case”.  

Covid, D’Amato: “Roma batte Milano per test in aeroporti”  

Negli gli scali di Fiumicino e Ciampino “transita circa il 60% del flusso nazionale e dunque è un lavoro importante che stiamo facendo non solo per Roma, ma per il resto del Paese. Una volta tanto possiamo dire con orgoglio che Roma batte Milano ed è stata più efficiente per i test in aeroporto”. Lo ha affermato l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato intervistato da Radio24. “Oggi registriamo 27 casi positivi ai test rapidi negli scali aeroportuali di Fiumicino e Ciampino e questo ci dimostra l’importanza di effettuare questi test. Sono tutti giovani e asintomatici che altrimenti non si sarebbero scovati e avrebbero girato per l’Italia”, conclude D’Amato.  

Fino a 32 ambulatori non Covid, la proposta per l’ospedale in Fiera di Milano 

di Lucia Scopelliti 

Ambulatori specialistici non Covid, da utilizzare soprattutto per prime visite o esami ambulatoriali di livello semplice. Ne potrebbero essere realizzati fino a 32 nel Padiglione del Policlinico in Fiera di Milano. Trentadue, quante sono le stanze a due letti nelle quali dovevano essere allestite le ultime 64 postazioni di terapia intensiva (per le quali si attendevano i fondi statali) a completamento del piano varato dalla Lombardia sulla base di quanto previsto dal decreto Rilancio. I posti letto inclusi nel piano sono 221, tre quarti già pronti e i restanti, 64 appunto, da allestire. 

In questi spazi – riconvertibili in qualunque momento per completare il piano nazionale, in caso di bisogno dovuto a una nuova ondata di malati gravi – l’idea è di attivare l’area dedicata agli ambulatori che, con le opportune separazioni, si affiancherebbe quindi al Covid hospital, all’area delle terapie intensive, quasi 160, già pronte e in stand by dopo aver dimesso l’ultimo dei 17 pazienti ricoverati. Ecco cosa prevede, a quanto apprende l’Adnkronos Salute, il piano dell’Irccs di via Sforza, discusso nel corso della prevista riunione operativa interna che si è tenuta oggi. La proposta sarà ora vagliata dalla Regione Lombardia che dovrebbe esprimere un parere nelle prossime due settimane. Con il via libera, la partenza degli ambulatori sarebbe possibile dall’1 ottobre.  

Il piano nasce con una flessibilità che per esempio permetterebbe in prospettiva di concordare con l’Ats di Milano anche l’attivazione di un punto per la vaccinazione antinfluenzale, se necessario, con il supporto di altre Asst e dei medici di famiglia. Quanto agli ambulatori pensati dal Policlinico, potrebbero essere strutture dedicate a prestazioni di ginecologia (pap-test e necessità simili), esami non complessi di cardiologia come l’elettrocardiogramma, o tac ed ecografia dell’addome ed altre prestazioni di area gastrointestinale, che non richiedono un iter strutturato, ma solo l’esecuzione dell’esame con la macchina. Le discipline? Si spazierebbe dalla dermatologia all’urologia e alla neurologia, sulla base della richiesta. Missione alleggerire le attività legate alla ripresa post-lockdown, e aumentare l’offerta sul territorio per alcune prestazioni.  

Toccherà alla Regione approvare o eventualmente modificare il progetto delineato dal Policlinico, il quale ha condotto tutte le verifiche per valutarne la fattibilità. Questo spazio riservato, puntualizzano dall’Irccs, non sostituisce le terapie intensive pronte e attive. E come verrà utilizzato dipenderà dai bisogni, per esempio di recupero delle prestazioni, o dall’evoluzione dei contagi da coronavirus Sars-Cov-2. E’ un piano che si muove seguendo l’epidemiologia del territorio, in altre parole.  

L’obiettivo per il Policlinico è triplice: garantire il distanziamento sociale e allo stesso tempo aumentare il volume di prestazioni eseguibili (avendo questo ulteriore spazio disponibile). Oggi infatti l’attività è organizzata per evitare assembramenti nelle sale d’attesa e quindi si tende a mettere gli ambulatori in serie con orari scaglionati in slot uno di seguito all’altro. L’altra strategia che si potrebbe adottare è dislocare le attività sfruttando appunto gli spazi del Padiglione del Policlinico in Fiera. C’è poi tutta la partita del recupero di visite ed esami saltati in fase di lockdown. Il Policlinico ha continuato durante il periodo estivo a eseguire prestazioni per smaltire quello che era stato rimandato, si è arrivati a coprire l’80-90% delle prestazioni saltate, ma con i nuovi ambulatori si potrebbe integrare l’agenda delle nuove prenotazioni.  

Il call center regionale mette in rete tutte le prestazioni libere, ma non tutti hanno riattivato al 100% le attività. I nuovi ambulatori permetterebbero di mettere in campo prestazioni in più che liberano posti nelle agende regionali. Non si partirebbe con tutto e subito e dipenderà anche da quanto c’è da recuperare in generale a Milano e quella che è la richiesta che arriva da medici di famiglia e specialisti. Il personale da impiegare negli ambulatori – l’idea è di partire con quello del Policlinico – e anche eventuali costi dipenderanno dalla richiesta a cui si intenderà rispondere. Tenendo presente che la sede è stata donata in comodato d’uso e il costo di alcune infrastrutture come quella informatica è stato già affrontato per le terapie intensive.  

Sostenibilità: la rigenerazione urbana è ambientale, sociale e rinnovabile 

Periferia, una parola da cancellare dal vocabolario della progettazione urbana; qualità della vita il filo conduttore; sostenibilità ambientale sì, ma anche sociale; costruire sul costruito per non consumare, inutilmente, ulteriore suolo. E le infrastrutture energetiche dovranno fare la loro parte per creare città ‘pulite’ e rinnovabili. Sono gli elementi della rigenerazione urbana, raccontata nell’incontro dedicato al tema al Meeting di Rimini 2020. 

Nei progetti di riqualificazione urbana, dice Mario Abbadessa, amministratore delegato Hines Italy, focalizzarsi sulla sostenibilità ambientale “è banale perché ogni nuovo intervento oggi deve essere sostenibile dal punto di vista ambientale. Bisogna fare della sostenibilità sociale, colmare il divario tra classi sociali, e il primo modo per farlo è evitare di commettere l’errore del passato, cioè di creare le periferie, parola che non deve esistere più perché in Italia troppo spesso associata a quartieri dormitorio separati dalla città”. 

Visione sposata dal sindaco di Genova Marco Bucci: “La mia visione di città? La rigenerazione urbana è una delle componenti principali, ci sono aree della città che vanno completamente rigenerate e come dice il mio amico Renzo Piano dobbiamo costruire sul costruito ed evitare di fare periferie”. Da questo punto di vista “il vantaggio di Genova è di avere 20 delegazioni, quindi 20 paesi uniti che formano la città, 20 centri storici senza una vera periferia”, parola “che non deve esistere più se vogliamo avere una città ad alta qualità di vita”, sottolinea il primo cittadino.  

Urbanizzazione, elettrificazione dei consumi, decarbonizzazione: questi i ‘megatrend’ in atto secondo Vincenzo Ranieri, amministratore delegato E-Distribuzione, che “ci obbligano a ripensare il nostro modello di città” anche tenendo presente che “la transizione energetica in atto rappresenta la trasformazione del sistema energetico più grande degli ultimi 100 anni” e le città “devono guidare questo cambiamento”. Le infrastrutture energetiche, sottolinea Ranieri, “devono rapidamente concorrere a dare il loro contributo alla rigenerazione urbana, visto che oggi le città occupano il 5% della superficie terrestre ma sono responsabili del 70% del consumo globale di energia e di emissioni di gas a effetto serra. Per questo, la trasformazione del modello di città per come la conosciamo verso un modello smart non può prescindere dagli obiettivi di efficienza energetica e di sostenibilità ambientale”. 

Dobbiamo immaginare un mondo nuovo fatto di energia pulita. Parola di Marco Alverà, amministratore delegato di Snam, per il quale “oggi abbiamo l’opportunità di passare a un mondo che vada totalmente a rinnovabili. Noi puntiamo sui gas rinnovabili e l’idrogeno che è la vera novità. Secondo me quello che avrà più successo è l’idrogeno che si può produrre dal sole e che può essere trasportato attraverso le infrastrutture esistenti. Da sempre è considerato, da tutti gli scienziati, la soluzione definitiva per avere energia pulita. Ha sempre avuto come problema il costo: costava 40 volte più del petrolio, oggi costa 5 volte più del petrolio, ma abbiamo fatto degli studi e secondo noi in 5 anni, se l’Europa guida e supporta questa trasformazione, si può produrre idrogeno dal sole con costi molto competitivi”. 

Infine, il settore dei trasporti. E anche qui riqualificare e rigenerare sono le parole d’ordine. Per esempio Fnm sta pensando a una riprogettazione degli spazi “con una forte componente sociale” e nel segno di una “nuova antropizzazione”. A raccontare il progetto di infrastrutturazione di Ferrovie Nord Milano, è il suo presidente Andrea Gibelli. Fnm, spiega Gibelli, “non si occuperà solo di posizionare nuovi binari ma stiamo pensando a un’idea di rigenerazione urbana. La ferrovia concessa dalla Regione Lombardia a noi è il percorso che va dalla stazione di Cadorna a Milano Malpensa e noi stiamo pensando alle infrastrutture che guardano 72 km lineari con un progetto di rigenerazione urbana che guarda a tutti i comuni che tocchiamo da Milano alla provincia di Varese fino a Malpensa”. Tanti progetti che danno vita a “una filiera di rigenerazione” e un sistema, quello dei trasporti, che oggi si sta ripensando attraverso “progetti che abbiamo definito ‘di nuova antropizzazione'” che significa costruire sul costruito, rendere centrale l’architettura, progettare spazi con una forte componente sociale, spiega il presidente di Fnm. Tra questi progetti, quello “di considerare la fascia ferroviaria di 700 mt lato binario come area di ripiantumazione” e ancora “su un’area di 72 km ci sarà una pista ciclabile che connetterà tutte le aree urbane che toccano Cadorna fino a Malpensa”. 

Boccia: “Giovani vogliono divertirsi, ma riaprire scuole è dovere” 

“Ho due figli su tre adolescenti, so che vorrebbero divertirsi ancora, da padre gli ho spiegato che la cosa più importante per loro è tornare a scuola a settembre e noi abbiamo promesso che a settembre riapriremo le scuole in sicurezza, questo è il nostro dovere oggi”. Lo ha affermato il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, ospite de ‘La vita in diretta’ su Raiuno.  

“Si vede anche oggi dai dati: l’Italia – continua il ministro – resta uno dei Paesi più sicuri al mondo, la Germania è quasi oltre 1.400, la Spagna oltre 3.000, la Francia segue la Spagna, questo significa che il nostro modello sta funzionando e noi dobbiamo avere come obiettivo quello di riaprire le scuole e di convivere con il Covid, perché contagio zero ci sarà solo con il vaccino, sapendo che alcune cose non si possono fare come le facevamo a febbraio, tra queste la vita in discoteca”. “Anche il modello Fiumicino sta funzionando, i positivi, purtroppo, ci sono, però sono venuti fuori e quel modello funziona”, aggiunge Boccia. 

“Nessuno di noi può” dire se ci sarà un altro lockdown. “Sento di escluderlo, ovviamente dipenderà dai nostri comportamenti”, ha continuato il ministro, aggiungendo: “Ovviamente si interverrà ogni volta che ci saranno dei focolai, potrebbero esserci delle zone chiuse”, ma “un nuovo lockdown spero di no, non potremmo permettercelo, sarebbe un costo troppo alto”. “Dobbiamo andare avanti, dobbiamo essere rigorosi, rispettare le regole e dobbiamo puntare alla ripartenza di settembre. Ci sono molti settori che non si sono fermati ad agosto, il Paese dà segnali di ripresa importanti, il turismo è ripartito, ovviamente dobbiamo recuperare tanto, tanto terreno, però luglio e questi primi quindici giorni di agosto sono stati due mesi positivi”, ha spiegato ancora. 

Per il ministro “questa deve essere l’estate dell’Italia, non voglio polemizzare con chi è andato all’estero, però restiamo in Italia. L’Italia, oltre ad essere il Paese più bello del mondo, è il Paese più sicuro al mondo in questo momento. Siccome l’estate c’è ancora, è lunga, è calda, c’è chi può andare in vacanza a fine agosto e agli inizi di settembre, faccio semplicemente un appello: restate in Italia, perché l’Italia non solo è sicura, ma evitiamo di correre dei rischi così come li hanno corsi i nostri connazionali che sono andati fuori in vacanza”.  

Coronavirus, 403 nuovi casi e 5 morti nelle ultime 24 ore 

Tornano a salire i nuovi casi di coronavirus in Italia. Sono 403 nelle ultime 24 ore, mentre ieri l’aumento era stato di 320, e 5 i morti. Sono i dati resi noti dal ministero della Salute sulla situazione dei contagi. Il numero totale delle vittime nel nostro Paese sale quindi a 35.405. I guariti sono 174 per un numero complessivo di 204.142. Sono 33 i ricoverati con sintomi in più rispetto a ieri che portano il totale della persone negli ospedali a 843. Stabili invece rispetto a ieri le terapie intensive. I ricoverati nelle rianimazioni italiane sono 58 come ieri. Sono oltre 53mila i tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore per un totale di 32mila persone sottoposte a test.  

La situazione in Italia  

In Lombardia altri 50 contagi e zero decessi