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Categoria: Adnkronos

Briatore: “Incapaci al governo, virus non va in giro solo di notte” 

“Questo è un provvedimento acchiappa voti, perché le discoteche non sono chiuse, loro non hanno il coraggio per chiuderle: le hanno lasciate aperte impedendo però di andarci a ballare che poi è un po’ come tenere aperti i ristoranti impedendo alla gente di andarci a mangiare”. Ne è certo Flavio Briatore che in un’intervista all’Adnkronos fa il punto della situazione, dopo i recenti provvedimenti del governo Conte.  

“Volevano trovare un capro espiatorio simbolico- aggiunge- e l’hanno trovato nelle discoteche. Come la vedono loro, sembra che questo virus agisca solo di notte e non di giorno, potrebbero ribattezzarlo il virus del panettiere: che si alza la notte per lavorare e dorme di giorno. Questi qui sono degli incapaci: anche quando hanno riaperto dopo il lockdown avevano ideato delle misure che di fatto impedivano ai ristoranti di lavorare come il plexiglass o i tre metri tra i tavoli. Hanno fatto così con un po’ tutte le attività, anche quelle industriali e ora stanno facendo lo stesso con le discoteche”. 

Per Briatore una soluzione sarebbe potuta essere quella di far entrare meno gente “una discoteca con la capienza di mille persone la portavi a quattrocento e fare i tamponi e i test sierologici ai dipendenti come abbiamo fatto noi al Billionaire, perché tanto i giovani, non è che rimangono a casa se gli chiudi i locali”.  

“La ripresa come la vedo? Non ci sarà: quelli al governo continueranno a promettere cose finché questo Paese non andrà in bancarotta”. “A questo punto – aggiunge- speriamo arrivi una Troika e ci levi di mezzo questo governo perché sicuramente andrà solo peggio. Questi qui poi, non prendono mai una posizione vera. Le discoteche o le chiudi o le lasci aperte, invece usano queste formule paracule che non hanno senso perché è come se ti dicessero ‘tu puoi andare al ristorante ma non puoi mangiare'”. Per Briatore “la gente ormai si è resa conto che al governo ci sono persone che è la prima volta che lavorano in vita loro, ministri incapaci. Io non so quanto dura questo governo ma finché dura sarà un disastro e una catastrofe: vanno avanti a decreti e non passano più dal parlamento, c’è una specie di golpe”. 

“Sulle discoteche hanno voluto mettere il naso tutti, a partite dai media che hanno fatto omelie giornaliere sul tema”. Anche la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, aggiunge Briatore, “ha parlato di discoteche il che è ridicolo: mentre sui braccianti non ci sono controlli, e lì evidentemente per lei va tutto bene, si mette a parlare di discoteche. La verità è che qui i giovani li vogliamo sempre criminalizzare in questo Paese e del resto questo governo non ha mai fatto niente per loro”. “Per fortuna in Italia abbiamo solo due attività e tutte e due hanno funzionato bene”. “Le regole sono normali- aggiunge- negli altri posti problemi non ne abbiamo, il punto è che solo in Italia decidono queste restrizioni dal giorno alla notte. Anche a Monaco le discoteche sono chiuse, si è trattato però di una regola chiara fatta fin dall’inizio ed è finita lì”. Per Briatore “qui invece non si rendono conto di come si prendono le decisioni. Ad esempio la gente che abbiamo assunto per la stagione che fine farà? Quei ragazzi lì dove li mettiamo? La marcia indietro a metà stagione è chiaramente un problema”. 

Cossiga, Mattarella: “Patrimonio democratico da trasmettere ai più giovani”  

“Ricorrono dieci anni dalla scomparsa di Francesco Cossiga, eletto alla più alta magistratura della Repubblica il 24 giugno 1985, chiamato a svolgere il proprio mandato in una stagione di grandi cambiamenti degli equilibri internazionali e di profonde trasformazioni nella vita civile, economica, sociale del nostro Paese. Francesco Cossiga era animato da una grande passione civile, da una fede robusta, rispettosa del principio di laicità dello Stato, da una vasta cultura che lui seppe sviluppare negli studi, nell’università. Iniziò molto giovane la militanza politica, avendo maturato una sensibilità antifascista nell’ambiente familiare”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una nota.  

“Pur assumendo in giovane età responsabilità nel partito della Democrazia Cristiana, e divenendo presto consigliere comunale e deputato – ricorda Mattarella – intraprese la carriera accademica come docente di diritto costituzionale. Aveva a cuore i temi dell’autonomia regionale, dell’ammodernamento della Pubblica amministrazione, dell’equilibrio tra gli organi e i poteri dello Stato, mentre la società accelerava la sua trasformazione. Da Parlamentare e da uomo di governo si dedicò con grande cura all’ordinamento e al funzionamento dei servizi di informazione e di sicurezza. Atlantista convinto ed europeista sincero, Cossiga ha operato con determinazione affinché l’Italia potesse svolgere un ruolo di primo piano nell’alleanza occidentale, nel dialogo mediterraneo, nella cooperazione internazionale. Tenendo ferma questa prospettiva, si è impegnato per accorciare le distanze che dividevano i partiti italiani sulla politica estera”. 

“Nella lotta al terrorismo – prosegue – è stato un tenace difensore dello Stato democratico. L’orizzonte della sua azione di contrasto alle bande armate, e all’estremismo ideologico che le ispirava, è sempre stato caratterizzato dalla difesa dei valori costituzionali. Il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro, la strage degli uomini della sua scorta, il fallimento dei tentativi di liberazione provocarono in lui una ferita non più rimarginata. Si dimise da Ministro dell’Interno assumendosi la piena responsabilità dell’operato delle Forze di Polizia e degli investigatori. Fu un momento di frattura nella storia del Paese, e in quella personale di Cossiga. Il Presidente Cossiga fu chiamato poi a nuove responsabilità, prima alla guida del Governo, poi alla Presidenza del Senato. Durante il suo mandato di Presidente della Repubblica, la caduta del Muro di Berlino e i cambiamenti nell’Europa dell’est aprirono una nuova stagione, mutando radicalmente gli equilibri seguiti agli esiti della Seconda guerra mondiale”. 

“Cossiga comprese senza ritardi che le trasformazioni avrebbero coinvolto il nostro Paese, ponendo sfide inedite alle istituzioni, alle forze democratiche, all’intera società civile. Già nel discorso di insediamento, pronunciato davanti alle Camere riunite, aveva associato la parola ‘speranza’ con un ‘invito alla comune costruzione del nuovo’. Il messaggio alle Camere sulle riforme costituzionali fu, nella sostanza, l’atto conclusivo del settennato, nei mesi in cui lui stesso ingaggiò un confronto, talvolta aspro, con esponenti del Parlamento e dei partiti. La sua testimonianza umana e civile, gli ideali maturati fin dalla gioventù, sono parte di quel patrimonio democratico comune che siamo chiamati a trasmettere alle generazioni più giovani”, conclude Mattarella.  

Covid Lazio, positivi 6 ragazzi di rientro da Porto Rotondo  

Sei ragazzi di rientro da Porto Rotondo sono risultati positivi a Covid. Lo comunica la Asl Roma 1, secondo quanto riferisce l’Unità di crisi Regione Lazio. Si tratta di due gruppi distinti che hanno in comune una festa a Porto Rotondo nella giornata dell’8 agosto. 

POSITIVI 4 RAGAZZI RIENTRATI DA CORFÙ – Altri quattro ragazzi tra i 18 e 22 anni, partiti il 5 agosto e rientrati da Corfù il 14 agosto, sono risultati positivi al Covid-19. Lo rende noto l’Asl Roma 6, sul profilo social Salute Lazio.  

FOCOLAIO IN CASA DI CURA – L’Asl Roma 1 comunica inoltre che nel focolaio della casa di cura Ancelle del Buon Pastore si registrano 8 operatori positivi.  

Viviana Parisi, si cercano indumenti di Gioele: scavi in un prato 

Proseguono senza sosta le ricerche del piccolo Gioele, il bambino di 4 anni scomparso nel nulla lo scorso 3 agosto con la madre, Viviana Parisi, poi ritrovata senza vita l’8 agosto. Questa mattina le guardie forestali stanno setacciando in particolare un prato “alla ricerca di indumenti” del piccolo Gioele. Il prato si trova a poca distanza dal traliccio ai piedi del quale è stato trovato il corpo della deejay di 43 anni. 

Gli inquirenti stanno visionando tutti i video registrati dai droni in questi giorni. Gli investigatori sono alla ricerca di ogni piccolo particolare alla ricerca del piccolo.  

Crimi: “Restrizioni necessarie, il resto è propaganda becera” 

“Le misure più restrittive varate ieri dal Governo sono state una scelta difficile, ma necessaria. Tutti noi ricordiamo il periodo drammatico che abbiamo dovuto attraversare e non possiamo permetterci una ricaduta. Non dobbiamo abbassare la guardia, occorre la massima attenzione. Purtroppo la leggerezza con cui molti stanno affrontando questa nuova evoluzione dei contagi rischia di creare ancora più danni”. Lo scrive su Facebook il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi.  

“Mi riferisco in particolare a quei politici che per fini di becera propaganda invitano a non rispettare le misure minime di contenimento del contagio e soffiano sul fuoco approfittando delle difficoltà in cui versano cittadini e imprese, non rendendosi conto del danno ulteriore che potrebbero causare se dovesse esserci un nuovo picco della malattia. Come Governo manterremo sempre alta la guardia nell’interesse della salute dei cittadini”, conclude. 

Bielorussia, Tikhanovskaya: “Pronta a fare da leader”  

Svetlana Tikhanovskaya si dice pronta ad “agire da leader nazionale” per riportare calma e normalità in Bielorussia. Lo riporta l’agenzia russa Tass che dà notizia di un nuovo messaggio video di Tikhanovskaya, che ha sfidato Alexander Lukashenko alle contestate elezioni presidenziali in Bielorussia ed è fuggita dal Paese rifugiandosi in Lituania dopo i risultati del voto.  

“Sono pronta ad assumermi la responsabilità e ad agire da leader nazionale affinché il Paese si calmi e riprenda un ritmo normale”, ha detto Tikhanovskaya nel messaggio video diffuso tramite YouTube dopo che nel fine settimana decine di migliaia di persone sono scese in piazza in Bielorussia per chiedere l’uscita di scena di Lukashenko.  

 

Discoteche chiuse e mascherine dalle 18 alle 6, stretta del governo 

Discoteche chiuse in tutta Italia. E’ questa la decisione adottata dal governo durante la videoconferenza con le Regioni. L’esecutivo, secondo quanto si apprende, stanzierà dei fondi a sostegno delle attività interessate .”Sono sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso”, si legge nella bozza dell’ordinanza allo studio del ministro della Salute. Le disposizioni, si legge, saranno in vigore da domani 17 agosto fino al 7 settembre. 

Deliberato anche l’obbligo di indossare le mascherine nei locali e nei luoghi in cui si possono creare assembramenti dalle ore 18 alle 6. “E’ fatto obbligo dalle ore 18.00 alle ore 06.00 sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale”, si legge ancora nella bozza. 

Per i presidenti di Regione non sarà possibile allargare le maglie delle decisioni del governo per quanto riguarda la chiusura delle discoteche ma sarà consentito, qualora la situazione epidemiologica lo richieda, adottare ulteriori misure restrittive. 

Speranza – “Sto firmando una nuova ordinanza che prevede: 1. Sospensione delle attività del ballo, all’aperto e al chiuso, che abbiano luogo in discoteche e in ogni altro spazio aperto al pubblico. 2. Obbligo di mascherina anche all’aperto dalle 18 alle 6 nei luoghi dove c’è rischio di assembramento. I numeri del contagio in Italia, anche se tra i più bassi in Europa, sono in crescita. Non possiamo vanificare i sacrifici fatti nei mesi passati. La nostra priorità deve essere riaprire le scuole a settembre in piena sicurezza”, ha detto il Ministro della Salute, Roberto Speranza, per il quale “diamo un segnale al paese che bisogna tenere alta l’attenzione”. 

Boccia – “Restiamo uno dei paesi più sicuri al mondo per la sicurezza sanitaria; questa condizione non è casuale ma figlia dei sacrifici che abbiamo fatto e che vanno difesi. Ora è il momento di andare avanti ma limitando al massimo le attività che presuppongono contatti fisici e assembramenti incontrollabili. Utilizziamo il passaggio parlamentare del Dl agosto per ristorare le attività che subiranno perdite”, ha invece sottolineato il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. 

Patuanelli – Per il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli “il danno atteso dalla chiusura delle discoteche è grosso ma non vedo alternative, serve maggiore attenzione per evitare di tornare ai dati di marzo. Faremo il possibile per dare un sostegno economico alle attività che avranno delle perdite, trovando delle poste di ristoro specifiche anche nel dl agosto”. Così, secondo quanto si apprende, , nel corso della riunione con le regioni. 

Bonaccini – ”Giusta la proposta del governo. L’Emilia Romagna è stata molto rigorosa ma il punto non sono solo i contagiati in discoteca, ma il tracciamento che comporta un presunto contagiato e sull’innalzamento dei contagi va fatto il tracciamento di chi rientra dall’estero”, sottolinea il Governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini dopo la decisione del Governo. ”Vedere ragazzini all’estero che dicono ‘il covid non c’è’ impone un nostro ulteriore impegno perché c’è una grave sottovalutazione. Ok al provvedimento nazionale e i ristori vanno garantiti perché il settore ha bisogno di aiuti”. 

Zaia – ”Va bene il provvedimento nazionale ma occorre specificare meglio quali sono i luoghi dell’assembramento. E attenzione all’impatto mediatico perché se chiudiamo le discoteche può essere interpretato come un ritorno del Covid-19 in Italia”, sostiene il Governatore del Veneto Luca Zaia.  

Emiliano – “Il Governo d’intesa con le Regioni Italiane ha deciso di chiudere tutte le discoteche e i locali da ballo italiani e di vietare tutti gli assembramenti nelle strade, nelle piazze e nelle spiagge libere imponendo l’obbligo di mascherina anche nelle strade pubbliche negli orari di maggior afflusso”, scrive in un post su Facebook il Governatore della Puglia Michele Emiliano. ”Nonostante l’assenza di contagi e cluster derivanti da discoteche pugliesi, la Regione Puglia aveva adottato nei giorni scorsi analogo provvedimento di obbligo di mascherina in discoteca e nei luoghi all’aperto dove si creano assembramenti e movida”. ”La Regione Puglia ha richiesto oggi che al nuovo provvedimento di lockdown del settore – che è bene che voi sappiate provocherà danni economici rilevantissimi – segua da parte del Governo immediatamente un provvedimento a sostegno delle imprese, dei lavoratori e degli artisti del settore”. 

 

 

 

 

 

 

Coronavirus, 479 i nuovi casi. Quattro le vittime 

Sono 479 i nuovi casi di coronavirus che portano il totale dei contagiati dall’inizio dell’emergenza a 253.915. Sono i dati forniti dal Ministero della Salute e pubblicati sul sito della Protezione civile. Le vittime sono 4 nelle ultime 24 ore che portano il totale delle vittime a 35.396.  

SonoI positivi sono 327 in più di ieri. In totale i malati sono 14.733. Di questi 56 sono in terapia intensiva (uno in più di ieri) e 787 sono ricoverati con sintomi (23 in più di ieri). Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 36.807 tamponi, in calo rispetto ai 53.123 di ieri.  

Sono invece 146 i guariti nelle ultime 24 ore che portano il totale delle persone che hanno superato il virus a 203.786.  

Il bilancio dell’emergenza in Italia 

Discoteche chiuse in tutta Italia, la decisione del governo 

Discoteche chiuse in tutta Italia. E’ questa la decisione adottata dal governo durante la videoconferenza con le Regioni. L’esecutivo, secondo quanto si apprende, stanzierà dei fondi a sostegno delle attività interessate .”Sono sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso”, si legge nella bozza dell’ordinanza allo studio del ministro della Salute. Le disposizioni, si legge, saranno in vigore da domani 17 agosto fino al 7 settembre. 

Deliberato anche l’obbligo di indossare le mascherine nei locali e nei luoghi in cui si possono creare assembramenti dalle ore 18 alle 6. “E’ fatto obbligo dalle ore 18.00 alle ore 06.00 sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale”, si legge ancora nella bozza. 

Per i presidenti di Regione non sarà possibile allargare le maglie delle decisioni del governo per quanto riguarda la chiusura delle discoteche ma sarà consentito, qualora la situazione epidemiologica lo richieda, adottare ulteriori misure restrittive. 

Speranza – “Sto firmando una nuova ordinanza che prevede: 1. Sospensione delle attività del ballo, all’aperto e al chiuso, che abbiano luogo in discoteche e in ogni altro spazio aperto al pubblico. 2. Obbligo di mascherina anche all’aperto dalle 18 alle 6 nei luoghi dove c’è rischio di assembramento. I numeri del contagio in Italia, anche se tra i più bassi in Europa, sono in crescita. Non possiamo vanificare i sacrifici fatti nei mesi passati. La nostra priorità deve essere riaprire le scuole a settembre in piena sicurezza”, ha detto il Ministro della Salute, Roberto Speranza, per il quale “diamo un segnale al paese che bisogna tenere alta l’attenzione”. 

Boccia – “Restiamo uno dei paesi più sicuri al mondo per la sicurezza sanitaria; questa condizione non è casuale ma figlia dei sacrifici che abbiamo fatto e che vanno difesi. Ora è il momento di andare avanti ma limitando al massimo le attività che presuppongono contatti fisici e assembramenti incontrollabili. Utilizziamo il passaggio parlamentare del Dl agosto per ristorare le attività che subiranno perdite”, ha invece sottolineato il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. 

Patuanelli – Per il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli “il danno atteso dalla chiusura delle discoteche è grosso ma non vedo alternative, serve maggiore attenzione per evitare di tornare ai dati di marzo. Faremo il possibile per dare un sostegno economico alle attività che avranno delle perdite, trovando delle poste di ristoro specifiche anche nel dl agosto”. Così, secondo quanto si apprende, , nel corso della riunione con le regioni. 

Bonaccini – ”Giusta la proposta del governo. L’Emilia Romagna è stata molto rigorosa ma il punto non sono solo i contagiati in discoteca, ma il tracciamento che comporta un presunto contagiato e sull’innalzamento dei contagi va fatto il tracciamento di chi rientra dall’estero”, sottolinea il Governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini dopo la decisione del Governo di chiudere le discoteche in Italia. ”Vedere ragazzini all’estero che dicono ‘il covid non c’è’ impone un nostro ulteriore impegno perché c’è una grave sottovalutazione. Ok al provvedimento nazionale e i ristori vanno garantiti perché il settore ha bisogno di aiuti”. 

Zaia – ”Va bene il provvedimento nazionale ma occorre specificare meglio quali sono i luoghi dell’assembramento. E attenzione all’impatto mediatico perché se chiudiamo le discoteche può essere interpretato come un ritorno del Covid-19 in Italia”, sostiene il Governatore del Veneto Luca Zaia.  

Emiliano – “Il Governo d’intesa con le Regioni Italiane ha deciso di chiudere tutte le discoteche e i locali da ballo italiani e di vietare tutti gli assembramenti nelle strade, nelle piazze e nelle spiagge libere imponendo l’obbligo di mascherina anche nelle strade pubbliche negli orari di maggior afflusso”, scrive in un post su Facebook il Governatore della Puglia Michele Emiliano. ”Nonostante l’assenza di contagi e cluster derivanti da discoteche pugliesi, la Regione Puglia aveva adottato nei giorni scorsi analogo provvedimento di obbligo di mascherina in discoteca e nei luoghi all’aperto dove si creano assembramenti e movida”. ”La Regione Puglia ha richiesto oggi che al nuovo provvedimento di lockdown del settore – che è bene che voi sappiate provocherà danni economici rilevantissimi – segua da parte del Governo immediatamente un provvedimento a sostegno delle imprese, dei lavoratori e degli artisti del settore”. 

 

 

 

 

 

 

Coronavirus, al via test a Fiumicino sui viaggiatori in rientro 

Partiti all’aeroporto di Fiumicino i test Covid-19 sui viaggiatori di rientro dalle località turistiche dei Paesi ritenuti a rischio, in particolare Spagna, Grecia, Croazia e Malta. E’ quanto fa sapere la Regione Lazio.  

“Nelle settimane scorse ci sono stati messaggi sbagliati, come se il Covid fosse scomparso. Non è così e, nel ringraziare i tanti operatori della sanità che non hanno mai smesso di stare in trincea, dobbiamo essere chiari. Non possiamo lasciare solo sulle loro spalle la lotta al virus. Ora è tempo della mobilitazione della responsabilità, da parte di tutti. Come Regione Lazio oggi partono i test per chi sta tornando dai Paesi a rischio. In prima linea per contenere questa pandemia e non disperdere i sacrifici fatti”. Lo annuncia in un post su Facebook il presidente della Regione Lazio e segretario del Pd, Nicola Zingaretti.  

 

Covid, Lombardia al lavoro per tamponi a Linate e Malpensa 

 

Viviana Parisi, “fratture compatibili con aggressione animali” 

di Elvira Terranova – Le fratture multiple sul corpo di Viviana Parisi, la deejay di 43 anni ritrovata morta lo scorso 8 agosto sotto un traliccio nei boschi di Caronia (Messina), sarebbero compatibili “sia con una caduta dall’alto” quindi dal pilone del traliccio “sia con una aggressione di animali selvatici o cani di grossa taglia”. Come apprende l’Adnkronos, emergono nuovi particolari dall’autopsia eseguita nei giorni scorsi sul corpo della donna che aveva fatto perdere le sue tracce il 3 agosto insieme con il figlio di 4 anni Gioele, che da allora è scomparso nel nulla. Si restringe, dunque, il campo delle ipotesi sulla morte della donna originaria di Torino ma che da anni viveva a Venetico, piccolo centro del messinese. E’ stata aggredita, insieme con il figlioletto, da due cani, forse rottweiler, come ipotizzano gli inquirenti? Perché sulla gamba della donna è stato riscontrato “almeno un morso, se non due” di “animali selvatici o grossi cani”. Solo ipotesi, appunto. 

“Forse Viviana dopo avere scavalcato il guardrail è stata sorpresa dai cani che avrebbero aggredito il bambino, che gridava per la paura – ha spiegato un investigatore – la donna ha provato a difendere il figlio ed è stata azzannata a una gamba. Chissà”. Ma sono solo ipotesi al vaglio degli inquirenti.  

E poi spunta un altro giallo. Su cui indagano gli investigatori. La sparizione del calzino. La donna, nel momento del ritrovamento del corpo, indossava solo un calzino. L’altro è sparito e non è mai stato trovato. Che fine ha fatto? Qualcuno lo ha preso? Un animale selvatico, forse? Indossava una scarpa sportiva di colore bianca, “non molto sporca”, come spiegano gli investigatori all’Adnkronos, mentre l’altra è stata trovata a poca distanza. Ma del calzino non si sa più nulla.  

Intanto, proseguono a ritmo serrato le ricerche del piccolo Gioele. Anche oggi una settantina di uomini ha setacciato tutta la zona attorno al luogo della sparizione, “siamo arrivato fino a un diametro di circa 2 km dal luogo del ritrovamento”, spiega un inquirente. Ma anche oggi non c’è stata la svolta tanto sperata. E i Cacciatori di Sicilia dei Carabinieri hanno controllate anche le zone più impervie. A questo punto, gli inquirenti, stanno revisionando tutti i video registrati dai droni che in questi giorni sono stati fatto girare nella zona del ritrovamento. “Magari riusciamo a trovare un oggetto che appartiene al bambino”, si lascia sfuggire un soccorritore che dallo scorso 3 agosto partecipare alla ricerche. Senza esito.  

Ma, come emerge da un video al vaglio degli inquirenti, fino al momento dell’incidente il bambino era con la madre “ed era vivo”. “Si vede la faccia e si vede che è vivo, l’immagine è chiara – ha spiegato il Procuratore di Patti, Angelo Vittorio Cavallo, che coordina l’inchiesta – E questo rende quantomeno più fondata l’ipotesi che nell’incidente stradale il bambino fosse con la madre. Parliamo di ipotesi, perché resta comunque un “buco” di 10 minuti”. Quei dieci minuti sono il tempo impiegato da Viviana Parisi per raggiungere con la sua Opel Corsa il casello autostradale di Sant’ Agata. Ma non è l’unico video in possesso degli investigatori.  

La Polizia sta passando al setaccio le immagini delle telecamere di diverse attività commerciali ed edifici privati. E che potrebbero aiutare a ricostruire ulteriormente il tragitto fatto dalla donna. La donna si è reimmessa in autostrada in direzione Messina-Palermo alle 10.52 di lunedì, 3 agosto. Dove era diretta? Poi l’incidente in galleria Pizzo Turda a Caronia. Dopo avere guidato “zigzagando”, come dicono gli inquirenti, è finita contro un furgone. Il bambino si è ferito? O è morto, come ipotizzano ancora gli investigatori, anche se non è l’ipotesi principale. I familiari non ci credono.  

“Non è credibile la tesi del bambino morto ad esito dell’incidente iniziale – dice il cugino del padre di Gioele e legale della famiglia Claudio Mondello – Per le seguenti ragioni: l’incidente occorso è di lieve entità; se fossero emerse tracce ematiche, dall’analisi della vettura sottoposta a sequestro, stante il clamore suscitato dalla vicenda lo avremmo già saputo; Viviana era morbosamente legata al proprio figlio – scrive – Secondo una ricostruzione siffatta avrebbe preferito guadagnare la fuga piuttosto che (quantomeno) tentare di soccorrerlo”. Non solo, continua il legale.  

“La tempistica dei fatti pare sia stata fulminea: Viviana, pertanto, avrebbe, in via immediata, deciso che fosse più utile tutelare se stessa piuttosto che Gioele e, quindi, guadagnato la fuga – scrive ancora – Alcuni dei presenti sulla scena dei fatti non si limitano ad un rapido transito ma cercano di prestare soccorso: possiamo ritenere probabile che non si fossero accorti degli esiti di un incidente in danno del bambino? Mi esprimo a titolo strettamente individuale ma questa ricostruzione (quantomeno allo stato delle emergenze) non mi convince affatto”. 

Anche oggi si è scavato attorno alla zona in cui si trova il traliccio a pochi metri dal luogo del ritrovamento di Viviana Parisi. Questa mattina Polizia scientifica e vigili del fuoco sono tornati in zona per eseguire degli scavi. Secondo quanto si apprende gli inquirenti stanno cercando tracce di Gioele proprio nei pressi del traliccio. E’ stato anche svuotato un abbeveratoio di animali usando una pompa speciale, altro tentativo andato a vuoto. Intanto sono trascorse due settimane dalla scomparsa del bambino. Ma Gioele è sparito nel nulla. “E’ dura – si sfoga un soccorritore – abbiamo cercato ovunque e del bambino non c’è traccia. Che fine ha fatto Gioele?”. E’ quello che si chiedono da 14 giorni in tanti.  

Covid, cluster in casa di cura a Roma: 24 positivi 

“Individuato un cluster in una casa di cura nella Asl Roma 1, le Ancelle Francescane del Buon Pastore in via di Vallelunga. Sono 24 i pazienti positivi tutti nella struttura di lungo degenza. Il caso indice con molta probabilità è un operatore sanitario. La Asl Roma 1 sta svolgendo l’indagine epidemiologica e predisponendo gli eventuali trasferimenti dalla struttura. Si stanno verificando il rispetto delle prescrizioni ed è stata data indicazione alla struttura di tenere costantemente informati i familiari dei pazienti. Verifiche in corso su tutta la struttura che è stata posta in isolamento”. Lo comunica l’Unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio.  

Fase 3: aria condizionata guasta, scoppia la protesta sulla nave Palermo-Civitavecchia 

L’aria condizionata nelle cabine è guasta e scoppia la protesta sulla nave Gnv Palermo-Civitavecchia, in provenienza da Tunisi. E’ accaduto oggi pomeriggio sul traghetto in viaggio per Civitavecchia. La partenza era prevista per le ore 18. Ma la nave non è partita per consentire ai passeggeri che preferiscono non imbarcarsi senza aria condizionata nel viaggio che dura quasi 13 ore. Qualcuno dei passeggeri lamenta il “mancato distanziamento sociale sulla nave”. “Ora sono tutti ammassati dentro e fuori, e metà dei passeggeri arriva dalla Tunisia, porto di partenza di questa nave – racconta all’Adnkronos una giornalista che si trova a bordo – Turisti che avrebbero obbligo di quarantena tranquillamente spalmati tra noi”. Molti hanno spostato i tavoli dall’interno sul ponte, visto il caldo a bordo in attesa della partenza. 

Cossiga, Bobo Craxi: “Fu leale e sleale, ma con mio padre stima reciproca” 

“Francesco Cossiga è stato indubbiamente una personalità politica di rilievo del dopoguerra italiano. Un uomo di Stato a cui si deve una visione originale della lotta politica ed un’indubbia predisposizione per il cambiamento e l’adeguamento delle nostre istituzioni democratiche. Sul piano politico, pur avendo militato nella democrazia cristiana, si potrebbe dire che la sua cultura fu di impronta liberale e progressista”. Così all’Adnkronos Bobo Craxi ricorda Francesco Cossiga, a dieci anni dalla sua scomparsa.  

“Personalità certamente complessa, più incline alla manovra che non alla lineare condotta nonostante egli, per indole, acquisì col tempo e l’esperienza un atteggiamento schietto ed aperto. Fu un perfetto garante ed esecutore degli equilibri politici della guerra fredda e si mosse con spregiudicatezza ed una dose massiccia di ambiguità”, spiega. 

“Difficile stabilire -continua Craxi- quale fu il suo ruolo attivo a cavallo della crisi del 92/94 perché si trovò ad un tempo di fianco e complice del cambiamento traumatico ed al tempo stesso sviluppo una forte e concreta solidarietà nei confronti della classe dirigente della Prima Repubblica che fu spazzata via”. 

“Ho un ricordo personale che mi continua a muovere molto affetto per la sua persona, fu, nella sua ambiguità proverbiale, leale e sleale nei confronti di mio padre Bettino verso il quale nutriva sentimenti di reale stima e considerazione che furono sempre ricambiati”, conclude Craxi. 

Cossiga, dieci anni fa la morte del ‘picconatore’  

Sono passati dieci anni dalla morte, il 17 agosto del 2010, di Francesco Cossiga, deputato dal 1958 al 1983, poi senatore; sottosegretario, ministro dell’Interno durante i drammatici giorni del sequestro Moro; presidente del Consiglio, del Senato, fino a ricoprire il più alto incarico istituzionale, quello di Presidente della Repubblica. Eletto al primo scrutinio con la cifra record di 752 voti su 977, grazie alla regia dell’allora segretario della Dc, Ciriaco De Mita, che riuscì a far convergere sul suo nome sia le forze della maggioranza pentapartito che il Pci. Dal Papa a Reagan: la fotogallery 

Da ‘presidente notaio’ a ‘picconatore’, Cossiga è stato un Capo dello Stato unico nel suo genere nella storia della Repubblica, fuori dagli schemi fino a quel momento conosciuti, diverso dai suoi predecessori e dai suoi successori soprattutto per il modo con cui, specialmente negli ultimi due anni del settennato, ha trattato e affrontato i temi della vita politica e dei partiti.  

Cossiga e l’eredità riformatrice: “Serve democrazia compiuta e governante” 

Marra: “10 anni fa già sapeva come sarebbe stato il mondo di oggi” 

Il figlio Giuseppe: “Su Csm direbbe che aveva ragione” 

“E’ vero, io facevo cose un po’ strambe, ma le facevo -racconta nel libro-intervista di Claudio Sabelli Fioretti ‘L’uomo che non c’è’- perché non avevo dietro di me potentati economici, né potentati politici, né potentati culturali. Ero stato abbandonato anche dalla Dc. Per farmi ascoltare dovevo fare follie, dovevo dire cose che avevano la forma della follia. Ho fatto, dunque, anche il matto. Per attirare l’attenzione, quando non mi stava a sentire nessuno”. 

Casini: “Scomodo e difficile, ma capace di leggere i tempi” 

Meloni: “Con il piccone contro la cattiva politica” 

La presidenza Cossiga ha avuto dunque due fasi distinte. La prima, contraddistinta da una rigorosa osservanza delle forme dettate dalla Costituzione: Cossiga, essendo tra l’altro docente di diritto costituzionale, fu il classico ‘presidente notaio’ nei primi cinque anni di mandato, dal 1985 al 1990.  

Poi, dopo la caduta del Muro di Berlino, Cossiga capì che Dc e Pci avrebbero subito gravi conseguenze dal mutamento radicale del quadro politico internazionale, convinto che i partiti e le stesse istituzioni si rifiutavano di riconoscerlo. Da quel momento iniziò una fase di conflitto e polemica politica, spesso provocatoria, che portò al Cossiga ‘grande esternatore’ e, negli ultimi due anni al Quirinale, al ‘picconatore’, un appellativo che non l’avrebbe più abbandonato.  

Il cardinal Bertone: “Grande pensatore amico di Papi e teologi” 

L’ex Prima Linea Segio: “Unico a dire qualche verità sugli anni di piombo” 

Il mito del Picconatore nacque anche sull’onda emotiva di due vicende che hanno segnato la vita politica italiana all’inizio degli anni Novanta: Gladio e Tangentopoli. La scoperta dell’organizzazione segreta della Nato, creata per rispondere ad un eventuale attacco portato dall’Unione sovietica, colpì l’opinione pubblica e la classe politica italiana. E Cossiga assunse una posizione che fu all’origine di fortissime polemiche, difendendo i ‘gladiatori’ e sostenendo che essi andavano onorati come i partigiani, perché il loro obiettivo era quello di difendere l’indipendenza e la democrazia in Italia. 

E proprio la vicenda di Gladio costò a Cossiga la richiesta di messa in stato d’accusa da parte della minoranza parlamentare, nel dicembre del 1991. Il Comitato parlamentare, però, ritenne tutte le accuse manifestamente infondate, come si può leggere negli atti parlamentari, e la Procura di Roma chiese l’archiviazione a favore di Cossiga, richiesta poi accolta dal Tribunale dei ministri. 

“Mi dimetto per servire la Repubblica”, l’addio di Cossiga al Quirinale 

Su Tangentopoli, Cossiga non negò l’esistenza del malaffare, ma nello stesso tempo nel corso degli anni si chiese perché “inchieste da anni dimenticate” fossero “state di colpo lanciate tra i piedi del ceto politico”. Forse perché’, ipotizzò, qualcuno, non solo in Italia, voleva liberarsi di un sistema politico “logoro e dal loro punto di vista ormai inservibile”.  

Con dieci settimane d’anticipo sulla scadenza naturale del mandato, il 28 aprile del 1992, Cossiga si dimise dalla Presidenza della Repubblica, per evitare all’inizio dell’undicesima legislatura l’ingorgo istituzionale, legato all’elezione del suo successore e alla nascita del nuovo governo. L’annuncio in un discorso televisivo di 45 minuti, pronunciato simbolicamente il 25 aprile, Festa della Liberazione.  

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Gp Austria, incidente tra Zarco e Morbidelli: gara interrotta 

Terribile incidente tra Johann Zarco e Franco Morbidelli nel nono giro del Gp d’Austria nella classe MotoGp e gara interrotta con la bandiera rossa. Il francese della Ducati allarga la traiettoria e va in contatto con il pilota della Yamaha Petronas. 

Spaventosa la dinamica con la moto di Morbidelli che dopo il contatto diventa un proiettile impazzito che taglia la pista alla curva 3, sfiorando Maverick Vinales e Valentino Rossi. Morbidelli è stato portato al centro medico del circuito ma per fortuna è salito con le sue gambe sull’ambulanza. La gara ripartirà tra pochi minuti.  

E Morbidelli è uscito da solo dal centro medico. Il pilota della Yamaha Petronas si sottoporrà a una tac. 

Germania, morto 37enne italiano arrestato da polizia Dresda 

Un cittadino italiano di 37 anni è morto la scorsa notte mentre era sotto la custodia della polizia a Dresda. Lo ha reso noto la procura, che ha aperto una indagine. Secondo quanto riferito, l’uomo era stato condotto ad una stazione di polizia dopo essersi comportato in maniera violenta in un bar. Testimoni hanno detto che lanciava bottiglie e altri oggetti. 

Una volta arrestato, l’uomo ha perso conoscenza nella stazione di polizia ed è stato quindi trasferito in ospedale, dove è morto diverse ore dopo. “Non si è trattato di morte naturale, ed è per questo che stiamo conducendo una indagine sulla sua morte”, ha detto all’agenzia stampa Dpa il procuratore Lorenz Haase, aggiungendo che si sospetta che l’uomo abbia agito sotto l’influenza di alcool o sostanze illegali. I risultati dell’autopsia, ha affermato, non saranno disponibili prima di martedì. Le indagini, ha spiegato Haase, dovranno stabilire se l’italiano ha aggredito la polizia e se qualche agente ha usato la forza contro di lui.  

Cossiga, Violante: “Lucido e sincero, a volte sbagliava tempi e modi” 

“Lucido, sincero”, capace di leggere fuori da “schemi precostituiti”, ma con il torto di dire “cose giuste nei tempi e nei modi sbagliati”. Luciano Violante, interpellato dall’Adnkronos, ricorda così Francesco Cossiga a dieci anni dalla morte. 

“Innanzi tutto -sottolinea l’ex presidente della Camera- capì gli effetti che la caduta del Muro di Berlino, prima ancora che avvenisse, avrebbe prodotto sui partiti tradizionalmente di maggioranza e sul Partito comunista. Questo per la sua lucidità e capacità di leggere fuori dagli schemi precostituiti, per la sua passione per la politica estera che lo portava ad informarsi su quanto accadeva negli altri Paesi. E sono elementi che costituiscono la statura di un uomo politico”. 

“Aveva molto da insegnare, ma purtroppo spesso fu nemico di se stesso, arrivando a dire cose giuste nei tempi e nei modi sbagliati, con esplosioni di ira e anche ricorrendo al dileggio. Questo gli alienò le simpatie di molti, lo portò ad avere tanti nemici, a cominciare dall’interno del suo stesso partito”. 

“Ad esempio -prosegue Violante- nel rivendicare il ruolo di Gladio, nel definire patriota chi ne aveva fatto parte, avrebbe dovuto spiegare le ragioni che giustificavano la necessità di una struttura del genere”. 

“Tuttavia -conclude l’ex presidente della Camera- il Paese ha bisogno di quella sincerità di cui, nel bene e nel male, fu capace Cossiga. Non era un uomo ipocrita, doppio, sapeva riflettere non solo su ciò che lo circondava, ma anche su se stesso, e quando si accorgeva di aver sbagliato era capace di chiedere scusa e di riallacciare rapporti con i suoi interlocutori”.