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Categoria: Adnkronos

Coronavirus: Lg vicina a pazienti isolati, dona smartphone per parlare coi parenti 

La tecnologia al servizio di pazienti e medici con l’obiettivo di donare loro sostegno e un po’ sollievo durante il difficile momento del lockdown. Con questo spirito Lg Electronics, nell’ambito del suo programma #Lgcares, ha distribuito in diversi ospedali smartphone con scheda telefonica ai pazienti in isolamento per permettere loro di rimanere in contatto con le famiglie e anche forni a microonde agli operatori sanitari per cucinare durante le (brevi) pause in corsia.  

“Il nostro progetto Lgcares – racconta all’Adnkronos Sergio Buttignoni, corporate marketing director di Lg – è iniziato con le prime avvisaglie della pandemia ed è stato un progetto abbastanza articolato, perché inizialmente era rivolto ai dipendenti, sui protocolli da seguire per le riunioni, spostamenti e le trasferte. Ma da fine gennaio, come azienda abbiamo cercato di dare una mano per quanto si poteva. Essendo noi produttori di tecnologia – continua Buttignoni – abbiamo pensato di supportare i reparti di rianimazione con i nostri smartphone per dare la possibilità di rimanere in contattato con i propri cari a quelle persone che magari sono state ospedalizzate all’ultimo momento e che per questo motivo non hanno potuto portare con sé il loro telefono”.  

Poi, continua il manager di Lg, “abbiamo voluto pensare agli operatori sanitari, ai loro turni massacranti negli ospedali e così abbiamo distribuito forni a microonde così da permettergli di cuocere e di riscaldare i cibi durante le loro pause. Volevamo dare un po’ di conforto, un po’ di sollievo”. 

Quello che ci tiene a precisare Buttignoni, però, è che si è trattata di un’attività “che avremmo fatto a prescindere dal progetto di Lgcares. Poi è convogliata al suo interno, ma da subito in azienda ci siamo posti la questione”. Questione che, oltre agli smartphone ai pazienti e ai forni agli operatori sanitari, ha riguardato anche l’estensione fino a fine giugno della garanzia per tutti quei prodotti che erano vicini alla scadenza o che sarebbero scaduti durante il lockdown. 

Quanto alle reazioni all’iniziativa negli ospedali, da parte dei pazienti “non è c’è stato alcun feedback perché – spiega – noi non li abbiamo ovviamente cercati. Erano momento estremamente delicati. Ma ne abbiamo ricevuti da parte degli operatori sanitari. Ci hanno mandato foto e lettere con le quali ci ringraziavamo. Non abbiamo fatto questo per raccogliere le reazioni: lo abbiamo fatto solo per dare una mano”, conclude Buttignoni. 

Statua Montanelli, nuovo blitz: attivista aggiunge bimba 

‘Blitz’ di Cristina Donati Meyer ai giardini di Porta Venezia, dove l’attivista ha aggiunto al monumento dedicato a Indro Montanelli, il fantoccio di una bambina dodicenne. Per l’attivista l’opera rappresenta una “schiava sessuale, che il giornalista comprò in Eritrea, durante l’occupazione italiana”. Quindi, riferendosi all’imbrattamento di qualche settimana fa, a opera da collettivi studenteschi, ha sottolineato che “non occorreva colorare la statua, era sufficiente aggiungere, sulle ginocchia del vecchio la bambina eritrea di 12 anni della quale abusò da soldato colonialista”. 

Elusa la sorveglianza della polizia e scavalcando la doppia fila di reti e transenne, l’artista-attivista, ha posato in braccio a Montanelli il fantoccio di una bambina eritrea e affisso un cartello esplicativo. Gli agenti della Polizia di Stato sono intervenuti prontamente, fermando l’artista e interrompendo la performance. Fermata e identificata, l’attivista è stata rilasciata dopo circa un’ora. 

“Non era mia intenzione deturpare il monumento, anzi – sottolinea -. Quella statua ha avuto, dopo oltre un decennio, un ruolo fondamentale per riaccendere una discussione e una riflessione, mai fatta in Italia, su cosa significò l’invasione e colonizzazione italiana in Etiopia, Eritrea, Somalia e Libia. Gas nervino sulle popolazioni civili, bombardamenti, stupri di massa, stragi, schiavizzazione di ragazze e bambine, spose bambine, acquistate dalle famiglie, sottrazione di beni artistici e monumentali, risorse e terre”.  

“Dovremmo essere tutti grati a Montanelli e al suo monumento – conclude – il quale, fungendo in taluni casi da capro espiatorio, ha consentito alle italiane e agli italiani di conoscere e fare i conti con un passato orrendo: quello delle guerre e aggressioni coloniali del fascismo”. 

 

Dovizioso si rompe la clavicola, sarà operato 

Frattura della clavicola sinistra per il pilota della Ducati Andrea Dovizioso, che si è infortunato oggi nel corso di una gara di motrocross del Campionato regionale Emilia Romagna, sul circuito di Monte Coralli, a Faenza. Il pilota è stato subito portato all’ospedale di Forlì dopo l’incidente e la prima radiografia ha confermato la frattura. Dovizioso sarà subito operato questa sera a Modena per cercare di accorciare i tempi di ripresa visto che l’inizio del Mondiale di MotoGp è in programma il 19 luglio a Jerez de la Frontera. 

Coronavirus, in Italia 22 morti e 174 nuovi contagi 

Sono 22 i morti in Italia per Coronavirus nelle ultime 24 ore, in aumento rispetto alle 8 vittime registrate ieri. Secondo i dati del ministero della Salute sale così a 34.738 il totale dei decessi nel Paese. I nuovi casi positivi sono 174, di cui oltre la metà (97) in Lombardia, per un totale di 240.310 persone contagiate dall’inizio dell’emergenza. Le Regioni a zero contagi sono 8 e altre 8 sono sotto il tetto dei dieci nuovi casi. In terapia intensiva si trovano 98 persone, una in più di ieri. I ricoverati con sintomi sono 1.160 (-100). In calo di 155 unità gli attualmente positivi, in tutto 16.681. Aumentano invece i guariti (188.891, +307).  

Coronavirus Lombardia, 97 nuovi casi e 13 morti 

Sono 97 i nuovi casi positivi al coronavirus in Lombardia (di cui 22 a seguito di test sierologici e 31 ‘debolmente positivi’). Lo rende noto la Regione Lombardia. I pazienti guariti/dimessi sono invece 111 per un totale complessivo di 66.175 (63.699 guariti e 2.476 dimessi). Restano 43 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, mentre cala il numero dei ricoverati non in terapia intensiva: 323 (-92). Quanto ai decessi se ne registrano 13 in più di ieri per un totale di 16.639 dall’inizio dell’emergenza. I tamponi effettuati sono invece 8.119 per un totale di 1.022.440. Questi i nuovi casi per provincia: I nuovi casi per provincia: Milano 16 di cui 4 a Milano città; Bergamo 20; Brescia 27; Como 1; Cremona 6; Lecco 3; Lodi 0; Mantova 4; Monza e Brianza 7; Pavia 6; Sondrio 2; Varese 3.  

Spazio, meteo ferma ancora Vega ma si riprova stanotte 

(di Andreana d’Aquino)-  

Il meteo ferma ancora una volta il lancio del Vega. Le condizioni del vento in quota sopra il centro spaziale di Kourou, nella Guyana francese, “sono rimaste sfavorevoli” tanto che Arianespace “ha deciso di non iniziare le operazioni cronologiche finali del lancio VV16 (Vega Flight n° 16)”. Il primo volo del 2020 del lanciatore europeo a concezione tutta italiana era infatti nuovamente previsto all’alba di oggi, domenica 27 giugno, alle 03,51 ora italiana. Arianespace ha annunciato che sempre “fatte salve le condizioni meteorologiche favorevoli, un altro tentativo verrà effettuato domenica 28 giugno 2020”, alle 22,51 ora locale, quando in Italia saranno le 03,51 dell’alba di lunedì 29 giugno. “Il lanciatore Vega e i 53 satelliti a bordo sono in una configurazione stabilizzata e in totale sicurezza” ha assicurato la società che ha il suo quartier generale a Evry, in Francia, alle porte di Parigi. 

Per il Vega, lanciatore dell’Agenzia Spaziale Europea di 30 metri di altezza, quello di stamattina all’alba, (quando a Kourou erano le 22,51 di sabato 27 giugno) è stato un ulteriore stop, il terzo. A fermare il lanciatore europeo a concezione interamente italiana è stato ancora il temibile vento in quota sopra Kourou che aveva lasciato il vettore sulla rampa già il 19 giugno scorso. Ma il lancio aveva subito il primo slittamento già a marzo scorso a causa della pandemia di Covid-19 che aveva messo in lockdown la base della Guyana francese, a 500 chilometri a Nord dell’equatore. Questo sedicesimo volo di Vega rappresenta infatti la ripartenza dei lanci spaziali dopo la crisi dettata dal nuovo coronavirus che ha congelato la partenza del lanciatore costruito al 70% dall’italiana Avio a Colleferro, alle porte di Roma.  

Dunque, ancora fiato sospeso per la maxi squadra dell’azienda italiana guidata da Giulio Ranzo che conta 900 addetti fra l’impianto di Colleferro e le altre 4 sedi fra Italia e Francia. Fiato sospeso anche per la squadra di Leonardo che ha portato al 28% la sua partecipazione in Avio. Vegaè un lanciatore da record ed ha al suo attivo 14 lanci di fila di successo ed un solo volo fallito, il volo numero 15. Dunque questo nuovo appuntamento con lo spazio del lanciatore segna una doppia ripartenza. La missione che Vega si appresta a portare in orbita è inoltre davvero speciale perché rappresenta l’esordio del primo ‘car-share’ spaziale. Il sistema di distribuzione di satelliti dell’Esa, Small Spacecraft Mission Service (Ssms), è un dispenser che consente infatti di mettere in orbita 53 tra nano, micro e minisatelliti – satelliti del peso da 1 chilo e fino a 400 chili – a beneficio di 21 clienti di 13 Paesi. Un nuovo strumento, jha osservato l’Asi, “che consentirà di moltiplicare la capacità di lancio di Vega”.  

La realizzazione della piattaforma Ssms, spiega l’Asi, è il risultato di una collaborazione tra società italiane e della Repubblica Ceca che vede l’Italia come capofila. Sostanziosa la parte del carico utile che vede coinvolta l’Italia che, con l’Agenzia Spaziale Italiana, porterà in orbita un cubesat Dido-3 contenente un laboratorio per esperimenti in microgravità a controllo remoto, frutto di un accordo internazionale tra Asi, Agenzia Spaziale Israeliana (Isa), Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) e Ministero della Scienza e Tecnologia (Most). A bordo di Dido-3 quattro esperimenti congiunti italo-israeliani nei settori della ricerca biologica e farmacologica – controllati da terra attraverso un’applicazione mobile – che vedono, per la parte italiana, il coinvolgimento dell’Università Federico II di Napoli, dell’Università di Roma 3, dell’Università di Roma Tor Vergata e dell’Università di Bologna. Tra i piccoli satelliti che saranno messi in orbita anche un altro contributo italiano: Ion CubeSat Carrier (In Orbit Now) – sviluppato dalla società D-Orbit – si tratta di un vero e proprio satellite, di ingombro ridotto e del peso di circa 150 chili di massa complessiva, che ha la funzione di trasportatore di cubesats. 

La Lazio ribalta la Fiorentina e resta a -4 dalla Juve 

La Lazio ribalta la Fiorentina e risponde alla Juventus. I biancocelesti passano per 2-1 al Franchi e restano a -4 dai bianconeri nella classifica di Serie A. Una partita molto complicata per la squadra di Inzaghi, che trova tre punti fondamentali nella lotta scudetto grazie alle reti nella ripresa di Immobile su rigore e Luis Alberto. Ai viola non basta una perla di Ribery nel primo tempo per evitare rimonta e sconfitta.  

La Lazio non è al top e la Fiorentina interpreta nel migliore dei modi un match difficile. Tutto diventa più facile con il Ribery ammirato nel primo tempo. Il talento francese prende per mano i viola e li porta all’intervallo in vantaggio con una magia al 25′: slalom tra Patric e Parolo e destro sul primo palo che inganna Strakosha. La Lazio non trova le energie necessarie per la risposta immediata e in avvio di ripresa la Fiorentina va vicinissima al raddoppio con un sinistro a giro di Ghezzal che si stampa sulla traversa.  

I biancocelesti si salvano e la luce s’accende al 66′, quando l’arbitro Fabbri concede il rigore (tra le proteste della panchina viola) per un contatto in area tra Caicedo e Dragowski. E dal dischetto, Immobile non si lascia sfuggire l’occasione per cambiare verso alla serata. La Fiorentina, stanca, prova ad abbassare i ritmi. La Lazio però soddisfa la sua fame di tre punti con il gol del 2-1 firmato da Luis Alberto. Lo spagnolo trova il jolly all’82’: il pallone torna tra i suoi piedi dopo un rimpallo e il rasoterra dal limite dell’area è chirurgico.  

Nel finale la Lazio controlla senza grossi patemi e la Fiorentina nel recupero resta anche in inferiorità numerica per il rosso a Vlahovic che rifila una gomitata a Patric. Espulso anche Inzaghi in panchina per proteste, ma la sua Lazio resta in corsa per lo scudetto.  

Focolaio Bologna, anche due autisti positivi alla Bartolini 

Oltre ai magazzinieri e ai familiari, anche 2 autisti sono risultati positivi al coronavirus alla Bartolini (oggi Brt) di Zona Roveri, a Bologna. Secondo i dati dell’Ausl, i casi confermati tra i lavoratori dell’azienda di logistica sono 79, cioè 77 magazzinieri e 2 autisti. Il focolaio si è poi diffuso in alcuni casi a livello del nucleo familiare o tra i contatti amicali. In totale tra familiari e conoscenti sono state individuate altre 28 persone positive. Complessivamente risultano quindi 107 persone positive a Sars-Cov2 correlabili a questo focolaio. Di queste, 95 sono asintomatiche (70 tra i dipendenti e 25 tra i familiari e i conoscenti) e 12 sintomatiche (9 tra gli operai e 3 tra i familiari/conoscenti). Dei 107 casi confermati 2 sono ricoverati in ospedale (1 tra i dipendenti e 1 tra i familiari/conoscenti), gli altri sono stati posti in isolamento fiduciario domiciliare. 

L’attività di contact tracing ha prodotto complessivamente l’esecuzione di 328 tamponi. Allo stesso tempo sono stati disposti complessivamente 185 isolamenti fiduciari domiciliari tra i contatti stretti che sono stati evidenziati nel corso delle inchieste epidemiologiche.  

La prossima settimana, fa sapere l’Ausl, proseguirà l’attività di contact tracing tra eventuali nuovi contatti stretti che potrebbero emergere dall’approfondimento delle inchieste epidemiologiche. Le indagini sono ancora in corso tutte orientate a confinare completamente il focolaio e a garantire il corretto isolamento dei casi e dei contatti stretti. 

La sede di lavoro che è stata interessata dal focolaio è stata oggetto di sopralluoghi sia da parte del personale del Servizio di igiene e sanità pubblica che da parte del Servizio di prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro del Dsp. 

Degli altri due focolai attualmente presenti a Bologna, uno, legato ad una attività commerciale, non ha più espresso casi di positività, l’altro, osservato in un Centro residenziale per anziani, ha visto oggi 2 ulteriori casi positivi asintomatici tra gli operatori, attualmente in isolamento domiciliare. 

Il totale è quindi di 7 casi positivi, di cui 5 tra gli ospiti e 2 tra gli operatori, tutti asintomatici. I casi sono stati individuati attraverso una campagna di screening per categorie di appartenenza e “confermano – sottolinea l’Ausl – l’efficacia di tale attività preventiva”.  

Coronavirus, bevono disinfettante per le mani: tre morti 

Tre persone sono morte, una quarta ha perso la vista in modo permanente negli Stati Uniti a causa di un avvelenamento da metanolo, causato dall’ingestione di igienizzante per le mani. A riferirne sono state le autorità sanitarie del New Mexico, precisando che altre tre persone versano in condizioni critiche. “Tutte e sette le persone hanno bevuto secondo le ricostruzioni l’igienizzante per le mani che conteneva metanolo”. Secondo quanto appurato l’ingestione dell’igienizzante è legata ad un problema di alcolismo e la segretaria alla Sanità dello stato americano, Kathy Kunkel, ha lanciato un messaggio alla popolazione: “Se credete di aver fatto uso o consumo di igienizzante per le mani contenente metanolo, per favore chiedete un soccorso medico. Un antidoto all’avvelenamento da metanolo, infatti, esiste ma prima viene somministrato, più alte sono le possibilità per il paziente di guarire”.  

Roma, paura in farmacia: rapinatore esplode colpi a salve 

Paura in una farmacia di via Po, nel cuore quartiere Coppedè a Roma, dove un rapinatore romano di 48 anni, ha fatto irruzione nel negozio intorno alle 18.30 esplodendo cinque colpi con una pistola a salve. Un testimone ha subito chiamato i carabinieri e con il coordinamento della centrale operativa del comando provinciale di Roma i militari sono riusciti in pochissimo tempo a giungere sul posto. Il rapinatore è stato infatti bloccato ancora all’interno della farmacia. L’intervento è stato eseguito dai carabinieri della stazione Salaria in collaborazione con i colleghi di Parioli. 

Ustica, Conte: “Una delle ferite più profonde della storia del Paese” 

“La strage di Ustica, che 40 anni fa costò la vita a 81 persone, è una delle ferite più profonde nella storia del nostro Paese. L’impegno del Governo e delle istituzioni nella ricerca della verità non deve conoscere soste. La memoria da sola non basta: le vittime e i loro familiari meritano giustizia”. Lo scrive Giuseppe Conte su Facebook. “La volontà dell’esecutivo di fare chiarezza su quanto accadde nel cielo di Ustica la sera del 27 giugno 1980 non sarà un impegno isolato. È nostra intenzione far luce anche su tutte le altre pagine buie che hanno segnato la storia della nostra Repubblica e su cui continuano ad aleggiare troppi misteri insoluti”, sottolinea il premier.  

“Ho confermato al viceministro dell’Interno Vito Crimi l’incarico di seguire i lavori del Comitato consultivo sulle attività di versamento allArchivio centrale dello Stato e agli Archivi di Stato della documentazione in possesso delle amministrazioni dello Stato”. “Il Comitato, costituito in attuazione della direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 22 aprile 2014, è composto dai rappresentanti delle amministrazioni interessate ai versamenti documentali, nonché dai rappresentanti delle associazioni dei familiari delle vittime del terrorismo”, spiega il premier. “Sto lavorando a una nuova direttiva che consenta di allargare il perimetro di queste ricerche e che venga incontro alle esigenze manifestate dalle associazioni dei familiari delle vittime durante i lavori del Comitato nel corso del 2019. Non devono esserci più veli a coprire le pagine più tragiche della nostra storia nazionale”, conclude Conte. 

“Ringrazio il Presidente Giuseppe Conte per avermi concesso l’opportunità di occuparmi dell’attuazione della direttiva sulla declassifica e sul versamento straordinario di documenti all’Archivio centrale dello Stato, e dei lavori del Comitato consultivo che vede la partecipazione dei familiari delle vittime delle stragi, così da poter proseguire il lavoro iniziato un anno fa” scrive il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi in un post pubblicato su Facebook. “Si tratta di un incarico tanto importante quanto delicato, che ho già avuto modo di svolgere l’anno scorso e che mi ha portato a contatto diretto con la sofferenza di chi ha perduto un proprio caro ed ancora oggi non sa perché, eppure va avanti con forza e coraggio a ricercare quella verità che da sempre gli è negata, e non senza rabbia, per i troppi silenzi e omissioni che ne hanno intralciato il cammino. Nella ricostruzione degli eventi più tragici che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese, la desecretazione degli atti in possesso delle agenzie di intelligence e delle pubbliche amministrazioni è un primo passo di un percorso importante che può condurre alla verità. Adesso ne servono altri, e da lì partiremo”, aggiunge. “In questo giorno, in cui ricorre il 40° anniversario della strage di Ustica, è nostro dovere ricordare e commemorare le vittime. Ma è ancor più doveroso lavorare ed impegnarci ogni giorno per uno Stato che agisca, nel pieno delle sue funzioni e con ogni risorsa disponibile, al fianco dei familiari di quelle vittime, per fare luce e dare risposte a chi da troppo tempo attende la verità”.  

“Serve una nuova direttiva, che possa ampliare il perimetro degli atti da desecretare e che consenta di ricostruire il contesto in cui sono maturati alcuni avvenimenti. E serve una nuova cultura degli archivi e della loro conservazione, che non permetta mai più di nascondersi dietro alle difficoltà nel reperire il materiale documentale”. “Con il Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico e il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede abbiamo già iniziato – ciascuno per la parte che gli compete – un percorso di coordinamento, con grandi passi in avanti, per rendere immediatamente consultabile tutto il materiale di cui sono in possesso le rispettive amministrazioni. Avvieremo lo stesso percorso insieme alla Presidente del Senato Casellati, che ha manifestato in questi giorni la volontà di aprire e declassificare anche gli atti presenti negli archivi del Senato. Insieme alle associazioni dei familiari delle vittime, daremo un nuovo impulso alla ricerca storica della verità”, sottolinea il Viceministro dell’Interno. 

Enrico Vanzina: “‘Sotto il sole di Riccione’ omaggio a Carlo” 

(Adnkronos/Cinematografo.it) – Da ‘Sapore di mare, che hai sulla pelle, che hai sulle labbra’ a ‘Sotto il sole, sotto il sole di Riccione, di Riccione quasi quasi mi pento e non ci penso più’, il passo è breve. Anche se Enrico Vanzina “mai avrebbe pensato nella vita di rimettersi nello stesso territorio” fatto di bagni e salsedine, di amori e amicizie, ci è tornato ben trentasette anni dopo, grazie a Netflix (dall’1 luglio in streaming), con Mediaset, e Lucky Red, partendo questa volta dalla canzone dei The Giornalisti ‘Sotto il sole di Riccione’ e senza il suo amato fratello, che aveva diretto l’intramontabile ‘Sapore di mare’. 

“Carlo se ne è andato due anni fa. Questo film è un omaggio a mio fratello ed è la cosa più bella che potessi fare. E’ una commedia romantica e sentimentale, bella così come lo è la vita, nella quale ho parteggiato per i sentimenti”, racconta Enrico Vanzina che per dare un “tocco contemporaneo” , più legato all’attuale generazione (“sporcando un po’ i dialoghi”) ha scritto la sceneggiatura insieme a Caterina Salvadori e Ciro Zecca e ha fatto dirigere questa storia agli YouNuts!, registi classe 1986 noti nell’industria musicale per le collaborazioni con alcuni dei più importanti cantanti italiani come Jovanotti, Salmo, Gianna Nannini e molti altri, qui al loro esordio nel lungometraggio. 

Sulle spiagge della riviera romagnola un cast di tanti giovanissimi che alle loro spalle non hanno sentito come “opprimente” il paragone con quel film di culto: Cristiano Caccamo, Davide Calgaro, Matteo Oscar Giuggioli, Ludovica Martino, Saul Nanni, Fotinì Peluso, Claudia Tranchese e Lorenzo Zurzolo (star di Baby). Ma anche alcuni della vecchia guardia ovvero Andrea Roncato, Isabella Ferrari (che omaggia la sua Selvaggia di Sapore di mare: “Non un film che ho fatto, ma il film che ha fatto cambiare il corso della mia vita per sempre”) e Luca Ward. 

Dal primo luglio su Netflix potremo così rivivere quell’atmosfera di vacanza al mare con un po’ di nostalgia verso gli anni ottanta. “Cominciai con la serie tv I ragazzi della terza C e tutt’ora sono molto attaccato a raccontare le storie degli adolescenti. Gli YouNuts! hanno questo gusto vintage per gli anni ottanta e ci siamo trovati davvero bene”, dice Enrico Vanzina. E i due registi commentano: “Siamo cresciuti guardando i suoi film. Ci ha dato tanti consigli sulla regia. Anche la musica è stata fondamentale perché ci ha permesso di aggiungere emozioni alle scene”. Una colonna sonora che ha grande importanza nella storia e che raggiunge l’apice con il grande concerto in cui sul palco Tommaso Paradiso, l’ex frontman TheGiornalisti, canta ‘Fine dell’estate’. 

Le storie degli adolescenti sono comunque universali. Cambia qualcosa dall’estate degli anni sessanta nella Versilia di Sapore di mare a quella a Riccione sulla riviera romagnola? “Da romano sono sempre più andato in vacanza sul lato del Tirreno- risponde Vanzina- Ho conosciuto Riccione molto tardi grazie a Lucio Dalla che mi portò a mangiare in un famoso ristorante lì. Capii cosa significava la Romagna: sono riusciti a mantenere viva la parte antica insieme a uno skyline stile Miami. Il Tirreno invece è rimasto più tradizionale”. Amori, rimpianti, crisi, tradimenti e gelosie, rimangono quelli di sempre, qualcosa però è cambiato. “I giovani di oggi si autoflagellano troppo. Devono pensare invece che tutto è possibile, così come lo era negli anni ottanta”. E infine conclude: “L’ho fatto pensando sempre a Carlo e credo che ne sarebbe orgoglioso”. 

Addio a Milton Glaser, maestro del design con il logo ‘I love New York’ 

Addio all’artista e illustratore statunitense Milton Glaser, maestro e ‘principe’ dei graphic designer del secondo Novecento, che ha cambiato il vocabolario della cultura visiva degli anni ’60 e ’70 con manifesti, riviste, copertine di libri e dischi estroverse dai colori vivaci, celebre per il poster del 1967 di Bob Dylan con i capelli psichedelici e popolare per l’iconico logo ‘I love New York’ (1976). E’ morto ieri, nel giorno del suo 91esimo compleanno, a Manhattan. L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla moglie Shirley al ‘New York Times’, precisando che il marito è deceduto in seguito a un ictus collegato a un’insufficienza renale. 

Hassan dal Pan alla Prometeo Gallery Ida Pisani con SOPRA/SOTTO  

777 sono i chilometri che separano via Ventura 6 a Milano e via dei Mille 60 a Napoli, rispettivamente Prometeo Gallery Ida Pisani e Pan – Palazzo delle arti di Napoli. 96 sono le ore che Omar Hassan impiegherà per attraversare l’talia andata e ritorno, disallestire la sua mostra personale di Napoli e allestire la nuova a Milano rimarcando, di fatto, la vena performativa che lo contraddistingue come pittore. Con queste premesse inaugura giovedì 2 luglio SOPRA/SOTTO, la mostra che convalida il rapporto tra l’artista di origini egiziane e la galleria. Fedele ai principi di Prometeo Gallery, l’artista di origini egiziane, non resta immobile di fronte a un panorama confuso per darsi tempo affinché torni a essere nuovamente nitido. Anzi, con il suo spirito combattente e la sua affine ricerca pittorica concretizza le idee di movimento e di azione locale, come se il tempo non avesse finalità, ma fosse incluso e compreso. 

Lavorando sulle distanze e sulle vicinanze, non solo come una pratica comune dello spazio e del tempo, ma come un vero e proprio modo di vedere, Omar Hassan dà la possibilità di calarsi in una posizione privilegiata, ovvero ‘in-tra-fra’ un tempo che trapela negli spazi interstiziali e apparentemente inessenziali entro cui si infiltra la vita. Quando indossa i guantoni da boxe (Breaking Through). Quando lascia traccia del tempo che impiega nelle sue produzioni (Timelines). Quando ripete come un gesto quotidiano punti a spray spingendo verso la sintesi di street art, razionalità e irrazionalità, con un riferimento diretto alla sua vita privata (Injection). Quando dipinge su riproduzioni della Nike di Samotracia o sui tappi delle bombolette spray (Caps). Omar Hassan riesce nell’ambiziosa volontà di dare forma tangibile a un tempo di difficile definizione, che per definizione non può essere rappresentato né compreso. 

Questo dando al corpo delle sue opere il carattere del risultato di un’addizione, ovvero la somma di azione e di idea, andando oltre la semplice descrizione di quel che accade per dare invece la possibilità di comprendere la portata estetica, la natura e la qualità dei processi del suo gesto. Così ci si può insediare nella totalità della superficie espositiva e insinuare negli intervalli che intercorrono tra l’una e l’altra opera, incoraggiati a rimettersi in discussione e a usare il proprio sguardo in modo diverso per abitare il tempo ‘in-tra-fra’. 

Coronavirus, in Usa record di oltre 40mila casi in 24 ore 

Record di nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti, dove nelle ultime 24 ore sono stati registrati 40.870 positivi, il numero più alto mai registrato dall’inizio della pandemia. Lo rende noto la Johns Hopkins University, che aggiorna a 2.467.404 il totale delle persone contagiate negli Usa. E’ invece salito a 125.039 il numero delle persone che hanno perso la vita a causa di complicanze legate al Covid-19. 

 

Fase 3: Valle Templi di Agrigento primo parco archeologico certificato Covid Free 

Visitare i templi di Agrigento in completa sicurezza. Perché la Valle dei Templi di Agrigento è il primo parco archeologico con certificazione Covid Free. E il pubblico inizia a ritornare: a giugno, la Valle ha accolto 8mila visitatori (379 soltanto domenica scorsa), 3.522 dei quali dall’8 al 25 giugno, ovvero al di là della settimana di gratuità voluta dalla Regione ad inizio mese. “Un dato importante di ripresa che va migliorando, anche se i numeri sono certamente molto lontani dallo scorso anno – di questi tempi, tra i templi c’erano circa tremila visitatori al giorno – spiegano dal Parco – E la certificazione sarà una bella spinta per il mercato internazionale: il Parco ha messo a punto talmente tante misure per garantire il pubblico e i suoi operatori, da essere il primo sito archeologico virus free and safe, una certificazione ufficiale che nasce dal riconoscimento delle misure di prevenzione e protezione adottate, dopo aver completato l’analisi accurata delle attività, dell’organizzazione del lavoro, del layout degli ambienti”. 

“La Sicilia, grazie alle straordinarie misure di contenimento adottate dal Governo Musumeci, è riuscita a mantenere bassa la soglia di propagazione del Covid. Una vacanza in Sicilia alla scoperta dei luoghi della cultura è, per ciò stesso e per l’adozione di tutti gli accorgimenti necessari a contenere la diffusione del virus, una vacanza protetta – interviene Alberto Samonà, assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana -. Il parco archeologico della Valle dei templi fa di più: attraverso la certificazione di sito Covid Free offre ai visitatori la serenità di muoversi tra le antiche vestigia senza stress, sicuri di poter godere delle bellezze dei luoghi e della storia in assenza di rischi. Con l’adozione dei percorsi di accesso per le persone con disabilità e con la certificazione di aver adottato tutte le procedure anti-Covid, la Valle dei Templi si pone in quell’avanguardia dei beni culturali in Sicilia e nel sud d’Italia alla quale progressivamente tutte le altre strutture dovranno adeguarsi”. 

“Invito tutti a ritornare tra i templi: dai miei concittadini per i quali la Valle è un luogo di libertà e cultura, ai turisti che possono scoprire la nostra storia in completa tranquillità. l’ottenimento della certificazione Covid Free è il punto d’arrivo di un lavoro meticoloso e attento che ci permette di dire oggi, “la Valle dei Templi è sicura”, dichiara il direttore del Parco Archeologico, Roberto Sciarratta, al fianco di Letizia Casuccio, direttore generale di CoopCulture che gestisce i servizi di Valle dei Templi, che spiega come “in questi mesi di lockdown abbiamo studiato e lavorato in stretta collaborazione con la direzione del Parco per rendere il sito sicuro ed accogliente abbiamo scelto sistemi innovativi di ultima generazione che ci permettono, oggi, di ripartire in piena sicurezza – e l’ottenimento della certificazione Covid Free lo dimostra – ma con uno sguardo particolare al territorio che ci ospita. Siamo sicuri che per primi gli agrigentini saranno felici di ritornare alla Valle”. 

La Valle dunque si visita in tutta sicurezza, con ingressi contingentati e orari precisi, percorsi in entrata e in uscita, dispositivi di sicurezza per i custodi, il personale di accoglienza e il pubblico: tutti accorgimenti che hanno giocato il loro ruolo per l’ottenimento della certificazione VIRUS FREE, rilasciata da GAe Engineering, ente esterno specialista di Safety Management. 

Ma quali sono le norme di sicurezza? Resta fermamente consigliato il pre acquisto online dei biglietti, tramite il sito web ufficiale del Parco per evitare ogni tipo di assembramento all’ingresso. Un’apposita area triage è stata allestita prima della biglietteria di Giunone, per tutti i controlli necessari e l’installazione di scanner di ultimissima generazione per la rilevazione della temperatura e l’individuazione della presenza di tutti i dispositivi necessari per accedere al sito, tra cui la mascherina; su appositi monitor scorreranno in più lingue, tutte le info necessarie per la sicurezza. Con il biglietto, il visitatore riceve il link per scaricare l’App ufficiale del Parco: gratuita, progettata e realizzata da CoopCulture, sarà un vero assistente virtuale per l’intera visita, e anche dopo. Il visitatore potrà scaricare dall’App le mappe con i percorsi in sicurezza; conoscere le norme di visita, accedere a contenuti e approfondimenti sulla storia dei Templi, oltre a caricare direttamente a bordo del proprio dispositivo il biglietto di ingresso. La arricchiscono anche contenuti premium a pagamento per un’esperienza inedita e completa. L’App contiene informazioni e materiali per ogni tipo di pubblico, oltre ad una mappa dedicata all’accessibilità.  

“Tra le curiosità che l’App non mancherà di segnalare, anche la mostra, “Costruire per gli dei”, che racconta gli sforzi degli antichi greci per costruire la Valle. Sarà un’occasione per scoprire le imponenti macchine edili, gli enormi argani, tramite installazioni open air visitabili fino alla fine dell’anno. Sono stati sistemati di recente anche nuovi pannelli esplicativi mirati anche al pubblico dei piccoli visitatori”, spiegano ancora dal Parco archeologico. Terra, territorio, community, turismo di prossimità: l’emergenza Covid-19 ha ribaltato i parametri di fruizione di un sito culturale. Oggi si cerca il luogo sicuro, che offra esperienze autentiche, sostenibili, lente e che possano indurre il visitatore al recupero della bellezza, del legame con la natura e con l’arte, intesa quest’ultima come cura per lo spirito. Tutti temi su cui CoopCulture – che cura i servizi della Valle – stava lavorando già ben prima dell’emergenza, ma che oggi risultano ancora più urgenti. Dedicato ai residenti e ai turisti di prossimità sarà un abbonamento annuale, il Valle Pass per visitare la Valle ogni volta che si vuole, per partecipare a prezzo ridotto ad eventi e attività, per vivere così l’archeologia 365 giorni all’anno.  

Prenotandosi sul sito della Valle, i primi 200 residenti nella provincia di Agrigento potranno ricevere l’abbonamento gratuitamente, fino ad esaurimento disponibilità, a partire dal 6 luglio. Diverse le tipologie di abbonamento, da quello dedicato alle famiglie alla versione young. 

E dopo aver riaperto le porte il Museo Archeologico Griffo (orari: dalle 10,30 alle 14,30. Ingresso contingentato per soli 50 visitatori alla volta), a breve toccherà anche alla Casa Museo Luigi Pirandello che dal prossimo mercoledì (1 luglio) sarà disponibile alle visite e sta preparando un calendario di attività legate alla figura del drammaturgo agrigentino che qui è sepolto. La Valle prevede anche il riavvio dei cantieri di scavo che richiamano l’interesse degli studiosi, e di campagne-laboratorio per gli studenti di archeologia che hanno la possibilità di entrare a contatto con i grandi esperti del mondo classico. E un programma di eventi, di cui a breve saranno pubblicati i dettagli, arricchirà l’estate in Valle. Appuntamenti speciali, sempre in sicurezza, tra musica, teatro e degustazioni dei nati nella Valle, come l’olio, il vino, il miele Diodoros.  

 

“Guardia costiera libica ha catturato 70 persone in mare” 

“Alle 23.18 una motovedetta della cosiddetta ‘Guardia costiera libica’ ha completato l’operazione di intercettazione e cattura di ‘oltre 70 persone’ tra cui donne e bambini piccoli a bordo del gommone segnalato da Watch The Med – Alarmphone 52 miglia a Nord est di Misurata”. E’ l’allarme lanciato da Mediterranea Saving Humans. “La nostra Mare Jonio, che si trovava a poche miglia di distanza, ha offerto la propria disponibilità ad imbarcare i naufraghi su un assetto più sicuro, che poteva garantire cure medico-sanitarie adeguate. I miliziani libici si sono rifiutati – spiegano sui social – Così come il comando della motovedetta libica ha negato informazioni sulla presenza di otto persone decedute e di una donna che avrebbe partorito a bordo, come invece i naufraghi avevano segnalato”. 

“Ancora una volta soldi e mezzi erogati dall’Italia alla Libia, insieme alla cooperazione degli altri governi europei, hanno portato alla deportazione di profughi in un Paese in guerra” scrive Mediterranea Saving Humans.  

“Nessuno dovrebbe essere riportato in Libia. Tantomeno chi avrebbe subito il destino crudele di nascere dalla disperazione e in mezzo al mare. I naufraghi sono esseri umani non vuoti a perdere” scrive su Twitter, Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr.  

Coronavirus, “sito Inps andò in tilt per un attacco hacker” 

Nell’ambito delle “campagne Ddos”, che consistono nel “provocare la paralisi di un servizio web, reso non più operativo attraverso richieste (interazioni) massive indirizzate a uno specifico server”, appare “inquadrabile il noto caso Inps”. E’ quanto contenuto nel Report 2 dell’Organismo permanente di monitoraggio e analisi sui rischi di infiltrazione nell’Economia da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso, che riscrive la storia del blackout del sito dell’Inps durante il click day del 1 aprile.  

“Le specifiche evidenze acquisite – si legge nel report – infatti, hanno consentito di ricollegare a tale tipologia di attacco ai sistemi, le difficoltà di accesso, al sito dell’istituto, registrate durante il cosiddetto click day dello scorso 1 aprile, difficoltà che, in una prima fase, hanno ostacolato il perfezionamento della procedura necessaria all’erogazione dei benefici economici accordati dal governo per il sostegno del reddito dei lavoratori autonomi e subordinati”.