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Categoria: Adnkronos

L’epidemiologa: “Non è il momento di rilassarsi” 

“Più che sorpresa ho pensato che fosse una bella occasione per raccontare l’impegno e le difficoltà nell’affrontare questa crisi. Compresa quella di far capire alla popolazione. Il messaggio è che se anche la curva epi, noi siamo in grado di prenderla a martellate. Basta che tutti abbiano comportamenti responsabili”. Ad affermarlo, in un’intervista a ‘La Stampa’, è Flavia Riccardo, l’epidemiologa quarantatreenne dell’Iss testimonial del video che l’Oms ha diffuso ieri sui social per rendere omaggio all’Italia per la forza dimostrata nel contrastare l’epidemia. Per questo autunno l’epidemiologa prevede “lunghi turni di lavoro. Ma a marzo non ci torniamo, perché ora sappiamo come affrontare il virus. Basta che nessuno abbassi la guardia”. 

Per non tornare al punto di partenza, secondo Riccardo, bisogna “avere un atteggiamento di cautela, rispettando le regole e usando correttamente la mascherina. Non portandola sotto il mento o al braccio, passandola casomai lungo tavoli e scrivanie. Così la contaminiamo e rischiano di trasformale da barriera in veicolo del virus”.  

E’ ancora presto per valutare l’eventuale impatto della riapertura: “sono stata colpita dallo sforzo che ho visto compiere da insegnanti, presidi e da tutto il personale, non solo della scuola di mia figlia per garantire il massimo della sicurezza. Certo, il rischio zero non esiste ma sono fiduciosa. Comunque è presto per valutare l’impatto della riapertura”, spiega Riccardo. Per quanto riguarda gli Stadi “bisogna stare attenti. Procedere a piccoli passi e valutare mano a mano l’impatto sull’epidemia prima di compierne di successivi”.  

Parigi, 4 accoltellati vicino ex sede Charlie Hebdo 

Quattro persone sono state accoltellate, due in modo grave, in boulevard Richard Lenoir, nell’11esimo arrondissement di Parigi, non lontano dagli ex locali del magazine Charlie Hebdo. Per l’attacco sono stati fermati due sospetti, uno verso le 12.45 nei pressi dell’Opera Bastille con tracce di sangue sui vestiti, l’altro nella zona della stazione della metropolitana Richard-Lenoir, dove, vicino all’ingresso, è stata trovata a terra una mannaia. Secondo i media francesi, il principale sospetto è un 18enne nato in Pakistan, sconosciuto ai servizi di intelligence, ma noto alla polizia per reati comuni. Il secondo sospetto arrestato ha 33 anni. La Prefettura di Parigi ha raccomandato di evitare l’area dell’attacco mentre è rientrato l’allarme per un pacco sospetto trovato nella zona. 

Tra i feriti, ci sono due dipendenti della società di produzione Premières Lignes, ha confermato a Le Monde Luc Hermann, produttore e co-direttore di Premières Lignes. Non si tratta di giornalisti, ma di due dipendenti che lavorano alla produzione e alla post-produzione. Le identità dei due non sono comunque state rese note. Paul Moreira, giornalista co-fondatore di Premières Lignes, ha confermato che uno è in condizioni gravi. 

Il presidente francese, Emmanuel Macron, sta “seguendo da vicino dall’Eliseo” gli sviluppi della vicenda, ha riferito la presidenza francese citata da ‘Bfmtv’. Mentre sul luogo dell’attacco è giunto il ministro dell’Interno francese, Gerald Darmanin, e il sindaco di Parigi Anne Hidalgo che, riporta Le Figaro, ha parlato con il primo ministro Jean Castex, con Darmanin e con il procuratore della Repubblica Remy Heitz. 

”Questo attacco è avvenuto in un luogo simbolico mentre è in corso il processo per gli odiosi attacchi contro Charlie Hebdo. Questa è un’opportunità per il governo di esprimere il suo sostegno alla libertà di stampa e di affermare alla nazione il nostro impegno totale”, ha dichiarato Castex. ”Per prima cosa volevo mostrare la mia solidarietà alle famiglie delle vittime e ai colleghi di questi due giornalisti” rimasti feriti, ha detto Castex alla stampa sul posto, aggiungendo che “grazie a Dio le loro vite non sono in pericolo”. ”I servizi di sicurezza e di soccorso sono intervenuti molto rapidamente per svolgere il loro lavoro”, ha aggiunto. 

Valerie Pecresse, presidente della regione di Ile-de-France, si è detta ”estremamente scioccata” per l’attacco “in un quartiere di Parigi che già ha pagato per la violenza terroristica”. Su Twitter, Pecresse ha espresso tutto il suo “sostegno alle forze dell’ordine impegnate sul campo in questo momento”. 

 

Covid, Conte all’Onu: “Italia simbolo di uno sforzo collettivo” 

“Settantacinque anni fa, dalle ceneri di un conflitto mondiale che aveva devastato nazioni e popoli, la nascita dell’Organizzazione delle Nazioni Unite segnava un nuovo inizio della storia mondiale, fondato sulla condivisione dei valori di libertà, pace e democrazia. Oggi ci troviamo ad affrontare una situazione altrettanto drammatica, seppur dovuta a mali differenti, inediti. Un nemico invisibile ha sconvolto le nostre esistenze e le nostre abitudini consolidate. Ha provocato vittime e soffocato l’economia mondiale, costringendoci a interrompere le relazioni sociali e a limitare le nostre libertà”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenendo alla 75ma sessione Assemblea generale delle Nazioni Unite. 

“La pandemia da Covid 19 ha colpito indiscriminatamente tutte le regioni e i popoli del mondo, mettendo nuovamente a dura prova l’umanità. Questa tragedia ci ha cambiati ma ci consegna anche l’opportunità di un ‘nuovo inizio’, che sta a noi cogliere: dopo questi mesi di sofferenza, oggi ci guardiamo negli occhi in modo differente, facendo appello ad un nuovo mutualismo e ad un rinnovato spirito solidale”, rimarca il premier. 

“L’Italia è stato il primo Paese in Europa e in Occidente che si è trovato a fronteggiare questa emergenza su larga scala. Il nostro Paese è divenuto simbolo di uno sforzo collettivo – ricorda Conte – umano prima ancora che sanitario e politico, portato poi in dote all’intera comunità internazionale. Nelle settimane di profonda emergenza, l’Italia ha toccato con mano il sostegno e la vicinanza della comunità mondiale. Tante le manifestazioni di solidarietà e di assistenza e tanti, lo voglio sottolineare, gli attestati che hanno riconosciuto la forza, la resilienza e il coraggio dei miei concittadini a cui, anche in questa sede, sento il dovere di dire ‘grazie’ per il grande senso di responsabilità dimostrato”. 

“Il nostro Paese – sottolinea – ha superato con determinazione la fase più acuta dell’emergenza sanitaria, facendo tesoro dell’esperienza maturata direttamente sul campo, in prima linea, nelle corsie degli ospedali, nei laboratori di ricerca. Un impegno che oggi sentiamo di condividere in un sistema multilaterale rinvigorito, con le Nazioni Unite al suo centro, per rendere quanto più concreta l’idea di un mondo all’altezza delle sfide poste dalla pandemia”.  

“Sin da subito abbiamo proposto la costituzione di un’alleanza internazionale per la lotta al Covid-19 – ricorda Conte – Questa iniziativa ha contribuito a mobilitare, in tempi straordinariamente rapidi, oltre 40 miliardi di euro per la risposta globale dell’Unione Europea alla crisi, in particolare per garantire l’accesso equo ed universale al vaccino, alla diagnostica e alle terapie”. 

“L’Italia li considera beni pubblici globali – rimarca il premier – con l’obiettivo di non lasciare nessuno indietro. Ci siamo adoperati in tutti i principali fora internazionali e di governance globale per una risposta multilaterale, sul piano sia sanitario che economico, articolata in misure eccezionali. L’insegnamento che la nostra comunità nazionale ha tratto da questa difficile esperienza è, nella sua complessità, molto semplice: la salute è un bene comune, inalienabile, e come tale deve essere garantito ad ogni donna, ad ogni uomo del Pianeta”. 

“Oggi sono orgoglioso non solo che l’Italia, con i suoi scienziati, ricercatori e le sue aziende, sia protagonista in alcuni dei progetti più avanzati per la ricerca del vaccino – prosegue il presidente del Consiglio – Mi rende orgoglioso in particolare poter dire anche che il nostro contributo e la nostra ricerca saranno patrimonio collettivo: il vaccino verrà messo a disposizione di tutti i popoli. Non possiamo permetterci di guardare al futuro del Pianeta e dei nostri figli con egoismo, ignorando il fatto che la tutela della salute rischia, in diverse, troppe parti del mondo, di essere un lusso”. 

“La speranza di vincere presto la pandemia, inoltre, non deve coincidere con l’augurio di tornare al più presto alla semplice ‘normalità’. Dobbiamo desiderare di più, immaginare e reinventare un mondo diverso: perché la realtà di prima non era la migliore possibile, era perfezionabile. La scommessa per ognuno di noi è dunque quella di essere migliori: è la lezione di vita che la pandemia ha scritto sulle nostre agende. Ignorarla, voltando pagina, sarebbe un errore imperdonabile”. 

E la pandemia “ci ha insegnato che solo insieme possiamo voltare anche questa pagina buia. È ancora una volta il momento di mettersi in cammino. È il momento del coraggio, è il momento della visione, come 75 anni fa. Quindi rinnoviamo tutti insieme il nostro impegno a lavorare per costruire il futuro dei nostri figli”. 

MIGRANTI – “Tra gli effetti negativi che la pandemia ha avuto nelle aree di crisi vi è l’ulteriore peggioramento delle condizioni di già estrema vulnerabilità dei migranti – evidenzia il premier – I flussi migratori irregolari sono una sfida globale a cui la Comunità internazionale non può che fornire risposte a livello multilaterale. Serve un’azione strutturata intorno ai principi di solidarietà e di responsabilità, fondata sul partenariato con i Paesi di origine, di transito e di destinazione dei flussi”.  

LIBIA – Poi la Libia. “Oggi guardiamo con speranza ai timidi ma incoraggianti avanzamenti del processo di pace in Libia. Le sue possibilità di successo sono legate a due principi: il rispetto della ownership del popolo libico nell’identificazione di una soluzione inclusiva e l’imprescindibile ruolo di mediazione delle Nazioni Unite – sottolinea il presidente del Consiglio – Dobbiamo impedire le interferenze, le ingerenze esterne”.  

“Il cessate-il-fuoco, pur con tutta la sua fragilità, ha finalmente riaperto uno spazio al dialogo intra-libico, di cui i recenti colloqui di Montreux rappresentano un segnale che dobbiamo saper cogliere e proteggere. E non c’è miglior modo di sostenere la pace che mostrarne i vantaggi alle stesse popolazioni interessate. Per questo, il prossimo passo da compiere in Libia è quello di consentire la ripresa della produzione petrolifera, su tutto il territorio, promuovendo un’equa gestione delle risorse a beneficio di tutto, dico tutto, il popolo libico”, conclude Conte.  

 

  

 

 

Francia, ministro: “A Parigi atto di terrorismo islamista” 

“C’è un’inchiesta aperta, non sta a me commentarla. Chiaramente si tratta di un atto di terrorismo islamista. E’ un nuovo, sanguinoso attacco contro il nostro paese, contro dei giornalisti”. Lo ha detto il ministro dell’Interno francese, Gérald Darmanin, riferendosi all’attacco avvenuto oggi vicino all’ex sede di Charlie Hebdo. 

Il sospetto fermato oggi dopo l’attacco a Parigi, “non era schedato, non era conosciuto per essere radicalizzato. Era stato fermato per porto d’armi, un cacciavite, ma era ancora minore. Ha avuto un richiamo all’ordine”, ha aggiunto Darmanin. “E’ arrivato sul territorio nazionale tre anni fa, è un minore isolato di nazionalità pachistana. Combattiamo il terrorismo islamista. Siamo sempre in guerra e dobbiamo usare i mezzi per vincerla”. 

 

M5S, ira parlamentari contro Taverna per indennità in beneficenza 

E’ guerra aperta tra Camera e Senato contro la vicepresidente di Palazzo Madama Paola Taverna, finita nel mirino di diversi parlamentari grillini per il video, pubblicato su Facebook subito dopo la tornata elettorale, in cui si difende a spada tratta dall’azione disciplinare intentata dai probiviri del M5S contro di lei per presunte mancate restituzioni. Così, volto fiero rivolto alla telecamera, Taverna ha snocciolato i numeri di quanto versato in questi 7 anni, ben 309mila euro. Ma a indispettire deputati e senatori -che si sfogano nelle rispettive chat visionate dall’Adnkronos- è l’ammissione, da parte della vicepresidente di Palazzo Madama, di aver chiesto all’amministrazione del Senato, a maggio scorso, la restituzione degli arretrati dell’indennità aggiuntiva da vicepresidente, cui aveva rinunciato,, per un fine nobile: donare tutto alla Protezione Civile per fronteggiare l’emergenza Covid. Quarantaseimila euro, più altri bonifici da 1.750. 

Una scelta, la sua, che però ha surriscaldato gli animi. I parlamentari pentastellati, da sempre, rinunciano ai ‘benefit’ dovuti a deputati e senatori che rivestono ruoli istituzionali. Tra questi, dunque, anche la parlamentare romana. E’ una regola scritta nero su bianco nei regolamenti di M5S di Camera e Senato che prevedono la rinuncia preventiva dell’indennità di carica, come ribadito in una mail del capo politico Vito Crimi lo scorso maggio. E qui nasce il malcontento che trova sfogo nelle ultime conversazioni tra gli eletti, e nei corridoi di Montecitorio e Palazzo Madama. 

A chi chiede chiarimenti, in particolare il senatore ligure Mattia Crucioli, Taverna risponde piccata, spiegando di aver restituito a un ente pubblico, “non a chi mi pareva”, e di non essere in vena di ulteriori reprimende. Poi, interpellata dall’Adnkronos, spiega che “superata l’emergenza Covid, tornerà a rinunciare al benefit” da vicepresidente del Senato. Susy Matrisciano, presidente della commissione Lavoro di palazzo Madama e dunque anche lei tra i rinunciatari della indennità prevista, ricorda con rammarico di aver chiesto di poter donare la sua quota, ma di aver ottenuto un secco niet dai vertici.  

Molto più agguerrita la chat di Montecitorio, complice l’assenza di Taverna tra i membri. Qui c’è chi addirittura invoca l’espulsione, puntando il dito contro presunte disparità di trattamento. Tra le più contrariate, Teresa Manzo, Emanuela Corda, Patrizia Terzoni, Federica Dieni, quest’ultima membro del Copasir. Incredulo anche il deputato Raphael Raduzzi. 

Anche perché nella chat, inizia a farsi largo un dubbio: a fine legislatura qualsiasi presidente di commissione può rientrare in possesso della somma a cui aveva rinunciato? E, potenzialmente – il timore che rimbalza – farne ciò che vuole? 

Ma soprattutto in molti chiedono di poter seguire, a partire da ora, l’esempio di Taverna, devolvendo i benefit ad enti no profit. “Basta saperlo – scrivono in molti – e non dare luogo a diversità di trattamento”. (di Ileana Sciarra e Antonio Atte) 

Salvini: “A mia ex moglie tolto telefono con foto di mia figlia” 

“Scusami lo sfogo, processate me, prendetevela con me, ma quando entrate in casa mia, mi incazzo come un bufalo…”. Matteo Salvini è a Formello per un incontro elettorale per “presentare idee e progetti concreti sulle sfide dell’Italia dopo il virus”. Intervistato dal direttore del tg2 Gennaro Sangiuliano, il leader della Lega prende spunto dal processo di Catania sul caso Gregoretti per rivelare un episodio familiare.  

”Siccome vedo poco mia figlia -racconta Salvini- ogni mattina alle 8.05, caschi il mondo, io chiamo la mia ex moglie per sveglia e saluto. Ieri ho provato a chiamare e la mamma non risponde al telefono. Poi l’ho chiamata alle 9, alle 10 e ancora e nulla. Allora ho iniziato un po’ ad arrabbiarmi e un po’ a preoccuparmi. Poi, dopo pranzo, mi ha telefonato una collega della mia ex moglie per dirmi che Giulia non aveva il telefono… E io, ma come? Siccome lei lavora alla Regione Lombardia, non è indagata, è arrivata la Finanza a casa e in ufficio e le ha portato via il telefono. A una cittadina italiana di 41 anni -sottolinea il leader del Carroccio- viene portato un telefono con gli affari suoi e miei, perchè con la mia ex moglie posso parlare di quello che voglio”.  

“Viene portato via un telefono -avverte- dove ci sono le foto di mia figlia, e le chat con i nonni. Non è degno di un paese civile, comportarsi così, neanche a un mafioso viene riservato un trattamento così. Mi vergogno di vivere in un Paese così. Darò un colpo di telefono, sperando che non mi portino via anche il mio telefono, al presidente Mattarella che sarebbe teoricamente capo della magistratura per capire se è normale che l’Italia funzioni così”. 

Mondiali ciclismo, Ganna trionfa: storico oro a cronometro 

Storica impresa di Filippo Ganna ai Mondiali di ciclismo su strada di Imola. Il 24enne di Verbania è il primo italiano di sempre a vincere l’oro a cronometro in una rassegna iridata. Ganna ha percorso i 31,7 km della prova riservata agli uomini elite con il tempo di 35’54”10, all’incredibile media oraria di 53 km/h. 

Ganna ha messo dietro di sé l’olandese Vout van Aert, giunto con 26”72 di distacco. Terzo posto per lo svizzero Stefan Kung, a +29”80. Seguono Geraint Thomas (Gb, +37”02), Rohan Dennis (Austria, +47″13), Kasper Asfreen (Danimarca, +47″13), Remi Cavagna (Francia, +48″35), Vctor Campenaert (Belgio, +52″81), Alex Dowsett (Gb, +1’06″38), Tom Dumoulin (Francia, +1’14″06).  

“Era un sogno per me, sono molto contento -ha detto l’azzurro ai microfoni Rai-. Ho avuto un grande supporto dalla macchina, ringrazio il mio team Ineos Grenadier e la Nazionale azzurra, la Federazione. Negli ultimi giorni sono stato tanto anche con i miei amici ma cercavo di non pensare a questa cronometro, perché non volevo arrivare con troppa pressione addosso. Ho già vinto quattro mondiali, sono abituato, ma questo è il primo su strada. Ora voglio solo festeggiare con la mia famiglia”.  

Economia Civile, Tovar: “Avviato dialogo politico permanente”  

“Abbiamo un dialogo politico permanente con i policy maker in materia di economia sociale”. A dirlo Xenia Tovar, esperta del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in occasione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, in corso a Firenze fino a domenica 27 settembre. “Sono stati organizzati – ha ricordato – 6 incontri ministeriali che hanno affrontato diverse tematiche: fiscalità, coprogettazione, sostenibilità, sussidiarietà, positive acts, premialità e co-governance”. 

“Lavorando insieme – ha precisato – riusciamo a creare un impatto maggiore. Per questo abbiamo creato un engagement delle potenzialità delle imprese da cui emerge che sarebbero 99.080 le potenziali imprese italiane ad impatto sociale”. 

“Tra il 2020 e il 2021 – ha aggiunto Xenia Tovar – abbiamo organizzato oltre 20 eventi e la metà ha scelto il tema ‘rigenerare’ come contenuto primordiale. Questo è sicuramente un modo efficace per fare rete”. 

 

Viviana Parisi, trovate impronte su traliccio: “Forse sono sue” 

Impronte sul traliccio ai piedi del quale è stato rinvenuto lo scorso 8 agosto il cadavere di Viviana Parisi sono state trovate oggi in seguito agli accertamenti eseguiti sul posto. “Bisognerà accertare se sono della donna o meno”, spiega l’avvocato Pietro Venuti, legale di Daniele Mondello, il marito di Viviana Parisi e padre di Gioele.  

“Il tipo di esami effettuati oggi di tipo irripetibile attraverso una tecnica chiamata di fumo azione ha permesso di trovare queste tracce, che nello scorso esame con il luminol che cercava tracce ematiche non erano state evidenziate. Potrebbero essere tracce di sudore o impronte, naturalmente solo dopo altre successive analisi si potrà capire se appartengono a Viviana”, dice il legale.  

Manca (Confcooperative): “Fondamentale raccontare esperienze giovani”  

“E’ una grande responsabilità quella che hanno le nuove generazioni perché fanno economia, creano occupazione e costruiscono innovazione”. A dirlo Anna Manca, presidente della commissione Donne dirigenti cooperatrici di Confcooperative, intervenendo al Festival Nazionale dell’Economia Civile, in corso a Firenze fino a domenica 27 settembre, in occasione del Premio nazionale imprese di economia civile.  

In questi evento, “raccontare ciò che fanno – spiega – è una narrazione fondamentale; soprattutto in un momento come questo che vede importanti risorse a disposizione che richiedono riforme ad hoc”. 

 

Covid, 1912 nuovi casi e altri 20 morti 

Sono 1.912 i nuovi casi di coronavirus in Italia, secondo i dati diffusi dal ministero della Salute. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 20 morti, che portano il totale a 35.801 dall’inizio dell’emergenza. 

Sono 938 i positivi in più rispetto a ieri, aumento che porta il totale degli attualmente positivi a 47.718. Ad oggi sono invece 222.716 i guariti dal coronavirus, 954 nelle ultime 24 ore. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 244 (-2) da ieri. 

Covid, nel Lazio 230 nuovi casi: dati in calo a Roma 

Covid, in Lombardia 277 nuovi casi e 2 morti 

 

 

Becciu: “Accuse surreali, pronto a dare la vita per il Papa”  

“Spero che il Papa non si faccia manovrare, o gli hanno dato informazioni errate”. Lo ha sottolineato il cardinale Angelo Becciu, che ieri ha rassegnato le dimissioni da prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi rinunciando anche ai diritti del cardinalato, in una conferenza stampa all’indomani della decisione choc. 

Becciu ha parlato di un “Papa in difficoltà” nel colloquio di ieri sera durato venti minuti e, riferendosi alla conferenza stampa convocata, ha osservato: “Non faccio nessuna sfida al Papa, volevo chiarire visto che è diventato un fatto mondiale. Ognuno ha diritto alla propria innocenza”.  

“Mi accusano di peculato e di aver favorito fratelli, surreale” ha detto Becciu.  

“Non temo l’arresto, non ho commesso reati” e “non ho arricchito la mia famiglia” ha affermato il monsignore che si è detto “pronto a querelare” e “pronto a chiarire con i magistrati, sono un normale cittadino”.  

“Il Papa mi ha detto dell’accusa di peculato, nessuna comunicazione dai magistrati” ha sottolineato. “Era turbato – ha rivelato – io ho accettato come fulmine a ciel sereno”. Il suo auspicio ora è che il “Papa si renda conto che è tutto un equivoco”, “sono pronto a dare la mia vita per il Papa”. 

 

 

Turismo, nasce Fondo nazionale. Franceschini: “Guarda al futuro” 

Cdp spinge sull’acceleratore per sostenere il turismo, “settore trainante per il paese, che sta soffrendo molto per le conseguenze della pandemia” come chiosa l’Ad di Cassa Fabrizio Palermo, e lancia d’intesa con il ministero dei Beni culturali un Fondo ad hoc dalla dotazione sostanziosa, ben 2 miliardi. Presentato oggi in una conferenza stampa, il Fondo punterà sulle strutture “iconiche” che rappresentano l’eccellenza della tradizione italiana dell’ospitalità, come la storica Villa Igiea a Palermo, già dimora della famiglia Florio.  

I contatti sono avviati in tutta Italia con Cassa depositi e prestiti che propone un “modello non invasivo che punta a sostenere e investire in sviluppo e ammodernamento” delle strutture. Agli attuali proprietari potrà infatti essere concesso un diritto di riacquisto da esercitare in un arco di tempo ‘congruo’, con la possibilità di reinvestimento dei proventi della vendita nell’attività di gestione. 

“Il Fondo nazionale per il Turismo – spiega Palermo – si inserisce in una strategia di Cdp di forte sostegno al settore che ha un peso determinante sul pil, circa il 13%, e ha un peso ancora più rilevante, circa il 15%, in termini di occupazione”. Di qui l’impegno di Cassa che con il Fondo “punta a investire in strutture storiche e iconiche del paese: si tratta di strutture rappresentative loro stesse di una destinazione, che muovono intere filiere e generano un indotto rappresentando un volano per il turismo italiano” prosegue l’Ad. 

Con il Fondo Nazionale del Turismo saranno mobilitati fino a 2 miliardi di euro, a valere sulle risorse di Cdp, per un totale di 750 milioni di euro, e su ulteriori fondi di investitori terzi. Il Ministero per i Beni Culturali e del Turismo contribuirà, attraverso un fondo istituito con il Decreto Rilancio, fino a 150 milioni di euro.  

“Con il lancio di questo Fondo Cdp completa i quattro importanti pilastri di sostegno al settore che fanno parte di una strategia lanciata due anni fa” sottolinea Palermo. Le quattro direttrici sono la formazione “per avere una classe manageriale in questo settore nei prossimi tre anni”; l’innovazione, con il lancio di un fondo focalizzato sul venture capital, con cui sono già state finanziate undici start up “con l’obiettivo di far nascere nuove iniziative”.  

E ancora Palermo ha citato come pilastro dell’impegno sul turismo il “consolidamento dei gestori” con Cdp che ha già puntato su Rocco Forte e Th resorts. Infine la “valorizzazione degli asset immobiliari” a cui l’iniziativa del Fondo si ricollega con la volontà di “investire e sostenere lo sviluppo di asset alberghieri” che l’Ad di Cassa definisce “fondamentale”.  

Lo stesso ministro della Cultura e del Turismo, Dario Franceschini, sottolinea l’importanza della riqualificazione alberghiera. ”Stiamo ragionando – spiega – perchè una parte importante del recovery fund sia finalizzata ad un intervento che concorderemo con le associazioni di categoria per incentivi alla riqualificazione delle nostre strutture ricettive”. 

L’idea del governo è quella di puntare sulla qualità. ”No al turismo low cost, che spesso – dice il ministro – passa e non lascia ricchezza. Dobbiamo puntare ad un turismo di qualità e con capacità di spesa, colto e che apprezza e rispetta la fragilità del nostro paesaggio”.  

Nello specifico ”questa operazione del Fondo nazionale – spiega Franceschini -aiuterà a superare le difficoltà per gli alberghi, che torneranno ad avere una redditività quando tornerà il turismo internazionale, e ad attraversare il deserto prima che la redditività torni. Quindi questo è uno strumento utile anche nell’emergenza, ma in prospettiva consente anche di finalizzare il tipo di intervento. Scegliere dove intervenire e indirizzare gli investimenti”. Si tratta insomma “di uno strumento importante per il mondo del turismo -conclude Franceschini- perchè investire in cultura e turismo non è soltanto un dovere, ma è anche una straordinaria opportunità economica” 

Parigi, 4 accoltellati vicino ex sede Charlie Hebdo. Fermati 2 sospetti  

Quattro persone sono state accoltellate, due in modo grave, in boulevard Richard Lenoir, nell’11esimo arrondissement di Parigi, non lontano dagli ex locali del magazine Charlie Hebdo. Per l’attacco sono stati fermati due sospetti, uno verso le 12.45 nei pressi dell’Opera Bastille con tracce di sangue sui vestiti, l’altro nella zona della stazione della metropolitana Richard-Lenoir, dove, vicino all’ingresso, è stata trovata a terra una mannaia.  

Tra i feriti, ci sono due dipendenti della società di produzione Premières Lignes, ha confermato a Le Monde Luc Hermann, produttore e co-direttore di Premières Lignes. Non si tratta di giornalisti, ma di due dipendenti che lavorano alla produzione e alla post-produzione. Le identità dei due non sono comunque state rese note. Paul Moreira, giornalista co-fondatore di Premières Lignes, ha confermato che uno è in condizioni gravi. 

La Prefettura di Parigi ha raccomandato di evitare l’area dell’attacco mentre è rientrato l’allarme per un pacco sospetto trovato nella zona. Lo ha riferito ‘Bfmtv’, sottolineando che i controlli proseguono nelle strade intorno a boulevard Richard Lenoir. 

La municipalità di Parigi ha dato ordine di confinare “per precauzione” migliaia di studenti nelle scuole che si trovano vicino all’ex sede di Charlie Hebdo, ha riferito la stampa francese, precisando che il provvedimento riguarda cinque scuole dell’11esimo arrondissement e tutte le scuole del terzo e del quarto. 

Il presidente francese, Emmanuel Macron, sta “seguendo da vicino dall’Eliseo” gli sviluppi della vicenda, ha riferito la presidenza francese citata da ‘Bfmtv’. Mentre sul luogo dell’attacco è giunto il ministro dell’Interno francese, Gerald Darmanin, e il sindaco di Parigi Anne Hidalgo che, riporta Le Figaro, ha parlato con il primo ministro Jean Castex, con Darmanin e con il procuratore della Repubblica Remy Heitz. 

Valerie Pecresse, presidente della regione di Ile-de-France, si è detta ”estremamente scioccata” per l’attacco “in un quartiere di Parigi che già ha pagato per la violenza terroristica”. Su Twitter, Pecresse ha espresso tutto il suo “sostegno alle forze dell’ordine impegnate sul campo in questo momento”. 

 

Covid, Oms plaude all’Italia: “Ha reagito con forza” 

“L’Italia è stato il primo Paese occidentale ad essere stato pesantemente colpito da Covid-19. Il governo e la comunità, a tutti i livelli, hanno reagito con forza e hanno ribaltato la traiettoria dell’epidemia con una serie di misure basate sulla scienza”. Lo sottolinea in un tweet l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) postando un video che racconta l’esperienza italiana nella lotta a Covid-19. 

“Grazie ministro Roberto Speranza per la sua leadership, per la sua compassione e per l’impegno nel combattere Covid-19 proteggendo la salute degli Italiani. L’Oms è con l’Italia”, il tweet, in italiano, del direttore generale dell’Oms, Tedros Ghebreyesus, rivolgendosi al ministro Speranza.  

 

Economia civile: ‘Carta di Firenze’ per disegnare ‘il futuro dopo il coronavirus’ 

“Noi cittadini, donne e uomini, liberi di spirito, impegnati nei campi più diversi del lavoro, della ricerca e dell’insegnamento, delle arti, dei mestieri e della creatività, della cooperazione – che amiamo l’Italia e ci sentiamo parte viva d’Europa – in questi mesi segnati dalla pandemia e dalla crisi ambientale, sentiamo l’urgenza di un cambio di rotta e di un impegno comune più incisivo, in difesa della salute, della scuola, del lavoro, dell’ambiente e del benessere collettivo”. Inizia così la “Carta di Firenze per l’economia civile. Il futuro dopo il coronavirus”, consegnata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, questa mattina in apertura della seconda edizione del Festival dell’Economia civile, che si tiene fino a domenica prossima nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze.  

I sottoscrittori della “Carta” si impegnano a “sostenere il valore del lavoro e delle persone come luogo di realizzazione delle più profonde aspirazioni umane” e rifiutano “l’idea che si possano trattare le risorse umane al pari di quelle materiali e tecnologiche: l’uomo si realizza con il proprio ingegno, con il lavoro manuale e intellettuale e non può mai venire ridotto a mero fattore di produzione o ingranaggio di un sistema produttivo. Non può essere mortificato nelle sue aspirazioni di realizzazione professionale”.  

La “Carta” invita a “credere nella biodiversità delle forme d’impresa. L’impresa capitalistica non è l’unica, né l’esclusiva, né la naturale né la superiore forma d’impresa, anche se le imprese di capitali costituiscono numericamente la maggioranza della popolazione imprenditoriale, sia a livello nazionale che a livello mondiale. Molteplici vecchie e nuove forme di impresa cooperativa incivilimento né crescita né sviluppo. L’economia civile guarda pertanto con fiducia ed ottimismo ad una dove sempre più imprese cercano di coniugare profitto ed impatto sociale, creazione di valore economico, dignità e qualità del lavoro e sostenibilità ambientale!. 

La “Carta” invita a “promuovere la diversità e l’inclusione sociale perché negli ultimi anni, la corsa al ribasso sui diritti del lavoro e la concorrenza fiscale tra paesi per attirare insediamenti produttivi hanno portato con sé una crescita insostenibile dei livelli di diseguaglianza sociale ed economica tra le persone all’interno degli Stati, in grado di minacciare la coesione sociale e la tenuta stessa. Ma un mercato che voglia dirsi civile deve tendere a colmare divari economici e sociali, finanziario attraverso l’attivazione di meccanismi di inclusione di uomini e donne e ri-generazione di chi si trova ai margini, attraverso la valorizzazione delle diversità come ricchezza sociale”.  

La “Carta” suggerisce di “valorizzare l’impresa come luogo di creatività e di benessere Perché l’impresa civile (capace di coniugare creazione di valore economico e di senso, produttività e sostenibilità sociale ed ambientale) si fonda sulle relazioni tra persone e rappresenta in quanto tale uno dei principali e influenti luoghi di formazione del carattere e della personalità umana. Frutto di ispirazione e di creatività, di capacità di leggere i nuovi bisogni e i nuovi spazi di mercato, di nuove competenze, di buone relazioni con il contesto territoriale e con le comunità. È un’impresa esperta non solo in competenze tecniche ma anche in capacità relazionali, dove reciprocità, gratuità e fiducia sanno generare relazioni positive e un sovrappiù sia economico che sociale”.  

La “Carta” chiede di “investire nell’educazione e nella promozione umana Perché, se è vero che è possibile massimizzare l’utilità anche in piena solitudine, per essere felici bisogna essere almeno in due (come ricordava Aristotele), perché la felicità richiede il riconoscimento di almeno un’altra persona. La vera determinante del benessere è legata alla produzione e al consumo di beni relazionali: tra questi, i più rilevanti sono l’amicizia, l’amore, la fiducia, l’impegno civile, i servizi alla persona. Quanto più un’economia avanza, tanto più la domanda di beni relazionali diventa strategica rispetto alla domanda di beni privati e di beni pubblici. Le relazioni di qualità sono la chiave del successo delle relazioni nei luoghi di lavoro e favoriscono la creazione di fiducia e di capitale sociale. Dono e reciprocità sono i fattori chiave che le costruiscono”.  

La “Carta” impegna a proporre “una nuova idea di salute e di benessere Perché tutta la società deve farsi carico della salute delle persone e del loro benessere, non solo l’ente pubblico (o il mercato), perché i portatori di bisogni sono anche portatori di conoscenze e di risorse. Da questo deriva una triplice conseguenza. Primo: l’ente pubblico non è l’unico e esclusivo titolare del diritto-dovere di erogare servizi di welfare destinati ai propri cittadini e, specialmente, del potere di definire da solo i modi di soddisfacimento dei bisogni individuali. La Repubblica comprende lo Stato, non viceversa, come la nostra Carta Costituzionale esplicitamente riconosce. Secondo: gli enti del terzo settore e della società civile organizzata assumono un ruolo cruciale nell’individuazione dei bisogni e nella generazione di soluzioni e politiche. Terzo: per risolvere i problemi e muovere verso il bene comune il ruolo dei cittadini (stili di vita, voto col portafoglio nelle scelte di consumo e di risparmio, partecipazione alla vita delle organizzazioni sociali) è decisivo. La pandemia ha messo in luce la necessità di ripensare in maniera più collaborativa le relazioni tra società civile, mercato e Stato”.  

La “Carta” invita, poi, a “coltivare il rispetto e la cura dell’ambiente Perché oggi non è più pensabile occuparsi di povertà, di welfare o di salute senza occuparsi di ambiente e territorio. La ricchezza del nostro paese è data dalla sua biodiversità naturale e dalla ricchezza di – presentano dei veri e propri vantaggi competitivi nell’economia globale. E la tutela dei luoghi (non solo meri spazi) non può prescindere dalla storia. La gravità delle crisi ambientali e sociali, le devastazioni del patrimonio naturale e artistico ma anche la banalità del male di tante decisioni riguardanti il territorio, incuria, mancanza di prevenzione, assenza di controlli, non curanza del rischio e della fragilità dei luoghi, violazione delle regole, richiedono una presa di posizione più forte. La terra non è solo strumento, fattore di produzione, piattaforma. Agisce e reagisce, cambia e si trasforma, a livello chimico, biochimico, geologico; reagisce all’uomo e alle sue azioni, talvolta si ribella con forza”.  

La “Carta” infine invita ad attivare “energie giovani, innovazione e nuove economie. Perché per attivare i quattro fattori fondamentali del progresso civile e sociale (la persona capace di costruire relazioni, l’impresa civile, il valore generativo e la sussidiarietà circolare come chiave per la soluzione dei problemi economici e sociali) l’economia civile ha sperimentato in questi anni un processo che va oltre la pur importante enunciazione di principi. Un percorso fatto di momenti di formazione, d’incontro e d’investimento sui territori, di ricerca e studio delle buone pratiche che sono semi di speranza per il futuro, di costruzione di laboratori dove rendere presente e far interagire i tre ingredienti fondamentali per il progresso civile: energie giovani, innovazione, creazione di valore economico (socialmente ed ambientalmente sostenibile). È lungo questo percorso generativo e ricco di senso che l’Economia Civile chiama a raccolta tutte le persone di buona volontà che desiderano coinvolgersi per la realizzazione del Bene Comune”. 

Gregoretti, Salvini: “Pronto ad accettare condanna” 

“Avrò anche un processo per Open Arms? Difendere confini e leggi non era mio diritto, ma mio dovere, non da ministro ma da cittadino”. Così Matteo Salvini, a Radio 24, ribadisce la linea che terrà anche a Catania, il prossimo 3 ottobre a Catania, per il caso Gregoretti. “Se avrò uno o due processi – spiega – la linea sarà la stessa”. “Sono disposto a accettare una eventuale condanna? Ho piena fiducia nei magistrati”. Poi sottolinea: “Avevo fatto una promessa agli italiani” per la difesa dei confini “ho agito con l’accordo del governo, sono assolutamente tranquillo”. 

Per quanto riguarda i dati delle elezioni appena passate, “abbiamo perso in Toscana con il 40%, in Puglia e Campania si sarebbe potuto fare di più come squadra, ma dagli errori si può imparare, ma sono abbastanza soddisfatto”. E sul cambio ai vertici del partito, con l’arrivo della nuova segreteria politica, Salvini spiega: “Gestione collegiale nella Lega? Sono abituato a delegare, lo faremo sempre di più”. “Quando la gente ti fa crescere, devi essere più bravo”, sottolinea Salvini. 

Sulle misure anti covid, “io riaprirei gli stadi con il 25% di capienza. Mi sembra una cosa ragionevole, non vedo dove sia il problema”. Poi Salvini ricorda come “al gran premio di motociclismo, a Misano, sono entrate 10 mila persone e si sono divertite”.  

 

15enne ruba auto del padre e rischia di investire carabiniere 

Ha rubato l’auto al padre per fare un giro, non si è fermato a un posto di blocco rischiando di investire un carabiniere. Protagonista un 15enne del torinese rintracciato e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e multato per guida senza patente. 

La scorsa notte, il minorenne, approfittando del fatto che il padre stesse dormendo, ha preso l’auto. Ma quando si è trovato di fronte a un posto di blocco dei militari non si è fermato. Durante la fuga ha perso il controllo del mezzo e ha rischiato di investire un militare. L’auto del fuggitivo è stata rintracciata a poca distanza, abbandonata a bordo strada e con le chiavi ancora inserite. Gli accertamenti hanno consentito di risalire al conducente della macchina, che nel frattempo aveva fatto rientro a casa.  

Zaia: “Voto? È riconoscimento del mio lavoro” 

“Questo voto è il riconoscimento del mio lavoro da parte dei veneti. Ma anche un segno di protesta verso Roma. Civile, ma protesta”. Così Luca Zaia sul Corriere della Sera, all’indomani del risultato plebiscitario in suo favore alle Regionali, che giudica “una vittoria strepitosa, che corona la mia storia da leghista: mai avuto altre militanze. Oggi mi scrivono su Instagram, mail, WhatsApp: Luca, c’è una colonna di fumo, Luca sono in coda al pronto soccorso… Il presidente diventa una sorta di super sindaco. Si sono azzerate le distanze e noi interpretiamo fino in fondo l’elezione diretta dove il cittadino sceglie non solo il partito ma anche l’uomo: non esiste un partito che valga il 70%. Tutti noi eletti percepiamo questa novità”.  

“Il valore dei candidati va oltre – spiega il governatore del Veneto -. Non significa che i partiti siano finiti, i partiti sono la sacralità dell’idea e l’identità. Ma i presidenti devono declinare l’identità nel modo migliore: mi rifiuto di pensare che solo a destra si chieda legalità e ordine pubblico e dall’altra parte tutti pensino che i delinquenti abbiano avuto un’infanzia difficile. Se guardiamo agli amministratori, i cittadini sono pronti a votare qualunque candidato, anche distante dalle loro idee politiche. Bossi chiamava gli amministratori ‘quelli dei tombini’, la parte nobile della politica era l’alzabandiera della Padania. Ma Bossi stesso è stato reso grande dai suoi amministratori, la chiave d’accesso al nuovo consenso. La Lega è diventata diventa famigliare quando la gente ha visto i primi sindaci in tv e capito che non mangiavamo i bambini”.  

Quanto alle ragioni del suo successo, Zaia lo spiega dicendo di voler “rappresentare il Veneto. Non è questione di gestione del Covid, i sondaggi già mi davano al 70%. Io ho ereditato una Regione che era la periferia dell’impero. Poi, dopo l’Autonomia, la riforma sanitaria, le colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, le Olimpiadi, il maggior cantiere italiano che è la Pedemontana, mi lasci dire che qualcosa è cambiato. Ieri eravamo lavoratori e pagatori di tasse, oggi siamo una comunità che spesso detta l’agenda. Anche solo con il dire: basta ai tamponi molecolari, via con il tampone rapido. E i Veneti sono soddisfatti di andare per l’Italia e sentir parlare bene di casa loro”.  

“Non sono minimamente interessato né a Roma, né ho ambizioni dentro la Lega – prosegue -. E non lo ero anche in momenti in cui ci sarebbero state praterie politiche. Salvini sta facendo un lavoro strepitoso, ha preso in mano un cadavere eccellente e l’ha portato nell’Olimpo. Anche in Toscana: se ci avessero fatto firmare qualche anno fa per il 40%, avremmo detto ‘tutta la vita’. La Lega è cresciuta molto, e come tutte le piante che sono cresciute rapidamente, ha bisogno di un palo, un supporto per poter continuare a crescere. La Lega è sempre stata eterogenea per estrazione sociale, culturale e politica. Ma noi abbiamo una caratteristica: l’identità”.