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Categoria: Adnkronos

Economia civile: ‘Carta di Firenze’ per disegnare ‘il futuro dopo il coronavirus’ 

“Noi cittadini, donne e uomini, liberi di spirito, impegnati nei campi più diversi del lavoro, della ricerca e dell’insegnamento, delle arti, dei mestieri e della creatività, della cooperazione – che amiamo l’Italia e ci sentiamo parte viva d’Europa – in questi mesi segnati dalla pandemia e dalla crisi ambientale, sentiamo l’urgenza di un cambio di rotta e di un impegno comune più incisivo, in difesa della salute, della scuola, del lavoro, dell’ambiente e del benessere collettivo”. Inizia così la “Carta di Firenze per l’economia civile. Il futuro dopo il coronavirus”, consegnata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, questa mattina in apertura della seconda edizione del Festival dell’Economia civile, che si tiene fino a domenica prossima nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze.  

I sottoscrittori della “Carta” si impegnano a “sostenere il valore del lavoro e delle persone come luogo di realizzazione delle più profonde aspirazioni umane” e rifiutano “l’idea che si possano trattare le risorse umane al pari di quelle materiali e tecnologiche: l’uomo si realizza con il proprio ingegno, con il lavoro manuale e intellettuale e non può mai venire ridotto a mero fattore di produzione o ingranaggio di un sistema produttivo. Non può essere mortificato nelle sue aspirazioni di realizzazione professionale”.  

La “Carta” invita a “credere nella biodiversità delle forme d’impresa. L’impresa capitalistica non è l’unica, né l’esclusiva, né la naturale né la superiore forma d’impresa, anche se le imprese di capitali costituiscono numericamente la maggioranza della popolazione imprenditoriale, sia a livello nazionale che a livello mondiale. Molteplici vecchie e nuove forme di impresa cooperativa incivilimento né crescita né sviluppo. L’economia civile guarda pertanto con fiducia ed ottimismo ad una dove sempre più imprese cercano di coniugare profitto ed impatto sociale, creazione di valore economico, dignità e qualità del lavoro e sostenibilità ambientale!. 

La “Carta” invita a “promuovere la diversità e l’inclusione sociale perché negli ultimi anni, la corsa al ribasso sui diritti del lavoro e la concorrenza fiscale tra paesi per attirare insediamenti produttivi hanno portato con sé una crescita insostenibile dei livelli di diseguaglianza sociale ed economica tra le persone all’interno degli Stati, in grado di minacciare la coesione sociale e la tenuta stessa. Ma un mercato che voglia dirsi civile deve tendere a colmare divari economici e sociali, finanziario attraverso l’attivazione di meccanismi di inclusione di uomini e donne e ri-generazione di chi si trova ai margini, attraverso la valorizzazione delle diversità come ricchezza sociale”.  

La “Carta” suggerisce di “valorizzare l’impresa come luogo di creatività e di benessere Perché l’impresa civile (capace di coniugare creazione di valore economico e di senso, produttività e sostenibilità sociale ed ambientale) si fonda sulle relazioni tra persone e rappresenta in quanto tale uno dei principali e influenti luoghi di formazione del carattere e della personalità umana. Frutto di ispirazione e di creatività, di capacità di leggere i nuovi bisogni e i nuovi spazi di mercato, di nuove competenze, di buone relazioni con il contesto territoriale e con le comunità. È un’impresa esperta non solo in competenze tecniche ma anche in capacità relazionali, dove reciprocità, gratuità e fiducia sanno generare relazioni positive e un sovrappiù sia economico che sociale”.  

La “Carta” chiede di “investire nell’educazione e nella promozione umana Perché, se è vero che è possibile massimizzare l’utilità anche in piena solitudine, per essere felici bisogna essere almeno in due (come ricordava Aristotele), perché la felicità richiede il riconoscimento di almeno un’altra persona. La vera determinante del benessere è legata alla produzione e al consumo di beni relazionali: tra questi, i più rilevanti sono l’amicizia, l’amore, la fiducia, l’impegno civile, i servizi alla persona. Quanto più un’economia avanza, tanto più la domanda di beni relazionali diventa strategica rispetto alla domanda di beni privati e di beni pubblici. Le relazioni di qualità sono la chiave del successo delle relazioni nei luoghi di lavoro e favoriscono la creazione di fiducia e di capitale sociale. Dono e reciprocità sono i fattori chiave che le costruiscono”.  

La “Carta” impegna a proporre “una nuova idea di salute e di benessere Perché tutta la società deve farsi carico della salute delle persone e del loro benessere, non solo l’ente pubblico (o il mercato), perché i portatori di bisogni sono anche portatori di conoscenze e di risorse. Da questo deriva una triplice conseguenza. Primo: l’ente pubblico non è l’unico e esclusivo titolare del diritto-dovere di erogare servizi di welfare destinati ai propri cittadini e, specialmente, del potere di definire da solo i modi di soddisfacimento dei bisogni individuali. La Repubblica comprende lo Stato, non viceversa, come la nostra Carta Costituzionale esplicitamente riconosce. Secondo: gli enti del terzo settore e della società civile organizzata assumono un ruolo cruciale nell’individuazione dei bisogni e nella generazione di soluzioni e politiche. Terzo: per risolvere i problemi e muovere verso il bene comune il ruolo dei cittadini (stili di vita, voto col portafoglio nelle scelte di consumo e di risparmio, partecipazione alla vita delle organizzazioni sociali) è decisivo. La pandemia ha messo in luce la necessità di ripensare in maniera più collaborativa le relazioni tra società civile, mercato e Stato”.  

La “Carta” invita, poi, a “coltivare il rispetto e la cura dell’ambiente Perché oggi non è più pensabile occuparsi di povertà, di welfare o di salute senza occuparsi di ambiente e territorio. La ricchezza del nostro paese è data dalla sua biodiversità naturale e dalla ricchezza di – presentano dei veri e propri vantaggi competitivi nell’economia globale. E la tutela dei luoghi (non solo meri spazi) non può prescindere dalla storia. La gravità delle crisi ambientali e sociali, le devastazioni del patrimonio naturale e artistico ma anche la banalità del male di tante decisioni riguardanti il territorio, incuria, mancanza di prevenzione, assenza di controlli, non curanza del rischio e della fragilità dei luoghi, violazione delle regole, richiedono una presa di posizione più forte. La terra non è solo strumento, fattore di produzione, piattaforma. Agisce e reagisce, cambia e si trasforma, a livello chimico, biochimico, geologico; reagisce all’uomo e alle sue azioni, talvolta si ribella con forza”.  

La “Carta” infine invita ad attivare “energie giovani, innovazione e nuove economie. Perché per attivare i quattro fattori fondamentali del progresso civile e sociale (la persona capace di costruire relazioni, l’impresa civile, il valore generativo e la sussidiarietà circolare come chiave per la soluzione dei problemi economici e sociali) l’economia civile ha sperimentato in questi anni un processo che va oltre la pur importante enunciazione di principi. Un percorso fatto di momenti di formazione, d’incontro e d’investimento sui territori, di ricerca e studio delle buone pratiche che sono semi di speranza per il futuro, di costruzione di laboratori dove rendere presente e far interagire i tre ingredienti fondamentali per il progresso civile: energie giovani, innovazione, creazione di valore economico (socialmente ed ambientalmente sostenibile). È lungo questo percorso generativo e ricco di senso che l’Economia Civile chiama a raccolta tutte le persone di buona volontà che desiderano coinvolgersi per la realizzazione del Bene Comune”. 

Gregoretti, Salvini: “Pronto ad accettare condanna” 

“Avrò anche un processo per Open Arms? Difendere confini e leggi non era mio diritto, ma mio dovere, non da ministro ma da cittadino”. Così Matteo Salvini, a Radio 24, ribadisce la linea che terrà anche a Catania, il prossimo 3 ottobre a Catania, per il caso Gregoretti. “Se avrò uno o due processi – spiega – la linea sarà la stessa”. “Sono disposto a accettare una eventuale condanna? Ho piena fiducia nei magistrati”. Poi sottolinea: “Avevo fatto una promessa agli italiani” per la difesa dei confini “ho agito con l’accordo del governo, sono assolutamente tranquillo”. 

Per quanto riguarda i dati delle elezioni appena passate, “abbiamo perso in Toscana con il 40%, in Puglia e Campania si sarebbe potuto fare di più come squadra, ma dagli errori si può imparare, ma sono abbastanza soddisfatto”. E sul cambio ai vertici del partito, con l’arrivo della nuova segreteria politica, Salvini spiega: “Gestione collegiale nella Lega? Sono abituato a delegare, lo faremo sempre di più”. “Quando la gente ti fa crescere, devi essere più bravo”, sottolinea Salvini. 

Sulle misure anti covid, “io riaprirei gli stadi con il 25% di capienza. Mi sembra una cosa ragionevole, non vedo dove sia il problema”. Poi Salvini ricorda come “al gran premio di motociclismo, a Misano, sono entrate 10 mila persone e si sono divertite”.  

 

15enne ruba auto del padre e rischia di investire carabiniere 

Ha rubato l’auto al padre per fare un giro, non si è fermato a un posto di blocco rischiando di investire un carabiniere. Protagonista un 15enne del torinese rintracciato e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e multato per guida senza patente. 

La scorsa notte, il minorenne, approfittando del fatto che il padre stesse dormendo, ha preso l’auto. Ma quando si è trovato di fronte a un posto di blocco dei militari non si è fermato. Durante la fuga ha perso il controllo del mezzo e ha rischiato di investire un militare. L’auto del fuggitivo è stata rintracciata a poca distanza, abbandonata a bordo strada e con le chiavi ancora inserite. Gli accertamenti hanno consentito di risalire al conducente della macchina, che nel frattempo aveva fatto rientro a casa.  

Zaia: “Voto? È riconoscimento del mio lavoro” 

“Questo voto è il riconoscimento del mio lavoro da parte dei veneti. Ma anche un segno di protesta verso Roma. Civile, ma protesta”. Così Luca Zaia sul Corriere della Sera, all’indomani del risultato plebiscitario in suo favore alle Regionali, che giudica “una vittoria strepitosa, che corona la mia storia da leghista: mai avuto altre militanze. Oggi mi scrivono su Instagram, mail, WhatsApp: Luca, c’è una colonna di fumo, Luca sono in coda al pronto soccorso… Il presidente diventa una sorta di super sindaco. Si sono azzerate le distanze e noi interpretiamo fino in fondo l’elezione diretta dove il cittadino sceglie non solo il partito ma anche l’uomo: non esiste un partito che valga il 70%. Tutti noi eletti percepiamo questa novità”.  

“Il valore dei candidati va oltre – spiega il governatore del Veneto -. Non significa che i partiti siano finiti, i partiti sono la sacralità dell’idea e l’identità. Ma i presidenti devono declinare l’identità nel modo migliore: mi rifiuto di pensare che solo a destra si chieda legalità e ordine pubblico e dall’altra parte tutti pensino che i delinquenti abbiano avuto un’infanzia difficile. Se guardiamo agli amministratori, i cittadini sono pronti a votare qualunque candidato, anche distante dalle loro idee politiche. Bossi chiamava gli amministratori ‘quelli dei tombini’, la parte nobile della politica era l’alzabandiera della Padania. Ma Bossi stesso è stato reso grande dai suoi amministratori, la chiave d’accesso al nuovo consenso. La Lega è diventata diventa famigliare quando la gente ha visto i primi sindaci in tv e capito che non mangiavamo i bambini”.  

Quanto alle ragioni del suo successo, Zaia lo spiega dicendo di voler “rappresentare il Veneto. Non è questione di gestione del Covid, i sondaggi già mi davano al 70%. Io ho ereditato una Regione che era la periferia dell’impero. Poi, dopo l’Autonomia, la riforma sanitaria, le colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, le Olimpiadi, il maggior cantiere italiano che è la Pedemontana, mi lasci dire che qualcosa è cambiato. Ieri eravamo lavoratori e pagatori di tasse, oggi siamo una comunità che spesso detta l’agenda. Anche solo con il dire: basta ai tamponi molecolari, via con il tampone rapido. E i Veneti sono soddisfatti di andare per l’Italia e sentir parlare bene di casa loro”.  

“Non sono minimamente interessato né a Roma, né ho ambizioni dentro la Lega – prosegue -. E non lo ero anche in momenti in cui ci sarebbero state praterie politiche. Salvini sta facendo un lavoro strepitoso, ha preso in mano un cadavere eccellente e l’ha portato nell’Olimpo. Anche in Toscana: se ci avessero fatto firmare qualche anno fa per il 40%, avremmo detto ‘tutta la vita’. La Lega è cresciuta molto, e come tutte le piante che sono cresciute rapidamente, ha bisogno di un palo, un supporto per poter continuare a crescere. La Lega è sempre stata eterogenea per estrazione sociale, culturale e politica. Ma noi abbiamo una caratteristica: l’identità”.  

Voli cancellati e rimborsi, compagnie nel mirino Antitrust 

L’Antitrust avvia procedimenti nei confronti di Blue Panorama, Easyjet, Ryanair e Vueling per la vendita di viaggi in seguito cancellati a causa del Covid-19. A luglio scorso lo stesso era accaduto per Alitalia e Volotea. Le compagnie aeree hanno offerto ai consumatori solo il voucher e non il rimborso del biglietto. Inoltre viene contestato un servizio di assistenza oneroso e carente. 

I quattro procedimenti istruttori – e altrettanti sub-procedimenti cautelari – nei confronti delle compagnie aeree Blue Panorama, Easyjet, Ryanair e Vueling, si basano su un crescente numero di segnalazioni da parte dei consumatori, sottolinea la nota dell’Agcm. Oggetto dei procedimenti è “la vendita di biglietti per servizi di trasporto aereo in seguito cancellati dalle quattro compagnie a causa del Covid-19, pur essendo programmati per un periodo nel quale non erano più vigenti i limiti di circolazione imposti dai provvedimenti governativi”, precisa l’Antitrust.  

In particolare, adducendo come motivo della cancellazione l’emergenza per la pandemia, BluePanorama, Easyjet, Ryanair e Vueling hanno offerto, in alternativa allo spostamento del volo, soltanto l’erogazione di un voucher anziché il rimborso del prezzo del biglietto già pagato, in possibile violazione dei diritti dei passeggeri previsti dal Reg. (CE) n. 261/2004. Inoltre, le compagnie aeree non hanno informato i consumatori sui diritti loro spettanti in caso di cancellazione. 

A Blue Panorama, Easyjet, Ryanair e Vueling viene anche contestato di aver predisposto un servizio di assistenza oneroso e carente sia in relazione ai tempi di attesa sia alle modalità di contatto messe a disposizione dei passeggeri, costretti ad utilizzare esclusivamente un numero telefonico a sovrapprezzo, difficilmente raggiungibile. 

M5S, Crimi: “Capo politico, organo collegiale o stati generali subito” 

“Stasera vi porrò davanti agli scenari possibili e su quelli vi chiedo di riflettere”. Così il capo politico Vito Crimi, prendendo la parola durante l’assemblea M5S convocata per fare il punto sugli stati generali e sulla riorganizzazione del Movimento 5 Stelle. La prima possibilità illustrata dal reggente pentastellato con tanto di slide, a quanto apprende l’Adnkronos, prevede una votazione immediata su Rousseau sul nuovo capo politico. L’alternativa è quella di scegliere un organo collegiale, una sorta di segreteria politica: anche questa opzione passerebbe per un voto sulla piattaforma M5S. Il terzo scenario: svolgimento degli stati generali subito, guidati da una commissione composta da parlamentari, europarlamentari, consiglieri regionali e portavoce comunali (sindaci o consiglieri). 

Sulle tre proposte nessun voto oggi ma ci sarà una consultazione dei parlamentari via mail. Secondo quanto si apprende, la consultazione avverrà nei prossimi giorni. 

“L’autocritica che mi faccio? È di aver sempre privilegiato i territori e le volontà specifiche delle singole volontà territoriali. E questo lo sanno tutti”, ha detto Crimi durante l’assemblea congiunta. Sulla riorganizzazione del Movimento, il reggente grillino ha sottolineato, rivolgendosi ai presenti: “Chiedevate un percorso dal basso ed è quello che sta avvenendo. Non state vedendo un post direttamente sul blog con una decisione. L’idea è che ci siano portavoce che scelgono autonomamente singoli soggetti per la commissione”. 

“Gli stati generali sono un percorso. Ci sono due livelli, uno più urgente (la governance). Serve l’avviamento per dare carburante al percorso” e bisogna “lasciare il confronto sui temi a un approfondimento maggiore e di passaggi successivi” ha aggiunto Crimi.  

Intanto, a quanto apprende l’Adnkronos, lunedì pomeriggio si terrà una riunione tra Crimi, il capodelegazione al governo per il Movimento, Alfonso Bonafede, e i ministri e i viceministri grillini. La location non è ancora stata definita, non è escluso che la riunione si tenga addirittura fuori Roma. Per ora l’appuntamento è orientativamente alle 16, ma la riunione potrebbe protrarsi fino al dopocena. 

 

Vaticano, Becciu si dimette e rinuncia a cardinalato 

Il cardinale Angelo Becciu si è dimesso e ha rinunciato al cardinalato. Lo comunica il Vaticano. “Oggi, giovedì 24 settembre, il Santo Padre ha accettato la rinuncia dalla carica di Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e dai diritti connessi al Cardinalato, presentata da Sua Eminenza il Cardinale Giovanni Angelo Becciu”, si legge nella nota. 

L’ormai ex cardinale fa affiorare una grande amarezza rispondendo all’Adnkronos dopo le dimissioni da prefetto delle Cause dei Santi e dai diritti di cardinale consegnate al Papa. “Preferisco il silenzio”, si limita a dire con voce spezzata. 

Migranti, Lamorgese: “Ipotesi sanzioni penali per ong” 

“Abbiamo il decreto immigrazione che sarà esaminato in uno dei prossimi Consigli dei ministri, si verificheranno anche le sanzioni che secondo me potrebbero anche diventare sanzioni di carattere penale ma è una strada che intraprenderemo con la modifica dei decreti”. Lo ha detto la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese in audizione in Commissione Schenghen, parlando del nuovo decreto sicurezza. 

Toti insiste: “Costituente moderati, poi federazione con Fdi e Lega”  

”Sono due anni che dico che è indispensabile rafforzare la gamba moderata della coalizione. Ora, dopo le regionali, è arrivato il momento di aggregare un centrodestra moderato” e di farlo “con chi ci sta”, a cominciare da Forza Italia, coinvolgendo Mara Carfagna e non solo. Solo dopo aver unito tutti i centristi dispersi di qua e di là, si deve passare al ”secondo passo”: ovvero alla creazione di una federazione, o costituente che dir si voglia, con gli ”amici della Lega e di Fdi” con Matteo Salvini leader. Dopo l’exploit personale in Liguria, Giovanni Toti guarda al futuro del centrodestra attraverso la creazione di una federazione che porti il centrodestra dritto a palazzo Chigi.  

Per arrivare al governo, però, spiega all’Adnkronos il governatore, occorre dar vita a un nuovo contenitore politico che metta la parola fine alla diaspora dei centristi. Di fatto l’ex consigliere politico di Silvio Berlusconi vuol ‘coprire’ a sinistra Matteo Salvini e provare a colmare quel vuoto al centro, diventato ormai una ‘terra di mezzo’, abitata per lo più dagli indecisi delusi dalla politica mettendo a disposizione il 20% della sua creatura, ‘Cambiamo’. ”Un patto con Carfagna per andare oltre Fi? Io – replica – penso a un patto con tutti quelli che ci stanno”.  

“Penso – spiega il governatore ligure – a una costituente, per dirla con un termine della politica politicante, dove tutti entrano disarmati come nel saloon del Far West, lasciando fuori speroni e pistole e si rimettono in gioco e in discussione per creare un nuovo contenitore dei moderati, inclusivo, plurale e rigorosamente alleato con il fronte del centrodestra, come direbbero quelli colti…”. Toti spiega il secondo step della sua road map, che vede Salvini nuovo leader e candidato alla premiership del progetto federativo, a patto però che ‘Matteo’ si tolga la maglia della Lega, ovvero quella ”dell’uomo di parte” per vestire la ”divisa comune della coalizione”. Dopo il flop delle regionali Toti consiglia a Fi di ”confluire nella Costituente” nonostante le ”reticenze di Berlusconi e di altri all’interno” del suo ex partito.  

”Se poi vogliamo costituire un centrodestra di governo -ragiona il governatore ligure – una volta aggregati i moderati, questi devono unirsi a loro volta con gli amici della Lega e di Fi in una organica federazione, che oggi, stando ai numeri, non può che vedere Salvini esserne il condottiero”.  

“Ma – avverte Toti – per fare il capo di una simile federazione e preparare una candidatura alla premiership di tutti, Salvini deve costruire una squadra e una linea politica che veda tutti coinvolti. Come gli ho chiesto, togliendosi la maglia di uomo di parte, per indossare la divisa comune della coalizione”.  

”Sono due anni – insiste Toti – che chiedo di rafforzare la gamba moderata del centrodestra. Lo avevo detto dentro Fi ma non vi erano le condizioni ed è finita come ricordano tutti. L’ho fatto lanciando un movimento, ‘Cambiamo’, che vuole essere l’innesco di un processo di aggregazione, perché non ha nessuna pretesa di autosufficienza. L’ho fatto da ultimo, alle regionali, dimostrando che se c’è una proposta credibile, il voto di centrodestra moderato esiste ed è abbondante, come accaduto in Liguria”.  

”Ora – dice – dopo le elezioni, avendo ragionevolmente davanti un periodo sufficientemente lungo e visto che tutti immaginano che questa legislatura continuerà, ritengo sia arrivato il momento di aggregare un centrodestra moderato, anche da parte di chi fino adesso ha giocato sulla difensiva. Mi riferisco ai tanti dirigenti e parlamentari di gruppi centristi, che al momento sono atomizzati e perdono energie mese dopo mese senza far nulla per invertire questa tendenza”.  

Cosa consiglia a Fi dopo il deludente risultato di lunedì scorso? ”Consiglio di confluire nella Costituente che io propongo. Fino ad ora, non solo Berlusconi ma molti all’interno di Fi mi pare avessero delle reticenze ad aderire alla costituente dei moderati. Ma dal momento che la tendenza elettorale non mi sembra si sia invertita, forse oggi hanno un elemento in più di riflessione”.  

 

 

 

Covid, Galli: “Non mi aspetto una grande seconda ondata” 

“La grande seconda ondata non ce l’aspettiamo. Un rapido peggioramento che ci ponga in condizioni simili a Francia, Spagna, Gran Bretagna dubito, ma credo che sia un’eventualità da contenere. E’ necessario capire cosa succede nelle prossime 2 o 3 settimane”. E’ la visione di Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco – università degli Studi di Milano, intervenuto a un convegno sulla povertà sanitaria e farmaceutica minorile in Lombardia prima e dopo l’emergenza Covid-19, promosso nel capoluogo lombardo da Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus, in collaborazione con Federfarma Lombardia. 

“Quello che è successo dopo il ritorno dalle vacanze lo abbiamo visto e abbastanza capito. Non una cosa bellissima: abbiamo avuto anche un po’ di pazienti che per età presumiamo siano stati infettati da vacanzieri di ritorno, ma non è andata così male come si poteva prevedere. Ora abbiamo però un punto dato dalla ripresa generale che merita attenzione”, avverte.  

Quanto alla situazione internazionale, “siamo stupiti delle differenze con altri Paesi che ci stanno attorno. Sbilanciandomi – osserva Galli – ritengo che questa possa essere una situazione figlia del grande sacrificio rappresentato dal lockdown, applicato qui in maniera più drastica di quanto fatto altrove. Lockdown che ha consentito non solo una riduzione marcata dell’infezione diffusa nel Paese. Ha bloccato l’ulteriore diffusione nella aree colpite, ma ha tenuto in qualche modo Covid-free o quasi altre aree del Paese meno coinvolte”. 

“Questo evento – ragiona l’infettivologo – può essere stato importante. Se dovessi dare una prima ipotesi, credo sia chiaro”. Come è chiaro, secondo l’esperto, che “questa nostra frizzante estate ha visto molte persone ritenere la partita chiusa con il discorso Covid e ha visto una serie di infezioni legate a momenti di movida diffusa”. Sulle discoteche è arrivato “un segnale pessimo e un segnale di un notevole mancato coordinamento fra le autorità dello Stato. Su questioni di questo genere dal centro dovevano dare meno gradi di libertà e dalla periferia dovevano tenere duro sul no”. 

Adesso cosa succede? “Che pur avendo una condizione infintamente migliore rispetto ai Paesi attorno e rispetto a marzo-aprile, qualche malato in più in ospedale ce lo abbiamo, qualche problema in più nelle terapie intensive negli ospedali hub cominciamo ad averlo, qualche necessità di approntare risorse mettendo le mani avanti anche”.  

Questo, conclude Galli, non vuol dire che ci aspettiamo la seconda ondata. “Soprattutto nelle aree metropolitane, ci stiamo riassestando. Abbiamo dovuto fare un lavoro di ‘decovidizzazione’ di gran parte dei reparti risucchiati in un gorgo” nell’epoca dell’emergenza Covid-19, “e dobbiamo affrontare una realtà di diffidenza da parte dell’utenza. Uno dei grandi problemi figli del coronavirus è stato proprio questo: il rallentamento e il rinvio di molte procedure sanitarie su patologie correnti. Un rinvio che è stato in parte strutturale, ma in parte legato a paura e riluttanza diffusa. Significa che dopo la decovidizzazione degli ospedali, bisogna far tornare le persone a curarsi”. 

 

 

Sgarbi: “Convenzione Faro è una schifezza del politicamente corretto'” 

La Convenzione Faro “è una schifezza del convenzionalismo ‘politicamente corretto'”. E’ la netta opinione di Vittorio Sgarbi, che commenta così con l’Adnkronos il via libero definitivo al ddl di ratifica della Convenzione Faro. “Stare lì a contare se Pasolini ha detto delle cose che sono politicamente corrette o scandalose è una cabina di monitoraggio, un’idea della censura della libertà di pensiero e della creatività, per cui è sbagliato il principio, seppur in nome di valori condivisi”. 

“Prova ne é -aggiunge Sgarbi- che il povero Nardella in ordine al tema del femminicidio fece cambiare il finale della Carmen (il sindaco di Firenze Dario Nardella, che fece modificare il finale dell’opera al Maggio Fiorentino, ndr). Questo è il rischio: la contaminazione per cui si censura che so, Don Rodrigo. Io sono assolutamente contro la convenzione”. 

Per l’esperto d’arte “basta la consapevolezza del patrimonio, bastano i valori condivisi dell’Unesco, che la legge italiana tutela e che ci garantisce”. Una legge sovranazionale “che stabilisce quello che è bene per tutti, è chiaro che ha delle controindicazioni -è l’affondo di Sgarbi- Se io ho una commedia in cui c’è un cameriere nero, cosa faccio, la censuro? Se ho un affresco di Giovanni da Modena in cui c’è Maometto, lo cancello? Il rischio è alto”, conclude.  

di Ilaria Floris 

Covid, in Italia 23 morti e 1.786 nuovi casi 

Sono 23 i morti per Coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore. Lo rende noto il Ministero della Salute nel suo bollettino quotidiano. I nuovi casi da ieri nel Paese sono 1.786. Il totale dei decessi in Italia dall’inizio dell’emergenza sale così a 35.781, quello dei casi a 304.323.  

Attualmente i positivi nel Paese sono 46.780 (+666 da ieri): 2.731 ricoverati con sintomi, 246 in terapia intensiva (+2) e 43.803 in isolamento domiciliare. Il numero dei dimessi/guariti sale a 221.762 (+1.097). Da ieri sono stati effettuati 108.019 tamponi.  

Nessuna Regione a zero contagi nelle ultime 24 ore, mentre l’incremento più alto si registra in Veneto con 248 nuovi positivi, seguito dal Lazio con 230 e dalla Lombardia con 229.  

Covid, nel Lazio 230 nuovi casi: 148 sono a Roma 

 

Agroalimentare: De Castro, ‘Recovery fund occasione da non perdere’ 

“Quella delle risorse europee del Recovery fund è un’occasione che non possiamo perdere, per l’agricoltura e l’agroalimentare ma per tutto il Paese. Mai come in questo momento abbiamo l’occasione di recuperare i gap strutturali che un Paese piccolo e fragile come il nostro ha. Gap di infrastrutture materiali ma anche immateriali, come la banda larga. E poi investire sulla manutenzione del territorio, che per il 75% in Italia è fatto di montagne e colline che franano”. Così Paolo De Castro, europarlamentare ed economista esperto di agroalimentare è intervenuto alla presentazione del rapporto ‘L’industria alimentare italiana oltre il Covid-19 – Competitività, impatti socio-economici, prospettive’ redatto da Nomisma, per Centromarca e Ibc. 

Per De Castro, che è membro anche del Comitato scientifico di Nomisma,” è inoltre necessario puntare su un grande piano per invasi in modo tale da raccogliere l’acqua, sempre più preziosa, e non disperderla”, ha concluso. 

 

 

 

Agroalimentare. d’Este (Ibc): ‘Piccolo è bello, ma essere pronti a nuove sfide’  

“Piccolo è bello se fa qualità e differenziazione. Se fa un’azienda capace di resistere nel futuro, se fa un’azienda capace di rispondere a quelle che sono le sfide: rapporto digitale con i consumatori, adattamento ai nuovi canali, la capacità di fare esportazione e la capacità di fare qualità”. Così Alessandro d’Este, presidente Ibc, presidente e ad Ferrero Commerciale Italia, che ha partecipato alla presentazione del Rapporto ‘L’industria alimentare italiana oltre il Covid-19 – Competitività, impatti socio-economici, prospettive’ redatto da Nomisma per Centromarca e Ibc. 

“Qualità -spiega ancora- non è solo qualità organolettica, diventa sempre di più anche un impegno da parte delle aziende nei confronti dei consumatori, nel rispetto dei loro valori. Valori di sostenibilità ambientale e sociale”.  

Per d’Este “L’Italia è già di per sé espressione di questi valori che sono condivisi sia dalle aziende di produzione agricola che di trasformazione agroalimentare ma bisogna comunicarlo. Quindi abbiamo davanti sfide importanti che necessitano di investimenti e, come tali, di dimensioni”.  

 

 

M5S, capigruppo Camere spiazzati da blitz probiviri 

Pare non ne sapessero nulla, i capigruppo M5S di Camera e Senato, dell’avvio dei procedimenti disciplinari contro i ‘ribelli’ del referendum e i cosiddetti ‘morosi’ delle restituzioni. Una quarantina di parlamentari finiti nel mirino dei probiviri, che ora attendono le ‘controdeduzioni’, ovvero le memorie in cui deputati e senatori ‘sotto indagine’ spiegheranno le loro posizioni. Alcuni eletti raccontano all’Adnkronos, in particolare, di Davide Crippa, presidente del gruppo di Montecitorio, spiazzato dalla notizie e furente per le modalità. 

La tensione tra Camera e Senato si taglia col coltello. E gli eletti romani se la prendono con gli europarlamentari di stanza a Bruxelles: “perché contro di loro non viene fatto nulla?”, la domanda che rimbalza nelle chat e nei corridoi di Montecitorio e Palazzo Madama. Ma fonti M5S Europa smentiscono favoritismi: “da sei anni e due legislature gli europarlamentari del M5S effettuano le restituzioni così come tutti gli altri eletti”.  

Ma nel sito ‘tirendiconto’, dove vengono pubblicate tutte le restituzioni di deputati, senatori e consiglieri regionali, degli europarlamentari non c’è traccia: “e a noi chi lo assicura che rendano i soldi?”, chiedono diversi eletti romani, decisi a far sentire la loro voce anche col quartier generale di Milano. La guerra con Casaleggio sembra ormai senza ritorno, anche perché è convinzione, a Roma, che ad ‘armare’ i probiviri sia stato proprio lui. 

Covid, in Germania salgono contagi: al vaglio nuove restrizioni 

Torna a salire il numero dei contagi in Germania a causa della pandemia di coronavirus. I nuovi dati dell’Istituto Robert Koch parlano di 2.143 nuovi casi e altri 19 decessi, a fronte dei 1.769 contagi e dei 13 morti segnalati ieri. In totale nel Paese si registrano 278.070 casi e 9.428 vittime dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Sono invece circa 246.900 le persone guarite.  

La Germania potrebbe così prendere in considerazione l’imposizione di nuove restrizioni anti-Coronavirus. 

La cancelliera Angela Merkel incontrerà la prossima settimana i premier delle regioni per coordinare la risposta all’aumento dei contagi. La diffusione del virus ha avuto effetti anche per due ministri, quello degli Esteri Heiko Maas e quello dell’Economia, Peter Altmaier, costretti ad autoisolarsi dopo essere entrati in contatto con persone infettate.