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Categoria: Adnkronos

Covid, i presidi: “Servono spazi alternativi per almeno 20mila classi” 

In tutta Italia si dovranno allestire almeno 20mila classi in spazi alternativi, per una platea di circa il 5% del totale degli studenti. A lanciare l’allarme è l’Associazione Nazionale Presidi che ha effettuato le ultime stime in vista della ripresa dell’anno scolastico. “I numeri sono comunque in miglioramento – afferma all’Adnkronos il Presidente dell’ANP (Associazione nazionale presidi), Antonello Giannelli -. Tutti stanno lavorando per raggiungere l’obiettivo di riportare tutti gli studenti in classe e non dubito che ci riusciremo”.  

Le criticità maggiori si prevedono per le scuole superiori, le più sovraffollate – spiega all’Adnkronos Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma e del Lazio – stimiamo che un 20-30% non riusciranno a mantenere il distanziamento previsto dal protocollo di sicurezza e quindi serviranno spazi esterni. A Milano per esempio stanno organizzando mega-container dove fare le lezioni. Inoltre – aggiunge – le scuole dovranno fare ricorso alla didattica a distanza: significa che in una classe di 27 alunni, una ventina faranno lezione in classe e 5 a rotazione faranno lezione a distanza da casa”.  

Miur: “In dl Agosto risorse a enti locali per spazi alternativi ad aule” 

“Le criticità maggiori le prevediamo nelle grandi città del centro-sud, anche per il problema dei trasporti. Nel Lazio per esempio – conclude Rusconi – ci sono già difficoltà nel prevedere un maggior numero di corse per i bus per poter organizzare le entrate scaglionate”.  

IBonus, Malan: “Privacy deputati violata, Inps faccia nomi” 

“L’Inps faccia subito i nomi dei cinque deputati che avrebbero chiesto il bonus per l’emergenza Covid. La questione privacy è solo ipocrisia: se è un fatto coperto da privacy perché l’Inps ha reso noto che c’erano questi cinque parlamentari gettando fango sull’insieme dell’istituzione e non sui singoli responsabili? Se poi è vero che la richiesta non viola la legge, perché se ne occupa la direzione anti frodi? Ora questa fantomatica direzione si assuma le sue responsabilità e faccia i nomi. E faccia magari anche i nomi dei responsabili dei mancati pagamenti della cassa integrazione”. Lo afferma Lucio Malan, vicecapogruppo di Fi al Senato. 

“Ma com’è che all’Inps -aggiunge- sono stati così efficienti da pagare i 600 euro ai deputati e non la cassa integrazione a chi di sicuro ne aveva diritto? Vogliamo i nomi anche di questi responsabili altrimenti tutti i dirigenti Inps possono essere ritenuti colpevoli come tentano di fare con i parlamentari. Però già conosciamo i nomi dei colpevoli di una legge così assurda per cui chi guadagna 5mila euro al mese può ricevere 600 euro a spese dei contribuenti con la scusa del Covid: sono Conte e i suoi ministri e i parlamentari che hanno votato la fiducia sui loro decreti: loro sono responsabili di tutti i casi simili. Quei cinque furbetti, solo delle loro azioni personali”. 

Viviana Parisi, la cognata: “Perché l’hanno trovata solo dopo quattro giorni?” 

“Perché l’hanno trovata solo dopo quattro giorni? Forse le ricerche per trovare Viviana e Gioele dovevano partire prima. Le ricerche sono partite in ritardo. Il corpo di mia cognata è stato trovato a meno di 2 km dall’autostrada”. A parlare è Mariella Mondello, la sorella di Daniele Mondello, marito di Viviana Parisi, la dj di 43 anni trovata morta ieri a quattro giorni dalla sua scomparsa. Adesso la cognata spera che il piccolo Gioele, il bimbo di 4 anni, che era con la mamma, “sia ancora vivo” e che “venga trovato al più presto”.  

Tania Cagnotto annuncia il ritiro: “Nuova vita dentro di me” 

“Eccoci qui.. vi avevo detto che verso settembre avrei deciso se continuare o meno la mia strada verso Tokyo. E’ stata una scelta davvero difficile… Da una parte la voglia di partecipare alla mia 6ª olimpiade da mamme con il grande sogno di portare la bandiera e dall’altra il desiderio di allargare la famiglia. Ebbene si, questa volta ho scelto la vita, la famiglia e poco dopo il destino ha voluto regalarmi una nuova vita dentro di me, già felice per la mia scelta”. Attraverso un lungo post pubblicato sui suoi profili social, la 35enne azzurra campionessa di tuffi Tania Cagnotto ha annunciato il ritiro, con l’indizio nemmeno troppo velato a una nuova gravidanza. 

“So che molti di voi volevano vedermi ancora una volta sul trampolino – scrive ancora la campionessa – e mi spiace di avervi deluso ma in questo lockdown, come sarà successo a tanti altri, ho avuto tempo di riflettere e capire cosa fosse più importante per me. Non avevo più quella forza di volontà (che per 20 anni mi ha guidato) di impegnarmi e sacrificarmi nel modo in cui un olimpiade lo richiede!Ho sempre onorato tutte le Olimpiadi e non potevo non farlo anche questa volta!” 

“Grazie @francescadallape per avermi convinta ad affrontare questa sfida pazzesca e di avermi fatto tornare a sognare qualcosa in grande come un Olimpiade da mamme…E ancora una volta – aggiunge cagnotto – grazie a tutti voi, che avete ricreduto in me…voi che mi avete dato la forza di rimettere in moto la macchina…voi che mi avete sempre sostenuto con messaggi di stima e affetto!Vi prometto che vi renderò ancora partecipi della mia vita e comunque questo è solo un arrivederci al mondo dei tuffi perché credo di poter dare ancora qualcosa in un’altra veste… (E poi a Maya servirà un’allenatrice)”, conclude. 

Dl Agosto, Miur: “Nel dl risorse a enti locali per spazi alternativi ad aule” 

“Bene che gli Enti locali siano impegnati nella ricerca di spazi alternativi alle aule dove non è possibile garantire il distanziamento. Un lavoro necessario in vista del nuovo anno scolastico”. Così il Ministero dell’Istruzione, che ricorda come “proprio nel Decreto agosto, approvato lo scorso venerdì sera in Consiglio dei Ministri, siano stanziate ulteriori risorse per la ripartenza, anche per affitti di locali alternativi, da erogare agli Enti locali che sono i proprietari effettivi degli edifici scolastici. Spazi che, ovviamente, ricorda il Ministero, dovranno essere sempre adeguati per ospitare studentesse e studenti”.  

In queste ore, aggiunge il Ministero, “insieme agli Enti locali, agli Uffici scolastici e ai dirigenti delle scuole si lavora senza sosta per risolvere le ultime criticità e per riportare tutti a scuola. Un lavoro collettivo che dura ormai da settimane e che di giorno in giorno vede abbassarsi il numero delle situazioni da risolvere e aumentare quello delle situazioni risolte grazie allo sforzo di tutti coloro che sono impegnati, a tutti i livelli, per riportare a scuola ragazze e ragazzi”. 

Bonus, caccia ai 5 deputati ‘furbetti’: inchieste interne e panico in chat 

A Montecitorio si è ufficialmente aperta la caccia ai 5 ‘furbetti’ del bonus. Dopo la notizia, pubblicata da ‘La Repubblica’, secondo cui alcuni deputati avrebbero chiesto e ottenuto il bonus da 600 euro mensili introdotto dal decreto Cura Italia per le partite Iva in difficoltà a causa del Covid, nei partiti si sono accesi i riflettori per scovare i 5 onorevoli. Unanime lo sdegno espresso dai principali esponenti delle forze politiche che siedono in Parlamento. Ma, almeno per ora, nessuna traccia dei nomi, coperti dalla legge sulla privacy. Nel M5S, secondo quanto apprende l’Adnkronos, è stata avviata un’inchiesta interna per appurare se tre i 5 deputati ci siano dei grillini.  

Le chat interne nel frattempo ribollono: “Io – dice un parlamentare titolare di partita Iva, mettendo le mani avanti – ho espressamente raccomandato al mio commercialista di non richiedere quel bonus”. E non manca chi lamenta la presenza di ‘falle’ normative nel sistema: “Avremmo dovuto varare un provvedimento ad hoc per escludere parlamentari e consiglieri regionali, per esempio. Si sarebbe evitato tutto questo”. 

Il primo a chiedere le dimissioni dei 5 presunti furbetti è il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ex capo politico 5 Stelle: “Chiedano scusa agli italiani, restituiscano i soldi e si dimettano, se in corpo gli è rimasto ancora un briciolo di pudore”. Interviene con un duro comunicato anche il presidente della Camera Roberto Fico: “Questi deputati chiedano scusa e restituiscano quanto percepito”. 

Forte l’irritazione del leader pentastellato Vito Crimi, che attacca: “Non possiamo permettere che questi comportamenti disonorevoli vanifichino tutto il nostro lavoro. Chi ha compiuto questo gesto ha il dovere di palesarsi e di assumersi le proprie responsabilità davanti agli italiani”. Dello stesso tenore le parole di Laura Castelli, viceministro dell’Economia, la quale auspica che “si intervenga presto” per capire chi ha richiesto il bonus. 

Per il segretario del Pd Nicola Zingaretti si tratta di una “vera vergogna”. “In qualunque Paese al mondo, tutti costoro si dimetterebbero”, tuona il leader della Lega Matteo Salvini, mentre la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni lancia una iniziativa social per scovare i 5 ‘furbetti’: “Visto che l’Inps non fa i nomi per questione di privacy, invito ogni parlamentare a dichiarare ‘#Bonus Inps io no!’. In modo che i nomi emergano lo stesso, per esclusione”. Federico Fornaro di Leu invoca chiarezza: “E’ giusto che gli italiani conoscano i nomi dei 5 parlamentari”. 

Anche Forza Italia stigmatizza la vicenda con la vicepresidente della Camera Mara Carfagna, che parla di sistema bonus “sbagliato” perché “permette di richiedere e ricevere un sussidio anche a chi non ne ha assolutamente necessità”. Critiche al presidente dell’Inps Pasquale Tridico arrivano anche dal deputato di Italia Viva Michele Anzaldi: “Mandi una comunicazione ufficiale, faccia una conferenza stampa insieme al governo aperta a tutti i giornalisti, dica quale è il buco nella legge e quanti redditi alti hanno percepito il bonus, invece di sparare nel mucchio gettando discredito sull’intero Parlamento”. 

Viviana e Gioele, 22 minuti di ‘buco’ e le tre ipotesi degli investigatori 

di Elvira Terranova 

Sono “almeno tre le ipotesi investigative” sulla morte di Viviana Parisi, la dj di 43 anni trovata morta ieri nei boschi di Caronia (Messina). Ne sono convinti gli inquirenti che stanno indagando, in particolare, su “22 minuti di buco” da quando la donna è uscita in auto dalla A20 da Sant’Agata di Militello e poi è rientrata in autostrada. Per capire che fine abbia fatto il piccolo Gioele, il bambino di 4 anni che si trovava con la donna e di cui si sono perse le tracce.  

Secondo quanto si apprende, gli investigatori stanno cercando di accertare se in quei 22 minuti di ‘buco’ la donna abbia potuto consegnare il piccolo a qualcuno. Le uniche certezze sono che la donna ha compiuto un percorso fatto a piedi, dopo aver urtato un furgone con la sua auto nella galleria lungo la A20 Messina-Palermo. La dj ha lasciato la sua auto nella piazzola dell’autostrada qualche centinaio di metri più avanti, per arrivare fino al punto in cui è stata trovata senza vita a circa un km e mezzo di distanza. 

Ma quali sono le tre ipotesi investigative dei magistrati che indagano su quanto avvenuto lunedì pomeriggio? La prima è che Viviana Parisi, che si era allontanata da casa dicendo al marito che andava a Milazzo per comprare delle scarpe al figlio, “abbia prima ucciso il figlio e poi si sia suicidata, dopo avere nascosto il cadavere del piccolo”. Un’altra ipotesi è che la dj “avesse un appuntamento con qualcuno che poi l’ha uccisa insieme con il figlio Gioele”. Infine, la terza ipotesi è che la donna abbia prima consegnato il figlio a qualcuno e poi si sia tolta la vita. Ma a chi potrebbe aver consegnato il bambino?  

Secondo i magistrati, la donna “era diretta alla Piramide di Motta d’Affermo” ma potrebbe essere uscita per errore a Sant’Agata di Militello. Quindi, rientrata in autostrada, avrebbe avuto un lieve incidente. Subito dopo sarebbe scesa a Caronia, dopo la galleria, e lì “potrebbe essersi uccisa dopo avere tolto la vita al piccolo”. Ma non è esclusa neppure l’ipotesi che ad ucciderla siano stati un branco di cinghiali e mucche. Il cadavere trovato era totalmente sfigurato a causa degli animali selvatici. 

Stanno indagando, in particolare, sui 22 minuti di ‘buco’ tra l’uscita in autostrada e il successivo rientro. Cosa è successo a Viviana Parisi? E dove è finito il piccolo Gioele? Intanto, sarà eseguita tra domani e martedì l’autopsia sul cadavere di Viviana Parisi disposta dal Procuratore di Patti che coordina l’inchiesta. Gli inquirenti cercano di conoscere le cause di morte della donna. 

Intanto, questa mattina alcuni amici del marito di Viviana Parisi, Daniele Mondello, lo hanno raggiunto e parlando con i giornalisti hanno detto di non credere che la donna “si sia uccisa” o “che abbia ucciso Gioele”. “Forse qualcuno li ha aggrediti o uccisi” oppure degli animali “li hanno assaliti e ammazzati”.  

Gli investigatori chiedono aiuto ad eventuali testimoni che possano aver visto la donna con il figlio quando è scomparsa. “Se avete visto qualcosa chiamateci”, dicono dalla Squadra mobile. Intanto le ricerche proseguono a ritmo serrato con i cani molecolari, Polizia, Carabinieri e Protezione civile mentre un altro giorno sta per finire e il buio incombe senza avere ritrovato il piccolo Gioele. 

 

Papa: “Chiesa come barca in balia della tempesta” 

“La barca in balia della tempesta è immagine della Chiesa, che in ogni epoca incontra venti contrari, a volte prove molto dure: pensiamo a certe lunghe e accanite persecuzioni del secolo scorso. E anche oggi in alcune parti”. Lo ha detto Papa Francesco prima dell’Angelus dalla finestra davanti ai fedeli presenti in piazza San Pietro. 

“In quei frangenti”, ha continuato il pontefice, “può avere la tentazione di pensare che Dio l’abbia abbandonata. Ma in realtà è proprio in quei momenti che risplende maggiormente la testimonianza della fede, dell’amore e della speranza. È la presenza di Cristo risorto nella sua Chiesa che dona la grazia della testimonianza fino al martirio, da cui germogliano nuovi cristiani e frutti di riconciliazione e di pace per il mondo intero. L’intercessione di Maria Santissima ci aiuti a perseverare nella fede e nell’amore fraterno, quando il buio e le tempeste della vita mettono in crisi la nostra fiducia in Dio”. 

“Dio sa bene che la nostra fede è povera, tutti noi siamo gente di poca fede, anche io, e che il nostro cammino può essere travagliato, bloccato da forze avverse. Ma Lui è il Risorto, il Signore che ha attraversato la morte per portarci in salvo. Ancora prima che cominciamo a cercarlo, Lui è presente accanto a noi. E rialzandoci dalle nostre cadute, ci fa crescere nella fede. Forse noi nel buio gridiamo signor e e lui sono qui”, ha detto ancora Bergoglio.  

Gp Brno, vittoria a sorpresa di Binder: Rossi quinto 

Brad Binder vince a sorpresa il Gp della Repubblica Ceca nella classe MotoGp. Il sudafricano, in sella alla Ktm, si impone in solitaria dopo una gara in rimonta dalla settima posizione in griglia, davanti a Franco Morbidelli con la Yamaha Petronas, al primo podio in carriera nella classe regina e al francese della Ducati Johann Zarco, scattato dalla pole position. Quarta piazza per lo spagnolo della Suzuki Alex Rins che si lascia alle spalle Valentino Rossi con la Yamaha ufficiale, il portoghese della Ktm Miguel Oliveira e il leader del mondiale il francese della Yamaha Petronas, Fabio Quartararo.  

Ponza, ragazzo trovato morto in un giardino con ferita alla testa 

Un ragazzo di circa 25 anni è stato trovato morto in un giardino di un’abitazione privata a Ponza. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, il giovane stava camminando sui terrazzamenti che portano al mare quando sarebbe scivolato. Il giovane era in costume e non aveva con sé documenti. I carabinieri propendono al momento per l’ipotesi di incidente ma sarà l’autopsia a dare maggiori dettagli sulla vicenda. 

Addio a Franca Valeri 

E’ morta Franca Valeri. L’attrice, che viveva a Trevignano Romano, aveva appena compiuto 100 anni.  

Domani dalle 17 alle 20 al teatro Argentina di Roma ci sarà la camera ardente. Per quanto riguarda i funerali si svolgeranno in forma privata. 

Ideatrice di una galleria di personaggi indimenticabili e ancora oggi straordinariamente attuali come la Signorina Snob, Cesira la manicure, la sora Cecioni, iniziatrice di un genere che tanta fortuna avrebbe avuto, dimostrò il proprio talento in molti ambiti diversi: radio e teatro, cinema e televisione, opera lirica e letteratura, rimanendo sempre unica e inimitabile. Nome d’arte di Alma Franca Maria Norsa (aveva scelto il suo nome d’arte dopo aver letto un libro sullo scrittore francese Paul Valery) nata a Milano il 31 luglio 1920 da padre di religione ebraica e madre cattolica, era ormai romana d’adozione.  

Tra le attrici italiane più amate, ha lasciato il segno con film come “Il segno di Venere” (dove è la romantica Cesira in cerca di marito ma oscurata da una prorompente Sophia Loren, cugina ingombrante), “Il vedovo” (a fianco del cialtrone Alberto Sordi, che lei chiama “cretinetti”) e “Piccola posta” (sempre con Sordi, dove cura la posta del cuore di una rivista femminile spacciandosi per la contessa polacca Eva Bolasky); con opere teatrali come “Lina e il cavaliere” e “Le catacombe”; spettacoli televisivi della Rai in bianco e nero come “Studio Uno” (con uno dei suoi personaggi più celebri, la sora Cecioni, con la parola d’ordine al telefono “Pronto, mamma?”) e “Sabato sera”. Ed è stata la prima attrice comica in Italia, faro e musa di tutte coloro che sarebbero venute dopo: Lella Costa, Sabina Guzzanti, Luciana Littizzetto tra le altre. 

Fu nei salotti intellettuali e mondani di Milano che Franca Valeri iniziò a tratteggiare quelle figure di donne superficiali che avrebbero poi accompagnato gran parte della sua carriera. Nell’immediato dopoguerra questi personaggi la fecero approdare alla radio; più tardi li inserì negli spettacoli del Teatro dei Gobbi (del quale fu tra i fondatori, insieme con Vittorio Caprioli, suo marito dal 1960 al 1974), prima in ‘riviste da camera’ (1951-1953) e quindi in rappresentazioni che fondevano rivista e commedia (1955-1958). 

Parallelamente intraprese un’intensa attività di attrice nel teatro di prosa (recitò tra gli altri per Giorgio Strehler e Mario Missiroli) e dal 1957 anche in televisione, dove partecipò a varietà, sceneggiati, atti unici (uno dei quali da lei scritto, “Le donne balorde”, del 1960). È stata inoltre autrice di commedie, da lei stessa interpretate (“Le donne”, 1960; “Le catacombe”, 1962; “Questo qui, quella là”, 1964; “Meno storie”, 1969; “Non c’è da ridere se una donna cade”, 1978; “Le donne che amo”, 1981; “Tosca e le altre due”, 1986; “Senzatitolo”, 1991; “Sorelle, ma solo due”, 1997). Tutti i suoi testi sono stati pubblicati: l’antologia “Tragedie da ridere. Dalla Signorina Snob alla vedova Socrate” (La Tartaruga, 2003) ne riunisce la maggior parte. A partire dal 1972 Franca Valeri si è cimentata nella regia di opere liriche e dal 1986 anche di commedie. 

Ma impersonò anche figure patetiche di donne frustrate in cerca d’amore (“Il segno di Venere”, 1955, di Dino Risi, e “Parigi, o cara”, 1962, di Caprioli, entrambi da lei sceneggiati) e persino caratteri diabolici (“Il bigamo”, 1955, di Luciano Emmer). Di minore rilievo i suoi ruoli in “Villa Borghese” (1953) di Vittorio De Sica, “Questi fantasmi” (1954) di Eduardo De Filippo, “Mariti in città” (1957) di Luigi Comencini, “La ragazza del palio” (1957) di Luigi Zampa, “Non perdiamo la testa” (1959) di Mario Mattoli, Arrangiatevi! (1959) di Mauro Bolognini, “Rocco e i suoi fratelli” (1960) di Luchino Visconti, “Io, io, io… e gli altri” (1966) e “La ragazza del bersagliere” (1967), entrambi di Alessandro Blasetti. 

Dalla fine degli anni Sessanta, preferendo tv e teatro, è apparsa al cinema solo in parti brevi e in film minori (diretta da registi come Bruno e Sergio Corbucci, Nando Cicero, Marco Aleandri, Enzo Castellari); da ricordare tuttavia “Basta guardarla” (1970) di Luciano Salce e “L’Italia s’è rotta” (1976) di Steno. Dopo vent’anni di assenza è tornata sullo schermo come coprotagonista di “Tosca e le altre due” (2003) di Giorgio Ferrara, tratto dalla sua commedia del 1986. 

Come autrice Franca Valeri ha scritto una decina di libri, tra i quali “Il diario della signorina Snob” (illustrato da Colette Rosselli, Mondadori, 1951; Lindau, 2003); “Le donne” (Longanesi, 1960; Einaudi, 2012); “Questa qui, quello là” (Longanesi, 1965), “Toh, quante donne!” (Mondadori, 1992); “Animali e altri attori. Storie di cani, gatti e altri personaggi” (Nottetempo, 2005); “Di tanti palpiti. Divertimenti musicali” (La Tartaruga, 2009), “Bugiarda no, reticente” (Einaudi, 2010), “Non tutto è risolto” (Einaudi, 2011), “L’educazione delle fanciulle. Dialogo tra due signorine perbene” (con Luciana Littizzetto, Einaudi, 2011); “Il cambio dei cavalli” (Einaudi, 2014); “La vacanza dei superstiti (e la chiamano vecchiaia)” (Einaudi, 2016); “La stanza dei gatti. Una chiacchierata con il teatro” (Einaudi, 2017); “Il secolo della noia” (Einaudi, 2019). 

 

Viviana Parisi, sequestrato traliccio: potrebbe essersi gettata da lì 

Gli inquirenti, nella tarda serata di ieri, hanno sequestrato un traliccio dell’energia elettrica che si trova a pochi metri dal luogo in cui è stato trovato il corpo senza vita e martoriato di Viviana Parisi, la deejay di 43 anni che era scomparsa lunedì scorsa insieme con il figlio Gioele di 4 anni. Tra le ipotesi investigative non viene esclusa quella secondo cui la donna potrebbe essersi tolta la vita gettandosi dal traliccio. Il suo corpo è stato rinvenuto proprio ai piedi del traliccio. La Procura di Patti disporrà l’autopsia sul corpo della donna.  

Proseguono senza sosta le ricerche di Gioele 

Proseguono le ricerche del piccolo Gioele, il figlio di Viviana Parisi, la dj di 43 anni scomparsa con il piccolo da lunedì e trovata senza vita ieri pomeriggio nei boschi di Caronia (Messina). Vigili del fuoco, protezione civile e forze dell’ordine stanno setacciando tutta la zona per trovare il bambino di 4 anni di cui non si hanno più tracce. Si cercano anche testimoni. 

La donna ieri è stata riconosciuta solo grazie alla fede nuziale perché come riferiscono gli inquirenti il corpo era sfigurato a causa degli animali selvatici che si sono accaniti sul corpo senza vita. La donna sarebbe morta, per cause da accertare, da diversi giorni.  

Nel frattempo gli inquirenti, nella tarda serata di ieri, hanno sequestrato un traliccio dell’energia elettrica che si trova a pochi metri dal luogo in cui è stato trovato il corpo della donna. Tra le ipotesi investigative non viene esclusa quella secondo cui la donna potrebbe essersi tolta la vita gettandosi dal traliccio. Il suo corpo è stato rinvenuto proprio ai piedi del traliccio. La Procura di Patti disporrà l’autopsia sul corpo della donna.  

Trovato a Caronia il corpo della dj scomparsa. Marito riconosce la fede 

Sarebbe di Viviana Parisi, la dj 43enne scomparsa da lunedì con il figlio Gioele di 4 anni il cadavere della donna sfigurata ritrovata nelle campagne di Caronia nel messinese. Secondo fonti investigative il marito Daniele Mondello avrebbe riconosciuto la fede della moglie con il nome dell’uomo. Non solo. Secondo quanto apprende l’Adnkronos anche alcuni vestiti e le scarpe. Per gli inquirenti la donna potrebbe essersi uccisa o potrebbe essere deceduta per morte violenta. A fare chiarezza sarà l’autopsia. Sembra che la donna sia morta “da diversi giorni”. Per l’identificazione del corpo, devastato dagli animali selvatici e quindi irriconoscibile, verrà eseguito comunque il test del Dna. La donna era scomparsa da lunedì pomeriggio, dopo un incidente in auto. Da allora aveva fatto perdere e sue tracce. Si intensificano le ricerche del bambino che riprenderanno all’alba di domenica con l’utilizzo dei cani molecolari. E’ stata rintracciata, invece, F.P., la 43enne che la notte scorsa si era allontanata dalla sua abitazione Castel di Lucio, sempre in provincia di Messina, lasciando il cellulare per non essere individuata. La sua scomparsa aveva destato grande preoccupazione, a pochi giorni da quella di Viviana Parisi e del figlioletto. La donna di Castel di Lucio, mamma anche lei, era a casa di un’amica a Sant’Agata di Militello ed è in buone condizioni di salute. 

Napoli ko 3-1 e il Barcellona vola ai quarti 

Si ferma agli ottavi di finale la corsa del Napoli in Champions League. Gli azzurri si arrendono alla superiorità del Barcellona che vince 3-1 in un Nou Camp desolatamente vuoto superando il turno dopo il pareggio per 1-1 di cinque mesi fa al San Paolo. I ragazzi di Gattuso comunque non demeritano di fronte ai più blasonati rivali, trascinati dal solito Messi, ed escono con l’onore delle armi. Alla final eight di Lisbona il calcio italiano sarà quindi rappresentato solo dall’Atalanta, in campo mercoledì contro il Psg nei quarti di finale 

In avvio di partita i partenopei spaventano i catalani cogliendo un palo dopo due minuti. Insigne da sinistra serve in area Mertens che calcia in girata di controbalzo sinistro e colpisce il legno esterno alla destra di Ter Stegen. All’11 però, alla loro prima vera occasione passano i padroni di casa: sull’angolo da sinistra di Rakitic, Lenglet svetta più in alto di Mario Rui e di testa infila il pallone alla destra di Ospina. 

Rete convalidata dopo un check con il Var: il difensore francese si libera per il salto spingendo Demme ma gli arbitri non ritengono la spinta meritevole di sanzione. Il gol del vantaggio dà fiducia agli azulgrana che crescono con il passare dei minuti e trovano il raddoppio con Messi al 23′. Il fuoriclasse argentino si accentra da destra verso l’area saltando Mario Rui, Insigne e Koulibaly, cade ma si rialza e di sinistro infila il pallone sul secondo palo.  

Alla mezz’ora gol annullato al fuoriclasse di Rosario. Jordi Alba dalla sinistra serve Suarez che di destro impegna Ospina, la palla arriva sulla sinistra a De Jong che rimette in mezzo per Messi che controlla con la mano e con un morbido pallonetto di sinistro supera il portiere azzurro. Dopo aver rivisto l’azione al Var l’arbitro giustamente annulla. Il terzo gol arriva però al 46′ grazie a un calcio di rigore concesso da Cakir per un fallo in area di Koulibaly sullo scatenato Messi. Dagli 11 metri Suarez non sbaglia. Prima della fine della frazione il Napoli accorcia le distanze sempre su rigore causato da un intervento di Rakitic su Mertens. Insigne spiazza Ter Stegen e fissa il punteggio sul 3-1. In avvio di ripresa il Napoli alza il baricentro con un pressing altissimo e all’11’ si rende pericoloso: Mertens lancia Fabian Ruiz in campo aperto ma lo spagnolo invece di tirare da ottima posizione tergiversa con il pallone e permette alla difesa blaugrana di recuperare. Al 18′ bella serpentina di Insigne che vanifica tutto sbagliando la misura del passaggio decisivo per Mertens. Al 25′ Gattuso tenta il tutto per tutto inserendo Lozano e Politano al posto di Zielinski e Callejon. Proprio l’attaccante messicano sfiora la rete appena entrato ma il suo colpo di testa su cross di Insigne termina alto. Al 36′ gol annullato agli ospiti: cross dalla trequarti sinistra di Mario Rui per Milik, da poco entrato per Insigne, che insacca di testa ma in fuorigioco di mezzo metro. Al 40′ l’ultimo brivido per il Barcellona con il palo colto da Lozano: cross dalla destra di Politano per l’ex Psv Eindhoven che da posizione defilata va di testa ma colpisce la base del montante alla destra di Ter Stegen. 

 

Trovato corpo di donna a Caronia. Marito della dj scomparsa riconosce abiti e gioielli  

Il cadavere di una donna è stato trovato nei boschi di Caronia, nel messinese, nella stessa zona in cui è scomparsa lunedì scorso Viviana Parisi, la dj di 43 anni con il suo bambino di 4 anni. Il marito avrebbe riconosciuto, secondo quanto apprende l’Adnkronos, alcuni gioielli della moglie ma anche dei vestiti e le scarpe. Ma gli inquirenti non si sbilanciano al momento. Il corpo è stato devastato dagli animali selvatici e dunque è irriconoscibile. Sul corpo sarà eseguito l’esame del Dna per risalire alla sua identità. La donna è scomparsa da lunedì pomeriggio, dopo un incidente in auto. Da allora ha fatto perdere e sue tracce.  

E’ stata rintracciata, intanto, la 43enne che la notte scorsa si era allontanata dalla sua abitazione Castel di Lucio, sempre in provincia di Messina, lasciando il cellulare per non essere individuata. La sua scomparsa aveva destato grande preoccupazione, a pochi giorni da quella di Viviana Parisi e del figlioletto Gioele. La donna di Castel di Lucio, mamma anche lei, era a casa di un’amica a Sant’Agata di Militello ed è in buone condizioni di salute. 

Beirut, assalto ai ministeri: scontri e centinaia di feriti. Ucciso un agente 

Scontri e feriti a Beirut. I manifestanti libanesi, scesi in piazza per chiedere giustizia dopo la devastante esplosione di martedì, hanno preso d’assalto il ministero degli Esteri e quello dell’Economia a Beirut. Il quotidiano Daily Star parla anche di saccheggi. I libanesi commemorano nella Capitale le vittime delle esplosioni che hanno colpito martedì Beirut, con una manifestazione di massa voluta per chiedere “Giustizia per le vittime, vendetta contro il regime”. Le immagini, trasmesse sui social media, mostrano i manifestanti che lanciano documenti e foto del presidente Michel Aoun dalle finestre del ministero dell’Economia, che si trova in Piazza dei Martiri in centro a Beirut. 

Il primo ministro libanese Hassan Diab ha puntato il dito contro la ”corruzione” identificata come ”causa dell’esplosione” che martedì ha colpito il porto di Beirut causando la morte di almeno 158 persone. Lo ha dichiarato lo stesso Diab in un discorso alla nazione trasmesso in diretta tv e annunciando l’intenzione di fissare ”un ultimatum di due mesi perché le forze politiche raggiungano un accordo”. Il premier libanese ha quindi annunciato che ”lunedì chiederò al Consiglio dei ministri di convocare elezioni anticipate”. 

Poco prima erano entrati in quello degli Esteri, dove hanno dato alle fiamme le fotografie del presidente libanese Michel Aoun. Dall’interno del ministero degli Esteri occupato, i manifestanti avevano chiesto che venissero processati i responsabili dell’esplosione di martedì e le dimissioni dell’attuale leadership politica. Con alcuni striscioni, i manifestanti hanno anche chiesto la demilitarizzazione di Beirut.  

I feriti negli scontri con la polizia sono stati 230 in centro a Beirut, dove oggi si è svolto il cosiddetto ‘Sabato della rabbia’. Lo riferisce la Croce Rossa libanese, secondo la quale 63 persone sono state ricoverate in ospedale e altre 175 sono state medicate sul posto. La polizia ha intanto confermato che un suo agente è stato ucciso negli scontri. A quanto riporta l’emittente al Jazeera, nuovi scontri sono scoppiati in serata sulla circonvallazione attorno al centro della capitale libanese. Soldati hanno picchiato con i manganelli i manifestanti, che hanno risposto con un lancio di sassi. 

L’ULTIMO BILANCIO ESPLOSIONE – Intanto è salito a 158 morti e circa seimila feriti il bilancio dell’esplosione che ha colpito martedì il porto di Beirut. E’ quanto si legge nell’ultimo bilancio fornito dal ministero della Sanità, che parla di quattro decessi e mille feriti in più rispetto a quelli stimati ieri. Restano disperse 21 persone, come si legge nella nota del ministero rilanciata dall’emittente televisiva Lbc. 

L’IPOTESI DELL’INCIDENTE – ”La Francia ritiene che ci siano elementi sufficienti per ritenere che l’esplosione di Beirut sia stata un incidente” ha reso noto una fonte ufficiale dell’Eliseo, come riporta il Daily Star. ”Ci sono elementi oggettivi a sufficienza per ritenere che l’hangar è esploso per motivi accidentali”, ha dichiarato una fonte ufficiale della presidenza francese. Ieri il presidente libanese Michel Aoun aveva parlato della ”possibilità di una interferenza straniera, come un missile, una bomba o un altro mezzo” come causa dell’esplosione di Beirut. 

L’EUROPA – Il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, è partito per il Libano in una visita destinata a testimoniare ‘solidarietà’ al popolo libanese. L’ex premier belga, che si è detto “commosso e intristito” per la tragedia, ha in programma incontri nel corso della giornata con il presidente libanese Michel Aoun, con il premier Hassan Diab, e con il presidente del parlamento Nabih Berri. Michel sarà l’unico rappresentante delle istituzioni europee a visitare il Libano: al momento l’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di sicurezza comune dell’Ue, Josep Borrell, non ha in programma viaggi nel Paese.  

COVID – I medici libanesi prevedono un aumento di casi di coronavirus nelle prossime due settimane nel Paese dovuto alle proteste di piazza in corso oggi a Beirut, dove migliaia di persone sono scese in piazza nel cosiddetto ‘Sabato della rabbia’ per contestare il governo dopo l’esplosione di martedì. ”Sfortunatamente questa situazione è controproducente rispetto alla trasmissione del virus”, ha dichiarato il direttore dell’ospedale Rafik Hariri di Beirut, Firass Abiad, all’emittente al-Arabiya. ”Stiamo assistendo sicuramente a un aumento consistente di casi, non è un momento fortunato”, ha aggiunto. Prima della deflagrazione al porto di Beirut, il Libano stava già assistendo a una seconda ondata di casi di Covid-19. Ieri sono stati 279 i nuovi casi confermati, il numero più alto da febbraio, quando è stato segnalato il primo contagio nel Paese dei Cedri. 

 

Coronavirus, altri 13 morti e 347 nuovi casi 

Calano i contagi di coronavirus, ma aumentano i morti. I nuovi casi sono 347 nelle ultime 24 ore per un totale di 250.103.Tredici le vittime sempre da ieri, il che porta il totale a 35.203. E’ quanto emerge dall’ultimo report del Ministero della Salute consultabile sul sito della Protezione Civile. I guariti sono 305 nelle ultime 24 ore, il che porta il numero complessivo a 201.947. Solo due regioni sono a zero contagi da ieri, la Sardegna e il Molise. 

La situazione in Italia  

In Lombardia altri 76 contagi e 3 vittime