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Categoria: Adnkronos

Napoli ko 3-1 e il Barcellona vola ai quarti 

Si ferma agli ottavi di finale la corsa del Napoli in Champions League. Gli azzurri si arrendono alla superiorità del Barcellona che vince 3-1 in un Nou Camp desolatamente vuoto superando il turno dopo il pareggio per 1-1 di cinque mesi fa al San Paolo. I ragazzi di Gattuso comunque non demeritano di fronte ai più blasonati rivali, trascinati dal solito Messi, ed escono con l’onore delle armi. Alla final eight di Lisbona il calcio italiano sarà quindi rappresentato solo dall’Atalanta, in campo mercoledì contro il Psg nei quarti di finale 

In avvio di partita i partenopei spaventano i catalani cogliendo un palo dopo due minuti. Insigne da sinistra serve in area Mertens che calcia in girata di controbalzo sinistro e colpisce il legno esterno alla destra di Ter Stegen. All’11 però, alla loro prima vera occasione passano i padroni di casa: sull’angolo da sinistra di Rakitic, Lenglet svetta più in alto di Mario Rui e di testa infila il pallone alla destra di Ospina. 

Rete convalidata dopo un check con il Var: il difensore francese si libera per il salto spingendo Demme ma gli arbitri non ritengono la spinta meritevole di sanzione. Il gol del vantaggio dà fiducia agli azulgrana che crescono con il passare dei minuti e trovano il raddoppio con Messi al 23′. Il fuoriclasse argentino si accentra da destra verso l’area saltando Mario Rui, Insigne e Koulibaly, cade ma si rialza e di sinistro infila il pallone sul secondo palo.  

Alla mezz’ora gol annullato al fuoriclasse di Rosario. Jordi Alba dalla sinistra serve Suarez che di destro impegna Ospina, la palla arriva sulla sinistra a De Jong che rimette in mezzo per Messi che controlla con la mano e con un morbido pallonetto di sinistro supera il portiere azzurro. Dopo aver rivisto l’azione al Var l’arbitro giustamente annulla. Il terzo gol arriva però al 46′ grazie a un calcio di rigore concesso da Cakir per un fallo in area di Koulibaly sullo scatenato Messi. Dagli 11 metri Suarez non sbaglia. Prima della fine della frazione il Napoli accorcia le distanze sempre su rigore causato da un intervento di Rakitic su Mertens. Insigne spiazza Ter Stegen e fissa il punteggio sul 3-1. In avvio di ripresa il Napoli alza il baricentro con un pressing altissimo e all’11’ si rende pericoloso: Mertens lancia Fabian Ruiz in campo aperto ma lo spagnolo invece di tirare da ottima posizione tergiversa con il pallone e permette alla difesa blaugrana di recuperare. Al 18′ bella serpentina di Insigne che vanifica tutto sbagliando la misura del passaggio decisivo per Mertens. Al 25′ Gattuso tenta il tutto per tutto inserendo Lozano e Politano al posto di Zielinski e Callejon. Proprio l’attaccante messicano sfiora la rete appena entrato ma il suo colpo di testa su cross di Insigne termina alto. Al 36′ gol annullato agli ospiti: cross dalla trequarti sinistra di Mario Rui per Milik, da poco entrato per Insigne, che insacca di testa ma in fuorigioco di mezzo metro. Al 40′ l’ultimo brivido per il Barcellona con il palo colto da Lozano: cross dalla destra di Politano per l’ex Psv Eindhoven che da posizione defilata va di testa ma colpisce la base del montante alla destra di Ter Stegen. 

 

Beirut, assalto ai ministeri: scontri e centinaia di feriti. Ucciso un agente 

Scontri e feriti a Beirut. I manifestanti libanesi, scesi in piazza per chiedere giustizia dopo la devastante esplosione di martedì, hanno preso d’assalto il ministero degli Esteri e quello dell’Economia a Beirut. Il quotidiano Daily Star parla anche di saccheggi. I libanesi commemorano nella Capitale le vittime delle esplosioni che hanno colpito martedì Beirut, con una manifestazione di massa voluta per chiedere “Giustizia per le vittime, vendetta contro il regime”. Le immagini, trasmesse sui social media, mostrano i manifestanti che lanciano documenti e foto del presidente Michel Aoun dalle finestre del ministero dell’Economia, che si trova in Piazza dei Martiri in centro a Beirut. 

Il primo ministro libanese Hassan Diab ha puntato il dito contro la ”corruzione” identificata come ”causa dell’esplosione” che martedì ha colpito il porto di Beirut causando la morte di almeno 158 persone. Lo ha dichiarato lo stesso Diab in un discorso alla nazione trasmesso in diretta tv e annunciando l’intenzione di fissare ”un ultimatum di due mesi perché le forze politiche raggiungano un accordo”. Il premier libanese ha quindi annunciato che ”lunedì chiederò al Consiglio dei ministri di convocare elezioni anticipate”. 

Poco prima erano entrati in quello degli Esteri, dove hanno dato alle fiamme le fotografie del presidente libanese Michel Aoun. Dall’interno del ministero degli Esteri occupato, i manifestanti avevano chiesto che venissero processati i responsabili dell’esplosione di martedì e le dimissioni dell’attuale leadership politica. Con alcuni striscioni, i manifestanti hanno anche chiesto la demilitarizzazione di Beirut.  

I feriti negli scontri con la polizia sono stati 230 in centro a Beirut, dove oggi si è svolto il cosiddetto ‘Sabato della rabbia’. Lo riferisce la Croce Rossa libanese, secondo la quale 63 persone sono state ricoverate in ospedale e altre 175 sono state medicate sul posto. La polizia ha intanto confermato che un suo agente è stato ucciso negli scontri. A quanto riporta l’emittente al Jazeera, nuovi scontri sono scoppiati in serata sulla circonvallazione attorno al centro della capitale libanese. Soldati hanno picchiato con i manganelli i manifestanti, che hanno risposto con un lancio di sassi. 

L’ULTIMO BILANCIO ESPLOSIONE – Intanto è salito a 158 morti e circa seimila feriti il bilancio dell’esplosione che ha colpito martedì il porto di Beirut. E’ quanto si legge nell’ultimo bilancio fornito dal ministero della Sanità, che parla di quattro decessi e mille feriti in più rispetto a quelli stimati ieri. Restano disperse 21 persone, come si legge nella nota del ministero rilanciata dall’emittente televisiva Lbc. 

L’IPOTESI DELL’INCIDENTE – ”La Francia ritiene che ci siano elementi sufficienti per ritenere che l’esplosione di Beirut sia stata un incidente” ha reso noto una fonte ufficiale dell’Eliseo, come riporta il Daily Star. ”Ci sono elementi oggettivi a sufficienza per ritenere che l’hangar è esploso per motivi accidentali”, ha dichiarato una fonte ufficiale della presidenza francese. Ieri il presidente libanese Michel Aoun aveva parlato della ”possibilità di una interferenza straniera, come un missile, una bomba o un altro mezzo” come causa dell’esplosione di Beirut. 

L’EUROPA – Il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, è partito per il Libano in una visita destinata a testimoniare ‘solidarietà’ al popolo libanese. L’ex premier belga, che si è detto “commosso e intristito” per la tragedia, ha in programma incontri nel corso della giornata con il presidente libanese Michel Aoun, con il premier Hassan Diab, e con il presidente del parlamento Nabih Berri. Michel sarà l’unico rappresentante delle istituzioni europee a visitare il Libano: al momento l’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di sicurezza comune dell’Ue, Josep Borrell, non ha in programma viaggi nel Paese.  

COVID – I medici libanesi prevedono un aumento di casi di coronavirus nelle prossime due settimane nel Paese dovuto alle proteste di piazza in corso oggi a Beirut, dove migliaia di persone sono scese in piazza nel cosiddetto ‘Sabato della rabbia’ per contestare il governo dopo l’esplosione di martedì. ”Sfortunatamente questa situazione è controproducente rispetto alla trasmissione del virus”, ha dichiarato il direttore dell’ospedale Rafik Hariri di Beirut, Firass Abiad, all’emittente al-Arabiya. ”Stiamo assistendo sicuramente a un aumento consistente di casi, non è un momento fortunato”, ha aggiunto. Prima della deflagrazione al porto di Beirut, il Libano stava già assistendo a una seconda ondata di casi di Covid-19. Ieri sono stati 279 i nuovi casi confermati, il numero più alto da febbraio, quando è stato segnalato il primo contagio nel Paese dei Cedri. 

 

Trovato corpo di donna a Caronia. Marito della dj scomparsa riconosce abiti e gioielli  

Il cadavere di una donna è stato trovato nei boschi di Caronia, nel messinese, nella stessa zona in cui è scomparsa lunedì scorso Viviana Parisi, la dj di 43 anni con il suo bambino di 4 anni. Il marito avrebbe riconosciuto, secondo quanto apprende l’Adnkronos, alcuni gioielli della moglie ma anche dei vestiti e le scarpe. Ma gli inquirenti non si sbilanciano al momento. Il corpo è stato devastato dagli animali selvatici e dunque è irriconoscibile. Sul corpo sarà eseguito l’esame del Dna per risalire alla sua identità. La donna è scomparsa da lunedì pomeriggio, dopo un incidente in auto. Da allora ha fatto perdere e sue tracce.  

E’ stata rintracciata, intanto, la 43enne che la notte scorsa si era allontanata dalla sua abitazione Castel di Lucio, sempre in provincia di Messina, lasciando il cellulare per non essere individuata. La sua scomparsa aveva destato grande preoccupazione, a pochi giorni da quella di Viviana Parisi e del figlioletto Gioele. La donna di Castel di Lucio, mamma anche lei, era a casa di un’amica a Sant’Agata di Militello ed è in buone condizioni di salute. 

Coronavirus, altri 13 morti e 347 nuovi casi 

Calano i contagi di coronavirus, ma aumentano i morti. I nuovi casi sono 347 nelle ultime 24 ore per un totale di 250.103.Tredici le vittime sempre da ieri, il che porta il totale a 35.203. E’ quanto emerge dall’ultimo report del Ministero della Salute consultabile sul sito della Protezione Civile. I guariti sono 305 nelle ultime 24 ore, il che porta il numero complessivo a 201.947. Solo due regioni sono a zero contagi da ieri, la Sardegna e il Molise. 

La situazione in Italia  

In Lombardia altri 76 contagi e 3 vittime 

Covid, positivi 8 francescani ad Assisi: i novizi in isolamento 

“La comunità del sacro convento di Assisi in merito ai casi di positività al Covid-19 riscontrato a 8 novizi, alloggiati nella struttura adiacente alla Basilica di San Francesco, procede nel suo cammino ordinario di accoglienza dei pellegrini e dei turisti. I giovani sono in isolamento e sono state applicate e prese tutte le procedure sanitarie del caso. I giovani novizi risultati positivi, provenienti da diverse parti del mondo, sono entrati a far parte del noviziato solo 5 giorni fa e non hanno avuto contatti con la comunità e i pellegrini”. Lo ha reso noto il direttore della sala stampa del sacro convento di Assisi, padre Enzo Fortunato, secondo quanto si legge sulla rivista on line San Francesco. 

“Le attività e la vita comunitaria continuerà con normalità in osservanza dei dispositivi previsti dalla legge e dal ministero della salute”, conclude.  

Juventus, Pirlo è il nuovo allenatore 

Andrea Pirlo è il nuovo allenatore della Juventus al posto dell’esonerato Maurizio Sarri. L’ex centrocampista bianconero ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2022. Lo ha annunciato il club campione d’Italia con una nota sul proprio sito ufficiale: “Sarà Andrea Pirlo il nuovo allenatore della Juventus. 41 anni, nato a Flero in provincia di Brescia, Andrea Pirlo ha una carriera leggendaria da calciatore che lo ha portato a vincere tutto, dalla Champions League al Campionato del Mondo nel 2006. Nei suoi quattro anni alla guida del centrocampo della Juventus, Pirlo ha vinto altrettanti scudetti, una Coppa Italia e due Supercoppe”.  

“Oggi inizia un nuovo capitolo della sua carriera nel mondo del calcio – si legge su juventus.com -. Come si era detto circa una settimana fa: da Maestro a Mister. Da oggi per il popolo juventino sarà IL Mister, poiché la società ha deciso di affidargli la guida tecnica della Prima Squadra, dopo averlo già selezionato per la Juventus Under23. La scelta odierna si basa sulla convinzione che Pirlo abbia le carte in regola per guidare, fin dal suo esordio sulla panchina, una rosa esperta e di talento per inseguire nuovi successi. Andrea Pirlo ha firmato oggi un contratto biennale fino al 30 giugno 2022”. 

Juventus, Sarri esonerato 

Maurizio Sarri non è più l’allenatore della Juventus. Il club bianconero ha annunciato l’esonero del tecnico con un comunicato ufficiale all’indomani dell’eliminazione agli ottavi di Champions per mano del Lione. “Juventus Football Club comunica che Maurizio Sarri è stato sollevato dal suo incarico di allenatore della Prima Squadra. La Società desidera ringraziare il tecnico per aver scritto una nuova pagina della storia bianconera con la vittoria del nono Scudetto consecutivo, coronamento di un percorso personale che lo ha portato a scalare tutte le categorie del calcio italiano”, si legge nella nota. 

La Juventus torna quindi a sondare il mercato alla ricerca di un nuovo tecnico. Tra i nomi circolati nelle ultime ore vi è quello di Mauricio Pochettino, ex tecnico del Tottenham. In lizza ci sarebbe anche il portoghese Paulo Sousa, ex giocatore bianconero che ha già allenato in Italia la Fiorentina. Non è da escludere dal novero dei potenziali eredi di Sarri nemmeno Simone Inzaghi, oggi sulla panchina della Lazio.  

Picco di sbarchi a luglio, zero negli ultimi tre giorni  

Negli ultimi tre giorni non ci sono stati sbarchi di migranti in Italia. E’ quanto emerge dai dati pubblicati dal Viminale. Il 5 e il 6 agosto dello scorso anno erano sbarcati 106 migranti mentre anche il 7 agosto non era sbarcato nessuno sulle coste italiane. Nei primi 4 giorni di agosto di quest’anno sono invece arrivati 817 migranti. Nello stesso periodo del 2019 ne erano sbarcati 1.268. Un picco di sbarchi è stato registrato quest’anno nel mese di luglio con 7.068 migranti arrivati contro i 1.088 dello scorso anno e i 1.969 del 2018.  

In totale dal 1 gennaio 2020 al 7 agosto 2020 sono 14.832 i migranti sbarcati mentre nello stesso periodo del 2019 ne erano sbarcati 4.039 e 18.890 nel 2018.  

Oltre un terzo dei migranti sbarcati arrivano dalla Tunisia, stando a quanto emerge dai dati pubblicati sul sito del Viminale sulla situazione degli sbarchi nel 2020. Sono 5.966 su 14.832 i migranti arrivati da questo Paese. Al secondo posto ci sono i migranti che arrivano dal Bangladesh 2.224 e quelli dalla Costa d’Avorio, 856.  

 

Ue, Italia chiede attivazione Sure per 28,5 miliardi 

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, e la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, hanno inviato a Bruxelles la lettera con cui il governo italiano richiede formalmente l’attivazione di Sure (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency), lo strumento messo in campo dalla Commissione europea per mitigare i rischi di disoccupazione dovuti all’emergenza Covid-19. Ne dà notizia una nota. 

Nella missiva, indirizzata ai commissari Dombrovskis, Gentiloni, Schmit e Hahn, il governo italiano chiede di poter accedere alle risorse di Sure nella misura di 28.492 milioni di euro, “un importo giustificato dalle misure che sono state messe in campo per tutelare i redditi dei lavoratori durante la crisi come indicato nella tabella di segnalazione e nella valutazione provvisoria della loro ammissibilità da parte dei servizi competenti della Commissione”.  

“L’economia italiana – scrivono Gualtieri e Catalfo – è stata gravemente colpita dalle misure di blocco introdotte dalla fine di febbraio, molto efficaci nel contenere la diffusione del virus ma con un forte impatto negativo sull’economia e sul sistema sociale. Una situazione che terrà la produzione al di sotto dei livelli normali per un po’ di tempo, con gravi rischi di disoccupazione. Di conseguenza – aggiungono i ministri – il governo sta cercando di prolungare le misure di sostegno che scadranno alla fine del mese”.  

La lettera di richiesta di attivazione di Sure è accompagnata da un allegato che riassume sinteticamente le informazioni sulle spese effettive e programmate relative alle misure ammissibili al sostegno finanziario della Commissione, con particolare riferimento alle misure decise dal governo nei decreti legge 18/2020, 27/2020 e 34/2020 volte a tutelare i dipendenti e i lavoratori autonomi.  

Concludendo la lettera, Catalfo e Gualtieri sottolineano come la rapida attivazione di Sure rappresenti un esempio positivo di solidarietà tra gli Stati membri e a favore dei lavoratori europei e si impegnano a proseguire il dialogo sulla risposta dell’Italia alla crisi e sulle politiche appropriate “a sostegno dei lavoratori e del benessere della popolazione in generale”.  

Palermo, vigili salvano neonata in pericolo di vita 

I vigili urbani di Palermo hanno salvato una bambina di appena sei mesi in pericolo di vita. E’ accaduto in via Ammiraglio Persano dove una pattuglia è stata fermata da alcuni cittadini per una bambina di appena sei mesi che era già cianotica. Gli agenti hanno così condotto la bambina insieme ad un soccorritore all’ospedale Cervello dove, entrata al pronto soccorso in codice rosso, è stata rianimata dal personale sanitario. 

Viaggio della maturità in Croazia, 8 padovane positive 

“La situazione sembrava così tranquilla: nessuno indossava la mascherina, né gli animatori sul posto né il conducente del pullman che ci ha portato sull’isola di Pag. Ci siamo fatte condizionare”. Lo dice al ‘Corriere della Sera’ una delle 18enni padovane che faceva parte della comitiva di ragazzi partiti per la Croazia dopo la maturità approfittando di un pacchetto organizzato da un’agenzia bresciana. I padovani erano 13: 8 di questi sono tornati positivi.  

“Saremo stati complessivamente un centinaio suddivisi su due pullman, c’erano ragazzi della nostra età di regioni diverse. Ogni giorno c’erano delle attività organizzate in discoteca o in spiaggia e la sera si andava a ballare: era all’aperto, quindi abbiamo creduto non servisse la mascherina”. Poi il ritorno, sempre in pullman, il rientro a casa e i primi sintomi che compaiono. “Ho sentito mal di gola e avevo la febbre, ma credevo fosse colpa dell’aria condizionata, non era la prima volta che mi succedeva. Poi è arrivato il mal di testa e ai muscoli, la difficoltà a respirare. All’inizio non ho pensato subito al Covid, poi ho visto l’esito e mi sono sentita malissimo – confessa la giovane -. Più che altro mi dispiace per la mia famiglia e gli amici che ho visto al rientro. Mi sento in colpa per averli messi in questa situazione. Sono tutti negativi ma devono restare in isolamento 14 giorni e non faranno le vacanze”.  

Lei resta confinata nella sua stanza dove guarda serie tv, chiama le sue amiche e si prepara al test d’ingresso all’università. “Con il senno di poi forse avrei rimandato il viaggio all’anno prossimo – dice, la voce un po’ incerta -. È che con tutto quello che abbiamo passato, la maturità stravolta e la quarantena ho pensato meritassimo questa vacanza. Riconosco la troppa leggerezza, da oggi in poi indosserò sempre la mascherina”. 

Napoli, 21enne in Smart travolge e uccide 15enne 

Tragico incidente questa notte in piazza Carlo III, a Napoli. Una ragazzina di 15 anni è morta travolta da un’auto, una Smart Forfour, mentre attraversava la strada con un’amica di 14 anni che ora si trova ricoverata all’ospedale Cardarelli di Napoli e non sarebbe in pericolo di vita. Sotto choc il guidatore, un ragazzo di 21 anni – che si è fermato insieme ad una ragazza a bordo con lui per prestare soccorso – sottoposto ai test per verificare l’eventuale consumo di alcol e droga. Si dovrà attendere lunedì per conoscere i risultati. Al ragazzo è intanto stata ritirata la patente. Non sono state trovate inoltre tracce di frenata sull’asfalto, chiesta l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza per fare chiarezza sull’incidente. 

Piazza Carlo III è una zona centrale di Napoli, molto frequentata anche di notte e, secondo quanto raccolto dall’Adnkronos, proprio lì c’è un tratto molto pericoloso di strada con due carreggiate divise da uno spartitraffico rialzato. Le due minorenni avrebbero attraversato la prima carreggiata per poi essere travolte dalla Smart. Per la 15enne non c’è stato nulla da fare: la ragazzina, dopo aver sbattuto la testa prima sul parabrezza anteriore dell’auto e poi sull’asfalto, è morta sul colpo.  

Le due ragazzine abitavano a Calata Capodichino, non molto lontano dal luogo dell’incidente, e probabilmente stavano tornando a casa. Sul caso indagano gli uomini della sezione infortunistica della polizia locale, diretti dal capitano Antonio Muriano. 

Il sondaggio: per Pd pericolo tsunami in Puglia e Marche 

Secondo gli ultimi sondaggi alle prossime elezioni Regionali il Pd rischia di perdere due delle regioni che ancora governa, ossia le Marche e la Puglia. Qui, i due candidati di centrodestra, sottolinea l’analisi pubblicata su ‘Il Giornale’, “dovrebbero ribaltare la partita”. I sondaggi di Tecnè, nelle Marche danno Francesco Acquaroli (Fratelli d’Italia) tra il 43,5 e il 47,5 per cento, ossia 7 punti e mezzo sul candidato di centrosinistra Maurizio Mangialardi (36-40%). Stessa situazione in Puglia, dove Noto sondaggi dà Raffaele Fitto (centrodestra) avanti di sei punti sul governatore uscente Michele Emiliano. In Puglia, se la Lega secondo il sondaggio è il primo partito al 13 per cento, subito dietro trova Fratelli d’Italia con il 12%. Buona tenuta anche di Forza Italia che arriva al 10%.  

Sempre secondo i sondaggi, i dem dovrebbero ‘reggere’ in Campania (Vincenzo de Luca al 42,5-46,5 contro Stefano Caldoro 37-41%, fonte Tecnè), e in Toscana dove però la forbice si va riducendo (Eugenio Giani 44-48% contro la leghista Susanna Ceccardi al 38,5-42,5, sempre Tecnè).  

Mongolia, un morto per peste bubbonica 

Una persona è morta in Cina dopo aver contratto la peste bubbonica. A riportarlo sono state le autorità della regione settentrionale cinese autonoma della Mongolia Interna, precisando che il paziente deceduto era originario della Bandiera Anteriore di Urad. Le autorità locali di Bayannur hanno proclamato un livello di allarme 3 per la prevenzione ed il controllo della peste di qui alla fine del 2020. Sette persone a stretto contatto con la vittima sono state poste sotto osservazione e la zona in cui il paziente è deceduto risiedeva è stata isolata.  

Lega, l’ex deputato: “Quelle tessere regalate da Salvini per strapparci il logo” 

“Qualcosa non quadra nella gestione delle tessere in casa Lega. Perché Salvini in questi mesi ha fatto dapprima pagare e poi regalare in gran numero quelle della Lega Nord? Nutro più di un sospetto”. L’ex deputato del Carroccio Gianni Fava, sconfitto nel congresso del 2017 che ha portato Matteo Salvini alla segreteria, guida la rivolta dei ‘nordisti’ delusi dalla trasformazione del partito in Lega per Salvini premier. Sulle pagine di Repubblica sottolinea: “Nessuna guerra, lui è semplicemente il segretario di un altro partito. Io sono iscritto alla Lega Nord per l’indipendenza della Padania. Noi rivogliamo il simbolo, contestiamo che un partito ancora in vita come il nostro non partecipi alla competizione”. 

“Il sospetto – aggiunge Fava – è che qualcuno voglia utilizzare la Lega Nord come semplice deposito per trasferire poi nome e simbolo a un altro partito. Non vorrei avessero preferito iscrivere in massa gente alla Lega Nord per controllarla. Per concedere il simbolo a un altro partito? E’ inaccettabile oltre che illegale. Ma cascano male, mi è riesplosa la voglia di tornare in competizione”, conclude.  

Beirut in marcia per le vittime: “Vogliamo giustizia” 

I libanesi si preparano a commemorare questo pomeriggio nella capitale le vittime delle esplosioni che hanno colpito Beirut martedì, con una manifestazione di massa voluta per chiedere “Giustizia per le vittime, vendetta contro il regime”. “Solo il popolo libanese commemorerà le vittime, non vogliamo autorità”, hanno spiegato gli organizzatori, citati dalla Dpa. “Questa sarà una giornata di rabbia e tristezza”, ha commentato Lina Boubis, uno di loro. “E’ stata la negligenza del governo libanese a causare questa tragedia”, le ha fatto eco Wissam Harake, un altro degli organizzatori, mentre i soccorritori continuano a scavare tra le macerie prodotte dalla potentissima esplosione alla ricerca di possibili superstiti. La deflagrazione ha causato almeno 154 morti e 5mila feriti. 

Offese social a Mattarella, perquisito 46enne 

I Carabinieri del R.O.S. hanno eseguito un decreto di perquisizione, emesso dalla Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di un internauta, ritenuto responsabile dei reati di offesa all’onore e al prestigio del Presidente della Repubblica. Il provvedimento rientra in un più ampio contesto investigativo che la Procura della Repubblica di Roma sta svolgendo con i Carabinieri del ROS. Nel più recente periodo, infatti, sono state rilevate nel web un crescendo di condotte offensive nei confronti del Capo dello Stato, che appaiono frutto di una elaborata strategia di aggressione alle più importanti Istituzioni del Paese. 

Destinatario della perquisizione un 46enne residente nella provincia di Lecce, molto attivo sul social network Twitter, che è stato individuato attraverso accurati accertamenti svolti dalla componente investigativa telematica del ROS. Numerosi i post e i contenuti multimediali rilevati, riferibili sia a fatti inerenti all’esercizio delle funzioni del Presidente della Repubblica, più volte offeso, sia a fatti che riguardano la sua individualità privata. La perquisizione è stata estesa anche agli account telematici e ai profili social. Al termine delle operazioni sono stati sequestrati, al fine di ulteriori accertamenti, gli apparati informatici utilizzati dall’uomo per commettere i reati attribuitigli. 

Dl agosto, Conte: “100 miliardi, sostegno a lavoratori e imprese”  

“Un totale 100 miliardi di euro a sostegno di lavoratori e imprese”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa dopo il via libera in Cdm al decreto agosto, ‘salvo intese tecniche’. “Non lasceremo indietro nessuno”, ha aggiunto. 

“Rinviamo saldi fisco per partite Iva ad aprile 2021. Non possiamo abbandonare nessuno” ha ribadito il premier.  

Il decreto agosto “è stato reso possibile anche dall’intervento e dalla collaborazione preziosa del Parlamento, che ha deliberato lo scostamento di bilancio – ha affermato il presidente del Consiglio – Sono convinto che deputati e senatori potranno poi migliorare queste misure ancora di più”.  

“La nostra è una garanzia certa e quindi assicuro che non divideremo l’Italia in due. E abbiamo già varato misure per le aree svantaggiate e per le persone in difficoltà. Di problemi ce ne sono ma faremo il massimo” ha assicurato Conte. E “proprio per non dividere l’Italia in due, dal 1 ottobre la fiscalità sarà a vantaggio Sud. Non ci sarà differenza, nessuno sarà privilegiato a dispetto di un altro”. 

“Sono orgoglioso per le misure verso il Sud. Lo dico non da uomo del Sud ma da cittadino italiano. Viene avviato un percorso per la reindustrializzazione del Sud”, ha rimarcato il presidente del Consiglio. 

“Un occhio di riguardo andrà sempre verso le persone in difficoltà. Per questo motivo abbiamo deciso di aumentare le risorse per i disabili a 648 euro al mese. Sono orgoglioso di questa misura come sono orgoglioso per le misure verso il Sud, spesso discriminato”. 

Tra le misure, quella del cashback è stata anticipata a dicembre: “Vogliamo sostenere consumi e pagamenti elettronici” premiando “i cittadini che potranno recuperare una parte di quanto spendono e potranno usufruire di un bonus fino a 2mila euro”. “Come ho ribadito più volte, soprattutto in questo momento di emergenza, premieremo l’uso della moneta elettronica e saremo vigili a combattere l’evasione fiscale. I lavoratori vanno premiati” ha assicurato.  

GUALTIERI – Quelle varate oggi “sono misure che danno un supporto più deciso alla crescita e alla ripartenza dell’economia, all’occupazione, anche con una maggiore selettività” ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. “I dati anche più recenti – ha aggiunto – ci dicono che il lavoro che abbiamo svolto, a partire naturalmente dall’efficace azione di contenimento della pandemia, c’ha consentito di ripartire in sicurezza”. 

“Voglio solo dire che noi con questo pacchetto, che conclude una serie di interventi per 100 miliardi complessivi, abbiamo dimostrato di essere in grado di avere la determinazione di fornire uno stimolo fiscale molto forte per sostenere l’impatto della crisi e favorire la ripresa”.