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Categoria: Adnkronos

Sla, ricercatori italiani identificano possibile bersaglio terapeutico  

Identificato un nuovo potenziale bersaglio terapeutico per il trattamento della Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), la più grave e conosciuta fra le malattie degenerative che colpiscono i motoneuroni, ossia i neuroni responsabili del movimento, localizzati a livello della corteccia cerebrale e del midollo spinale. La scoperta è opera di un gruppo di ricercatori guidati dall’Irccs ospedale San Raffaele, in collaborazione con Università degli studi di Milano e Istituto di biofisica del Cnr. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica ‘Nature Communication’. 

L’equipe ha osservato in laboratorio – in colture cellulari di motoneuroni e in modelli sperimentali di malattia – una riduzione del complesso molecolare del Retromer, un meccanismo che media il trasporto intracellulare delle proteine che stanno per essere riciclate o distrutte e che già da diversi anni è associato a malattie neurodegenerative, quali Parkinson e Alzheimer, ma mai alla Sla. I ricercatori hanno poi sviluppato una serie di molecole in grado di stabilizzare questo complesso molecolare, riducendo efficacemente nei modelli sperimentali il processo degenerativo dei motoneuroni. E rallentando, così, la progressione della malattia. 

“Il lavoro è di natura strettamente pre-clinica – precisa Gianvito Martino, neurologo e direttore scientifico dell’Irccs ospedale San Raffaele, tra i coordinatori dello studio insieme al professor Pierfausto Seneci dell’Università degli Studi di Milano e al dottor Mario Milani dell’Istituto di Biofisica del Cnr di Milano – e si basa su osservazioni fatte in modelli sperimentali della malattia. Ma, con debita cautela, pensiamo che questo approccio possa essere ulteriormente sviluppato sino alla sperimentazione sui pazienti – sottolinea – Sebbene al momento non esista una terapia in grado di guarire la Sla, negli ultimi anni le ricerche in questa direzione si sono moltiplicate e la speranza di trovare presto un rimedio definitivo si fa sempre più concreta”. 

Coronavirus, altri 552 casi e tre morti 

Crescono i nuovi contagi da coronavirus in Italia. Sono 552 i nuovi casi da ieri, 249.756 da inizio emergenza. E’ quanto emerge dal report giornaliero, diffuso dal Ministero della Salute e pubblicato sul sito della Protezione Civile. Ieri, l’aumento era stato di 402 casi. Nelle ultime 24 ore sono 3 i morti, 35.190 in totale. Purtroppo nessuna regione del Paese è a zero contagi. Il Veneto è la regione con più nuovi contagi, 183 da ieri, seguita da Lombardia (69) ed Emilia-Romagna (54). I positivi sono in tutto 12.924 attualmente positivi, 230 in più rispetto a ieri. Sono 201.642 le persone guarite da inizio emergenza, 319 nelle ultime 24 ore. Sono 59.196 i tamponi fatti da ieri, il totale sale a 7.158.909. 

La situazione in Italia  

In Lombardia nessun morto e 69 nuovi contagi  

Lopalco: “Alcuni focolai causati da persone andate al lavoro con febbre” 

“Ricordiamoci una regola importantissima: con la febbre si sta a casa. Purtroppo noi abbiamo avuto degli importanti focolai causati da persone che sono andate in giro e persino a lavorare con la febbre. Questo oggi non è ammissibile”. Lo ha detto Pierluigi Lopalco, docente di Igiene all’Università di Pisa e responsabile delle emergenze epidemiologiche della Regione Puglia, a margine della riunione che si è svolta in Prefettura a Bari alla presenza di tutti i prefetti e delle autorità di sicurezza dei sei capoluoghi di provincia e del governatore Michele Emiliano, chiesta da quest’ultimo per fare il punto sull’andamento dell’emergenza epidemiologica da Covid19 e per affrontare il tema dei controlli e del rispetto delle normative.  

“Noi dobbiamo fare la nostra parte, il cittadino deve fare la propria parte”, ha proseguito. “Le regole sono sempre quelle: cerchiamo di stare distanti, cerchiamo di indossare la mascherina quando siamo in presenza di altri sconosciuti e soprattutto nei luoghi chiusi e laviamoci le mani. Quello che abbiamo fatto – ha detto il Lopalco – è dare concretezza a quello che fino ad oggi molti hanno concepito come uno slogan, cioè: dobbiamo convivere con il virus.C’è un virus che circola, che all’inizio dell’anno ha creato una crisi importantissima. Noi adesso questo virus lo conosciamo, sappiamo come gestirlo.  Dobbiamo trasformare quella che fino a ieri era un’emergenza sanitaria in quella che è la normale, ordinaria amministrazione di una epidemia”, ha sottolineato.  

“Su questo noi siamo pronti. Oggi in Prefettura abbiamo parlato di controlli e di regole. Le regole ci sono, abbiamo regolamentato davvero ogni attività, i controlli devono essere intensificati. Abbiamo anche avuto i numeri e sono dei numeri impressionanti, perché sono migliaia i controlli che le Forze dell’ordine hanno fatto nelle scorse settimane e continuano a fare. Il mio appello personale e accorato – ha concluso Lopalco – è quello di ristabilire una forte alleanza fra il cittadino pugliese, un cittadino maturo che deve rendersi conto che dobbiamo continuare a vivere convivendo con questo virus, e lo Stato e la Sanità”.  

Coronavirus, Zaia: “Dal 18 maggio 1.500 positivi in più” 

“Ad oggi i positivi sono 20.535, rispetto al 18 maggio 1.500 di più”. Questi i dati del bollettino fornito dal presidente della regione Veneto Luca Zaia, oggi, in conferenza stampa. “I ricoverati il 18 maggio erano 541, oggi sono 111, siamo in costante calo. Dalla stessa data siamo passati in terapia intensiva da 51 a 9 persone. I morti sono passati da 1.803 a 2.078. Aumentano i dimessi, oggi ne abbiamo 3.763”.  

E’ stato, inoltre, approvato il piano di sanità pubblica. “E’ il piano di una regione che ha guardato in faccia il Covid. Ne approfitto per ingraziare tutti quelli che hanno lavorato fino ad oggi”, afferma. E ringrazia anche i giornalisti, “se non avessimo avuto voi giornalisti non saremmo riusciti a spiegare alcuni passaggi che abbiamo fatto, come il lockdown”. Il piano “si basa su alcuni pilastri fondamentali: prevenzione, capacità diagnostica, assistenza sanitaria territoriale, emergenza urgenza, assistenza ospedaliera, servizi informativi regionali”, conclude Zaia. 

Cossiga e le lettere inedite con gli ex Br: “Mi sento in colpa per la sua prigionia” 

“Ho letto con attenzione, trepidazione e commozione la sua lettera… perché in fondo mi sento anche un po’ ‘colpevole’ della tua prigionia, essendo stato uno di quelli che hanno combattuto quella guerra, e per di più per essermi trovato dalla parte dei vincitori”. Le parole sono dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, scomparso dieci anni fa, nella corrispondenza di cui parla oggi il Corriere della Sera, con Fabrizio Melorio, brigatista che all’ex presidente aveva raccontato il passaggio dall’essere ‘suo nemico giurato nel ’77 a condividere molte delle cose che lei sostiene’. Così il giornale parla delle lettere inedite di Cossiga e gli ex Br. Un anno dopo il fallito tentativo di concedergli la grazia nell’estate 1991, l’ormai ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga incontrò Renato Curcio, uno dei fondatori delle Brigate rosse. Il colloquio avvenne a quattr’occhi, nel carcere romano di Rebibbia, il 25 novembre 1992, quando Cossiga aveva lasciato il Quirinale da sei mesi.  

Cossiga e Curcio parlarono di molte cose, dal ‘carattere sociale e politico del fenomeno armato’, che l’ex capo dello Stato non definiva terrorismo bensì ‘sovversivismo di sinistra’, al caso Moro, alla vicenda della grazia abortita. Cossiga spiegò che nelle sue intenzioni quell’atto di clemenza unilaterale doveva essere un primo passo per superare le leggi di emergenza a cui lui stesso aveva contributo, prima da ministro dell’Interno e poi da presidente del Consiglio, quando le Br avevano lanciato il loro ‘attacco al cuore dello Stato’. I vertici delle forze di sicurezza erano d’accordo, ma i parenti delle vittime no, al pari di alcune forze politiche; in primo luogo l’ex Pci divenuto Partito democratico della sinistra. ‘Il senatore Cossiga ha commentato che, in effetti, la nostra esperienza, per molti di quel partito, rappresenta ciò che essi hanno segretamente desiderato e mai apertamente osato fare’, ha scritto Curcio in un resoconto dell’incontro conservato nell’archivio privato del presidente emerito. Insieme a un biglietto inviato al fondatore delle Br per ringrazialo dell’incontro che ‘è stato per me di grande interesse politico, culturale, e soprattutto umano’.  

Risposta dell’ex brigatista: “Debbo dirle che dopo anni di fuoco, non solo metaforico, e di K (nell’estrema sinistra il ministro dell’Interno del ’77 veniva chiamato Kossiga, con la doppia S stilizzata come il simbolo delle SS naziste, ndr ), ho sentito la nostra stretta di mano come segno di una nuova maturazione personale… Il colloquio mi ha lasciato una visione più chiara dei sentieri percorsi e anche di me stesso, e di ciò le sono grato”. Curcio comincerà a uscire dal carcere solo l’anno successivo, in un periodo in cui Cossiga (non più Kossiga bensì il ‘picconatore’ del sistema di cui era stato parte) ha intrattenuto rapporti epistolari e diretti con molti ex terroristi. In prevalenza di sinistra, ma non solo. Nel suo archivio donato alla Camera dei deputati, oltre al carteggio con Curcio ci sono le lettere inviate ad altri brigatisti come Prospero Gallinari, Mario Moretti e Germano Maccari, militanti dell’Unione dei comunisti combattenti, pentiti come Marco Barbone e l’ex di Prima linea Roberto Sandalo, esponenti dell’Autonomia operaia fuggiti in Francia per evitare il carcere, a cominciare da Toni Negri. Il quale, una volta rientrato in Italia per finire di scontare la pena, si rivolse all’ex presidente per chiedere una buona parola con un dirigente della Digos.  

Su sollecitazione di Cossiga, in virtù di un’antica conoscenza personale e ‘come primo effetto della reciproca smobilitazione ideologica’, Negri gli dava del tu, e il 12 aprile 1998, giorno di Pasqua, gli scrisse per fargli gli auguri e ‘per chiederti di intervenire eccezionalmente in mio favore’. Dopo un primo diniego, il professore detenuto aspirava a ottenere un permesso per ‘una brevissima vacanza’, però serviva che la polizia ‘dichiarasse insussistente, come in realtà è, il pericolo di fuga’. Così Negri s’ era rivolto al presidente emerito: ‘Mi permetto di insistere con te perché, se ti è possibile, tu faccia questo intervento. Ti ringrazio fin d’ora per quello che potrai fare’. All’ex carceriere di Moro Prospero Gallinari, scarcerato per motivi di salute, Cossiga scrisse il 5 maggio ’94: ‘Sono lieto che Lei sia rientrato a casa e formulo gli auguri più fervidi per una vita normale e serena’.  

Beirut, notte di disordini: polizia usa lacrimogeni 

E’ esplosa nella notte la rabbia dei libanesi, dopo la devastante esplosione che martedì ha distrutto parte di Beirut, capitale di un Paese piegato da una grave crisi economica. La Bbc dà notizia di scontri tra manifestanti antigovernativi e forze di sicurezza, che hanno usato i lacrimogeni contro decine di dimostranti nei pressi del Parlamento, nel cuore di Beirut, poche ore dopo la visita del presidente francese Emmanuel Macron. Secondo l’agenzia libanese Nna, che parla di diversi feriti, i manifestanti hanno lanciato pietre e sassi contro gli agenti. 

 

Coronavirus, in 24 ore più di 2.000 morti 

La pandemia di coronavirus ha fatto negli Stati Uniti più di 160.000 morti su ben oltre 4,8 milioni di casi confermati. Gli ultimi dati della Johns Hopkins University parlano infatti di 4.883.646 contagi con 160.104 decessi e quasi 1,6 milioni di persone guarite. Negli Usa, primo Paese al mondo per numero di contagi e di vittime, in 24 ore si sono registrati più di 2.000 morti, il bilancio più triste da inizio maggio, secondo un conteggio della Jhu diffuso nelle ultime ore.  

TikTok, Trump firma ordine esecutivo: “Vendita o scatta divieto” 

Donald Trump passa ai fatti. Il presidente americano, che nelle scorse settimane aveva minacciato di mettere al bando TikTok negli Usa, ha firmato un ordine esecutivo che vieta “qualsiasi transazione” con la società cinese ByteDance, proprietaria di TikTok. Il divieto entrerà in vigore tra 45 giorni, mentre crescono le tensioni tra l’Amministrazione Usa e Pechino, e riguarda “qualsiasi transazione da parte di chiunque, o di qualsiasi proprietà, soggetta a giurisdizione negli Stati Uniti, con ByteDance o le sue controllate”. 

Tutto perché la diffusione di “applicazioni mobili sviluppate e di proprietà di aziende della Cina minaccia la sicurezza nazionale, la politica estera e l’economia Usa”. L’ultima mossa di Trump – mentre si parla di un possibile accordo per la cessione a Microsoft – sembra obbligare ByteDance a vendere la partecipazione nelle operazioni di TikTok negli Usa. Nel mirino di un altro, analogo ordine esecutivo è finita anche WeChat, altra un’altra app cinese. 

TikTok, app popolarissima tra i giovani, è accusata di captare in modo automatico “grandi quantità di informazioni” degli utenti, anche altre attività in rete e dati sulla localizzazione. E la denunciata raccolta di dati, secondo l’ordine esecutivo, “rischia di consentire al Partito comunista cinese l’accesso a informazioni personali e di proprietà degli americani”, motivo per cui “gli Stati Uniti devono adottare azioni aggressive contro la proprietà di TikTok a tutela della sicurezza nazionale”. 

L’app è anche accusata di “censurare” ciò che il Partito comunista cinese considera “politicamente sensibile” e “può essere utilizzata per campagne di disinformazione a beneficio del Partito comunista cinese”. WeChat è di proprietà della società cinese Tencent. 

 

Palloncini incendiari su Israele, raid contro obiettivi Hamas a Gaza 

Raid aerei israeliani hanno colpito nella notte obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza in risposta al lancio di palloncini incendiari contro Israele. Lo hanno confermato le forze israeliane (Idf). “Terroristi a Gaza hanno lanciato palloncini esplosivi contro Israele – si legge in un tweet delle Idf – In risposta i nostri caccia hanno colpito infrastrutture sotterranee del terrore a Gaza. Non lasceremo che Hamas terrorizzi i civili israeliani”. 

Palermo, sorpreso mentre intasca tangente: arrestato dirigente discarica Bellolampo 

Sorpreso mentre intasca una tangente da 5.000 euro, un dirigente della discarica di Bellolampo di Palermo è stato arrestato dalla Dia in flagranza di reato. L’accusa è di corruzione aggravata.  

Arrestati anche due imprenditori che operano nel campo dello smaltimento dei rifiuti. In manette sono finiti Emanuele Gaetano Caruso di 53 anni, imprenditore con interessi nel settore dei rifiuti; Daniela Pisasale di 45 anni di Siracusa, titolare di diverse società operanti nel campo del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti (rappresentante della Realizzazioni e Montaggi s.r.l. ed amministratore unico della Ecoambiente Italia s.r.l., entrambe con sede a Siracusa, e Vincenzo Bonanno di 62 anni, Direttore Tecnico per la discarica di Bellolampo di Palermo, definita dalla Commissione antimafia regionale “simbolo della crisi rifiuti in Sicilia”, gestita dalla RAP s.p.a., società partecipata del Comune, che si occupa della lavorazione dei rifiuti solidi urbani provenienti dai Comuni di Palermo e di Ustica. 

Gli investigatori della Dia, a conclusione di un prolungato servizio di osservazione e pedinamento hanno sorpreso Caruso “nell’atto di consegnare a Bonanno una busta contenente 5000 euro in contanti”, dicono gli inquirenti. Successiva perquisizione ha consentito di rinvenire, all’interno di un’autovettura, ulteriori 13.250 euro. 

L’intera somma di denaro è stata sottoposta a sequestro. Gli arrestati sono stati associati alla Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’operazione rientra in una più ampia indagine, condotta dalla Dia, con il coordinamento della locale Direzione Distrettuale Antimafia, diretta ad esplorare i concreti interessi della criminalità organizzata di stampo mafioso nel ciclo dei rifiuti.  

Coronavirus, D’Amato: “Nel Lazio 18 casi, due di rientro dalla Sicilia” 

“Oggi registriamo 18 casi e zero decessi”. Dei nuovi contagi di Covid, “due sono casi di rientro dalla Sicilia, uno individuato in fase di screening da parte della Asl e un caso di importazione dall’Etiopia”. Lo afferma l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.  

Nella Asl Roma 1 sono tre i casi nelle ultime 24 ore: un ragazzo di 15 anni ora ricoverato all’Umberto I, ed è stata avviata l’indagine epidemiologica; un uomo di rientro dall’Etiopia per il quale è stato avviato il contact tracing internazionale, e una donna con link a un caso di rientro da Catania. Nella Asl Roma 2 sono 4 i casi nelle ultime 24 ore, di cui due hanno un link con un cluster già noto e isolato e uno è di rientro dalla Sicilia, è stata avviata l’indagine epidemiologica. Nella Asl Roma 3 sono due i casi nelle ultime 24 ore.  

Nella Asl Roma 5 si registra un caso nelle ultime 24 ore, un uomo di Guidonia con un link ad un cluster già noto e isolato. Nella Asl Roma 6 sono 3 i casi nelle ultime 24 ore: due donne, madre e figlia, con link familiare a un caso già noto e isolato e un uomo di 49 anni individuato in fase di screening da parte della Asl. Infine, nelle province si registrano tre casi e zero decessi nelle ultime 24 ore. Due contagi sono stati registati nella Asl di Rieti, due donne con un link familiare ad un caso già noto e isolato. Il terzo caso riguarda la Asl di Frosinone e si tratta di una donna individuata in fase di pre-ospedalizzazione. 

Nel Lazio attualmente sono 993 i positivi a Covid-19, di cui 185 ricoverati e 8 in terapia intensiva, mentre 800 sono in isolamento a casa. I deceduti sono 865, i guariti salgono a 6.886 e il totale dei casi esaminati è pari a 8.744. Questo il bollettino quotidiano dell’assessorato regionale alla Sanità.  

“Voglio rivolgere un appello a donare il sangue prima di andare in ferie, è un gesto di generosità verso il prossimo” ha detto D’Amato, specificando che “i donatori riceveranno gratuitamente il test sierologico”. 

Coronavirus, Bassetti: “I nuovi positivi non sono malati” 

“La positività al tampone non vuol dire che abbiamo un malato. E, dunque, anche il dato di oggi dei 402 positivi non vuol dire che abbiamo altrettanti nuovi malati”. Lo afferma all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, che spiega: “Ormai sappiamo che la larga maggioranza dei casi è composta da asintomatici o paucisintomatici, quelli che hanno una forma ‘mild’ di Covid-19, come direbbero gli anglosassoni. Il dato che dobbiamo valutare, il ‘termometro’ dell’epidemia, è piuttosto quello dei ricoveri, in particolare in terapia intensiva”, rimasto stabile da qualche settimana. 

Dunque il dato di oggi “non deve allarmarci, ma spingerci a tenere alta la guardia, osservando le misure come il distanziamento sociale, l’igiene e l’uso della mascherina”. Anche perché le oscillazioni quotidiane sono legate “al numero di tamponi, e ogni settimana in genere questo numero è più alto il venerdì e più basso durante il fine settimana. Invito a guardare, piuttosto, la percentuale di positività rispetto ai tamponi, che la scorsa settimana era intorno allo 0.55%: se rimane su questi numeri non c’è motivo di particolare allarme, perché più grande è la rete, più numerosi sono i pesci” pescati. In ogni caso la ‘fotografia’ che arriva dai dati del ministero della Salute “indica che è importante continuare con le misure di distanziamento, perché il virus circola”. L’esperto si dice inoltre preoccupato per la variabilità dei criteri “di ricovero per Covid-19 nelle varie regioni: vanno unificati, perché è impossibile e scorretto ricoverare chiunque abbia solo 37,5 di febbre”. E questo potrebbe creare seri problemi alle strutture del Servizio sanitario nazionale in autunno-inverno, con “il ritorno della stagione influenzale”, aggiunge Bassetti. 

“Nel nostro Paese si fanno pochi controlli sulle persone che arrivano dall’estero, anche da Paesi dove il virus circola. E nessuno vuol fare speculazione politica: dunque penso a quanti arrivano con i barconi, ma soprattutto con aerei, auto private e pullman”. “Io stesso – racconta – nei giorni scorsi ho visto un’automobile con una targa dalla Bulgaria e delle persone che riposavano in autogrill, chi le ha controllate? E’ stato detto loro di mettersi in quarantena? Chi avvisa quanti arrivano da un Paese endemico via Europa di rispettare la quarantena? Il timore è che tanti non vengano intercettati”, conclude.  

Bergamo, infermiere ruba bancomat a malato Covid 

Il 13 marzo scorso, in piena emergenza Covid, era stato ricoverato in terapia intensiva e un mese dopo, il 14 aprile, è morto a causa del Coronavirus. Ma questo non ha fermato un infermiere di 41 anni che gli ha sottratto bancomat e Pin derubandolo di circa 7mila euro. La vicenda, che vede come vittima un pensionato di 66 anni di Cividate al Piano (Bergamo), è avvenuta tra fine marzo e i primi di aprile in una struttura “d’eccellenza” della Bergamasca, spiegano gli inquirenti all’Adnkronos, ma della quale si è deciso di non diffondere il nome.  

E’ in questo ospedale infatti che mentre stava morendo il paziente 66enne è stato derubato. Ad accorgersi del furto sono state le sorelle della vittima, accorgendosi, i primi di maggio, che dall’estratto conto bancario del fratello mancavano 7mila euro. Spese effettuate mentre l’uomo era ricoverato gravemente in terapia intensiva.  

Le sorelle si sono quindi rivolte a un avvocato che ha presentato denuncia presso la polizia locale di Romano di Lombardia. Oltre a prelievi in contante e rifornimenti di benzina, il bancomat era stato utilizzato, in soli 15 giorni, per acquistare tv, computer, borse, bilance digitali, due Airpods, un taglia barba e casse wi-fi. Tutti oggetti che sono stati poi rinvenuti e recuperati dalla polizia locale, scontrini compresi, durante le perquisizioni effettuate presso il domicilio dell’operatore sanitario. L’uomo è stato denunciato per furto aggravato e utilizzo fraudolento di tessera bancomat. 

Via libera a superbonus e sismabonus 110%, firmati decreti attuativi 

Sono stati firmati i decreti attuativi sugli interventi di efficientamento energetico degli edifici previsti dal decreto rilancio, che definiscono sia i requisiti tecnici per il superbonus e il sismabonus al 110%, sia la modulistica e le modalità di trasmissione dell’asseverazione agli organi competenti. Lo comunica il ministero per lo Sviluppo economico.  

In particolare, il decreto sui requisiti tecnici definisce gli interventi che rientrano nelle agevolazioni ecobonus, bonus facciate e superbonus al 110%, i costi massimali per singola tipologia di intervento e le procedure e le modalità di esecuzione dei controlli a campione. E’ stata inoltre prevista anche la possibilità di applicare l’incentivo ai microgeneratori a celle di combustione (idrogeno) ed è stato chiarito che anche le porte d’ingresso, oltre alle finestre, sono detraibili, posto che contribuiscono a migliorare l’efficientamento energetico.  

Con il decreto attuativo che invece definisce le caratteristiche della modulistica e le modalità di trasmissione dell’asseverazione, diventa operativa anche la procedura inerente le verifiche e gli accertamenti delle attestazioni e certificazioni infedeli. L’asseverazione potrà avere ad oggetto gli interventi conclusi o in uno stato di avanzamento delle opere per la loro realizzazione, nella misura minima del 30% del valore economico complessivo dei lavori preventivato. I due decreti sono stati inviati alla registrazione della Corte dei Conti. 

”Oggi abbiamo sottoscritto, ed è quindi pubblicato, il decreto ministeriale sui requisiti del superbonus 110%”, ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, in una nota. I due decreti attuativi, spiega, ”servono per dare completezza e dare forma ad una fondamentale misura che il governo ha voluto inserire nel decreto rilancio, l’ecobonus e il sismabonus al 110%”.  

Marina Militare, giallo coreografia in cortile a ritmo dance: ballo in divisa impazza sui social /Video  

di Silvia Mancinelli 

Le divise bianche sono schierate per il saluto, in sottofondo però non c’è l’inno d’Italia né quello del Corpo. A sorpresa gli altoparlanti iniziano, piano, a pompare Jerusalema, la canzone dell’estate. La voce di una donna invita ad alzare il volume, mentre un’altra in divisa e berretto fa capolino nel cortile soleggiato a passi di danza. Parte così il video che in queste ore sta facendo il giro dei social, trascinandosi dietro commenti al vetriolo di gente indignata per la “superficialità” dei militari in divisa. La musica nel frattempo viene alzata, come sollecitato dalla voce fuori dal coro, i colleghi della marinaia al centro, dopo un iniziale tentennamento, azzardano i primi passi scomposti di quello che sembra un ballo di gruppo. C’è chi prova in solitaria per non sbagliare e quando partono tutti insieme la poca coordinazione non premia l’improvvisata istruttrice ma un applauso liberatorio alla fine rende giustizia all’impegno.  

 

La Marina Militare sta facendo le opportune verifiche per accertare la veridicità o meno del video che impazza sui social e verificare la provenienza di quella che potrebbe essere una goliardata sfuggita di mano a qualcuno. Incerti anche il luogo e il periodo in cui è stato girato, sicuramente non lontano considerata la canzone scelta per la coreografia, di recente pubblicazione.  

Dl Agosto, Gualtieri: “C’è l’intesa, nodo licenziamenti sciolto” 

“Abbiamo raggiunto l’intesa” sul Dl agosto, “domani” ci sarà il Cdm per l’approvazione. Lo ha spiegato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri lasciando Palazzo Chigi dove è terminata la riunione di maggioranza sul provvedimento.  

“Il nodo è stato sciolto, c’è condivisione, abbiamo trovato la sintesi”, ha quindi risposto Gualtieri a proposito della questione del blocco dei licenziamenti nel testo del dl. 

A quanto apprende l’Adnkronos da fonti governative, l’accordo raggiunto tra le forze di maggioranza prevede altre 18 settimane di Cig (9+9) o 4 mesi di sgravio al 100% in alternativa alle 18 settimane di cassa Covid. Fino a quando sarà possibile fruire dei trattamenti di cassa o di sgravio, inoltre, non sarà possibile licenziare. 

 

 

Coronavirus, in Italia 402 nuovi casi e 6 morti 

Sei morti e 402 nuovi casi di Coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore. Lo rende noto il ministero della Salute nel suo aggiornamento quotidiano sull’emergenza Covid. Salgono così a 249.204 i casi totali, mentre è di 35.187 il numero ufficiale delle vittime nel Paese dall’inizio della crisi. Sono 12.694 gli attualmente positivi, 48 in più rispetto a ieri, e 201.323 i guariti con un incremento di 347 nelle ultime 24 ore. I ricoverati con sintomi sono 762, i pazienti in terapia intensiva 42 e le persone in isolamento domiciliare 11.890. Per quanto riguarda le Regioni, l’incremento più alto dei nuovi casi si registra in Lombardia con 118. Solo Molise e Basilicata non hanno segnalato nuovi contagi.  

I dati dell’emergenza 

Moda: bentornato Vichy, i quadretti alla Bardot conquistano l’estate  

Bentornato Vichy. I mitici quadretti o ‘gingham’, come li chiamano Oltremanica, sono tornati a colorare l’estate con il loro stile minimal e senza tempo. Che sia sofisticato e femminile come il classico bianco e nero o più lezioso con i quadretti rosa, il tessuto più romantico dell’estate conquista anche per questa stagione stagliandosi su costumi, gonne, abiti e calzature. 

Impossibile parlare di Vichy e non pensare subito a Brigitte Bardot, bellissima nel suo abito a quadretti bianchi e rosa firmato Esterel, per le nozze con Jacques Charrier nel 1959. Immortalata in copertina da Elle France, l’attrice fece in seguito della stampa una vera divisa, indossando spesso i mini carré bicolore in molti film e sulle spiagge di Saint-Tropez. 

Qualche anno prima, l’iconico cotone Vichy aveva già conquistato l’immaginario comune quando a indossarlo in una lunghissima gonna a balze fu Katharine Hepburn nel film del 1949 ‘Scandalo a Filadelfia’ e ancor prima Judy Garland, che in ‘Il Mago di Oz’portava un abito a quadretti bianco e blu. 

Oggi il Vichy si fa sofisticato e innocente, dalla silhouette fluida ma anche più girly, come quello country sfoggiato sui social dall’attrice Emma Roberts con i quadretti bianchi e rosa. Il suo, con maniche a sbuffo e scollo quadrato, è firmato Sleeper ed è abbinato alle calzature.  

Sceglie Vichy arancione invece, Miu Miu, proponendo un due pezzi gonna-top con rouches di ispirazione Sixties, mentre Burberry punta sulla versione lilla. Luisa Spagnoli sembra invece volare in Costa Azzurra mandando in passerella il classico black and white in versione maxi abbinato, neanche a dirlo, a un enorme cappello di paglia.  

Ambiente: il ministro Costa fa il bucato ‘a gettoni’  

Mascherina (anche al chiuso) e distanziamento, lettura dei giornali per ingannare l’attesa, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa risolve la questione bucato portandolo in una lavanderia a gettoni di Roma. Troppe trasferte per il ministro Costa, costretto a farsi il bucato da solo. I numerosi impegni, infatti, non hanno consentito al ministro di poter tornare a casa sua a Napoli e così si è recato in una lavanderia a gettoni in zona Eur.