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Categoria: Adnkronos

Coronavirus Brasile, oltre 42mila casi in ultime 24 ore 

In Brasile nelle ultime 24 ore sono state registrati altri 1.290 morti e 42.223 nuovi casi di coronavirus, portando il totale rispettivamente e 63.174 vittime e a 1.539.081 contagi. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Brasilia, secondo cui lo stato più colpito resta quello di San Paolo, con 310.702 casi e 15.694 decessi, seguito da quello di Rio de Janeiro, con 118.956 contagi e 10.500 morti. 

Boccia: “Focolai casi isolati, il sistema regge” 

“Nonostante alcune condotte irresponsabili, confermate anche oggi nel caso Veneto dal presidente della Regione Luca Zaia, che seguono casi per fortuna isolati come Mondragone, Bologna o Fiumicino, la reazione dei sistemi sanitari territoriali per il contenimento del Covid-19 è stata immediata e la risposta eccellente: il sistema regge”. E’ quanto assicura su Facebook il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. 

“Questo – spiega – è il risultato del lavoro di rafforzamento dei sistemi sanitari territoriali, realizzato da Governo e Regioni durante l’emergenza sanitaria. Ma non si può però abusare del grande lavoro dei nostri operatori sanitari. Come abbiamo più volte detto in questi mesi, i risultati della nostra convivenza con il Covid, finché non ci sarà il vaccino, dipenderanno esclusivamente dai nostri comportamenti”.  

Il ministro per gli Affari regionali avverte che “l’attenzione che abbiamo avuto nei mesi più difficili sul distanziamento sociale e sul rispetto del prossimo deve restare alta. Se in Italia viviamo oggi in condizioni di adeguata sicurezza sanitaria, la stessa cosa non si può dire per gli altri Paesi – ricorda – in alcune parti del mondo, penso per esempio all’America latina, quest’ultima settimana è stata la settimana con il numero più impressionante e grave di contagi”. Per queste ragioni, “vivendo in un mondo aperto e senza confini, si dovrà tenere alta la guardia ancora a lungo. Non disperdiamo il patrimonio di sicurezza accumulato in queste settimane”, è l’appello del ministro Francesco Boccia.  

Dl rilancio, ok a bonus per acquisto auto euro 6 

Via libera della Commissione Bilancio alla Camera all’emendamento al dl rilancio che prevede incentivi per l’acquisto di un’auto euro 6. L’emendamento prevede un bonus di 1.500, dal primo agosto al 31 dicembre 2020, per chi acquista un veicolo nuovo euro 6 con contestuale rottamazione di un’auto vecchia di almeno dieci anni. L’incentivo è di 2mila euro per ibrido ed elettriche. Il bonus vale se il concessionario a sua volta offre un bonus da 2mila euro.  

L’invito di Conte alle opposizioni: “Momento decisivo, confronto doveroso” 

”Desidero rinnovarti l’invito a partecipare a un tavolo di confronto sui progetti che sono stati condivisi tra i ministri e che sono stati presentati alle parti sociali…”. Così scrive, apprende l’Adnkronos, il premier Giuseppe Conte nella lettera con cui invita i leader delle opposizioni a palazzo Chigi per confrontarsi sulle misure economiche per la ripartenza post-Covid. Il testo, in possesso dell’Adnkronos, è stato spedito subito dopo gli Stati Generali a Villa Doria Pamphilij.  

Conte spiega di voler rinnovare l’invito al tavolo di confronto ”all’esito dell’interlocuzione con i rappresentanti del mondo dell’economia e della società civile” e ”in vista della elaborazione definitiva del piano di rilancio per il Paese”. In ”un momento così decisivo per il futuro del Paese”, sottolinea il presidente del Consiglio in un passaggio della lettera, “ritengo che l’interlocuzione tra il governo e le forze di opposizione, pur nel rispetto della differenza dei ruoli e delle posizioni, sia doverosa e necessaria”. 

Conte spera che questa interlocuzione ”possa rivelarsi quanto più possibile proficua e feconda”. Il capo del governo conclude assicurando che contatterà i leader del centrodestra ”per le vie brevi” per proporre la “data e la sede dell’incontro”. Allo stato, a Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani ancora non è arrivata la convocazione del vertice con il governo.  

 

 Dl Rilancio, Bergamo e Brescia capitali italiane cultura 2023  

“Grazie a un emendamento al Dl Rilancio approvato dalla Commissione bilancio della Camera con il parere favorevole del Governo, Bergamo e Brescia sono ufficialmente capitali italiane della cultura per l’anno 2023”. Ad affermarlo in un post su Facebook è il viceministro all’Economia e alle Finanze, Antonio Misiani in un post su Facebook. “È un riconoscimento importante per due città ricche di storia e cultura, duramente colpite dalla pandemia. Da oggi, lavoreremo tutti insieme, bergamaschi e bresciani, per rendere questo progetto una bellissima occasione di rilancio per le due città”, conclude. 

Toninelli contestato al bar sbotta e poi spiega: “Ecco perché ho reagito” /Video 

Con un video su Instagram e Facebook, Danilo Toninelli, ex ministro e volto storico del M5S, interviene sulla contestazione di un gruppo di cittadini, mentre era seduto in un bar, che lo ha portato a rispondere malamente ai contestatori, con un sonoro ‘non rompete i cog..’. “Il video risale a martedì scorso, è girato nei media con una chiave di lettura negativa per il sottoscritto – spiega Toninelli – erano le 17.30, avevo un appuntamento di lavoro e per ovvi motivi legati al Covid non volevo farlo in ufficio”, così da ripiegare “su un baretto sotto l’ufficio”. 

 

“Erano 15 persone, una squadra – spiega l’esponente del Movimento – hanno detto: ‘eccolo il politico a cui fare domande’. Vengo accerchiato, con fare non normale – assicura – io sono un cittadino che risponde a tutti, io sono un cittadino normale che ha il privilegio di lavorare nelle istituzioni, mi fermano da tutte le parti, al bar, al carrello mentre faccio la spesa, per me è uno stimolo. Questa era una situazione diversa, non volevano un confronto, ma attaccarmi in modo minaccioso e aggressivo, anche la fisicità era aggressiva”. 

“Io mi arrabbio perché non possono dirmi che sono uguale agli altri, mi taglio lo stipendio da 7 anni e questi devono saperlo”, dice Toninelli rivendicando di aver anche rinunciato alla scorta una volta perso il ruolo di ministro, “perché avrei potuto tenerla per anni”. “Noi siamo contro i vitalizi, contro la casta, siamo l’unica forza politica contro. Avrei potuto arrabbiarmi meno – riconosce – ma non era una situazione normale, perché avere attorno 10-15 persone attorno che contemporaneamente, verbalmente ti aggrediscono, mentre uno filmava. Se ti parla un cittadino normale non ti punta il telefono contro. Ma non era una situazione come le altre – assicura – anche se i media l’hanno descritta per danneggiare, Salvini ha rilanciato pezzi” del video “per generare odio e fa male, malissimo, ed ha anche un effetto drammatico per la democrazia. Ti porta a pensare che una persona che è perbene non lo sia. Questo fa male”. 

Coronavirus, Speranza: “Veneto? Pronti a intervenire dove necessario”  

“La battaglia non è vinta. E’ giusto tenere alta attenzione. In ogni occasione in cui è necessario dobbiamo essere pronti ad intervenire con immediatezza”. Lo dice il ministro della Salute, Roberto Speranza, interpellato dall’Adnkronos sull’annuncio del presidente del Veneto, Luca Zaia, di un’ordinanza con provvedimenti più severi dopo il rialzo dell’indice dei contagi nella regione.  

“Purtroppo siamo passati dal rischio basso al rischio elevato in Veneto con l’indice RT che dallo 0,43% è salito all’1,63 per cento, sta accadendo quello che temevamo. Se continuiamo a non usare la mascherina e a creare assembramenti andrà sempre peggio. Abbiamo una categoria di irresponsabili, ne prendiamo atto”, l’allarme lanciato oggi dal presidente del Veneto.  

Coronavirus, altri 115 casi e 4 morti in Lombardia  

Sono 115 i nuovi casi positivi al coronavirus in Lombardia (di cui 35 a seguito di test sierologici e 34 ‘debolmente positivi’) per un totale complessivo di 1.064.173. E’ quanto emerge dai dati diffusi dalla Regione Lombardia. Il totale dei pazienti deceduti dall’inizio dell’epidemia sale invece a 16.675 (+4 rispetto a 24 ore fa), mentre i pazienti guariti/dimessi sono 67.871 (+261) di cui 65.548 guariti e 2.323 dimessi. Restano stabili i ricoverati in terapia intensiva (41) e i ricoverati non in terapia intensiva (241). I nuovi tamponi effettuati sono invece 9.758. Nel milanese, hinterland compreso, sono 24 i nuovi casi di coronavirus di cui la metà in città. Quanto alle altre province, a Bergamo i nuovi casi sono 22, a Brescia 15, a Como 2, a Cremona 10, a Lecco 4, a Lodi 4, a Mantova 3, a Monza 4, a Pavia 11, a Sondrio 3 e a Varese 4.  

Nuova luce per la Basilica di Santa Maria in Trastevere 

Torna a splendere nel cuore di Roma la Basilica di Santa Maria in Trastevere.    E questo grazie a  un nuovo impianto di illuminazione , realizzato grazie alla partnership tra Acea e Roma Capitale e battezzato dalla sindaca di Roma Virginia Raggi e da    Giuseppe Gola, Ad di Acea Spa, in una piazza gremita di persone, tutte rigorosamente munite di mascherina dopo la performance artistica della banda musicale, con la marcia di Radetzky della Polizia Locale di Roma Capitale.  

Manuali online per fabbricare armi: chiusi 1.700 siti 

Scoperti e rimossi dalla Polizia Postale manuali online utilizzati per pianificare e realizzare attacchi terroristici e per fabbricare armi. Nell’ambito dell’attività di prevenzione e contrasto al terrorismo online, personale del servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni ha condotto l’operazione ‘Rad-Referral Action Day on instructional material online’ promossa da Europol con lo scopo di rimuovere ogni tipo di contenuto illustrativo, o di manualistica digitale, utilizzati per la pianificazione e la realizzazione di attacchi terroristici. 

L’Action Day ha coinvolto unità specializzate del centro europeo antiterrorismo (Ectc) e rappresentanti di 18 Paesi, tra cui 13 stati membri dell’Ue e 5 Paesi extra Ue L’attività ha preso di mira i contenuti online creati o utilizzati come materiale “didattico” diffusi in rete per ispirare e commettere attacchi nel contesto del terrorismo di matrice jihadista, dell’estremismo suprematista, antagonista ed anarchico. In particolare, i manuali fatti in casa e le guide individuate nel corso dell’operazione costituiscano il principale strumento per la realizzazione di armi self made anche con effetti devastanti, soprattutto per gli attacchi condotti da attori solitari. 

Durante l’azione, gli esperti della Sezione Cyberterrorismo del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno rilevato, valutato e segnalato i contenuti online, inclusi manuali e tutorials su come preparare ed attuare attacchi terroristici, come selezionare gli obiettivi, come utilizzare le armi e costruire ordigni. Alcuni dei documenti individuati contenevano anche le istruzioni su come rimanere anonimi online e su come evitare di essere individuati durante la pianificazione di un attacco terroristico. 

Al termine delle attività sono state segnalate per la rimozione un numero complessivo di 1724 indirizzi web riconducibili a 113 piattaforme digitali utilizzate per la propaganda jihadista e 182 url su 67 piattaforme web nell’ambito dei contenuti riferibili all’area dell’ultradestra ed antagonista/anarchica.  

“Queste attività, promosse nell’ambito della cooperazione internazionale, assumono – sottolinea il direttore della Polizia Postale Nunzia Ciardi commentando l’operazione Rad – una valenza fondamentale per il contrasto al terrorismo online di qualsiasi matrice, non solo sotto il profilo investigativo, quanto soprattutto per la valorizzazione dell’azione preventiva, che attraverso l’individuazione e la rimozione di contenuti online connotati da una particolare pericolosità sociale, riesce a disinnescare i propositi di attori solitari spesso difficili da individuarsi in via precoce”. 

Roma, esplosione in hotel: 3 operai feriti 

Sono tre operai i feriti nell’esplosione della caldaia avvenuta, intorno alle 13.40, all’hotel Mercure in via Reggio Calabria, non lontano da piazza Bologna, a Roma. Sul posto carabinieri, vigili del fuoco e 118. Da una prima ricostruzione, lo scoppio è avvenuto mentre si stava facendo la manutenzione della caldaia. Due dei tre operai addetti alla manutenzione, rimasti feriti, sono padre e figlio, trasportati all’ospedale San Giovanni. Nessuno dei 3 sarebbe in gravi condizioni. Sul caso sono al lavoro i carabinieri del Nucleo radiomobile, della compagnia Parioli e della stazione di Piazza Bologna. 

 

Zaia: “Veneto a rischio elevato, lunedì nuova ordinanza” 

“Purtroppo siamo passati dal rischio basso al rischio elevato in Veneto con l’indice RT che dallo 0,43% è salito all’1,63 per cento, sta accadendo quello che temevamo, Se continuiamo a non usare la mascherina e a creare assembramenti andrà sempre peggio. Abbiamo una categoria di irresponsabili, ne prendiamo atto”. A lanciare l’allarme è stato il presidente del Veneto Luca Zaia che oggi è tornato al punto stampa proprio per avvertire che la situazione dell’epidemia si sta aggravando.  

“Il virus tornerà ad ottobre? E’ inevitabile, lo abbiamo già qui oggi. E per colpa di qualcuno, per i comportamenti irresponsabili, si aggiungono i tanti irresponsabili che abbiamo conosciuto nelle ultime ore. Abbiamo una sorta di sensazione di ‘liberazione’ dal virus, ma chi pensa che sia tutto finito si sbaglia, e poi abbiamo chi è positivo e va in giro tranquillamente e peggio rifiuta il ricovero proposto dai sanitari”, ha aggiunto. 

Zaia ha spiegato che l’RT a 1,63 % è stato causato da un nuovo focolaio nel vicentino, causato dal ritorno a fine giugno dalla Serbia di un imprenditore, che è risultato poi infetto e ora è ricoverato in terapia intensiva, e che da causato 52 persone in isolamento fiduciario a Vicenza e 37 nel veronese. “Qui siamo davanti a una persona che dopo aver accusato i sintomi ed effettuato il tampone risultato positivo ha rifiutato il ricovero proposto dai sanitari, nel frattempo è andato a una festa, poi c’è la signora reticente che non vuol dire quali contatti abbia avuto, se le motivazioni al richiamo dell’etica non servono, allora lunedì presenterò una nuova ordinanza per inasprire le regole. Noi dobbiamo muoverci nei limiti di legge, la legge prevede una multa di mille euro, per me mettere a rischio la vita di molte persone vale più di mille euro, è ridicolo per me deve essere previsto, a livello nazionale un TSO, un ricovero coatto per i positivi che non possono andarsene in giro tranquillamente”.  

E Zaia ha anche annunciato: “Ho dato disposizione ai Dg delle Ulss di valutare se ci sono gli estremi per la denuncia penale, ci deve essere tolleranza zero. Abbiamo buttato via 4 mesi? La morale è che grazie a questi ‘signori’ siamo passati da rischio basso a rischio alto. Quello che è accaduto è gravissimo”, ha concluso. 

Jesolo, 38enne aggredito dal branco: è in fin di vita. Identificati 3 aggressori 

Un tunisino 38enne è stato picchiato selvaggiamente da un gruppo di almeno quattro persone a Jesolo, sul litorale veneziano, nella notte scorsa. Ne danno notizia oggi i quotidiani locali. Dell’aggressione, presumibilmente per futili motivi, esiste anche un video che sta circolando in rete in queste ore. Il 38enne si trova ora ricoverato all’Ospedale dell’Angelo di Mestre in condizioni critiche.  

Secondo le prime ricostruzioni la lite avrebbe preso il via attorno alle 4 del mattino dopo che la vittima, in preda ai fumi dell’alcol, avrebbe infastidito alcuni clienti di un bar. Da lì sarebbe scattata una sorta di ‘spedizione punitiva’ del branco che ha inseguito il tunisino fino ad una piazza poco lontana dal bar, dove è iniziato il pestaggio con calci e pugni che hanno provocato all’uomo un grave trauma cranico. Il tunisino è ora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale dell’Angelo di Mestre. 

I carabinieri hanno identificato gli autori dell’aggressione grazie alle riprese delle telecamere di videosorveglianza. Dei quattro aggressori i carabinieri ne hanno già identificati tre: si tratta di tre trentenni italiani incensurati, sono accusati di lesioni personali gravissime in concorso. E sono alla ricerca del quarto presunto autore del pestaggio.  

Pugilato: Socci, a breve sfida titolo italiano poi nuova scalata a europeo 

La data ancora non è certa ma lui è pronto. A fine settembre-inizio ottobre si prenderà quel titolo italiano dei pesi welter che gli consentirà di ritentare la scalata all’europeo: così Dario Socci, classe ’88, conosciuto anche come ‘Italian trouble’, salernitano doc ma romano d’adozione, una lunga e consistente carriera internazionale alle spalle, intende chiudere la lunga, lunghissima attesa per un match che il lokcdown anti-Coronavirus ha reso quasi inafferabile. 

“Quello contro Tobia Loriga,l’attuale campione italiano, sarà il mio primo incontro in Italia, un grande traguardo per me che ho combattuto tutta la mia carriera esclusivamente all’estero per sfide anche molto importanti, dai titoli Gba e Gbu all’Inter-Continentale Ibf “, elenca raccontando di quel viaggio “all’inverso” che dai 18 ai 32 anni lo ha portato in giro per il mondo: Spagna, America, Messico e poi ancora, Sudafrica, Giappone e Germania. Una strada praticamente obbligata per chi della boxe, in Italia, vuole farne una professione e vivere solo di questo. 

“Le borse che si guadagnano quì sono veramente povere. All’estero è completamente diverso. Gli appannaggi sono molto più alti, puoi vivere di boxe e sei stimato come atleta. Restare in Italia invece significa fare il pugile part-time, dividendo la passione con un ‘secondo’ lavoro”, spiega ancora Socci. Il pugilato, d’altra parte, vive da parecchi anni un declino che lo condanna ad un circolo vizioso: borse povere, pochi pugili, pochi spettatori…fuga degli sponsor. 

“Il nostro è considerato uno sport secondario e negli ultimi 20 anni si è progressivamente persa la cultura pugilistica. Ci si è concentrati quasi esclusivamente sul calcio: le palestre sono vuote di professionisti e si fa sempre più fatica ad avere un grande pubblico agli incontri: vende più una partita di serie D che un match di alto livello. E invece bisognerebbe tornare a trasmettere la passione per il pugilato. Servirebbe una operazione culturale vera e propria “, dice. Eppure, annota, film immortali come Rocky o Toro Scatenato sono lì a dimostrare che “le storie dei pugili, anche se hollywoodiane, piacciono e tanto”.  

Ma a scalzare la ‘nobile arte’, oltre al calcio, anche la più sanguigna MMA: “sono le arti marziali miste, calci pugni e prese; molto più facile da capire per un pubblico a cui piace la ‘rissa tra galli’, molto più scenografica e veloce. In tre round, la metà di un match di pugilato, gli incontri si chiudono per Ko. E gli sponsor ,ovviamente, sostengono questo fenomeno”, racconta a malincuore Socci. Ma questo anche perchè, spiega ancora, “oggi il pugilato è cambiato: io la chiamo ‘boxe gourmet’, non ci si picchia più e basta, si è evoluta, si seguono degli schemi che però senza una preparazione il pubblico non può cogliere nell’immediato. Ora è complesso e raffinato come una partita a scacchi, e per questo anche più difficile da capire, e quindi da apprezzare”, si accalora.  

Restituire dignità al pugilato dunque il suo obiettivo che passerà anche dalla palestra che aprirà a Roma il prossimo settembre, la Fortitudo Boxing Club. Conto alla rovescia perciò per un match annunciato ormai quasi un anno fa: “i miei rituali? Semplici, in allegria, senza nessun tipo di scaramanzia: il bendaggio, lo stretching, i colpi a vuoto, i pads, e poi tanta musica”, racconta svelando la sua predilezione per Mina, soprattutto quella anni ’70, che arriva fino ad un tatuaggio, forse il più piccolo in quella selva di disegni che circoscrivono i muscoli: la sua firma copiata da un biglietto di auguri ricevuto un Natale di qualche anno fa. E lasciando il trash talking ad altri, “non mi appartiene”, di Loriga dice: “lo stimo molto, in bocca al lupo”.  

Esplosione in hotel a Roma, “pensavamo a una bomba” 

“Abbiamo sentito un forte botto intorno alle 13. La gente urlava. Inizialmente abbiamo pensato a una bomba. Poco dopo sono arrivati vigili del fuoco e carabinieri e abbiamo saputo che si è trattato dell’esplosione di una caldaia, mentre stavano facendo manutenzione all’impianto”. Così all’Adnkronos una dipendente di un ristorante a pochi metri dal Mercure Hotel dove, intorno alle 13, è esplosa una caldaia all’interno dell’albergo causando il ferimento di tre operai. 

“Io abito qui a pochi metri e ho sentito un botto – racconta una residente – ho sentito tremare i vetri delle finestre e mi sono affacciata e ho visto che era successo qualcosa nell’albergo vicino”. 

Italia 2020, la foto dell’Istat tra crollo pil e crisi lavoro 

A metà 2020 il quadro economico e sociale italiano si presenta eccezionalmente complesso e incerto. Al rallentamento congiunturale del 2019 si è sovrapposto l’impatto della crisi sanitaria e, nel primo trimestre, il Pil ha segnato un crollo congiunturale del 5,3%; i segnali più recenti includono: inflazione negativa, calo degli occupati, marcata diminuzione della forza lavoro e caduta del tasso di attività, una prima risalita dei climi di fiducia. Le previsioni Istat stimano per il 2020 un forte calo dell’attività economica, solo in parte recuperato l’anno successivo. E’ questo in sintesi la fotografia scattata dall’Istat nel Rapporto annuale presentato oggi. 

La crisi determinata dall’emergenza sanitaria ha investito l’economia italiana in una fase caratterizzata da una prolungata debolezza del ciclo. Lo scorso anno il Pil è cresciuto di appena lo 0,3% e il suo livello è ancora inferiore dello 0,1% rispetto a quello registrato nel 2011. La politica di bilancio fortemente espansiva, necessaria per contrastare la crisi e resa possibile dalla sospensione del Patto di stabilità e crescita, avrà quest’anno un impatto rilevantissimo sui saldi di finanza pubblica e sul rapporto tra debito e Pil. Lo scorso anno, l’Italia ha proseguito il percorso di risanamento della finanza pubblica, favorito da un ulteriore ampliamento dell’avanzo primario (l’1,7% del Pil). Il rapporto deficit/Pil è sceso dal 2,2% del 2018 all’1,6%. Questi progressi hanno consentito di mantenere invariata l’incidenza del debito sul Pil (al 134,8%) che tuttavia è rimasta molto sopra la media Uem (all’84,1%). 

Tra le conseguenze più drammatiche dell’epidemia, l’incremento complessivo della mortalità 

Le imprese rimaste attive nel corso del lockdown appartengono soprattutto a comparti che trasmettono gli impulsi su scala estesa, ma lentamente. Il ritorno ai livelli pre-crisi potrebbe richiedere tempi piuttosto lunghi anche alla luce delle stime sugli effetti inter-settoriali delle misure di lockdown introdotte in Italia e all’estero. L’Istat evidenzia che con le misure di lockdown introdotte in Italia e all’estero la caduta del valore aggiunto complessivo, rispetto a uno scenario di riferimento con assenza di shock, “è pari al 10,2% ed è determinata per 8,8 punti percentuali dalle dinamiche interne e per 1,4 punti dagli effetti ‘importati'”. Di questi ultimi, 0,2 punti, rileva il rapporto, “sono ascrivibili alla riduzione di domanda tedesca, 0,4 alla dinamica dell’area euro (esclusa la Germania) e 0,8 punti a quella del resto del mondo”. 

L’impatto del Covid sulla speranza di vita: quasi un anno in meno, due al Nord 

Gli effetti diretti e indiretti del lockdown si sostanziano in contrazioni significative del valore aggiunto di tutti i principali comparti dell’economia italiana (non meno dell’8%). Gli impatti misurati nell’esercizio sono più accentuati per alcune attività del terziario (-19,0% per alloggio e ristorazione; -11,3% per i servizi alla persona; -10,3% per commercio, trasporti e logistica) e per le costruzioni (-11,9%). La componente ‘importata’ è piccola nei servizi ed è ampia nell’industria (tra 2,7 e 3,5 punti), in ragione della sua maggiore integrazione negli scambi internazionali e nelle catene globali del valore. 

La crisi di liquidità del 2020 potrebbe incidere fortemente sull’operatività delle imprese “qualora l’accesso a risorse esterne non fosse agevole”. Una stima dell’impatto del lockdown sulla liquidità di circa 800mila società di capitale italiane (che rappresentano quasi la metà dell’occupazione e il 70% del valore aggiunto del sistema produttivo) indica che all’inizio della fase di graduale riapertura delle attività, a fine aprile, quasi due terzi delle imprese (circa 510mila) avevano, verosimilmente, liquidità sufficiente a operare almeno fino a fine 2020 mentre oltre un terzo sarebbe risultato illiquido o in condizioni di liquidità precarie. L’Istat sottolinea inoltre “che il crollo del fatturato a partire dal mese di marzo 2020 ha accentuato le difficoltà finanziarie delle imprese, ponendo sfide severe anche per quelle con una solida situazione economico-finanziaria”.  

In particolare, rileva l’Istat, si stima che il 16,5% (quasi 131mila unità) fosse già illiquido alla fine del 2019; un ulteriore 13,3% (circa 105mila) lo sarebbe diventato tra gennaio e aprile 2020; per il restante 5,9% (oltre 46mila imprese) il deterioramento delle condizioni di liquidità è tale da mettere a rischio l’operatività nel corso del 2020. 

I problemi di liquidità appaiono diffusi in molti settori del nostro modello di specializzazione: costruzioni, bevande, autoveicoli, altri mezzi di trasporto nell’industria; consulenza aziendale, alloggio, commercio di autoveicoli, agenzie di viaggio e servizi di trasporto marittimo e aereo nel terziario. La crisi di liquidità delle imprese incide sia nell’immediato, causando fallimenti o cadute strutturali, sia nel lungo periodo, compromettendo la capacità di recupero delle imprese che avrebbero avuto margini di cassa. Secondo i risultati di questa analisi circa un terzo delle società di capitale classificabili a “produttività elevata” risulta a fine aprile illiquido o presenta una liquidità insufficiente a sostenere, fino alla fine del 2020, flussi di cassa pari a quelli registrati in media nei primi quattro mesi dell’anno. 

La fotografia del mercato del lavoro pre-pandemia mostra diseguaglianze crescenti. Gli uomini, i giovani, il Mezzogiorno e i meno istruiti non hanno ancora recuperato i livelli e i tassi di occupazione del 2008. Nel 2019 il numero di occupati ha superato di 519mila unità il valore del 2008 nel Centro-nord mentre nel Mezzogiorno il saldo è ancora negativo di 249mila. Tra i giovani di 25-34 anni gli occupati sono oltre 1 milione e 400mila in meno. Al contrario le donne segnano un aumento di 602mila unità mentre gli uomini occupati in settori particolarmente esposti agli andamenti del ciclo hanno subito un calo di 332mila unità. 

Rispetto alla qualità del lavoro aumentano le diseguaglianze a svantaggio delle donne, dei giovani e dei lavoratori del Mezzogiorno. Con maggiore frequenza si tratta di lavoratori a tempo determinato e a tempo parziale, specie involontario, che occupano posizioni lavorative ad alto rischio di marginalità e di perdita del lavoro. 

Sono molteplici i fattori di fragilità del sistema produttivo. Il problema del reperimento della liquidità è molto diffuso, i contraccolpi sugli investimenti – segnalati da una impresa su otto – rischiano di costituire un ulteriore freno ed è anche preoccupante che il 12% delle imprese sia propensa a ridurre l’input di lavoro. Tuttavia, si intravedono fattori di reazione positiva e di trasformazione strutturale in una componente non marginale del sistema produttivo. Nella prima fase dell’emergenza sanitaria conclusasi il 4 maggio, il 45% delle imprese ha sospeso l’attività, in gran parte a seguito dei decreti del Governo e circa una su sette per propria decisione Tra le imprese che si sono fermate prevalgono largamente quelle di piccola dimensione. 

Le misure di contenimento dell’epidemia hanno provocato una significativa riduzione dell’attività economica per una larga parte del sistema produttivo: oltre il 70% delle imprese ha dichiarato una riduzione del fatturato nel bimestre marzo-aprile 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; oltre il 40% ha riportato una caduta maggiore del 50%.  

Per il 2020 è previsto un forte calo dell’attività (-8,3%), diffuso a tutte le componenti settoriali, con una contrazione del Pil che, si prevede, sarà solo in parte recuperata l’anno successivo. La crisi ha determinato un primo impatto sull’attività a marzo e poi uno pesantissimo nel mese successivo, con una fortissima contrazione congiunturale di tutte le attività produttive. L’indice di produzione industriale è risultato in aprile inferiore di oltre il 42% rispetto a un anno prima mentre per quello delle costruzioni il calo tendenziale è pari a circa il 68%. 

Nel primo trimestre 2020, il blocco parziale delle attività connesso alla crisi sanitaria ha determinato effetti diffusi e profondi. Il Pil si è contratto del 5,3% su base congiunturale. Dal lato della domanda, i consumi privati hanno segnato una caduta del 6,6% rispetto al trimestre precedente, gli investimenti dell’8,1%, mentre vi è stato un contributo positivo delle scorte. Sul fronte degli scambi con l’estero, il calo delle esportazioni è stato più intenso di quello delle importazioni (rispettivamente -8,0% e -6,2%).  

La contrazione di entrambi i flussi commerciali con l’estero ha segnato un’ulteriore accelerazione; in particolare le esportazioni sono diminuite di quasi il 30% nel bimestre marzo-aprile rispetto agli stessi mesi del 2019.  

I dati più recenti indicano, tuttavia, iniziali segnali di inversione. Il commercio estero extra-Ue di maggio registra un primo significativo rimbalzo delle esportazioni e gli indicatori dei climi di fiducia delle imprese mostrano a giugno una significativa risalita rispetto al mese precedente. 

Sul fronte dei prezzi, nel 2019 è emersa una nuova decelerazione dell’inflazione e la debolezza della domanda ha favorito un’ulteriore discesa dei margini di profitto. Nei primi mesi del 2020 gli effetti del crollo delle quotazioni del petrolio hanno portato a un calo tendenziale dei prezzi al consumo (Indice Ipca) dello 0,3% a maggio.  

La percezione di aumento dell’inflazione, emersa di recente, è probabilmente connessa alla risalita dei prezzi dei cosiddetti beni di largo consumo, il cui tasso di crescita tendenziale si è avvicinato al 3% ad aprile per scendere al 2,6% a maggio. 

La pandemia da Covid-19 si è innestata su una situazione sociale caratterizzata da “forti e crescenti disuguaglianze”, rileva ancora il Rapporto annuale 2020. La classe sociale di origine “influisce ancora in misura rilevante sulle opportunità degli individui nonostante il livello di ereditarietà si sia progressivamente ridotto. Per la generazione più giovane però è anche diminuita la probabilità di ascesa sociale” sottolinea l’Istat.  

Sul fronte del mercato del lavoro la fotografia al 2019 indica crescita di diseguaglianze territoriali, generazionali e per titolo di studio rispetto al 2008. Quelle di genere sono diminuite in termini di quantità di occupati ma aumentate sotto il profilo della qualità del lavoro.  

 

Hong Kong, Joshua Wong: “Mondo difenda democrazia” 

“Sebbene presto le nostre voci non potranno più essere ascoltate, speriamo che il mondo parlerà più forte e difenderà la democrazia con sforzi più energici”. A scriverlo su Twitter è Joshua Wong, uno dei principali leader del movimento per la democrazia a Hong Kong, dopo l’entrata in vigore della legge sulla sicurezza nazionale. “Pechino prova a mettere a tacere i dissidenti con la paura, ma la paura non ucciderà il nostro spirito di resistenza e la determinazione per la democrazia. Nonostante il costo elevato di esprimere apertamente il dissenso, decine di migliaia di residenti di Hong Kong sono scesi in strada, giurando di continuare la loro lotta e di non arrendersi mai”, ha proseguito l’attivista sulla piattaforma di microblogging.  

“La nuova legge sulla sicurezza nazionale non riguarda solo i cittadini di Hong Kong ma anche i cittadini stranieri. Dato che i suoi termini sono definiti in modo vago, la legge è soggetta ad abusi o manipolazioni politiche”, ha detto, per poi annunciare il primo processo per ‘terrorismo’ in base alla nuova legge. “Comparirà oggi nel tribunale di West Kowloon” il motociclista di 23 anni arrestato lo scorso primo luglio a Hong Kong perché portava una bandiera pro-indipendenza, in violazione della nuova legge sulla sicurezza nazionale, ha scritto ancora Wong. Secondo l’attivista, il giovane è “la prima persona a Hong Kong incriminata per ‘sedizione e terrorismo’ sulla base della legge sulla sicurezza nazionale”. 

Intanto Luo Huining, che da gennaio è direttore dell’ufficio di rappresentanza di Pechino ad Hong Kong, è stato nominato Consigliere per la legge per la sicurezza. Lo riportano oggi i media di stato cinesi. Con questa carica, l’ex segretario del Partito comunista di Shanxi e Qinghai potrà quindi indirizzare la politica del capo esecutivo dell’ex colonia britannica, Carrie Lam, che presidente il Comitato per la salvaguardia della sicurezza nazionale. 

Il comitato avrà la responsabilità di formulare ed applicare le misure repressive in attuazione della legge per la sicurezza nazionale imposta da Pechino ad Hong Kong. 

Un altro alto funzionario del partito comunista cinese, Zheng Yanxiong, è stato inviato ad Hong Kong per guidare un nuovo ufficio che avrà il compito di monitorare il comitato locale. Zheng è noto per la repressione violenta attuata contro le proteste scoppiate a Wukan, un villaggio della provincia di Guangdong, nel 2011. 

 

Istat: “Da Covid esiti devastanti, ma primi segni di recupero” 

Il presidente dell’Istat Carlo Blangiardo, nella sua relazione al rapporto annuale dell’istituto si è dilungato sugli effetti della pandemia covid-19, durante la quale “l’Istat ha mantenuto la piena continuità operativa”. A questo proposito ha detto: “Leggiamo con preoccupazione gli esiti più devastanti delle misure di confinamento in aree strategiche, come il capitale umano, per il prezzo pagato fin qui dalla scuola e per l’ipoteca che incombe sui di essa nei mesi a venire; o come il turismo, essenziale per la nostra economia, seppur debole e fragile sotto il profilo della struttura di impresa; ma siamo in grado, con i nostri strumenti, di rilevare già i primi segni di recupero”. 

Inghilterra, da 10 luglio stop quarantena per chi arriva da Italia 

Abolito in Inghilterra l’obbligo di quarantena per chi arriva dall’Italia e da altri Paesi europei, fra cui Spagna, Francia e Germania, inclusi gli inglesi che rientrano a casa. Il provvedimento entrerà in vigore il prossimo dieci luglio, ha anticipato il ministro dei Trasporti britannico, Grant Shapps, in una intervista alla Bbc. L’elenco completo degli oltre 50 Paesi interessati dal provvedimento per la revoca dell’obbligo sarà pubblicato entro oggi. Scozia, Irlanda del Nord e Galles non hanno ancora deciso se e quando abolire l’obbligo di isolamento di 14 giorni per chi arriva dall’estero. La Scozia ha deplorato la decisione di Londra limitata alla sola Inghilterra sottolineando l’iopportunità di azioni valide per le quattro nazioni del Regno.