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Categoria: Adnkronos

Covid, virologi Usa identificano nuovo potenziale trattamento 

Passi avanti nella ricerca di terapie contro Covid-19. Un team di virologi del College of Veterinary Medicine presso la Kansas State University ha pubblicato uno studio su un possibile approccio terapeutico. Lo studio, pubblicato su ‘Science Translational Medicine’, rivela come gli inibitori della proteasi si sono rivelati efficaci contro i coronavirus umani Sars-Cov-2 e Mers-Cov. 

“Lo sviluppo di farmaci e vaccini sono i principali obiettivi della ricerca contro Covid-19”, ha affermato K.C. Chang, che firma la ricerca insieme a Yunjeong Kim. “Questo studio descrive gli inibitori della proteasi che colpiscono un bersaglio terapeutico specifico del coronavirus”. Lo studio dimostra che una serie di inibitori ha bloccato la replicazione dei coronavirus umani Mers-Cov e Sars-Cov-2 nelle cellule in coltura e in un modello murino per la Mers. Risultati che suggeriscono che questa serie di composti dovrebbe essere ulteriormente studiata come potenziale arma contro il virus che causa Covid-19.  

Salvini: “Al processo qualche esponente governo mi farà compagnia” 

“Non pretendevo un medaglia, era il mio lavoro quello che gli italiani mi chiedevano, non mi aspettavo neanche due processi, se volete venire a farmi compagnia il 3 ottobre sarò in tribunale a Catania, non sono abituato ad andarci da criminale, ma ci vado a testa alta, ma sicuramente qualche esponente del governo verrà a farmi compagnia. Io rischio 15 anni di carcere per aver fatto rispettare la legge e i confini del mio Paese ed è chiaro che è un processo politico, ma siccome le scelte le prendevamo tutti insieme allora ci andremo tutti”. Lo ha detto a Rtl 102.5 Matteo Salvini, leader della Lega ed ex ministro dell’Interno, parlando della questione sbarchi. 

“Mettetevi la mascherina se no ci arrestano, siamo in una situazione surreale. Il Governo chiede lo stato d’emergenza agli italiani e intanto sbarcano ogni giorno immigrati che fanno quello che vogliono in giro per l’Italia”, dice ancora il leghista, oggi a Sesto San Giovanni.  

“Il Modello Genova – ha aggiunto – sarà quello che utilizzeremo in tutta Italia quando torneremo al governo. Possono stare chiusi nel Palazzo e attaccati alla poltrona per un po’ di tempo ma li rimandiamo presto a casa e riprendiamo in mano il Paese. Questo è poco ma sicuro”, ha poi detto durante il comizio per il passaggio del sindaco Roberto Di Stefano da Forza Italia alla Lega. “Se proveranno a tornare alla legge Fornero cancellando quota 100, la Lega farà battaglia fuori e dentro il Parlamento”, ha aggiunto.  

Ed è bagno di selfie come sempre per il leader della Lega che a Sesto San Giovanni ha parlato a un gazebo davanti a circa 200 persone senza mascherina a coprire il volto (ce l’aveva sul collo). Alla fine della mattinata, la sua l’ha anche regalata a un fan. “Me l’ha chiesta e gliel’ho regalata volentieri”, ha spiegato poi ai giornalisti. 

Zingaretti: “Legge elettorale entro 20 settembre o referendum pericoloso” 

“Le preoccupazioni espresse da molte personalità, in ultimo da Bartolomeo Sorge, sul pericolo di votare a favore del referendum sul taglio ai parlamentari senza una nuova legge elettorale, sono fondate e sono anche le nostre”. Lo dice Nicola Zingaretti. 

“Per questo il Partito Democratico un anno fa ha fatto inserire questo punto nel programma di Governo. Per questo, e non per perdere tempo, spesso in solitudine nelle ultime settimane abbiamo riproposto questo tema da inserire nell’agenda parlamentare – prosegue io segretario del Pd-. Su questa posizione, in questi giorni, ci sono stati pronunciamenti importanti da parte del Movimento 5 stelle, da ultimo con il Ministro Di Maio”. 

“Pronunciamenti che vanno tutti nel senso della volontà di rispettare gli accordi. Rinnovo dunque l’appello alla collaborazione, a tutti gli alleati e a fare di tutto affinché, a partire dal testo condiviso dalla maggioranza, si arrivi entro il 20 settembre a un pronunciamento di almeno un ramo del Parlamento”, conclude il segretario del Pd. 

 

Mare: spiagge sempre meno libere e balneabili mentre avanza l’erosione  

Trovare un posto in spiaggia per prendere il sole liberamente e gratuitamente è sempre più difficile. L’erosione aumenta ma aumentano anche le concessioni balneari che a oggi interessano oltre il 50% delle spiagge italiane, mentre l’8% di costa non è balneabile perché il mare è inquinato. A dirlo è il nuovo rapporto Spiagge di Legambiente, che come ogni anno fotografa la situazione e i cambiamenti in corso nelle aree costiere italiane, insieme alla campagna Goletta Verde. 

Mettendo insieme i dati del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di Regioni e Comuni, e analizzato foto aeree, l’associazione ha stilato la classifica dei primi dieci comuni costieri con la maggiore occupazione di spiagge in concessione: Alassio, Jesolo, Forte dei Marmi, Rimini, Lido di Ostia, San Benedetto del Tronto, Alba Adriatica, Pozzuoli, Giardini Naxos e Mondello. 

Mancano spiagge libere in Versilia e in Romagna, dove meno del 10% dei litorali è spiaggia libera, risultato che è spesso la somma di corridoi tra gli stabilimenti e di zone in cui è vietata la balneazione. Il record a Forte dei Marmi, dove lungo 4,7 km di linea costiera si contano 125 stabilimenti, per un’occupazione del 93,7% della costa. Mentre in Liguria ed Emilia-Romagna quasi il 70% è occupato da stabilimenti balneari, in Campania il 67,7%, nelle Marche il 61,8%.  

In Sicilia la percentuale di spiagge in concessione è più bassa che in altre regioni, ma nel 2019 sono state presentate oltre 600 richieste di nuovi stabilimenti. A confermare la necessità di controlli sono alcune situazioni di illegalità come a Ostia o Pozzuoli, dove muri e barriere impediscono vista e accesso al mare. 

Oltre la spiaggia, il mare. Dove però non sempre è facile fare un bagno in tratti di costa puliti, come emerge dai dati 2020 del portale Acque del ministero della Salute, elaborati da Legambiente.  

Il 7,8% dei tratti sabbiosi in Italia (tra chilometri di costa interdetti alla balneazione e abbandonati, ossia aree in cui ricade la foce di un fiume, di un torrente o di uno scarico e che non vengono campionate) è sottratto alla balneazione per ragioni di inquinamento, in special modo in Sicilia, Calabria e Campania che in totale contano circa 73,5 km sui 90 interdetti a livello nazionale; mentre sono complessivamente 169,04 i km di costa ‘abbandonati’ in tutta Italia.  

Il risultato è che la spiaggia libera e balneabile nel nostro Paese si riduce mediamente al 40%, ma con grandi differenze tra le Regioni. 

La sabbia non scompare solo dietro gli stabilimenti, ma anche a causa dell’erosione costiera. Dal 1970 i tratti di litorale soggetti a erosione sono triplicati e oggi ne soffre il 46% delle coste sabbiose, con tendenze molto diverse tra le regioni e picchi del 60% e oltre in Abruzzo, Sicilia e Calabria. In media è come se avessimo perso 23 metri di profondità di spiaggia per tutti i 1.750 km di litorale in erosione. E i cambiamenti climatici con l’innalzamento del livello del mare in atto, mettono a rischio inondazione 40 ambiti (elaborazione Enea).  

Secondo l’Ue, l’impatto sulle coste europee di questi fenomeni ha provocato danni pari a 7 miliardi di euro all’anno che, si stima, passeranno a 20 miliardi di euro all’anno nei prossimi anni, con una popolazione colpita pari a 10 milioni di europei. 

L’unico intervento normativo sulle spiagge negli ultimi 14 anni ha riguardato la proroga senza gara delle concessioni balneari: ultima, in ordine di tempo, quella approvata nella Legge di Bilancio 2019 e nel recente Decreto Rilancio che le estende fino al 2033, nonostante già nel 2009 l’Ue abbia avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia chiedendo la loro messa a gara, visto che la Direttiva Bolkestein del 2006 prevede la possibilità anche per operatori di altri Paesi Ue di partecipare ai bandi pubblici per l’assegnazione.  

Entrate per lo Stato pari a 103 milioni di euro (secondo gli ultimi dati del 2016) a fronte di un giro d’affari miliardario. Sono i canoni pagati per le concessioni balneari, come denuncia Legambiente nel suo ultimo report “Spiagge”. Un totale di 10.812 stabilimenti balneari in Italia, tra realtà di enorme successo e concessioni fuori dai circuiti turistici principali, dove per poche settimane all’anno si riempiono gli ombrelloni in realtà degradate da inquinamento e abusivismo edilizio.  

“Siamo l’unica nazione europea a non porre alcun limite alla quantità di spiagge date in concessione, lasciando questa scelta alle Regioni”, denuncia Legambiente. Tra le regioni più virtuose Puglia, Sardegna e Lazio, dove la quota minima di spiagge da garantire alla libera fruizione (o libera fruizione attrezzata) è regolamentata e fissata tra il 60-50%. Continuano a essere cinque, invece, le regioni prive di norme che specifichino una percentuale minima da destinare alle spiagge libere: Toscana, Basilicata, Sicilia, Friuli Venezia Giulia e Veneto. Il problema, tuttavia, riguarda nei fatti il rispetto dei limiti di legge da parte dei singoli Comuni, anche nelle Regioni che si sono dotate di norme. 

Qualche nota positiva, però, c’è. Da una parte i cittadini, sempre più sensibili al tema, si sono organizzati in gruppi per difendere tratti di costa minacciati, dal Coordinamento nazionale Mare Libero ai blitz contro la privatizzazione delle spiagge a Massa, Napoli e Mondello. Dall’altra, si moltiplicano esperienze di gestione di qualità. 

Tra le buone pratiche dell’estate 2020, le spiagge accessibili e “smoke free” a Bibione (qui hanno realizzato tavoli e sedute con il legno degli alberi caduti durante la tempesta Vaia); la fondazione Cesare Serono ha realizzato, prima in Italia, una mappatura multimediale delle spiagge accessibili ai disabili; il Bagno Sport 70 di Cesenatico, capofila nella lotta all’uso della plastica (bevande alla spina e borracce termiche ai clienti, prevedendo per la stagione un risparmio di circa 20mila bottiglie di plastica). 

Aumentano le spiagge pet-friendly, come la Baubeach a Maccarese, la Dog Beach di San Vincenzo, la spiaggia di Pluto a Bibbione e il Bagno 81 di Rimini. Infine, il Parco Regionale Isola di S. Andrea e Litorale di Punta Pizzo in Puglia: qui la conservazione dell’area è stata affidata a Legambiente Gallipoli che si occupa della realizzazione della Carta aggiornata degli Habitat, di individuare con criteri ecocompatibili aree adibite a parcheggio temporaneo al servizio di attività turistico-ricreativo-costiere, della pulizia, della posidonia spiaggiata, delle aree umide del canale dei Samari e dello stato di salute di alcune specie animali. 

“La sfida che vogliamo lanciare ai Comuni costieri, ai balneari, al Governo è di aprire un confronto sul futuro delle spiagge italiane: se entriamo infatti nel merito delle questioni diventa possibile trovare soluzioni di qualità, interesse generale e innovative – dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – È un obiettivo condiviso che vi siano maggiori e più efficaci controlli rispetto alle trasformazioni in corso lungo le coste italiane, per trovare regole capaci di migliorare e diversificare l’offerta, di affrontare questioni ambientali, come l’erosione, che si aggraveranno in una prospettiva di cambiamenti climatici”. 

Ogni anno, ricorda Sebastiano Venneri, responsabile turismo di Legambiente, “scompaiono chilometri di spiagge per l’erosione costiera e perché insieme al sistema di porti, città e borghi marinari, aree protette, rappresenta una risorsa chiave per il rilancio del Paese, che potrebbe rafforzarsi grazie anche a un’offerta più qualificata e diversificata per aree e stagionalità. L’errore da non commettere è continuare ad affrontare separatamente questioni che necessitano di politiche integrate e di programmazione degli interventi di recupero, di un turismo sostenibile e accessibile, di regole trasparenti e dell’isolamento per chi non le rispetta”. 

Queste le priorità per una Legge di riordino delle spiagge, secondo Legambiente: garantire il diritto alla libera e gratuita fruizione delle spiagge, fissando limiti alla percentuale data in concessione e una quota prevalente di spiagge libera per ogni Comune, ma anche spingendo verso forme di concessione più leggere; premiare la qualità dell’offerta nelle spiagge in concessione, coloro cioè che puntano su una logica ambientale sempre più integrata con il territorio e su imprese locali e familiari capaci di garantire l’occupazione. 

E ancora: canoni adeguati con risorse da utilizzare per riqualificare il patrimonio naturale, con una parte degli stessi che rimanga ai Comuni, così come chiesto anche dai balneari; una strategia nazionale per erosione, inquinamento e adattamento al clima, che riguardi tutti gli 8 mila chilometri di coste italiane, la metà dei quali soggetti a erosione, e la garanzia del diritto a un mare pulito, restituendo alla balneazione acque soggette a cattiva depurazione o non più campionate. 

 

Covid, in Germania indice di contagio a 1,09 

Nelle ultime ore la Germania ha registrato circa 900 nuovi casi di Coronavirus, per un totale di persone contagiate superiore alle 211mila. A riferirne è stato oggi il Robert Koch Institut, l’agenzia governativa incaricata di gestire la risposta alla pandemia. Nelle ultime 24 ore, è stato precisato, i nuovi casi sono stati 879 e i decessi 8 per un bilancio di 211.281 persone infettate e 9.156 decedute. I pazienti guariti sono stati 194.000. L’indice di contagio calcolato su dieci giorni è sceso a 1,09 contro l’1,11 di ieri. 

Francesco Fossetti: “Il sito più visitato d’Italia non è un gioco da ragazzi” 

13 milioni di utenti unici in trenta giorni nel mese di maggio, 4.7 milioni in una settimana e 1.1 milioni in sole ventiquattro ore. Ma pochi sanno che a vantare questi numeri record, attestandosi come il sito italiano del settore videogame più visitato, è Everyeye.it, portale di riferimento per gli amanti del videogioco. A parlare con l’Adnkronos di questa realtà (che ormai abbraccia ben più dei videogame, con sezioni dedicate anche al tech, l’automotive, il cinema e le serie-tv), in occasione del ventesimo anno di attività, è il senior editor e responsabile della sezione videogiochi di Everyeye Francesco Fossetti, classe 1984, in un’intervista che spazia dalla crescente leadership del settore dei videogame nel mercato dell’intrattenimento, alla commistione dei linguaggi fra cinema e videogiochi, alla strategia editoriale che ha spinto il traffico del sito stabilmente oltre i 12 milioni di utenti unici mensili, in un momento in cui Agcom (è notizia di ieri) certifica che i ricavi della raccolta pubblicitaria sul web hanno superato per la prima volta quelli della tv nel 2019 e che secondo le stime la tendenza si consoliderà nel 2020.  

Il caso Everyeye è paradigmatico dell’evoluzione tanto del mercato dell’intrattenimento quanto di quello dell’editoria. “Negli ultimi anni, l’arrivo su piattaforme più popolari come Netflix, di prodotti che prima erano squisitamente legati all’universo ‘nerd’ (come The Walking Dead, The Witcher o Game of Thrones), ha sdoganato la nozione che chi fosse appassionato di questo genere di cose non corrispondesse esclusivamente allo stereotipo del ragazzino asociale rintanato nella sua cameretta”, dice Fossetti. Riconoscendo, però, come nel nostro paese permanga un certo grado di diffidenza nei confronti del settore: “La motivazione è in parte linguistica: il termine videogioco riporta sempre e comunque a una dimensione ludica, e per molti questa è legata al perdere tempo. Tant’è che sono state proposte denominazioni alternative come ‘opera multimediale interattiva’”.  

Nonostante l’Italia sia stabilmente nella top 10 dei paesi per fatturato dell’industria videoludica, dietro solo a mercati ben più estesi come quelli di Cina, Sud Corea, America e Canada, “si è rimasti ancorati all’idea che il videogioco non possa essere un mezzo di comunicazione o di espressione artistica”. Per Fossetti, al contrario, il videogame non solo è in grado di comunicare al pari di cinema, musica e letteratura, ma è anche un mezzo “prezioso perché incarna pienamente tutte le esigenze di affabulazione del pubblico odierno. Nel senso che se il cinema è stato il mezzo di comunicazione più rappresentativo del secolo scorso, il videogioco può essere davvero quello più rappresentativo del secolo che stiamo vivendo: perché ha in sé il valore dell’ipertesto, della partecipazione diretta, il punto di vista diventa personale e non necessariamente solo quello dell’autore. Tutti valori che le nuove generazioni avvertono come propri”. 

Secondo Fossetti è un errore anche la scarsa attenzione al settore da parte dei media italiani, che se ne occupano solo quando è impossibile trascurarne la dimensione economica. Per Fossetti, invece, bisognerebbe entrare nel merito della rilevanza culturale del fenomeno e di alcuni prodotti: “Il lancio del nuovo ‘Grand Theft Auto’, ad esempio, fa notizia solo perché ha fruttato una certa cifra. Ma ‘GTA’ è o non è la più grande riproduzione virtuale dei modi e degli eccessi della moderna società americana? Sarebbe importante per il medium essere riconosciuto anche sotto questi punti di vista”. Un passo in questa direzione è stato fatto dalla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, che ha invitato nella giuria della sezione ‘Venice Virtual Reality’ il game producer e designer giapponese Hideo Kojima, autore dei videogiochi più venduti, fra i quali la serie ‘Metal Gear’, e ideatore anche di ‘Death Stranding’, in cui recitano attori quali Mads Mikkelsen, Norman Reedus e la nominata agli Oscar Lèa Seydoux. “Quello della Mostra è un riconoscimento importante della presenza di autorialità e valori anche nei videogiochi, al pari del grande schermo”, sottolinea Fossetti. 

Se con il passare del tempo e l’avanzamento della tecnologia le differenze tra cinema e videogioco continuano ad assottigliarsi, a livello economico il solco continua a crescere a favore di quest’ultimo: “Già da qualche anno l’industria dei videogiochi ha superato per gettito quella del cinema e della musica. Alla fine del 2018, con una crescita del 20% rispetto all’anno precedente, le revenues del settore sono state di 43.8 miliardi di dollari, superando abbondantemente tutta l’industria di Hollywood. Nel 2019, invece, ha superato l’insieme del fatturato di musica e cinema raggiungendo la cifra, abbastanza impressionante, di 152 miliardi di dollari”.  

Parallelamente al mercato, è cresciuto anche il settore dell’editoria legato al giornalismo videoludico, di cui oggi, in Italia, Everyeye è leader assoluto. Un percorso ventennale che ha visto diverse piccole testate “dedicate a specifiche console” trasformarsi in un unico portale seguito mensilmente da oltre 13 milioni di persone. “Ci siamo accorti di avere per le mani un’utenza molto ricettiva per quel che riguarda la tecnologia e diverse forme di intrattenimento. Questo ci ha spinto ad aprire le sezioni tech, cinema, serie-tv, manga e anime: da testata molto verticale sul videogioco, quindi, siamo diventati una testata verticale sul mondo dell’entertainment nel suo complesso, e questo ci ha permesso di crescere moltissimo”. 

Nonostante la varietà degli argomenti, Everyeye “è rimasto molto attento alla qualità della sua offerta editoriale, puntando sempre all’approfondimento”. Un approccio che i numeri dimostrano essere stato recepito in maniera positiva dal pubblico: “Noi prendiamo un prodotto, che sia videogioco, film o serie-tv, e lo svisceriamo, passando dalla pura critica all’analisi tematica, a quella dei meccanismi produttivi, e via dicendo. Oggi, in Italia, avere 13 milioni di utenti unici mensili è un grosso traguardo ed un bel riconoscimento del lavoro svolto”.  

Un’offerta editoriale che non ha subito rallentamenti nemmeno durante il lockdown imposto dalla pandemia: “Come tutti, Everyeye non è stato esente da effetti negativi o ripercussioni economiche, ma abbiamo cercato di mantenere un approccio positivo fin da subito. Sapevamo che il pubblico avrebbe avuto bisogno di notizie diverse rispetto a quelle che venivano quotidianamente (se pur necessariamente) proposte. Volevamo fare da guida, aiutando il pubblico a distrarsi e, su piattaforme che lo prevedono come Twitch (Twitch.tv è una piattaforma di livestreaming di Amazon che consente principalmente lo streaming di videogiochi, ed è leader del settore nelle trasmissioni di eventi e competizioni, ndr.), fornire un contatto diretto e umano, se pur distante. Su Twitch abbiamo quindi esteso la programmazione, più che raddoppiata, facendo 9 ore di diretta continuativa tutti i giorni, anche il fine settimana, per tutti i mesi del lockdown. Un’iniziativa che ha portato ai record di utenti unici in un giorno, settimana e mese”.  

Twitch, nonostante la sua crescita, in Italia fa parte di quella categoria di servizi ancora relativamente poco conosciuti e utilizzati: “Senza un impulso esterno a questo mercato – rimarca Fossetti – i tempi di familiarizzazione con un prodotto ed i suoi modi di fruizione si allungano inevitabilmente. In America ci sono media e pubblicazioni più tradizionali come il Washington Post e il New York Times che spingono in questa direzione: i numeri di Twitch negli Usa fanno notizia. Uno streamer come Pow3r (Giorgio Calandrelli) che giocando a Fortnite viene seguito da 70.000 persone, in Italia è sicuramente un evento, ma nessuno lo celebra come tale, se non le testate di settore”. 

“È un peccato – sottolinea Fossetti – perché il tipo di interazione che si crea su Twitch è forse unico nel panorama del web. Negli ultimi anni, con l’interazione sempre continuativa ma distante attraverso i social, si sono moltiplicate le reazioni di odio, fastidio e cattiveria”. I famosi haters o leoni da tastiera. “Questo – afferma – perché lo schermo ha sempre rappresentato uno scudo. Su Twitch c’è una possibilità maggiore di instaurare un dialogo, mentre in altre parti del web è quasi un miracolo che due persone che partono da assunti diversi arrivino ad un punto d’incontro”.  

I record sono stati registrati durante i mesi di lockdown, ma la colonizzazione di altre piattaforme, di cui Everyeye può definirsi pioniere, è cominciata diversi anni prima: “Intorno al 2014 abbiamo capito che c’era bisogno di essere non soltanto delle firme, ma anche dei volti, imparando a stare di fronte ad una telecamera ed essere in grado di gestire una propria community. Abbiamo quindi dedicato un’unità di produzione a Youtube: fra montaggio, doppiaggio e adattamento dei testi, sono circa sette le persone che seguono esclusivamente quella piattaforma. Su Youtube abbiamo superato i 175 mila follower, mentre su Twitch sono quasi 100 mila. Tra i canali redazionali siamo i primi in Italia per numero di iscritti, ed è stata una sfida quella di esportare i nostri linguaggi e i nostri valori anche su piattaforme con modi di fruizione completamente diversi rispetto a quelli del testo. Un lavoro che non si è mai fermato a livello creativo e di ideazione delle linee editoriali”. 

Una linea editoriale che, sul portale principale e solo nella sezione videoludica, porta alla pubblicazione di oltre 60 contenuti al giorno. Numeri secondo Fossetti necessari per poter crescere efficacemente, vista anche la velocità con cui si consumano le notizie sul web, e possibili grazie ad un notevole dispiego di risorse umane: “Calcolando esclusivamente la redazione videoludica, e tralasciando chi si occupa del marketing e dell’amministrazione, siamo quasi una trentina tra redattori principali, newser e freelance. Considerando le altre categorie arriviamo a circa 75 persone in totale”.  

Numeri non scontati in Italia, per qualunque tipo di impresa, considerate tutte le difficoltà legate al costo del lavoro: “Noi abbiamo avuto la grande fortuna di avere come capi due imprenditori (che sono Domenico Panebianco e Simone De Marzo, i fondatori di Everyeye e Hidedesign, la società editrice del sito) che hanno sempre investito in risorse umane. Appena c’è stata la possibilità, e prendendosi anche dei rischi di impresa, hanno puntato sulle persone, cercando di fornire loro un certo grado di stabilità. L’effetto è stato quello di permettere ai redattori principali di trasformare quest’attività in un lavoro a tempo pieno, accumulando progressivamente esperienza, con la possibilità di investire risorse ed energie produttive su un unico obiettivo. In Italia è raro trovare esempi del genere: un problema che porta alla difficoltà di professionalizzarsi, limitando la crescita di diversi settori, non solo quello del giornalismo videoludico”, conclude Fossetti. 

Getta acido addosso al marito, stabile ma gravissimo l’uomo 

Sono stabili ma gravissime le condizioni dell’uomo di 52 anni ricoverato da ieri pomeriggio nel reparto di rianimazione dell’ospedale Perrino di Brindisi dopo che la moglie, una 53enne, gli ha gettato addosso un acido, probabilmente un disincrostante che gli ha provocato ustioni sull’80% del corpo.  

E’ avvenuto nel quartiere Commenda. L’uomo, che era seduto in automobile, una Fiat Cinquecento, ha riportato lesioni soprattutto al torace ma anche in altre parti del corpo. I due non sono in fase di separazione, vivono insieme. La donna è stata arrestata da agenti della Squadra Mobile della Questura.  

Migranti, arrivata nave quarantena a Lampedusa 

E’ arrivata al porto di Lampedusa la nave quarantena ‘Gnv Azzurra’ che ospiterà quasi tutti i migranti ospiti dell’hotsport dell’isola, ormai al collasso perché la capienza è di circa 100 persone. Il trasbordo è già iniziato. I migranti, a gruppi di dieci, tutti con mascherina e con borse o zaini, stanno salendo a bordo della nave traghetto dove saranno ospitati nei prossimi giorni. I minivan stanno continuando a portare i migranti, quasi tutti tunisini, al porto. La nave quarantena è partita ieri sera da Porto Empedocle.  

I migranti che arrivano sulla nave quarantena ‘Gnv Azzurra’ vengono accolti da personale bardato con le tute bianche anti Covid e mascherine. Attendono il loro turno, indossando le mascherine. Tra loro ci sono anche alcune donne, che attendono il loro turno, sedute a terra.  

 

 

 

Ponte Genova, Conte: “È la dimostrazione che il Paese sa rialzarsi” 

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte oggi alla cerimonia di inaugurazione del nuovo viadotto di Genova San Giorgio. Ad accoglierlo il ministro alle Infrastrutture e trasporti Paola De Micheli, il sindaco di Genova e commissario straordinario alla ricostruzione Marco Bucci con il governatore Ligure Giovanni Toti. Le autorità genovesi hanno consegnato a Conte una mascherina con il logo della croce rossa in campo bianco, la croce di San Giorgio simbolo della città di Genova, che il presidente del Consiglio ha indossato prima di avviarsi verso il tendone allestito per la cerimonia. 

Presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che prima della cerimonia ha incontrato i familiari delle vittime. Il comitato dei familiari ha infatti deciso di non partecipare all’inaugurazione. Accompagnato da un corteo presidenziale, il Capo dello Stato ha fatto ingresso nel tendone sistemato sulla carreggiata a monte del nuovo viadotto e sulle note dell’Inno d’Italia è iniziata ufficialmente la cerimonia di inaugurazione del ponte. 

Renzo Piano: “Mi auguro che il ponte sia amato” 

Le immagini del San Giorgio dall’alto (VIDEO) 

Tre minuti di raccoglimento sul nuovo viadotto. Prima la pioggia come annunciato anche dalle previsioni, poi il cielo si è schiarito lasciando spazio a un arcobaleno che ha incorniciato il cielo della Val Polcevera proprio all’arrivo delle autorità. Oltre alla presenza delle più alte cariche dello Stato, fra cui la presidente del senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e il presidente della Camera Roberto Fico, circa 500 gli invitati tra cui anche il capo della Protezione Civile nazionale Angelo Borrelli, il capo della Polizia Franco Gabrielli, tutti gli amministratori delegati e i rappresentanti dei cantieri coinvolti nell’opera oltre alle forze armate.  

Toninelli: “Non andava ricostruito ma manutenuto” 

Il fratello della vittima: “Riconsegnata struttura a chi ha ucciso 43 persone” 

Dal palco, dopo l’arrivo di Mattarella è stato suonato l’Inno d’Italia, poi la lettura dei nomi delle 43 vittime del disastro. E infine le note del Silenzio a introdurre i 3 minuti di raccoglimento dedicato alla memoria di chi perse la vita nella tragedia di Genova. 

I familiari delle vittime: “A Mattarella chiesto riconoscimento status vittime strage” 

CONTE – “Genova deve ripartire e lo fa da qui”, dice il premier Giuseppe Conte dal palco. Per il presidente del Consiglio, la ricostruzione del Ponte è il frutto della “virtuosa collaborazione tra politica, amministrazione, impresa e lavoro”. “Il Ponte che oggi inauguriamo è figlio della volontà di ricomporre ciò che è stato spezzato ma anche delle competenze e dei talenti”, ha aggiunto il premier. “Oggi Genova riparte, forte della sua fiera operosità, così come ha fatto in tanti momenti della sua gloriosa storia, confidando soprattutto nella forza del lavoro”, ha detto ancora, sottolineando: “Genova è la dimostrazione che il nostro Paese, al contrario di tanti stereotipi, sa rialzarsi, sa affrontare e superare le difficoltà, sa tornare a correre”.  

“Questo ponte – ha spiegato il premier – ci restituisce un’immagine di forza e anche di leggerezza”. “Questo è il ponte – ha aggiunto – frutto della forza del lavoro, dell’energia creativa del genio italico. L’architetto Renzo Piano ce lo ha ricordato: dalla sua idea progettuale è passato poco più di un anno, circa mille duecento persone hanno lavorato indefessamente per realizzare questa opera mirabile”.  

“Il ponte che oggi inauguriamo è figlio di questa forza d’animo, della volontà di ricomporre ciò che è stato spezzato, ma anche delle competenze e dei talenti. Genova deve ripartire e lo fa da qui”. “Questo ponte ha la funzione di creare questa nuova unità dopo la profonda frattura determinata dal tragico crollo del 14 agosto 2018, di generare nuova fiducia per riavvicinare i cittadini di Genova, della Liguria e dell’Italia intera alle istituzioni e allo Stato”, ha spiegato il premier. 

“Lo Stato, con la ricostruzione di questo Ponte, ci insegna che riesce a mostrare il suo volto migliore quando i suoi diversi livelli di governo, le sue articolazioni istituzionali, le risorse agiscono tutte in sinergia con spirito collaborativo nel perseguire l’interesse comune”, ha scandito Conte ringraziando il sindaco di Genova, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, l’ex ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e l’attuale titolare del Mit Paola De Micheli. 

“Non siamo qui semplicemente per tagliare un nastro e forse non è neppure facile abbandonarsi ad intenti celebrativi: è ancora troppo acuto, tangibile – spiega Conte – il dolore per la tragedia che si è consumata in questo luogo”. “Il nostro commosso pensiero – ha aggiunto il premier – è rivolto alle 43 vittime, ai loro familiari che con coraggio e con tenacia – e sono ormai due anni – continuano a mantenere vivo e fecondo il ricordo dei loro cari nella memoria collettiva della nostra comunità nazionale”.  

“Il governo – ha continuato – ha ritenuto doveroso promuovere e condurre il complesso procedimento di contestazione degli adempimenti che hanno causato il crollo del Ponte. E proprio di recente questo procedimento si è concluso con l’accordo di ridefinire i termini della convenzione, di riportare in equilibrio, giuridico ed economico, l’originario rapporto concessorio, con la possibilità di garantire in modo più efficace gli investimenti in termini di manutenzione ordinaria e straordinaria. Stiamo anche lavorando per ridefinire la governance e il controllo della società concessoria”. 

“Il nostro obiettivo fondamentale è stato sempre e sarà quello di tutelare l’interesse pubblico, che non è stato adeguatamente garantito dalla struttura regolativa della precedente concessione”, ha aggiunto. 

Il premier Conte, concludendo il suo intervento, ha ricordato che nel 1945 Piero Calamandrei fondò la rivista “Il Ponte”: “L’intento di questo grande giurista e protagonista della ricostruzione morale e materiale del nostro Paese dopo il secondo conflitto mondiale – ha affermato – era di offrire un contributo culturale e un impulso progettuale per gettare un ponte tra un passato di distruzione e un futuro di rinascita che si ergesse sulle macerie della guerra”.  

Nel numero inaugurale della rivista “il nostro Calamandrei scrive: ‘Il nostro programma è già tutto nel titolo e nell’emblema della copertina… un ponte crollato e fra i due tronconi delle pile rimaste in piedi una trave lanciata attraverso, per permettere agli uomini che vanno al lavoro di ricominciare a passare’. Ecco l’uomo che torna ad attraversare il ponte è l’immagine della vita che riprende il suo corso. E, per riprendere le parole di Calamandrei, ‘la ritrovata unità morale dopo un periodo di profonda crisi'”.  

Quindi, anche questo ponte Genova San Giorgio, “ha questa funzione: creare nuova unità dopo la profonda rottura determinata dal tragico crollo del 14 agosto 2018, di generare nuova fiducia, per riavvicinare i cittadini di Genova, della Liguria e dell’Italia intera alle istituzioni e allo Stato”, ha concluso. 

BUCCI – “Il 3 agosto del 1492 un genovese di nome Cristoforo Colombo partì da Palos per conquistare l’America. Abbiamo costruito un modello di successo a Genova e in questo cantiere, lanciamo un messaggio di fiducia e competenza e di speranza per il futuro: abbiamo fatto di Genova un modello, signor Presidente, noi vogliamo che l’Italia sia un modello per l’Europa per il mondo”. Lo ha detto, commosso, il sindaco di Genova e commissario alla ricostruzione Marco Bucci intervenendo dal palco.  

Nyt: “Trump indagato per frode da procura Manhattan” 

L’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan Cyrus R. Vance Jr. ha lasciato intendere di aver indagato sul presidente Donald Trump e la Trump Organization in relazione a possibili frodi bancarie e assicurative, un’indagine significativamente più ampia di quella di cui i pubblici ministeri hanno riconosciuto l’esistenza in passato. A scriverne è il New York Times, citando documenti di tribunale in cui si sostiene che i contabili di Trump dovrebbero rispondere alla citazione che riguarda otto anni delle sue dichiarazioni dei redditi personali e societari.  

Trump aveva chiesto a un giudice di dichiarare il mandato di comparizione non valido. Fino ad ora, ricorda il quotidiano americano, l’indagine del procuratore distrettuale era apparsa in gran parte focalizzata sui pagamenti effettuati prima delle elezioni presidenziali del 2016 a due donne che hanno detto di aver avuto un legame con Trump. Nei nuovi documenti, i pubblici ministeri non hanno identificato direttamente l’oggetto della loro inchiesta, ma hanno fatto riferimento ad affermazioni “indiscusse” presenti nei precedenti documenti di tribunale e a diverse notizie circa le pratiche commerciali di Trump che avrebbero dimostrato come esistesse un’ampia base giuridica a giustificazione della citazione. 

Ponte Genova, Mattarella incontra familiari vittime 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in prefettura a Genova per l’incontro con il comitato dei familiari delle vittime che ha deciso di non prendere parte alla cerimonia pubblica sul viadotto per l’inaugurazione del nuovo ponte Genova San Giorgio. Da quanto si apprende l’incontro privato è durato circa una decina di minuti, dopodiché il Capo dello Stato ha raggiunto il viadotto per l’inizio dell’inaugurazione. “Tenevo molto ad avere questo incontro con voi prima della cerimonia del ponte, per sottolineare pubblicamente e in maniera evidente alla pubblica opinione che la ferita non si rimargina, che il dolore non si dimentica e che la solidarietà non viene meno in alcun modo”, ha affermato il Presidente della Repubblica. 

“Condivido la vostra scelta di vederci qui in Prefettura non sul ponte, l’ho preferito anch’io.. Non perché quel che avverrà sul ponte non sia importante, lo è per la città avere il nuovo ponte, ma perché è un’occasione raccolta, non di frastuono”, ha continuato, aggiungendo: “La cerimonia è sobria, si limita a quello che è essenziale, aprire il nuovo ponte per la città. Questo ponte non è una cancellazione di quel che è avvenuto, anzi per alcuni aspetti lo comprende il progetto con la lapide che ricorda le vittime. Questo incontro raccolto, qui in Prefettura, per ascoltarvi, per ribadirvi l’impegno per le cose ancora non definite, consistenti e ancora aperte e per dirvi quanto la vicinanza della Repubblica non viene meno nei vostri confronti. Il ricordo delle vittime segna la nostra vita collettiva e il sostegno per i familiari e le loro esigenze e sensibilità è un sostegno sincero”.  

La questione della concessione “comprendo bene come sia un argomento sensibile per tutti voi. Lo è in realtà per tutti, ma non è competenza mia definirlo, ma del governo e del Parlamento, ma queste sono cose che so che vengono tenute in grande considerazione”, ha aggiunto Mattarella. “Le responsabilità non sono generiche, hanno sempre un nome ed un cognome, sono sempre frutto di azioni che dovevano esser fatte o di omissioni che non dovevano essere compiute. Quindi è importante che vi sia un’azione severa, precisa, rigorosa, di accertamento delle responsabilità”, ha detto. 

“Questo ponte – ha aggiunto Mattarella durante l’incontro – non è una chiusura di quanto avvenuto ma è la conseguenza di quanto avvenuto e un modo anche di ricordare la tragedia: chiunque vedrà il ponte a Genova e anche molti di quelli non genovesi che passeranno avranno sempre bene in mente che quel ponte è lì perché ce ne è un altro che è crollato, con le vite che ha troncato. Questa è una cosa che non va dimenticata, certamente la ricorda la Repubblica”. 

“So bene – ha detto ancora – che tutti avete problemi di carattere affettivo, di emozioni, di sentimenti, di condizione di vita cambiata, turbata e sconvolta. Alcuni hanno problemi anche particolarmente intensi di carattere concreto, economico e questo non è giusto che avvenga ed è bene pensare ad una condizione che regoli quel che si deve fare in circostanze tragiche come è quella che è avvenuta, sperando che non si verifichi mai più”. 

“Continuo a seguire – ha assicurato il Capo dello Stato – perché si arrivi ad un punto positivo, concreto: se le norme, come sembra, non consentono oggi interventi adeguati, occorre provvedere perché lo spazio della normativa consenta di intervenire in queste condizioni”.  

 

Covid, in Francia oltre 1000 nuovi casi nel weekend 

Il Coronavirus continua a circolare in Francia, dove 29 persone sono morte negli ultimi tre giorni per il Covid-19. I casi emersi nel fine settimana sono stati 3376, 556 dei quali in 24 ore, per una media di 1125 nuovi casi al giorno in tre giorni. Ad annunciarlo è stata la direzione generale della Sanità del paese. I focolai attivi sul territorio francese sono 289, 5 dei quali emersi nelle ultime 24 ore.  

 

Antitrust, multa da 2 milioni di euro a Vodafone per roaming marittimo 

L’Antitrust sanziona Vodafone per pratiche commerciali scorrette sul roaming marittimo. Nel dettaglio alla società di Tlc è stata comminata una multa pari a 2 milioni di euro per l’assenza di informative adeguate e tempestive ai propri clienti circa l’addebito dei costi per la fornitura del servizio di roaming marittimo.  

L’Antitrust ha sanzionato anche Telecom e Wind Tre per pratiche commerciali scorrette sulla fornitura del servizio di roaming marittimo. Nel dettaglio a Telecom Italia l’Authority ha imposto un’ammenda pecuniaria di 1,8 milioni di euro, per Wind Tre la sanzione ammonta a 1,35 mln per non aver fornito specifica informativa ai clienti sull’addebito – senza specifica richiesta degli utenti – del servizio di roaming marittimo durante la navigazione su tratte italiane su determinate navi.  

Serie A, campionato al via il 19 settembre 

Il prossimo campionato di Serie A partirà il 19 settembre 2020 e si concluderà il 23 maggio 2021. Lo ha deciso il Consiglio di Lega riunitosi oggi a Milano. Con lo spostamento di una settimana dell’inizio del torneo si ridurrà la pausa natalizia con le squadra in campo anche il 3 gennaio. “Il Consiglio di Lega riunitosi oggi alle 19.00 ha deliberato all’unanimità che la Serie A TIM 2020/2021 inizierà nel weekend del 19-20 settembre -si legge in una nota della Lega Serie A-. La decisione conferma la preferenza già espressa nel pomeriggio dalla maggioranza delle Società in una riunione dedicata a questo tema”. 

Palamara: “Io in politica? Strade della vita sono impensabili” 

“Io in politica? Le strade della vita sono impensabili, ora sono concentrato sulla mia difesa, l’obiettivo adesso è chiarire e ripristinare verità dei fatti, dimostrare tutto quello su cui si sta investigando. Altri magistrati lo hanno fatto”. Così il magistrato Luca Palamara nel corso dell’intervista con il direttore del giornale online Giulio Gambino durante la terza serata del TpiFest!  

Coronavirus, vicesindaco Civitavecchia: “I due positivi ‘Deliziosa’ arrivati nei giorni scorsi a Fiumicino” /Video 

Dall’inviata Silvia Mancinelli 

“Al momento nel porto di Civitavecchia ci sono due delle cinque navi da Crociera che sono ferme, la Costa Deliziosa e la Costa Favolosa in stato di isolamento. Nella prima già sabato scorso si è registrato il caso di un marittimo positivo, diventati due come poi annunciato ieri dalla Regione Lazio. Entrambi di origine filippina sarebbero arrivati a Fiumicino alcuni giorni prima per prendere parte dell’equipaggio in previsione della ripartenza. Risultati positivi, sono stati trasferiti allo Spallanzani. La situazione, in questo caso specifico, non desta particolare preoccupazione perché i due, essendo arrivati dall’estero, erano già in auto isolamento e dalla nave sono stati portati direttamente all’ospedale. Tant’è che fino a sabato la nave pare avesse la libera pratica sanitaria”. A spiegare in dettaglio all’Adnkronos la situazione delle navi della Costa Crociere in isolamento per tre casi Covid al porto di Civitavecchia è il vicesindaco Massimiliano Grasso. 

“Diverso, invece – puntualizza – il caso della nave Costa Favolosa, il cui membro dell’equipaggio risultato positivo, sempre di origine filippina, pare fosse a bordo da diverso tempo e quindi libero come gli altri di circolare nella città di Civitavecchia più giorni della settimana”. In città oggi la preoccupazione ancora non si avverte, ma nei bar e nelle tabaccherie si parla già di un possibile ritorno dell’emergenza. 

“La presenza delle navi è una fonte di ottimismo e reddito per quello che è il principale porto del Mediterraneo per le crociere, adesso si stava aspettando la ripartenza. E chiaro – conclude il vicesindaco, da giorni impegnato a seguire la vicenda – che episodi del genere possono complicare la situazione, ma durante tutta l’emergenza e anche adesso ogni cosa è stata gestita nel migliore dei modi”. 

“La situazione è sotto controllo e non ci sono problemi particolari” rassicura, parlando con l’Adnkronos Giuseppe Quintavalle, Direttore generale Asl Civitavecchia. “Sono stati adottati dalla Compagnia tutti i protocolli e quando hanno avuto gli esiti, l’Usmaf (Sanità Marittima) ha contattato la Asl e abbiamo deciso insieme di fare i tamponi ai 230 ospiti delle due navi. Oggi pomeriggio ne processavano 100 e nelle prossime ore avremo un quadro complessivo più preciso”. “Asl Roma 4, d’intesa con la Regione Lazio e Usmaf, ha processato 230 persone – rassicura – e nel frattempo nessuno esce, perché nessuna delle due navi ha la libera pratica sanitaria. Abbiamo contattato come laboratorio il San Camillo, che si è offerto come sempre e già domani sera potremo avere un quadro sulla questione e sui numeri”. 

M5S, “Spadafora si fermi su riforma dello sport” 

Il Movimento 5 Stelle chiede al governo di “fermarsi” sulla riforma dello Sport in modo da approfondire le “criticità sollevate”. Lo riferiscono fonti parlamentari pentastellate. La richiesta, inoltrata al ministro Vincenzo Spadafora, arriva dai parlamentari M5S che si occupano del tema sport. “Spadafora sta mettendo in difficoltà tutti”, attacca off the records un deputato 5 Stelle. Il ministro, lamentano le stesse fonti, “ha dato più potere al Coni, svuotando ‘Sport e Salute’, che invece dovrebbe essere più centrale. Inoltre, per quanto riguarda la tutela dei lavoratori del settore sportivo non registriamo passi in avanti coraggiosi. Per questo chiediamo al governo di fermarsi”. 

“Il MoVimento 5 Stelle non ha bloccato né ha alcuna intenzione di bloccare l’attuazione della delega sullo sport: le interpretazioni in tal senso riportate da alcune fonti di stampa sono destituite di fondamento. È in corso una riflessione puntuale che va nella direzione di attuare al meglio la riforma alla quale abbiamo lavorato nella prima parte della legislatura, nell’interesse esclusivo del settore e del Paese. La nostra interlocuzione con il ministro Spadafora e con le altre forze di maggioranza è sempre stata costruttiva e finalizzata ad applicare al meglio quanto contenuto nella legge delega”. Così Ilaria Fontana, vicepresidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle alla Camera, interviene a nome del direttivo pentastellato a Montecitorio in merito alla notizia. 

Coronavirus, 12 morti e 159 nuovi casi in Italia 

Sono 12 le persone morte con coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, il totale delle vittime da inizio emergenza sale a 35.166. E’ quanto emerge dal report giornaliero del Ministero della Salute, consultabile sul sito della Protezione Civile. E ancora: 159 i nuovi casi nelle ultime 24 ore, 248.229 da inizio emergenza. 

Il bilancio dell’emergenza 

12.474 le persone attualmente positive al coronavirus nel Paese, 18 in più rispetto a ieri. 41 le persone positive attualmente in terapia intensiva in Italia, una in meno rispetto a ieri. Sono invece 129 i pazienti guariti in un giorno, per un totale che sale a 200.589 dall’inizio dell’emergenza. 

Cinque le regioni italiane nelle quali non si sono verificati nuovi casi nelle ultime 24 ore: si tratta di Marche, Friuli Venezia Giulia, Calabria, Valle d’Aosta e Basilicata. Con 34 nuovi contagiati, invece, l’Emilia-Romagna è la regione con più casi rispetto a ieri, seguita da Lombardia (25) e Veneto (22). 

Ponte Genova, Toninelli: “Non andava ricostruito ma mantenuto” 

“Oggi non c’è niente da festeggiare. Questo ponte non avrebbe dovuto essere ricostruito, avrebbe semplicemente dovuto essere manutenuto da chi invece ha continuato a incassare soldi dei pedaggi e se n’è bellamente fottuto di fare quello che doveva fare per contratto”. Così l’ex ministro dei Trasporti Danilo Toninelli durante un incontro con alcuni membri del M5S sotto al nuovo ponte Genova San Giorgio. “Se siamo arrivati a questo punto è anche grazie a me e a Conte -ha aggiunto – abbiamo lavorato anche quando gli sciacalli attaccavano volendo far credere che non ce l’avremmo mai fatta”.