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Categoria: politica

Amministrative 2021, si vota il 3 e il 4 ottobre

Amministrative, c’è la data. Si andrà al voto domenica 3 ottobre e di lunedì 4 ottobre 2021 con un eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci nei giorni di domenica 17 ottobre e di lunedì 18 ottobre 2021. Lo ha deciso il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, adottando il decreto che fissa la data del turno ordinario annuale di elezioni amministrative, comunali e circoscrizionali, nei comuni delle regioni a statuto ordinario. 

I comuni coinvolti saranno 1.162 tra cui 18 capoluoghi di provincia – compresa Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli – e 9 comuni, sciolti per fenomeni di condizionamento e infiltrazione di tipo mafioso. In totale saranno 12.015.276 gli elettori, chiamati alle urne. 

Reddito di cittadinanza, Renzi pronto alla sfida con Conte

Reddito di cittadinanza, Matteo Renzi pronto a lanciare la sfida ai sostenitori della misura e, soprattutto, a Giuseppe Conte. “Chi non vuole studiare ma preferisce odiare – scrive il leader di Italia viva nella sua enews – mi ha manganellato sui social per tre giorni, dicendo che io voglio far soffrire la gente, un sadico insomma. Bisogna essere davvero mediocri per non reggere una discussione nel merito. La verità è che il reddito di cittadinanza non funziona: tutti lo sanno, nessuno lo ammette. Quando uno strappa il velo dell’ipocrisia subito viene attaccato.”. “Io sono pronto – prosegue l’ex premier – a discutere delle misure per lottare contro la povertà. Ma questa misura non può essere il sussidio diseducativo e clientelare che non ti avvicina al lavoro, come dimostrano i dati. Il reddito di cittadinanza è un fallimento.” 

“Sono pronto a un dibattito pubblico con chiunque su questo tema. Qualcuno avrà il coraggio di sfidarmi oppure, come sempre, twittano e scappano? Sto ancora aspettando che Conte accetti un dibattito pubblico sulle rispettive collaborazioni professionali, magari possiamo allargare a reddito di cittadinanza, immigrazione, economia, politica estera”, conclude Renzi. 

M5S, Di Battista: “Con assegno fine mandato 43mila euro a terremotati e bambini Mabaya”

“Buongiorno a tutti, esattamente 3 anni restituivo l’assegno di fine mandato (43.000 euro) appena arrivato sul mio conto-corrente dalla Camera dei deputati. 21.500 € li destinai alla Caritas di Rieti per dare una mano ai cittadini colpiti dai terremoti del 2016 e del 2017, gli altri 21.500 all’associazione AMKA Onlus Nello specifico ad un progetto di lotta alla malnutrizione con il quale AMKA sta sostenendo 9000 persone nell’area rurale di Mabaya, Repubblica Democratica del Congo. Sebbene per legge mi spettavano, questi denari sono denari pubblici e credo sia mio dovere aggiornarvi sulla loro spesa”. Lo scrive Alessandro Di Battista su Facebook, riferendosi a quando era deputato M5S. 

“Ebbene con questi 21.500 euro in 3 anni sono stati assistiti, curati e nutriti oltre 400 bambini. 400 bambini non sono pochi. Pensateli tutti assieme, che giocano, che ricevono cure, che mangiano, che studiano. Non solo, il progetto prevede visite domiciliari di controllo in favore di bambini e donne con carenze nutrizionali che risiedono nei villaggi più remoti; la creazione di comitati per il monitoraggio del progetto nelle comunità e con il coinvolgimento dei capi villaggio nell’individuazione e segnalazione delle famiglie più vulnerabili; la formazione delle donne sulla prevenzione della malnutrizione; l’avvio di attività di microcredito in favore delle donne per promuovere la continuità di una dieta adeguata. Ovviamente la pandemia ha fatto danni anche lì ed il danno principale, da quelle parti, è la malnutrizione”. 

“Domani sarà il mio compleanno, farò 32 anni (magari :-)) ma più che altro sarà il compleanno di mio figlio Filippo. In tanti mi state scrivendo se ci serve qualcosa e siete davvero molto gentili. Non ci serve nulla a parte il vostro affetto. Al contrario se volete dare una mano a quei bambini sappiate che AMKA ha avviato una campagna di adozioni a distanza che permette ai sostenitori di assistere il singolo bambino malnutrito fino alla guarigione. Parliamo di 93 centesimi al giorno, meno di un caffè. Centesimi che salvano delle vite. Di AMKA mi fido (anche perché ci ho lavorato per 4 anni). Per maggiori informazioni e per attivare un sostegno a distanza www.amka.it/sostegno-a-distanza/ Un grande abbraccio a tutti!”, conclude Di Battista. 

Sondaggi politici, Fratelli d’Italia davanti a Lega e Pd

Fratelli d’Italia primo partito davanti a Lega e Pd. Il sondaggio Swg per il Tg La7 fotografa la crescita dei primi 3 partiti secondo le intenzioni di voto. Fratelli d’Italia e la Lega guadagnano lo 0,3%: il partito di Giorgia Meloni sale al 20,6%, mentre quello di Matteo Salvini arriva al 20,3%. Il Partito Democratico cresce dello 0,2% e arriva al 19%. Calo dello 0,3% per il Movimento 5 Stelle (15,5%) e Forza Italia (6,8%). Sale Azione (3,9%) così come Sinistra Italia (2,7%). In discesa Articolo 1 (2,3%) e Italia Viva (2,2%). 

Riforma giustizia, Camera dice sì a primo voto di fiducia

Riforma della Giustizia, sprint finale alla Camera. L’approvazione definitiva dovrebbe arrivare martedì, intanto l’Aula ha confermato la fiducia posta dal governo all’articolo 1 del ddl di riforma del processo penale con 462 voti a favore, 55 contrari e una astensione. I presenti erano 518, i votanti 517. Comincia ora la prima chiama sul secondo voto di fiducia che il governo ha messo sull’articolo 2 della stessa riforma che autorizza la delega al Governo per la revisione delle norme sull”efficienza del processo penale, nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari. 

Nel corso delle dichiarazioni di voto, intanto, rumorosa protesta dei deputati di ‘Alternativa c’è’ in Aula contro il ddl di riforma del processo penale: il drappello di deputati di Ac ha esposto dei cartelli dove c’era scritto “Impunità di gregge” e “Cartabianca per i ladri”. “Il compromesso partorito in Cdm – ha affermato Francesco Forciniti – è un accordo al ribasso che non salva nulla anzi peggiora la situazione. La riforma Cartabia fa schifo. Siete falsi e ai falsari che falsari che ci chiedono di votare la fiducia noi rispondiamo no. Ci fa schifo questa riforma Cartabia e lo vostra visione di Paese”, la protesta in Aula. 

Voto favorevole, invece, di Forza Italia: “Il governo Draghi, nato con il contributo decisivo di Forza Italia, oggi consente di ripristinare principi cardine della nostra civiltà giuridica quale quello della ragionevole durata dei processi, abbandonando definitivamente l’irricevibile ‘fine processo mai’”, ha detto il deputato azzurro Pietro Pittalis, intervenendo per annunciare il sì del gruppo alla fiducia sulla riforma della giustizia. Si tratta di “un sì convinto a un governo di cui possiamo dirci soddisfatti”. Questa riforma, ha ricordato l’esponente azzurro, “supera e azzera le norme introdotte dai governi Conte”, soprattutto per quanto riguarda la “prescrizione. La riforma Cartabia rappresenta la risposta più eloquente di contrasto al populismo penale, al giustizialismo, allo smantellamento delle garanzie, alla delegittimazione della difesa”, ha concluso Pittalis. 

“Ci ha deluso molto constatare l’assenza del ministro Cartabia, è stata una mancanza di rispetto nei confronti del Parlamento che non ci aspettavamo dall’ex Presidente della Corte costituzionale. Se su una riforma così importante non si sente neppure il dovere di salvare la forma venendo in Aula e facendo almeno finta di ascoltare e discutere significa che si sta perdendo il senso della sacralità delle Istituzioni”, ha invece affermato Ciro Maschio, deputato di Fdi, intervenendo in Aula. “Il nostro è un no perché questa riforma é un’occasione sprecata, un pasticcio giuridico, uno svuotacarceri mascherato, in cui viene minata l’obbligatorietà dell’azione penale, la certezza della pena”, ha concluso Maschio. 

Centrodestra, domani Meloni da Berlusconi in Sardegna

In collegamento telefonico con la festa della Lega di Milano Marittima Silvio Berlusconi aveva assicurato che presto avrebbe “rimediato” al torto subito da Fdi sulla Rai. Il Cav non intende lasciare la presidenza della Vigilanza, guidata attualmente dall’azzurro Alberto Barachini, ma è pronto a dare pieno sostegno a Giorgia Meloni per una sorta di compensazione quando ci sarà la prossima tornata delle nomine nell’azienda di viale Mazzini. Di Rai e non solo, apprende l’Adnkronos l’ex premier potrebbe parlare con la presidente di Fratelli d’Italia, attesa domani a Villa La Certosa, in Sardegna. Sul tavolo, anche il futuro del centrodestra e il rilancio del Paese di fronte all’emergenza Covid, 

Giorgia Meloni, secondo quanto apprende l’Adnkronos, avrebbe detto ai suoi di aver accettato l’invito di Silvio Berlusconi, non per parlare di poltrone ma per confrontarsi su quali siano le prospettive del centrodestra. In particolare, Meloni è intenzionata a capire se l’esperienza di governo con le sinistre dei partiti di centrodestra che fanno parte della maggioranza Draghi sia per loro un’opzione considerata transitoria o ripetibile. 

Tokyo 2020, Salvini: “Jacobs? Da stampa straniera squallidi sospetti”

Tokyo 2020 e la vittoria di Jacobs? “Il Washington Post ed il Times lanciano sospetti di doping nei confronti del nostro campione Marcell Jacobs. Squallidi. Nella vita bisogna saper perdere, fatevene una ragione”. Così il leader della Lega Matteo Salvini, che commenta i dubbi dei quotidiani stranieri sull’oro conquistato dall’atleta nei 100 metri e celebrato in tutto il mondo. 

“Gli annali dello sport pieni di campioni che esplodono e poi si rivelano dopati”, scriveva oggi il Washington Post, mentre su Twitter l’inglese Matt Lawton, corrispondente per il Times alle Olimpiadi di Tokyo, commentava: “Il nuovo campione olimpico dei 100 metri, Marcell Jacobs, è sceso sotto i 10 secondi per la prima volta a maggio. È venuto qui, ha corso 9”84 in semifinale e 9”80 per vincere. Ah, bene”.
 

Incendi, Draghi firma dpcm mobilitazione nazionale per Sicilia

A seguito della richiesta avanzata dalla Regione Siciliana, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha firmato ieri sera il Dpcm con la dichiarazione dello stato di mobilitazione nazionale del sistema di protezione civile. 

Il Dipartimento è dunque al lavoro per coordinare l’invio di volontari, delle organizzazioni nazionali e delle colonne mobili regionali, che opereranno a supporto delle attività di spegnimento dei roghi. Questa mattina si è svolta una riunione di aggiornamento durante la quale è stata confermata la partenza per la Sicilia, nella giornata di oggi, di squadre provenienti da Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e dalle province autonome di Trento e Bolzano. 

Con il raddoppio dei turni di servizio, sono 806 i vigili del fuoco impegnati oggi in Sicilia per fronteggiare gli incendi boschivi e di vegetazione. Centodiciannove squadre in tutto che operano con 212 mezzi antincendio. Effettuati nelle ultime 12 ore 232 interventi per incendi, 76 quelli in atto alle ore 11.
 

Salvini: “Vaccino? Libera scelta, non obbligo nessuno” – Video

Contro il coronavirus, “Io mi sono vaccinato perché ho fatto una libera scelta da 48enne, però questo non mi da il diritto di imporre la scelta che ho fatto io a qualcun altro”. Così Matteo Salvini sull’obbligo vaccinale dal palco della festa della Lega a Milano Marittima. “Se quello di fronte a me con l’ombrellone in spiaggia non è vaccinato – continua il leader della Lega -, libero di farlo”.  

Vaccini, Berlusconi: “Unico strumento per limitare covid, sì obbligo prof”

“Il vaccino è l’unico strumento per limitare la pandemia” di coronavirus. Lo ha detto Silvio Berlusconi in collegamento con la festa della Lega a Milano Marittima. “Io sono favorevole all’obbligo di vaccinazione per gli insegnanti”, ha sottolineato il Cav.
 

“Un abbraccio affettuoso a Salvini, Mi spiace davvero di non poter essere fisicamente con voi, anche perché è un luogo che conosco molto bene, dove ho lavorato molte estati… Il mio rapporto con la Lega è quasi trentennale. Abbiamo fatto insieme un grande lavoro in quasi 10 anni di governo e oggi governiamo insieme la maggior parte delle Regioni italiane”., ha detto iniziando il collegamento con la festa. “Abbiamo governato a lungo l’Italia approvando provvedimenti che hanno cambiato il volto della Repubblica italiana e hanno reso l’Italia più moderna ed efficiente”, ha detto ancora, continuando: “Alla prossime politiche torneremo a governare il Paese con un centrodestra unitario di cui Lega e Fi saranno il cuore pulsante. Se non ci fossero differenze, saremmo un partito unico”. 

“Stiamo lavorando proprio in questi giorni alla creazione di una federazione e così facendo, mi auguro, metteremo le basi valoriali per creare un grande partito unico del centrodestra proprio in vista delle elezioni del 2023”, continua.
 

“Il centrodestra è unico, con Meloni condividiamo tutti i nostri valori fondamentali, con gli alleati non dobbiamo stare a vedere cose minori…”, e “sulla Rai ha ragione la signora Meloni. Abbiamo avuto torto noi, abbiamo fatto uno sgarbo a Fdi, rimedieremo presto”, ha sottolineato parlando delle tensioni interne al centrodestra e della richiesta di Meloni della presidenza della Vigilanza Rai. ”Siamo l’unica coalizione che ha un programma condiviso e perfettamente eterogeneo. Quindi, non saranno polemiche di piccolo cabotaggio a interrompere questo percorso, non sarà un consigliere Rai o qualcos’altro a far venire meno il nostro accordo sui valori e principi fondanti la coalizione”, spiega. 

“Con Salvini – continua – ho un rapporto affettuoso e assolutamente onesto. Ci confrontiamo su molti temi e gli riconosco una grande capacità di leadership che ha accentuato negli ultimi mesi quando ha deciso di farsi carico di rappresentare il centrodestra”.
 

Napoli, fratello di Maradona sostiene candidato centrodestra

Il centrodestra ha trovato il suo Maradona. Hugo, il fratello di ‘El Pibe de Oro’, ha deciso di scendere in campo alle comunali di Napoli a sostegno del candidato sindaco di Lega Fi e Fdi, il pm anticamorra Catello Maresca. Ha sempre avuto la passione per i giovani e il suo sogno, racconta chi ha avuto modo di sentirlo in queste ore, è dedicarsi agli scugnizzi, aiutare i ragazzi poveri e più fragili della città, che lo ha adottato quando arrivò in Italia per continuare a giocare a calcio. Nativo di Lanus, piccolo paese argentino, classe ’69, Hugo si è trasferito all’ombra del Vesuvio nel 1987, quando su pressione di Diego Armando fu acquistato dal Napoli di Corrado Ferlaino, che lo girò subito in prestito all’Ascoli, allora militante in serie A. Hugo oggi fa l’allenatore di squadre giovanili e vuol rendere felice tutti quei bambini che ne hanno bisogno, sottraendoli alla strada e alla malavita. E lo vuole fare nel segno di Dieguito, lo scugnizzo del barrio (scomparso lo scorso 25 novembre), che faceva tanta beneficenza e amava i ‘figli’ della sua Napoli.  

Martedì, alle 11, al gazebo davanti alla Curva B dello stadio Diego Armando Maradona, ex San Paolo, sarà ufficialmente presentato alla stampa la candidatura di Hugo che guiderà la lista civica ‘Napoli Capitale’, promossa dall’ex parlamentare pidiellino Enzo Rivellini.  

”Ho scelto Hugo -dice all’Adnkronos Rivellini- per una battuta che lui ha fatto dopo la morte di ‘El Pibe de Oro’. Gli chiesero quale fosse stato per lui il regalo più bello avuto da Diego e lui rispose: ‘Avermi fatto conoscere Napoli e i napoletani…'”. Da qui la scintilla e l’idea di schierarlo a fianco di Maresca: ”Noi di ‘Napoli Capitale’ abbiamo nel dna l’amore per la nostra città. E Hugo ama spassionatamente Napoli. Immagina un progetto per aiutare i giovani in difficoltà, gli scugnizzi, nel segno di Diego che li adorava e forse si riconosceva in loro”. 

“Voglio restituire a Napoli una parte dell’amore che i napoletani hanno dato a me e a mio fratello Diego”, va ripetendo Hugo, che dopodomani inizierà a giocare un’altra partita, stavolta fuori dal campo di gioco. 

Riforma giustizia, Cartabia: “Auspico approvata in pochi giorni”

Sull’approvazione della riforma della giustizia penale “non temo sorprese, abbiamo preso un impegno. Tutte le forze politiche di maggioranza” si sono impegnate “anche in termini di comportamento in Parlamento, e ci auguriamo come auspicabile che il procedimento si concluda in pochi giorni”. Lo ha detto la ministra della Giustizia Marta Cartabia al tg3. 

“Con l’Europa abbiamo preso un impegno anche per la riforma del processo civile, essenziale per la vita dei cittadini ma anche per gli operatori economici. Sappiamo bene che tanti investimenti stranieri stentano ad arrivare in Italia, tra gli altri motivi, anche per le incertezze dei tempi della giustizia civile.” 

“Ieri sera è stato chiuso un accordo ed è merito del Movimento 5 Stelle e di Conte aver aumentato la qualità della legge. La mediazione di Conte è stata senza dubbio buona”. Così il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, a Napoli per l’assemblea di Cna Campania Nord, commentando l’accordo sulla riforma della giustizia. Ai cronisti che gli hanno chiesto un commento a quanto detto oggi dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, secondo cui “il Movimento 5 Stelle aveva la necessità di mettere la bandierina”, Fico ha risposto: “Non è una bandierina sulla riforma, è la politica. Si parte in un modo e se non va bene una forza anche di maggioranza relativa, la prima forza di questa maggioranza parlamentare, ha chiesto dei cambi e i cambi sono arrivati. Anzi – ha sottolineato Fico – mi sembra un risultato non solo importante, ma rivendicabile per il Movimento”. 

Renzi: “Con Travaglio devono vergognarsi D’Alema, Bersani e Speranza”

“Travaglio ha insultato vergognosamente Draghi. Ma non si deve vergognare solo lui: si devono vergognare D’Alema, Bersani e Speranza per aver invitato e fatto applaudire una persona che ha insultato un uomo rimasto orfano di padre a 15 anni”. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, si esprime così sul ‘caso’ che ha coinvolto Marco Travaglio. Il giornalista, durante la partecipazione alla festa di Articolo 1, ha definito il premier Mario Draghi “un figlio di papà” che “non capisce un c….”. 

Nella chiacchierata con Gaia Tortora ad Assisi, per la presentazione del libro Controcorrente, Renzi tocca una serie di temi. “Vorrei darvi una notizia: Il caro estinto è la riforma Bonafede che da stasera non c’è più. Non si può essere più imputati a vita. La riforma è una piccola parte, c’è ancora un lavoro lunghissimo da fare, ma ora abbiamo archiviato la Bonafede”, dice riferendosi alla nuova riforma della giustizia elaborata dalla ministra Cartabia. Capitolo Pd: “Avevamo il 40,8%, hanno voluto scientificamente distruggere quel Pd, hanno preferito liberare la strada a Salvini e Grillo anziché collaborare con noi. Quella parte lî può essere definita con tanti nomi io la chiamo con un solo cognome: D’Alema”. 

Roma, Raggi: “Città come la Ferrari, l’ho rimessa in pista”

“La trasformazione è già in atto e continuerà con me ad andare avanti”. Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi al primo confronto tra candidati sindaco della Capitale, promosso dall’Ordine degli Architetti di Roma e provincia alla Casa dell’Architettura. “Credo che Roma sia paragonabile a una Ferrari, che quando sono arrivata era ferma, poi l’ho ricostruita, fatta camminare e ora dobbiamo farla correre”, ha aggiunto. 

“Abbiamo davanti tre appuntamenti, i fondi del Recovery, il Giubileo 2025, Expo 3030. Tre impegni importanti in grado di cambiare l’aspetto della nostra città”, ha evidenziato la sindaca, spiegando che “sull’urbanistica puntiamo sulla rigenerazione e sulla qualità, sulla sostenibilità”.  

“Forse finalmente il parlamento lo ha capito, ha aperto un dibattito, speriamo Roma possa avere la semplificazione che merita e fondi ad hoc. Manca la semplificazione, l’ho detto ai diversi presidenti del consiglio e ministri, servono poche norme e rafforzare controlli. Tutto ciò non può essere disgiunto dalla semplificazione”, ha detto Raggi, sottolineando che Roma non deve essere Capitale “solo sulla carta”. 

 

‘No Green pass’ a Roma, Borghi: “Contro Draghi? Non strumentalizzare”

“E’ stata una bellissima manifestazione, sono idee che devono trovare rappresentanza e io sono molto contento di aver portato la mia presenza”. Rivendica con orgoglio la partecipazione alla manifestazione di ieri sera a piazza del Popolo Claudio Borghi, deputato della Lega, ex presidente della Commissione Bilancio della Camera, tra quelli che hanno preso la parola dal palco, a capo del nutrito gruppo di parlamentari del Carroccio presente ieri sera per la fiaccolata organizzata da ‘libera scelta’, per dire no al Green pass e libertà per i vaccini. 

Non sono passati inosservati gli slogan contro il premier Mario Draghi: “Che ci sia qualcuno – sottolinea l’economista della Lega – che dice, dalla notte dei tempi, che non è d’accordo con il governo mi pare normale, nessun parlamentare leghista, comunque ha fomentato gli slogan contro il premier”. Borghi aggiunge: “E’ un governo di unità nazionale, ma questo non vuol dire che tutto il Paese deve essere d’accordo”. 

“Quella di ieri sera è stata una piazza pacifica, senza violenza, senza scontri, non si usi qualche slogan sentito per delegittimare quello che è un problema vero, sentito da milioni di italiani che si interrogano sul covid e sui modi di contrastarlo”. “La politica deve essere presente – conclude – sta a noi trovare risposte alle esigenze che vengono poste dalle piazze che si riuniscono spontaneamente e che penso si vedranno ancora”. 

Salvini vede Draghi: “Sue parole? Certe considerazioni ingenerose”

Un chiarimento sulle parole espresse dal premier Mario Draghi in conferenza stampa? “Sì”, c’è stato, “ma chiedetelo a lui, non parlo per interposta persona. Ho sottolineato il rammarico, come Lega stiamo lavorando come matti per tenere insieme tutto, certe considerazioni sono ingenerose”. Così Matteo Salvini, lasciando Palazzo Chigi dopo l’incontro con il premier Mario Draghi. 

“Chiediamo che prima di ipotizzare ulteriori limitazione su trasporti, obblighi su insegnanti e operai, si attendano nuovi dati, perché c’è una stagione turistica in pieno corso e prima di complicare la vita agli operatori commerciali e alle famiglie si attendano nuovi dati. Leggevo sui giornali che già oggi o domani ci sarebbero state nuove restrizioni, così non è. Ci pensiamo settimana prossima, in base ai dati che per fortuna al momento sono sotto controllo”, ha detto ancora Salvini.
 

Covid, Italia Viva: “In bollettino anche incidenza su vaccinati”

“Perché non inserire nel bollettino quotidiano dei contagi, ricoveri e decessi” da coronavirus in Italia “il dato su chi è vaccinato e chi no?”. Lo hanno chiesto i deputati di Italia Viva in un’interpellanza urgente al governo. “Secondo i dati dell’Istituto superiore della Sanità, la grande maggioranza dei contagi riguarda soggetti non vaccinati. Ma l’eventualità che le vaccinazioni nella popolazione raggiungano alti livelli di copertura – spiegano – può portare al paradosso per cui i pochi casi tra i vaccinati possano apparire proporzionalmente numerosi. È però un paradosso scientificamente noto e necessita di essere comunicato e pubblicizzato per scongiurare inutili preoccupazioni o perdita di fiducia nei confronti della campagna vaccinale”.  

“È indispensabile – sottolineano – provvedere tempestivamente ad aggiornare i dati contenuti nei bollettini giornalieri della Protezione Civile, per evidenziare quanti contagi, ospedalizzazioni, ricoveri in terapia intensiva e decessi siano da riferire a soggetti non vaccinati e quanti di questi siano, invece, da riferire a soggetti vaccinati con una sola dose o che abbiano già completato l’intero ciclo vaccinale. Includere nella comunicazione dei dati ufficiali sull’andamento dell’emergenza epidemiologica una specifica indicazione dell’incidenza, in proporzione, del virus sui soggetti vaccinati, e non, si rivela cruciale non solo per la comunità scientifica, ma anche per l’intera comunità nazionale, la cui incolumità e sicurezza sul piano sanitario non può essere messa a repentaglio da una facile strumentalizzazione dei dati che possa compromettere il buon esito della campagna di vaccinazione”, concludono.