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Categoria: politica

Sondaggi politici: centrosinistra avanti in 3 città, Roma e Torino sfida aperta

Ancora sondaggi politici oggi, con le rilevazioni per le prossime elezioni comunali a Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna. Possibile vittoria al primo turno per Giuseppe Sala a Milano e Matteo Lepore a Bologna. A Napoli Gaetano Manfredi sfiorerebbe la vittoria al primo turno posizionandosi davanti a Catello Maresca, e potrebbe assicurarsi la vittoria in un eventuale ballottaggio. Sfide più incerte a Roma e Torino, con Enrico Michetti che sarebbe in testa al primo turno nella capitale, davanti a Gualtieri, ma potrebbe essere superato da quest’ultimo in un eventuale ballottaggio tra i due; per i candidati Paolo Damilano e Stefano Lo Russo possibile testa a testa al primo turno a Torino, con il candidato del centrosinistra che potrebbe vincere poi al ballottaggio. Sono alcuni dei risultati emersi dal sondaggio realizzato dall’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky TG24 e diffuso oggi dalla testata, in cui sono state investigate le intenzioni di voto nelle principali città italiane interessate dalle Elezioni Amministrative. 

 

In termini di intenzioni di voto in caso di Elezioni Politiche, secondo il sondaggio il PD risulta il primo partito ovunque, tranne a Napoli dove guida il M5S. Nel centrodestra Fdi raccoglie più consensi della Lega a Roma, Napoli e Torino, mentre la Lega è avanti a Bologna e, con uno scarto molto ridotto, a Milano. La valutazione che i cittadini danno delle amministrazioni uscenti è complessivamente positiva a Milano e Bologna, mentre è complessivamente negativa a Roma, Napoli e Torino. 

 

Il sondaggio ha misurato anche la fiducia nel governo Draghi, che risulta alta in tutte le grandi città al voto, più marcatamente al centronord, mentre scende un po’ a Roma e ancor più a Napoli. Infine ha chiesto consa pensassero gli intervistati dell’uso del green pass, che complessivamente convince gli elettori, senza marcate eccezioni in nessuno dei capoluoghi. 

 

Di seguito il dettaglio dei dati nelle cinque città investigate: 

A Roma il primo turno vedrebbe in vantaggio il centrodestra con Enrico Michetti, al 30,8%, seguito da Roberto Gualtieri, candidato del centrosinistra (26,4%), la lista civica di Carlo Calenda (19,0%), Virginia Raggi del Movimento 5 Stelle (18,9%) e altri candidati al 4,9%. Importante la frazione di indecisi e astenuti pari al 43,8%. In un ipotetico ballottaggio tra Roberto Gualtieri e Enrico Michetti, il primo vincerebbe con il 59,0%, mentre il secondo si fermerebbe al 41%, anche qui con una importante quota di indecisi e astenuti, pari al 48,4%. 

Il giudizio verso l’operato dell’amministrazione uscente (al netto di chi non si esprime, pari al 7.1%) è abbastanza negativo per il 37,2% e molto negativo per il 36,9%, mentre è abbastanza positivo per il 22,6% e molto positivo per il 3.3%. Complessivamente dunque è negativo per il 74,1%. Del resto per il 61,5% negli ultimi 5 anni a Roma la qualità della vita è peggiorata, mentre è molto peggiorata per il 19,6%. È migliorata per il 18,1% e molto migliorata per lo 0,8% (dato al netto di chi non si esprime, pari all’8%). Complessivamente dunque è peggiorata per l’81,1%. 

 

L’insoddisfazione maggiore è sui rifiuti (per nulla soddisfatto il 60,8%, poco soddisfatto il 28,2%, abbastanza soddisfatto il 10,0%, molto soddisfatto l’1,0% – al netto dei non so pari all’1.5%). Male anche il decoro urbano (per nulla soddisfatto il 49,9%, poco soddisfatto il 36,1%, abbastanza soddisfatto il 12,9%, molto soddisfatto l’1,1% – al netto dei non so pari all’1,6%), e la viabilità (per nulla soddisfatto il 46,4%, poco soddisfatto il 37,9%, abbastanza soddisfatto il 14,4%, molto soddisfatto l’1,3% – al netto dei non so pari al 2%), giudizio meno netto ma comunque negativo su sicurezza (per nulla soddisfatto il 32,3%, poco soddisfatto il 44,7%, abbastanza soddisfatto il 20,7%, molto soddisfatto il 2,3% – al netto dei non so pari al 3,2%), servizi sociali (per nulla soddisfatto il 31,3%, poco soddisfatto il 44,4%, abbastanza soddisfatto il 22,8%, molto soddisfatto l’1,5% – al netto dei non so pari al 7,5%), e cultura ed eventi (per nulla soddisfatto il 25%, poco soddisfatto il 37,3%, abbastanza soddisfatto il 34,3%, molto soddisfatto il 3,4% – al netto dei non so pari al 6%), 

Queste le intenzioni di voto in caso di Elezioni Politiche per la città di Roma: gli indecisi e astenuti sono pari al 48,2%, mentre tra chi esprime un’ opinione il Pd è al 25,4%, Fratelli d’Italia al 19,2%, il Movimento 5 Stelle al 16,9%, la Lega al 14,6%, Forza Italia al 6%, Azione! Al 3,6%, i Verdi al 3,3%, Sinistra Italiana + Articolo 1 al 3,3%, +Europa al 2,4%, Italia Viva al 2,1%, Coraggio Italia allo 0.2%, altri al 3,0%. 

 

Sui temi nazionali, a Roma ha abbastanza fiducia nel Governo Draghi il 50,0% degli intervistati, poca fiducia il 22,6%, molta fiducia il 13,8% e nessuna fiducia il 13,6% (dati al netto di chi non si esprime pari al 4,8%). Complessivamente quindi ha Fiducia nel Governo Draghi il 63,8%, contro il 36,2% che non ne ha. Per quanto riguarda invece l’uso del green pass è molto favorevole il 43,5%, abbastanza favorevole il 35,8%, molto contrario il 12,5% e abbastanza contrario l’8,2% (dati al netto di chi non si esprime pari al 3,1%). Complessivamente dunque è favorevole il 79,3%. 

A Milano il sindaco uscente di centrosinistra Giuseppe Sala si riconfermerebbe al primo turno con il 50,9%, seguito da Luca Bernardo, candidato del centrodestra, al 37,0%, Layla Pavone del M5S al 5,6% e altri al 6,5%. Anche a Milano alto il tasso degli indecisi e astenuti, pari al 47,4%. 

Il giudizio verso l’operato dell’amministrazione uscente (al netto di chi non si esprime, pari all’8%) è buono: molto positivo per l’8,6%, abbastanza positivo per il 50%, abbastanza negativo per il 28,1% e molto negativo per il 13,3%. Complessivamente dunque è positivo per il 58,6%. Meno netto il giudizio sulla qualità della vita a Milano negli ultimi 5 anni: per il 45,3% è peggiorata, mentre per il 43,8% è migliorata. È molto peggiorata per il 7,6% e molto migliorata per il 3,3% (dato al netto di chi non si esprime, pari all’11,5%). Complessivamente dunque è peggiorata per il 52,9%. 

Queste le intenzioni di voto in caso di Elezioni Politiche per la città di Milano: gli indecisi e astenuti sono pari al 47,8%, mentre tra chi esprime un’ opinione il Pd è al 30,5%, la Lega al 16,5%, Fratelli d’Italia al 16%, Forza Italia al 10,1%, il Movimento 5 Stelle al 6,5%, Sinistra Italiana + Art.1 al 5%, +Europa al 4,4%, Azione! al 4,4%, Italia Viva al 2,1%, i Verdi all’1,9%, Coraggio Italia allo 0,2%, altri al 2,4% 

 

Sui temi nazionali, a Milano ha abbastanza fiducia nel Governo Draghi il 48,5% degli intervistati, molta fiducia il 24%, poca fiducia il 19,2% e nessuna fiducia l’8,3% (dati al netto di chi non si esprime pari al 4,4%). Complessivamente quindi ha Fiducia nel Governo Draghi il 72,5%, contro il 27,5% che non ne ha. Per quanto riguarda invece l’uso del green pass è molto favorevole il 42,4%, abbastanza favorevole il 41,2%, molto contrario il 9,5% e abbastanza contrario il 6,9% (dati al netto di chi non si esprime pari al 5,9%). Complessivamente dunque è favorevole l’83,6%. 

A Napoli il candidato del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle Gaetano Manfredi mancherebbe di poco la vittoria al primo turno con il 47,9%, seguito da Catello Maresca del centrodestra al 25,9%, La lista civica di Antonio Bassolino all’11,7% e la lista civica di Alessandra Clemente all’8,3%. Gli altri candidati si fermerebbero allo 0,8% mentre il tasso degli indecisi e astenuti sarebbe pari al 51,5%. In caso di ballottaggio tra Manfredi e Maresca, il primo vincerebbe con il 69,9%, mentre il secondo si fermerebbe a 30,1%, anche qui con una importante quota di indecisi e astenuti, pari al 54,3%. La rilevazione è precedente all’esclusione di alcune liste a sostegno di Maresca.  

 

Il giudizio verso l’operato dell’amministrazione uscente (al netto di chi non si esprime, pari al 13,4%) è negativo: abbastanza negativo per il 43%, molto negativo per il 27,7%, abbastanza positivo per il 26,9% e molto positivo per il 2,4%. Complessivamente dunque è negativo per il 70,7%. Per quanto riguarda il giudizio sulla qualità della vita negli ultimi 5 anni, per il 51,8% è peggiorata, mentre per il 26,8% è migliorata. È molto peggiorata per il 19,8% e molto migliorata per l’1,6% (dato al netto di chi non si esprime, pari al 13,3%). Complessivamente dunque è peggiorata per il 71,6%. 

Queste le intenzioni di voto in caso di Elezioni Politiche per la città di Napoli: gli indecisi e astenuti sono pari al 56,6%, mentre tra chi esprime un’ opinione il Movimento 5 Stelle è al 35,9%, il Pd al 20,1%, Fratelli d’Italia all’11%, la Lega al 10%, Sinistra Italiana + Art.1 al 5,1%, +Europa al 4,2%, i Verdi al 3,5%, Forza Italia al 3%, Azione! All’1,6%, Italia Viva all’1,3%, Coraggio Italia allo 0,1%, altri al 4,1%. 

 

Sui temi nazionali, a Napoli ha abbastanza fiducia nel Governo Draghi il 44,4% degli intervistati, poca fiducia il 25,8%, nessuna fiducia il 20% e molta fiducia il 9,8% (dati al netto di chi non si esprime pari al 7,1%). Complessivamente quindi ha Fiducia nel Governo Draghi il 54,2%, contro il 45,8% che non ne ha. Per quanto riguarda invece l’uso del green pass è abbastanza favorevole il 40,9%, molto favorevole il 38,7%, abbastanza contrario il 10,8% e molto contrario il 9,6% (dati al netto di chi non si esprime pari al 7,5%). Complessivamente dunque è favorevole il 79,6%. 

A Torino primo turno testa a testa tra Paolo Damilano per il centrodestra al 43,7% e Stefano Lo Russo per il centrosinistra al 42,8%, seguiti da Valentina Sganga, candidata M5S, all’8,6% e altri candidati al 4,9%. Il tasso di indecisi e astenuti è pari al 43,2%. In un ipotetico secondo turno tra i due, Lo Russo prevarrebbe con il 52,6%, con Damilano che si fermerebbe al 47,4% e una frazione di indecisi e astenuti, pari al 44,9%. 

Il giudizio verso l’operato dell’amministrazione uscente (al netto di chi non si esprime, pari al 5,2%) è negativo: abbastanza negativo per il 42,7% e abbastanza positivo per il 39,5%, molto negativo per il 16,2% e molto positivo per l’1,6%. Complessivamente dunque è negativo per il 58,2%. Abbastanza netto il giudizio sulla qualità della vita negli ultimi 5 anni: per il 60,1% dei torinesi è peggiorata, mentre per il 28,9% è migliorata. È molto peggiorata per l’8,9% e molto migliorata per il 2,2% (dato al netto di chi non si esprime, pari al 9,3%). Complessivamente dunque è peggiorata per il 69%. 

Queste le intenzioni di voto in caso di Elezioni Politiche per la città di Torino: gli indecisi e astenuti sono pari al 48,6%, mentre tra chi esprime un’ opinione il Pd è al 32,4%, Fratelli d’Italia al 18,9%, la Lega al 15,6%, il Movimento 5 Stelle all’11,6%, +Europa al 4,2%, Forza Italia al 3,8%, Sinistra Italiana + Art.1 al 3%, Italia Viva al 2,2%, Azione! al 2%, Coraggio Italia allo 0,5%,Verdi allo 0,3%, altri al 5,5% 

 

Sui temi nazionali, a Torino ha abbastanza fiducia nel Governo Draghi il 54,9% degli intervistati, poca fiducia il 21,3%, molta fiducia il 17,2% e nessuna fiducia il 6,6% (dati al netto di chi non si esprime pari al 3,5%). Complessivamente quindi ha Fiducia nel Governo Draghi il 72,1%, contro il 27,9% che non ne ha. Per quanto riguarda invece l’uso del green pass è abbastanza favorevole il 46,8%, molto favorevole il 35,8%, molto contrario il 10,4% e abbastanza contrario il 7% (dati al netto di chi non si esprime pari al 5,3%). Complessivamente dunque è favorevole l’82,6%. 

A Bologna netto vantaggio per il candidato di centrosinistra e M5S Matteo Lepore, che si assicurerebbe la vittoria al primo turno con il 59,5%, staccando il candidato di centrodestra, Fabio Battistini, al 32,1% e gli altri candidati complessivamente all’8,4%. Il tasso degli indecisi e astenuti, pari al 42%, tra i più bassi. 

Il giudizio verso l’operato dell’amministrazione uscente (al netto di chi non si esprime, pari all’6,5%) è buono: abbastanza positivo per il 63,2%, abbastanza negativo per il 21,6%, molto negativo per l’8,6%, e molto positivo per il 6,6%. Complessivamente dunque è positivo per il 69,8%. 

Più sfumato il giudizio sulla qualità della vita a Bologna negli ultimi 5 anni: per il 44% è peggiorata, mentre per il 42,6% è migliorata. È molto peggiorata per l’8,7% e molto migliorata per il 4,7% (dato al netto di chi non si esprime, pari al 12,1%). Complessivamente dunque è peggiorata per il 52,7%. 

Queste le intenzioni di voto in caso di Elezioni Politiche per la città di Bologna: gli indecisi e astenuti sono pari al 40%, mentre tra chi esprime un’ opinione il Pd è al 41,2%, la Lega al 15,3%, Fratelli d’ltalia al 12%, il Movimento 5 Stelle all’8,8%, Sinistra Italiana + Art.1 al 5,7%, Forza Italia al 5,5%, i Verdi al 2,9%, Italia Viva al 2,1%, +Europa al 2%, Azione! All’1,2%, Coraggio Italia allo 0,7%, altri al 2,6% 

 

Sui temi nazionali, a Bologna ha abbastanza fiducia nel Governo Draghi il 56,5% degli intervistati, molta fiducia il 18,5%, poca fiducia il 15,5% e nessuna fiducia il 9,5% (dati al netto di chi non si esprime pari al 3%). Complessivamente quindi ha Fiducia nel Governo Draghi il 75%, contro il 25% che non ne ha. Per quanto riguarda invece l’uso del green pass è abbastanza favorevole il 44,6%, molto favorevole il 39,5%, molto contrario il 10,5% e abbastanza contrario il 5,4% (dati al netto di chi non si esprime pari al 2,9%). Complessivamente dunque è favorevole l’84,1%. 

Sondaggi politici: elezioni Roma, Michetti avanti e Gualtieri insegue

Sondaggi politici sulle prossime elezioni comunali di Roma. Se il 47% è ancora indeciso o non voterà, alle urne si recherà il 53% dei cittadini. E secondo la rilevazione Index Research per Piazzapulita, nelle intenzioni di voto Enrico Michetti (centrodestra) sarebbe primo in una forbice tra il 29-33%, Roberto Gualtieri (centrosinistra) secondo al 25-29%, Virginia Raggi (M5S) terza al 21-25%, Carlo Calenda (Azione) quarto, tra il 15-19%. Altri 2-5%.  

Questa la fotografia dei voti di lista: per il centrodestra FdI al 17,5%, Lega 6%, Lista Michetti sindaco 4,5%, Forza Italia 3,5%, altre di centrodestra 0,5% per un totale della coalizione al 32%. Per il centrosinistra, Partito democratico 18,5%, Lista Gualtieri sindaco 5%, Sinistra civica ecologista 3,2%, altre di di centrosinistra 3% per un totale della coalizione al 29,7%. Per la sindaca uscente, M5S al 14%, Lista Virginia Raggi al 6,5%, altre 1% per un totale di coalizione al 21,5%. Per Calenda, Lista civica Calenda sindaco al 14,5%, altre liste 2,3%. 

Tra le ipotesi di ballottaggio, tuttavia, in una sfida al secondo turno fra Michetti e Gualtieri, il dem vincerebbe al 55% contro il 45% del candidato di centrodestra. E tra Gualtieri e Raggi, Gualtieri resterebbe primo al 58% contro il 42% della sindaca uscente. Tra Michetti e Raggi sarebbe primo il candidato di centrodestra con il 59% (41% Raggi), mentre in una sfida tra Raggi e Calenda, anche Calenda si attesterebbe al 59% contro il 41% della sindaca uscente. 

IPSOS – A cinque anni di distanza dal successo di Raggi a Roma (come pure quello di Chiara Appendino a Torino), le valutazioni dei romani sull’amministrazione uscente sono molto severe: il 61% dà un giudizio negativo, contro il 37% che si esprime soddisfazione. Peraltro, le misure adottate dall’amministrazione comunale per contenere la pandemia sono state giudicate efficaci dal 59% dei cittadini (contro il 37% di critici). E’ quanto emerge da un sondaggio di Ipsos Italia di Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera. Le priorità della città sono molte e particolarmente sentite, a partire dalla gestione dei rifiuti, menzionata da oltre un romano su due (56%), seguita dai trasporti pubblici e della viabilità (46%) e, più a distanza, dal decoro urbano (23%) e dall’occupazione (21%).  

E anche a Roma, come nelle altre tre città analizzate nei giorni scorsi, prevale l’idea che la città dopo un anno e mezzo di pandemia sia più divisa (la pensa così il 58%) che unita (15%). In questo clima di diffuso scontento il voto ha un significato locale per il 46%, mentre il 37% lo considera un test che avrà riflessi sulla politica nazionale. E il desiderio di cambiamento è comprovato dall’elevato numero di candidati (22), di liste (39) e di aspiranti consiglieri comunali (circa 1.800) che si presentano alla competizione elettorale. Al momento il candidato del centrodestra Enrico Michetti con il 36% è stimato in vantaggio sul candidato del centrosinistra Roberto Gualtieri (28,5%); a seguire Virginia Raggi con il 15,5% e Carlo Calenda con il 14%. Gli altri candidati fanno registrare valori molto contenuti, per un totale del 6%, mentre gli indecisi di attestano al 32,8%. (segue) 

Riguardo alle preferenze di lista si raccomanda grande cautela nella lettura delle stime, tenuto conto della complessità da parte degli intervistati nella scelta tra 39 diversi soggetti. Ebbene il Pd è accreditato del 22,8%, FdI si attesta al 18,2%, la Lega al 14% e Forza Italia-Udc al 4,8%. Confrontando i voti attribuiti alle coalizioni con quelli stimati per i candidati si osserva che Michetti e Gualtieri otterrebbero meno voti rispetto alle coalizioni che li sostengono, mentre Raggi e Calenda sono accreditati di un risultato superiore a quello della lista. Quanto al ballottaggio, nell’ipotesi di una sfida tra Michetti e Gualtieri, a differenza di quanto emergerebbe al primo turno le stime danno in vantaggio l’ex ministro per 53% a 47%, grazie soprattutto al voto prevalente di coloro che al primo turno intendono votare per Raggi (75%) e per Calenda (83%).  

Per i romani il pronostico di chi approderà in Campidoglio è decisamente incerto: quasi uno su due non si sbilancia, il 17% prevede l’affermazione di Michetti, il 15% di Gualtieri, il 13% Calenda e solo il 7% la sindaca uscente. In conclusione, sulla base delle stime dei sondaggi realizzati nelle quattro principali città chiamate al voto, attualmente a Milano e a Napoli il candidato del centrosinistra fa registrare un vantaggio netto sia al primo che al secondo turno, mentre a Torino e a Roma la situazione appare più incerta, infatti il vantaggio del candidato del centrodestra al primo turno al momento non è accompagnato dalla garanzia di una vittoria al secondo turno. La campagna elettorale entra ora nel vivo e giova ricordare che alle ultime elezioni quasi un elettore su quattro ha deciso se e chi votare nelle ultime due settimane, quindi le stime percentuali pubblicate in questi giorni per i candidati e, soprattutto, per le liste potrebbero differire dal risultato finale. Giova anche ricordare che, sebbene (comprensibilmente) i commentatori all’indomani delle elezioni daranno un significato nazionale alle consultazioni comunali, le rilevazioni ci dicono che la scelta di voto della maggioranza dei cittadini si baserà sulle priorità e le aspettative riguardanti il proprio territorio e sulla credibilità dei candidati locali. 

M5s, Conte: “Il mio cuore batte a sinistra”

“La mia formazione è il cattolicesimo democratico, il mio cuore batte a sinistra”. E’ quanto ha detto Giuseppe Conte a Piazzapulita. Per quanto riguarda, invece, il Green Pass “dobbiamo correre, in particolare per la campagna vaccinale”. “Non ho letto il decreto ma ovviamente è importante che venga reso compatibile con il diritto al lavoro, quindi no ai licenziamenti. Fermo che è che giusto, per completare la campagna vaccinale, che chi va a lavorare porti con sé il Green Pass”. 

Poco prima a Diritto e Rovescio aveva invitato la Lega a chiarire la posizione sul certificato verde. “L’opposizione al Green Pass è irragionevole, bisogna completare la campagna di vaccinazione e mettere in sicurezza il Paese. Invito la Lega e Salvini a chiarire questa incertezza e ambiguità, abbracciare il consenso su questo tema fa molto male al Paese”.
 

Green Pass obbligatorio, Salvini: “Non si può complicare la vita a italiani”

Green Pass obbligatorio dal 15 ottobre per i lavoratori del pubblico e privato. “Serve per aprire? Allora però non può complicare e rovinare la vita a milioni di italiani” ha detto Matteo Salvini a Diritto e rovescio. “Noi stiamo combattendo per i tamponi gratuiti: minori, disabili, anziani, se hai un certo reddito è lo stato che deve provvedere”. “Io ringrazio i 40 milioni di italiani che hanno scelto di vaccinarsi, se altri per necessità, dubbi, problemi, scelta percorrono un’altra strada non li possiamo licenziare, frustare, chiudere in cantina. Il tampone è la maniera più sicura per individuare i positivi e focolai”, ha spiegato il leader della Lega.  

“In Europa ci sono 126 centrali nucleari”, dice Salvini, perché non “pensare a un ritorno al nucleare che non è più quello di Chernobyl e dei disastri ma sicuro, pulito, a inquinamento zero. Mi pare stupido far pagare agli italiani più di tutti per dei no ideologici”. 

“Se la politica impone il Green Pass ai lavoratori, e addirittura a chi fa volontariato” sottolinea il leader della Lega “è ovvio che i politici devono essere i primi a rispettare queste regole, a partire dal Parlamento”. 

 

 

 

Raggi, Fico e Di Maio eletti nel Comitato di Garanzia M5S

M5s, il nuovo Comitato di Garanzia è composto da Luigi Di Maio, Roberto Fico e Virginia Raggi. A far parte del Collegio dei Probiviri, con Jacopo Berti e Fabiana Dadone, è Riccardo Fraccaro. Alla votazione, fanno sapere dal Movimento 5 Stelle, hanno partecipato 30.073 aventi diritti al voto. L’esito delle votazioni è stata “certificata dal notaio Alfonso Colucci”. 

Tiziana Beghin ha ricevuto 3.112 preferenze; Luigi Di Maio ha ricevuto 11.748 preferenze; Roberto Fico ha ricevuto 11.949 preferenze; Andrea Liberati ha ricevuto 3.727 preferenze; Virginia Raggi ha ricevuto 22.289 preferenze; Carla Ruocco ha ricevuto 3.474 preferenze. 

Grazia Di Bari ha ricevuto 8.976 preferenze, mentre Riccardo Fraccaro ha ricevuto 21.097 preferenze. L’assemblea degli iscritti M5S ha dunque stabilito che il nuovo Comitato di Garanzia è composto da Luigi Di Maio, Roberto Fico e Virginia Raggi. A far parte del Collegio dei Probiviri, con Jacopo Berti e Fabiana Dadone, è Riccardo Fraccaro. 

“Grazie di cuore a tutti, un’altra tappa raggiunta insieme” scrive su Facebook Luigi Di Maio. “Un ringraziamento anche ai componenti uscenti del Comitato di Garanzia Vito Crimi, Roberta Lombardi e Giancarlo Cancelleri, che hanno portato avanti il loro incarico con grande impegno. Avanti con unità e determinazione in questo nuovo corso con Giuseppe Conte. Il MoVimento 5 Stelle c’è”.  

“Grazie alla comunità del MoVimento 5 Stelle per la fiducia” scrive su Fb Roberto Fico. “Inizia una nuova avventura nel Comitato di Garanzia assieme a Virginia e Luigi. Voglio anche ringraziare Vito, Roberta e Giancarlo per quello che hanno fatto in questi mesi difficili”. 

“Auguriamo ai candidati scelti dall’assemblea degli iscritti buon lavoro, siamo certi che adempiranno a questo compito con disciplina e onore. Al contempo -si legge su ‘movimento5stelle.eu’- ringraziamo i componenti uscenti Giancarlo Cancelleri, Vito Crimi, Roberta Lombardi e Raffaella Andreola per il prezioso contributo dato alla comunità del Movimento 5 Stelle. La democrazia diretta è e sarà sempre la stella polare del progetto politico del MoVimento 5 Stelle”. 

 

Ruby ter, Berlusconi scrive a giudici: “No a perizia psichiatrica”

Silvio Berlusconi contro la perizia psichiatrica richiesta nei suoi confronti nel processo Ruby ter, in cui è imputato. La “decisione” di sottoporre il leader di Forza Italia “a perizia non solo medico-legale e cardiologia, ma anche psichiatrica, appare al di fuori di ogni logica e del tutto incongrua rispetto alla mia storia e al mio presente”, la posizione di Berlusconi che a sorpresa, prende carta e penna rivolgendosi con una lettera al presidente della settima sezione penale di Milano, Mirko Tremolada, davanti al quale è in corso il processo Ruby ter.  

”L’ipotesi di sottopormi ad una ampia ed illimitata perizia psichiatrica da parte del Tribunale -scrive il Cav- dimostra, per ciò che ho fatto nella vita in molteplici settori fra cui l’imprenditoria, lo sport e la politica, un evidente ed incredibile stravolgimento della realtà nell’ambito di questo ingiusto processo. Non posso quindi -avverte l’ex premier- accettare tale decisione, che è lesiva della mia storia e della mia onorabilità”.  

Per Berlusconi i toni usati dai pm milanesi nell’ultima udienza sono “inaccettabili”. Nella dichiarazione, il leader di Forza Italia “acconsente , suo malgrado, alla prosecuzione del dibattimento in sua assenza”.  

La scelta dell’ex premier è arrivata dopo che ha appreso il quesito peritale disposta dal tribunale, in particolare – spiegano i difensori – di fronte “all’ampiezza degli approfondimenti anche psichiatrici demandati”, Berlusconi ha ritenuto gli stessi “inaccettabili”. Da qui la scelta di depositare in tribunale una dichiarazione a sua firma in cui, “pur nella persistenza del suo attuale stato di defedazione”, Berlusconi “acconsente, suo malgrado, alla prosecuzione del dibattimento in sua assenza”.  

Roma, Calenda: “Bertolaso? Penso anche a Marino”

“Bertolaso, che non è interessato a cariche politiche, sarebbe un ottimo commissario ai rifiuti o all’organizzazione del Giubileo. Per me esiste una sola bussola per gli incarichi: persone esperte e indipendenti”. Lo dice Carlo Calenda, leader di Azione e candidato sindaco di Roma, su Twitter.  

“Marino ad esempio ha fatto un buon lavoro di studio sulla questione della riorganizzazione dei poli museali. E su questo specifico argomento intendo coinvolgerlo, se vorrà. Roma -spiega Calenda -ha bisogno di raccogliere tutte le esperienze di valore. Così la penso. L’esperienza porta con se errori e inimicizie. Su ogni nome della giunta ci saranno persone che storceranno il naso per una ragione o per l’altra. Ma alla fine quello che conta è solo la capacità di realizzazione”. 

“Ho detto che Bertolaso gestirebbe molto bene come commissario il Giubileo, come ha fatto con Rutelli, e l’emergenza rifiuti, come ha fatto a Napoli. Sulla questione vicesindaco non credo che sia interessato a incarichi politici, ma più legati alla sua esperienza. Se l’ho sentito? Queste sono cose private…”, spiega poi Calenda a margine di un incontro tra i candidati organizzato da Confcooperative Roma. 

“La Giunta che faremo sarà così, indipendente: a differenza degli avversari, infatti, non ho necessità di spartire pezzettini di Giunta con gli altri partiti perché mi sostiene solo una lista. Sarà una Giunta molto esperta e di età alta, potrò prendere i migliori’’. 

Green pass obbligatorio, al via cabina di regia: poi il Cdm

Green pass obbligatorio, al via a Palazzo Chigi la cabina di regia tra il premier Mario Draghi e i capidelegazione delle forze di maggioranza. Sul tavolo l’estensione della Certificazione verde a tutti i luoghi di lavoro, pubblici e privati, che dovrebbe essere inserita nel nuovo decreto del governo. A seguire infatti, alle 16, il Consiglio dei ministri. La strada appare dunque tracciata. 

E’ previsto invece per le 14.30 il confronto tra governo, Regioni ed enti locali. 

Ieri l’incontro tra il premier e i sindacati a Palazzo Chigi. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto l’obbligo vaccinale. Per ora, non è questo l’obiettivo del governo. Le distanze sono notevoli in materia di tamponi: i sindacati spingono per test gratis ma hanno ricevuto risposta negativa. Sul tema i sindacati hanno tentato un plan B, ovvero un regime transitorio. “Su questo non abbiamo avuto risposte”, hanno spiegato. I costi dei test dovrebbero essere a carico dei lavoratori, non dello Stato e tantomeno delle imprese. Salvo per quei dipendenti che, per certificati motivi di salute, sono impossibilitati a vaccinarsi. 

Sondaggi politici, Pd primo partito e FdI davanti a Lega

Il Pd guidato da Enrico Letta primo partito con il 19,4%, seguito a ruota da Fdi di Giorgia Meloni al 19,1%, che subisce un calo dello 0,9%. In terza posizione c’è la Lega di Matteo Salvini, ferma al 18,5% (anche il Carroccio perde lo 0,9%). In crescita il Movimento Cinque Stelle, che si attesta al 18,5%. Anche Forza Italia acquista consensi e arriva a quota 7,3%. E’ quanto emerge dal primo sondaggio elettorale della nuova edizione di ‘Porta a Porta’ realizzato da Alessandra Ghisleri di Euromedia Research. 

Secondo le intenzioni di voto a livello nazionale, si legge in una nota, il Pd risulta primo partito con il 19,4% e registra un +0.4% rispetto all’ultimo sondaggio realizzato sempre dall’istituto della Ghisleri per il quotidiano ‘La Stampa’ il 2 settembre scorso. Segue Fratelli d’Italia al 19.1% con un calo dello 0.9%. Terza è la Lega con il 18.5%. La rilevazione dà il Movimento 5stelle in crescita dello 0.8% con il 18,5%. Anche Forza Italia cresce, ma dello 0.2%, e raggiunge il 7.3%. 

Azione è al 3,8% (-0.4%) mentre Italia Viva arriva al 2.8% (+0.5%) e la Federazione dei Verdi al 2% (+0.5%). Sinistra Italiana è stabile al 1,8%, seguito da +Europa 1.7% (+0.1%), MDP-Articolo 1 1.5%(-0.2%), altri di Centrodestra 1.1% (-0.4%). Per Euromedia gli indecisi e gli astenuti ad oggi rappresentano il 36.6%. 

Green pass obbligatorio lavoro, quando scatta stop stipendio

Green pass obbligatorio e lavoro, sospensione e stop allo stipendio ma nessuna multa, per i lavoratori che si presentano per 5 volte senza certificazione verde. In sintesi, la stessa linea adottata per la scuola. E’ questa, a quanto apprende l’Adnkronos, una delle misure contenute nel provvedimento che domani -alle 10.30- approderà sul tavolo della cabina di regia tra il premier Mario Draghi e i capidelegazione delle forze di maggioranza, in vista del Cdm delle 16. Lo rivelano fonti di governo, spiegando che non dovrebbero esserci multe per i lavoratori che si presenteranno ai tornelli sprovvisti di green pass. 

Green pass obbligatorio, verso tamponi a carico lavoratori

Tamponi a carico dei lavoratori per chi, non vaccinato, si sottoporrà ai test per ottenere il green pass con cui recarsi sul posto di lavoro. A quanto apprende l’Adnkronos da fonti di governo, il provvedimento che arriverà domani in cabina di regia -fissata alle 10.30- dovrebbe prevedere che i tamponi non gravino né sulle casse dello Stato né tantomeno sulle imprese. Esclusi, naturalmente, quei lavoratori che, per comprovati motivi di salute, non possono vaccinarsi. Una scelta di segno opposto a quanto chiesto dalle sigle sindacali. 

M5S, strappo di Vianello: “Movimento di Conte ha abbandonato l’ambiente”

Il Movimento 5 Stelle continua a perdere pezzi. Oggi è stato il deputato tarantino Giovanni Vianello ad annunciare il suo addio al gruppo pentastellato, nel corso della dichiarazione di voto sul dl Venezia. “La svolta di Conte mette l’ambiente da parte. Tant’è vero che le nostre 5 Stelle, che rappresentavano la vera transizione, non esistono più, le abbiamo sostituite con concetti accademici che vogliono dire tutto e il suo contrario”, denuncia il parlamentare pugliese interpellato dall’Adnkronos. 

Per Vianello il provvedimento approvato oggi dalla Camera è stato la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso: “Ma i motivi che hanno determinato la mia scelta sono tanti. Sulla riforma del processo penale non sono stati considerati i reati ambientali, nonostante lo avessimo chiesto a Conte. Ora vedo che l’ex premier incontra Cingolani e dice ‘siamo d’accordo sull’energia circolare’, ma l’energia circolare di Cingolani è quella degli inceneritori. Il nuovo Movimento 2050 ha abbandonato l’ambiente”, prosegue Vianello spiegando le ragioni del suo addio: “L’emendamento che regala altri 700 milioni all’Ilva è stata l’ennesima mazzata. Per non parlare di una gestione interna sconcertante e non certo democratica”. 

Il deputato si dice comunque “dispiaciuto”: “Nel gruppo e sui territori ci sono moltissimi bravi portavoce e attivisti, ma bisogna prendere atto che il programma ambientale con cui siamo entrati in Parlamento è stato disatteso dai vertici del ‘Movimento 2050′”. 

Green pass lavoro obbligatorio, scontro governo-sindacati su tamponi gratis

Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori, del pubblico e del privato. L’estensione del passaporto vaccinale, che, salvo sorprese, dovrebbe arrivare domani in un Cdm fissato alle 16, passa da un unico provvedimento, che introdurrà l’obbligo per tutti coloro che, a partire da ottobre, si recheranno a lavoro.  

La conferma arriva dai segretari di Cgil, Cisl e Uil, che nel pomeriggio vengono convocati dal premier Mario Draghi a Palazzo Chigi per essere messi al corrente della stretta che il governo intende varare, l’ennesima per mettere le ali alla campagna vaccinale, arrivata al nocciolo duro degli scettici, quelli più difficili da convincere. I volti scuri con cui Maurizio Landini, Pierpaolo Bombardieri e Angelo Colombini lasciando la sede del governo fanno subito intendere che le cose non sono andate nel migliore dei modi. 

I sindacati, spiega il leader della Cgil, hanno spinto per l’obbligatorietà, ma si sono sentiti rispondere che, per ora, non è questo l’obiettivo a cui mira il governo, “ci hanno detto che sarebbe difficile attuare i controlli – spiega Landini – ma così scaricano tutto sul mondo del lavoro”. Ma lo scontro più duro è sulla gratuità dei tamponi, su cui si registra l’insolita convergenza del mondo sindacale con la Lega di Matteo Salvini e la leader di Fdi, Giorgia Meloni. Sulla richiesta di rendere i test gratuiti fino a fine emergenza, i sindacati si sono sentiti rispondere picche, e assicurano che il governo -al tavolo oltre a Draghi erano presenti i ministri Giorgetti, Speranza, Orlando e Brunetta- sul provvedimento che si appresta a varare è un fronte compatto.  

Sui tamponi i sindacati hanno tentato un plan B, ovvero un regime transitorio. “Su questo non abbiamo avuto risposte”, spiegano, lasciando intendere che forse il Cdm potrebbe slittare. E invece, poco dopo l’incontro, arriva puntuale la convocazione: la riunione si terrà alle 16, Draghi e il governo tirano dritto nonostante i dubbi delle sigle sindacali. Che, su alcuni aspetti, non hanno ancora un quadro completo del provvedimento. Un esempio su tutti, le sanzioni per i lavoratori inadempienti, quelli che si rifiuteranno di presentare il green pass al tornello.  

“Sulle sanzioni abbiamo chiesto che non sia possibile licenziare i lavoratori e su questo ci hanno dato garanzia. Ma non avendo il testo, ci riserviamo di vedere cosa scriveranno”, dice Bombardieri. Per gli ‘inadempienti’, la sospensione dal lavoro dovrebbe scattare dopo 5 giorni, a seguire la stop dello stipendio. Come per la scuola. Ma le multe -anche se di questo con i sindacati al tavolo non si è parlato,- non dovrebbero essere previste nel provvedimento, spiegano fonti di governo all’Adnkronos.  

Mentre sulla gratuità dei tamponi, salvo cambi di rotta decisi in corsa -alle 10.30 è in programma la riunione tra Draghi e i capidelegazione- i costi dei test dovrebbero essere a carico dei lavoratori, non dello Stato né tantomeno delle imprese. Salvo per quei dipendenti che, per certificati motivi di salute, sono impossibilitati a vaccinarsi. 

Green pass obbligatorio, Sileri: “Ha aiutato a contenere variante Delta a luglio e agosto”

“Il Green pass, attraverso la diagnostica dei tamponi, ha permesso di individuare tanti positivi che altrimenti non avrebbero fatto il test: questo ha contenuto la diffusione della variante Delta in Italia a luglio e agosto”, consentendo di tenere i casi “intorno ai 5-6mila al giorno rispetto a Paesi in cui ce ne sono 60mila, e siamo tra i Paesi con migliori numeri in Europa”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri in Senato, intervenendo nella replica alla fine della discussione generale sul dl Green pass. 

Green pass, obbligo per lavoro pubblico e privato: governo accelera

Sul Green pass Italia e l’estensione dell’obbligo per i lavoratori del pubblico, ma anche del privato, “il governo è pronto ad accelerare”. Parola di Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, ai microfoni di Radio Rai nel giorno della discussione in Senato sul dl Green pass. 

“Abbiamo intrapreso una strada chiara – dice -, il Consiglio dei ministri di domani sarà sicuramente un momento importante. Si va verso l’obbligo del certificato verde non solo per i lavoratori del pubblico impiego ma anche per quelli del settore privato. Solo immunizzando la stragrande maggioranza della popolazione possiamo contenere i contagi. Il vaccino è l’unica arma che abbiamo contro il Covid”. 

“Vediamo, sicuramente ci sarà un’estensione: quali saranno le modalità, quali saranno i tempi lo discuteremo nelle prossime ore. Ma mi pare che la linea che avevamo definito all’inizio vada avanti ed è quella di un’estensione del Green pass come strumento migliore per evitare le chiusure, per evitare un ritorno a forme di intervento più restrittivo”, le parole stamane del ministro del Lavoro, Andrea Orlando, a margine della firma del protocollo tra Amazon e sindacati su relazioni industriali condivise.
 

Green pass, obbligo per lavoro pubblico e privato: governo accelera

Sul Green pass Italia e l’estensione dell’obbligo per i lavoratori del pubblico, ma anche del privato, “il governo è pronto ad accelerare”. Parola di Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, ai microfoni di Radio Rai nel giorno della discussione in Senato sul dl Green pass. 

“Abbiamo intrapreso una strada chiara – dice -, il Consiglio dei ministri di domani sarà sicuramente un momento importante. Si va verso l’obbligo del certificato verde non solo per i lavoratori del pubblico impiego ma anche per quelli del settore privato. Solo immunizzando la stragrande maggioranza della popolazione possiamo contenere i contagi. Il vaccino è l’unica arma che abbiamo contro il Covid”. 

“Vediamo, sicuramente ci sarà un’estensione: quali saranno le modalità, quali saranno i tempi lo discuteremo nelle prossime ore. Ma mi pare che la linea che avevamo definito all’inizio vada avanti ed è quella di un’estensione del Green pass come strumento migliore per evitare le chiusure, per evitare un ritorno a forme di intervento più restrittivo”, le parole stamane del ministro del Lavoro, Andrea Orlando, a margine della firma del protocollo tra Amazon e sindacati su relazioni industriali condivise.
 

Green pass Italia, oggi il ddl in Senato

Il ddl Green pass Italia approda oggi in Senato dopo l’approvazione della scorsa settimana alla Camera e lo slittamento di 24 ore della discussione prevista per ieri in Aula. L’inizio è previsto per le 9.30, 103 gli emendamenti presentati sul ddl. Intanto, però, mentre si discute sull’estensione del Green pass a tutti i lavoratori, la cabina di regia sul tema non è stata ancora convocata, idem il Consiglio dei ministri. Se il passaporto vaccinale sarà reso indispensabile per i dipendenti della pubblica amministrazione, c’è anche chi spera in un intervento di più ampio spettro già oggi – al più tardi arriverà la settimana prossima – e che tocchi anche i lavoratori del comparto privato.  

Ieri sera il premier Draghi sembra aver intanto dettato la linea: “Le cose vanno fatte perché si devono fare, non per un risultato immediato”, ha detto a Bologna. Per questo è necessario “dire molti no e pochi sì per evitare che tutto sia travolto dall’irresponsabilità”, ha aggiunto.
 

Ancora incerta sul punto la posizione della Lega: “Prima di dire se sono d’accordo o non sono d’accordo voglio capire di cosa si sta parlando”, ha affermato il segretario del Carroccio Matteo Salvini, ospite di ‘Cartabianca’ su Raitre ieri sera, sull’estensione del documento verde a tutti i lavoratori.
 

Green pass Italia, Salvini: “Esteso? Vediamo proposta governo”

Green pass Italia esteso anche al mondo del lavoro? “Aspetto la proposta del governo, di capire, chi, come e perché, con la possibilità di avere i tamponi”. Così Matteo Salvini, ospite di Radio Anch’io, su Rai radio 1. “Ringrazio – aggiunge – i 40 milioni di italiani che si sono vaccinati”. “Se si tratta di case di riposo, di chi è a contatto con il pubblico, va bene, se si tratta di chi è chiuso da solo in ufficio…”. “Ma per ora non dico nulla, non si parla sui se, vedremo la proposta del governo”, spiega il leader della Lega. 

E commentando ancora l’operato della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, che oggi sarà alla Camera per una informativa sul caso del rave a Viterbo, “mi aspetto che cominci a fare il ministro dell’Interno. Abbiamo visto un rave party senza che nessuno muovesse un dito, aggressioni, 40 mila migranti sbarcati”.  

Poi sulla domanda sulla possibile convergenza della Lega su un voto di sfiducia alla ministra dice: “Aspettiamo di vedere quello che dice”. 

Green pass e obbligo vaccinale, Bersani: “Io userei entrambi”

“Green pass e obbligo vaccinale? Io userei entrambi gli strumenti, in modo ben calibrato, per arrivare all’obiettivo: far ripartire la vaccinazione”. Lo dice Pier Luigi Bersani, presidente di Articolo Uno, ospite della trasmissione ‘DiMartedì’ su La7.  

“Il Green Pass è uno strumento che offre uno spazio di libertà per accedere a servizi che diversamente con queste varianti sarebbero in gran parte chiusi per tutti, l’obbligo è un’assunzione di responsabilità dello stato per le situazioni di maggior rischio e credo che vada valutato”, è il pensiero di Bersani. “Bisogna usarli tutti e due questi strumenti, con raziocinio e attenzione e in modo ben calibrato, con l’obiettivo di far partire in queste settimane con più forza la vaccinazione. Anche per fare partire la macchina usi due pedali, io sono per usare tutti e due i pedali. E mi affido a chi ne sa più di me perché valuti come dosarli”, dice ancora.  

“Rischio licenziamento per chi è senza Green Pass? No, io credo che si troveranno dei sistemi -risponde-. Non è che li licenziano, li mettono a fare dell’altro o li sospendono dal servizio. Il sindacato intende essere tutelato da una norma che immagino dovrà comprendere anche garanzie per i lavoratori. Poi se sento dire ‘io sono contro il Green Pass lo stato metta l’obbligo’ questo è curioso, perché gli stessi ritengono che il Green Pass tolga loro un pezzo di libertà e dicono toglietemeli di più. Io dico che è comprensibile l’obbligo dove il rischio di contagio è più alto, per tutto il resto è giusta anche un’implementazione del Green Pass per l’accesso ai servizi”. 

Bolletta elettrica, aumento 40%: cosa dicono Meloni, Salvini, Letta e Conte

Stangata in arrivo per la bolletta elettrica con le tariffe che dal prossimo ottobre, come ha detto il ministro della Transizione Ecologica Cingolani, potrebbero aumentare addirittura del +40%. L’appello dei principali leader politici al governo è di intervenire per fermare l’aumento.  

“Avere un ministro che annuncia l’aumento delle bollette, invece, di provare a spiegarci come fa a fermarlo in un momento nel quale la povertà avanza, le imprese chiudono, l’Italia rischia di trovarsi in ginocchio, mi ha fatto molto riflettere” ha detto Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, parlando a Catanzaro. “Sicuramente -ha aggiunto- il tema è molto complesso perché l’aumento delle bollette è anche figlio di alcune scelte strategiche che sono state fatte, per esempio in Europa, anche dall’Italia: tutto il tema del green, del cosiddetto verde, inevitabilmente comporta risultati di questo tipo. Penso sia anche la ragione per la quale ci si deve interrogare su queste priorità, perché noi continuiamo a fare una politica green in Europa che ci fa lievitare le bollette e poi ci ritroviamo a importare senza dazio dalla Cina e dall’India, che da sole producono l’80 per cento della plastica sversata in mare”. “Qualcosa non va in queste strategie, ma mi aspetto che il ministro Cingolani invece di annunciarmi che la bolletta aumenterà ulteriormente -conclude Meloni- mi dica che cosa intende fare per fermare quell’aumento”. 

“Oggi ho chiamato Cingolani e gli ho detto che come Lega chiediamo al governo di tagliare di metà le tasse che ci sono sulla bolletta elettrica” ha detto Matteo Salvini in un comizio a Cassano d’Adda nel milanese. 

“Questo aumento delle #bollette è assolutamente eccessivo, qualunque siano le ragioni globali che lo provocano” twitta il segretario del Pd Enrico Letta. “Ci vuole un intervento del governo per ridurre una tantum gli oneri di sistema e così limitare un impatto che è una gelata sui consumi delle #famiglie e sulla #ripresa”. 

“Abbiamo assolutamente convenuto che dobbiamo intervenire, con varie modalità, per calmierare i costi delle bollette” ha detto il leader del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte al termine dell’incontro con il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani. “C’è una congiuntura internazionale che ha portato all’aumento del prezzo del gas e altri fattori che hanno portato a questo incremento notevole che si ripercuote sul bilancio delle singole famiglie in un momento di particolare sofferenza, economica e sociale, dovuta alla pandemia”. “Il M5S – ha proseguito Conte – si è impegnato a formulare delle proposte e su questo abbiamo ottenuto piena disponibilità dal ministro Cingolani”.