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Categoria: politica

Green pass Italia, Calenda: “Salvini e Meloni irresponsabili”

Sul Green pass Italia obbligatorio, “Meloni e Salvini si sono dimostrati irresponsabili”. Lo ha detto Carlo Calenda, leader di Azione e candidato sindaco di Roma, ospite di Sky tg24-Start. “La destra si dimostra non essere destra di governo e Salvini è risibile quando cambia idea sul green pass. La verità è che questa insegue il consenso con ogni mezzo”.  

“Ai loro elettori voglio dire però: perché siamo condannati ad avere questa destra che non riesce ad assumere una responsabilità anche rispetto agli atti che sottoscrive. Non è serio votare il Green Pass in Cdm e non farlo quando arriva in Parlamento”. Trovo insopportabile che addirittura su una cosa così grave Meloni e Salvini dimostrino una totale irresponsabilità. Almeno la Meloni non è nel governo e non vota i provvedimenti in Cdm”, ha aggiunto Calenda. 

Decreto green pass Italia, via libera anche da Lega

Le Lega voterà il decreto green pass in discussione alla Camera. Il voto finale al provvedimento che converte in legge il decreto 23 luglio 2021, n. 105, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche, dovrebbe avvenire intorno alle 13. 

Secondo quanto si apprende, la Lega ha ottenuto dal governo il voto favorevole ai suoi ordini del giorno e la garanzia che i temi cari al partito di Salvini, la validità dei tamponi salivari per il green pass, la loro gratuità, l’esclusione di alcune fattispecie di validità del certificato verde, e poi il rinvio delle cartelle esattoriali, siano inseriti in futuri provvedimenti. “Anche a questo è servito il pressing realizzato con il voto a favore di alcuni emendamenti di Fratelli d’Italia”, dicono fonti parlamentari leghiste. 

“l governo ha appena comunicato in aula l’accoglimento di sei nostri ordini del giorno con impegni importanti. Risorse significative per tamponi a prezzo simbolico per minorenni disabili e fragili. Aumento a 12 mesi validità green pass per guariti senza bisogno di dose. Riconoscimento tamponi salivari rapidi entro 60 giorni. Estensione a 72 ore validità tampone molecolare. Tutela lavoratori in quarantena. Indennizzi per danni da vaccino. Estensione cure con monoclonali estendendo prescrizione a medici di famiglia”, scrive su Twitter il deputato leghista Claudio Borghi. 

Vaccino, Salvini: “Ho fatto la seconda dose, non sono no vax”

“Ho fatto oggi la seconda dose” di vaccino anti covid, “quindi non so come starò stasera”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, oggi a Cosenza per la presentazione della lista della Lega. “Tutto bene – ha poi commentato a ‘E-venti’ su Skytg24 -, ho un po’ di dolore al braccio ma niente di irreparabile… Sono uno dei 40 milioni di italiani che ha scelto di farsi la seconda dose di vaccino. Stiamo lavorando per gli altri 20 milioni di italiani che non possono vaccinarsi. Se il governo accetta le nostre proposte”, come quella sui tamponi, “vuol dire che abbiamo fatto un buon servizio al Paese. O imponi l’obbligo vaccinale, una scelta che nessun paese europeo ha fatto, se non l’Arabia Saudita e il Tagikistan, o inviti, spieghi educhi, ragioni, fai riflettere, accompagni… Noi dobbiamo continuare a educare, spiegare, senza punire e discriminare. Fidiamoci degli italiani che meritano fiducia, non paura”.
 

“Io non faccio il medico, non sono uno scienziato. Se voi pensavate di trovare un no vax, avete sbagliato persona perché oggi ho fatto la seconda dose di vaccino e stasera mi prenderò la mia tachipirina mille per evitare la febbre… Quando, però, si parla della salute dei nostri bambini, io invito solo alla prudenza. Chiedo solo di dare ai nostri figli tutte le garanzie del mondo. E chiedo rispetto per i tanti scienziati che invitano alla prudenza, ha detto ancora. 

“Non commento le ipotesi, come sempre la Lega sarà responsabile”. Qualora arrivasse una richiesta di allargamento del green pass, ”la esamineremo. Ma se un governo dovesse imporre un vaccino, penso che sia giusto che risarcisca per eventuali danni da vaccino”, ha poi sottolineato.
 

Green pass Italia, Speranza: “Grave messaggio di ambiguità Lega”

“In un Governo così largo, dove ci sono dentro cose molto, molto diverse, il fatto che una forza politica abbia posizioni differenti su un tema sinceramente non mi scandalizza”. “Il problema della scelta” sul Green pass Italia obbligatorio nei ristoranti fatta ieri dalla Lega “è il merito. È il merito che è grave, perché siamo ancora dentro una pandemia. Il Green pass è lo strumento che stiamo attuando per non fare chiusure e per me è un errore gravissimo dare un messaggio di ambiguità su queste materie”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso di un dibattito alla Città dell’Altra economia organizzato dalla lista Sinistra Civica Ecologista alla presenza del candidato sindaco di Roma del centrosinistra, Roberto Gualtieri, sul voto della Lega di ieri in Parlamento su un emendamento di Fdi. 

“E’ come se in un tema delicato come quello della salute – ha proseguito il ministro – abbiamo un pezzo di politica che sta là vedere se si può prendere qualche voto o no”. 

“L’estensione del Green pass non è una scelta politica” né è oggetto “di trattativa politica”, ma “noi stiamo valutando giorno dopo giorno. Nel mese di agosto abbiamo avuto un numero di limitazioni molto basso, abbiamo passato un’estate non normale ma molto più simile alla vita di prima, le attività economiche per la stragrande maggioranza erano aperte e questo è frutto della campagna di vaccinazione e delle scelte fatte in questi mesi. Dunque per me non c’è trattativa politica, ma se serve si va avanti, si estende ancora il Green pass, e come ha detto Draghi, se dovesse servire siamo pronti ad andare fino in fondo”, ha detto ancora, rivolgendosi a Roberto Gualtieri. 

Reddito cittadinanza, Conte: “M5S non arretrerà mai”

“Sul reddito di cittadinanza il Movimento non arretrerà mai”. Così il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, a margine di un appuntamento elettorale a Milano. 

“Il problema non è di arretrare ma di intervenire con delle politiche che lo possano migliorare”, ha detto l’ex premier, aggiungendo: “Sto viaggiando sui territori, sto parlando con tutti. Alcuni beneficiari del reddito di cittadinanza sono venuti da me a dirmi: ‘Presidente, noi vogliamo dignità sociale, fateci lavorare. Quindi dobbiamo intervenire offrendo anche lavori di attività sociale o addirittura agganciandoli alle politiche del lavoro”.  

“Ci sono alti esponenti della destra, purtroppo non solo anche di Italia Viva, che hanno proposto addirittura un referendum per abrogare il reddito di cittadinanza. Credo che sia un comportamento molto vigliacco”, ha detto ancora Conte. “Durante la pandemia se non avessimo avuto questa misura sarebbe esplosa a parte la distruzione del tessuto sociale, anche una rivolta sociale”, ha detto Conte, ammonendo: “Quindi attenzione, quando i politici forti dei trattamenti economici di tutto rispetto, non voglio dire privilegiati, si permettono di dire che l’integrazione di qualche centinaia di euro è un privilegio per la gente che non ha di che mangiare, io dico ‘vergognatevi’”.  

 

Green pass Italia, governo frena: Lega agita la maggioranza

Green pass obbligatorio in Italia, un passo avanti e uno indietro. E all’accelerazione che sembrava prendere forma ieri -quando i rumors a Palazzo Chigi parlavano di un dl unico per un certificato verde da estendere alla Pa e al settore privato in un solo colpo – si sostituisce un procedere per gradi, step by step. Domani, salvo improvvise accelerazioni, il governo ‘allargherà’ il passaporto anti-Covid ai soli dipendenti di mense scolastiche e al personale delle pulizie impiegato nelle scuole. Per un ritorno sui banchi in sicurezza, quando, lunedì prossimo, finalmente torneranno a suonare le campanelle e i ragazzi occuperanno nuovamente i banchi, rimasti a lungo vuoti causa pandemia.  

Per il settore privato nonché per la Pubblica amministrazione si dovrà ancora attendere. La cabina di regia al momento non risulta convocata, ormai viene dato per scontato che venga rinviata alla settimana prossima. Anche per far decantare le frizioni che scuotono la maggioranza, ma che, complice l’appuntamento delle amministrative alle porte, sembrano destinate ad agitare ancora a lungo le acque del governo Draghi. 

E’ la Lega a soffiare sul fuoco. Terremotando il dl green pass approdato in Aula alla Camera, votando, ieri e oggi, degli emendamenti di Fdi che ne limitano la portata. Il provvedimento, sia chiaro, non rischia, perché i 37 voti di Fdi sommati a quelli della Lega certo non mettono in difficoltà la maggioranza. Ma restituiscono il quadro di una fronte spaccato, percorso dalle divisioni interne e dove continuano a volare stracci. Matteo Salvini assicura di aver agito alla luce del sole. E annuncia che il dl non verrà esteso a pubblico e privato. “Ho parlato con il presidente Draghi – spiega a margine della visita del supersalone – non risulta nessuna estensione di green pass a tutti i lavoratori del pubblico e del privato, a differenza di quello che ho letto su qualche giornale e quindi questo mi conforta”.  

Non solo. Per il leader della Lega non si arriverà alla discussione dell’obbligo vaccinale. Al contrario del ministro Roberto Speranza, che non lo esclude, sempre che i dati lo rendano necessario. Salvini, del resto, sembra isolato in una maggioranza che, almeno sul fronte delle misure anti-Covid, procede compatta. A partire da Forza Italia. Gli azzurri non seguono l’alleato. Anzi.  

Anche oggi Maria Stella Gelmini -tra i primi ministri a parlare dell’ipotesi dell’obbligo vaccinale- è tornata non solo a ricordare che “il governo ha votato all’unanimità E quando tutti i ministri hanno votato il green pass lo hanno fatto consapevoli che è un modo per difendere gli spazi di libertà”. Ma la ministra di Fi sottolinea come nelle Lega le posizioni non siano tutte in linea con quelle di Salvini: “Al tavolo delle Regioni i governatori, da Zaia a Fedriga passando per Fontana, sono impegnati nella tutela della salute dei cittadini e fortemente a favore dei vaccini”.  

E dopo Enrico Letta, oggi anche il leader M5S, Giuseppe Conte, chiede chiarezza. “Invito, senza polemiche, la Lega, che si è assunta una responsabilità” sostenendo il governo Draghi, “a essere conseguente e chiarire la propria posizione” sul green pass. Twitta il segretario dem Letta: “Giornata di incontri in aziende sul territorio della Val di Chiana aretina. Imprese e lavoratori vogliono politici del sì sì, no no. Per noi è ‘Sì al #greenpass’ e ‘no all’ambiguità verso il mondo no Vax'”. Ma a sentire la ministra leghista Erika Stefani il vaccino non può essere obbligatorio: “I vaccini? Io sono vaccinata, ma questo non significa che ci debba essere una costrizione alla vaccinazione”, dice all’Adnkronos. 

Cannabis, Pillon: “Assurdo voler legalizzare vendita droga a ragazzi”

“Trovo semplicemente assurdo che qualcuno in Parlamento ancora insista a voler legalizzare la vendita di droga ai nostri ragazzi”. Non nasconde il suo disappunto, il senatore leghista Simone Pillon, dopo l’ok al testo base sulla cannabis in commissione Giustizia alla Camera: “I giovani hanno il diritto di crescere in contesti sani e di potersi divertire, fare sport, studiare e prepararsi alla loro vita futura senza lo schifo delle droghe”, dice all’AdnKronos. 

Roma, la candidata no vax: “Non sono antisemita, Michetti? Non vuole parlare”

“Non sono antisemita, ma dovete pur scrivere qualcosa, altrimenti come guadagnate lo stipendio?”. Francesca Benevento, la no-vax candidata nella lista civica di Enrico Michetti a Roma, risponde così, via Telegram, all’Adnkronos, mentre ancora imperversa la bufera che l’ha travolta in questi giorni di campagna elettorale per alcuni suoi vecchi post complottisti contro il vaccino anti-Covid e contro il ministro della Salute Roberto Speranza (definito “ebreo askenazita formato dalla McKinsey”). La ex grillina, consigliera uscente al XII Municipio, non ha alcuna voglia di replicare a chi, come Carlo Calenda, ha chiesto di depennare il suo nome dalla lista dei candidati per il Campidoglio. Ma alla fine trapela il suo sfogo contro lo staff di Michetti, reo di averla ‘scaricata’. 

“Le frasi pronunciate da Benevento sono gravi e prendiamo le distanze. Prendiamo le distanze e prenderemo i dovuti provvedimenti. Ci sarà un confronto con lei ma non anticipo la sentenza”, ha dichiarato ieri l’aspirante sindaco del centrodestra, a margine della presentazione della lista per le amministrative assieme alla leader di Fdi Giorgia Meloni. Il tribuno delle radio romane si è detto “molto arrabbiato” per la vicenda, e ha aggiunto: “Stiamo provando a rintracciare la candidata ma ancora non siamo riusciti”. Benevento, però, racconta all’Adnkronos un’altra versione, sostenendo che è stato Michetti a non voler parlare con lei: “Sono in contatto con la segreteria di Michetti… Attendo che rettifichino, altrimenti li aspetta una figura meschina”, minaccia l’ex M5S. 

“Ieri (7 settembre, ndr) – prosegue l’architetta – mi hanno detto che mi avrebbe chiamato Michetti, dopodiché, invece, hanno detto che aveva una lunga riunione. Non ha quindi voluto parlare con me nonostante io lo avessi cercato”. “Tutte falsità”, insiste la candidata, che ne ha anche per la categoria dei giornalisti, alla quale riserva parole non esattamente al miele: “Ipocriti lecchini servi del potere, corrotti come i politici al soldo di Big Pharma”. Ora non resta che attendere il confronto tra Michetti e Benevento per capire il destino della candidata no-vax. Ma i toni utilizzati dalla consigliera ex M5S non lasciano presagire un lieto fine.  

(di Antonio Atte) 

Decreto Green pass, maggioranza si spacca: Pd e M5S contro Lega

Estensione Green pass, prima la cabina di regia poi il Cdm con la maggioranza divisa. Il decreto legge potrebbe arrivare già domani in Consiglio dei ministri con i tecnici al lavoro per sciogliere gli ultimi nodi. Il dl, riferiscono diverse fonti, dovrebbe essere unico, e coinvolgere i dipendenti della pubblica amministrazione e i lavoratori del settore privato. Mentre sul fronte tamponi gratuiti, tema caro alla Lega, questi dovrebbero essere previsti solo per alcune e risicate categorie. Stando almeno allo stato attuale, riferiscono le stesse fonti, i tamponi gratuiti dovrebbero essere previsti solo per i lavoratori esentati dal vaccino per motivi di salute. 

Ma la tensione nella maggioranza resta alta con la Lega che, dopo aver ritirato tutti gli emendamenti e aver evitato la fiducia, ha votato a favore di un emendamento di Fratelli d’Italia che chiedeva la cancellazione dell’obbligatorietà del certificato verde nei ristoranti.  

“Certo”, la Lega voterà alcuni emendamenti di Fratelli d’Italia al decreto sul Green pass in discussione alla Camera, ha confermato il segretario Matteo Salvini, assicurando però che questo determina “zero” rischi per la tenuta del governo. “Non penso – ha spiegato il segretario della Lega – che il governo dipenda dal fatto che uno voglia andare al ristorante a mangiarsi la pizza con o senza il green pass. Penso che il governo abbia altre sfide ben più ambiziose rispetto a queste”. 

”Dobbiamo essere preoccupati per la stabilità del governo Draghi” dopo il voto sul Green pass alla Camera che ha visto la Lega votare un emendamento di Fratelli d’Italia, ha dichiarato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ospite a In Onda su La7 parlando di ”fibrillazione nel governo che impensierisce il percorso”. E ricordando che l’esecutivo guidato da Draghi è ”nato per completare la campagna vaccinale e spendere i 230 miliardi euro del piano nazionale europeo di ripresa e resilienza”. ”La mia impressione – ha detto Di Maio – è che la Lega è combattuta tra inseguire la Meloni e Fratelli d’Italia o la linea del governo e il bene del Paese”. 

“‘Governo non rischia’, dice Salvini. Rischia la coerenza che in politica conta”. Così il deputato del Partito democratico Emanuele Fiano intervenendo alla Camera dopo il voto favorevole della Lega all’emendamento Fdi. “Se un partito sta in un governo e i suoi ministri votano a favore di un decreto, che viene approvato all’unanimità, c’è un problema di coerenza. Si possono avere opinioni diverse -ha aggiunto Fiano- ma non su un passaggio così decisivo come la scelta di mettere il green pass”, ha aggiunto. “Fuori di qui -ha concluso il deputato dem- si chiedono se c’è una maggioranza di governo coerente oppure no. Stare in maggioranza non è un gioco. O da una parte o dall’altra”. 

“Dovete chiarire agli italiani da che parte state. Non potete da un lato votare con l’opposizione per becero tornaconto elettorale e dall’altro raccontare che il green pass è da migliorare”, ha affermato il capogruppo alla Camera del Movimento 5 stelle Davide Crippa aggiungendo: “Avete votato il soppressivo del Green pass, non un miglioramento di fatto disconoscendo la linea che il governo ha portato in consiglio dei ministri e che i ministri della Lega hanno votato. È la lega di Salvini o la Lega di Giorgetti? Qualcuno ce lo può spiegare?”, ha concluso il capogruppo M5s. 

Salvini vs Lamorgese: “Ottimo ministro per i punkabbestia di mezza Europa”

Nel governo “fortunatamente non la pensiamo tutti alla stessa maniera e c’è chi giudica la Lamorgese un ottimo ministro, sicuramente i punkabbestia di mezza Europa la giudicano un ottimo ministro”. Così il segretario della Lega Matteo Salvini, a margine della presentazione della lista del Carroccio al Consiglio comunale di Milano. 

“Ci sono degli italiani – ha aggiunto Salvini – che hanno un’idea diversa e si attendono un approccio diverso da parte del ministro dell’Interno”. 

Decreto green pass, verso Cdm giovedì. Maggioranza divisa

Green Pass, tecnici al lavoro sul decreto legge che potrebbe arrivare in Cdm già giovedì di questa settimana, dopo un passaggio, come di prassi, in cabina di regia per sciogliere i nodi rimasti sul tavolo. Il condizionale è d’obbligo, ma dopo la frenata che si registrava ieri a palazzo Chigi oggi c’è aria di accelerazione. Il dl, riferiscono diverse fonti, dovrebbe essere unico, e coinvolgere i dipendenti della pubblica amministrazione e i lavoratori del settore privato. Mentre sul fronte tamponi gratuiti, tema caro alla Lega, questi dovrebbero essere previsti solo per alcune e risicate categorie. 

Stando almeno allo stato attuale, riferiscono le stesse fonti, i tamponi gratuiti dovrebbero essere previsti solo per i lavoratori esentati dal vaccino per motivi di salute.
 

 

Green Pass, Borghi: “Voto Lega su emendamenti FdI? Si vedrà”

“Si discute e si vota come è giusto che sia”. Interpellato dall’AdnKronos, Claudio Borghi, deputato del Carroccio, dopo aver reso noto che la Lega aveva ritirato i 5 emendamenti sul green pass alla Camera, sottolinea come la decisione dei governo sia stata quella giusta. Il leader del partito, Matteo Salvini, ribadendo che la Lega terrà una linea unitaria ha spiegato che in base a come verranno accolti gli odg del partito, si valuterà il da farsi. “Se voteremo gli emendamenti di Fdi, dell’opposizione? Si vedrà…”, taglia corto l’ex presidente della Commissione Bilancio della Camera. 

Intanto la Lega ha votato a favore della proposta, avanzata da Fratelli d’Italia, di accantonamento degli emendamenti soppressivi dell’articolo 3 del decreto Green pass, in discussione alla Camera. Si tratta dell’articolo che disciplina l’impiego delle certificazioni verdi Covid-19. La richiesta è stata respinta con 153 voti di differenza. A favore hanno votato Fratelli d’Italia, l’Alternativa c’è e, appunto, la Lega. 

“Il doppio gioco della Lega sul Green Pass continua anche in aula: Borghi annuncia l’astensione della Lega sull’emendamento FdI per la soppressione del Green Pass (ovvero: Meloni chiede di cancellare un provvedimento varato dal Governo di cui la Lega è parte e la Lega si astiene)”, scrive su Twitter Andrea Romano, deputato del Pd.
 

“L’intenzione della Lega di votare a favore di alcuni emendamenti di Fdi e di astenersi su quello che chiede l’abolizione del Green pass è un atto irresponsabile. Deve finire l’ambiguità di Salvini che in Consiglio dei ministri condivide le scelte del governo e poi in Parlamento lavora per cancellarli in accordo con Fratelli d’Italia. Salvini decida da quale parte stare, se in maggioranza o all’opposizione del governo Draghi. Giochini per convenienze di partito sono inaccettabili”. Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera. 

Green pass, maggioranza ritira emendamenti: niente fiducia

Tutti i partiti della maggioranza, compresa la Lega, hanno ritirato gli emendamenti al decreto Green pass. Lo riferisce via Twitter il deputato della Lega Claudio Borghi, presidente della Commissione Bilancio di Montecitorio, che scrive: “Ritirati emendamenti maggioranza. A seguito di ciò il Governo ha detto che non ci sarà fiducia e si potrà discutere in aula il decreto green pass. Mi sembra doveroso per un minimo rispetto al Parlamento”. “Evitando la fiducia si discuteranno e voteranno gli emendamenti di opposizione articolo per articolo”, scrive in un altro post.  

Poco prima il leader della Lega Matteo Salvini aveva detto su una eventuale fiducia: “Il Parlamento a che serve?”. “Il Parlamento c’è per discutere, per dibattere, per approfondire. Fiducia al governo ma senza esagerare con i divieti”, aveva aggiunto Salvini. “Noi abbiamo a cuore salute e lavoro degli italiani. Come Lega manteniamo assoluta fiducia in Draghi e in questo governo. Chiediamo che si curino e si mettano in sicurezza più italiani possibili, senza complicare la vita ad altri milioni di italiani. Penso a chi vuole mettere il Green pass per andare in metropolitana, in bus e in treno”, aveva detto ancora. 

Green pass, Salvini su fiducia: “Il Parlamento a cosa serve?”

“Il Parlamento a che serve?” Risponde così il leader della Lega Matteo Salvini, parlando con i cronisti al gazebo per la raccolta delle firme per i referendum sulla giustizia al mercato Trionfale a Roma, a una domanda sulla possibile fiducia al decreto Green pass in discussione alla Camera. “Il Parlamento c’è per discutere, per dibattere, per approfondire. Fiducia al governo ma senza esagerare con i divieti”, aggiunge Salvini. “Noi abbiamo a cuore salute e lavoro degli italiani. Come Lega manteniamo assoluta fiducia in Draghi e in questo governo. Chiediamo che si curino e si mettano in sicurezza più italiani possibili, senza complicare la vita ad altri milioni di italiani. Penso a chi vuole mettere il Green pass per andare in metropolitana, in bus e in treno”. 

Rispondendo poi a una domanda su quando ci sarà l’incontro con il presidente del consiglio Mario Draghi e la ministra dell’interno Luciana Lamorgese, Salvini ha risposto: “Il prima possibile. Un confronto su tema immigrazione, sicurezza, rischio terrorismo è assolutamente fondamentale”. “Prima il presidente del Consiglio riesce a mettere in piedi questo incontro meglio è per l’Italia – ha proseguito il leader leghista – io ci sono oggi, domani o dopodomani. Spero che il ministro Lamorgese non abbia paura o timore del confronto, perché 40.000 sbarchi nell’estate del Covid non sono accettabili”. 

Reddito di cittadinanza, Salvini: “Un errore”

”Ho riconosciuto di aver fatto un errore sul reddito di cittadinanza, è stato un fallimento…”. Lo ha detto Matteo Salvini, ospite del Tg2 post. “La nostra linea è quantomeno modificare il reddito di cittadinanza. Aiutare chi è in difficoltà sì, ma è uno strumento che ha creato lavoro nero e disoccupazione. A mia prima firma proporrò di spostare gran parte di questi 8 miliardi”, destinati al reddito di cittadinanza ”a chi crea lavoro. Usiamo questi soldi per gli italiani che ne hanno veramente bisogno e non per i furbetti…”. 

”Noi vogliamo abbassare le tasse a partire dall’Irap. La proposta della Lega sulla flat tax è quella che funziona in mezzo mondo, ma Pd e 5s la vedono in maniera diversa. La Lega è entrata nel governo anche per vigilare si questo”, ovvero che non ci sia nessuna nuova tassa e si punti ad abbassare quelle che ci sono. ”Questo è l’accordo con Draghi”.
 

”Io mi fido degli italiani, che liberamente e volontariamente in più del 70% dei casi ha scelto di vaccinarsi. Fidiamoci degli italiani che si informano, che scelgono. Ci sono persone che per scelta non si sono vaccinate, ma noi siamo tra i paesi più vaccinati d’Europa e del mondo. L’obbligo vaccinale esiste in Arabia Saudita, in Turkmenistan e Tagikistan, ma di che cosa stiamo parlando? Il nostro modello di sviluppo sono le repubbliche islamiche? No, quindi, fidiamoci degli italiani”. 

“Chiederò” al governo “che non si metta la fiducia sul green pass” aggiunge Salvini. “Il Parlamento conta, se ha un peso allora non metti la fiducia, visto che ci sono solo 50 emendamenti, di cui 5 della Lega”. “Chiederò a Draghi quali sono le sue intenzioni”, conclude. 

 

Berlusconi di nuovo al San Raffaele: legali pensano a rinvio udienza Ruby ter

Nuovo pit stop per Silvio Berlusconi al San Raffaele. Il Cav, a quanto si apprende da fonti azzurre, si è recato stamane all’ospedale milanese, dove si è sottoposto a un controllo medico, una visita lampo di meno di mezz’ora, per poi tornare ad Arcore. Giusto sei giorni fa, lo scorso primo settembre, il presidente di Forza Italia è stato al San Raffaele per circa due ore, dopo meno di una settimana dall’ultimo ricovero, quello del 27 agosto, dopo le vacanze in Sardegna.  

Il blitz dal medico personale, Alberto Zangrillo, ha ancora una volta agitato gli azzurri, anche se ormai il partito è abituato ai continui pit stop del ‘capo’ legati al suo stato di salute altalenante a causa delle artimie cardiache dovute all’operazione a cuore aperto subita nel 2016 e agli effetti del long Covid post contagio (il presidente azzurro è risultato positivo lo scorso settembre).  

L’8 settembre è attesa una nuova udienza del Ruby ter a Milano e sul tavolo degli avvocati dell’ex premier, guidati da Federico Cecconi, c’è la richiesta di rinvio per motivi di salute. I legali decideranno su da farsi solo quando avranno l’esito di tutti gli accertamenti sanitari. Nel maggio scorso il giudici del Tribunale di Milano avevano concesso al leader azzurro, sempre a causa delle sue condizioni di salute, un lungo rinvio del dibattimento per tutti gli imputati, a cominciare dallo stesso Berlusconi.  

Da anni la storia politica e giudiziaria di Berlusconi si intreccia con acciacchi fisici e malattie, periodi più o meno lunghi di convalescenza e guarigioni. E immancabilmente spunta il sospetto che usi il suo corpo come scusa, o più tecnicamente, come legittimo impedimento per non presentarsi in Aula.  

I suoi detrattori, infatti, lo criticano, parlano di ‘virus processuale’, facendo notare che i malanni dell’imprenditore brianzolo spesso coincidano con le udienze processuali. E ogni volta lo staff dell’ex premier è costretto a smentire o precisare, a seconda dei casi. Da qualche anno, però, il ‘corpo del capo’ preoccupa il partito: precisamente da quando il Cav ha subito un delicato intervento chirurgico a cuore aperto nel 2014. Da allora, ogni ‘passaggio in ospedale’ o visita medica fa andare in fibrillazione big e peones, preoccupati per il loro leader, 84 primavere e con un fisico già provato.  

 

 

Renzi: “Io per obbligo vaccinale, standing ovation per Mattarella”

Sulla vaccinazione contro il covid e l’invito di ieri all’immunizzazione dal parte del presidente della Repubblica, che ha parlato di “dovere morale”, Matteo Renzi, ospite di Coffee Break su La7, tributa una “standing ovation per il presidente Mattarella. Io – spiega – sono a favore dell’obbligo vaccinale”, intanto “nel breve periodo ci sarà l’estensione del green pass”. E proprio sul green pass, spiega ancora Renzi, “Salvini e Meloni stanno sbagliando tutto. Dire no al green pass vuol dire tradire i loro elettori”. 

Ieri l’appello del Capo dello Stato per immunizzarsi. Il concetto di “salute come bene pubblico”, ha detto nel corso dell’anno accademico dell’università di Pavia, consente di sottolineare il “richiamo alla responsabilità sociale e al dovere morale e civico della vaccinazione. Questo è lo strumento che con grande velocità la comunità scientifica ci ha consegnato per sconfiggere il virus e che sta consentendo di superare le conseguenze economiche e sociali” della pandemia. “Non si può invocare la libertà per sottrarsi alla vaccinazione, come licenza di mettere a rischio la salute e la vita altrui”, le parole il Capo dello Stato. “Chi pretende di non vaccinarsi, con l’eccezione di chi non può farlo, e di svolgere vita normale, frequentando luoghi condivisi di lavoro, istruzione e svago, in realtà costringe tutti gli alti a limitare la libertà, rinunciare a una prospettiva di normalità di vita”, ha sottolineato.
 

Nucleare, Salvini: “Sto con Cingolani, errore fermarsi a passato”

Nucleare in Italia? “Se uno già dice no a valutare dimostra chiusura mentale. La valutazione non comporta già un giudizio. Secondo me è stato un errore fermarsi in passato. È chiaro che è un tipo di scelta che ti porta i risultati dopo 15 anni, non dopo 15 giorni, però idrogeno verde, blu ed energia pulita perché no? Sostengo assolutamente l’idea del ministro Cingolani”. Lo dice Matteo Salvini a Repubblica. “Il nucleare è un’energia molto più pulita e molto meno pericolosa rispetto ad altre”.  

Quanto al green pass esteso agli statali osserva: “Per quelli che hanno contatti col pubblico il Green pass può essere un ragionamento. Se ne parla in settimana cabina di regia”. 

Obbligo vaccinale, Boccia: “Chi vota no, lasci governo”

“Se e quando l’obbligo vaccinale arriverà in Parlamento mi auguro che le forze politiche di maggioranza siano compatte nel votarlo; e chi dovesse votare contro farebbe meglio ad uscire dal governo”. Lo ha detto Francesco Boccia, deputato Pd e responsabile Enti locali della segreteria nazionale, intervenendo alla Festa dell’Unità del PD di Rimini. Il riferimento è chiaramente alla Lega, che recentemente in Commissione ha votato in dissenso rispetto ad alcuni emendamenti sul green pass. 

“Il governo è nato per completare l’uscita dall’emergenza Covid-19 e oggi, pur avendo i vaccini sul tavolo, abbiamo più ricoverati in terapia intensiva rispetto all’anno scorso nello stesso periodo. Questo nodo va sciolto presto e prima dell’arrivo della stagione invernale. Salvini, nella gestione dell’emergenza sanitaria Covid-19, continua a dimostrarsi un irresponsabile”, ha aggiunto.  

 

Covid oggi Italia, Mattarella: “Vaccinazione è dovere morale”

Covid e vaccinazioni in Italia. L’appello del Capo dello Stato Sergio Mattarella è per immunizzarsi. Il concetto di “salute come bene pubblico”, dice nel corso dell’anno accademico dell’università di Pavia, consente di sottolineare il “richiamo alla responsabilità sociale e al dovere morale e civico della vaccinazione. Questo è lo strumento che con grande velocità la comunità scientifica ci ha consegnato per sconfiggere il virus e che sta consentendo di superare le conseguenze economiche e sociali” della pandemia. “Non si può invocare la libertà per sottrarsi alla vaccinazione, come licenza di mettere a rischio la salute e la vita altrui” dice il Capo dello Stato. “Chi pretende di non vaccinarsi, con l’eccezione di chi non può farlo, e di svolgere vita normale, frequentando luoghi condivisi di lavoro, istruzione e svago, in realtà costringe tutti gli alti a limitare la libertà, rinunciare a una prospettiva di normalità di vita”, ha sottolineato. 

Minacce e violenze contro categorie come medici e giornalisti, dice il Capo dello Stato, sono “un fenomeno allarmante grave, vanno contrastati con fermezza, sanzionati con doveroso rigore per tutelare coloro, che sono la stragrande maggioranza dei cittadini, ha adottato comportamenti responsabili avvertendo un comune dovere di solidarietà”.