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Categoria: politica

No green pass, leader IoApro: “Non siamo fascisti ma misura colma”

“Spiace che Biagio sia finito in mezzo a questa cosa, vedremo le accuse, io sono contro la violenza, ma i cittadini si stanno arrabbiando sempre di più, la misura è colma”. Umberto Carriera, imprenditore pesarese, leader del movimento ‘Io Apro’, che raccoglie “circa 100mila aderenti, che lavorano nella ristorazione”, da sempre contrari alle misure restrittive anti-covid dei vari dpcm del governo Conte e ora in prima fila contro il green pass, commenta così, con l’AdnKronos, l’arresto a Roma di Biagio Passaro, altro volto noto di ‘Io Apro’ che, sul suo profilo Facebook, aveva inneggiato all’attacco alla sede della Cgil.  

“Certo che noi ieri eravamo in piazza a Roma, a piazza del Popolo, ma la nostra protesta è stata pacifica, eravamo 50mila, partite iva e studenti che dicono no al green pass”, dice Carriera, finito lui stesso al centro delle polemiche per la protesta inscenata, a fine luglio scorso, sotto casa del sindaco dem di Pesaro, Matteo Ricci che lo aveva accusato di “una intimidazione da squadristi”. 

Carriera non esita a condannare le violenze della serata di sabato: “Ci dissociamo, non era il nostro obiettivo quello di rompere tutto”. Poi spiega che “ognuno si deve assumere le sue responsabilità, anche Biagio che è adulto e pure vaccinato”, dice ancora riferendosi all’amico arrestato. “Ma – avverte – accusarci di essere fascisti e squadristi è troppo, non siamo fascisti, e non lo è Biagio, è pure un padre di famiglia, il fascismo è stata una brutta pagina della storia, appartiene al passato”. “Certo – nota – cittadini si stanno arrabbiando sempre di più, mi pare assurdo che, con l’80% di italiani vaccinati, serva ancora il green pass, che non c’è in quasi nessun altro paese”.  

Carriera, lo scorso gennaio, alla fine del governo Conte II, era stato ospite di una diretta di Matteo Salvini, in cui il segretario della Lega aveva indossato i panni del giornalista, invitando l’imprenditore trentenne, proprietario di sei ristoranti, a raccontare le iniziative di resistenza passiva all’obbligo di chiusura dei suoi locali, garantendo il sostegno della Lega. “Salvini – racconta all’AdnKronos Carriera – l’ho pure risentito, è venuto a Pesaro, ma non è riuscito però a impedire il green pass, d’altra parte mi pare che la Lega sia spezzata, Giorgetti è a favore del green pass e delle misure severe nei nostri confronti”. “Ma – conclude – Salvini almeno ci ha provato a sentire le nostre ragioni, a tutelarci”.  

Green Pass Italia, Letta: “Obbligo vaccini extrema ratio”

Green Pass obbligatorio sul lavoro dal 15 ottobre sia nel pubblico che nel privato. “Bisogna gestire i primi giorni con buon senso” dice il segretario del Pd Enrico Letta a ‘Mezz’ora in più’, su Raitre. “Se non c’è buon senso per la gestione del green pass obbligatorio allora bisogna arrivare all’extrema ratio, che è l’obbligo del vaccino. Io ho sempre pensato che bisognava fare di tutto per evitarlo, ma l’extrema ratio c’è”. 

“Ci sono delle colpe, delle responsabilità, non si può essere ambigui sulle violenze, sulla sicurezza, sulla libertà” attacca Letta parlando dell’assalto di ieri da parte di alcuni manifestanti No Green Pass alla sede della Cgil di Roma. “Se anche in queste ore si dice che non si capisce la matrice, condanniamo tutti e poi la prima persona con cui se la prendono è la ministra dell’Interno…Bisogna prendersela con i fascisti che hanno attaccato la Cgil”. “Quello che è successo è molto grave, c’è l’indicazione di un malessere diffuso che esiste, e non va sottovalutato, e c’è il risorgere di una violenza squadrista, fascista. Ho sentito parole vaghe e non c’è da essere vaghi, c’è di mezzo Fiore e Forza nuova”. 

“Bisogna che non ci sia nessuna forza politica che legittima in un modo o nell’atro queste forme di violenza. Oggi tutti hanno condannato, ma tutto questo è nato perchè da mesi ci sono ambiguità e si liscia i pelo a queste ambiguità”.
 

Shoah, le scuse di Michetti

Il candidato sindaco del centrodestra per Roma Enrico Michetti si scusa per quanto scritto in un articolo sulla Shoah dell’anno scorso. “Mi scuso sinceramente per aver ferito i sentimenti della Comunità Ebraica, che come tutti gli italiani apprezzo e ritengo parte perfettamente ed orgogliosamente integrata della città di Roma da sempre e nel Paese tutto” dichiara in una nota.  

“Nonostante abbia con fermezza condannato ogni forma di discriminazione razziale, anche in tempi non sospetti, ed in primis quella rappresentata dalla Shoah, mi rendo conto che in quell’articolo ho utilizzato con imperdonabile leggerezza dei termini che alimentano ancora oggi storici pregiudizi e ignobili luoghi comuni nei confronti del popolo ebraico” conclude.  

 

Forza Nuova, Conte: “Ci sono premesse per scioglimento”

“Non possiamo accettare che nel nostro Paese ci siano azioni ed aggressioni di questo tipo. Ritengo che ci siano le premesse per lo scioglimento di Forza Nuova”. Giuseppe Conte, leader del M5S, si è espresso così all’arrivo alla sede della Cgil, devastata ieri dall’assalto di violenti nella giornata caratterizzata dalla manifestazione No Green Pass a Roma. Conte, ricordando l’assalto anche al pronto soccorso dell’Umberto I, ha sottolineato come “evidentemente ci sia una volontà deliberata di condurre attacchi squadristi e questo non lo possiamo accettare”.  

“Aderiremo alla manifestazione di sabato convocata dalla Cgil e dagli altri sindacati confederali. Dobbiamo partecipare tutti, auspico che anche Salvini e Meloni possano partecipare”, ha detto riferendosi alla manifestazione del 16 ottobre che sarà l’occasione per “ribadire che la dialettica democratica è più viva che mai, alla violenza squadrista rispondiamo con la dialettica democratica”. 

“Chi ha responsabilità così importanti deve stare molto attento a non alimentare incertezze, ambiguità e a dare spazio a pulsioni antiscientifiche”, ha aggiunto. “Ancora una volta invito Salvini e Meloni”, pur nella convinzione che nell’ambito della “libertà di opinione si possono avere valutazioni diverse sulla fase che stiamo attraversando, a tener conto che non bisogna in nessun modo alimentare ambiguità e incertezze e quindi a dare spazio a pulsioni antiscientifiche”.  

Da Lega e Fratelli d’Italia sono arrivate critiche all’operato della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. Tali accuse, secondo Conte, servono solo “a sviare l’attenzione da quello che è il problema, queste aggressioni non sono più tollerabili. Ovviamente la ministra Lamorgese come sempre non si sottrarrà a fare un resoconto anche in Parlamento degli accadimenti” di ieri, “ma le forze politiche che in queste ore cercano di spostare l’attenzione sull’atteggiamento e sulla reazione da parte delle forze di polizia e degli Interni mi sembra vogliano sviare dal problema, queste aggressioni che non sono nuove e non sono più tollerabili”. 

 

 

No Green Pass Roma, Pd: “Subito mozione per sciogliere Forza Nuova”

“Domani stesso presenteremo, alla Camera, come Partito Democratico, una mozione urgente che chiede al governo lo scioglimento di Forza Nuova e degli altri movimenti dichiaratamente fascisti per decreto, ai sensi della Legge Scelba”. Lo dice Emanuele Fiano, del Pd, dopo gli scontri legati alla manifestazione no green pass a Roma. 

“Basta violenza dei gruppi neofascisti. L’assalto fascista di ieri alla sede nazionale della CGIL non è che la goccia che fa traboccare il vaso. Forza Nuova è un movimento dichiaratamente fascista, in questi anni sempre alla guida dei peggiori risvolti violenti delle manifestazioni di piazza, i cui dirigenti pluripregiudicati si fanno beffe dello Stato e della Legge contravvenendo alle restrizioni a cui dovrebbero essere sottoposti, come ieri il loro responsabile di Roma, Giuliano Castellino”, aggiunge. Non è più possibile tollerare questo insulto continuo ai valori democratici della Costituzione. Queste violenze non possono passare sotto silenzio”, afferma. 

“Forza Nuova andrebbe sciolta subito. Per questo, i gruppi del Partito Democratico presenteranno una mozione al Senato e alla Camera, come dichiarato anche dal collega Emanuele Fiano”. fa eco Simona Malpezzi, presidente dei senatori Pd, a SkyAgenda. “Le terribili violenze, con l’assalto alla CGIL e l’assedio alle sedi istituzionali, guidate da pericolosi personaggi dell’estrema destra, impongono iniziative forti e decise. Gli attacchi squadristi e neofascisti di ieri sono inaccettabili e gravissimi: serve una risposta ferma e unita da parte di tutto il Paese”, aggiunge Malpezzi, con una posizione illustrata da altri esponenti del partito. 

“Ora è necessario chiedere lo scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste, Casa Pound e Forza Nuova e gli altri gruppi. Il Pd ha già una proposta di legge: si metta in discussione in Parlamento. Vedremo come voteranno Meloni e Salvini”, dice l’ex presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in un post su Facebook. “Dopo i gravissimi fatti di ieri, con l’assalto alla sede nazionale della Cgil, a cui va la nostra piena solidarietà, non si può restare in silenzio. Un attacco squadrista, guidato da esponenti di Forza Nuova e del movimento no vax, inaccettabile. Un atto intollerabile e preoccupante dei tempi bui che stiamo vivendo. Non arretreremo di mezzo centimetro di fronte ai fascisti, continueremo a resistere, sempre. Forza Nuova va sciolta immediatamente”, dichiara la segretaria metropolitana del Pd Milano Silvia Roggiani. 

Una mozione al Senato “nella quale si chiede l’attuazione della norma transitoria della Costituzione per lo scioglimento di quelle organizzazioni che si ispirano al fascismo come Forza Nuova, Casapound e Libertà e Azione” viene annunciata da Sandro Ruotolo, senatore del gruppo misto Leu-Ecosolidali. “L’assalto alla sede nazionale della Cgil – dichiara Ruotolo – rappresenta uno spartiacque. Quello contro il sindacato è stato un attacco alla nostra democrazia, una azione eversiva contro la Repubblica antifascista”. 

Da Fratelli d’Italia, arriva la posizione diversa illustrata da Francesco Lollobrigida, capogruppo alla Camera+. “La nostra Costituzione e le leggi dello stato prevedono che la magistratura agisca nei confronti di associazioni e movimenti in contrasto con i dettami in esse contenute – sottolinea parlando con l’Adnkronos – Questo potere è attribuito alla magistratura ed alle forze dell’ordine, il Parlamento non è costituzionalmente deputato dalla Costituzione a intervenire”. 

 

 

 

“Pd di Letta vincitore ma vittoria fragile”

“C’è stato, fin qui, un vincitore, forse: il Pd di Enrico Letta. E ci sono stati molti sconfitti, di sicuro: quasi tutti gli altri. Ma la vittoria non deve trarre troppo in inganno, poiché è fragile. E le sconfitte, invece, dovrebbero almeno aiutare a migliorare se stessi -cosa che non sembra stia accadendo. Naturalmente l’analisi del voto è più complessa e sofisticata di così. Tanto più dovrebbero esserlo le conseguenze che se ne traggono. Ma la fretta di tirare le somme spinge un po’ tutti verso l’approdo che sembra più prossimo, e così si finisce -un po’ tutti- con l’azzardare profezie che si rivelano non proprio infallibili. 

Così, all’indomani del voto di domenica scorsa e alla vigilia dei ballottaggi di domenica prossima, la gran parte del sistema politico e mediatico si è precipitata ad assicurare che da tutto questo bailamme di numeri presi e numeri persi il governo sarebbe uscito meritatamente rafforzato. Profezia che si sta rivelando non così azzeccata, a quanto pare. In-fatti, un governo così peculiare come quello affidato alle cure di Mario Draghi avrebbe bisogno che il sistema dei partiti non fosse così forte da pretendere di guidare il gioco, ma non fosse neppure così debole da sentirsi del tutto messo all’angolo. Eppure non era così difficile prevedere che il nervosismo che il responso del voto ha trasmesso ai capi delle tribù accampate nei dintorni di Palazzo Chigi avrebbe con-corso -come sta capitando- a rendere ancora più faticosa la governabilità.  

Il fatto è che il verdetto dell’ultima tornata amministrativa rivela tutta la difficoltà del nostro scombiccherato sistema politico. Che in buona sostanza è fatto di tre piani. In alto, l’eccellenza delle istituzioni, della tecnocrazia e della competenza (Mattarella e Draghi, per intenderci). In basso, la democrazia “fai da te” dei social e dei referendum. E poi, tutto quello che dovrebbe stare nel mezzo, e che invece manca all’appello: la militanza di partito, la sua leadership, i corpi intermedi. In una parola, l’ossatura di una democrazia della rappresentanza. 

Così oggi i partiti si trovano nello stesso tempo a detenere le chiavi del governo votando in Parlamento e a rincorrere i loro elettori inquieti pregando che non si allontanino ancor più di quanto hanno fatto in questi anni. Essi sono detentori di un potere vuoto, che non sa più come ripensare se stesso. E infatti, un giorno confidano che la buona riuscita del governo possa porre rimedio alla loro difficoltà. E un altro giorno si illudono di riprendere in mano le redini della contesa fidando nel ravvedimento dell’opinione pubblica. Ma è sempre una concitata rincorsa degli umori altrui, a cui raramente il sistema politico, o quel che ne resta, sembra in gradi di offrire una direzione. 

Naturalmente ogni partito ha la sua specifica crisi, e alcuni sono messi un po’ meglio di altri -come i numeri ci stanno dicendo. Ma quando una crisi riguarda il sistema, tutto intero, nessuno se ne può chiamare fuori con troppa disinvoltura. E infatti, anche le forze premiate da numeri meno ingenerosi si trovano a questo punto a fare i conti con il malumore sparso su tutto l’arco politico e sul vuoto che quel malumore va scavando sotto di esso.  

C’è la debacle del centrodestra, vittima innanzitutto di se stesso e delle sue esagerazioni. Una debacle che il nevrotico andare e venire di Salvini sta esasperando di giorno in giorno -anche a sua spese, viene da dire. C’è il declino del populismo di marca grillina, scolpito nei numeri impietosi. E c’è, soprattutto, la marcia trionfale delle astensioni. Tutti questi fattori dilatano il vuoto in cui la politica si sta smarrendo. E non è affatto detto che il Pd sia in grado di riempirlo, quel vuoto. Tanto meno di riuscirci da solo, e senza fare una doverosa chiarezza su di sé. 

In una parola il sistema politico si sta avvitando su se stesso come forse mai prima d’ora. Col rischio di offuscare prima o poi anche la brillantezza del governo che è chiamato a porvi rimedio”. 

(di Marco Follini) 

Incidenti su lavoro, Mattarella: “Ferita sociale, servono legalità e prevenzione”

Gli incidenti sul lavoro sono “una ferita sociale che non trova soluzione, ma purtroppo è sempre in aumento e diventa lacerante ogni volta che si apprendono, come in queste ultime settimane, quotidiani e drammatici aggiornamenti di incidenti avvenuti”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al presidente dell’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro, Zoello Forni, in occasione della Giornata nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro “che – scrive il Capo dello Stato – come ogni anno, vuole commemorare coloro che hanno perso la vita o hanno subito infortuni svolgendo la propria attività lavorativa”.  

Mattarella ricorda che “la Costituzione nell’art. 4 ‘riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto’. Affinché questo diritto sia effettivamente garantito, uno Stato democratico deve consentire a ognuno di svolgere la propria attività lavorativa, tutelandone la salute e assicurandone lo svolgimento nella più totale sicurezza. Le tragedie a cui stiamo assistendo senza tregua sono intollerabili e devono trovare una fine, rafforzando la cultura della legalità e della prevenzione. Le leggi ci sono e vanno applicate con inflessibilità”. 

“Le vittime degli incidenti sul lavoro sono persone che escono di casa con progetti per il futuro e attività dirette ai loro cari. Il luogo di lavoro deve essere il posto da cui si torna. Sempre. Auguro una riflessione proficua e costruttiva a tutti i partecipanti a questo importante appuntamento, perché il successo di questa Giornata rappresenti una spinta a un’azione comune delle Istituzioni per garantire il diritto al lavoro in un ambiente sano e sicuro”, conclude il Presidente della Repubblica. 

Assalto a Cgil Roma, Landini: “Nessuno ci fa paura, non ci fermeremo”

“Se qualcuno ha pensato di intimidirci, di metterci paura e farci stare zitti deve sapere che Cgil ha sconfitto il fascismo in questo paese e riconquistato la democrazia. Non ci fanno paura e non ci fermeremo. Non solo non vogliamo guardare indietro ma vogliamo andare avanti e ricostruire questo paese”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini durante l’assemblea generale della Confederazione convocata d’urgenza stamattina alle 10 nella sede nazionale di Roma, al Corso d’Italia 25, in seguito all’assalto avvenuto ieri da parte di un gruppo di manifestanti di Forza Nuova e del movimento no vax, che sono entrati nella sede del sindacato. 

“Se in questo paese ci sono diritti è grazie alle lotte democratiche. Quello che è successo ieri è un disegno di gruppi organizzati che hanno messo in campo un’azione fascista. La scelta di colpire Cgil è un attacco inaccettabile. Quella di ieri è una ferita per la democrazia e offesa alla Costituzione nata dalla Resistenza. Quando distruggi attacchi le persone”, ha continuato ancora Landini, spiegando che “oggi abbiamo l’pportunità di usare gli investimenti per fare nuove riforme di cui questo paese ha bisogno”.  

“Chiediamo – ha aggiunto – che gli interessi dei lavoratori tornino ad essere gli interessi generali dell’Italia. Siamo un paese che rischia di perdere la memoria. Si deve sapere cosa ha portato il fascismo nel nostro paese. Abbiamo bisogno oggi di ricostruire un unità sociale. Noi rivendichiamo che l’intelligenza diffusa nel mondo del lavoro sia nella condizione di discutere non solo di salario ma anche di cosa produco e del perché”. 

“Abbiamo bisogno di imprenditori seri perché c’è una precarietà che non ha precedenti. Non è il momento – ha aggiunto in conclusione Landini – di costruire muri o recinti. Sabato 16 ottobre abbiamo deciso di organizzare una grande manifestazione, perché tutte le organizzazioni che si richiamano al fascismo vanno sciolte. Siamo sulla strada giusta per questo ci attaccano ma allo stesso tempo non ci fermeremo. Solo insieme possiamo cambiare questo paese e dare un futuro alla democrazia rimettendo al centro il lavoro. È il momento di uscire e non aver paura”. 

 

Elezioni comunali 2021, seggi aperti in Sardegna in 98 città

Seggi aperti dalle 7 di questa mattina in 98 Comuni della Sardegna per le elezioni amministrative. Oggi si vota sino alle 23; domani, lunedì 11 ottobre, seggi aperti dalle 7 alle 15. 

Tre centri – Capoterra, Carbonia e Olbia – superano i 15mila abitanti, in 35 c’è un solo candidato sindaco, che dovrà superare il 50% dei votanti per essere eletto, in altri 4 Comuni (Gonnoscodina, Seneghe, Sorgono e Zerfaliu) non sono state presentate liste, quindi saranno commissariati. Nessun ballottaggio per Olbia (Gallura, poco più di 59mila abitanti), dove si presentano due candidati: il sindaco uscente, Settimo Nizzi, per il centrodestra e con 6 liste, e Augusto Navona, sostenuto da centrosinistra e M5S e con 8 liste.  

A Carbonia, nel Sulcis, cittadina mineraria di oltre 26 mila abitanti, il centrosinistra si presenta spaccato: il candidato sindaco, Pietro Morittu, è espresso dal Pd e sostenuto da una parte del centrosinistra e da esponenti di area Psd’Az e Udc. M5S, Articolo 1, Psi e Pci schierano il segretario di Art.1, Luca Pizzuto, ex consigliere regionale. Terza candidata alla carica di sindaco è Daniela Garau, sostenuta da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. A Capoterra, cittadina di 23mila abitanti della Città Metropolitana di Cagliari, sono 5 gli aspiranti sindaco ed entrambi gli schieramenti di centrodestra e centrosinistra si presentano spaccati.  

Sono 6 le liste della Coalizione civica a sostegno di Beniamino Piga, assessore uscente della Giunta di Francesco Dessi (Pd, si ripropone come consigliere), 2 quelle che si presentano con Efisio Demuru, anch’egli del Partito Democratico. In corsa per il centrodestra Gianluigi Marras, che ha l’oppoggio di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Riformatori, ma anche Beniamino Garau, sostenuto da Psd’Az, Lega e Sardegna20venti. Infine, Attilio Congiu, sostenuto da Psi e da una lista civica. 

No Green Pass Roma, Letta: “Sciogliere Forza Nuova”

“È l’ora di sciogliere Forza Nuova”. Il segretario del Pd, Enrico Letta, si esprime così dopo le violenze e gli scontri legati alla manifestazione no green pass a Roma. La giornata è stata caratterizzata in particolare dall’assalto alla sede della Cgil. “Solidarietà alla Cgil e alle forze dell’ordine per gli attacchi squadristi di oggi. Inaccettabile quel che sta accadendo. Il Paese tutto risponda unito a queste degenerazioni intollerabili”, dice Letta. 

“Solidarietà. Inaccettabili le scene viste oggi a Roma. È ora di sciogliere le organizzazioni neofasciste e arrestare chi ha commesso queste violenze. Ora basta”, fa eco il leader di Azione, Carlo Calenda, su twitter. 

“Chiudere Forza Nuova, movimento fascista, dopo l’attacco squadrista alla Cgil di oggi e la violenza urbana nel centro di Roma. Cosa dobbiamo aspettare ancora?”, si chiede Emanuele Fiano del Pd. 

Le azioni “dei facinorosi novax e no green pass contro la polizia e l’assalto alla sede della Cgil sono episodi ignobili e, come sempre, la destra più estrema non perde occasione per trasformare, fomentati dagli squadristi esaltati di Forza nuova, sit in pacifici e autorizzati, in momenti di scontro e tensione. Questa non è la libertà che tanto invocano. Lega, Fdi e i loro presidenti di Regione prendano le distanze dai no green pass e dai no vax e i vertici dei due partiti di destra la smettano di alimentare lo scontro ideologico su vaccini e green pass. Le Regioni guidate dal centrosinistra non si presteranno a qualsiasi forma di strumentalizzazione e continueranno a difendere strenuamente le reti sanitarie e le ragioni della campagna di vaccinazione”, dice Francesco Boccia, ex Ministro agli affari regionali e oggi responsabile Regioni ed Enti locali della Segreteria nazionale del Pd. 

 

 

Elezioni, costituzionalista Marini: “Impresentabili? Dubbi costituzionalità Commissione parlamentare antimafia”

I giudizi di impresentabilità emessi dalla Commissione parlamentare antimafia durante queste amministrative “hanno inciso sui diritti costituzionali dell’elettorato attivo e passivo”, cioè di chi vota e di chi si candida. “Le funzioni della Commissione suscitano dubbi di costituzionalità per le modalità in cui viene svolta l’attività”. Ne parla con l’Adnkronos Francesco Saverio Marini, costituzionalista, professore di Istituzioni di diritto pubblico all’Università di Roma Tor Vergata e vicepresidente del Consiglio di presidenza della Corte dei conti. 

La formazione di liste di impresentabili “è un meccanismo pericoloso. La finalità è apprezzabile perché attraverso questa normativa si cerca di evitare infiltrazioni mafiose nella politica, ma in tal modo non si garantisce al candidato il diritto di difesa, né il principio del contraddittorio, sanciti dalla nostra Costituzione e si condiziona l’elettore nell’esercizio di un diritto costituzionale”. Secondo il costituzionalista, è molto discutibile l’impostazione a monte: “Che un organo politico, qual è la Commissione, agisca a poche ore dal silenzio elettorale o a ridosso del voto è una gravissima interferenza sui diritti politici e sulla pari dignità dei cittadini. Vi è il rischio della gogna mediatica, senza che l’interessato possa difendersi in alcun modo. Un soggetto privato, se accusasse una persona di vicinanza ad ambienti mafiosi, finirebbe per risponderne per diffamazione, altrettanto non si dovrebbe consentire ad un organo politico. Esistono a tal fine i giudici, i processi e le sentenze, con tutte le garanzie costituzionalmente previste”. 

“A mio avviso – osserva il costituzionalista – la normativa andrebbe ripensata. La Commissione parlamentare dovrebbe confrontarsi con i partiti in un dialogo assolutamente riservato molto prima della presentazione delle liste. Tanto più che la legge Severino ha introdotto l’incandidabilità, che già è una misura preventiva, che si fonda su sentenze di primo grado e finisce per minare il principio costituzionale per il quale una persona non condannata in via definitiva non è mai considerata colpevole”. Invece allo stato dell’arte “la Commissione parlamentare va oltre: è un organo politico che valuta sulla base di indizi. Se proprio si vuole conservare questo meccanismo delle liste di impresentabili sarebbe meglio affidarlo a soggetti terzi, come autorità indipendenti o organi giurisdizionali e consentire un contraddittorio con i soggetti interessati”. 

(di Roberta Lanzara) 

 

Green pass, Salvini: “Tamponi validi 72 ore o rischio caos da 15 ottobre”

La validità dei tamponi deve arrivare a 72 ore per “evitare il caos” con il green pass obbligatorio nel lavoro, pubblico e privato, dal 15 ottobre. E’ la posizione che Matteo Salvini, leader della Lega, ribadisce con un tweet. “Allungare la durata minima del Green Pass da 48 a 72 ore è possibile, anzi doveroso e previsto dall’Europa. Evitare caos, blocchi e licenziamenti il 15 ottobre è fondamentale”, scrive, evidenziando concetti già espressi nelle ultime ore da altri esponenti del Carroccio.  

“Lei non ha idea del caos che scoppierà nelle aziende il 15 ottobre, perché non saremo in grado di offrire a tutti i non vaccinati un tampone ogni 48 ore. Gli imprenditori con cui parlo io sono preoccupatissimi”, le parole di Luca Zaia, governatore del Veneto, in un’intervista a ‘Repubblica’. “Non si tratta di contestare il Green Pass, bensì di guardare in faccia la realtà: gran parte di questi 590 mila non vaccinati probabilmente non si vaccineranno mai, e del resto una quota di scettici c’è in tutti i paesi per qualsiasi vaccinazione” aggiunge proponendo di “consentire di fare i test fai da te nelle aziende, con la sorveglianza delle imprese. I tamponi nasali sono certificati e diffusi in tutto il mondo. I controlli in questo caso si farebbero direttamente in azienda. Tra gli imprenditori c’è chi è anche disposto a pagarli di tasca sua. Se acquistati in grandi stock possono costare dai 4 ai 7 euro”. “Ho aperto per primo alla terza dose. Ma da amministratore mi corre l’obbligo di guardare in faccia la realtà – conclude Zaia – Cosa faranno questi 590mila senza protezione? Resteranno senza lavoro?”. 

Per Massimiliano Fedriga, presidente leghista del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, “il governo deve intervenire tempestivamente, per consentire alle imprese di organizzarsi”. “Non possiamo penalizzare le aziende in questa fase fondamentale di ripresa”, dice a La Stampa. Quanto alla proposta di Zaia che chiede un decreto apposito, per autorizzare le imprese all’auto-somministrazione dei test nasali rapidi, Fedriga afferma: “E’ sicuramente una proposta utile da valutare, del resto sono test già acquistabili in farmacia. Se si sceglie di percorrere questa strada, però, bisogna fare presto, perché il 15 ottobre è arrivato e le aziende non possono organizzarsi dall’oggi al domani. E in molti casi, pensi ad esempio agli autisti del trasporto pubblico locale, non possono permettersi di lasciare a casa i lavoratori, perché non sanno come sostituirli”.
 

**Roma: Più Europa incontra Gualtieri, ‘sostegno a ballottaggio’**

“Dopo aver sostenuto convintamente la candidatura di Carlo Calenda, Più Europa ha espresso oggi il suo sostegno unilaterale a Roberto Gualtieri per il ballottaggio al comune di Roma, nel corso di un incontro avvenuto questa mattina tra il candidato sindaco del centrosinistra, la senatrice Emma Bonino, il deputato e presidente di +E Riccardo Magi (entrambi eletti a Roma) e il segretario di Più Europa e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova”. Si legge in una nota. 

“Durante il colloquio, gli esponenti di +Europa hanno chiesto a Gualtieri particolare attenzione all’affidamento tramite gara dei servizi pubblici a partire dall’Atac, alla realizzazione di impianti per il trattamento dei rifiuti, ai diritti civili, in particolare sul riconoscimento delle famiglie arcobaleno e sul sistema di accoglienza dei migranti, nonché sul superamento dei campi rom. Gualtieri – si conclude- ribadito che non farà accordi per il Governo della città con il M5S”. 

**Elezioni: Zingaretti, ‘alleanze larghe e maggioritario, così si vince’**

“Nuove alleanze, larghe, in un sistema maggioritario, è l’unico modo per opporsi e vincere contro le destre e governare bene l’Italia che attende riforme e risposte. Noi nel Lazio lo facciamo, abbiamo iniziato in Regione con una maggioranza che fa le cose e che va da Azione fino ai 5Stelle. Ora è la volta di Guidonia. Avanti così, governare per risolvere i problemi delle persone”. Lo scrive in un post il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. 

Lega, Renzi: “Vicenda Morisi spiattellata sui giornali in modo vergognoso”

“Come sapete sono stato vittima della Bestia leghista in molte circostanze. E non mi sfugge che il capo della bestia – assieme a Salvini – fosse Luca Morisi. Non posso certo definirlo un amico, insomma. Ma proprio per questo trovo vergognoso il modo con il quale la vicenda Morisi è stata spiattellata sui giornali. Partecipare a ‘festini gay’ non è reato, ma la vita privata di Morisi è stata raccontata nei dettagli pur in assenza di un reato”. Lo scrive Matteo Renzi nella sua E-News.  

“Si dirà: chi di Bestia ferisce, di Bestia perisce. Vero. Ma questa non è civiltà, questa è la barbarie. Abbiamo superato da secoli la filosofia della legge del taglione, occhio per occhio, dente per dente. I media, prima ancora che gli investigatori, dovrebbero riflettere su come garantire e difendere il diritto alla riservatezza dei cittadini. Anche se sono nostri avversari politici, soprattutto se sono nostri avversari politici, noi dobbiamo praticare la civiltà. Noi non siamo la Bestia. E quindi possiamo dirlo ad alta voce: ciò che ha dovuto subire Morisi in questi giorni è una schifezza”, prosegue il leader di Italia Viva.  

Renzi nella sua E-News si sofferma poi sugli appalti Covid: “Il vaccino dunque sconfigge il Covid. Ma contro il Covid c’è ancora molto da lavorare. E sugli appalti Covid c’è ancora molto da approfondire. Ne ho parlato in Controcorrente qualche mese fa e non ci credeva nessuno. Ora si inizia a capire meglio il contorno della vicenda cui mi riferivo. Ma è solo l’inizio. Questa vicenda è peggio di tangentopoli, vedrete. Ci tornerò pesantemente sopra nei prossimi giorni”.  

Roma, Michetti: “Proporrò nome Bertolaso come commissario”

“Mi piacerebbe che Guido Bertolaso assumesse un ruolo commissariale per contribuire a risolvere i problemi di Roma, così come fece con il Governo Berlusconi per risolvere l’emergenza rifiuti a Napoli e con il Sindaco Rutelli e il Governo Prodi per organizzare il Giubileo del 2000”. Così in una nota Enrico Michetti, candidato sindaco di Roma per il centrodestra. 

“Sono due problemi aperti anche oggi nella Capitale – prosegue Michetti – che peraltro si trova sull’orlo di una emergenza rifiuti e deve organizzare proprio il Giubileo del 2025. Sono pronto a proporre al Governo il nome di Bertolaso per un incarico istituzionale di questo tipo”, conclude Michetti. 

Comunali Roma, ballottaggi: attesa per mossa Conte pro-Gualtieri

Fibrillazioni in casa M5S in vista dei ballottaggi per le elezioni amministrative 2021. Sul tavolo c’è soprattutto la questione Roma, con il leader pentastellato Giuseppe Conte che, pur avendo speso parole d’elogio per il candidato del centrosinistra Roberto Gualtieri, suo ex ministro nel governo Conte II, non ha ancora espresso in modo netto la sua intenzione di voto.  

Fonti parlamentari che hanno avuto modo di interloquire con l’ex premier nelle ultime ore ipotizzano che il capo politico possa sciogliere la riserva tra domenica e lunedì. Una mossa auspicata, ovviamente, dai dem. Conte, riferiscono fonti M5S, avrebbe pensato a un percorso fatto di piccoli passi, in modo da arrivare con gradualità all’endorsement per Gualtieri: una strategia pensata soprattutto per scongiurare eventuali reazioni ‘incendiarie’ da parte della sindaca uscente Virginia Raggi.  

Ma c’è chi non esclude conseguenze dopo l’incontro di oggi tra Raggi e il candidato del centrodestra Enrico Michetti (al quale seguirà quello di lunedì prossimo con Gualtieri). “Il caffè con Michetti di fatto ha scavalcato Conte. Mi sa che ora a Giuseppe tocca rimettere qualche puntino sulle i…”, aggiungono le stesse fonti. 

Delega fiscale, telefonata Draghi-Berlusconi

Telefonata fra il premier Mario Draghi e il leader azzurro Silvio Berlusconi. Al centro del colloquio telefonico il fisco e la ripresa italiana. A darne notizia è Palazzo Chigi in una nota. 

“Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha avuto un lungo e cordiale colloquio telefonico con il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, durante il quale è stato condiviso il percorso avviato sulla delega per la riforma fiscale e si è discusso delle prospettive legate alla ripresa economica in atto”, recita la nota di Palazzo Chigi. 

Elezioni Roma, incontro Michetti-Raggi al Campidoglio

Per il ballottaggio delle elezioni a Roma, “no, non facciamo accordi di palazzo, sono venuto per un incontro istituzionale, mi interessava capire la procedura Expo, a che punto eravamo con metro e tranvie”. Lo ha detto Enrico Michetti, candidato del centrodestra, al termine dell’incontro con la sindaca uscente Virginia Raggi in Campidoglio, durato circa un’ora. “Nessuna indicazione di voto, ho già detto che gli elettori non sono mandrie da portare al pascolo”, ha quindi commentato Raggi dopo l’incontro.