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Categoria: politica

Referendum Eutanasia, firme depositate in Cassazione

Oltre un milione e 200mila firme sono state depositate questa mattina in Cassazione per chiedere il Referendum sull’Eutanasia legale. Presenti, tra gli altri, a piazza Cavour Marco Cappato e Filomena Gallo dell’Associazione Luca Coscioni, Valeria Imbrogno compagna di Fabiano Antonioni, Dj Fabo, morto in Svizzera con il suicidio assistito il 27 febbraio del 2017 e Mina Welby vedova di Piergiorgio.    

Delle oltre 1,2 milioni di firme, raccolte da più di 13.000 volontari in 6000 tavoli di raccolta in oltre 1000 comuni, quasi 400.000 sono state online.”La firma digitale rappresenta un’innovazione a servizio di partecipazione e democrazia. E digitale un terzo delle firme raccolte per il referendum per l’eutanasia. Non credo ci sia da avere paure al riguardo”, ha sottolineato Cappato davanti al Palazzaccio.   

“Nessuno dei cittadini vuole morire, anche chi è in gravi condizioni – ha detto Mina Welby- Ma io credo che quando la sofferenza è talmente grande e terribile ognuno abbia il diritto di dire basta. Non è sempre necessaria l’eutanasia e questo lo voglio dire al Vaticano: a mio marito non è stato fatto il funerale nonostante non fosse eutanasia la sua morte. Era semplicemente l’interruzione della ventilazione artificiale, divenuta per lui insopportabile”. 

Video Fanpage, Meloni: “Fidanza sospeso, in FdI nessuno spazio per nostalgia fascismo”

“Fidanza? E’ stato sospeso solo per il fatto di frequentare quella gente. Come ho detto anche questa sera a ‘Dritto e rovescio’ su Retequattro, non c’è nessuno spazio in Fratelli d’Italia per nostalgie del fascismo, razzismo, antisemitismo, folklore e imbecillità. E non c’è in queste dichiarazioni niente di nuovo rispetto al passato. Formigli non lo sa perché la verità non pare interessargli”. Lo dice Giorgia Meloni all’AdnKronos, replicando alle parole del giornalista Corrado Formigli, che nella puntata di questa sera di ‘PiazzaPulita’, su La7, ha accusato la presidente di Fratelli d’Italia di non aver detto “di essere schifata dai saluti fascisti e dalle proposte discutibili di finanziamenti ‘black'” mostrati nell’inchiesta di Fanpage sull’estrema destra a Milano, in cui è finito anche l’ex capo-delegazione in Ue di Fdi, Carlo Fidanza. 

“L’imbarazzo con il quale Formigli ha replicato a chi gli chiedeva perché non tirasse anche fuori il tema della condanna nel comunismo con gli esponenti della sinistra dimostra quanto sia sincero nella condanna delle ideologie totalitarie del XX secolo. Persone così ideologizzate lezioni di morale non hanno da farne”. Meloni non ci sta ad essere definita arrogante per aver chiesto il girato integrale dell’inchiesta della testata online, quelle 100 ore che Fanpage dice di aver registrato: “Io ho chiesto il girato con garbo, loro non me lo hanno dato. Questi sono fatti”, dice la leader di Fdi. “.  

“Io sono giornalista – ricorda Meloni – e non ho mai letto da nessuna parte che l’autonomia del giornalista comporti poter distruggere le persone senza mostrarne interamente le prove. Per il resto ho chiesto a loro, di Piazza Pulita, di aiutarmi a fare chiarezza fino in fondo e loro si sono rifiutati. Perché? E comunque il lavoro non è stato fatto da Piazza Pulita che ha mandato in onda il lavoro fatto da altri: ha controllato? E poi curiosamente anche le mie risposte sull’intervista della giornalista mandate in onda stasera sono state arbitrariamente tagliate e montate”. 

(di Francesco Saita) 

Discoteche aperte e capienza cinema, teatri e sport: ok Cdm, Lega vota a favore

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto che allenta ulteriormente le strette anti Covid, riportando al 100%, in zona bianca, le capienze degli spazi culturali, in primis cinema e teatri, ‘sbianchettando’, tra le altre cose, il rispetto della distanza interpersonale di un metro tra spettatori. Il dl prevede anche la riapertura delle discoteche, prevedendo che “la capienza non può comunque essere superiore al 75 per cento di quella massima autorizzata all’aperto e al 50 per cento al chiuso”. La Lega ha votato a favore del decreto. Lo apprende l’AdnKronos da fonti di governo. 

“La decisione del Governo di consentire il ritorno al 100% della capienza nei cinema, nei teatri, nelle sale da concerto, nei musei e in tutti i luoghi della cultura accoglie in pieno la proposta che abbiamo ripetuto e confermato nelle ultime settimane, anche nella nostra ultima audizione con il Cts”. E’ quanto dichiara il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, al termine del Consiglio dei ministri. “Da tempo siamo convinti della totale sicurezza di questi luoghi con l’utilizzo del green pass e di tutte le misure di prevenzione: dal controllo della temperatura all’utilizzo della mascherina. Invitiamo gli italiani a tornare a vivere la cultura in tranquillità e sicurezza”, ha concluso il ministro. 

“Il provvedimento del governo sulle capienze è una boccata d’ossigeno per l’intero Paese e per tante attività economiche. Il green pass funziona, il numero dei vaccinati aumenta, e di conseguenza in queste ultime settimane i dati dei contagi, delle ospedalizzazioni e dei decessi sono sensibilmente calati. In zona bianca ci saranno, dunque, importanti novità. Nel settore degli spettacoli – cinema, teatri, concerti – la capienza sarà al 100%, sia al chiuso che all’aperto. Per gli eventi sportivi sarà possibile riempiere gli impianti al 60% al chiuso e al 75% all’aperto. Per le discoteche e per i locali da ballo avremo una capienza del 50% al chiuso e del 75% all’aperto. In tutti questi luoghi sarà possibile accedere con il green pass, vero strumento di libertà che ci sta riportando gradualmente alla normalità”. Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie e capo delegazione di Forza Italia al governo. 

“Forza Italia, insieme alla delegazione del centrodestra al governo, ha fortemente voluto questo allargamento delle maglie, che non è un liberi tutti ma che ci consente di dar fiato a tante realtà economiche sinora fortemente penalizzate dalla pandemia. Rivendichiamo, dunque, questo successo. Siamo estremamente soddisfatti per i traguardi raggiunti, per il metodo con il quale sono stati approvati, per il coinvolgimento, mai mancato con questo esecutivo, delle Regioni e degli enti locali. Avanti così”. 

Il presidente Massimiliano Fedriga esprime ”soddisfazione per le maggiori aperture delle attività maggiormente colpite durante la pandemia, in particolar modo in riferimento alla capienza di cinema, stadi e discoteche. Una decisione in linea con quanto la Regione Friuli Venezia Giulia aveva già portato all’attenzione del governo”. E’ quanto si apprende da fonti delle Regioni.
 

Esame avvocato 2021, niente prova senza Green pass: bozza dl

Torna l’esame per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato, sessione 2021. Ma per “l’accesso ai locali deputati allo svolgimento delle prove d’esame è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19” come il Green pass. “La mancata esibizione da parte dei candidati al personale addetto ai controlli” del green pass costituisce infatti “motivo di esclusione dall’esame”. E’ quanto prevede la bozza del decreto esaminato dal Consiglio dei ministri. 

 

Sport, capienza eventi al 75% all’aperto: bozza dl

“In zona bianca, l’accesso agli eventi e alle competizioni” sportive “è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19” come il Green pass, “e la capienza consentita non può essere superiore al 75 per cento di quella massima autorizzata all’aperto e al 60 per cento al chiuso”. Si legge nella bozza del decreto oggi passato all’esame del Cdm. 

Nel testo si specifica che le misure si applicano “per la partecipazione del pubblico sia agli eventi e alle competizioni di livello agonistico riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) e del Comitato italiano paralimpico (Cip), riguardanti gli sport individuali e di squadra, organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali sia agli eventi e alle competizioni sportivi diversi da quelli sopra richiamati”.  

Governo, Letta: “Giochini di Salvini hanno stancato”

“E’ il solito film, Salvini racconta una storia al Paese, poi va a Palazzo Chigi e tutto torna come prima. Non sembra una novità. Ormai ha anche stancato commentare questo giochino. Problemi per il governo? No, il problema è per la Lega”. Lo ha detto Enrico Letta, al Nazareno, a proposito dell’incontro tra Salvini e Draghi. 

“Oggi abbiamo voluto incontrare le sociali, le piccole e medie imprese e i sindacati, la prossima settimana Confindustria, perché la legge di bilancio va discussa con le parti sociali”, ha poi continuato Letta al termine degli incontri di oggi. 

“Le materie fondamentali sono investimenti in salute, l’istruzione e le tasse sul lavoro che devono calare perché deve esserci più occupazione – ha spiegato il segretario del Pd -. Alcune proposte hanno trovato ottima condivisione da parte dei sindacati”. 

“Il salario minimo è importante, lo vogliamo portare avanti con le parti sociali e con la nostra elaborazione”, ha detto ancora il dem. 

Draghi: “Pandemia sotto controllo, ma numero morti inaccettabile”

“La pandemia è finalmente sotto controllo in molte parti del mondo grazie a campagne di vaccinazione efficaci. Ma il Covid-19 continua a colpire duramente molti Paesi. A fine settembre, si contavano più di 50.000 morti al giorno, nonostante l’enorme aumento della produzione di vaccini. Un numero così alto di morti è semplicemente inaccettabile”. Così il premier Mario Draghi al G20 dei Parlamenti in Senato. 

“Il Parlamento Europeo ha compiuto molti passi concreti per sfatare i miti sui vaccini e ha fornito linee guida utili per identificare le notizie false sulle piattaforme digitali. Il messaggio ai nostri concittadini deve essere molto chiaro. I vaccini sono sicuri. I vaccini salvano vite. l messaggio ai nostri concittadini deve essere molto chiaro. I vaccini sono sicuri. I vaccini salvano vite”, ha detto ancora Draghi. 

“Abbiamo davanti due problemi. Nei Paesi ricchi, le dosi di vaccino sono ampiamente disponibili, ma una minoranza dei nostri concittadini rifiuta di vaccinarsi, o esita a farlo. Questo comportamento è spesso dovuto alla paura che i vaccini non siano sicuri o efficaci, nonostante l’evidenza scientifica dimostri il contrario”, ha affermato Draghi aggiungendo: “Nei Paesi a basso reddito, invece, la disponibilità di vaccini è ancora limitata, anche per problemi di logistica. Nel mondo sono state somministrate più di 5,7 miliardi di dosi, ma solo 2% di queste sono arrivate in Africa”. 

“I Parlamenti possono fare molto per sostenere lo sforzo globale di vaccinazione. Potete adottare provvedimenti che rafforzino i meccanismi di trasparenza nella distribuzione dei vaccini e che impediscano lo spreco di soldi pubblici nella sanità. Potete inoltre sostenere i Governi nel loro impegno contro la disinformazione in materia di vaccini”, ha quindi affermato il premier. “Avete vigilato sull’operato dei Governi e indirizzato lo scontro politico verso soluzioni costruttive. Avete mediato tra gli interessi di diversi gruppi – lavoratori e imprenditori, giovani e anziani. Avete raggiunto compromessi difficili – tra libertà e sicurezza, profitto e solidarietà. Vi siete battuti per il progresso delle nostre società e avete difeso lo Stato di diritto e le libertà fondamentali”, ha spiegato il premier. “Dobbiamo essere grati ai Parlamenti per ciò che hanno fatto – e per quello che continuano a fare”, ha sottolineato. 

“Dobbiamo impegnarci, tutti insieme, per una ripresa dell’economia globale sostenuta, durevole, e che non lasci indietro nessuno”, ha detto ancora Draghi .rimarcando che i Parlamenti “hanno un ruolo molto importante nel favorire una ripresa equa e sostenibile. L’Ocse prevede che l’economia globale crescerà del 5,7% quest’anno e del 4,5% nel 2022. La ripresa è tuttavia ancora fragile e disomogenea, anche a causa della diversa intensità nelle risposte di politica economica alla crisi. Le economie avanzate sono state in grado di stimolare la crescita attraverso misure di politica monetaria e di bilancio molto robuste”. 

“I Paesi poveri e quelli emergenti hanno avuto meno margini per aiutare il proprio tessuto produttivo. Questa divergenza economica rischia di cancellare anni di progressi nella lotta contro la povertà e le diseguaglianze globali. I Parlamenti possono fare la loro parte, promuovendo provvedimenti che rilancino gli investimenti, rimuovano ostacoli alla crescita e aiutino economicamente i Paesi più fragili”, ha concluso. 

**Roma: Calenda, ‘Michetti improbabile, Fdi accozzaglia incompetenti e criptofascisti’**

“Riesce perché avete candidato una persona improbabile, senza un programma o un’idea, con liste piene di fascisti e gente alla Pippo Franco. Riesce perché non avete uno straccio di classe dirigente e una leader che non riesce a dire ‘sono antifascista’”. Così Carlo Calenda replica via twitter a Guido Crosetto. “Calenda -aveva scritto Crosetto- odia Conte. Conte odia Calenda. Calenda non vuole Conte. Conte non vuole Calenda. Il Pd però riesce a prendere i voti da tutti e due dicendo ad uno che con l’altro non è amore ma solo un rapporto estivo”. 

Il leader di Azione prosegue nella risposta via social: “E dietro il tuo buonismo acchiappa tweet resta il fatto che non sei in grado di tagliare il cordone con una destra inquinata e anti europea. Dopo che avrai mostrato la stessa intransigenza che io vs i 5S vs l’accozzaglia di incompetenti e criptofascisti di FDI potrai dare lezionii”.  

Fisco, Salvini: “Nessuno pagherà più tasse deve essere scritto”

“Se il presidente Draghi dice non ci sarà aumento delle tasse, non ci sarà patrimoniale, mettiamolo per iscritto, perché di Draghi mi fido degli altri no. Lo ha ribadito il segretario della Lega, Matteo Salvini, ospite di ‘Non stop news’ su Rtl 102, dove ha annunciato che incontrerà il premier “a breve”. 

Nella delega fiscale proposta dal Governo, dice Salvini, la frase “‘noi vogliamo che nessuno paghi un euro di più’, non c’è scritta. Scriviamolo, due righe. Non ci sono passaggi definiti sul taglio dell’Irap, non c’è passaggio sulla rottamazione di saldo e stralcio, sui saldi e gli acconti”. “Sull’Iva – afferma ancora Salvini – si parla di rimodulazione delle aliquote: può essere in alto o in basso, lo precisiamo che la vogliamo in basso? Altrimenti domani dopo Draghi viene al Governo chiunque e con quel documento in mano, vago, può fare qualcosa cosa. Mettiamo per iscritto, patti chiari, amicizia lunga”.  

Perché, rimarca, “se Draghi vuole andare al Quirinale a febbraio e dopo Draghi arriva ‘x’ e con quella delega in mano, assolutamente vaga sull’Iva, sull’Irpef, sull’Imu, su Equitalia dice le tasse le posso aumentare, qualcuno mi viene a chiedere: Salvini, ma tu c’eri quando è stato approvato quel documento? No, Salvini, a forza di passare per bastian contrario, ha messo agli atti, ottobre 2021, che quel documento permetteva di aumentare le tasse”.  

Quanto al decreto previsto per oggi sull’aumento delle capienze per cinema, stadi e teatri, la Lega al Consiglio dei ministri di oggi sosterrà “una posizione europeista”, chiedendo “una sostanziale e sostanziosa riapertura”. 

Sulle discoteche Salvini ha quindi ribadito che riaprire al 35% di capienza “è una follia, non riaprono neanche i locali. Almeno il doppio di capienza, se tu chiedi il green pass e quindi chi entra è vaccinato o tamponato tu riapri al cento per cento. Questo vale per i cinema, i musei, gli stadi, gli uffici, tutti”. “Se tu chiedi il green pass, quindi chiedi sicurezza -ha ribadito il leader del Carroccio- in cambio restituisci lavoro. Quindi dove ci sono le aperture devono essere in sicurezza e totali”.  

Pnrr, cabina di regia e Merkel: la giornata di Draghi

Fitta agenda di appuntamenti oggi per Mario Draghi. Alle 9.15 il premier incontrerà a Palazzo Chigi il presidente della Repubblica dell’Armenia, Armen Sarkissian, mentre alle 10 interverrà al Senato, alla settima Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti dei Paesi del G20. Alle 11 è in programma a Palazzo Chigi la prima Cabina di regia sul Pnrr, sui temi: educazione, Università, scuola. A seguire, alle 12, è prevista conferenza stampa presso la Sala Polifunzionale. E’ invece previsto per le 13.30 l’appuntamento più atteso della giornata, l’incontro con la Cancelliera della Repubblica federale di Germania, Angela Merkel.  

Le elezioni del 26 settembre scorso, che hanno segnato la fine dell’era Merkel e visto i socialdemocratici risorgere dopo la batosta del 2017 (primo partito davanti ai conservatori) hanno messo la Germania davanti a un bivio e allungato i tempi della formazione del nuovo governo. Ma l’incontro di oggi assume un forte valore simbolico, suona come il passaggio di testimone al leader che sembra ergersi a nuova guida dell’Unione europea. Anche alla luce delle presidenziali in Francia -aprile 2022- che vedono l’attuale presidente Emmanuel Macron in affanno sulla riconferma all’Eliseo. 

Intanto Draghi tira dritto sul fronte delle riforme, mentre un agguerritissimo Matteo Salvini che sembra abbassare i toni dopo l’affondo contro la decisione del premier di andare avanti con la delega fiscale nonostante l’altolà della Lega. Se da un lato il leader del Carroccio ribadisce infatti a chiare lettere la presenza della Lega al governo -“Letta e Conte se ne facciano una ragione”- dall’altra apre un nuovo fronte, tornando a cavalcare il dibattito sulle riaperture: “Discoteche riaperte, col Green Pass, ma solo col 35% di capienza? Presa in giro senza senso scientifico, sanitario, sociale ed economico, con questi numeri rischiano di fallire 3.000 aziende e di rimanere a casa 200.000 lavoratori”, tuona il capo della Lega. 

Che alza il tiro anche sulle cartelle esattoriali. “Un impegno che chiedo personalmente al presidente Draghi, gliel’ho chiesto già nel marzo scorso, è un intervento risolutivo. Ci sono 120 milioni di cartelle esattoriali di Equitalia che rischiano di essere una mazzata definitiva nella ripresa post-Covid per famiglie e imprese”. “Ogni giorno la sua pena”, commenta un ministro del fronte progressista, e così il Cdm che dovrebbe tenersi tra domani pomeriggio e venerdì sulle riaperture potrebbe serbare nuove sorprese. 

Da Brdo, dove ha preso parte al summit informale Ue, Draghi ha risposto a Salvini, incalzato dai cronisti che in conferenza stampa chiedevano conto dello scontro. “Ieri rispondendo alla stessa domanda ho detto ‘chiedete a Salvini’. Oggi lui ha parlato e ha detto che la partecipazione al governo non è in discussione: ci vedremo nei prossimi giorni”, ha promesso ravvisando la necessità di un incontro che a questo punto appare non più rinviabile. Quanto alla tenuta del suo esecutivo Draghi ha mostrato di non serbare alcun dubbio, riservando quella che sembra suonare come una stilettata: “Il governo va avanti, la sua azione non può seguire il calendario elettorale”. Chi ha da intendere, intenda. 

Draghi ha risposto anche alle singole accuse mosse dal fronte leghista sulla delega fiscale, oggetto della contesa. La riforma del catasto “non è una patrimoniale”, puntualizza con forza. “Questo governo non tassa, non tocca le case degli italiani. L’ho detto fin dall’inizio: questo governo non aumenta le tasse”, ha ribadito. 

Governo, cabina regia e incontro con Merkel: fitta agenda domani per Draghi

Fitta agenda di appuntamenti domani per il premier Mario Draghi. Alle 9.15 incontrerà a Palazzo Chigi il presidente della Repubblica dell’Armenia, Armen Sarkissian; alle 10 interverrà al Senato, alla settima Conferenza dei presidenti dei Parlamenti dei Paesi del G20. 

Alle 11 è in programma a Palazzo Chigi la prima Cabina di regia sul Pnrr, sui temi: educazione, Università, scuola. A seguire, alle 12, è prevista conferenza stampa presso la Sala Polifunzionale. Alle 13.30, l’appuntamento più atteso della giornata, l’incontro con la Cancelliera della Repubblica Federale di Germania, Angela Merkel. A seguire, alle 14, dichiarazioni alla stampa. 

Comunali Roma, Gualtieri: “Contento per sostegno Calenda”

Calenda? ’’Sono contento, avevo detto che mi avrebbe fatto piacere avere il suo sostegno e lo ringrazio per avere detto che mi voterà’’. Così Roberto Gualtieri, candidato del centrosinistra a sindaco di Roma, a margine di una iniziativa a palazzo Rospigliosi con la lista Civica Gualtieri dopo le parole del leader di Azione ospite di ‘Otto e mezzo’. “Io non farò né alleanze né apparentamenti. Ma faremo un’opposizione costruttiva. Penso sia giusto andare a votare al ballottaggio e come tale sicuramente non voterò Michetti ma voterò Gualtieri, perché mi corrisponde di più”, ha affermato Calenda. 

Gualtieri ha poi ringraziato : “Sono numeri importanti quelli che avete ottenuto, che non erano scontati. Se vinceremo porteremo in Consiglio un pezzo importante di società civile, una presenza civica qualificata che ha dato un arricchimento e un allargamento fondamentale per il rilancio della città’’. ‘’Faremo una campagna elettorale mettendo al centro soluzioni e cose concrete per essere pronti il giorno 1 a governare. Ci prepariamo a governare questa città’’, ha poi aggiunto. 

E ancora: “Non faremo campagna contro nessuno ma diremo che Roma rischia di avere una amministrazione non all’altezza, rischia di premiare forze che sono contro i vaccini contro l’Europa’’
 

Quanto alla sindaca uscente Virginia Raggi: “Sì mi ha cercato. E’ assolutamente utile vedere tutti i dossier perché dobbiamo subito partire con l’Expo 2030 per vincere questa candidatura’’. Sulla data ancora nessuna indicazione certa: ‘’Stanno organizzando’’. 

Comunali Roma, Calenda: “Al ballottaggio voterò Gualtieri”

“Io non farò né alleanze né apparentamenti. Ma faremo un’opposizione costruttiva. Penso sia giusto andare a votare al ballottaggio e come tale sicuramente non voterò Michetti ma voterò Gualtieri, perché mi corrisponde di più”. Così il leader di Azione Carlo Calenda, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7, sulle elezioni comunali a Roma. 

“Michetti non ha uno straccio di programma, uno straccio di classe dirigente. Ma non è un’indicazione di voto urbi et orbi – ha spiegato – La stragrande maggioranza dei miei voti venivano da sinistra o non collocati. E avendoli presi con una lista civica, voglio essere chiaro: questa è la scelta di Carlo Calenda, che non mette in discussione i tanti dubbi che ho sulla classe dirigente e sul programma di Gualtieri”.  

“Trovo estremamente sbagliato – ha sottolineato poi – bollare la destra come neofascista, è un modo per radicalizzarla: Michetti è stato votato da tantissime persone, il suo problema non è che sia neofascista – penso sia democristiano – ma il problema di Michetti è che è totalmente incapace. Quindi il punto su cui battere Michetti è che non c’è un programma per Roma. Quello di Gualtieri invece è troppo conservatore”.  

Calenda? “Sono contento, avevo detto che mi avrebbe fatto piacere avere il suo sostegno e lo ringrazio per avere detto che mi voterà” ha dichiarato Roberto Gualtieri, a margine di una iniziativa a palazzo Rospigliosi con la lista Civica Gualtieri. 

**Elezioni: Letta lavora a ballottaggi, ‘umiltà e unità’, a Roma avversario è ‘destra Fanpage’**

“Non montiamoci la testa: umiltà e unità”. E’ questo il mantra con cui Enrico Letta affronta la prova delicatissima dei ballottaggi di Roma e Torino. Stamattina Letta ha fatto il punto nella riunione della segreteria. Umiltà, unità (“Penso che dobbiamo allargare la coalizione, a Siena avevo dentro Conte, Calenda, Renzi e alla fine ha funzionato”) e consapevolezza che il secondo turno è una partita tutta nuova da giocare. Una partita che, a Roma in modo particolare, sarà “molto polarizzata, anche dal punto di vista ideologico”, si sottolinea dal Nazareno. La destra di Giorgia Meloni è l’avversario. “La più votata in lista si chiama Mussolini…”.  

“Non ci aspettiamo un grosso coinvolgimento di Salvini che è impegnato in altri problemi, sarà una prova di forza dentro il centrodestra”, si sottolinea. Questo il taglio che si darà alla campagna per Roma. Lo ha detto oggi lo stesso Letta a Radio Immagina: “A Roma, non succederà, se dovessere vincere Michetti ci sarebbe un palco di festeggiamenti in cui la Meloni è la principale a festeggiare con tutto il mondo che sta attorno, anche Fidanza. Dobbiamo dirlo chiaramente, ci siamo noi e la destra”.  

Una destra che, sottolinea Letta, è quella raccontata da Fanpage: “Meloni non chiarisce, dice che in FdI non c’e’ spazio per nazisti e razzisti e xenofobi, ma non ha mai detto che non ci sia spazio per i fascisti”. E quindi la sollecitazione di Francesco Boccia: “O si sta di qua o di là. Chi non sosterrà i candidati progressisti e riformisti si troverà ad aiutare la destra di Giorgia Meloni”.  

Per compattare il fronte – a Roma come a Torino, dove però si gioca una partita diversa – il lavoro è già partito. Con un’indicazione precisa. La consapevolezza che a differenza del passato, gli elettori non si spostano più seguendo il ‘capo politico’ ma si spostano per un voto di opinione. Parlare agli elettori, insomma. Letta ha già detto che vedrà tutti i leader: “Cercherò Calenda, Conte, Renzi, tutti coloro che rappresentano partiti e movimenti con i quali possiamo dialogare nelle città che vanno al ballottaggio”. 

Ma senza proporre “apparentamenti e accordi di governo basati su posti e assessorati. Faremo una proposta ai cittadini di Roma, Torino, Trieste. Il ballottaggio non è una continuazione del primo turno, con gli screzi e i veleni della campagna elettorale”. Tuttavia, qualche screzio c’è ancora. E se oggi Carlo Calenda twitta “bene”, dopo che Roberto Gualtieri ha confermato che non avrà 5 Stelle in giunta, c’è stata la pronta -e dura- reazione di Roberta Lombardi: “Mai chiesto l’ingresso in giunta”, dice all’Adnkronos. “Rimane agli atti però che una certa sinistra radical chic continui a guardare con condiscendenza e senso di superiorità il M5S. Gli elettori non sono una mandria di buoi da condurre al pascolo”.  

Letta continua a tessera la tela sul modello della coalizione costruita a Siena. L’embrione del nuovo Ulivo, “da Renzi a Fratoianni”. Un primo passo potrebbe concretizzarsi proprio nei ballottaggi di metà ottobre. E forse anche di questo hanno discusso oggi Enrico Letta e Romano Prodi alla festa per i 70 anni di Pier Luigi Bersani a cui ha preso parte mezzo governo e qualche decennio di storia del centrosinistra. “Letta ha salutato tutti -racconta un ospite- ma ha parlato a lungo soltanto con Prodi, una lunghissima chiacchierata appartati”.  

Elezioni Roma, Gualtieri: “No M5S in Giunta? Confermo”

Dopo il voto alle elezioni di Roma e in caso di vittoria, Roberto Gualtieri conferma il no al M5S in Giunta? “L’ho detto, sono abituato a dire le stesse cose sia prima del primo turno sia dopo il secondo. Siamo abituati a fare ciò che diciamo”, spiega il candidato del centrosinistra a margine di un sopralluogo al Ponte di Ferro, insieme a Gianluca Lanzi candidato presidente del Municipio XI e Amedeo Ciaccheri candidato del Municipio VIII. 

“Ringrazio molto Matteo Renzi per il sostegno che ha espresso per la mia candidatura. Abbiamo le carte in regola per governare Roma e farla cambiare”, sottolinea ancora Gualtieri che su Calenda spiega: “Ci stiamo sentendo, scambiando messaggi. Rispetto il suo lavoro, mi farebbe piacere un suo sostegno, non mi sognerei mai di darlo per scontato ma sarebbe la cosa più naturale in quanto su molti punti programmatici ci sono convergenze. Mi rivolgo a lui e alle persone che lo hanno votato con massimo rispetto”.  

“Con Conte – aggiunge – ci sentiremo presto. Mi ha fatto piacere la telefonata della sindaca Raggi, riconosco il suo impegno e la sua determinazione. Le ho fatto i complimenti per il risultato e le ho detto che legalità e lotta alle mafie saranno il mio assillo quotidiano”.
 

Riapertura discoteche, Salvini: “Capienza al 35% è presa in giro”

Riapertura delle discoteche? Per il leader della Lega Matteo Salvini, “col Green pass, ma solo col 35% di capienza? Presa in giro senza senso scientifico, sanitario, sociale ed economico, con questi numeri rischiano di fallire 3.000 aziende e di rimanere a casa 200.000 lavoratori”, spiega il numero uno del Carroccio dopo il parere del Cts sulla riapertura dei locali arrivato ieri. 

Una graduale riapertura delle discoteche in zona bianca è possibile. È il parere del Comitato tecnico scientifico che nella seduta di martedì ha analizzato la richiesta sulle attività che hanno luogo in sale da ballo, discoteche e locali similari. Il Cts sottolinea “come tali attività si configurano tra quelle che presentano i rischi più elevati per la diffusione del virus”. 

Nello specifico – si legge nella nota – fermo restando che gli accessi a queste attività debbano avvenire esclusivamente attraverso un meccanismo di registrazione che consenta un eventuale tracciamento e solo in presenza di green pass valido, si ritiene che se ne possa considerare l’apertura con una progressiva gradualità anche tenendo conto della necessità di valutare l’impatto delle misure già adottate”. 

Il Cts inoltre ritiene che “queste attività possano essere consentite in zona bianca garantendo: una presenza, compreso il personale dipendente, pari al 35% della capienza massima al chiuso e al 50% all’aperto; la presenza di impianti di aerazione senza ricircolo d’aria e rispondenti ai requisiti qualitativi specificati nei documenti di indirizzo Iss; l’uso obbligatorio dei bicchieri monouso; la garanzia della possibilità di frequente igienizzazione delle mani oltre che la pulizia e la sanificazione dei locali; l’utilizzo della mascherina chirurgica nei vari momenti ad eccezione di quello del ballo, paragonabile alle attività fisiche al chiuso”. 

Delega fiscale, strappo Governo-Lega. Ma Draghi tira dritto

Via libera alla delega fiscale, ma senza la Lega. Dopo l’assenza del Carroccio in Consiglio dei ministri – e prima ancora con l’abbandono della cabina di regia sul fisco -, tensione alle stelle nel governo guidato da Mario Draghi, con Matteo Salvini che chiede “chiarezza” all’esecutivo su una legge che “non conteneva quanto previsto dall’accordo” e rassicurazioni sulle tasse che, dice, “non è il momento di aumentare”. Una mossa, quella della Lega, che non è inedita. Già nell’aprile scorso, durante lo scontro sulle misure in tema di covid, il Carroccio aveva fatto mancare il suo voto al decreto sulle riaperture e sul coprifuoco. Ora il secondo round sul fisco. 

Pesante il forfait del Carroccio, dunque, che per il premier andrà spiegato ma che, assicura, “non necessariamente” pone un problema serio per l’azione di governo. Tuttavia, per capire “quali siano le sue implicazioni bisognerà aspettare cosa dice la Lega a riguardo”. Ma intanto il premier tira dritto: dopo il disco verde alla delega, nell’incontro con la stampa il presidente del Consiglio mette subito in chiaro che si tratta, per l’appunto, di una legge delega e dunque andrà riempita di contenuti mentre il confronto andrà avanti serrato. 

“Gli scambi avvenuti nei giorni passati in cabina di regia, in varie conversazioni, avevano dato informazioni sufficienti per valutare il contenuto della legge delega”, ha detto ieri il premier Draghi nella conferenza stampa sulla legge approvata in Cdm. “Quanto alla non presenza dei ministri della Lega al Consiglio dei ministri, ce lo spiegherà l’onorevole Salvini oggi o domani”, ha affermato il presidente del Consiglio, continuando: “Gli scambi avvenuti nei giorni passati in cabina di regia, in varie conversazioni, avevano dato informazioni sufficienti per valutare il contenuto della legge delega che è molto generale. Non si prendono impegni che diventa difficile mantenere o si fanno promesse: è una scatola che si ispira a certi principi, ritengo ampiamente condivisi dalla Lega”. 

Ma l’assenza della Lega pone un problema per l’azione dell’esecutivo? “Non necessariamente – la replica di Draghi -. Questa è una maggioranza completamente diversa, una situazione politica diversa. Ci sono diversità di vedute, l’azione di governo non è stata interrotta, è andata avanti. Credo ci saranno molte altre occasioni di scambio sia in Parlamento sulla stessa legge sia sui singoli decreti delegati. Certamente questo è un gesto serio, ma” per capire “quali siano le sue implicazioni bisognerà aspettare cosa dice la Lega a riguardo”. 

“Non abbiamo firmato la legge delega fiscale, perché non conteneva quanto previsto dall’accordo”, ribatte Salvini, che convoca una conferenza stampa alla Camera. E “lo strappo – sottolinea dopo una domanda su una possibile crisi di governo – non l’abbiamo fatto noi”.  

“Il governo aveva la fiducia per non aumentare le tasse, qua, invece, c’è un’ipotesi di aumento delle tasse, non c’è una crisi di governo, ma un governo che deve chiarire che non è il momento di aumentare le tasse”, sottolinea il leader leghista, continuando: “Nessuno strappo, semplicemente chiarezza, ora aumentare di un euro una tassa agli italiani non va bene, se ministri del Pd pensano di aumentare le tasse lo dicano, magari mi convincono…”. 

“La legge delega passerà in commissione con parere non vincolante, quindi hai un mandato in bianco” dice Salvini. “Il consenso della Lega non c’è, se mi dai un documento mezz’ora prima del Cdm”, mette in chiaro. 

“C’è un problema di metodo – scandisce – ministri della Lega non possono avere un documento così importante alle 13.30 per discuterlo alle 14, non stiamo parlando dell’oroscopo, parliamo della legge delega sulla riforma fiscale, di Imu, Iva, Irpef, catasto, flat tax”. “Non è possibile – ribadisce – avere mezz’ora di tempo per analizzare il futuro degli italiani”. 

“Io mi fido di Draghi – precisa – ma se tra un anno c’è qualcuno che tassa pure l’aria non va bene dare ora una delega in bianco”. “Qui ci sono di mezzo il lavoro, la casa e i risparmi degli italiani”, avverte Salvini. 

Nel testo, lamenta poi, “c’è una rimodulazione dell’Iva non meglio definita, chi paga di più, chi paga di meno, chi paga su, chi paga giù”. “Non c’è – aggiunge – neanche nulla sulla rottamazione delle cartelle esattoriali, sulla rateizzazione di saldi e acconti”. “E si ipotizza l’aumento della mini flat tax”. 

“Draghi si era impegnato a tagliare le tasse, è stata la prima cosa che gli chiesi quando mi sedetti di fronte a lui, così temo che non sia” afferma Salvini, non nascondendo il suo rammarico per l’ok del Cdm alla delega fiscale, con l’assenza della Lega. “Abbiamo dato la fiducia a Draghi per non alzare le tasse, se qualcuno cambia idea lo spieghi agli italiani”, dice. “C’è un’ipotesi di aumento tasse che la Lega non avalla”, taglia corto Salvini.  

Elezioni Roma, Gualtieri: “Con Calenda e Raggi non cerco accordi sottobanco”

“Con Conte c’è un rapporto di stima reciproca, abbiamo collaborato in momenti difficilissimi per il Paese e mi pare che sia lui sia il M5S abbiano fatto una chiara scelta di campo. Mi auguro che, come dice Letta, la convergenza sarà naturale”. Lo afferma il candidato di centrosinistra a sindaco di Roma Roberto Gualtieri in un’intervista a ‘la Repubblica’ in vista del ballottaggio. Gualtieri, riguardo allo sfidante del centrodestra Enrico Michetti, sottolinea: “Ci sono tanti moderati che nutrono forti perplessità sul candidato di Meloni e Salvini: su tanti temi, dai vaccini al Green Pass all’Europa, non sono d’accordo con lui e noi per vincere ci rivolgeremo anche a loro”.  

La sindaca uscente Virginia Raggi “molto sportivamente mi ha telefonato, Calenda ancora non l’ho sentito ma sono certo che ci parleremo presto – continua -. Io non cerco accordi sottobanco né con l’una né con l’altro, e neanche loro. Come ho già detto non farò apparentamenti, hanno entrambi ottenuto un risultato significativo e questo gli va riconosciuto, ma si deve partire dai valori e dai contenuti. È su questa base che farò un appello a tutti gli elettori, su nient’ altro”. 

Multa a Feltri per ‘Patata bollente’, Raggi: “Monito su sessismo”

Undicimila euro di multa per diffamazione a Vittorio Feltri dal tribunale di Catania per l’articolo sulla prima pagina di ‘Libero’ del 10 febbraio 2017 dal titolo ‘Patata bollente’ sulla sindaca di Roma, Virginia Raggi. “Quel vergognoso titolo di ‘Libero’ che non ha offeso solo me ma tutte le donne” ha detto all’Adnkronos la prima cittadina uscente della Capitale Virginia Raggi. “Mi auguro che questo episodio serva come monito e per riflettere seriamente sui temi del sessismo e dell’hate speech. Il rispetto delle donne, e delle persone, deve venire sempre prima di tutto‘’. 

Il giudice ha stabilito un risarcimento danni da stabilire in sede civile, fissando una provvisionale di 5.000 euro, il pagamento delle spese legali e la pubblicazione della sentenza sui maggiori quotidiani nazionali. Con Feltri era a processo, per omesso controllo, anche il direttore responsabile del quotidiano Pietro Senaldi, condannato con una multa di 5.000 euro pena sospesa. La competenza del caso è radicata a Catania perché è la città in cui è stata stampata per prima la copia del quotidiano. La Procura aveva chiesto la condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione per Feltri e a otto mesi per Senaldi.
 

Feltri: “Pagherò la multa, se gradisce a Raggi anche bottiglia di champagne”

“Pagare 11mila euro. Ma che condanna è… Pagherò, pagherò. Che mi frega di 11mila euro. Ne pago anche 20, basta che non mi rompa più i c… Sono talmente contento, anzi felicissimo. Non è una condanna, ma un applauso. Se gradisce posso inviare alla Reggi anche delle bottiglie di champagne”. Con queste parole Vittorio Feltri commenta all’Adnkronos la condanna per diffamazione per un articolo apparso in prima pagina su Libero dal titolo “Patata bollente” riferito a Virginia Raggi, sindaco di Roma.  

“Aveva chiesto tre anni e 4 mesi di galera per una ‘patata bollente’ che non ho neanche fatto – ricorda ancora Vittorio Feltri- Io ero direttore editoriale e non direttore responsabile”.