Municipio: Largo Felice Armati, 1 00043 Ciampino (RM) (+39) 06.79097.1 protocollo@pec.comune.ciampino.roma.it

Categoria: soldi/economia

Ue: “Italia viola diritti passeggeri con voucher al posto di rimborsi” 

La Commissione Europea ha avviato procedure di infrazione nei confronti dell’Italia e della Grecia per violazione delle norme Ue che tutelano i diritti dei passeggeri. Sia la Grecia che l’Italia, nota la Commissione che ha inviato ai due Paesi altrettante lettere di messa in mora, hanno adottato misure che violano i diritti dei passeggeri degli aerei e delle navi. L’Italia ha anche introdotto norme che violano i diritti dei passeggeri degli autobus e dei treni. 

Italia e Grecia hanno adottato regole che prevedono l’erogazione di voucher come sola forma di rimborso per i passeggeri che si siano visti annullare il viaggio, cosa contraria ai regolamenti Ue, che prevedono il diritto al rimborso: il voucher non può essere l’unica opzione, ma deve essere scelto volontariamente e la Commissione ha ripetutamente invitato gli Stati membri e i vettori a renderli più convenienti, in modo da aumentarne l’utilizzo. Roma e Atene hanno ora due mesi per rispondere, altrimenti la Commissione potrebbe passare al parere motivato, la seconda fase della procedura di infrazione. 

Lidl, un piano per l’Italia da 2.000 assunzioni e 50 nuovi punti vendita  

Cinquanta nuovi punti vendita sul territorio nazionale e 2000 assunzioni entro la fine dell’anno: è il piano con cui Lidl Italia punta a dare nuovo impulso all’economia nazionale, duramente provata lockdown seguita all’emergenza sanitaria del Covid-19. Con “Lidl per l’Italia” -questo il nome del piano, presentato oggi a Milano nel nuovo punto vendita di via delle Forze Armate 314- l’azienda strutturerà gli investimenti su tre pilastri: immobiliare e logistica; creazione di nuovi di posti di lavoro; valorizzazione della filiera agroalimentare italiana.  

“Nei mesi scorsi abbiamo sentito parlare spesso di ripartenza e fiducia -ha detto Massimiliano Silvestri, presidente di Lidl Italia- si tratta di concetti che assumono oggi più che mai un significato importante non solo per il comparto della Grande Distribuzione Organizzata, ma per tutta l’economia italiana. Oggi vogliamo condividere la nostra visione di futuro, che esprimiamo attraverso i tre pilastri alla base di questo piano: occupazione, investimenti e sostegno alla filiera del Made in Italy”.  

La parte del piano riguardante gli investimenti immobiliari vale 400 milioni e prevede l’apertura di 50 nuovi punti vendita entro la fine dell’esercizio fiscale, vari interventi di restyling della rete esistente e altri investimenti nella logistica. Il piano di sviluppo è ripartito il 4 maggio con l’inaugurazione dei nuovi punti vendita di Ancona, Manerba del Garda (BS), Osio Sotto (BG), Cormano (MI), e da domani con il quinto, in via delle Forze Armate a Milano.
Il capitolo sull’occupazione prevede 2.000 assunzioni sul territorio nazionale. “Le assunzioni riguarderanno soprattutto i giovani -spiega Silvestri- nei settori classici della nostra produzione come gli operatori di filiale, commessi, addetti alle vendite, capi area e capi filiale, perché a parte la dovuta attenzione alla sicurezza e al distanziamento sociale, l’organizzazione nei nostri punti vendita è rimasta invariata. Oggi il personale di Lidl in Italia è composto da circa 16.500 collaboratori impiegati in 660 punti vendita e 10 piattaforme logistiche. 

“L’italianità continuerà a rappresentare uno dei pilastri imprescindibili della strategia aziendale -promette Lidl- con l’impegno della valorizzazione della filiera agroalimentare italiana: L’80% di quello che i clienti Lidl trovano in assortimento è prodotto in Italia. Rimarrà centrale il ruolo delle piccole e medie imprese alimentari, che sono la spina dorsale del sistema economico del Paese e che negli ultimi anni sono cresciute insieme a Lidl”.  

Operativa in 29 Paesi con 10.800 punti vendita e circa 287.000 dipendenti, Lidl esporta nel mondo la tradizione enogastronomica italiana: nel 2019 l’azienda ha esportato prodotti italiani per un totale di 1,6 miliardi. Di questi, oltre 420 milioni di Euro sono generati dall’ortofrutta, il 9% del valore totale di export di frutta e verdura italiana a livello globale.  

La Pec è un asset, l’Italia ha risparmiato 4 mld  

di Andreana d’Aquino  

La Pec, è un asset digitale che sta facendo risparmiare al Paese 4 miliardi di euro e che farà tagliare nel 2022 fino a 120mila tonnellate di emissioni di CO2 . Non solo un risparmio economico, dunque, perché la posta certificata elettronica consente anche la riduzione dell’inquinamento, degli spazi d’archiviazione fisici e dei tempi d’attesa. Stando ai risultati della ricerca di Idc con Aruba, InfoCert e Trust Technologies, mostra infatti i “benefici concreti” della Posta Elettronica Certificata in Italia, misurati dal 2008 al 2019 e con proiezioni fino al 2022. Secondo Idc, affinché l’economia digitale possa sviluppare le proprie potenzialità, il Digital Trust dovrà diventare un requisito sempre più importante per ogni azienda”.  

“Con la crescita delle attività digitali, entro il 2025 il 25% della spesa in sicurezza informatica sarà indirizzato allo sviluppo dei ‘Trust Frameworks’ modelli concepiti per garantire e proteggere la fiducia tra le parti durante una transazione digitale. A questo riguardo, Idc ha evidenziato come i programmi di Digital Trust siano considerati essenziali dal 62,5% dei Ceo delle imprese a livello globale. Il primo tassello tecnologico e di processo dell’ecosistema del Digital Trust italiano è rappresentato dalla Posta Elettronica Certificata (Pec). Ed, in base agli ultimi dati diffusi da Agid, nel 2019 nel nostro Paese risultavano attive 10,8 milioni di caselle Pec e i messaggi scambiati in un anno sono stati superiori a 2 miliardi e 380 milioni. Ed entro il 2022 si prevedono oltre 15 milioni di caselle attive e più di 3 miliardi di messaggi annuali. Crescono quindi il numero di utenti ed i volumi di traffico con un sempre maggiore e più diffuso utilizzo dello strumento. Lo studio, inoltre, ha stimato in modo quantitativo i benefici diretti per l’intero sistema Paese – cittadini, imprese e istituzioni – dell’efficienza generata dall’uso della Pec in termini di: riduzione degli spostamenti (mobilità frizionale), abbattimento dell’impronta carbonica conseguente alla riduzione di tali spostamenti, eliminazione dei tempi di attesa (ore uomo risparmiate), liberazione degli spazi (metri quadri di archivi non utilizzati).  

 

In particolare, secondo lo studio, in base alle simulazioni sul dato storico, i benefici netti complessivi della Pec si attestano su un valore medio di circa 2,2 miliardi di euro sul mercato italiano nel periodo compreso tra il 2008 e il 2019. Valore che cresce ulteriormente di 1,8 miliardi di euro nella proiezione compresa tra il 2020 e il 2022. Dallo studio Idc emerge, tra le altre cose, come soltanto una parte minoritaria dei flussi di Pec dipenda da processi di sostituzione della corrispondenza tradizionale. Un altissimo numero di messaggi Pec attuali e futuri è determinato dalla creazione di nuovi servizi, nuove modalità d’uso e nuovo business. In pratica, la Posta Elettronica Certificata agisce come loro abilitatore e, in più, funge da facilitatore di servizi ibridi affiancando la Posta Descritta (raccomandate/ assicurate/ atti giudiziari), anche grazie a vere e proprie sinergie con altre soluzioni tecnologiche già presenti sul mercato. 

L’analisi quantitativa, inoltre, basandosi su molte fonti referenziate ed aggiornate quali l’Agid, l’Istat, l’Aci e il Greenhouse Gas Protocol, per citarne alcune, ha stimato l’impatto anche su altre dimensioni oltre a quella economica, come la riduzione dell’impronta carbonica e della mobilità frizionale. Idc ha calcolato che, attraverso l’uso della Pec, la mobilità frizionale è stata ridotta di 253 milioni di chilometri nel 2019, destinati a diventare 391 milioni di chilometri nel 2022. Inoltre, la Pec ha consentito un risparmio di 78.000 tonnellate di CO2 nel 2019, che saliranno a 120.000 tonnellate nel 2022. Riguardo la riduzione degli spazi di archiviazione di breve e lungo termine, secondo le stime l’archiviazione digitale della corrispondenza ha consentito di liberare oltre 1,3 milioni di metri quadri di spazi di archiviazione nel 2019 – sia di giacenza che di conservazione – che si prevede raggiungano la cifra di 1,6 milioni di metri quadri nel 2022. Eliminati grazie alla Pec anche i tempi di attesa per l’accesso ai servizi del sistema postale. Grazie alla sostituzione di una parte della Posta Descritta con la Pec si eliminano virtualmente i tempi di attesa fisica presso gli uffici postali, stimati -pari a 2.150 anni-uomo nel 2019, destinati a diventare addirittura 3.234 nel 2022.  

 

“A nostro avviso, l’aspetto di maggior rilievo che emerge dallo studio è come il digitale abbia aperto un green market tanto per i nuovi operatori del circuito Pec quanto per gli operatori tradizionali del sistema postale, evidenziando come sia possibile mitigare efficacemente gli effetti più disruptive dell’innovazione tecnologica attraverso una coopetizione virtuosa tra gli operatori sotto la guida delle istituzioni”, sottolinea Giancarlo Vercellino, Associate Director Research & Consulting, Idc Italia. “La Pec è un asset strategico per il Paese che ci pone all’avanguardia in Europa per i sistemi di recapito certificato. È un sistema indispensabile, sempre più diffuso ed utilizzato da professionisti, cittadini ed imprese; uno strumento ormai profondamente integrato nei processi aziendali” commenta Gabriele Sposato, Direttore Marketing di Aruba. “Lo conferma il report che dimostra ampiamente l’impatto dei benefici ambientali ed economici della Pec sulla collettività, pur prendendo in esame solamente una parte minoritaria dei processi esistenti. Ne consegue come i benefici complessivi e reali, siano quindi molto più ampi, potenzialmente enormi”. Sposato evidenzia anche i dati interni di Aruba, secondo cui nel 2019 i principali titolari di caselle Aruba Pec sono stati proprio i soggetti che non avevano l’obbligo legale di usarla, ossia i privati (per il 43%), seguiti dalle ditte individuali (25%), dalle aziende (25%) e dai liberi professionisti (7%), “indice di come sia ormai superato l’utilizzo dello strumento relativo all’adempimento per obbligo”.  

Bonus vacanze, domande al via 

Parte il ‘bonus vacanze’, una delle iniziative previste dal dl Rilancio. Da oggi e fino al 31 dicembre 2020 sarò infatti possibile richiedere il contributo fino 500 euro da utilizzare per soggiorni in alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed & breakfast in Italia. Potranno ottenerlo i nuclei familiari con ISEE fino a 40.000 euro mentre l’importo del bonus è modulato secondo la numerosità del nucleo familiare: 500 euro per nucleo composto da tre o più persone, 300 euro da due persone, 150 euro da una persona. 

Il bonus potrà essere richiesto e sarà erogato esclusivamente in forma digitale. Per ottenerlo è necessario che un componente del nucleo familiare sia in possesso di un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE 3.0 (Carta d’Identita Elettonica). Al momento della richiesta del bonus, infatti, si dovranno inserire le credenziali SPID e successivamente fornire l’Isee. Non si dovrà stampare nulla, ma si potrà averlo sempre a disposizione sullo smartphone: basterà mostrarlo all’albergatore quando si dovrà pagare il soggiorno direttamente presso la struttura scelta per le vacanze. 

Si ricorda che il bonus può essere utilizzato da un solo componente del nucleo familiare, anche diverso dalla persona che lo ha richiesto; può essere speso in un’unica soluzione, presso un’unica struttura turistica ricettiva in Italia; è fruibile nella misura dell’80%, sotto forma di sconto immediato, per il pagamento dei servizi prestati dall’albergatore, mentre il restante 20% potrà essere scaricato come detrazione di imposta, in sede di dichiarazione dei redditi, da parte del componente del nucleo familiare a cui viene intestato il documento di spesa del soggiorno (fattura, documento commerciale, scontrino/ricevuta fiscale). Lo sconto applicato come ‘bonus vacanze’ sarà rimborsato all’albergatore sotto forma di credito d’imposta utilizzabile, senza limiti di importo in compensazione, o cedibile anche a istituti di credito. 

 

Superbonus 110%, ecco maxi sconto per ristrutturazioni 

Anche il Superbonus al 110% fra le novità di luglio. Previsto infatti anche lo sconto fiscale per le ristrutturazioni, che sarà spalmato in 5 anni ed è valido per la riqualificazione energetica degli edifici e per la messa in sicurezza antisismica.  

Si tratta di un maxi credito di imposta per risollevare l’economia guardando al green e alla sicurezza introdotto nel decreto Rilancio. Il bonus permette quindi gli interventi con un miglioramento della classe energetica e di riduzione del rischio sismico praticamente gratis grazie al meccanismo dello sconto in fattura e della cessione del credito. Per i dettagli dell’agevolazione servirà però attendere l’approvazione del dl Rilancio in Parlamento, prevista entro il 18 luglio. 

Pensioni, arriva la quattordicesima 

Quattordicesima in arrivo per i pensionati d’Italia. Tra i 336 e 655 euro, la quattordicesima, erogata dall’Inps, spetta ai pensionati di età maggiore o uguale a 64 anni che percepiscano redditi inferiori a due volte il trattamento minimo. La cifra dipenderà quindi dal reddito e dagli anni di versamenti contributivi, attribuita d’ufficio sulla mensilità di pensione di luglio 2020 ai soggetti che rientrano nei limiti reddituali stabiliti. 

Il reddito complessivo, oltre il quale non si ha diritto alla quattordicesima, è di 13.391,82 euro. Secondo i parametri fissati, il tetto massimo di reddito viene incrementato dell’importo del beneficio, che varia ovviamente per ciascuna fascia contributiva. A coloro che perfezionano il requisito anagrafico richiesto dal 1° agosto (per la Gestione privata ed Enpals) o dal 1° luglio (per le pensioni della Gestione pubblica) al 31 dicembre 2020 e ai soggetti divenuti titolari di pensione nel corso del 2020, sempre a condizione che rientrino nei limiti reddituali, la quattordicesima sarà attribuita d’ufficio con la rata di dicembre 2020. Ai beneficiari viene inviata la comunicazione dedicata con l’indicazione dell’importo attribuito e della provvisorietà del beneficio. Coloro che non ricevano la quattordicesima e ritengano di averne diritto possono, in ogni caso, presentare apposita domanda di ricostituzione on line, attraverso il portale dell’Istituto. 

Contanti, da oggi scatta il nuovo limite 

Scatta da oggi il nuovo tetto ai pagamenti in contanti. Come stabilito dal decreto fiscale collegato alla legge di bilancio, il limite all’uso delle banconote passa infatti da 3.000 a 2.000 euro grazie alla misura nata per contrastare l’evasione favorendo i pagamenti elettronici. Da oggi dunque – salvo alcuni casi particolari – sarà obbligatorio utilizzare sistemi tracciabili (carte, bonifici ecc.) per spese superiori a 1.999 euro, che siano tra privati o tra privati ed esercenti. Sanzioni in arrivo per chi non rispetta le norme: si rischia infatti una ammenda da 3.000, arrivando fino a 50.000 euro per una singola operazione, secondo la gravità dell’infrazione. 

Airbus taglierà 15 mila posti di lavoro entro estate 2021 

Airbus taglierà 15 mila posti di lavoro entro l’estate del 2021. Lo rende noto il costruttore aeronautico europeo precisando che questa decisione è stata presa in seguito all’emergenza coronavirus che ha determinato il ridimensionamento del numero degli ordini di aerei.Il processo di consultazione con le parti sociali è iniziato per raggiungere un accordi “all’autunno del 2020”.  

Negli ultimi mesi l’attività commerciale degli aeromobili commerciali è diminuita di quasi il 40%.  

l traffico aereo, sottolinea Airbus, “non dovrebbe ritornare ai livelli pre-Covid prima del 2023 e forse non prima di fine 2025”. Nel dettaglio i tagli riguarderanno: 5.000 posti in Francia, 5.100 posti in Germania, 900 posti in Spagna, 1.700 posti in Regno Unito e 1.300 posti negli altri stabilimenti del gruppo. 

Enasarco: ok a bilancio 2019, avanzo economico di 233 mln  

L’assemblea dei delegati di Fondazione Enasarco ha approvato il bilancio consuntivo 2019, chiuso con un avanzo economico pari a 233 milioni di euro, in netto aumento rispetto al 2018, di oltre 90 milioni. L’avanzo del 2019 è già diminuito di 11 milioni, somma destinata preventivamente al Fondo Firr, il trattamento di fine rapporto degli iscritti. 

Tutti in miglioramento i saldi di bilancio principali, in particolare sono positivi i risultati conseguiti nella gestione istituzionale con un saldo complessivo di +188 milioni, a fronte dell’avanzo di +170 milioni del 2018 e di quello del bilancio tecnico 2017 previsto in +188 milioni. Il patrimonio complessivo della Fondazione cresce ed arriva a quota 7,8 miliardi, di cui 5.196 milioni costituiscono il patrimonio della previdenza, pari a 5,18 volte il valore delle pensioni in essere e 2.392 milioni il patrimonio del Firr. 

Il saldo della gestione previdenziale (+71 mln) continua a crescere, con entrate previdenziali che finanziano la spesa per prestazioni. Le spese di funzionamento diminuiscono dell’1,3%, ma i risparmi realizzati non hanno intaccato l’efficacia dei servizi all’utenza, comunque migliorati, come dimostrano le nuove funzionalità disponibili, sia quelle previste nell’area riservata, che quelle introdotte con la nuova app Enasarco.  

Positivi i risultati nella gestione del patrimonio. I proventi finanziari ordinari lordi, infatti, sono passati dai 113 mln del 2018 agli oltre 154 mln del 2019. Il saldo finanziario totale è pari a 182 mln, contro 75 mln del 2018. Il patrimonio liquido è passato dal +5% del 2011 al +48% del 2019, mentre il valore complessivo del patrimonio della Fondazione espresso al fair value è cresciuto di oltre il 19% rispetto al 2012.  

Il rendimento lordo del patrimonio finanziario nel 2019 è stato del 3,9%. Nel 2019 le scelte d’investimento hanno visto prevalere strumenti finanziari liquidi e a basso costo gestionale, con profilo di rischio/rendimento allineati all’asset allocation strategica che il Consiglio di amministrazione ha approvato. Per ciò che riguarda la gestione della dismissione immobiliare nel 2019, pur continuando le attività volte alle vendite dirette agli inquilini, si stanno sviluppando nuove strategie di gestione: dalle vendite delle unità immobiliari libere all’asta, alla gestione del patrimonio residuo diretto ed indiretto tramite lo strumento della Sicaf, con la finalità di ottimizzare i risultati e diminuire i costi di gestione. 

L’assemblea dei delegati, che si è tenuta per la prima volta totalmente in videoconferenza per rispettare le disposizioni anti-Covid, è stata chiamata a votare anche il complesso delle misure di sostegno economico per gli agenti, rappresentanti e consulenti finanziari che hanno subito un decremento del reddito a causa dell’emergenza. In quest’ambito, sono state approvate le modalità di recepimento dell’ ‘Accordo per il sostegno della filiera commerciale’ per l’anticipazione di una quota del Firr ed è stato approvato lo stanziamento di ulteriori 16 mln (oltre i 2 milioni aggiuntivi già proposti dal CdA) per le erogazioni straordinarie, che si vanno ad aggiungere agli 8,4 già precedentemente approvati dal Consiglio.  

Si raggiunge la quota complessiva di 26,4 mln dall’inizio del periodo di emergenza. In particolare, lo stanziamento ulteriore dei 16 mln sarà sottoposto al parere dei Ministeri vigilanti.  

E la Fondazione comunica che “con nota del 26 giugno, il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze, ha comunicato l’approvazione della delibera dell’assemblea dei delegati del 18 dicembre 2019, con la quale sono state apportate alcune modifiche al Regolamento delle attività istituzionali. Con la c.d. Miniriforma, la Fondazione Enasarco si è posta l’obiettivo di agevolare l’ingresso e la permanenza nella professione dei propri iscritti. Con l’introduzione dell’articolo 5 bis, ‘Agevolazioni giovani agenti’, la Fondazione ha stabilito un regime contributivo agevolato per quegli agenti, rappresentanti di commercio e consulenti finanziari che nel triennio 2021-2023 vengono iscritti per la prima volta oppure ricevono un nuovo incarico di agenzia dopo tre anni di inattività. In entrambi i casi le agevolazioni sono valide per gli iscritti fino a trent’anni di età”, conclude la nota.  

Fase 3: Vitiello (Obe), ‘consumatori hanno apprezzato brand attivi nel lockdown’ 

Durante il lockdown, i consumatori hanno apprezzato i brand “che non sono spariti” e le aziende “che hanno deciso di agire”. E’ uno dei dati illustrati durante l’Obe Summit 2020, che ha fatto il punto sull’universo del Branded Entertainment. “In collaborazione con Doxa abbiamo deciso di analizzare i brand nel periodo di lockdown, cercando di capire quale fosse la reazione del pubblico all’evoluzione dello storytelling e dello storydoing. Abbiamo condotto 1500 interviste nel mese di aprile”, spiega Anna Vitiello, Obe Academy Director e Chief Experience Officer di Fuse. 

“Il 70% ha indicato almeno un brand, la media è stata tra 2 e 3 brand indicati in maniera spontanea. Ci siamo chiesti per quale motivo siano stati indicati determinati brand. Tra tutte, spiccano solidarietà e attivismo. In generale, vale la regola del fare: è stato scelto chi ha fatto qualcosa di concreto”. 

Alcune scelte sono state guidate dalla razionalità e quindi sono stati apprezzati brand che si sono distinti per aver riconvertito la produzione o per aver fatto donazioni. “Altre scelte sono decisamente più emotive, entra in gioco la comunicazione e l’impatto dell’immedesimazione: orgoglio nazionale, messaggi rassicuranti, intrattenimento”, aggiunge. 

“E poi c’è un terzo perché: sono stati premiate presenza, vicinanza, prontezza. Essere e agire è fondamentale per diventare o consolidarsi come brand. Le persone hanno premiato aziende che non sono sparite, che hanno comunicato il proprio impegno 

“I giovani sono chiarissimi: per loro, il brand non può nascondersi e deve avere un ruolo sociale”, dice evidenziando che nelle fasce di età elevata aumenta il pragmatismo “e negli adulti aumenta la sensibilità verso lavoro e tutele”, evidenzia. 

Lavoro, Consiglio d’Europa: “Italia viola pari opportunità”  

Il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa ha rilevato violazioni del diritto alla parità di retribuzione e del diritto alle pari opportunità sul luogo di lavoro in 14 dei 15 Paesi che hanno accettato di applicare la procedura dei reclami collettivi della Carta sociale europea: Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca e Slovenia. Soltanto la Svezia rispetta le disposizioni della Carta in materia. 

Per Marija Pejcinovic Buric, segretario generale del Consiglio d’Europa, “il divario retributivo di genere è inaccettabile, eppure continua a rappresentare uno dei principali ostacoli al conseguimento di una reale uguaglianza nelle società moderne. I governi europei devono intensificare urgentemente gli sforzi per garantire le pari opportunità sul posto di lavoro. E un numero maggiore di Paesi dovrebbe utilizzare la Carta sociale europea del Consiglio d’Europa in quanto mezzo per raggiungere tale obiettivo”.  

I reclami presentati al Ceds, l’organismo incaricato di monitorare l’applicazione delle disposizioni della Carta, sono arrivati dalla Ong internazionale University Women Europe (Uwe). Il Ceds, pur avendo concluso che la legislazione di tutti i 15 Paesi interessati è soddisfacente per assicurare il riconoscimento del diritto alla parità di retribuzione per uno stesso lavoro, ha riscontrato un certo numero di violazioni (tranne che per la Svezia). 

Le violazioni riguardano i progressi insufficienti nella riduzione del divario retributivo di genere, ma in alcuni casi sono dovute anche alla mancata trasparenza salariale nel mercato del lavoro, all’assenza di vie di ricorso efficaci e all’insufficienza dei poteri e mezzi conferiti agli organismi nazionali per la promozione della parità di genere. Inoltre, malgrado gli accordi sull’applicazione di sistemi di quote e l’adozione di altre misure, le donne continuano ad essere “sottorappresentate nelle posizioni decisionali all’interno delle aziende private”. Il Ceds ha constatato che il divario retributivo di genere si è ridotto in alcuni Paesi, ma che i progressi sono ancora insufficienti. 

Digitale: Worldz lancia il social-ecommerce, giro d’affari store +3,5 mln  

Attribuire un valore economico alla popolarità social di un utente, per consentirgli di fare acquisti online con uno sconto dedicato. Nasce con questa mission la startup italiana Worldz che ha appena registrato un incremento di 3,5 milioni di euro nel giro d’affari degli e-store approdati sulla piattaforma. L’idea di un “social-ecommerce” è nata dal 28enne italiano Joshua Priore, tra i 100 Under 30 nella classifica 2018 di Forbes. Joshua già nel 2016, anno in cui nasce Worldz, aveva intuito “quello che oggi è un vero e proprio trend”, cioè “la crescita di interesse e di investimenti dei brand verso i micro e nano influencer, sempre più coinvolti nelle strategie di marketing per la loro capacità di coltivare relazioni più efficaci con la propria rete di contatti” spiega il giovanissimo manager all’Adnkronos. 

Grazie a un algoritmo proprietario, Worldz riesce a calcolare in modo quali-quantitativo il valore economico della popolarità social di un utente. In proporzione a questo, l’utente ottiene uno sconto personalizzato che può redimere immediatamente in cambio di una condivisione sul proprio profilo social. La condivisione rimanda al brand o al prodotto acquistato, incrementando la visibilità dell’eCommerce che ha installato Worldz. Tra gli eCommerce partner, spiccano Breil, Hip Hop Watches e Caffè Vergnano. 

“Prima solo gli influencer avevano la possibilità di utilizzare la propria popolarità per ottenere benefici tangibili. Poi -sottolinea Joshua Priore- tutto ha iniziato a cambiare ed il nostro obiettivo è quello di permettere a chiunque di poter godere dello stesso ‘appeal’ e degli stessi benefici, in funzione della propria reputazione online” perché “gli utenti si fidano molto di più del passaparola degli amici”.  

Online, continua Priore, “hanno sempre più rilevanza le opinioni di chi ha fatto una reale scelta comprando qualcosa” piuttosto che affidarsi alle cosidette ‘celebrities'”, insomma, “l’autenticità rimane il valore su cui il 90% dei consumatori basa le proprie scelte d’acquisto”. La startup italiana ha quindi “intercettato questa tendenza, sviluppando un nuovo strumento di marketing per gli eCommerce”. E’ “una leva più efficace di qualsiasi forma di advertising perché quando si condivide le proprie scelte d’acquisto, si rende partecipi i propri contatti a qualcosa di realmente scelto e apprezzato”.  

Nata inizialmente come piattaforma di condivisione su Facebook, dall’estate 2019 Worldz ha introdotto l’Instagram login, dando la possibilità di condividere i propri acquisti sia nel feed, ovvero nella propria “bacheca”, che nelle Stories. “Ad oggi -sottolinea Priore- siamo gli unici al mondo a consentire agli utenti di effettuare un Instagram login, esternamente all’app, dal quale postare direttamente sul proprio account in totale sicurezza. Negli ultimi mesi, infatti, le abitudini di chi naviga sulla rete sono cambiate radicalmente. Gli utenti si sono spostati su Instagram, che sta attraversando un momento di crescita inarrestabile” 

A livello mondiale, secondo i dati diffusi da Socialbakers, il settore dell’e-commerce occupa le prime posizioni in termini di engagement sulle piattaforme. Su Instagram l’e-commerce raccoglie il 15,8% del totale delle interazioni, posizionandosi al secondo posto dopo l’industria del fashion. Una crescita esponenziale quantificabile con un +118,3% su Instagram e un + 91,4% su Facebook. E “piano piano l’e-Commerce cederà il posto al Social Commerce, integrando i social network con gli acquisto on line” scandisce infine Joshua Priore. 

Dl Semplificazioni, ecco la bozza  

Dai contratti pubblici ed edilizia alla green economy passando per la pubblica amministrazione. Prende corpo il dl Semplificazioni che, come emerge da una bozza che l’Adnkronos ha potuto visionare, consta di tre titoli: semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia; semplificazioni procedimentali e responsabilità; misure di semplificazione digitale e per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale. 

AUTOCERTIFICAZIONI DIRETTAMENTE DA APP – La verifica dell’identità digitale con spid e carta di identità elettronica sostituirà l’esibizione o la trasmissione di copia del documento di identità in tutti i casi in cui è richiesta, “con evidente semplificazione per cittadini e imprese, abbattimento dei costi e maggiore sicurezza legata al fatto che non si inviano fotocopie dei propri documenti” si legge nella bozza. Il governo prevede inoltre di snellire autocertificazioni, istanze e dichiarazioni “direttamente da mobile tramite AppIO”, la app dei servizi pubblici la cui versione beta è stata lanciata in primavera. Previste semplificazioni anche per il rilascio della carta d’identità elettronica.  

SMARTWORKING – C’è poi “obbligo per le Pa di sviluppare i propri sistemi con modalità idonee a consentire l’accesso da remoto ai propri dipendenti e favorire così il lavoro agile (smartworking)”. 

CODICE CONDOTTA TECNOLOGICA – Prevista l’istituzione di un codice di condotta tecnologica, emanato dal capo del dipartimento della trasformazione digitale della presidenza del Consiglio dei ministri, che detterà “regole omogenee per tutte le Pa, per gli acquisti ict, per lo sviluppo dei sistemi e per la progettazione e realizzazione dei servizi digitali ai cittadini, con regole per la formazione tecnologica dei pubblici dipendenti ed esperti che affianchino i progetti di trasformazione digitale delle amministrazioni (obblighi di progettare i sistemi e i servizi per renderli fruibili in digitale tramite spid e cie e su mobile tramite AppIO, oltre che per consentire diffusamente il lavoro agile)”.  

 

Spazio, meteo ferma ancora Vega ma si riprova stanotte 

(di Andreana d’Aquino)-  

Il meteo ferma ancora una volta il lancio del Vega. Le condizioni del vento in quota sopra il centro spaziale di Kourou, nella Guyana francese, “sono rimaste sfavorevoli” tanto che Arianespace “ha deciso di non iniziare le operazioni cronologiche finali del lancio VV16 (Vega Flight n° 16)”. Il primo volo del 2020 del lanciatore europeo a concezione tutta italiana era infatti nuovamente previsto all’alba di oggi, domenica 27 giugno, alle 03,51 ora italiana. Arianespace ha annunciato che sempre “fatte salve le condizioni meteorologiche favorevoli, un altro tentativo verrà effettuato domenica 28 giugno 2020”, alle 22,51 ora locale, quando in Italia saranno le 03,51 dell’alba di lunedì 29 giugno. “Il lanciatore Vega e i 53 satelliti a bordo sono in una configurazione stabilizzata e in totale sicurezza” ha assicurato la società che ha il suo quartier generale a Evry, in Francia, alle porte di Parigi. 

Per il Vega, lanciatore dell’Agenzia Spaziale Europea di 30 metri di altezza, quello di stamattina all’alba, (quando a Kourou erano le 22,51 di sabato 27 giugno) è stato un ulteriore stop, il terzo. A fermare il lanciatore europeo a concezione interamente italiana è stato ancora il temibile vento in quota sopra Kourou che aveva lasciato il vettore sulla rampa già il 19 giugno scorso. Ma il lancio aveva subito il primo slittamento già a marzo scorso a causa della pandemia di Covid-19 che aveva messo in lockdown la base della Guyana francese, a 500 chilometri a Nord dell’equatore. Questo sedicesimo volo di Vega rappresenta infatti la ripartenza dei lanci spaziali dopo la crisi dettata dal nuovo coronavirus che ha congelato la partenza del lanciatore costruito al 70% dall’italiana Avio a Colleferro, alle porte di Roma.  

Dunque, ancora fiato sospeso per la maxi squadra dell’azienda italiana guidata da Giulio Ranzo che conta 900 addetti fra l’impianto di Colleferro e le altre 4 sedi fra Italia e Francia. Fiato sospeso anche per la squadra di Leonardo che ha portato al 28% la sua partecipazione in Avio. Vegaè un lanciatore da record ed ha al suo attivo 14 lanci di fila di successo ed un solo volo fallito, il volo numero 15. Dunque questo nuovo appuntamento con lo spazio del lanciatore segna una doppia ripartenza. La missione che Vega si appresta a portare in orbita è inoltre davvero speciale perché rappresenta l’esordio del primo ‘car-share’ spaziale. Il sistema di distribuzione di satelliti dell’Esa, Small Spacecraft Mission Service (Ssms), è un dispenser che consente infatti di mettere in orbita 53 tra nano, micro e minisatelliti – satelliti del peso da 1 chilo e fino a 400 chili – a beneficio di 21 clienti di 13 Paesi. Un nuovo strumento, jha osservato l’Asi, “che consentirà di moltiplicare la capacità di lancio di Vega”.  

La realizzazione della piattaforma Ssms, spiega l’Asi, è il risultato di una collaborazione tra società italiane e della Repubblica Ceca che vede l’Italia come capofila. Sostanziosa la parte del carico utile che vede coinvolta l’Italia che, con l’Agenzia Spaziale Italiana, porterà in orbita un cubesat Dido-3 contenente un laboratorio per esperimenti in microgravità a controllo remoto, frutto di un accordo internazionale tra Asi, Agenzia Spaziale Israeliana (Isa), Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) e Ministero della Scienza e Tecnologia (Most). A bordo di Dido-3 quattro esperimenti congiunti italo-israeliani nei settori della ricerca biologica e farmacologica – controllati da terra attraverso un’applicazione mobile – che vedono, per la parte italiana, il coinvolgimento dell’Università Federico II di Napoli, dell’Università di Roma 3, dell’Università di Roma Tor Vergata e dell’Università di Bologna. Tra i piccoli satelliti che saranno messi in orbita anche un altro contributo italiano: Ion CubeSat Carrier (In Orbit Now) – sviluppato dalla società D-Orbit – si tratta di un vero e proprio satellite, di ingombro ridotto e del peso di circa 150 chili di massa complessiva, che ha la funzione di trasportatore di cubesats. 

Sostenibilità: sviluppo del territorio, Gruppo Cap punta sui Fattori Esg  

Uscire dalla crisi economica causata alla pandemia investendo sul territorio; contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici mettendo in atto strategie per mitigare i rischi territoriali a livello locale; adottare strategie green e carbon neutral per abbattere le emissioni inquinanti: Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, punta sui fattori Esg (environment, social, governance), per affrontare le sfide del presente e far crescere il territorio su cui opera.  

“Ripresa economica e sostenibilità non sono fattori contrapposti, ma complementari – commenta Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo Cap – Oggi si tratta di capire che il ruolo di aziende pubbliche come Cap è quello di fare ripartire l’economia rilanciando gli investimenti. E occorre farlo in modo strategico e trasparente”.  

“Non c’è nessuna contrapposizione tra ripartenza e sostenibilità – continua – Anzi. I nostri oltre 100 milioni di investimenti sono solo una piccola parte di quelli che servirebbero, ad esempio, per mettere in sicurezza idraulica il territorio. E si pone allora il tema dei fabbisogni finanziari, di come rendere possibile la crescita del territorio attirando capitali e investitori. Se è vero che dall’Ue arriveranno importanti risorse, è altrettanto vero che la pubblica amministrazione deve dimostrarsi all’altezza nel progettare, realizzare e rendicontare con trasparenza. In questo, tempi rapidi, attenzione al territorio, dialogo con gli stakeholder e gli investitori, trasparenza e governance chiara, sono fondamentali”. 

I fattori Esg sono nel Dna di un’azienda come Gruppo Cap. Lo dimostrano proprio i dati emersi dal Bilancio di Sostenibilità del 2019. Secondo la Dichiarazione di carattere non Finanziario (Dnf) 2019, la monoutility lombarda ha realizzato 107 milioni di euro di investimenti in infrastrutture, 12 milioni in più rispetto al 2018 e un valore economico di oltre 277 milioni di euro distribuito agli stakeholder, un incremento del 7% rispetto all’anno precedente. Risultati raggiunti grazie alla strada tracciata dal Piano di Sostenibilità redatto nel 2019 che guida l’azienda nell’affrontare le sfide sociali, economiche e ambientali che si presenteranno nei prossimi anni.  

“Fare impresa non è pensabile senza una strategia integrale che tenga insieme tutti i fattori produttivi tra cui quelli Esg – continua Russo – Non possiamo considerare i fattori Esg come driver aggiuntivi a quelli tradizionali. Si tratta di cambiare punto di vista, adottando un approccio olistico. Il piano di sostenibilità è proprio questo: una strategia industriale che parte dall’analisi dei punti di forza e debolezza e dall’individuazione dei rischi e delle opportunità dell’azienda, e identifica le principali sfide di industria sostenibile a partire dai principali trend sociali, economici e ambientali in un orizzonte di lungo periodo”.  

Investimenti green in tecnologie e impianti, stakeholder engagement, finanza sostenibile. Sono stati questi, tra gli altri, i punti di discussione, anche alla luce dell’emergenza sanitaria e della conseguente crisi economica, di un Talk digitale organizzato oggi da Gruppo Cap.  

“Per noi – ricorda il direttore generale dell’azienda Michele Falcone – la sostenibilità è sempre stata: guardare a lungo ma con gli occhi ben piantati per terra. Questo ci permette di guardare al nostro territorio per capire anche quali sono le necessità. Gli investimenti di Cap sono fortemente orientati alla gestione della risorsa idrica che è in ogni dove: parliamo di acqua e ci colleghiamo all’energia, ai cambiamenti climatici, ai fanghi, ai rifiuti, ai trasporti… Questo ci ha premesso di impostare una politica di sostenibilità già molto interconnessa e molto legata agli obiettivi del Green Deal Ue. L’azienda era già pronta ad accoglierli e a farli propri”. 

“Noi investiremo moltissimo su un elemento che ha rilievi energetici molto forti che sono le perdite idriche. Investiamo sui fanghi, sul garantire e mantenere una qualità della risorsa idrica in classe A, investiamo tantissimo sui cambiamenti climatici, dunque su tutte quelle infrastrutture verdi, quel modo nuovo di intendere la risorsa idrica che ci permetterà di adattarci ai cambiamenti climatici, e stiamo parlando di quasi il 40% dei nostri investimenti”, aggiunge. 

“E’ necessaria – rimarca Rossella Sobrero, presidente Ferpi – una metamorfosi, un cambiamento profondo che va a incidere nel modo stesso di fare impresa. In questo scenario, mi sembra che le imprese stiano lavorando con grande velocità per fare della sostenibilità un driver strategico e chi lo sta facendo vede crescere la propria reputazione. Il fatto che oggi le imprese sono ‘case di vetro’ è abbastanza vero rispetto a qualche anno fa: la tecnologia ci permette di ricevere un mucchio di dati, di poterli analizzare con più facilità e capire quali sono le imprese che si muovono in un certo modo o quali sono ancora ancorate a paradigmi e tradizioni superati rispetto agli obiettivi dell’Agenda 2030”.  

“E’ importante per un’azienda, per essere trasparente e sostenibile, dare conto del suo business centrale, degli aspetti più importanti della sua attività. Oggi gli investitori sono più disponibili a investire nelle aziende che hanno capacità di dialogo e confronto, che hanno condiviso la strategia con gli stakeholder anche con quelli critici”, conclude. 

“Oggi si parla molto di finanza sostenibile – premette Maria Luisa Parmigiani, direttrice sostenibilità Unipol e presidente di Csr Manager Network – ma è importante fare una distinzione tra la finanza sostenibile che adotta indicatori Esg per ridurre l’assunzione di rischio, ambientale sociale e di governance, nel portafoglio dell’investitore e la finanza tematica che è il gradino prima della famosa finanza di impatto e che investe in progetti virtuosi o in imprese, spesso in logica di private equity, che operano in filiere in trasformazione verso gli obiettivi dell’Agenda 2030 o in veri e propri settori connessi al raggiungimento di tali obiettivi come la salute, l’economia circolare, le energie alternative e, come nel caso di Cap, la tutela e l’accesso all’acqua potabile”. 

“Questo tipo di finanza è una finanza che si sviluppa dentro le strutture finanziarie delle aziende, come nel nostro caso, ed è interessata a identificare nella maggior parte dei casi investimenti in real asset dove si possa sviluppare e supportare quel processo di cambiamento del modello di sviluppo necessario al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030”, conclude sottolineando che “c’è sempre più la necessità con questo tipo di finanza di un continuo engagement come stakeholder, anche noi investitori con le imprese investite, per capirne metodologie, strumenti e proiezioni future”.  

Gualtieri: “Da luglio 100 euro in più per 11 milioni di lavoratori” 

“Abbiamo ridotto le tasse a 16 milioni di lavoratori e dal primo luglio gli stipendi aumenteranno per 16 milioni di persone, per 4,5 milioni aumenteranno di 180 euro netti al mese, per 11 milioni i vecchi 80 euro arriveranno a 100 euro, un aumento significativo”. A dirlo è il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che, intervenendo ad Agorà su Rai 3, evidenzia che “sono 7 miliardi di tasse tagliate in modo permanente”. 

Oggi, ha quindi spiegato Gualtieri sui finanziamenti a fondo perduto alle imprese, “partirà una seconda ondata di pagamenti, credo che siamo a quasi un milione di domande che continuano perché ci sono due mesi di tempo”. Gualtieri ha anche ricordato le diverse misure decise dal Governo sottolineando che si tratta “complessivamente del sistema di aiuti che è il secondo più alto in Europa” dopo la Germania. 

Il Governo, con i Recovery Fund, farà “una scossa di investimenti per la crescita del Paese”, scandisce Gualtieri, che ha sottolineato come saranno portati “gli investimenti pubblici e gli investimenti privati a livelli molto alti”. Tra gli obiettivi, ha detto, “portare, ad esempio, la rete in fibra ottica in tutte le case, migliorare le nostre infrastrutture, spendere e finanziare di più la ricerca e l’istruzione, fare cioè gli investimenti che portano crescita e portano aumento del potenziale di crescita del Paese”. 

“Con questa scossa di investimenti possiamo fa crescere di più il Paese avere più occupati e tutto ciò ci rende più semplice affrontare il tema complesso della riforma fiscale che noi intendiamo finanziare con la lotta all’evasione fiscale” ha chiarito Gualtieri.  

 

Cambio al vertice della Uil, arriva Bombardieri. Obiettivo Patto per il Paese 

di Alessandra Testorio 

Cambio al vertice della Uil: dopo sei anni di mandato lascia Carmelo Barbagallo ed arriva Pierpaolo Bombardieri, da due anni già segretario aggiunto della confederazione. Il via libera oggi dall’esecutivo del sindacato che, all’unanimità, ha designato il nuovo leader la cui nomina sarà formalizzata dal voto del consiglio confederale del 4 luglio prossimo convocata a Roma. Una convention che si terrà in presenza e alla quale è stato invitato buona parte del governo oltre che ovviamente Cisl e Cgil. Il momento è critico e sarà quella l’occasione per un nuovo faccia a faccia sindacato-esecutivo. 

Il passaggio del testimone sancito oggi avviene comunque in totale continuità di obiettivi. La nuova Uil di Bombardieri, infatti, partirà esattamente lì dove ha lasciato Barbagallo, da quel Patto per il Paese sollecitato al premier Conte anche durante gli Stati generali delle settimane scorse; una visione che accomuni le forze politiche e sociali sul futuro dell’Italia ma che il sindacato stenta a intravedere nelle ultime proposte messe sul tappeto dal governo, dal taglio dell’Iva allo scambio Cig-costo lavoro. 

“Vorremmo ridisegnare una nuova idea di Paese, che parta da alcuni valori, rispetto della vita e della sicurezza sul lavoro. Immaginare un Paese in cui anche le scelte economiche siano diverse da quelle di oggi e si agisca per diminuire le disuguaglianze sociali che questa emergenza finirà di allargare”, dice Bombardieri che mette in fila i dossier più caldi che faranno parte della nuova agenda di lavoro: riduzione dell’orario a parità di trattamento economico, redistribuzione della produttività ma soprattutto la “madre di tutte le riforme”, la riforma fiscale e la lotta all’evasione, e poi investimenti pubblici e ad una nuova politica industriale. 

“Sarà un autunno carico ma siamo pronti a fare la nostra parte”, ribadisce ancora anche se sulla proposta del premier Conte di incentivare le aziende a non utilizzare la cassa integrazione in cambio di una robusta defiscalizzazione del costo del lavoro scende il gelo.”Sull’ipotesi si può ragionare ma il punto di fondo rimane: qual e’ la strategia nel medio lungo periodo? Altrimenti rischiamo di leggere sui giornali varie proposte, una volta sull’Iva una volta sulla cig ma di non avere un quadro completo sul quale confrontarci”, dice Bombardieri che invece esplicita un no secco all’potesi di un taglio dell’Iva. 

“Avevamo chiesto da tempo una sua rimodulazione anche per uscire dalla cambiale che ogni anno dobbiamo pagare per evitarne gli aumenti. Ma immaginiamo che le risorse non siano infinite e dovendo scegliere, siamo per sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti e dei pensionati perché dare soldi a chi continua a non spenderli è un esercizio sterile. Noi invece dobbiamo indirizzarli verso chi non ce l’ha, a chi stenta a comprare i beni di prima necessità. E la riduzione dell’Iva non riattiva la domanda interna”, scandisce. 

E alla nuova Confindustria di Bonomi che spesso ricorda come non sia a favore dei rinnovi contrattuali viste le condizioni in cui versano le imprese ricorda: “tra le nostre proposte c’è quella di fare un Patto per il paese perché secondo noi questa crisi ha bisogno di un lavoro comune, del governo delle parti sociali. Se però poi Bonomi insiste nello spiegarci che è contro il contratto nazionale, che non è a favore del rinnovo dei contratti, gli risponderemo per le rime”, ammonisce. 

Barbagallo dunque lascia il vertice della Uil: approderà però a quello dei pensionati. E a consuntivo di un mandato, ricco di colpi di scena in un panorama politico instabile e spesso anti-sindacato, tira le somme: missione compiuta, lascio una confederazione messa in sicurezza con 49 mila iscritti in più ed una ritrovata unità con Cisl e Cgil, patrimonio del Paese, dice parlando proprio da quella saletta per l’unità sindacale voluta nel 2014 a inizio mandato, che sancì, insieme ad una lettera all’allora leader Cgil, Susanna Camusso, l’inizio di un percorso di avvicinamento tra sindacati. 

Gualtieri: “Da riapertura dell’economia effetti tangibili” 

“Presenteremo” una nuova richiesta di scostamento “con l’obiettivo di varare” entro “il prossimo mese un ulteriore decreto per interventi aggiuntivi per lavoratori e imprese. Il governo è al lavoro nella definizione del perimetro e dell’entità complessiva di questo intervento”. Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in audizione in commissione Bilancio ala Camera sul dl Rilancio. Una seduta che ha registrato tre sospensioni in meno di un’ora. La bagarre di alcuni deputati dell’opposizione ha, infatti, spinto il presidente Claudio Borghi a sospendere tre volte la seduta. “Il fondo centrale di garanzia sta accelerando e i numeri sono eloquenti” certo restano “criticità da istituto a istituto, ma questo non toglie che c’è bisogno di valutare di rafforzare le dotazioni al Fondo” e questo è uno degli interventi che sarà inserito nel prossimo decreto di luglio. Su questo fronte, aggiunge Gualtieri, c’è “la disponibilità al dialogo con il Parlamento per distribuire le risorse” anche su settori come l’automotive o il turismo. Inoltre nel dl in arrivo il prossimo mese il governo intende intervenire “per diluire” la proroga sugli adempimenti fiscali delle imprese di alcune filiere particolarmente colpite dalla crisi del Covid. Senza le misure assunte dal governo “l’impatto della pandemia sarebbe stato pesantissimo e insostenibile” ha detto, sottolineando che le misure “hanno mitigato” gli effetti della crisi sui “ceti meno abbienti”. 

“Vi ringrazio per il lavoro intenso che state facendo per migliorare e rafforzare le misure del decreto rilancio” e “esprimo la piena disponibilità al confronto e alla collaborazione con il Parlamento”. Siamo in una fase in cui i rischi sul Pil sono “come si dice in gergo al ribasso”, ma le stime del governo sono “meno pessimistiche” di quelle del Fmi. “Siamo consapevoli che i rischi sono al ribasso e aggiorneremo a breve la previsione ufficiale ma riteniamo errato esagerare in chiave pessimistica perché la riapertura dell’economia sta producendo effetti tangibili”, sottolinea il ministro giudicando le stime del fondo pessimistiche. “Riprendono i consumi elettrici, la produzione industriale, il traffico autostradale e ferroviario – ha spiegato e secondo il nostro modello il decreto rilancio avrà un impatto positivo di alcuni punti percentuali, 0,6 è una delle stime, Istat ha valutato -8,3% e Bankitalia -9%, siamo in una forchetta in cui auspichiamo che la possibile previsione al ribasso sia sensibilmente inferiore a quella pubblicata oggi e in linea con Istat e con la Banca d’Italia”. Nessun “trionfalismo che sarebbe del tutto fuori luogo, ma bisogna evitare rappresentazioni inesatte e pretestuose”. 

 

Risparmio costo trasporti e pranzo, i vantaggi dello smart working 

Dal risparmio sui costi di trasporto e di pranzo a un miglior bilanciamento della vita lavorativa con quella privata, passando per la possibilità di avere maggiore autonomia e responsabilità. Sono solo alcuni dei vantaggi per i lavoratori in smart working nel periodo di lockdown riscontrati dall’indagine nazionale sullo ‘Smart working 2020: capire il presente per progettare il futuro’, promossa dall’associazione datoriale Cifa, dal sindacato Confsal e dal fondo interprofessionale Fonarcom e realizzata dal Centro studi InContra, nell’ambito dell’iniziativa ‘#IlLavoroContinua’, e presentata oggi sulla piattaforma www.illavorocontinua.it.  

Il questionario alla base dell’indagine è stato proposto in maniera onnicomprensiva all’intera platea di lavoratori sul territorio nazionale, indipendentemente dal fatto che avessero o meno sperimentato lo smart working in periodo antecedente o concomitante con la fase di lockdown, indagando, in primis, le motivazioni di questa circostanza.  

Su un campione iniziale di 1913 rispondenti, 1804 questionari validi sono stati analizzati, con un tasso di rispondenza maggiore da parte di un pubblico femminile (il 59% del campione è rappresentato da donne, circa il 40% da uomini, una percentuale dell’1% ha preferito non fornire il dato). Di questi, il 2,56% si colloca nella fascia di età ricompresa tra i 18 e i 25 anni; il 21,24% ha dai 26 ai 35 anni; il 31,44% tra i 36 ed i 45 anni; il 29,38% dai 46 ai 55 anni; il 14,44% dai 56 ai 65 anni e solo lo 0.95% più di 65 anni, in linea con l’andamento di entrata/uscita dal mondo del lavoro.  

La maggior parte dei rispondenti si dichiara sposata (49.83%), il 26.40% è celibe/nubile, il 17,64% convivente, il 5,62% separato/a-divorziato/a e lo 0,51% vedovo/a. Il grado di istruzione del campione risulta medio-alto: infatti circa il 60% dei rispondenti ha conseguito la laurea (il 46,63% laurea magistrale ed il 16,25 laurea triennale), circa il 37% è in possesso di diploma di istruzione superiore e solo l’1,50% è in possesso di licenza media, così come solo l’1,50% ha conseguito il dottorato di ricerca.  

E il profilo professionale rilevato ha consentito al team di ricercatori di controllare le risposte fornite dal campione, distinguendo tra ruolo di responsabile e ruolo di collaboratore. Nel dettaglio, circa il 30% dei rispondenti svolge un ruolo da responsabile, mentre circa il 70% appartiene al ruolo di collaboratore; sul totale dei rispondenti, circa il 21% lavora nel settore pubblico, mentre il 79% di essi lavora nel privato. 

Spazio: André-Hubert Roussel diventa presidente di Eurospace 

Cambio al vertice di Eurospace. L’Assemblea Generale dell’associazione delle industrie spaziali europee ha appena nominato all’unanimità André-Hubert Roussel come presidente in sostituzione di Jean Loïc Galle. André-Hubert Roussel è il presidente esecutivo di ArianeGroup, prime contractor per i lanciatori Ariane 5 e Ariane 6, da gennaio 2019. Eurospace, che promuove gli interessi del settore presso gli attori istituzionali come l’Esa o l’Unione Europea, annovera tra i suoi soci industrie del calibro di Avio, OHB Italia, Sitael, Telespazio, Thales Alenia Space Italia e Vitrociset.  

“Le attività spaziali sono uno dei cimenti dell’Europa e per definizione richiedono una stretta cooperazione per un successo comune. In un momento in cui la sovranità economica e strategica dell’Europa ha più che mai bisogno dello Spazio, questa nomina a capo di un’organizzazione che riunisce quasi tutte le aziende del settore è una responsabilità che accetto con entusiasmo e orgoglio” ha commentato in occasione della nomina André-Hubert Roussel.  

Il neopresidente di Eurospace ha sottolineato che “uniti, saremo in grado di rafforzare la resilienza dell’industria europea, la sua indipendenza e la sua competitività Programmi operativi come Galileo e Copernico, o i satelliti meteorologici, le numerose missioni scientifiche ed esplorative sviluppate dall’Esa, i satelliti per telecomunicazioni e osservazione, i lanciatori Ariane e Vega sono tanti successi che contribuiscono all’influenza dell’Europa nel mondo”.  

“La nostra responsabilità è prepararci per il futuro insieme, uscendo da questa terribile crisi Covid-19, e anticipare le sfide di domani, siano esse digitali, strategiche o climatiche” ha aggiunto ancora evidenziano che “l’autonomia dell’Europa in materia spaziale è essenziale per l’efficacia di numerose politiche pubbliche, il benessere e la sicurezza degli europei e la crescita economica”. “L’Europa ha bisogno dello spazio più che mai e lo Spazio ha bisogno dell’Europa più che mai” ha scandito André-Hubert Roussel.  

Olivier Lemaitre, segretario generale di Eurospace, si è detto “lieto dell’elezione del nostro nuovo presidente”. “In un momento in cui le questioni relative allo spazio sono più vitali che mai, abbiamo bisogno di una leadership forte e di dedizione da parte dei nostri membri” ha aggiunto.  

“Il settore spaziale è un’area in cui la concorrenza non impedisce ai produttori di collaborare facilmente ed efficacemente a beneficio di tutti. La nostra missione oggi -ha argomentato infine il segretario generale di Eurospace- è rendere tutti gli attori politici europei consapevoli che lo spazio non è più solo una questione tecnologica e scientifica, ma uno strumento strategico per l’economia europea e la sua influenza nel mondo”.