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Categoria: soldi/economia

Credito: Banca Ifis e Confersercenti insieme per agevolare Pmi  

Banca Ifis, player specializzato nel sostegno finanziario alle Pmi e alle filiere produttive del Made in Italy, ha firmato un accordo con Ats Servizi, per favorire l’accesso al credito delle imprese associate a Confesercenti. La convenzione, spiegano, permetterà alle aziende di usufruire dei prodotti e servizi della Banca per ottimizzare le proprie disponibilità finanziarie. In particolare, Banca Ifis metterà a disposizione gli strumenti del factoring, le proprie soluzioni di leasing e l’offerta dei mutui a medio lungo termine.  

“La partnership con Confesercenti consentirà alle aziende associate di beneficiare di servizi tailor-made e rapidità nei tempi di risposta – spiega Raffaele Zingone, responsabile Direzione Affari di Banca Ifis -. La Banca ha maturato una profonda conoscenza delle filiere produttive e del contesto in cui le Pmi operano”. “Nutriamo da sempre -sottolinea ancora Zingone – il massimo rispetto nei confronti di Imprenditori e Imprese e siamo quotidianamente impegnati, soprattutto in questo momento e di fronte a questo scenario complesso conseguente alla pandemia, a fornire una risposta efficace alle loro molteplici richieste, proponendo le migliori soluzioni finanziarie in base ai loro bisogni ed alle loro urgenze: dal sostegno al capitale circolante al supporto creditizio finalizzato a nuovi investimenti necessari per sostenere la crescita del business e la ripartenza del Paese”.  

Giuseppe Capanna, Direttore Generale Confesercenti, rileva che “in questo periodo particolare che il Paese sta attraversando vogliamo essere certi di poter fornire ai nostri Associati strumenti che semplifichino al massimo le procedure. In Banca Ifis abbiamo trovato un partner preparato e collaborativo che ci consentirà un migliore workflow, a vantaggio dei nostri Associati e delle loro esigenze, con l’obiettivo di dare alle imprese un accesso facile, rapido e certo a tutte quelle agevolazioni che possono aiutarle nella ripresa dell’attività o semplificarne la gestione”.  

Marchionne, due anni senza il manager che ha rivoluzionato Fiat  

Sono passati due anni dalla scomparsa di Sergio Marchionne, il manager che nei 14 anni alla guida del gruppo Fiat ha trasformato l’azienda torinese, realizzando l’acquisizione di Chrysler e sbarcando nel florido mercato del Nord America. E che ha tracciato il futuro di Fca, indicando la strada delle grandi alleanze e delle fusioni. Il manager italo-canadese si è spento il 25 luglio 2018 all’ospedale universitario di Zurigo, lasciando sorpresa la sua stessa azienda. Pochi giorni prima della morte di Marchionne, il presidente John Elkann e il consiglio di amministrazione di Fca avevano dovuto accelerare il cambio al vertice, nominando amministratore delegato Mike Manley, manager inglese a lungo collaboratore di Marchionne.  

LE ORIGINI – Nato a Chieti il 17 giugno 1952, Marchionne è figlio di un maresciallo dei carabinieri e di una giovane istriana. Dopo l’adolescenza trascorsa in Abruzzo, segue la famiglia in Ontario, in Canada, dove si era già stabilita una zia materna. In Canada Marchionne ottiene la laurea in Filosofia all’Università di Toronto, seguita da una laurea in legge alla Osgoode Hall Law School of York University e quindi un Master in Business Administration alla University of Windsor.  

Dopo avere esercitato la professione di procuratore legale, Marchionne entra nel 1983 in Deloitte Touche come avvocato commercialista ed esperto nell’area fiscale, primo passo di una carriera che nel 2000 lo porta in Svizzera alla carica di amministratore delegato del Lonza Group, attivo nel settore dei prodotti per le industrie farmaceutica e sanitaria. 

FIAT – A portarlo sotto i riflettori è il successo ottenuto nel risanamento di Sgs, colosso elvetico nei servizi di ispezione, verifica e certificazione, di cui diventa amministratore delegato nel 2002. I risultati ottenuti in Sgs, che fra i suoi clienti aveva proprio Fiat, lo portano all’attenzione del Lingotto, alle prese con la crisi aggravata dalla scomparsa di Gianni Agnelli. Entrato nel cda del Lingotto dal 2003 su designazione di Umberto Agnelli, dopo la morte di quest’ultimo, Marchionne viene nominato il primo giugno 2004 amministratore delegato del gruppo. Al suo fianco il presidente Luca Cordero di Montezemolo e il vicepresidente John Elkann, all’epoca 28enne. 

La sua impronta ‘decisionista’ emerge subito, sia con una serie di cambi ai vertici del gruppo che, soprattutto, con il duro braccio di ferro con General Motors, che lo porta a sciogliere l’accordo raggiunto nel 2000 da Paolo Fresco, costringendo gli americani a versare 2 miliardi di dollari purché da Torino non venisse esercitato l’obbligo di acquisto di Fiat Auto. 

CHRYSLER – Ma è nel 2009 che Marchionne compie il suo colpo manageriale: in un’America piegata dalla crisi finanziaria, che da Wall Street aveva ormai raggiunto anche l’economia reale, Fiat ottiene dall’amministrazione Obama il 20% di Chrysler, una delle ‘Big Three’ dell’automobilismo Usa, che, dopo la fallimentare alleanza con Daimler, era praticamente fallita. A convincere Washington, oltre alla personalità di Marchionne, l’esperienza e le garanzie offerte da Fiat su nuove formule di mobilità ‘verde’. 

FCA – E’ il primo passo di un percorso che, attraverso l’acquisto delle rimanenti quote, porterà nel 2014 i torinesi al controllo del 100% di Chrysler. E’ la nascita di Fiat Chrysler Automobiles che consacra Marchionne come uno dei grandi protagonisti dell’automotive mondiale. Un cammino scandito da alcune operazioni, a iniziare dal rilancio di Jeep, divenuta ormai il gioiello della corona di Fca, passando per la rinascita di Maserati e la scommessa su una Alfa Romeo ‘premium’, marchio negato ai concorrenti tedeschi. 

In mezzo però, anche la delocalizzazione di numerose produzioni, con la chiusura di diversi impianti italiani, primo fra tutti quello siciliano di Termini Imerese che porta a una frattura in fondo mai sanata con i sindacati. E l’ultimo piano industriale presentato dal manager che conferma quanto già annunciato da tempo, ovvero il declino del marchio Fiat e l’uscita di scena di Lancia. 

Per il futuro Marchionne, che ha inseguito inutilmente altre alleanze, convinto che solo grandi gruppi abbiano speranza di sopravvivere nel mercato automobilistico globale, aveva già delineato altre priorità, a iniziare dall’abbandono progressivo del diesel per sposare nuove forme di mobilità ‘verde’. Un processo che, in base ai piani annunciati al mercato, il manager avrebbe seguito dai vertici di Exor, visto che la famiglia Agnelli-Elkann non aveva nessuna intenzione di ‘liberarsi’ dell’uomo che aveva salvato il gruppo. 

CONFINDUSTRIA – Gli anni passati da Marchionne a Torino sono caratterizzati anche da un rapporto ‘dinamico’ con la politica e con il resto dell’imprenditoria italiana, come testimonia la decisione di portare Fca fuori da Confindustria. Molti i protagonisti che hanno sperimentato il ‘tocco’ di un manager che non tollerava ostacoli sul proprio cammino: a iniziare da Luca Cordero di Montezemolo, diversissimo per storia e stile, uscito di scena dalla ‘sua’ Ferrari nel 2014 alla vigilia dello sbarco a Wall Street. 

VITA PRIVATA – Nonostante i riflettori, il manager italo- canadese è riuscito a mantenere uno stretto riserbo sulla sua vita privata, complice anche la scelta di mantenere in Svizzera la propria residenza, nel cantone di Zugo, dove abitano anche la prima moglie Orlandina, italiana con origini canadesi, e i due figli Alessio Giacomo e Jonathan Tyler. Dopo la fine del primo matrimonio Marchionne ha iniziato, nella più totale discrezione, una nuova relazione, nata all’interno dello stesso gruppo. 

STAKANOVISMO – Molti gli aneddoti sul suo stakanovismo, come quello di muoversi con il jet privato da una parte all’altra dell’Atlantico a seconda delle giornate festive o lavorative, affiancato alla dedizione assoluta richiesta ai suoi collaboratori, seconda solo a quella che si era auto-imposto. Pochi gli hobby conosciuti:una passione per le Ferrari e per la musica lirica. E un vezzo: quello di presentarsi agli appuntamenti più importanti, compresi la Casa Bianca o il Quirinale, con un informale maglioncino blu, diventato il simbolo di un’era, come fu l’orologio sopra il polsino di Gianni Agnelli. Fra le poche eccezioni, l’ultima uscita internazionale, quando a Balocco sotto il tradizionale pullover rivelò una cravatta. Era un impegno che aveva assunto per il giorno in cui Fca sarebbe stata senza debiti. Missione compiuta. 

Maltempo, Gruppo Cap: “Da Recovery Fund è opportunità per sicurezza idraulica” 

“Il Recovery Fund è un’opportunità formidabile per mettere in sicurezza idraulica i comuni, ma anche l’intero Paese”. Lo dichiara Alessandro Russo, presidente di Gruppo Cap e vicepresidente di Utilitalia in merito al nubifragio avvenuto nelle prime ore della mattinata odierna a Milano e nei Comuni della Città metropolitana. In seguito al maltempo, il funzionamento dell’impianto del depuratore di Bresso si è interrotto per circa 2 ore a causa della sospensione della corrente elettrica, dovuta al blackout provocato dall’esondazione del fiume Seveso.  

I tecnici di Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, sono intervenuti subito, ripristinando la corrente elettrica in breve tempo. Una forte grandinata ha inoltre provocato l’ostruzione delle caditoie stradali e di conseguenza l’allagamento di alcuni sottopassi, strade e box, nella zona a nord di Milano, in particolare a Cinisello Balsamo, Parabiago e Cernusco sul Naviglio, dove Gruppo Cap ha subito mandato il proprio personale per risolvere i disservizi. 

Le forti piogge hanno fatto esondare Seveso e Lambro, causando allagamenti e grandissimi disagi in molti Comuni del territorio metropolitano. Disagi che, secondo Russo necessitano di un intervento strutturale che nasce da un’azione comune tra Governo, gestori del servizio idrico e amministrazioni locali.  

“Noi di Cap nel nostro piano industriale 2020-2024, abbiamo destinato per i prossimi 5 anni oltre 160 milioni di euro per efficientare il sistema fognario e renderlo performante rispetto a eventi climatici sempre più intensi e frequenti”, commenta Russo. “Ma per mettere in sicurezza idraulica da eventi climatici estremi tutti i Comuni della Città metropolitana di Milano servirebbe oltre 1 miliardo di euro, per l’intero Paese il fabbisogno è addirittura di circa 7 miliardi. Il Recovery Fund è un’opportunità formidabile che non possiamo farci scappare”. 

“Servono le risorse e occorre chiarire il nodo delle competenze, continua Russo: noi gestori del servizio idrico siamo pronti ad accettare la sfida e prendere in carico la sicurezza idraulica del territorio. Ma non basta aumentare gli investimenti, serve un patto d’Intesa tra Governo, gestori del servizio idrico e amministrazioni locali per superare le resistenze della tortuosa macchina della burocrazia e del vizio italico dei ricorsi e controricorsi. Oggi abbiamo sotto gli occhi la prova tangibile dei danni provocati da questi continui ritardi dei territori”. 

Per quanto riguarda la situazione nei singoli Comuni della Città Metropolitana, Gruppo Cap è prontamente intervenuto a Cinisello Balsamo dove il sottopassaggio all’altezza di via Stalingrado si è allagato, facendo prima ripartire la stazione di sollevamento, poi con le operazioni di spurgo, l’azienda ha ripristinato la normale viabilità già dal primo pomeriggio. Allagamenti anche nei sottopassi di via Matteotti e via D’Annunzio a Parabiago, dove gli operatori hanno già terminato gli interventi ripristinando la corretta circolazione stradale. Cap è inoltre al lavoro per ripulire le caditoie ostruite dalla vegetazione trasportata dalle forti piogge.  

Superbonus 110%, ecco la guida 

Arriva la guida sul superbonus al 110%, dell’Agenzia delle Entrate, che spiega tutto quello che c’è da sapere sull’agevolazione introdotta dal dl rilancio. Il provvedimento ha introdotto la possibilità per i contribuenti di scegliere, in alternativa alla fruizione diretta della detrazione prevista, di ottenere uno sconto dai fornitori dei beni o servizi, lo sconto in fattura, o di cedere il credito corrispondente alla detrazione spettante (QUI IL PDF). 

L’incentivo consiste in una detrazione del 110% delle spese sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per gli interventi che aumentano l’efficienza energetica degli edifici e per quelli antisismici. La guida fornisce, inoltre, indicazioni sulla possibilità introdotta dal dl rilancio di cedere la detrazione o di richiedere al fornitore uno sconto immediato con la possibilità per quest’ultimo di cederlo ulteriormente. 

Il superbonus è riconosciuto nella misura del 110% delle spese, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo. Può essere chiesto per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali, sulle unità immobiliari indipendenti e sulle singole unità immobiliari (fino ad un massimo di due). Non può essere fruito, invece, per interventi effettuati su unità immobiliari residenziali appartenenti alle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli).  

La detrazione spetta prima di tutto per gli interventi volti a incrementare l’efficienza energetica degli edifici e le misure antisismiche. A queste tipologie di spese, dette trainanti, si aggiungono altri interventi, a condizione però che siano eseguiti congiuntamente (‘trainati’) ad almeno un intervento trainante: rientrano in questa categoria, per esempio, l’installazione di impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica sugli edifici e di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.  

Per quanto riguarda i beneficiari, possono accedere al Superbonus le persone fisiche che possiedono o detengono l’immobile (per esempio proprietari, nudi proprietari, usufruttuari, affittuari e loro familiari), i condomini, gli Istituti autonomi case popolari (Iacp), le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, le Onlus e le associazioni e società sportive dilettantistiche registrate, per i soli lavori dedicati agli spogliatoi. La guida chiarisce che i soggetti Ires (e, in generale i titolari di reddito d’impresa o professionale) possono accedere al Superbonus solo per la partecipazione alle spese per interventi trainanti, effettuati sulle parti comuni di edifici.. 

Il dl rilancio ha introdotto la possibilità per i contribuenti di scegliere, in alternativa alla fruizione diretta della detrazione prevista, di ottenere uno sconto dai fornitori dei beni o servizi (sconto in fattura) o di cedere il credito corrispondente alla detrazione spettante. Questa opportunità riguarda le spese sostenute nel 2020 e nel 2021 per gli interventi ai quali si applica il Superbonus ma anche per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti (bonus facciate) e per l’installazione di impianti solari fotovoltaici e di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici e prevede la possibilità di successive cessioni da parte del cessionario. 

 

Fase 3: Negri (Forever Living), ‘serve il lavoro e la risposta è il network marketing’ 

L’esperienza ci insegna che in momenti come questi quello che serve è il lavoro e il network marketing è la risposta, in quanto si presta molto bene alla possibilità per ogni persona, in momenti di emergenza ma anche nella normalità, di avere un’attività remunerativa e redditizia”. Così, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia, Giancarlo Negri, amministratore delegato di Forever Living Products Italy. Forever Living Products, presente in 160 Paesi con le sue affiliate, è leader nella coltivazione e stabilizzazione del gel di Aloe Vera, nella produzione e distribuzione di prodotti per il benessere e la bellezza. Forever Living Products Italy, presente in Italia dal 1999, opera con il network marketing ed è associata ad Avedisco-Associazione Vendite Dirette Servizio Consumatori, con un network di circa 4mila incaricati alle vendite. Lo statuto e le norme di comportamento che Avedisco ha adottato e che Forever ha sottoscritto garantiscono al consumatore la serietà professionale, la qualità dei prodotti e dei servizi offerti. Costituiscono inoltre indispensabile tutela legale e di immagine. 

“E’ interessante – osserva – per quello che riguarda un nuovo modo di lavorare. Il network marketing, chiamato passaparola ben organizzato o un mercato di rete, si presta molto bene in questa particolare fase che sta attraversando il Paese. Il network marketing può offrire anche un’occasione di lavoro in termini di autoimpiego o di integrazione del reddito rispetto alla crisi occupazionale che l’emergenza coronavirus ha comportato”. 

“E’ utile – sottolinea Giancarlo Negri – per quelle categorie di persone che vogliono uno stipendio oppure vogliono farlo diventare una primaria attività perché permette di organizzare il lavoro secondo le proprie necessità. E’ come crearsi un abito su misura e, quindi, c’è chi vuole arrotondare per migliorare il budget della propria famiglia, ma c’è chi vuole anche realizzarsi attraverso un sistema di lavoro che provvede carriera e guadagni. In oltre 20 anni di esperienza sul territorio italiano, abbiamo notato che il network marketing è la risposta per molte persone che desiderano cambiare stile di vita”. 

“Con l’emergenza sanitaria – ammette l’amministratore delegato di Forever Living – ci siamo resi conto che c’è stato un momento di accelerazione proprio verso l’attività on line. Infatti, nella nostra azienda abbiamo migliorato la produttività attraverso tutti gli ordini on line. Noi comunque eravamo già pronti perché ci eravamo preparati, non per questa emergenza chiaramente, ma per il futuro. Perché il futuro andrà proprio verso il digitale”.  

“La cosiddetta Fase 3 – afferma Giancarlo Negri – la consideriamo come la fase della ricostruzione economica; significa essere molto vicini ai nostri collaboratori fornendo loro degli strumenti moderni, veloci, smart che possono produrre quei risultati che nel passato invece impiegavano molto più tempo”.  

“Noi – ribadisce – siamo già preparati per il futuro organizzando soprattutto progetti per i giovani, perché questa è la fase più importante per loro per avvicinarsi al mercato del lavoro; nel sistema tradizionale, infatti, sicuramente avranno molta difficoltà, mentre nel sistema moderno, attraverso il network marketing, cioè un mercato direi anche globale ormai, in tutto il mondo, troveranno lo spazio per la loro crescita professionale”. 

In arrivo proroga Cig e stop licenziamenti fino a fine anno 

Prende forma il nuovo pacchetto-lavoro allo studio del ministro Nunzia Catalfo e abbozzato ieri a Cgil, Cisl e Uil nel corso di un primo round sugli ammortizzatori sociali. Uno schema al momento a maglie larghe che non ha affrontato il tema di quali e quante risorse dedicare al capitolo Cig ma che disegna la volontà di un nuovo intervento a sostegno sia dei lavoratori ma anche delle imprese con cui coprire l’emergenza occupazionale e produttiva fino alla fine dell’anno. 

Si parte dunque con l’ulteriore proroga di 18 settimane (9+9) della cassa integrazione per Covid 19, a partire dal 15 luglio fino al prossimo dicembre offrendo, in alternativa a quelle aziende che decidono di far rientrare i propri dipendenti al lavoro, rinunciando alla cig, uno sgravio occupazionale. Decontribuzione in arrivo anche sulle assunzioni ma a patto che siano aggiuntive al perimetro occupazionale delle imprese. 

Stessa tempistica anche per il blocco dei licenziamenti che dunque dovrebbe essere prorogato fino alla fine dell’anno con alcune eccezioni: nessuno stop infatti sarebbe previsto per quelle aziende in via di cessazione o già cessate. Per questi lavoratori si aprirebbe perciò solo la possibilità di accedere alla Naspi, che comunque sarà ulteriormente prorogata anch’essa assieme al potenziamento del Fondo “nuove competenze” che potrebbe essere utilizzato anche per i lavoratori in transizione occupazionale.  

Il dossier allo studio del governo sarà presentato anche alle associazioni datoriali, Confindustria in testa e agli altri sindacati, Cisal, Confsal, Usb e Ugl lunedì prossimo mentre un nuovo round con Cgil Cisl e Uil potrebbe essere convocato entro fine mese. L’intenzione del Ministro Catalfo, infatti, è di stringere i tempi sul nuovo decreto che non includerà la riforma degli ammortizzatori alla quale sarà dedicato invece, spiegano dal ministero, il tempo che serve ad un confronto a tutto tondo.  

Positiva la reazione dei sindacati che restano però sul chi va là. “Bene l’intenzione della Ministra Catalfo di prolungare gli ammortizzatori per complessive 18 settimane ma a condizione che il Mef non cambi le carte in tavola”, avverte il leader Uil, Pierpaolo Bombardieri che sollecita in proposito anche i dati ufficiali del tiraggio sulla cassa integrazione “che ancora non arrivano dall’Inps” e dai quali si capirà l’entità delle risorse che occorrono a sostenere l’occupazione.  

E “positivo” è anche il giudizio della Cgil. “E’ positiva l’intenzione del governo di prorogare le integrazioni salariali per ulteriori diciotto settimane. Anche se non è ancora chiaro se tale impostazione sarà adottata anche per tutte le indennità previste dal decreto Rilancio, mentre è apprezzabile la volontà di prorogare Naspi e Dis-coll”, commenta la segretaria confederale, Tania Scacchetti. Il quadro comunque al momento per la Cgil è “vago” e il sindacato resta “preoccupato” da quelle eccezioni alla proroga dello stop dei licenziamenti: “Il blocco deve restare per tutti i lavoratori fino alla fine dell’anno”, dice.  

Round “positivo” anche se interlocutorio, infine, anche per la Cisl. “Si tratta di punti che recepiscono nostre precise richieste e su cui esprimiamo soddisfazione, a patto però che le proroghe coprano tutto il periodo fino a fine anno e che si accelerino i tempi per dare certezze ad aziende e lavoratori”, spiega il segretario generale aggiunto Luigi Sbarra. 

 

Le decisioni del Cdm, nuovo scostamento da 25 mld 

Nel Consiglio dei Ministri che si è riunito nella tarda serata di ieri sera e si è concluso alle 0,30 odierne, è stata approvata “la Relazione al Parlamento da presentare alle Camere, ai fini dell’autorizzazione dell’aggiornamento del piano di rientro verso l’Obiettivo di medio termine”. Lo si legge nel comunicato finale di Palazzo Chigi in cui si precisa come l’esecutivo “chiede l’autorizzazione al Parlamento per un ulteriore ricorso all’indebitamento comprensivo dei maggiori interessi passivi per il finanziamento del debito pubblico, di 25 miliardi di euro per l’anno 2020, 6,1 miliardi nel 2021, 1 miliardo nel 2022, 6,2 miliardi nel 2023, 5 miliardi nel 2024, 3,3 miliardi nel 2025, e 1,7 miliardi a decorrere dal 2026”. 

Infatti, si spiega, “il Governo ritiene, in questa fase, di fondamentale importanza continuare ad assicurare il sostegno al sistema produttivo e al reddito dei cittadini, a supportare la ripresa e ad intervenire dove necessario per preservare l’occupazione. In quest’ottica, saranno prorogati gli interventi di potenziamento degli strumenti della Cassa integrazione guadagni”. 

“Allo stesso tempo – si legge nel comunicato – non verrà meno il sostegno alle imprese e ai settori maggiormente colpiti dalla crisi e alla liquidità, anche attraverso una riprogrammazione delle scadenze fiscali dei prossimi mesi. Inoltre, verrà garantito il necessario sostegno agli enti territoriali, le cui risorse sono state ridotte dai mancati introiti fiscali degli ultimi mesi, al fine di garantire la regolarità dell’azione pubblica a tutti i livelli di governo”. “Infine – continua la nota – verranno assicurate le risorse necessarie per far ripartire l’insegnamento in presenza in condizioni di sicurezza”. 

“Considerata la richiesta di autorizzazione all’indebitamento formulata dalla Relazione, il nuovo livello di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è fissato all’11,9 per cento del PIL nel 2020. Il nuovo livello del debito pubblico si attesta al 157,6 per cento del PIL nel 2020”. 

Pur in un contesto di incertezza legato all’evoluzione della pandemia e della successiva fase di ripresa economica, il Governo “conferma l’obiettivo di ricondurre verso la media dell’area euro il rapporto debito/PIL nel prossimo decennio, attraverso una strategia che, oltre al conseguimento di un adeguato surplus primario, si baserà sul rilancio degli investimenti, pubblici e privati”. 

Fra le altre decisioni, si legge nel comunicato, l’approvazione di un dl che modifica le sanzioni sul riciclaggio delle navi, e punta “a incoraggiare gli investimenti, con la creazione di distretti industriali in zone marittime portuali dedicati alla demolizione navale”. 

Nell’ottica di rafforzare gli strumenti di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale il Cdm inoltre ha approvato un dl sulla direttiva Ue 2018/822 sullo “scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale relativamente ai meccanismi transfrontalieri soggetti all’obbligo di notifica” all’Agenzia delle entrate da parte degli intermediari e dei contribuenti, con le altre autorità competenti degli Stati membri dell’Unione europea e con altre giurisdizioni estere in forza degli accordi stipulati. E’ stata inoltre data attuazione della direttiva Ue 2018/958 relativa a un test della proporzionalità prima dell’adozione di una nuova regolamentazione delle professioni per “evitare restrizioni sproporzionate all’accesso alle professioni regolamentate o al loro esercizio”. 

E’ stato quindi approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo di attuazione della direttiva UE 2018/957 relativa al distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi nell’ottica di adeguare l’ordinamento nazionale a quello comunitario e limitare quindi il dumping sociale e salariale. “Si mira – spiega il comunicato – a rafforzare la parità di trattamento tra lavoratori “locali” e lavoratori distaccati, attraverso la riaffermazione del principio per cui le imprese distaccatarie sono tenute a garantire ai lavoratori distaccati le medesime condizioni riconosciute ai dipendenti ‘interni’ “. In attuazione della direttiva viene inoltre introdotta la “trasparenza retributiva” sulla cui base ciascuno Stato membro è obbligato a pubblicare in un unico sito web istituzionale, senza indebito ritardo e in maniera trasparente, le informazioni su tutte le condizioni di lavoro e di occupazione compresi gli elementi costitutivi della retribuzione. 

Il Cdm ha poi approvato, in esame preliminare, un regolamento, da adottarsi mediante Dpcm, che modifica e integra il testo del 2019 che regola l’organizzazione del Ministero dell’economia e delle finanze e che riconduce “sotto un’unica struttura del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato tutta l’attività ispettiva, svolta in precedenza dai diversi Dipartimenti” oltre a “esplicitare meglio le competenze del Dipartimento del Tesoro in merito alle partecipazioni statali”. 

E’ stata anche deliberato lo stato di emergenza, per un periodo di sei mesi, in conseguenza della dispersione di rifiuti plastici pressati nelle acque del Golfo di Follonica, con uno stanziamento di 4 milioni per procedere al recupero delle eco-balle e a ridurre il rischio di inquinamento ambientale. 

Il Consiglio dei Ministri ha quindi approvato una deliberazione motivata che autorizza il Ministro dell’istruzione Lucia Azzolina ad adottare l’ordinanza sull’inizio delle lezioni e l’avvio delle attività di integrazione e recupero degli apprendimenti per l’anno scolastico 2020-2021. 

Inoltre il Cdm su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ha deliberato di impugnare una serie di leggi regionali, come la “Legge di semplificazione 2020” della Regione Lombardia del 21 maggio scorso, quella della Regione Liguria del 19 maggio 2020 su “Disposizioni di adeguamento della normativa regionale”, la legge della Regione Piemonte del 29 maggio su “Interventi di sostegno finanziario e di semplificazione per contrastare l’emergenza da Covid19”, quelle della Regione Liguria del primo giugno scorso sulla “Istituzione del Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale” e sulla “Istituzione del Garante regionale per la tutela delle vittime di reato” oltre alla legge della Regione Lombardia del 9 giugno “Prima legge di revisione normativa ordinamentale 2020”. 

Ue, Gentiloni: “Freno d’emergenza su piani non è veto’ 

La Commissione Europea controllerà l’attuazione dei piani nazionali di ripresa e resilienza, necessari ad accedere alla Recovery and Resilience Facility, cuore di Next Generation Eu, essenzialmente attraverso la procedura d’esame “in comitato. Si è parlato molto di questo freno d’emergenza, ma alla fine non è una cosa che permetta diritti di veto o richieda un voto all’unanimità”. Lo sottolinea il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, durante un webinar organizzato dal think tank Ceps, con sede a Bruxelles. 

“La sostanza – ricorda Gentiloni – è che il Consiglio”, cioè il Consiglio Ue (presieduto a turno dagli Stati membri, ora dalla Germania) e non il Consiglio Europeo, presieduto da Charles Michel, “approva il piano a maggioranza qualificata, attuando la proposta della Commissione, e la Commissione è alla guida per quanto riguarda gli esborsi e le tappe intermedie”, conclude. 

Nei prossimi mesi l’Ue avrà la “necessità di trovare modi per proteggere i nostri investimenti pubblici”. A causa della crisi, “avremo un ammanco di investimenti privati e per affrontarlo avremo bisogno più che mai di proteggere gli investimenti pubblici”, ha sottolineato poi Gentiloni. 

Gentiloni ha anche ripetuto che bisogna assolutamente “evitare il rischio di una recessione ‘double dip'”, cioè a W, pertanto occorre “evitare di anticipare decisioni, sbagliando”, e “su questo il rapporto dello European Fiscal Board è molto interessante”. Per lo European Fiscal Board, occorre evitare di ripristinare l’efficacia del patto di stabilità in pieno prima che il Pil sia tornato ai livelli pre crisi, per evitare di uccidere la ripresa sul nascere. 

L’approvazione da parte del Consiglio europeo del piano composto dall’Mff 2021-27, il Quadro finanziario pluriennale dell’Ue, e da Next Generation Eu, “penso davvero che sia stato un passo storico. Avremo ora la Commissione Europea che prende in prestito soldi sui mercati finanziari, a partire da settembre-ottobre”, per un totale di “850 mld di euro, contando anche il piano Sure”, che con 100 mld di euro finanzierà i piani nazionali a sostegno dell’occupazione, come la cassa integrazione in Italia e lo chomage partiel in Francia, ha poi sottolineato aggiungendo che questa approvazione ha dimostrato che in Europa c’è “solidarietà” di fronte alla crisi provocata dalla pandemia di Covid-19 e “anche gli italiani la sentono”. 

I tagli che hanno subito alcuni “strumenti innovativi” previsti nella proposta della Commissione Europea su Next Generation Eu, in particolare il Solvency Support Instrument, che è sparito, “sono stati un costo da pagare all’accordo”, ha detto ancora Gentiloni. Le differenze tra gli Stati membri “sono state esibite molto apertamente”, afferma, e forse “non ci sono mai state differenze così forti all’interno del club”. 

 

Foodtech: Deliveristo alza la posta e chiude investimento 1,5 mln  

Deliveristo alza la posta e chiude investimento 1,5 milioni di euro. Grazie all’aumento di capitale sottoscritto dai membri di Iag, Gellify, Seven Investments di Angelomario Moratti, dagli investitori della community della piattaforma Doorway e da ulteriori privati, la startup marketplace digitale B2B dedicato alla ristorazione punta ora ad espandere il suo mercato ed al Series A.  

“Dopo aver validato il modello su Milano, questo bridge ha l’obiettivo di consolidare ed iniziare lo scaling sul resto d’Italia, che verrà completato con la chiusura del Series A” e “siamo orgogliosi di portare valore all’interno di una filiera che è tra le spine dorsali del nostro Paese ed ha grande bisogno d’innovazione, della crescita che stiamo registrando e di aver arricchito la compagine societaria con nuovi partner di alto profilo” commenta Ivan Aimo, Founder & Chief Execucutive Officer di Deliveristo.  

Deliveristo, vincitrice lo scorso anno del premio di migliore startup foodtech italiana ai Food Community Awards, è basata su una piattaforma che permette di semplificare la fornitura degli operatori Ho.Re.Ca. (Hotellerie – Restaurant – Café) attraverso l’acquisto digitale, diretto dai produttori e distributori. Il modello scelto dalla strtup è “assenza di magazzino” e “totalmente drop shipping”, così Deliveristo riesce ad essere “snella” perché con costi fissi bassi ed “estremamente scalabile” sottolinea la società.  

Attualmente il mercato del food delivery B2C vale 21 miliardi di euro ed è ampiamente presidiato da grandi realtà quali Justeat, Deliveroo, Uber Eats mentre il mercato di dimensioni analoghe del food delivery B2B risulta essere ancora completamente da digitalizzare, con fornitori che fanno fatica a promuoversi e a gestire gli ordini attraverso gli strumenti attualmente a disposizione. Da qui il nuovo passo avanti deciso da Deliveristo.  

“L’ingresso in Deliveristo fa parte della nostra strategia di investimento in piattaforme di e-commerce con approccio misto B2C e B2B già iniziata con Winelivery” spiega Fabio Nalucci, Ceo e Founder di Gellify. “Il potenziale del team di Deliveristo ci è stato da subito evidente e crediamo, anche in questo caso, di potere supportare la crescita della start up grazie al nostro modello di investimento hands-on” aggiunge il manager. 

“Siamo estremamente soddisfatti dell’esito di questo round di investimento che ci ha visto coinvolti direttamente come lead investor e che permetterà a Deliveristo di proseguire il percorso di crescita e sviluppo avviato” indica infine.Barbara Avalle, Chief Operating Officer di Doorway.  

Confindustria nautica: ‘Bene rinvio nuove regole Iva su noleggio’ 

“Confindustria Nautica è stata ascoltata dal Governo sulla richiesta di rinvio dell’entrata in vigore delle nuove regole Iva per il noleggio nautico, posticipata a novembre, a causa della peggiore stagione di sempre del settore”. E’ quanto si legge in una nota che spiega come la proposta sia stata inserita nell’art. 48 del decreto legge “Semplificazione”, n. 76 del 2020, che di fatto “disinnesca il provvedimento attuativo emanato dall’Agenzia delle Entrate lo scorso 15 giugno, adottato in conformità con quanto richiesto dalla Commissione Ue a tutti gli stati mediterranei dell’Unione”.  

“L’entrata in vigore delle nuove modalità di calcolo dell’imponibile Iva su queste prestazioni avrebbe colpito le sole società italiane le quali, poiché i listini vengono chiusi un anno per l’altro e per il cliente l’imposta è compresa nel costo pattuito, avrebbero dovuto farsi carico dell’extra costo rischiando il colpo di grazia dopo la cancellazione del 62% dei contratti a causa della pandemia di Covid19. A rischio ci sono oltre 5.000 posti di lavoro”, si legge ancora. 

“Tuttavia -commenta amareggiato il Presidente di Confindustria Nautica, Saverio Cecchi- la medesima disposizione contiene una nuova fuga in avanti, con l’estensione anche al leasing nautico, adottata unilateralmente, in via d’urgenza e con un decreto legge, del nuovo meccanismo di calcolo previsto per il noleggio, il tutto mentre permangono molti dubbi sulla sua applicazione concreta”. 

“Il leasing rappresenta lo strumento con cui il nostro comparto industriale realizza oltre il 90% del proprio fatturato. Così appena messo riparo il segmento del noleggio da una grave distorsione del mercato, perpetrata dall’Italia a danno delle imprese italiane, rischiamo di creare una situazione analoga per quanto riguarda la compravendita di unità da diporto, settore in cui l’Italia ha la leadership mondiale”. 

Confindustria Nautica ricorda come nel caso di locazione e noleggio vige la regola europea della messa a disposizione della barca: quando avviene all’estero, l’Iva viene versata nel Paese dove ha luogo l’imbarco degli ospiti. A ciò si aggiunge il danno indiretto per il mancato soggiorno delle unità sulle nostre coste e nei nostri porti. Lo stesso accade per il leasing nautico, il cui contratto può essere sottoscritto con le regole di un altro Stato, versando lì le imposte. 

“In entrambi i casi si tratta di norme che favoriscono la fuga delle imprese dall’Italia e, più in generale, dall’Europa, e danneggiano gravemente innanzitutto l’erario nazionale. In questo modo il Governo si muove a corrente alternata, mentre abbiamo bisogno di una visione e di una politica industriale per il settore. Per questo sono nuovamente a richiedere un incontro al Ministro dell’Economia, Gualtieri, e al direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ruffini”, conclude Cecchi. 

Commercialisti verso lo sciopero 

Se non ci sarà la proroga delle scadenze fiscali al 30 settembre ”siamo pronti ad assumere azioni forti, tipo quella di non inviare i dati fiscali”. ”In mancanza di comunicazioni da parte del governo il 16 settembre ”i dichiarativi non si inviano”. Lo annunciano le associazioni sindacali dei commercialisti (Adc – Aidc- Anc- Andoc – Fiddoc- Sic- Unagraco – Ungdcec – Unico), nel corso di una conferenza stampa.  

‘Finché non ci saranno provvedimenti sarà sciopero, se necessario a oltranza’, hanno annunciato poi . ”Deve interrompersi questa legislazione dall’alto” e gli interventi in materia fiscale ed economica devono essere fatti ”con il consenso e il contributo dei dottori commercialisti”, sottolineano i professionisti. ”Non si possono mettere gli imprenditori nella condizione di dover scegliere, ad agosto, se mantenere i posti lavoro o pagare le imposte”, sottolineano. 

La richiesta di proroga, spiegano le associazioni, ”non è un capriccio dei commercialisti o delle imprese” ma una necessità di lavoratori che ”sono sfiniti da un’infinità di adempimenti”. Dal 16 al 30 luglio sono circa 260, ricordano i professionisti. Considerando che il paese sta attraversando un ”momento in cui l’economia del paese è allo stremo” il rinvio al 30 settembre che ”avevamo chiesto ci sembrava un atto dovuto”. 

Soprattutto considerando il carico di lavoro a cui sono stati sottoposti gli studi in questo periodo: ”Sono stati sommersi da tantissimi adempimenti”, previsti dai decreti legge covid, come cig, bonus, crediti d’imposta, affitti e sanificazioni. ”Tutto lavoro straordinario che si è venuto a creare in momento particolare” anche per i commercialisti, che hanno dovuto affrontare ”grosse difficoltà” legate alle modalità di lavoro a distanza. 

”Ma ogni volta che come categoria proponiamo qualcosa, spesso e volentieri in favore dei cittadini, sembra ci sia sistematicamente la volontà di disattendere le nostre richieste”. ”Oltre a non essere ascoltati spesso siamo discriminati”. Crediamo ci debba esser un cambio di rotta”, sottolineano i sindacati. Che nell’ambito della riforma fiscale chiedono di ”essere parte attiva, in qualità di professionisti specializzati del settore, con le nostre proposte e sedendo ai tavoli”.  

”Se il Governo si mostra del tutto sordo alle ragionevoli richieste che avanziamo, ci vediamo costretti a chiamare la categoria alla mobilitazione e a forme di protesta forti’, afferma il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, nel corso della conferenza stampa organizzata oggi dalla categoria. 

 

 

Recovery, Gualtieri: “Europa risponde a chiamata della Storia” 

“Superati ostacoli e divergenze, oggi l’Europa risponde alla chiamata della Storia con un accordo ambizioso e consistente. Con 209 miliardi l’Italia ha un’opportunità unica di rilancio per un’economia più sostenibile, digitale e inclusiva. Ora portiamo l’Italia nel futuro”. E’ il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, a commentare così su twitter l’accordo raggiunto al vertice Ue.  

Nella lunghissima trattativa del vertice europeo di Bruxelles “alla fine è prevalsa la ragionevolezza e il diritto europeo”, con “due passaggi decisivi” per il nostro paese, ovvero “quando l’Italia con altri paesi è riuscita a difendere la dotazione complessiva da 750 miliardi” e poi per quanto la riguardava direttamente “in una diversa composizione lo stesso numero di sussidi e molti più miliardi in prestiti” ma anche il nodo sulla governance, ha poi sottolineato il ministro dell’Economia, che su quest’ultimo punto parla di “un momento molto difficile la scorsa notte” con i paesi frugali “battuti su un principio fondamentale per l’Europa”, ovvero che le decisioni sui fondi “spettano alla Commissione e nessun paese può avere diritto di veto” su altri membri dell’Unione. 

In vista della partenza del piano da 750 miliardi Ue in prestiti e sussidi, nel governo italiano “siamo già al lavoro per un programma di rilancio incisivo che sostenga la ripresa e affronti i problemi storici” della nostra economia. E ricorda l’impegno a “investimenti in infrastrutture, digitalizzazione, innovazione e lotta al cambiamento climatico”. Sarà, aggiunge, “un piano molto deciso e dettagliato” che il governo punta a presentare “già a ottobre”. 

Anche perché, sottolinea, nel piano “una novità e’ l’articolo che consente di anticipare il 10% delle risorse e di considerare le spese già fatte da febbraio purché coerenti” con gli obiettivi definiti con Bruxelles. 

 

Covid, Inail: “In 15 giorni 965 contagi in più sul lavoro” 

I contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail alla data del 30 giugno sono 49.986, 965 in più rispetto al monitoraggio del 15 giugno. Prendendo in considerazione il totale delle infezioni di origine professionale segnalate all’Istituto, il 71,6% dei lavoratori contagiati sono donne, e l’età media scende a 47 anni.  

A fare il punto della situazione è il sesto report nazionale elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, pubblicato oggi insieme alla versione aggiornata delle schede di approfondimento sui casi registrati nelle 19 regioni italiane e nelle due province autonome di Trento e Bolzano, diffuse con cadenza mensile. 

I casi mortali da Covid sul lavoro, alla data del 30 giugno, sono 252 (+16), concentrati soprattutto tra gli uomini (82,5%) e nelle fasce 50-64 anni (69,8%) e over 64 anni (19,5%), con un’età media dei deceduti di 59 anni. 

Dall’analisi territoriale dei casi Covid sul lavoro emerge che più di otto denunce su 10 sono concentrate nell’Italia settentrionale: il 56,2% nel Nord-Ovest e il 24,2% nel Nord-Est, seguiti da Centro (11,8%), Sud (5,7%) e Isole (2,1%). Concentrando l’attenzione sui contagi con esito mortale, la percentuale del Nord-Ovest rispetto al totale sale al 58,3%, mentre il Sud, con il 15,1% dei decessi, precede il Nord-Est (13,1%), il Centro (11,9%) e le Isole (1,6%).  

La Lombardia è la regione più colpita, con oltre un terzo dei casi denunciati (36,1%) e il 44,8% dei decessi. Nel dettaglio, il 30,2% dei 18.032 contagi sul lavoro denunciati nel territorio lombardo riguardano la provincia di Milano, ma con 32 decessi la provincia di Bergamo conferma il primato negativo per i casi mortali, seguita da Milano (22), Brescia (20) e Cremona (16).  

Aspi, Mit chiede nuovo piano economico entro 23 luglio 

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiesto ad Autostrade per l’Italia la presentazione entro il 23 luglio del piano economico finanziario nel quale siano riportati puntualmente tutti gli elementi anticipati dal concessionario nella proposta transattiva sottoposta alla valutazione del consiglio dei ministri del 14 luglio. Lo rende noto il Mit.  

Nell’ambito della proposta transattiva presentata al Mit sulla quale il Cdm ha deciso, insieme alla proposta relativa all’assetto societario, di avviare l’iter per la definizione formale della transazione, il concessionario ha confermato la disponibilità a rivedere il testo di Convenzione e gli impegni economici recependo le indicazioni del governo su alcuni punti specifici e qualificanti.  

In particolare, è stata ribadita la volontà di effettuare interventi compensativi senza effetto sulla tariffa per un importo di 3,4 miliardi e di aggiornare il Piano economico finanziario, assumendo un programma di investimenti sulla rete autostradale pari a 13,2 miliardi di euro, incrementabili fino a 14,5 miliardi, nonché una consistente riduzione della tariffa. Il Mit è in attesa di ricevere il Piano economico finanziario per valutarne la rispondenza alle condizioni definite e accettate da Aspi. 

Fca-Psa, Elkann: “Da fusione uno dei nuovi leader futuro mobilità” 

Fca e Psa “unendosi daranno vita ad uno dei nuovi leader nella prossima era della mobilità, preservando sia il valore eccezionale dell’insieme sia i valori delle singole parti costituenti”. Così il presidente e l’ad di Fca John Elkann e Mike Manley a tutti i dipendenti del Gruppo nel mondo dopo l’annuncio del nome del nuovo gruppo che nascerà dalla fusione.  

“Siamo fortemente convinti che la fusione tra Fca e Psa che ci aspettiamo avvenga nel primo trimestre del 2021, incarni il coraggio e lo spirito visionario che hanno portato alla nascita dell’industria automobilistica oltre un secolo fa. Si tratta dello stesso coraggio dei pionieri che hanno fondato le nostre aziende, innovatori capaci di distinguersi in un settore che hanno fortemente contribuito a sviluppare”, continua l’annuncio. 

“Per noi è un onore e un privilegio far parte di questo progetto straordinario, grazie al quale ci accingiamo ad unire alcuni tra i più importanti marchi della storia dell’automobile sotto il nome di Stellantis , che avrà indubbiamente un ruolo decisivo nel definire il futuro del nostro settore”, sottolineano ancora. 

 

Nissan lancia Ariya, il crossover coupé 100% elettrico con stile e maxi-autonomia 

Si chiama Ariya ed è il concentrato dell’esperienza di Nissan nella mobilità sostenibile: quello che la casa giapponese ha presentato oggi in Giappone è un nuovo crossover coupé 100% elettrico che punta ad aprire una nuova era nel processo di elettrificazione della gamma Nissan. Il debutto mondiale è avvenuto in un evento virtuale, svoltosi a Yokohama presso il Nissan Pavilion che aprirà al pubblico il prossimo 1° agosto. 

A contraddistinguere Ariya, un mix di design coinvolgente, tecnologia avanzata, confort di alto livello, prestazioni emozionanti e – last but not least per la clientela ZEV – un’autonomia al top, stimata nel ciclo Wltp fino a 500 km, (in attesa di omologazione): tutti elementi che – nelle aspettative di Nissan – ne faranno una scelta senza compromessi per gli spostamenti quotidiani come per i lunghi viaggi. Le origini di Ariya – che mostra a nuova brand identity elettrificata di Nissan – si ritrovano nel concept presentato al Tokyo Motor Show 2019 con lo stesso nome a sua volta anticipato per la prima volta da IMx al Tokyo Motor Show 2017.  

Realizzata su una nuova piattaforma EV sviluppata dall’Alleanza, Ariya è l’espressione più elevata della Nissan Intelligent Mobility, la strategia dell’azienda che – si sottolinea a Yokohama – “si propone di migliorare ulteriormente il fascino dei propri veicoli e raggiungere l’obiettivo di un futuro a zero emissioni e zero incidenti fatali”. 

Incorporando i tre pilastri della Nissan Intelligent Mobility (Intelligent Power, Intelligent Driving e Intelligent Integration), Ariya combina la tecnologia avanzata dei veicoli elettrici con un nuovo livello di connettività dell’interfaccia uomo-macchina, offrendo un’esperienza di guida completamente nuova. 

La ‘rivoluzione’ di Ariya è evidente già dall’esterno dove un design inedito sfrutta al meglio la nuova piattaforma per veicoli 100% elettrici ha permesso ai progettisti di adottare nuovi approcci e un migliore impiego dei componenti esistenti, con un occhio alla filosofia che Nissan chiama ‘Futurismo Giapponese Senza Tempo’, un approccio tipicamente nipponico, semplice e moderno allo stesso tempo, elegante e sensuale. 

Il frontale fluido e continuo assume la forma di “shield” e reinventa la griglia frontale dei veicoli elettrici, proteggendo appunto le tecnologie di rilevamento per le funzioni ProPILOT e per l’Intelligent Key. La parte inferiore dello “shield” è delimitata da un bordo sottile che si illumina, insieme al nuovo logo Nissan, quando il suv è acceso. I fari a LED, realizzati con quattro mini-proiettori da 20 millimetri, sono combinati con indicatori di direzione sequenziali per reinventare il design V-motion esclusivo di Nissan. 

La dinamicità è espressa nella vista di lato da una linea del tetto bassa ed elegante e da cerchi in alluminio da 19 o 20 pollici a cinque razze mentre fascia anteriore e quella posteriore sono unite da una sola linea che attraversa tutto il profilo della vettura, creando un design teso e moderno da ogni angolo di osservazione. 

La parte posteriore di Ariya è caratterizzata da un montante a “C” fortemente inclinato che si fonde con il ponte. Le luci posteriori, sagomate a forma di lama, sono state progettate per avere un effetto oscurante quando la vettura è parcheggiata e un’illuminazione rossa quando è in uso. Sempre sul posteriore sono presenti elementi luminosi sul parafango e un’ala montata in alto. Inedita la colorazione esterna appositamente sviluppata su due tinte, il rame che rimanda agli istanti appena prima dell’alba e il tetto nero a contrasto. Oltre a questa opzione – denominata Akatsuki – Ariya è offerto con sei combinazioni bicolore, tutte con tetto nero, e quattro colorazioni full-body. 

Nell’interno l’abitacolo di Ariya è stato progettato per offrire massima efficienza e massimo comfort, allontanandosi dagli stilemi di un’auto tradizionale. Peraltro grazie alla nuovissima piattaforma EV, il suv coupe’ Nissa offre uno degli abitacoli più spaziosi della sua categoria, grazie anche alla possibilità di installare il sistema di climatizzazione sotto il cofano (dove si troverebbe un motore a benzina tradizionale), sfruttando l’intera lunghezza dell’abitacolo senza ostacoli. Inoltre, un pianale piatto e aperto – reso possibile dalla posizione della batteria alla base del telaio – e i sedili Zero Gravity dal profilo sottile, creano grande spazio per le gambe e una facile interazione tra i passeggeri dei sedili anteriori e posteriori. Le zero emissioni si trasformano poi in zero rumorosità, in marcia, grazie alla silenziosità tipica dei veicoli elettrici e all’uso di materiali fonoassorbenti. 

La sensazione di spazio è accentuata dalle scelte minimaliste degli interni, come nel cruscotto praticamente privo di pulsanti e interruttori: ad esempio le funzioni di controllo del clima sono integrate nella parte centrale sotto forma di interruttori touch, che vibrano quando vengono toccati e appaiono solo quando l’auto è accesa.  

Naturalmente le novità non si fermano al design e alle dotazioni visto che Ariya è mosso da un doppio motore elettrico ed equipaggiato con un sistema di trazione integrale caratterizzato dalla più avanzata tecnologia di controllo a ruote indipendenti di Nissan, denominata e-4ORCE (dove la “e” indica la soluzione 100% elettrica mentre 4ORCE si riferisce alla potenza e all’energia del veicolo). 

Il risultato è una guida fluida e una ottima stabilità della vettura, grazie a una gestione estremamente precisa dell’erogazione della potenza e della frenata su ogni superficie. Oltre alla ripartizione ottimale della coppia sull’asse anteriore e posteriore, il sistema applica un controllo indipendente su ciascuna delle quattro ruote così da poter seguire le curve con minime correzioni dello sterzo. 

Esaltando il concetto di Intelligent Power – che racchiude il piacere e la potenza della guida a zero emissioni – l’Ariya sarà disponibile in Europa in cinque versioni, sia a trazione integrale che a due ruote motrici. Due i livelli di potenza offerti a 63 e a 87 kWh, oltre alla versione Ariya e-4ORCE 87kWh Performance che rappresenta il top di gamma con la migliore combinazione tra prestazioni e contenuto tecnologico. 

Il design piatto del pacco batteria – posto sotto a parte centrale, per garantire un baricentro basso e un’uniforme distribuzione dei pesi, praticamente 50/50 – e la traversa integrata nel vano batteria, consentono di avere un pianale piano e una estrema rigidità strutturale. Le sospensioni sono ottimizzate a vantaggio di maneggevolezza, stabilità, riduzione delle vibrazioni e quindi del comfort. Le sospensioni posteriori sono multi-link e per alcune versioni è previsto un motore elettrico, per maggiori performance, bilanciamento e comfort. 

Tre sono le possibili modalità di guida, Standard, Sport ed ECO (i modelli a trazione integrale e-4ORCE includono anche la modalità Snow), che permettono di adattare la vettura a tutti gli stili di guida e alle varie circostanze. Le versioni Nissan Ariya con batteria da 63kWh sono dotate di un caricabatteria da 7,4 kW per uso domestico, mentre le 87kWh includono un caricabatteria trifase da 22kW idoneo anche per la ricarica pubblica. Inoltre tutte le versioni di Ariya possono anche supportare una ricarica rapida fino a 130kW per facilitare gli spostamenti nei lunghi viaggi. 

Quasi superfluo sottolineare che Ariya offre i maggiori livelli Nissan di comfort e sicurezza, grazie a avanzate tecnologie come la versione ProPILOT potenziata, ovvero il sistema di assistenza avanzata alla guida che aiuta il guidatore a mantenere la vettura centrata nella corsia, a muoversi nel traffico autostradale stop-and-go e a mantenere una velocità e una distanza prestabilite dal veicolo che precede. 

Colegandosi al Navi-link, con l’aggiunta di dati stradali e tecnologia di rilevamento, il sistema è in grado di regolare la velocità della vettura in base al limite impostato o in base al percorso. Ad esempio, può rallentare prima di una curva a gomito, per mantenere comfort e sicurezza. Sul nuovo suv ritorna l’e-Pedal, introdotto per la prima volta su Nissan LEAF, che permette di accelerare e decelerare utilizzando solo il pedale dell’acceleratore. Ma Nissan Ariya è inoltre dotato di ulteriori tecnologie di sicurezza, come il Nissan Safety Shield, che comprende Intelligent Around View Monitor, Sistema Intelligente di Avviso Collisione Frontale, Sistema Intelligente di Frenata d’Emergenza, Sistema Automatico di Frenata d’Emergenza Posteriore. 

Il nuovo modello porta al massimo il concetto di interazione e di connettività permettendo ad esempio di controllare da remoto lo stato della batteria e, in caso di destinazione programmata, l’Intelligent Route Planner invierà un promemoria quando è il momento di partire. Durante la guida, il sistema monitora le condizioni della strada e suggerisce percorsi alternativi per ridurre i tempi di viaggio. Utilizzando l’applicazione per smartphone NissanConnect, la temperatura dell’abitacolo può essere impostata anche prima di entrare nel veicolo. 

L’interfaccia del display è costituita da un quadro strumenti da 12,3 pollici e di un display centrale da 12,3 pollici, allineati fra loro orizzontalmente oltre a uno dei più grandi display heads-up a colori del segmento, grazie al quale vengono proiettate informazioni nel campo visivo del guidatore, senza creare disturbo o distrazione. Dicendo “Ciao Nissan” o “Ehi Nissan”, chi si trova a bordo può chiedere a voce informazioni sul veicolo e gestire l’itinerario di viaggio, compresa la ricerca di punti di interesse, ma anche selezionare le stazioni radio o regolare la temperatura dell’abitacolo. 

Ariya è anche il primo modello Nissan con aggiornamenti del firmware via etere, grazie al Remote Software Upgrade che permette di non dover portare il veicolo in un centro di assistenza. Un sistema di memoria dual-bank permette di effettuare aggiornamenti anche in viaggio, visto che questi vengono scaricati e memorizzati in uno slot di memoria separato. “Stiamo inaugurando una nuova era per Nissan e questa nuova era inizia con Ariya”, ha spiegato Ashwani Gupta, Chief Operating Officer di Nissan. “Con Ariya, abbiamo cercato di amplificare l’aspetto ludico della mobilità elettrica, garantendo al tempo stesso alti livelli di comfort e sicurezza. Non è solo un grande crossover EV, ma un grande veicolo che ci porterà nel futuro”. 

Nissan, con il lancio di Ariya debutta nuovo logo, ora è ‘fisico’ e ‘digitale’ 

Il debutto del nuovo Ariya, il primo crossover coupé 100% elettrico di Nissan, coincide con il lancio del nuovo logo della casa giapponese, che riprende ed evolve quello conosciuto negli ultimi 20 anni. Una scelta non casuale visto che – spiega Nissan – Ariya non solo è una “icona della nostra Intelligent Mobility – progettata per rappresentare pienamente i tre pilastri di Intelligent Driving, Intelligent Power e Intelligent Integration – ma ha esercitato un’influenza chiave sulla sua progettazione”. Insomma, osserva Alfonso Albaisa, Nissan Senior Vice President Global Design, “è la piattaforma ideale per presentarlo”. 

Il nuovo logo – al quale un team guidato dallo stesso Albaisa ha iniziato a lavorare nel 2017 – esprime contemporaneamente le due essenze che caratterizzano il know how di Nissan, quella del futuro e della tradizione, rimanendo ancorato al suo spirito di innovazione. “Il nome dell’azienda – si sottolinea – è al centro, per rendere il marchio immediatamente riconoscibile, evocando sia i successi e i ricordi del passato sia il nuovo senso di evoluzione”.  

Negli ultimi due anni, il team ha disegnato e proposto diversi progetti, tenendo sempre in considerazione anche le parole del fondatore Aikawa: “passione, innovazione, sfida”. 

La squadra di progettazione ha preso in esame diverse soluzioni, tra cui che il logo dei futuri modelli elettrici si illumini. Poi sono state affrontate sfide tecniche, come le dimensioni del contorno del logo: per garantire un effetto nitido e la conformità alle normative per gli elementi illuminati delle auto. Inoltre, nelle intenzioni dei progettisti, il logo doveva essere ben riconoscibile anche quando è spento o stampato, sia su carta, ma anche in formato digitale.  

I veicoli elettrici di Nissan – come appunto l’Ariya – saranno caratterizzati da un esclusivo logo illuminato da 20 LED (il numero di anni che intercorrono tra le riprogettazioni) mentre nella comunicazione, si adatterà in modo flessibile alle diverse situazioni: in particolare, in alcune applicazioni digitali e video, il logo “prende vita”, mentre si sposta e pulsa in una varietà di sfondi. 

Fase 3: Sabbadini (Istat), ‘crisi sarà durissima, politica agisca’ 

“La crisi che ci attende sarà durissima, ma noi siamo un Paese che nei momenti di grande difficoltà tira fuori una grande forza, una grande creatività. Ma la politica deve agire e deve investire sul nostro tessuto sociale che ha retto durante la pandemia grazie alla solidarietà spontanea degli italiani”. Così Linda Laura Sabbadini, direttora centrale Istat, è intervenuta intervenendo al webinar ‘La sostenibilità economica è sociale’, in diretta sui canali Youtube e Facebook di Prioritalia, e organizzato insieme a Manageritalia.  

Secondo Sabbadini nei prossimi mesi per “evitare che scoppi la rabbia sociale” non dovranno mancare gli investimenti “per sostenere i giovani, il terzo settore, il civismo che si è sviluppato in questi mesi”, conclude.  

Bisogna “investire in infrastrutture sociali e sanità affinchè il nostro Paese non sprofondi e faccia invece il salto di qualità. E questo comporterebbe un aumento dell’occupazione femminile”.  

Secondo Sabbadini “Mai nel nostro Paese si è investito seriamente per sciogliere il nodo” delle politiche di conciliazione per le donne che lavorano. “Siamo -ha continuato- un Paese con un welfare basato sul lavoro non retribuito delle donne, quasi diventato strutturale, cosa che non deve essere. Il documento Colao ha sottolineato che il Paese si deve dare una strategia su questo fronte, con atti concreti e non parole. Investire in infrastrutture sociali, non solo economiche”, ha concluso.  

Coronavirus: Sabbadini (Istat), ‘ha allargato disuguaglianze, colpiti donne e giovani’ 

“Il Covid non ha fatto altro che allargare le disuguaglianze che riguardavano giovani e donne, e in alcuni casi ne ha sovrapposto altre. nuovi segmenti di popolazione sono stati più colpiti, visto che il Covid ha colpito in particolare alcuni settori come i servizi, soprattutto del turismo e della ristorazione, con giovani e donne colpiti in particolare”. Così Linda Laura Sabbadini, direttore centrale Istat, intervenendo al webinar ‘La sostenibilità economica è sociale’, in diretta sui canali Youtube e Facebook di Prioritalia, e organizzato insieme a Manageritalia.  

“Più di mezzo milione di occupati in meno in questi tre mesi in cui si è investito comunque tanto in cig ce la dice lunga sull’impatto di questa crisi sul Paese”, ha sottolineato Sabbadini.