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Categoria: soldi/economia

Dl rilancio, ok a bonus per acquisto auto euro 6 

Via libera della Commissione Bilancio alla Camera all’emendamento al dl rilancio che prevede incentivi per l’acquisto di un’auto euro 6. L’emendamento prevede un bonus di 1.500, dal primo agosto al 31 dicembre 2020, per chi acquista un veicolo nuovo euro 6 con contestuale rottamazione di un’auto vecchia di almeno dieci anni. L’incentivo è di 2mila euro per ibrido ed elettriche. Il bonus vale se il concessionario a sua volta offre un bonus da 2mila euro.  

 Dl Rilancio, Bergamo e Brescia capitali italiane cultura 2023  

“Grazie a un emendamento al Dl Rilancio approvato dalla Commissione bilancio della Camera con il parere favorevole del Governo, Bergamo e Brescia sono ufficialmente capitali italiane della cultura per l’anno 2023”. Ad affermarlo in un post su Facebook è il viceministro all’Economia e alle Finanze, Antonio Misiani in un post su Facebook. “È un riconoscimento importante per due città ricche di storia e cultura, duramente colpite dalla pandemia. Da oggi, lavoreremo tutti insieme, bergamaschi e bresciani, per rendere questo progetto una bellissima occasione di rilancio per le due città”, conclude. 

Italia 2020, la foto dell’Istat tra crollo pil e crisi lavoro 

A metà 2020 il quadro economico e sociale italiano si presenta eccezionalmente complesso e incerto. Al rallentamento congiunturale del 2019 si è sovrapposto l’impatto della crisi sanitaria e, nel primo trimestre, il Pil ha segnato un crollo congiunturale del 5,3%; i segnali più recenti includono: inflazione negativa, calo degli occupati, marcata diminuzione della forza lavoro e caduta del tasso di attività, una prima risalita dei climi di fiducia. Le previsioni Istat stimano per il 2020 un forte calo dell’attività economica, solo in parte recuperato l’anno successivo. E’ questo in sintesi la fotografia scattata dall’Istat nel Rapporto annuale presentato oggi. 

La crisi determinata dall’emergenza sanitaria ha investito l’economia italiana in una fase caratterizzata da una prolungata debolezza del ciclo. Lo scorso anno il Pil è cresciuto di appena lo 0,3% e il suo livello è ancora inferiore dello 0,1% rispetto a quello registrato nel 2011. La politica di bilancio fortemente espansiva, necessaria per contrastare la crisi e resa possibile dalla sospensione del Patto di stabilità e crescita, avrà quest’anno un impatto rilevantissimo sui saldi di finanza pubblica e sul rapporto tra debito e Pil. Lo scorso anno, l’Italia ha proseguito il percorso di risanamento della finanza pubblica, favorito da un ulteriore ampliamento dell’avanzo primario (l’1,7% del Pil). Il rapporto deficit/Pil è sceso dal 2,2% del 2018 all’1,6%. Questi progressi hanno consentito di mantenere invariata l’incidenza del debito sul Pil (al 134,8%) che tuttavia è rimasta molto sopra la media Uem (all’84,1%). 

Tra le conseguenze più drammatiche dell’epidemia, l’incremento complessivo della mortalità 

Le imprese rimaste attive nel corso del lockdown appartengono soprattutto a comparti che trasmettono gli impulsi su scala estesa, ma lentamente. Il ritorno ai livelli pre-crisi potrebbe richiedere tempi piuttosto lunghi anche alla luce delle stime sugli effetti inter-settoriali delle misure di lockdown introdotte in Italia e all’estero. L’Istat evidenzia che con le misure di lockdown introdotte in Italia e all’estero la caduta del valore aggiunto complessivo, rispetto a uno scenario di riferimento con assenza di shock, “è pari al 10,2% ed è determinata per 8,8 punti percentuali dalle dinamiche interne e per 1,4 punti dagli effetti ‘importati'”. Di questi ultimi, 0,2 punti, rileva il rapporto, “sono ascrivibili alla riduzione di domanda tedesca, 0,4 alla dinamica dell’area euro (esclusa la Germania) e 0,8 punti a quella del resto del mondo”. 

L’impatto del Covid sulla speranza di vita: quasi un anno in meno, due al Nord 

Gli effetti diretti e indiretti del lockdown si sostanziano in contrazioni significative del valore aggiunto di tutti i principali comparti dell’economia italiana (non meno dell’8%). Gli impatti misurati nell’esercizio sono più accentuati per alcune attività del terziario (-19,0% per alloggio e ristorazione; -11,3% per i servizi alla persona; -10,3% per commercio, trasporti e logistica) e per le costruzioni (-11,9%). La componente ‘importata’ è piccola nei servizi ed è ampia nell’industria (tra 2,7 e 3,5 punti), in ragione della sua maggiore integrazione negli scambi internazionali e nelle catene globali del valore. 

La crisi di liquidità del 2020 potrebbe incidere fortemente sull’operatività delle imprese “qualora l’accesso a risorse esterne non fosse agevole”. Una stima dell’impatto del lockdown sulla liquidità di circa 800mila società di capitale italiane (che rappresentano quasi la metà dell’occupazione e il 70% del valore aggiunto del sistema produttivo) indica che all’inizio della fase di graduale riapertura delle attività, a fine aprile, quasi due terzi delle imprese (circa 510mila) avevano, verosimilmente, liquidità sufficiente a operare almeno fino a fine 2020 mentre oltre un terzo sarebbe risultato illiquido o in condizioni di liquidità precarie. L’Istat sottolinea inoltre “che il crollo del fatturato a partire dal mese di marzo 2020 ha accentuato le difficoltà finanziarie delle imprese, ponendo sfide severe anche per quelle con una solida situazione economico-finanziaria”.  

In particolare, rileva l’Istat, si stima che il 16,5% (quasi 131mila unità) fosse già illiquido alla fine del 2019; un ulteriore 13,3% (circa 105mila) lo sarebbe diventato tra gennaio e aprile 2020; per il restante 5,9% (oltre 46mila imprese) il deterioramento delle condizioni di liquidità è tale da mettere a rischio l’operatività nel corso del 2020. 

I problemi di liquidità appaiono diffusi in molti settori del nostro modello di specializzazione: costruzioni, bevande, autoveicoli, altri mezzi di trasporto nell’industria; consulenza aziendale, alloggio, commercio di autoveicoli, agenzie di viaggio e servizi di trasporto marittimo e aereo nel terziario. La crisi di liquidità delle imprese incide sia nell’immediato, causando fallimenti o cadute strutturali, sia nel lungo periodo, compromettendo la capacità di recupero delle imprese che avrebbero avuto margini di cassa. Secondo i risultati di questa analisi circa un terzo delle società di capitale classificabili a “produttività elevata” risulta a fine aprile illiquido o presenta una liquidità insufficiente a sostenere, fino alla fine del 2020, flussi di cassa pari a quelli registrati in media nei primi quattro mesi dell’anno. 

La fotografia del mercato del lavoro pre-pandemia mostra diseguaglianze crescenti. Gli uomini, i giovani, il Mezzogiorno e i meno istruiti non hanno ancora recuperato i livelli e i tassi di occupazione del 2008. Nel 2019 il numero di occupati ha superato di 519mila unità il valore del 2008 nel Centro-nord mentre nel Mezzogiorno il saldo è ancora negativo di 249mila. Tra i giovani di 25-34 anni gli occupati sono oltre 1 milione e 400mila in meno. Al contrario le donne segnano un aumento di 602mila unità mentre gli uomini occupati in settori particolarmente esposti agli andamenti del ciclo hanno subito un calo di 332mila unità. 

Rispetto alla qualità del lavoro aumentano le diseguaglianze a svantaggio delle donne, dei giovani e dei lavoratori del Mezzogiorno. Con maggiore frequenza si tratta di lavoratori a tempo determinato e a tempo parziale, specie involontario, che occupano posizioni lavorative ad alto rischio di marginalità e di perdita del lavoro. 

Sono molteplici i fattori di fragilità del sistema produttivo. Il problema del reperimento della liquidità è molto diffuso, i contraccolpi sugli investimenti – segnalati da una impresa su otto – rischiano di costituire un ulteriore freno ed è anche preoccupante che il 12% delle imprese sia propensa a ridurre l’input di lavoro. Tuttavia, si intravedono fattori di reazione positiva e di trasformazione strutturale in una componente non marginale del sistema produttivo. Nella prima fase dell’emergenza sanitaria conclusasi il 4 maggio, il 45% delle imprese ha sospeso l’attività, in gran parte a seguito dei decreti del Governo e circa una su sette per propria decisione Tra le imprese che si sono fermate prevalgono largamente quelle di piccola dimensione. 

Le misure di contenimento dell’epidemia hanno provocato una significativa riduzione dell’attività economica per una larga parte del sistema produttivo: oltre il 70% delle imprese ha dichiarato una riduzione del fatturato nel bimestre marzo-aprile 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; oltre il 40% ha riportato una caduta maggiore del 50%.  

Per il 2020 è previsto un forte calo dell’attività (-8,3%), diffuso a tutte le componenti settoriali, con una contrazione del Pil che, si prevede, sarà solo in parte recuperata l’anno successivo. La crisi ha determinato un primo impatto sull’attività a marzo e poi uno pesantissimo nel mese successivo, con una fortissima contrazione congiunturale di tutte le attività produttive. L’indice di produzione industriale è risultato in aprile inferiore di oltre il 42% rispetto a un anno prima mentre per quello delle costruzioni il calo tendenziale è pari a circa il 68%. 

Nel primo trimestre 2020, il blocco parziale delle attività connesso alla crisi sanitaria ha determinato effetti diffusi e profondi. Il Pil si è contratto del 5,3% su base congiunturale. Dal lato della domanda, i consumi privati hanno segnato una caduta del 6,6% rispetto al trimestre precedente, gli investimenti dell’8,1%, mentre vi è stato un contributo positivo delle scorte. Sul fronte degli scambi con l’estero, il calo delle esportazioni è stato più intenso di quello delle importazioni (rispettivamente -8,0% e -6,2%).  

La contrazione di entrambi i flussi commerciali con l’estero ha segnato un’ulteriore accelerazione; in particolare le esportazioni sono diminuite di quasi il 30% nel bimestre marzo-aprile rispetto agli stessi mesi del 2019.  

I dati più recenti indicano, tuttavia, iniziali segnali di inversione. Il commercio estero extra-Ue di maggio registra un primo significativo rimbalzo delle esportazioni e gli indicatori dei climi di fiducia delle imprese mostrano a giugno una significativa risalita rispetto al mese precedente. 

Sul fronte dei prezzi, nel 2019 è emersa una nuova decelerazione dell’inflazione e la debolezza della domanda ha favorito un’ulteriore discesa dei margini di profitto. Nei primi mesi del 2020 gli effetti del crollo delle quotazioni del petrolio hanno portato a un calo tendenziale dei prezzi al consumo (Indice Ipca) dello 0,3% a maggio.  

La percezione di aumento dell’inflazione, emersa di recente, è probabilmente connessa alla risalita dei prezzi dei cosiddetti beni di largo consumo, il cui tasso di crescita tendenziale si è avvicinato al 3% ad aprile per scendere al 2,6% a maggio. 

La pandemia da Covid-19 si è innestata su una situazione sociale caratterizzata da “forti e crescenti disuguaglianze”, rileva ancora il Rapporto annuale 2020. La classe sociale di origine “influisce ancora in misura rilevante sulle opportunità degli individui nonostante il livello di ereditarietà si sia progressivamente ridotto. Per la generazione più giovane però è anche diminuita la probabilità di ascesa sociale” sottolinea l’Istat.  

Sul fronte del mercato del lavoro la fotografia al 2019 indica crescita di diseguaglianze territoriali, generazionali e per titolo di studio rispetto al 2008. Quelle di genere sono diminuite in termini di quantità di occupati ma aumentate sotto il profilo della qualità del lavoro.  

 

Istat: “Da Covid esiti devastanti, ma primi segni di recupero” 

Il presidente dell’Istat Carlo Blangiardo, nella sua relazione al rapporto annuale dell’istituto si è dilungato sugli effetti della pandemia covid-19, durante la quale “l’Istat ha mantenuto la piena continuità operativa”. A questo proposito ha detto: “Leggiamo con preoccupazione gli esiti più devastanti delle misure di confinamento in aree strategiche, come il capitale umano, per il prezzo pagato fin qui dalla scuola e per l’ipoteca che incombe sui di essa nei mesi a venire; o come il turismo, essenziale per la nostra economia, seppur debole e fragile sotto il profilo della struttura di impresa; ma siamo in grado, con i nostri strumenti, di rilevare già i primi segni di recupero”. 

Covid, Alitalia e Volotea nel mirino Antitrust per viaggi cancellati 

L’Antitrust ha avviato due procedimenti istruttori nei confronti di Alitalia e Volotea per la cancellazione di biglietti causata dall’epidemia di coronavirus. E’ l’Autorità a renderlo noto sottolineando che nei confronti delle due compagnie aeree sono stati avviati anche due sub-procedimenti cautelari. Oggetto dei procedimenti, avviati “sulla base di numerose segnalazioni di consumatori”, è la vendita di biglietti che sono stati in seguito cancellati dalle due compagnie aeree a causa del Covid-19, “pur trattandosi di servizi da svolgere in un periodo nel quale non sarebbero stati vigenti i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi” scrive l’Antitrust. 

Entrambe le compagnie hanno offerto l’erogazione di un voucher in luogo del rimborso del prezzo del biglietto già pagato dai consumatori” sottolinea ancora la nota. “Inoltre, sia Alitalia che Volotea non hanno fornito un’adeguata informazione ai consumatori quanto ai diritti spettanti in caso di cancellazioni” scrive l’Antitrust. “Alle compagnie è stato infine contestato di aver predisposto un servizio di assistenza carente sui tempi di attesa e e sui canali di comunicazione messi a disposizione dei passeggeri” conclude la nota dell’Agcm. 

 

 

Ue: “Italia viola diritti passeggeri con voucher al posto di rimborsi” 

La Commissione Europea ha avviato procedure di infrazione nei confronti dell’Italia e della Grecia per violazione delle norme Ue che tutelano i diritti dei passeggeri. Sia la Grecia che l’Italia, nota la Commissione che ha inviato ai due Paesi altrettante lettere di messa in mora, hanno adottato misure che violano i diritti dei passeggeri degli aerei e delle navi. L’Italia ha anche introdotto norme che violano i diritti dei passeggeri degli autobus e dei treni. 

Italia e Grecia hanno adottato regole che prevedono l’erogazione di voucher come sola forma di rimborso per i passeggeri che si siano visti annullare il viaggio, cosa contraria ai regolamenti Ue, che prevedono il diritto al rimborso: il voucher non può essere l’unica opzione, ma deve essere scelto volontariamente e la Commissione ha ripetutamente invitato gli Stati membri e i vettori a renderli più convenienti, in modo da aumentarne l’utilizzo. Roma e Atene hanno ora due mesi per rispondere, altrimenti la Commissione potrebbe passare al parere motivato, la seconda fase della procedura di infrazione. 

Lidl, un piano per l’Italia da 2.000 assunzioni e 50 nuovi punti vendita  

Cinquanta nuovi punti vendita sul territorio nazionale e 2000 assunzioni entro la fine dell’anno: è il piano con cui Lidl Italia punta a dare nuovo impulso all’economia nazionale, duramente provata lockdown seguita all’emergenza sanitaria del Covid-19. Con “Lidl per l’Italia” -questo il nome del piano, presentato oggi a Milano nel nuovo punto vendita di via delle Forze Armate 314- l’azienda strutturerà gli investimenti su tre pilastri: immobiliare e logistica; creazione di nuovi di posti di lavoro; valorizzazione della filiera agroalimentare italiana.  

“Nei mesi scorsi abbiamo sentito parlare spesso di ripartenza e fiducia -ha detto Massimiliano Silvestri, presidente di Lidl Italia- si tratta di concetti che assumono oggi più che mai un significato importante non solo per il comparto della Grande Distribuzione Organizzata, ma per tutta l’economia italiana. Oggi vogliamo condividere la nostra visione di futuro, che esprimiamo attraverso i tre pilastri alla base di questo piano: occupazione, investimenti e sostegno alla filiera del Made in Italy”.  

La parte del piano riguardante gli investimenti immobiliari vale 400 milioni e prevede l’apertura di 50 nuovi punti vendita entro la fine dell’esercizio fiscale, vari interventi di restyling della rete esistente e altri investimenti nella logistica. Il piano di sviluppo è ripartito il 4 maggio con l’inaugurazione dei nuovi punti vendita di Ancona, Manerba del Garda (BS), Osio Sotto (BG), Cormano (MI), e da domani con il quinto, in via delle Forze Armate a Milano.
Il capitolo sull’occupazione prevede 2.000 assunzioni sul territorio nazionale. “Le assunzioni riguarderanno soprattutto i giovani -spiega Silvestri- nei settori classici della nostra produzione come gli operatori di filiale, commessi, addetti alle vendite, capi area e capi filiale, perché a parte la dovuta attenzione alla sicurezza e al distanziamento sociale, l’organizzazione nei nostri punti vendita è rimasta invariata. Oggi il personale di Lidl in Italia è composto da circa 16.500 collaboratori impiegati in 660 punti vendita e 10 piattaforme logistiche. 

“L’italianità continuerà a rappresentare uno dei pilastri imprescindibili della strategia aziendale -promette Lidl- con l’impegno della valorizzazione della filiera agroalimentare italiana: L’80% di quello che i clienti Lidl trovano in assortimento è prodotto in Italia. Rimarrà centrale il ruolo delle piccole e medie imprese alimentari, che sono la spina dorsale del sistema economico del Paese e che negli ultimi anni sono cresciute insieme a Lidl”.  

Operativa in 29 Paesi con 10.800 punti vendita e circa 287.000 dipendenti, Lidl esporta nel mondo la tradizione enogastronomica italiana: nel 2019 l’azienda ha esportato prodotti italiani per un totale di 1,6 miliardi. Di questi, oltre 420 milioni di Euro sono generati dall’ortofrutta, il 9% del valore totale di export di frutta e verdura italiana a livello globale.  

La Pec è un asset, l’Italia ha risparmiato 4 mld  

di Andreana d’Aquino  

La Pec, è un asset digitale che sta facendo risparmiare al Paese 4 miliardi di euro e che farà tagliare nel 2022 fino a 120mila tonnellate di emissioni di CO2 . Non solo un risparmio economico, dunque, perché la posta certificata elettronica consente anche la riduzione dell’inquinamento, degli spazi d’archiviazione fisici e dei tempi d’attesa. Stando ai risultati della ricerca di Idc con Aruba, InfoCert e Trust Technologies, mostra infatti i “benefici concreti” della Posta Elettronica Certificata in Italia, misurati dal 2008 al 2019 e con proiezioni fino al 2022. Secondo Idc, affinché l’economia digitale possa sviluppare le proprie potenzialità, il Digital Trust dovrà diventare un requisito sempre più importante per ogni azienda”.  

“Con la crescita delle attività digitali, entro il 2025 il 25% della spesa in sicurezza informatica sarà indirizzato allo sviluppo dei ‘Trust Frameworks’ modelli concepiti per garantire e proteggere la fiducia tra le parti durante una transazione digitale. A questo riguardo, Idc ha evidenziato come i programmi di Digital Trust siano considerati essenziali dal 62,5% dei Ceo delle imprese a livello globale. Il primo tassello tecnologico e di processo dell’ecosistema del Digital Trust italiano è rappresentato dalla Posta Elettronica Certificata (Pec). Ed, in base agli ultimi dati diffusi da Agid, nel 2019 nel nostro Paese risultavano attive 10,8 milioni di caselle Pec e i messaggi scambiati in un anno sono stati superiori a 2 miliardi e 380 milioni. Ed entro il 2022 si prevedono oltre 15 milioni di caselle attive e più di 3 miliardi di messaggi annuali. Crescono quindi il numero di utenti ed i volumi di traffico con un sempre maggiore e più diffuso utilizzo dello strumento. Lo studio, inoltre, ha stimato in modo quantitativo i benefici diretti per l’intero sistema Paese – cittadini, imprese e istituzioni – dell’efficienza generata dall’uso della Pec in termini di: riduzione degli spostamenti (mobilità frizionale), abbattimento dell’impronta carbonica conseguente alla riduzione di tali spostamenti, eliminazione dei tempi di attesa (ore uomo risparmiate), liberazione degli spazi (metri quadri di archivi non utilizzati).  

 

In particolare, secondo lo studio, in base alle simulazioni sul dato storico, i benefici netti complessivi della Pec si attestano su un valore medio di circa 2,2 miliardi di euro sul mercato italiano nel periodo compreso tra il 2008 e il 2019. Valore che cresce ulteriormente di 1,8 miliardi di euro nella proiezione compresa tra il 2020 e il 2022. Dallo studio Idc emerge, tra le altre cose, come soltanto una parte minoritaria dei flussi di Pec dipenda da processi di sostituzione della corrispondenza tradizionale. Un altissimo numero di messaggi Pec attuali e futuri è determinato dalla creazione di nuovi servizi, nuove modalità d’uso e nuovo business. In pratica, la Posta Elettronica Certificata agisce come loro abilitatore e, in più, funge da facilitatore di servizi ibridi affiancando la Posta Descritta (raccomandate/ assicurate/ atti giudiziari), anche grazie a vere e proprie sinergie con altre soluzioni tecnologiche già presenti sul mercato. 

L’analisi quantitativa, inoltre, basandosi su molte fonti referenziate ed aggiornate quali l’Agid, l’Istat, l’Aci e il Greenhouse Gas Protocol, per citarne alcune, ha stimato l’impatto anche su altre dimensioni oltre a quella economica, come la riduzione dell’impronta carbonica e della mobilità frizionale. Idc ha calcolato che, attraverso l’uso della Pec, la mobilità frizionale è stata ridotta di 253 milioni di chilometri nel 2019, destinati a diventare 391 milioni di chilometri nel 2022. Inoltre, la Pec ha consentito un risparmio di 78.000 tonnellate di CO2 nel 2019, che saliranno a 120.000 tonnellate nel 2022. Riguardo la riduzione degli spazi di archiviazione di breve e lungo termine, secondo le stime l’archiviazione digitale della corrispondenza ha consentito di liberare oltre 1,3 milioni di metri quadri di spazi di archiviazione nel 2019 – sia di giacenza che di conservazione – che si prevede raggiungano la cifra di 1,6 milioni di metri quadri nel 2022. Eliminati grazie alla Pec anche i tempi di attesa per l’accesso ai servizi del sistema postale. Grazie alla sostituzione di una parte della Posta Descritta con la Pec si eliminano virtualmente i tempi di attesa fisica presso gli uffici postali, stimati -pari a 2.150 anni-uomo nel 2019, destinati a diventare addirittura 3.234 nel 2022.  

 

“A nostro avviso, l’aspetto di maggior rilievo che emerge dallo studio è come il digitale abbia aperto un green market tanto per i nuovi operatori del circuito Pec quanto per gli operatori tradizionali del sistema postale, evidenziando come sia possibile mitigare efficacemente gli effetti più disruptive dell’innovazione tecnologica attraverso una coopetizione virtuosa tra gli operatori sotto la guida delle istituzioni”, sottolinea Giancarlo Vercellino, Associate Director Research & Consulting, Idc Italia. “La Pec è un asset strategico per il Paese che ci pone all’avanguardia in Europa per i sistemi di recapito certificato. È un sistema indispensabile, sempre più diffuso ed utilizzato da professionisti, cittadini ed imprese; uno strumento ormai profondamente integrato nei processi aziendali” commenta Gabriele Sposato, Direttore Marketing di Aruba. “Lo conferma il report che dimostra ampiamente l’impatto dei benefici ambientali ed economici della Pec sulla collettività, pur prendendo in esame solamente una parte minoritaria dei processi esistenti. Ne consegue come i benefici complessivi e reali, siano quindi molto più ampi, potenzialmente enormi”. Sposato evidenzia anche i dati interni di Aruba, secondo cui nel 2019 i principali titolari di caselle Aruba Pec sono stati proprio i soggetti che non avevano l’obbligo legale di usarla, ossia i privati (per il 43%), seguiti dalle ditte individuali (25%), dalle aziende (25%) e dai liberi professionisti (7%), “indice di come sia ormai superato l’utilizzo dello strumento relativo all’adempimento per obbligo”.  

Bonus vacanze, domande al via 

Parte il ‘bonus vacanze’, una delle iniziative previste dal dl Rilancio. Da oggi e fino al 31 dicembre 2020 sarò infatti possibile richiedere il contributo fino 500 euro da utilizzare per soggiorni in alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed & breakfast in Italia. Potranno ottenerlo i nuclei familiari con ISEE fino a 40.000 euro mentre l’importo del bonus è modulato secondo la numerosità del nucleo familiare: 500 euro per nucleo composto da tre o più persone, 300 euro da due persone, 150 euro da una persona. 

Il bonus potrà essere richiesto e sarà erogato esclusivamente in forma digitale. Per ottenerlo è necessario che un componente del nucleo familiare sia in possesso di un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE 3.0 (Carta d’Identita Elettonica). Al momento della richiesta del bonus, infatti, si dovranno inserire le credenziali SPID e successivamente fornire l’Isee. Non si dovrà stampare nulla, ma si potrà averlo sempre a disposizione sullo smartphone: basterà mostrarlo all’albergatore quando si dovrà pagare il soggiorno direttamente presso la struttura scelta per le vacanze. 

Si ricorda che il bonus può essere utilizzato da un solo componente del nucleo familiare, anche diverso dalla persona che lo ha richiesto; può essere speso in un’unica soluzione, presso un’unica struttura turistica ricettiva in Italia; è fruibile nella misura dell’80%, sotto forma di sconto immediato, per il pagamento dei servizi prestati dall’albergatore, mentre il restante 20% potrà essere scaricato come detrazione di imposta, in sede di dichiarazione dei redditi, da parte del componente del nucleo familiare a cui viene intestato il documento di spesa del soggiorno (fattura, documento commerciale, scontrino/ricevuta fiscale). Lo sconto applicato come ‘bonus vacanze’ sarà rimborsato all’albergatore sotto forma di credito d’imposta utilizzabile, senza limiti di importo in compensazione, o cedibile anche a istituti di credito. 

 

Superbonus 110%, ecco maxi sconto per ristrutturazioni 

Anche il Superbonus al 110% fra le novità di luglio. Previsto infatti anche lo sconto fiscale per le ristrutturazioni, che sarà spalmato in 5 anni ed è valido per la riqualificazione energetica degli edifici e per la messa in sicurezza antisismica.  

Si tratta di un maxi credito di imposta per risollevare l’economia guardando al green e alla sicurezza introdotto nel decreto Rilancio. Il bonus permette quindi gli interventi con un miglioramento della classe energetica e di riduzione del rischio sismico praticamente gratis grazie al meccanismo dello sconto in fattura e della cessione del credito. Per i dettagli dell’agevolazione servirà però attendere l’approvazione del dl Rilancio in Parlamento, prevista entro il 18 luglio. 

Pensioni, arriva la quattordicesima 

Quattordicesima in arrivo per i pensionati d’Italia. Tra i 336 e 655 euro, la quattordicesima, erogata dall’Inps, spetta ai pensionati di età maggiore o uguale a 64 anni che percepiscano redditi inferiori a due volte il trattamento minimo. La cifra dipenderà quindi dal reddito e dagli anni di versamenti contributivi, attribuita d’ufficio sulla mensilità di pensione di luglio 2020 ai soggetti che rientrano nei limiti reddituali stabiliti. 

Il reddito complessivo, oltre il quale non si ha diritto alla quattordicesima, è di 13.391,82 euro. Secondo i parametri fissati, il tetto massimo di reddito viene incrementato dell’importo del beneficio, che varia ovviamente per ciascuna fascia contributiva. A coloro che perfezionano il requisito anagrafico richiesto dal 1° agosto (per la Gestione privata ed Enpals) o dal 1° luglio (per le pensioni della Gestione pubblica) al 31 dicembre 2020 e ai soggetti divenuti titolari di pensione nel corso del 2020, sempre a condizione che rientrino nei limiti reddituali, la quattordicesima sarà attribuita d’ufficio con la rata di dicembre 2020. Ai beneficiari viene inviata la comunicazione dedicata con l’indicazione dell’importo attribuito e della provvisorietà del beneficio. Coloro che non ricevano la quattordicesima e ritengano di averne diritto possono, in ogni caso, presentare apposita domanda di ricostituzione on line, attraverso il portale dell’Istituto. 

Contanti, da oggi scatta il nuovo limite 

Scatta da oggi il nuovo tetto ai pagamenti in contanti. Come stabilito dal decreto fiscale collegato alla legge di bilancio, il limite all’uso delle banconote passa infatti da 3.000 a 2.000 euro grazie alla misura nata per contrastare l’evasione favorendo i pagamenti elettronici. Da oggi dunque – salvo alcuni casi particolari – sarà obbligatorio utilizzare sistemi tracciabili (carte, bonifici ecc.) per spese superiori a 1.999 euro, che siano tra privati o tra privati ed esercenti. Sanzioni in arrivo per chi non rispetta le norme: si rischia infatti una ammenda da 3.000, arrivando fino a 50.000 euro per una singola operazione, secondo la gravità dell’infrazione. 

Airbus taglierà 15 mila posti di lavoro entro estate 2021 

Airbus taglierà 15 mila posti di lavoro entro l’estate del 2021. Lo rende noto il costruttore aeronautico europeo precisando che questa decisione è stata presa in seguito all’emergenza coronavirus che ha determinato il ridimensionamento del numero degli ordini di aerei.Il processo di consultazione con le parti sociali è iniziato per raggiungere un accordi “all’autunno del 2020”.  

Negli ultimi mesi l’attività commerciale degli aeromobili commerciali è diminuita di quasi il 40%.  

l traffico aereo, sottolinea Airbus, “non dovrebbe ritornare ai livelli pre-Covid prima del 2023 e forse non prima di fine 2025”. Nel dettaglio i tagli riguarderanno: 5.000 posti in Francia, 5.100 posti in Germania, 900 posti in Spagna, 1.700 posti in Regno Unito e 1.300 posti negli altri stabilimenti del gruppo. 

Enasarco: ok a bilancio 2019, avanzo economico di 233 mln  

L’assemblea dei delegati di Fondazione Enasarco ha approvato il bilancio consuntivo 2019, chiuso con un avanzo economico pari a 233 milioni di euro, in netto aumento rispetto al 2018, di oltre 90 milioni. L’avanzo del 2019 è già diminuito di 11 milioni, somma destinata preventivamente al Fondo Firr, il trattamento di fine rapporto degli iscritti. 

Tutti in miglioramento i saldi di bilancio principali, in particolare sono positivi i risultati conseguiti nella gestione istituzionale con un saldo complessivo di +188 milioni, a fronte dell’avanzo di +170 milioni del 2018 e di quello del bilancio tecnico 2017 previsto in +188 milioni. Il patrimonio complessivo della Fondazione cresce ed arriva a quota 7,8 miliardi, di cui 5.196 milioni costituiscono il patrimonio della previdenza, pari a 5,18 volte il valore delle pensioni in essere e 2.392 milioni il patrimonio del Firr. 

Il saldo della gestione previdenziale (+71 mln) continua a crescere, con entrate previdenziali che finanziano la spesa per prestazioni. Le spese di funzionamento diminuiscono dell’1,3%, ma i risparmi realizzati non hanno intaccato l’efficacia dei servizi all’utenza, comunque migliorati, come dimostrano le nuove funzionalità disponibili, sia quelle previste nell’area riservata, che quelle introdotte con la nuova app Enasarco.  

Positivi i risultati nella gestione del patrimonio. I proventi finanziari ordinari lordi, infatti, sono passati dai 113 mln del 2018 agli oltre 154 mln del 2019. Il saldo finanziario totale è pari a 182 mln, contro 75 mln del 2018. Il patrimonio liquido è passato dal +5% del 2011 al +48% del 2019, mentre il valore complessivo del patrimonio della Fondazione espresso al fair value è cresciuto di oltre il 19% rispetto al 2012.  

Il rendimento lordo del patrimonio finanziario nel 2019 è stato del 3,9%. Nel 2019 le scelte d’investimento hanno visto prevalere strumenti finanziari liquidi e a basso costo gestionale, con profilo di rischio/rendimento allineati all’asset allocation strategica che il Consiglio di amministrazione ha approvato. Per ciò che riguarda la gestione della dismissione immobiliare nel 2019, pur continuando le attività volte alle vendite dirette agli inquilini, si stanno sviluppando nuove strategie di gestione: dalle vendite delle unità immobiliari libere all’asta, alla gestione del patrimonio residuo diretto ed indiretto tramite lo strumento della Sicaf, con la finalità di ottimizzare i risultati e diminuire i costi di gestione. 

L’assemblea dei delegati, che si è tenuta per la prima volta totalmente in videoconferenza per rispettare le disposizioni anti-Covid, è stata chiamata a votare anche il complesso delle misure di sostegno economico per gli agenti, rappresentanti e consulenti finanziari che hanno subito un decremento del reddito a causa dell’emergenza. In quest’ambito, sono state approvate le modalità di recepimento dell’ ‘Accordo per il sostegno della filiera commerciale’ per l’anticipazione di una quota del Firr ed è stato approvato lo stanziamento di ulteriori 16 mln (oltre i 2 milioni aggiuntivi già proposti dal CdA) per le erogazioni straordinarie, che si vanno ad aggiungere agli 8,4 già precedentemente approvati dal Consiglio.  

Si raggiunge la quota complessiva di 26,4 mln dall’inizio del periodo di emergenza. In particolare, lo stanziamento ulteriore dei 16 mln sarà sottoposto al parere dei Ministeri vigilanti.  

E la Fondazione comunica che “con nota del 26 giugno, il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze, ha comunicato l’approvazione della delibera dell’assemblea dei delegati del 18 dicembre 2019, con la quale sono state apportate alcune modifiche al Regolamento delle attività istituzionali. Con la c.d. Miniriforma, la Fondazione Enasarco si è posta l’obiettivo di agevolare l’ingresso e la permanenza nella professione dei propri iscritti. Con l’introduzione dell’articolo 5 bis, ‘Agevolazioni giovani agenti’, la Fondazione ha stabilito un regime contributivo agevolato per quegli agenti, rappresentanti di commercio e consulenti finanziari che nel triennio 2021-2023 vengono iscritti per la prima volta oppure ricevono un nuovo incarico di agenzia dopo tre anni di inattività. In entrambi i casi le agevolazioni sono valide per gli iscritti fino a trent’anni di età”, conclude la nota.  

Fase 3: Vitiello (Obe), ‘consumatori hanno apprezzato brand attivi nel lockdown’ 

Durante il lockdown, i consumatori hanno apprezzato i brand “che non sono spariti” e le aziende “che hanno deciso di agire”. E’ uno dei dati illustrati durante l’Obe Summit 2020, che ha fatto il punto sull’universo del Branded Entertainment. “In collaborazione con Doxa abbiamo deciso di analizzare i brand nel periodo di lockdown, cercando di capire quale fosse la reazione del pubblico all’evoluzione dello storytelling e dello storydoing. Abbiamo condotto 1500 interviste nel mese di aprile”, spiega Anna Vitiello, Obe Academy Director e Chief Experience Officer di Fuse. 

“Il 70% ha indicato almeno un brand, la media è stata tra 2 e 3 brand indicati in maniera spontanea. Ci siamo chiesti per quale motivo siano stati indicati determinati brand. Tra tutte, spiccano solidarietà e attivismo. In generale, vale la regola del fare: è stato scelto chi ha fatto qualcosa di concreto”. 

Alcune scelte sono state guidate dalla razionalità e quindi sono stati apprezzati brand che si sono distinti per aver riconvertito la produzione o per aver fatto donazioni. “Altre scelte sono decisamente più emotive, entra in gioco la comunicazione e l’impatto dell’immedesimazione: orgoglio nazionale, messaggi rassicuranti, intrattenimento”, aggiunge. 

“E poi c’è un terzo perché: sono stati premiate presenza, vicinanza, prontezza. Essere e agire è fondamentale per diventare o consolidarsi come brand. Le persone hanno premiato aziende che non sono sparite, che hanno comunicato il proprio impegno 

“I giovani sono chiarissimi: per loro, il brand non può nascondersi e deve avere un ruolo sociale”, dice evidenziando che nelle fasce di età elevata aumenta il pragmatismo “e negli adulti aumenta la sensibilità verso lavoro e tutele”, evidenzia. 

Lavoro, Consiglio d’Europa: “Italia viola pari opportunità”  

Il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa ha rilevato violazioni del diritto alla parità di retribuzione e del diritto alle pari opportunità sul luogo di lavoro in 14 dei 15 Paesi che hanno accettato di applicare la procedura dei reclami collettivi della Carta sociale europea: Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca e Slovenia. Soltanto la Svezia rispetta le disposizioni della Carta in materia. 

Per Marija Pejcinovic Buric, segretario generale del Consiglio d’Europa, “il divario retributivo di genere è inaccettabile, eppure continua a rappresentare uno dei principali ostacoli al conseguimento di una reale uguaglianza nelle società moderne. I governi europei devono intensificare urgentemente gli sforzi per garantire le pari opportunità sul posto di lavoro. E un numero maggiore di Paesi dovrebbe utilizzare la Carta sociale europea del Consiglio d’Europa in quanto mezzo per raggiungere tale obiettivo”.  

I reclami presentati al Ceds, l’organismo incaricato di monitorare l’applicazione delle disposizioni della Carta, sono arrivati dalla Ong internazionale University Women Europe (Uwe). Il Ceds, pur avendo concluso che la legislazione di tutti i 15 Paesi interessati è soddisfacente per assicurare il riconoscimento del diritto alla parità di retribuzione per uno stesso lavoro, ha riscontrato un certo numero di violazioni (tranne che per la Svezia). 

Le violazioni riguardano i progressi insufficienti nella riduzione del divario retributivo di genere, ma in alcuni casi sono dovute anche alla mancata trasparenza salariale nel mercato del lavoro, all’assenza di vie di ricorso efficaci e all’insufficienza dei poteri e mezzi conferiti agli organismi nazionali per la promozione della parità di genere. Inoltre, malgrado gli accordi sull’applicazione di sistemi di quote e l’adozione di altre misure, le donne continuano ad essere “sottorappresentate nelle posizioni decisionali all’interno delle aziende private”. Il Ceds ha constatato che il divario retributivo di genere si è ridotto in alcuni Paesi, ma che i progressi sono ancora insufficienti. 

Digitale: Worldz lancia il social-ecommerce, giro d’affari store +3,5 mln  

Attribuire un valore economico alla popolarità social di un utente, per consentirgli di fare acquisti online con uno sconto dedicato. Nasce con questa mission la startup italiana Worldz che ha appena registrato un incremento di 3,5 milioni di euro nel giro d’affari degli e-store approdati sulla piattaforma. L’idea di un “social-ecommerce” è nata dal 28enne italiano Joshua Priore, tra i 100 Under 30 nella classifica 2018 di Forbes. Joshua già nel 2016, anno in cui nasce Worldz, aveva intuito “quello che oggi è un vero e proprio trend”, cioè “la crescita di interesse e di investimenti dei brand verso i micro e nano influencer, sempre più coinvolti nelle strategie di marketing per la loro capacità di coltivare relazioni più efficaci con la propria rete di contatti” spiega il giovanissimo manager all’Adnkronos. 

Grazie a un algoritmo proprietario, Worldz riesce a calcolare in modo quali-quantitativo il valore economico della popolarità social di un utente. In proporzione a questo, l’utente ottiene uno sconto personalizzato che può redimere immediatamente in cambio di una condivisione sul proprio profilo social. La condivisione rimanda al brand o al prodotto acquistato, incrementando la visibilità dell’eCommerce che ha installato Worldz. Tra gli eCommerce partner, spiccano Breil, Hip Hop Watches e Caffè Vergnano. 

“Prima solo gli influencer avevano la possibilità di utilizzare la propria popolarità per ottenere benefici tangibili. Poi -sottolinea Joshua Priore- tutto ha iniziato a cambiare ed il nostro obiettivo è quello di permettere a chiunque di poter godere dello stesso ‘appeal’ e degli stessi benefici, in funzione della propria reputazione online” perché “gli utenti si fidano molto di più del passaparola degli amici”.  

Online, continua Priore, “hanno sempre più rilevanza le opinioni di chi ha fatto una reale scelta comprando qualcosa” piuttosto che affidarsi alle cosidette ‘celebrities'”, insomma, “l’autenticità rimane il valore su cui il 90% dei consumatori basa le proprie scelte d’acquisto”. La startup italiana ha quindi “intercettato questa tendenza, sviluppando un nuovo strumento di marketing per gli eCommerce”. E’ “una leva più efficace di qualsiasi forma di advertising perché quando si condivide le proprie scelte d’acquisto, si rende partecipi i propri contatti a qualcosa di realmente scelto e apprezzato”.  

Nata inizialmente come piattaforma di condivisione su Facebook, dall’estate 2019 Worldz ha introdotto l’Instagram login, dando la possibilità di condividere i propri acquisti sia nel feed, ovvero nella propria “bacheca”, che nelle Stories. “Ad oggi -sottolinea Priore- siamo gli unici al mondo a consentire agli utenti di effettuare un Instagram login, esternamente all’app, dal quale postare direttamente sul proprio account in totale sicurezza. Negli ultimi mesi, infatti, le abitudini di chi naviga sulla rete sono cambiate radicalmente. Gli utenti si sono spostati su Instagram, che sta attraversando un momento di crescita inarrestabile” 

A livello mondiale, secondo i dati diffusi da Socialbakers, il settore dell’e-commerce occupa le prime posizioni in termini di engagement sulle piattaforme. Su Instagram l’e-commerce raccoglie il 15,8% del totale delle interazioni, posizionandosi al secondo posto dopo l’industria del fashion. Una crescita esponenziale quantificabile con un +118,3% su Instagram e un + 91,4% su Facebook. E “piano piano l’e-Commerce cederà il posto al Social Commerce, integrando i social network con gli acquisto on line” scandisce infine Joshua Priore. 

Dl Semplificazioni, ecco la bozza  

Dai contratti pubblici ed edilizia alla green economy passando per la pubblica amministrazione. Prende corpo il dl Semplificazioni che, come emerge da una bozza che l’Adnkronos ha potuto visionare, consta di tre titoli: semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia; semplificazioni procedimentali e responsabilità; misure di semplificazione digitale e per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale. 

AUTOCERTIFICAZIONI DIRETTAMENTE DA APP – La verifica dell’identità digitale con spid e carta di identità elettronica sostituirà l’esibizione o la trasmissione di copia del documento di identità in tutti i casi in cui è richiesta, “con evidente semplificazione per cittadini e imprese, abbattimento dei costi e maggiore sicurezza legata al fatto che non si inviano fotocopie dei propri documenti” si legge nella bozza. Il governo prevede inoltre di snellire autocertificazioni, istanze e dichiarazioni “direttamente da mobile tramite AppIO”, la app dei servizi pubblici la cui versione beta è stata lanciata in primavera. Previste semplificazioni anche per il rilascio della carta d’identità elettronica.  

SMARTWORKING – C’è poi “obbligo per le Pa di sviluppare i propri sistemi con modalità idonee a consentire l’accesso da remoto ai propri dipendenti e favorire così il lavoro agile (smartworking)”. 

CODICE CONDOTTA TECNOLOGICA – Prevista l’istituzione di un codice di condotta tecnologica, emanato dal capo del dipartimento della trasformazione digitale della presidenza del Consiglio dei ministri, che detterà “regole omogenee per tutte le Pa, per gli acquisti ict, per lo sviluppo dei sistemi e per la progettazione e realizzazione dei servizi digitali ai cittadini, con regole per la formazione tecnologica dei pubblici dipendenti ed esperti che affianchino i progetti di trasformazione digitale delle amministrazioni (obblighi di progettare i sistemi e i servizi per renderli fruibili in digitale tramite spid e cie e su mobile tramite AppIO, oltre che per consentire diffusamente il lavoro agile)”.  

 

Spazio, meteo ferma ancora Vega ma si riprova stanotte 

(di Andreana d’Aquino)-  

Il meteo ferma ancora una volta il lancio del Vega. Le condizioni del vento in quota sopra il centro spaziale di Kourou, nella Guyana francese, “sono rimaste sfavorevoli” tanto che Arianespace “ha deciso di non iniziare le operazioni cronologiche finali del lancio VV16 (Vega Flight n° 16)”. Il primo volo del 2020 del lanciatore europeo a concezione tutta italiana era infatti nuovamente previsto all’alba di oggi, domenica 27 giugno, alle 03,51 ora italiana. Arianespace ha annunciato che sempre “fatte salve le condizioni meteorologiche favorevoli, un altro tentativo verrà effettuato domenica 28 giugno 2020”, alle 22,51 ora locale, quando in Italia saranno le 03,51 dell’alba di lunedì 29 giugno. “Il lanciatore Vega e i 53 satelliti a bordo sono in una configurazione stabilizzata e in totale sicurezza” ha assicurato la società che ha il suo quartier generale a Evry, in Francia, alle porte di Parigi. 

Per il Vega, lanciatore dell’Agenzia Spaziale Europea di 30 metri di altezza, quello di stamattina all’alba, (quando a Kourou erano le 22,51 di sabato 27 giugno) è stato un ulteriore stop, il terzo. A fermare il lanciatore europeo a concezione interamente italiana è stato ancora il temibile vento in quota sopra Kourou che aveva lasciato il vettore sulla rampa già il 19 giugno scorso. Ma il lancio aveva subito il primo slittamento già a marzo scorso a causa della pandemia di Covid-19 che aveva messo in lockdown la base della Guyana francese, a 500 chilometri a Nord dell’equatore. Questo sedicesimo volo di Vega rappresenta infatti la ripartenza dei lanci spaziali dopo la crisi dettata dal nuovo coronavirus che ha congelato la partenza del lanciatore costruito al 70% dall’italiana Avio a Colleferro, alle porte di Roma.  

Dunque, ancora fiato sospeso per la maxi squadra dell’azienda italiana guidata da Giulio Ranzo che conta 900 addetti fra l’impianto di Colleferro e le altre 4 sedi fra Italia e Francia. Fiato sospeso anche per la squadra di Leonardo che ha portato al 28% la sua partecipazione in Avio. Vegaè un lanciatore da record ed ha al suo attivo 14 lanci di fila di successo ed un solo volo fallito, il volo numero 15. Dunque questo nuovo appuntamento con lo spazio del lanciatore segna una doppia ripartenza. La missione che Vega si appresta a portare in orbita è inoltre davvero speciale perché rappresenta l’esordio del primo ‘car-share’ spaziale. Il sistema di distribuzione di satelliti dell’Esa, Small Spacecraft Mission Service (Ssms), è un dispenser che consente infatti di mettere in orbita 53 tra nano, micro e minisatelliti – satelliti del peso da 1 chilo e fino a 400 chili – a beneficio di 21 clienti di 13 Paesi. Un nuovo strumento, jha osservato l’Asi, “che consentirà di moltiplicare la capacità di lancio di Vega”.  

La realizzazione della piattaforma Ssms, spiega l’Asi, è il risultato di una collaborazione tra società italiane e della Repubblica Ceca che vede l’Italia come capofila. Sostanziosa la parte del carico utile che vede coinvolta l’Italia che, con l’Agenzia Spaziale Italiana, porterà in orbita un cubesat Dido-3 contenente un laboratorio per esperimenti in microgravità a controllo remoto, frutto di un accordo internazionale tra Asi, Agenzia Spaziale Israeliana (Isa), Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) e Ministero della Scienza e Tecnologia (Most). A bordo di Dido-3 quattro esperimenti congiunti italo-israeliani nei settori della ricerca biologica e farmacologica – controllati da terra attraverso un’applicazione mobile – che vedono, per la parte italiana, il coinvolgimento dell’Università Federico II di Napoli, dell’Università di Roma 3, dell’Università di Roma Tor Vergata e dell’Università di Bologna. Tra i piccoli satelliti che saranno messi in orbita anche un altro contributo italiano: Ion CubeSat Carrier (In Orbit Now) – sviluppato dalla società D-Orbit – si tratta di un vero e proprio satellite, di ingombro ridotto e del peso di circa 150 chili di massa complessiva, che ha la funzione di trasportatore di cubesats.