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Categoria: sostenibilita/csr

Sostenibilità: Lma, per Natale un albero in Kenya per ogni dipendente  

In occasione del Natale 2020, l’azienda torinese Lma, attiva nell’ambito della tecnologia e dell’innovazione in campo aeronautico e aerospaziale, ha deciso di accompagnare gli auguri a ciascuno dei propri dipendenti con la messa a dimora di un albero in Kenya: ogni albero recherà il nome del dipendente cui è stato donato, il quale potrà seguirne la crescita e la cura a distanza. 

L’importanza data alla responsabilità sociale coinvolge anche l’ambito delle donazioni dell’azienda verso enti, organizzazioni, progetti locali e nazionali che partecipano con Lma ad un mondo più sostenibile, inclusivo e vivibile: Croce Rossa Italiana, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, Istituto Internazionale Irccs di Candiolo, Fondazione Paideia e Insuperabili Onlus. 

L’azienda così sceglie di proseguire sulla strada della responsabilità sociale e della sostenibilità, un impegno testimoniato anche nella realizzazione di Respira, la mascherina lavabile e riutilizzabile, realizzata in silicone, flessibile, riciclabile e caratterizzato da un ciclo di vita più longevo della plastica. 

 

Sostenibilità: Amazon diventa più grande acquirente energia rinnovabile al mondo  

Amazon ha annunciato oggi di aver investito in 26 nuovi progetti di energia eolica e solare su larga scala per un totale di 3,4 gigawatt (GW) di capacità di produzione di energia elettrica, portando il suo investimento totale in energie rinnovabili nel 2020 a 35 progetti con più di 4 GW di capacità – il più grande investimento aziendale in energie rinnovabili in un solo anno. Questi nuovi progetti fanno di Amazon il più grande acquirente aziendale di energia rinnovabile ad oggi. 

Amazon ha investito in 6,5 GW di progetti di energia eolica e solare che consentiranno all’azienda di rifornire le proprie attività con più di 18 milioni di megawatt (MW) di energia rinnovabile all’anno, l’equivalente necessario per alimentare 1,7 milioni di abitazioni negli Stati Uniti per un anno. Questi progetti forniranno energia rinnovabile per gli uffici corporate di Amazon, i centri logistici e i data center di Amazon Web Services (Aws) che supportano milioni di clienti in tutto il mondo.  

I nuovi progetti contribuiranno all’impegno di Amazon a raggiungere zero emissioni nette di CO2 in tutte le attività entro il 2040: parte di questo impegno prevede di alimentare le attività di Amazon con il 100% di energia rinnovabile, e l’azienda si sta muovendo per raggiungere questa pietra miliare entro il 2025, cinque anni prima rispetto all’obiettivo del 2030 fissato inizialmente. 

“Amazon sta contribuendo a combattere il cambiamento climatico muovendosi rapidamente per alimentare le nostre attività con energie rinnovabili – dichiara Jeff Bezos, fondatore e Ceo di Amazon – Con un totale di 127 progetti solari ed eolici, Amazon è ora il più grande acquirente aziendale di energia rinnovabile di sempre. Siamo sulla strada giusta per gestire il 100% del nostro business con energie rinnovabili entro il 2025 – cinque anni prima del nostro obiettivo iniziale del 2030. Questo è solo uno dei molti passi che stiamo compiendo e che ci aiuterà a rispettare il nostro impegno preso con il Climate Pledge. Non potrei essere più orgoglioso di tutti i team di Amazon che continuano a lavorare duramente, in modo brillante e rapido, per portare a compimento questi progetti”. 

I 26 nuovi progetti eolici e solari annunciati oggi si trovano in Italia, Australia, Francia, Germania, Sudafrica, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti e sono i primi di Amazon in Francia, Germania, Italia e Sudafrica. In Italia, i primi due parchi fotovoltaici saranno situati in Sud Italia e forniranno complessivamente 66 MW di energia. Amazon raggiunge oggi un totale di 127 progetti di energia rinnovabile in tutto il mondo, tra cui 59 progetti di energia eolica e solare rinnovabile su larga scala e 68 impianti fotovoltaici sui tetti nei centri di distribuzione e nei centri di smistamento in tutto il mondo (di cui 4 in Italia). 

Gli investimenti del settore privato, spiega Miranda Ballentine, Ceo di Renewable Energy Buyers Alliance (Reba), “sono essenziali per sviluppare le energie rinnovabili al ritmo necessario a guidare azioni globali a favore del clima. I soli progetti con sede negli Stati Uniti rendono l’annuncio di Amazon più grande del 270% rispetto al maggiore annuncio di acquisto aziendale da parte di un singolo acquirente, e dimostrano la capacità di leadership e l’impegno dell’azienda per un futuro caratterizzato da energia pulita”. 

Il plauso arriva da Gregory Wetstone, presidente e Ceo American Council on Renewable Energy (Acore: “A nome del settore delle energie rinnovabili, apprezziamo Amazon per il suo contributo senza precedenti alla transizione delle energie rinnovabili di quest’anno. Con ben 35 nuovi importanti progetti di energie rinnovabili nel 2020, Amazon merita un enorme riconoscimento per la sua capacità di leadership nella transizione globale verso le energie rinnovabili. Procurare più di 4.000 MW di nuova energia rinnovabile in un solo anno è un risultato incredibile, e segna un grande progresso verso l’obiettivo di Amazon di essere alimentata al 100% da energia rinnovabile. Siamo immensamente grati ad Amazon per i suoi sforzi per aiutarci a rimanere a poca distanza dalle riduzioni delle emissioni di gas serra che gli scienziati dicono siano necessarie per evitare i peggiori impatti del cambiamento climatico”. 

Lo scorso anno, Amazon e Global Optimism hanno co-fondato il Climate Pledge, un impegno a raggiungere l’accordo di Parigi con 10 anni di anticipo e ad essere a zero emissioni di CO2 entro il 2040.  

Il Climate Pledge ha oggi 31 firmatari, tra cui Unilever, Verizon, Siemens, Microsoft e Best Buy. Per raggiungere il suo obiettivo, Amazon continuerà a ridurre le emissioni in tutte le sue attività, stabilendo un percorso per alimentare le sue attività al 100% di energia rinnovabile entro il 2025, cinque anni prima dell’obiettivo iniziale del 2030; realizzando il programma Shipment Zero per rendere tutte le spedizioni a zero emissioni, con il 50% di spedizioni già carbon neutral nel 2030; e acquistando 100.000 veicoli elettrici per le consegne, il più grande ordine di veicoli elettrici per consegne. 

Coronavirus, Just Eat a fianco della ristorazione 

Just Eat viene in aiuto ai ristoratori italiani con un’iniziativa che prevede zero commissioni per i nuovi ristoranti che attivano il servizio di consegna a domicilio. Oltre a questo, la società del food delivery prevede uno sconto del 25% sulle commissioni per oltre 5mila ristoranti partner più colpiti dalle restrizioni legate all’emergenza Covid. 

La decisione è stata presa a seguito delle nuove restrizioni nazionali che coinvolgono la ristorazione italiana, come la chiusura anticipata del consumo nei ristoranti alle 18. “L’azzeramento della commissione sarà estendibile e prorogabile in base all’evoluzione della situazione e sarà in vigore per un periodo minimo di 1 mese”, spiega una nota. 

Sarà incentivata anche la possibilità di essere online su Just Eat con il proprio ristorante attraverso un menù ridotto, cioè con un numero limitato di piatti, pensati per l’attivazione del servizio di delivery e in grado così di rispondere alla situazione di emergenza offrendo ai propri clienti i prodotti principali e più ordinati nel proprio menù. 

“Il 2020 è per il mondo e per il nostro Paese un anno difficile. Il nostro impegno, forte durante l’emergenza, e continuativo per essere vicini a ristoranti, rider e clienti, oggi si rinnova per supportare ulteriormente una delle categorie più colpite dalle nuove restrizioni” commenta Daniele Contini, Country Manager di Just Eat in Italia. “Crediamo infatti che il consenso e il prosieguo delle consegne a domicilio sia un elemento importante per la ristorazione e noi vogliamo sostenerlo promuovendo il digitale con zero costi di commissione per chi ancora non utilizza il digital food delivery e una riduzione dei costi per oltre 5.000 ristoranti che già utilizzano già il servizio. Vogliamo permettere ai ristoranti di fare leva su un servizio che si è dimostrato essenziale per l’Italia dall’inizio dell’emergenza ad oggi”. 

 

Clima: investitori, obiettivi scientifici per aziende responsabili 25% emissioni  

Un gruppo di 137 istituzioni finanziarie globali, per un patrimonio di quasi 20 trilioni di dollari in partecipazioni (tra cui Eurizon Capital Sgr Spa, Etica Sgr – Investimenti responsabili, Amundi e Allianz Se) chiede alle aziende ad alto impatto ambientali di impegnarsi in un’azione per il clima un futuro a emissioni zero, fissando obiettivi basati sulla scienza. Le aziende a cui è rivolto l’appello, ogni anno sono responsabili di 13,5 giga tonnellate di emissioni, pari al 25% delle emissioni globali totali. 

L’invito è stato comunicato oggi attraverso una nuova campagna di mobilitazione coordinata da Cdp, organizzazione non-profit che gestisce la piattaforma globale di divulgazione ambientale. La richiesta è stata inviata a oltre 1.800 aziende.  

Il gruppo di istituzioni finanziarie intende sollecitare le aziende a fissare obiettivi attraverso l’iniziativa Science Based Targets (SBTs) per garantire che siano monitorate in modo indipendente rispetto allo standard di settore e al fine di fissare obiettivi climatici aziendali comprovati scientificamente. Tale approccio consente agli investitori e alle aziende di aumentare il target climatico che può essere misurato in modo uniforme e confrontabile. 

Considerando che queste società rappresentano il 40% dell’indice Msci Acwi, l’indice azionario globale di riferimento di Msci, gli investitori e le istituzioni finanziarie sono particolarmente interessati a gestire l’esposizione ai rischi climatici e a de-carbonizzazione il loro portafoglio. 

Più di mille aziende in tutto il mondo stanno già fissando obiettivi scientifici per la riduzione delle emissioni, tra cui oltre 300 che fissano il loro obiettivo a 1,5°C attraverso la campagna Business Ambition for 1,5 °C. La riduzione delle emissioni della catena del valore, in linea con la climatologia, può infatti aumentare la resilienza e la competitività delle aziende, accelerare l’innovazione, rispondere agli adeguamenti normativi e aumentare la fiducia degli investitori. 

“Siamo lieti che così tanti grandi investitori europei riconoscano l’importanza per le aziende di fissare obiettivi scientifici in linea con 1,5°C – commenta Laurent Babikian, director of Capital Markets di Cdp Europe- richiedendo alle aziende di ridurre velocemente le emissioni pertinenti l’ambito 3, gli Sbt sono fondamentali per de-carbonizzare intere catene del valore. Gli investitori hanno bisogno di più società con Sbt per ampliare il loro universo di investimento e costruire portafogli diversificati in linea con l’accordo di Parigi. Ora, il prossimo passo per creare un circolo virtuoso di azione è che quegli investitori fissino i propri obiettivi basati sulla scienza, aiutino a focalizzare i loro flussi di credito e investimento e mobilitino più velocemente i capitali verso le aziende e le tecnologie che guidano la transizione verso un’economia a impatto zero”. 

L’adozione di obiettivi di riduzione delle emissioni da parte delle aziende, per Jean-Jacques Barbéris, direttore della divisione Clienti Istituzionali e Aziendali & Esg di Amundi, “è un fattore critico per la mobilitazione dei capitali. Gli investitori responsabili vogliono investire in società che si stanno spostando verso un’economia allineata a quella di Parigi – Gli obiettivi su base scientifica rappresentano uno strumento globale, forte e utile per supportare le aziende nel loro percorso di transizione. Limitare il riscaldamento globale richiede una risposta collettiva; le azioni da parte delle aziende e la mobilitazione degli investitori per decarbonizzare i portafogli vanno di pari passo. Supportare Cdp in questa rilevante iniziativa fa parte del nostro più ampio impegno a sostenere le azioni per il clima”. 

Tra i sostenitori della campagna, Etica, perché “rappresenta le aspettative degli investitori su come le aziende possono fare la loro parte per raggiungere l’obiettivo sul clima fissato dall’Accordo di Parigi – spiega Aldo Bonati, Corporate Engagement and Networks Manager Etica Sgr – Le aziende con approvati obiettivi su base scientifica dimostrano il loro impegno a integrare il rischio climatico nel loro sistema di gestione e sono meglio attrezzate per affrontare i rischi e le opportunità della transizione verso un’economica a basse emissioni di carbonio”. 

Negli ultimi due decenni, Cdp ha creato un sistema che ha portato a un impegno senza precedenti, in tutto il mondo, sulle questioni globali con investitori e imprese. Questa campagna unisce l’attività comprovata di Cdp e l’esperienza come partner fondatore dell’SBTi, per utilizzare l’autorità degli investitori e promuovere ulteriormente la divulgazione. All’inizio di questo mese l’SBTi ha rilasciato il primo sistema di riferimento dedicato alle istituzioni finanziarie per fissare obiettivi basati sulla scienza per le proprie operazioni e portfolio, e ora sta invitando le istituzioni finanziarie a presentare gli obiettivi per la convalida. 

Sebbene le aziende possano fissare obiettivi basati sulla scienza in qualsiasi momento durante l’anno, gli investitori coinvolgeranno le aziende fino a maggio 2021, momento in cui verrà valutato l’impatto di questa campagna. 

 

Sodalitas Call for Future, imprese che costruiscono un futuro sostenibile 

Al via la nuova campagna nazionale Sodalitas Call for Future, iniziativa promossa da Fondazione Sodalitas per far conoscere all’opinione pubblica, alle istituzioni e soprattutto ai giovani il ruolo strategico delle imprese nello sviluppo sostenibile del Paese. Una campagna di sensibilizzazione su sfide rilevanti e soluzioni efficaci che possono contribuire a realizzare gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030. 

Da oggi e fino al 30 novembre 2020 si apre la call rivolta a tutte le aziende interessate a presentare i propri progetti in corso o realizzati in Italia o all’estero negli ultimi 5 anni che abbiano contribuito a generare un cambiamento positivo rispetto a una di queste quattro sfide: Call for Planet (ambiente e cambiamento climatico), Call for People (inclusione sociale e qualità della vita), Call for Work (lavoro e occupabilità), Call for Better (stili di vita sostenibili).  

Le aziende possono pubblicare le azioni per un futuro sostenibile su https://callforfuture.ideatre60.it/.  

Tutti i progetti parte di Sodalitas Call for Future avranno visibilità sulla piattaforma digitale dedicata alle imprese protagoniste del cambiamento, riceveranno il marchio “Sodalitas Call for Future” per valorizzare il proprio contributo al futuro sostenibile, concorreranno a essere scelte da un panel scientifico indipendente tra gli 8 SDGs champions più efficaci nell’attuare l’Agenda Onu 2030, e saranno protagoniste del concorso “Together for Future” che coinvolgerà le scuole secondarie di secondo grado d’Italia. 

Sodalitas Call for Future si rivolge, infatti, anche ai giovanissimi. A partire da gennaio 2021 il concorso “Together for Future” coinvolgerà 7.500 scuole superiori su tutto il territorio nazionale e 2 milioni di studenti che saranno invitati a scoprire i progetti delle imprese partecipanti a Sodalitas Call for Future per conoscerne i contenuti e lasciarsi ispirare, ed esprimere le proprie aspettative proponendo idee e progetti da realizzare per contribuire ad un mondo più sostenibile. La sostenibilità diventerà così il linguaggio comune su cui fondare un nuovo dialogo tra le imprese e i giovani. 

“Stiamo attraversando una fase di crisi e cambiamento che non ha precedenti – dichiara Enrico Falck, presidente di Fondazione Sodalitas – è soltanto nel segno della sostenibilità che possiamo tornare a generare ripresa, crescita e inclusione. Fondazione Sodalitas è a fianco delle imprese che puntano sulla sostenibilità come fattore chiave sia per creare valore competitivo a beneficio dell’azienda che per promuovere lo sviluppo della società nel suo complesso. Con la Call for Future invitiamo le aziende a condividere le proprie migliori pratiche, in modo da rendere riconoscibile il loro impegno e creare conoscenza condivisa, promuovendo inoltre un dialogo con i giovani, che del futuro sono i protagonisti”.  

Sodalitas Call for Future è un’iniziativa di Fondazione Sodalitas realizzata in collaborazione con: Omnicom PR Group, Fondazione Italiana Accenture, La Fabbrica, Rus (Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile), Contrasto, Legambiente, Walden Lab. Con i media partner: Adnkronos – Prometeo, Corriere della Sera – Buone Notizie, IGPDecaux, QVC Italia. E con il patrocinio di: Commissione Europea, ministero dell’Ambiente, ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Regione Lombardia, Assolombarda, Ferpi e Pubblicità Progresso. 

 

Sostenibilità: Frosta difende il ‘freddo’, partner della Carovana dei Ghiacciai 

Difendere il freddo. A partire da quello dei ghiacciai, ma non solo. E’ l’obiettivo di Frosta, società tedesca di prodotti surgelati, che per farlo ha scelto di agire direttamente, sia intervenendo sul proprio sistema produttivo, sia attraverso progetti specifici come “Frosta Amica della Natura”, nell’ambito del quale collabora con Legambiente. Dopo il progetto Save The Queen sulle api, è infatti partner nella Carovana dei Ghiacciai 2020, campagna realizzata con il supporto del Comitato Glaciologico Italiano che monitora lo stato di salute dei ghiacciai alpini. 

Non solo ghiacciai. Grazie al calcolo del Life Cycle Assessment, cioè l’impronta ambientale del ciclo di vita del prodotto, è possibile monitorare i consumi e le emissioni di CO2, mettendo in pratica azioni per diminuirle. Per esempio dotandosi di sistemi di raffreddamento con recupero di calore, impianti di riciclo istantaneo dei rifiuti vegetali ed impianti fotovoltaici per l’alimentazione delle celle frigorifere. Grazie a queste azioni Frosta dal 2008 a oggi ha ridotto del 30% le emissioni. 

Alcuni impianti, come quello di Lommatzsch in Germania, sono già alimentati completamente con energia verde, cioè senza l’utilizzo di energia fossile o nucleare. 

Come si fa a valutare quanto incidano le azioni che ciascuno di noi fa sullo stato di salute del pianeta? Attraverso un sistema che calcoli l’impronta di carbonio, per esempio quello ufficiale Carbon footprint messo a disposizione da Frosta sul proprio sito. L’ambizione però è di fare di più e meglio, riducendo ulteriormente l’impronta di carbonio del 7% entro il 2022. 

La scelta e la selezione degli ingredienti, poi, incide fortemente sulla CO2 prodotta e agire su questi fattori vuol dire spesso per le aziende aumentare i costi di produzione. Frosta ha deciso di non utilizzare colture nelle serre e trasporti aerei per gli ingredienti, pur mantenendo invariata la qualità dei prodotti. 

Inoltre, ha scelto di surgelare immediatamente i prodotti, sul peschereccio o immediatamente dopo la raccolta perché il trasporto di cibi frozen è notevolmente meno inquinante di quello dei cibi freschi: ogni carico di prodotti surgelati corrisponde a 3 o 4 carichi di cibi freschi. 

Produrre in maniera attenta all’ambiente vuol dire occuparsi di tutti gli aspetti legati ai prodotti, compresa la confezione e il suo smaltimento. Per questo motivo Frosta ha creato la ecobag, la prima busta di carta per surgelati riciclabile nella carta. Introdotta in Italia a febbraio, entro la fine del 2020 sarà utilizzata per tutti i prodotti La Valle degli Orti del marchio Frosta.  

L’innovativo packaging offre numerosi vantaggi: oltre a essere più leggero (contribuendo a ridurre il peso del trasporto), è facilmente riciclabile e ha come principale componente la carta, imballaggio meno impattante della plastica in termini di CO2 prodotta. Infine, la carta è grezza, priva delle sostanze chimiche solitamente utilizzate per il trattamento dei packaging, e riduce al minimo l’impatto ambientale dei processi produttivi. 

Più in generale, Frosta ha scelto di utilizzare solo imballaggi realizzati in un’unica plastica non miscelata ad altri materiali. 

Sostenibilità: Lucart, da imballaggi green a investimenti in nuove tecnologie  

Una nuova turbina a gas, installata nello stabilimento di Diecimo, in grado di fornire una potenza di 12,5 Mw, con un rendimento cogenerativo (elettrico e termico) dell’85%; lo sviluppo di un nuovo packaging in carta riciclata realizzato con la carta per imballaggi flessibili prodotta nello stabilimento di Porcari.  

Ma soprattutto gli investimenti in innovazione e nuove tecnologie che hanno consentito a Lucart di ottenere due importanti riconoscimenti: l’European Cleaning and Hygiene Awards per il progetto Municipal Material Cycle come “migliore iniziativa europea per innalzare il profilo del settore della pulizia professionale”, e il premio Coop for Future, organizzato da Coop Italia, per l’impegno di Lucart nei confronti dell’ambiente. 

L’impegno verso l’innovazione, la responsabilità sociale e gli obiettivi del Green Deal europeo di Lucart è raccontato nel 15esimo Rapporto di Sostenibilità che rende conto anche di un fatturato, nel 2019, pari a 515 milioni di euro (+6,4%). 

Negli anni Lucart, si legge nel Rapporto di Sostenibilità, ha raggiunto questi traguardi di riduzione del proprio impatto ambientale: riduzione delle emissioni di CO2 e di Nox, rispettivamente del 6,8% e del 16,9% (vs 2014); diminuzione dei rifiuti per tonnellata di carta prodotta (- 13,8% vs 2014); miglioramento nell’utilizzo delle risorse idriche ed energetiche, con consumi specifici di acqua calati del 13,3% (vs 2013) e di energia ridotti dell’8,1% (vs 2014); incremento nell’utilizzo di carta da riciclo, arrivato al 55% del totale del mix di produzione, in aumento del 2% rispetto al 2018; la migliore gestione dei rifiuti di produzione, che sono avviati a recupero in un’ottica di economia circolare per il 62%. 

Nel 2020 il Gruppo ha già stanziato 10 milioni di euro per l’installazione di una nuova turbina cogenerativa a Porcari, che va a completare il piano di rinnovamento energetico del Gruppo, la cui potenza complessiva autoprodotta negli stabilimenti italiani arriverà a raggiungere la soglia dei 32 MW. Infine, è previsto a breve il lancio di nuove linee guida per il Packaging Sostenibile che contribuiranno al raggiungimento dell’obiettivo del 100% di imballaggi riciclabili o compostabili entro il 2025. 

“La crisi sanitaria ed economica che stiamo vivendo ci impone di riflettere ulteriormente sui nostri stili di vita, sulle nostre abitudini e di conseguenza sul nostro modo di fare impresa – afferma Massimo Pasquini, amministratore delegato di Lucart – Il 2019 è stato un anno in cui la presa di coscienza sull’importanza della connessione fra temi economici, sociali e ambientali è passata dal piano individuale a quello collettivo, come hanno dimostrato i movimenti giovanili e l’adozione di nuove norme e piani di sviluppo a livello europeo come il Green Deal”. 

“In quest’ottica, la notizia del recente accordo tra Governo e Confindustria per una strategia industriale che vada nella direzione degli obiettivi europei in termini di sostenibilità, conferma la bontà delle decisioni strategiche che abbiamo intrapreso negli anni e ci sprona a puntare con sempre più decisione verso modelli di sviluppo come l’economia circolare e la simbiosi industriale, in grado di creare valore condiviso nel rispetto del Pianeta”. 

Nel 2019 Lucart ha creato un nuovo comitato responsabile dell’applicazione del programma di sostenibilità, rivedendo i propri obiettivi di miglioramento in funzione degli SDGs fissati dalle Nazioni Unite per il 2030.