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Categoria: spettacoli

Magalli: “Post sulla Rai? Nessun attacco, solo scuse ai telespettatori”

“Non c’è alcun attacco alla Rai, ho solo fatto un post su Facebook per scusarmi con i tanti telespettatori che mi scrivono chiedendomi i motivi delle frequenti cancellazioni del programma. Qualcuno doveva pur farlo”. Così Giancarlo Magalli, conduttore su Rai2 di ‘Una parola di troppo’, spiega all’Adnkronos le ragioni del suo post in cui parla di “programmazione schizofrenica” della Rai. “E’ la solita vicenda che viene ingigantita, allargata, da vari siti che vogliono fare sensazionalismo – dice Magalli – Non ho nulla contro la Rai, anzi. Invece di ‘schizofrenica’ avrei potuto dire ‘fantasiosa’ – osserva – ma non sarebbe cambiato nulla”. 

Perché ‘fantasiosa’? ‘Una parola di troppo’ è “un programma – spiega il conduttore – nato per andare in onda cinque giorni a settimana per 30 puntate, da ottobre a dicembre. Questo era l’accordo che avevo con il direttore di Rai2 Ludovico Di Meo. E così avrebbe funzionato negli ascolti, perché è un programma che piace e che quando viene trasmesso con continuità, fa il 4%, uno share che in quella fascia oraria (dalle 17:15 alle 18:00 su Rai2) è molto buono. Poi però i giorni sono diventati quattro perché il venerdì ce l’hanno tolto per trasmettere un altro programma, poi diventano tre o due perché un giorno c’è il volley, un altro il calcio, un altro ancora la diretta dalla Camera o dal Senato. E’ chiaro che la Rai può decidere di mandare in onda quello che vuole, ma con queste continue sospensioni non si riesce a creare l’affezione che è alla base dei risultati di ascolto di un programma. E quindi la settimana successiva, quando torniamo in onda, partiamo dal 2 o 3%…”. 

Magalli chiarisce che le 30 puntate “si faranno tutte, avremo anche uno speciale Telethon, ma il programma avrebbe meritato di andare in onda con regolarità, senza tutte queste sospensioni per fare spazio ad altre cose, molte delle quali – osserva – non si capisce perché non siano andate sui canali dedicati, senza togliere spazio a un programma che alla gente piace molto, per il quale ho ricevuto solo lodi, lo guardano tutti e giocano da casa in famiglia. Ecco perché ho fatto quel post, solo per scusarmi con i telespettatori. Poi alcuni siti lo hanno ‘sensazionalizzato’ scrivendo che io attaccavo la Rai. Tutte fesserie, non attacco proprio nessuno. Ho solo evidenziato un problema di continuità della programmazione che un po’ ci ha danneggiato”, conclude il conduttore.  

La morte di Paolo Pietrangeli: dalla sua ‘Contessa’ inno del ’68 al G8

Il mondo aristocratico da un lato, le lotte studentesche e operaie dall’altro: tutto riassunto e sintetizzato in un titolo, ‘Contessa’, che è anche un inno politico di un’epoca, il Sessantotto, caratterizzato dalle forti contrapposizioni ideologiche, sociali, persino morali; tutto condensato in un brano che è il manifesto artistico di Paolo Pietrangeli, cantautore e regista televisivo, scomparso oggi all’età di 76 anni. 

Il testo di ‘Contessa’ – se riletto e rivisitato con gli occhi e le orecchie di oggi – potrebbe forse suonare persino ‘eversivo’, un’incitazione se non alla violenza quanto meno alla ribellione. “Compagni dai campi e dalle officine, prendete la falce, portate il martello, scendete giù in piazza, picchiate con quello, affossate il sistema”. E ancora: “Voi gente per bene che pace cercate, la pace per far quello che voi volete: ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra, vogliamo vedervi finir sotto terra; ma se questo è il prezzo l’abbiamo pagato: nessuno più al mondo deve essere sfruttato!”. 

Sono del 1968 sia ‘Contessa’ che ‘Valle Giulia’: la prima incentrata sulle lotte operaie, la seconda sulle proteste studentesche, entrambi i brani simbolo del Sessantotto. E’ difficile scindere il Pietrangeli artista da quello politico. Sin dalla nascita, si potrebbe dire, visto che avviene a Roma il 29 aprile del 1945, appena quattro giorni dopo la Liberazione dell’Italia dai nazifascisti. Era figlio del regista Antonio Pietrangeli e a vent’anni entra nel Nuovo Canzoniere Italiano per cui compone canzoni dal forte impegno politico e sociale. 

Negli anni Settanta si dedica alla sua attività di regista cinematografico prima e televisivo poi, firmando anche programmi come ‘Maurizio Costanzo Show’ e

‘Amici di Maria De Filippi’

per la Fininvest. E se Silvio Berlusconi entra in politica nel 1994 fondando Forza Italia e collocandola al centrodestra dello schieramento parlamentare, Paolo Pietrangeli si candida nel 1996 per Rifondazione comunista, senza essere eletto, per aderire poi a Sel, il movimento Sinistra Ecologia Libertà di Nichi Vendola e infine al partito Potere al popolo. L’ultimo documentario è dedicato alle giornate e alle violenze durante il G8 di Genova: teneva a ‘dire la sua’, dal ’68 al ‘G8…
 

(di Enzo Bonaiuto) 

Mara Venier, messaggio dopo caduta a Domenica In

“Poteva andare peggio, sto bene”. Mara Venier, dopo la caduta a Domenica In (video), pubblica un messaggio rassicurante su Instagram. Nella foto, sulla fronte è ben visibile il bernoccolo provocato dall’incidente avvenuto ieri, in una pausa pubblicitaria della trasmissione. La conduttrice è caduta battendo la testa e facendosi male ad un piede. Nonostante l’incidente, non ha abbandonato lo studio e ha intervistato Memo Remigi come programmato. 

Gina Lollobrigida a Domenica In: “Lasciatemi morire in pace”

“Lasciatemi morire in pace, non merito di essere umiliata ogni volta. Non ho fatto niente di male, eppure sono accaniti contro di me e non mi lasciano in pace”. E’ lo sfogo di Gina Lollobrigida a Domenica In. L’attrice 94enne fa riferimento alla vicenda giudiziaria che la vede coinvolta con membri della sua famiglia. 

“Più che stanca, mi sento umiliata. Dovrebbero lasciarmi morire in pace. Non ho fatto niente di male, capito?”, dice l’attrice. C’è poi la vicenda relativa ad un matrimonio annullato con uomo spagnolo che secondo Antonio Ingroia, legale dell’attrice, “sta cercando tuttora di presentarsi come marito di Gina Lollobrigida: è un falso, quel matrimonio è stato annullato. Le persone che si sono mosse contro Gina Lollobrigida lo hanno fatto in modo coordinato con un obiettivo che non è la tutela di Gina Lollobrigida ma il suo patrimonio”. 

“Ala mia età dovrei avere un po’ di pace ma non ce l’ho ancora, è veramente una cosa indegna che si occupino così tanto di me in questo modo”, dice l’attrice, che allarga il discorso anche al figlio: “Non lo voglio vedere più, mi sono stancata. Ho diritto di vivere e ho diritto di morire in pace”, dice. 

Gomorra 5, da oggi su Sky la stagione finale

Gomorra 5, è arrivato il giorno dell’attesissima resa dei conti fra i protagonisti nella stagione finale: il cult Sky Original prodotto da Cattleya in collaborazione con Beta Film debutta questa sera, venerdì 19 novembre, con i primi due episodi dalle 21.15 in prima visione su Sky Atlantic e in streaming su NOW (oltre a essere disponibile ovviamente on demand su Sky). 

I primi due episodi mostrano una Napoli in macerie dopo lo scontro tra i Levante e Patrizia. La città vedrà il ritorno sulla scena di Genny Savastano: costretto alla latitanza e rifugiatosi in un bunker alla fine della quarta stagione, sarà richiamato in azione per dar battaglia ai nemici ancora in piedi. Con lui Il suo unico alleato, ‘O Maestrale, il misterioso boss di Ponticelli. Tra chi chiede vendetta c’è chi è a conoscenza di informazioni che possono stravolgere l’apparente equilibrio: Ciro Di Marzio è vivo, a Riga. Appresa la notizia Genny si precipita in Lettonia, dove l’Immortale è stato mandato in esilio da Don Aniello. Dopo un anno di silenzio, i due sono di nuovo faccia a faccia, pronti finalmente a dirsi quello che non sono mai riusciti a dirsi prima, e sembrano pronti a collaborare. 

Nata da un’idea di Roberto Saviano e tratta dal suo omonimo romanzo, la più famosa e apprezzata tra le serie italiane nel mondo – nella classifica del New York Times al quinto posto fra le produzioni non americane più importanti del decennio 2010/2020 – è stata venduta in più di 190 territori, ricevendo ovunque un’accoglienza entusiastica da parte di pubblico e critica, ottenendo numerosissimi premi e contribuendo in maniera decisiva a ridefinire gli standard della serialità italiana. 

Girati fra Napoli, Riga e Roma, i dieci nuovi episodi di Gomorra – Stagione finale sono scritti dagli head writer Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, che firmano anche il soggetto di serie con Roberto Saviano. Completano il team di scrittura Valerio Cilio e Gianluca Leoncini. I primi 5 episodi e il nono sono diretti da Marco D’Amore, già regista di due episodi di Gomorra 4 e del film L’Immortale, grande successo targato Cattleya e Vision Distribution che fa da ponte narrativo fra la quarta e la quinta stagione, mentre gli episodi 6, 7, 8 e 10 sono diretti da Claudio Cupellini, al timone fin dagli esordi della serie. Entrambi sono anche supervisori artistici. 

Nel cast, oltre agli storici protagonisti – Salvatore Esposito nei panni di Genny Savastano, Marco D’Amore nel ruolo di Ciro Di Marzio, Ivana Lotito nel panni di Azzurra e Arturo Muselli che torna ad interpretare Enzo Sangue Blu – le new-entry Domenico “Mimmo” Borrelli che interpreta Don Angelo detto ‘O Maestrale, Tania Garribba (Il Primo Re, Tutto il mio folle amore) nei panni di Donna Luciana, la moglie di ‘O Maestrale, nei panni di ‘O Munaciello Carmine Paternoster, mentre Antonio Ferrante e Nunzia Schiano sono ‘O Galantommo e Nunzia, sua moglie. 

Rapper Young Dolph ucciso a Memphis

Il rapper Young Dolph è stato ucciso a colpi di arma da fuoco a Memphis. Lo riportano i media americani, spiegando che il musicista, 36 anni, è stato avvicinato all’interno di un negozio di biscotti da un uomo che gli ha sparato. Nonostante l’identificazione non sia stata completata, gli agenti di polizia hanno confermato l’identità della vittima. Nella zona dell’omicidio si sono riversate centinaia di persone e ci sono stati momenti di tensione e rabbia per gli episodi di violenza in città. I fan di Young Dolph hanno manifestato il loro dolore per la perdita di quella che era considerata una vera icona della città di Memphis. 

E’ morto a 41 anni Heath Freeman, attore di ‘Bones’

L’attore statunitense Heath Freeman, che ha interpretato Gavin Dillon nel legal drama ‘Avvocati a New York’ e il serial killer Howard Epps in ‘Bones’, è morto all’età di 41 anni. La notizia della scomparsa è stata confermata a ‘The Hollywood Reporter’. La data, il luogo e la causa del decesso non sono state rivelate e non ci sono “ulteriori dettagli in questo frangente”, secondo il manager dell’attore, Joe Montifiore. 

Freeman aveva debuttato nel 2001 recitando in alcuni episodi di “E.R. – Medici in prima linea” e poi si era fatto apprezzare nel 2003 interpretando Benjamin Frank nella serie tv “NCIS – Unità anticrimine”. Da una decina di anni aveva iniziato a recitare anche per il cinema. Tra i suoi film più recenti “12 fantastici orfani” e “The Outlaw Johnny Black”. Aveva appena finito di recitare in “Devil’s Fruit” e stava per girare “Terror on the Prairie”. 

“Siamo veramente devastati dalla perdita del nostro amato Heath Freeman – ha detto Montifiore – Un uomo brillante con uno spirito intenso e profondo, ci lascia un’impronta indelebile nei nostri cuori. La sua vita era piena di profonda lealtà, affetto e generosità verso la sua famiglia e i suoi amici, e una straordinaria gioia di vivere”. “Era estremamente orgoglioso del suo recente lavoro cinematografico ed era molto eccitato per il prossimo capitolo della sua carriera – continua la dichiarazione -. La sua notevole eredità come figlio, fratello, zio, amico, attore e produttore straordinariamente dotato, cuoco consumato e uomo dalla risata più contagiosa e spettacolare vivrà per sempre. Che la sua memoria sia una benedizione per tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato”. 

Ddl Zan, Lady Gaga: il messaggio alla comunità LGBTQ+

“Volevo semplicemente dire una cosa alla comunità LGBTQ+ in Italia: siete i più coraggiosi, siete i più gentili, siete un’ispirazione e che succeda una cosa di questo genere dobbiamo gridare al disastro”. E’ il messaggio che Lady Gaga, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, invia alla cominità LGBTQ+ in Italia. Sugli schermi scorrono le immagini delle manifestazioni andate in scena dopo lo stop al ddl Zan al Senato. In piazza risuonano le parole di ‘Born this way’, uno dei brani più significativi dell’artista. “Dovete essere protetti a tutti i costi, come tutti gli esseri umani di questa Terra. Continuerò a scrivere musica per voi e a lottare per voi”, dice Gaga. 

Maneskin, un’altra vittoria: miglior gruppo rock agli Ema

Ennesimo trionfo per i Maneskin. La band romana ha vinto il premio nella categoria miglior gruppo rock agli Mtv European Music Awards 2021 di Budapest. Damiano, Vittoria, Thomas e Ethan, nominati in tre categorie, hanno superato avversari del calibro di Coldplay, Foo Fighters, Imagine Dragons, Kings Of Leon e The Killers. 

Si tratta del primo successo italiano in una categoria internazionale nella storia degli European Music Awards. “Ci dicevano che non ce l’avremmo fatta con la musica. Beh, si sbagliavano”, ha detto Damiano ritirando il premio. 

“Best Rock andiamo!!! Questo premio significa tanto per noi. Grazie a Mtv Ema per tutte le nomination e per averci permesso di suonare su un tale palcoscenico da sogno e infinita gratitudine a tutti coloro che ci hanno sostenuto e votato, vi vogliamo bene!!!”, si legge sull’account twitter dei Maneskin. 

E i primi “complimenti” arrivano dal Ministro della Cultura, Dario Franceschini: “Il premio ‘Best rock’ agli MTV Europe Music Awards 2021 è un’ulteriore conferma del loro talento e una vittoria per tutta la musica italiana”. 

 

 

 

 

 

Lady Gaga: “House of Gucci è lettera d’amore all’Italia’

Una “lettera amore all’Italia” ma anche un messaggio “di profondo rispetto per la vostra cultura”. Parla Lady Gaga e i giornalisti sono rapiti. La star italo americana, al secolo Stefani Germanotta, riassume così ‘House of Gucci’ la pellicola firmata Ridley Scott in uscita il 16 dicembre prossimo

, che racconta l’omicidio di Maurizio Gucci, commissionato dall’ex moglie Patrizia Reggiani. Abito lungo blu a fiori bordato di rossa e chioma bionda, la regina del pop, 35 anni, si presenta a Palazzo Parigi, a Milano, per raccontare il suo ruolo nei panni di Patrizia Reggiani, la ‘vedova nera’ condannata nel 1988 per aver assoldato il sicario che sparò, all’erede Gucci uccidendolo, una mattina di primavera del 1995, mentre entrava nei suoi uffici di via Palestro. 

“E’ stata un’esperienza meravigliosa e spirituale, un viaggio straordinario ma anche una sfida – racconta Gaga ai giornalisti -. Ho interpretato un’assassina. Quello che ha fatto è stato profondamente sbagliato, un’immane tragedia. Ho girato questo film con un grande senso di riverenza per l’Italia e gli italiani. Il mio sogno è imparare perfettamente italiano e recitare in una produzione italiana, sarebbe molto bello”. Nella pellicola, realizzata tra Milano, Como e Roma, Lady Gaga ha messo tutta sé stessa, gettandosi a capofitto nella trama e nell’interpretazione della ‘vedova nera’, studiando ogni minimo dettaglio della sua vita, facendo indagini, scavando tra gli archivi fotografici, e tingendosi i capelli di castano “perché mi sentivo in imbarazzo a recitare coi capelli biondi’. Per ispirarsi al personaggio, Gaga ha preso come riferimento Gina Lollobrigida e Sophia Loren: “Ho passato tanto tempo guardando i loro film, riflettendo e pensando al business italiano, parlando sempre con un accento italiano. La mia è una famiglia italo americana, mio padre viene dalla Sicilia, per me era importante avere un approccio giornalistico e scoprire da sola, indagando, chi erano i Gucci”. 

La loro storia, ammette, “mi ricorda in qualche modo la mia famiglia anche se non abbiamo costruito un impero come il loro. Mio padre era un calzolaio, motivo per cui mi sento così onorata…penso a mio nonno Giuseppe Germanotta, non è più tra noi ma so che mi sta guardano ed è fiero di me”. Mentre parla trapelano le sue radici: “E’ sempre emozionante essere qui – dice in italiano -. Mi sento come se potessi piangere e non potrei essere più grata”. E qualche lacrima, in effetti, cade, soprattutto quando nomina il papà. “Quando parlo di questo film con la mia famiglia, mio padre continua a piangere e non posso non pensare alle sue lacrime. Essere riconosciuta per qualcosa che è così profondo…”. 

Quanto alla Reggiani, ammette, un certo legame lo ha avuto. “Dai media è stata raccontata come una cercatrice d’oro, che ha voluto sposare un membro di una ricca famiglia – spiega Gaga -. Ma non credo ci fosse avidità. Patrizia Reggiani è stata spinta oltre il limite, è avvenuto un omicidio perché tutto è stato concentrato sul business e non su di lei, avrebbero dovuto prestarle attenzione. Patrizia ha subito un trauma molto forte, è rimasta prigioniera in un sistema guidato da uomini. Lei con l’omicidio ha perso tutto: l’amore della sua vita, il padre delle sue figlie, ha commesso un errore madornale, un incidente emotivo ma la ritengo colpevole”. All’ex signora Gucci “ho trovato un modo di volere bene – rimarca Lady Gaga – perché era una giovane ragazza di Vignola che sognava in grande”. Anche se la sua storia è costellata da luci e ombre “serve a farci capire cosa succede alle donne quando sono spinte oltre il limite. Il messaggio per le donne è: se ritenete di non contare tenete duro, se sopravvivete cercate di restare integre”. 

Davanti alla cinepresa il talento non le manca. Lo si è visto in ‘A star is born’, per la cui colonna sonora ha vinto un Oscar e quando i reporter le chiedono se spera di fare il bis con ‘House of Gucci’ Gaga non lo nasconde: “Vincere un altro Oscar o avere anche solo la nomination sarebbe un grande onore”. Prima di lasciare la stanza, con lo sguardo di tutti cronisti puntati addosso, miss Germanotta spende un pensiero per gli operatori sanitari che hanno lavorato sul set del film, evitando che qualcuno si ammalasse. Quindi conclude: “Anche se abbiamo raccontato una storia che può sembrare in superficie sexy, di scandalo e omicidio, lo abbiamo fatto con il cuore se un progetto non ha sotto un cuore forte che batte per me non è importante”. (di Federica Mochi)
 

Lady Gaga a Milano: “Vincere un altro Oscar sarebbe un onore”

“Mi sento già molto privilegiata ad aver vinto un Oscar con ‘A star is born’. Senza quel film non so se avrei mai vinto. Vincerne un altro o avere anche solo una nomination sarebbe un grande onore”. Lady Gaga si è espressa così durante un incontro riservato con la stampa a Milano in occasione della première di ‘House of Gucci’, la pellicola firmata Ridley Scott in uscita il 16 dicembre prossimo, nel quale la popstar interpreta Patrizia Reggiani. 

“Quando parlo di questo film con la mia famiglia – ha continuato Lady Gaga – mio padre continua a piangere e non riesco a smettere di pensare alle sue lacrime, al fatto di essere riconosciuta per qualcosa che è così profondo” ha aggiunto l’artista commovendosi fino alle lacrime.  

“Voglio ringraziare tutti i medici e gli operatori sanitari che hanno lavorato durante la produzione del film al tempo del Covid, nessuno si è ammalato. Sono molto grata al personale sanitario”, ha detto ancora. 

“Vorrei che tutti vincessero un premio, ogni attore, ogni realizzatore – ha sottolineato l’artista -. Vorrei che tutti vincessero un premio per aver realizzato delle opere d’arte durante la pandemia. Il vero premio dovrebbe andare alle persone di tutto il mondo così coraggiose negli ultimi 18 mesi che hanno affrontato questa pandemia globale, questo è il vero coraggio”. 

 

Mina- Celentano, esce la raccolta dei duetti e un brano inedito

Si intitola “MinaCelentano – The Complete Recordings” la raccolta delle registrazioni in studio dei duetti di Mina e Adriano Celentano, con una grande sorpresa per il pubblico: conterrà un nuovo brano, inedito, dal titolo “Niente è andato perso”, inciso dalle due leggende a coronamento del loro feeling umano e artistico. 

A quasi 25 anni dall’ideazione del loro primo grande successo discografico insieme, “The Complete Recordings” raccoglie tutti i brani nati e interpretati per gli album “Mina Celentano” (campione di incassi con oltre un milione di copie vendute) e “Le migliori” (5 volte Platino). 

La raccolta (su etichetta Clan Celentano srl / Pdu Music & Production Sa, distribuzione Sony Music) è disponibile in preorder da oggi 12 novembre al link https://SMI.lnk.to/minacelentanoIn ; dal 26 novembre uscirà su tutte le piattaforme digitali e nelle versioni Hardcoverbook e Digifile (entrambe con doppio cd); e dal 10 dicembre saranno disponibili anche un Box Deluxe contenente il doppio cd e due Picture Disc, oltre a un 45 giri (Lato A: Niente è andato perso/Lato B: Eva), e due versioni in vinile (doppio LP colorato e doppio LP Black 180gr). Tutte le versioni comprendono un prestigioso libro fotografico contenente scatti inediti dei due artisti. 

Questa la tracklist dei brani che compongono “The Complete Recordings”: Niente è andato perso (inedito); Eva; A un passo da te; Brivido felino; Ma che ci faccio qui; Acqua e sale; Amami amami; È l’amore; Io non nolevo; Come un diamante nascosto nella neve; Specchi riflessi; Che t’aggia di’; Non mi ami; Messaggio d’amore; Sempre sempre sempre; Se mi ami davvero; Ti lascio amore; Sono le tre; Dolce fuoco dell’amore. 

Mercoledì 24 novembre, all’interno della Milano Music Week, il panel per celebrare il percorso artistico che ha fatto la storia in Italia. Interverranno le personalità che hanno contribuito all’enorme successo dei capolavori di Mina e Celentano. Tra i nomi, Claudia Mori, Massimiliano Pani, Celso Valli e Fio Zanotti. Produttori, arrangiatori e musicisti che racconteranno aneddoti e curiosità delle due leggende della musica italiana. Sarà inoltre presentato il videoclip dell’inedito “Niente è andato perso” realizzato da Mauro Balletti, autore anche di tutte le grafiche degli album.  

LOL 2, svelato il nuovo cast: Fedez e Frank Matano conduttori

Svelato il nuovo cast della seconda stagione di LOL2: Chi ride è fuori. Oltre al comunicato ufficiale di Amazon, il game master Fedez – affiancato da Frank Matano – ha raccontato in una diretta Instagram tutte le novità del comedy show che andrà in onda nel 2022.  

Virginia Raffaele, Corrado Guzzanti, Diana Del Bufalo, Maccio Capatonda, Maria Di Biase, Mago Forest, Alice Mangione, Gianmarco Pozzoli, Tess Masazza e Max Angioni si sfideranno a rimanere seri per sei ore consecutive provando, contemporaneamente, a far ridere i loro avversari, per aggiudicarsi un premio finale di 100.000 euro a favore di un ente benefico scelto da chi vincerà. La seconda stagione di LOL: Chi ride è fuori, prodotta da Endemol Shine Italy per Amazon Studios, adattamento della popolare serie giapponese, è in 6 episodi. 

A osservare l’esilarante gara comica dalla control room, torna nelle vesti di arbitro e conduttore Fedez, affiancato dal co-host Frank Matano, uno dei comici sfidanti della prima stagione. Alla prima risata di uno dei comici, dalla control room scatterà un cartellino giallo di ammonizione, seguito alla successiva dal temuto cartellino rosso di espulsione dal gioco. L’ultimo sfidante che riuscirà a resistere rimanendo serio per tutte le sei ore di gioco sarà il vincitore, e potrà donare 100.000 euro a un ente benefico di sua scelta. 

The Ferragnez, svelata la sigla ufficiale

Chiara Ferragni e Fedez hanno pubblicato via Instagram Stories la sigla di The Ferragnez – La serie che andrà in onda su Amazon Prime Video e che vede la coppia protagonista. “Abbiamo creato una sigla per la nostra serie The Ferragnez. Non vediamo l’ora che esca! Cosa vi aspettare di vedere?”, si legge nel post. 

A cantarla sono lo stesso Fedez e Chiara Ferragni. “Tutto è iniziato con un cane e un papillon, ma pensa un po’. Perché non allarghiamo la famiglia ancora un po’, tipo yo-yo. Perché ogni volta che mi baci è un Ko, quindi baciami stupido e inizia lo show. The Ferragnez!”, il testo della canzone. 

 

 

 

 

 

Lapo Elkann contro Dazn

Lapo Elkann attacca Dazn. “Servizio non ottimo, cambio di termini servizio in corso di campionato” twitta commentando la decisione di bloccare gli abbonamenti ‘multiuso’, che prevedono la possibilità di una doppia utenza. “La pirateria si sconfigge con prodotti di qualità, accessibili e facili da utilizzare. Si può guadagnare extra con contenuti Premium, non con i giochi delle 3 carte a spese dei consumatori #Daznout”. 

 

Morto a 64 anni Astro, fondatore degli UB40

E’ morto a 64 anni Terence Wilson, meglio conosciuto come Astro, fondatore degli UB40. Il cantante britannico, che si è esibito nella band reggae pop per più di 30 anni, è deceduto dopo una “brevissima malattia”. A dare la notizia un comunicato sui profili social della band: “Siamo assolutamente devastati e completamente addolorati. Il mondo non sarà più lo stesso senza di lui”. 

Astro, percussioni, tromba e voce della band, ha lasciato gli UB40 nel 2013 e ha continuato a esibirsi con un altro ex membro della band, Ali Campbell. I due sarebbero dovuti andare in tournée anche nel 2022. La band originale aveva sfondato nei primi anni ’80 con la sua interpretazione unica del reggae britannico e ha trovato successo con brani come ‘Red Red Wine’ e ‘Can’t Help Falling In Love’. 

Il gruppo nato a Birmingham – che prende il nome dal modulo per richiesta dell’indennità di disoccupazione di allora – ha venduto più di 70 milioni di dischi. Ad agosto, il sassofonista e altro membro fondatore degli UB40, Brian Travers, era morto di cancro all’età di 62 anni. 

Maneskin conquistano Las Vegas sul palco degli Stones

I Maneskin conquistano Las Vegas. La band romana, vestita tutta a stelle e strisce e animata dalla consueta grinta, ha aperto ieri sera lo show dei Rolling Stones nella città dei casinò. Damiano, Victoria, Ethan e Thomas ha conquistato l’enorme platea dei fan degli Stones con mezz’ora di rock puro, in cui hanno presentato un viaggio nei loro pezzi più forti, da ‘Zitti e Buoni’, il pezzo con cui si sono imposti prima a Sanremo e poi all’Eurovision Song Contest, a ‘I Wanna Be Yoru Slave’. Grandi applausi dagli spettatori, che hanno anche invocato a più riprese il nome del frontman Damiano.