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Categoria: spettacoli

Liam Gallagher cade dall’elicottero e si ferisce

Liam Gallagher cade dall’elicottero e si ferisce. Il cantautore ed ex frontman degli Oasis sui social ha detto ai fan di essere caduto da un elicottero dopo essersi esibito al festival dell’Isola di Wight. Ha condiviso su Twitter una foto del suo viso livido e ferito Twitter, con un cerotto sul naso.  

Gallagher si è paragonato al defunto batterista degli Who, Keith Moon, che era famoso per il suo comportamento selvaggio. Il 48enne cantautore inglese ha anche scherzato sul fatto che l’immagine del suo volto tumefatto potrebbe apparire sulla copertina del suo prossimo album da solista. Gallagher ha risposto scherzosamente a un fan che aveva chiesto da che altezza fosse caduto, dicendo da “100 mila piedi”. 

Un altro fan ha chiesto se ci fosse un filmato della caduta, spingendolo a rispondere: “Sì, è nel prossimo video”. L’incidente arriva prima dell’uscita del nuovo documentario, “Oasis Knebworth 1996”, che celebra il 25° anniversario della band britpop che tenne due concerti a Knebworth Park, nello Hertfordshire. 

X Factor, un italiano (in)canta in Romania: chi è Nick Casciaro – Video

Un italiano canta (e incanta) a X-Factor in Romania. Nick Casciaro, nato a Bolzano, ha brillato con la sua interpretazione di Leave a light on sul palco del talent show trasmesso in Romania sulla prima rete nazionale, Antena 1 Channel. “Ancora emozionato condivido con voi il video della mia prima esibizione a X-Factor Romania”, scrive su Facebook il cantante, in passato ad Amici e Italia’s got talent. “Grazie a tutti quelli che in queste ore mi hanno inviato messaggi meravigliosi, alla mia famiglia e ai miei amici che mi supportano, al mio team al lavoro per questo nuovo progetto”, aggiunge.

 

 

 

Tale e Quale Show 2021, prima puntata: chi ha vinto

Al via ieri sera la nuova edizione di Tale e Quale Show 2021, in onda in prima serata su Rai1. Ad vincere la prima puntata sono stati i Gemelli di Guidonia che hanno interpretato il successo estivo ‘Mille’ di Fedez, Orietta Berti e Achille Lauro.  

Gli artisti che si contendono il successo finale, in questa edizione, sono 11… anzi 13: le cantanti Francesca Alotta e Deborah Johnson (figlia d’arte, il padre è l’indimenticabile Wess), la showgirl Federica Nargi, la conduttrice Stefania Orlando, l’esplosiva Alba Parietti, Dennis Fantina (vincitore della prima edizione di “Amici”), I Gemelli di Guidonia (il trio che ha esordito a “Edicola Fiore”- e che porta a tredici il totale dei concorrenti), Biagio lzzo, comico di successo, l’attore Simone Montedoro, volto del cinema e di tante serie TV, “Don Matteo” in primis, l’ex GF Pierpaolo Pretelli, e Ciro Priello, uno dei volti dei “The Jackal”, vincitore della prima edizione di “LOL – Chi ride è fuori” 

Giudici sono Loretta Goggi, Giorgio Panariello e new entry l’originale Cristiano Malgioglio. A questo terzetto si aggiunge un quarto giudice ogni settimana. Ieri ospite Claudio Lauretta, talentuoso imitatore.  

Femminicidio, Palombelli: “Non volevo dire ciò che si è compreso”

“Il femminicidio non è giustificabile in alcun modo, voglio essere chiara, non intendevo dire quello che è stato compreso”. Così Barbara Palombelli a Rete4, nello spot di presentazione della puntata di ‘Stasera Italia’, dopo le polemiche scaturite dalle affermazioni di ieri sera sui femminicidi nel corso della trasmissione ‘Lo Sportello di Forum’. Ieri, parlando dei recenti casi di cronaca nera, ha chiesto se “a volte però è lecito anche domandarsi: questi uomini erano completamente fuori di testa, erano completamente obnubilati oppure c’è stato anche un comportamento esasperante, aggressivo anche dall’altra parte”. 

“Qualcuno ha pensato che fossi quella persona lì, ma non sono quella persona lì, anche questo deve essere chiaro”, ha detto oggi la giornalista. “Parole infelici e molto gravi. E’ una dimensione agghiacciante, gravissima. Tanto più detta in tv”, ha detto Laura Boldrini all’Adnkronos. “Trovo che sia veramente sbagliato chiedersi se una donna si sia meritata la morte -ha aggiunto la parlamentare dem- Come dire che se lei non si adegua e non subisce ogni richiesta dell’uomo non si deve lamentare, in fondo se l’è cercata. Ma stiamo scherzando? Ci rendiamo conto? Io penso che questo sia un pregiudizio molto pericoloso, e sono decenni che lottiamo per sradicare questi pregiudizi”. “Per me non c’è una spiegazione plausibile -ha incalzato ancora l’ex presidente della Camera- Chi fa un’affermazione così non vuole bene alle donne e non è dalla loro parte”. 

Secondo la scrittrice Michela Murgia “è molto facile prendersela con la Palombelli, quando il racconto del femminicidio in Italia è sempre questo. Tutti i giornali titolano ‘l’autista l’ha uccisa perché lei voleva lasciarlo’, mettendo il gesto dell’uomo in consequenzialità rispetto alla decisione della donna. E’ sempre colpa della donna, su tutti i giornali”. 

 

 

Femminicidio, Palombelli: “Non volevo dire ciò che si è compreso”

“Il femminicidio non è giustificabile in alcun modo, voglio essere chiara, non intendevo dire quello che è stato compreso”. Così Barbara Palombelli a Rete4, nello spot di presentazione della puntata di ‘Stasera Italia’, dopo le polemiche scaturite dalle affermazioni di ieri sera sui femminicidi nel corso della trasmissione ‘Lo Sportello di Forum’. Ieri, parlando dei recenti casi di cronaca nera, ha chiesto se “a volte però è lecito anche domandarsi: questi uomini erano completamente fuori di testa, erano completamente obnubilati oppure c’è stato anche un comportamento esasperante, aggressivo anche dall’altra parte”. 

“Qualcuno ha pensato che fossi quella persona lì, ma non sono quella persona lì, anche questo deve essere chiaro”, ha detto oggi la giornalista. “Parole infelici e molto gravi. E’ una dimensione agghiacciante, gravissima. Tanto più detta in tv”, ha detto Laura Boldrini all’Adnkronos. “Trovo che sia veramente sbagliato chiedersi se una donna si sia meritata la morte -ha aggiunto la parlamentare dem- Come dire che se lei non si adegua e non subisce ogni richiesta dell’uomo non si deve lamentare, in fondo se l’è cercata. Ma stiamo scherzando? Ci rendiamo conto? Io penso che questo sia un pregiudizio molto pericoloso, e sono decenni che lottiamo per sradicare questi pregiudizi”. “Per me non c’è una spiegazione plausibile -ha incalzato ancora l’ex presidente della Camera- Chi fa un’affermazione così non vuole bene alle donne e non è dalla loro parte”. 

Secondo la scrittrice Michela Murgia “è molto facile prendersela con la Palombelli, quando il racconto del femminicidio in Italia è sempre questo. Tutti i giornali titolano ‘l’autista l’ha uccisa perché lei voleva lasciarlo’, mettendo il gesto dell’uomo in consequenzialità rispetto alla decisione della donna. E’ sempre colpa della donna, su tutti i giornali”. 

 

 

Loretta Goggi lascia social per insulti, il web insorge in sua difesa

Troppi insulti, troppo odio e così Loretta Goggi sorprende tutti e decide di lasciare i social. Dopo la partecipazione ai ‘Seat Music Awards’, la soubrette non ha retto all’impatto violento dei commenti dei tanti ‘odiatori seriali’ che circolano sul web, prendendo la decisione di accomiatarsi attraverso un lungo messaggio su Facebook, rivelando di aver riscontrato “una cattiveria, un’arroganza , una gratuità indescrivibili”. Ma la ‘parte sana’ del web non ci sta, e da ieri fioccano commenti di ogni genere in difesa della storica soubrette e cantante italiana, che si indignano verso gli ‘haters’ e la pregano di ripensarci. 

“Il body shaming, gli insulti, le critiche feroci e senza senso nei confronti di Loretta Goggi mi fanno ribrezzo e tristezza -scrive un utente- Dovevamo uscirne migliori invece ne siamo usciti ancora più incivili, senza rispetto per niente e per nessuno. Che vergogna!”. “I vostri ‘cantanti’ preferiti cantano in playback due volte su tre, e nessuno ha mai insultato nessuno. Ora se lo fa #LorettaGoggi dopo oltre 40 anni di carriera, che ha 70 anni e non fa concerti da anni, non va bene e bisogna insultarla? Ma voi non state proprio bene”, osserva un altro. 

“L’ho già detto che Loretta Goggi è una Signora? -affonda qualcuno- Chi la critica dovrebbe sciacquarsi la bocca perché in Italia come Loretta non ce n’è e forse non ce ne saranno più. Artista vera”. “Più di cinquant’anni di carriera della televisione italiana. Purtroppo chi sta dietro una tastiera sono perlopiù persone ignoranti e frustrati che dovrebbero far pace con se stessi”, chiude eloquentemente un altro internauta. 

Morto l’attore Carlo Alighiero, aveva 94 anni

Lutto nel mondo del teatro. È morto ieri a 94 anni, dopo una breve malattia l’attore Carlo Alighiero. L’annuncio è stato dato dalla famiglia. Con Alighiero se ne va un pezzo di storia del teatro, della televisione e del cinema. 

Nato nel 1927 ad Ostra, nelle Marche, lascia la moglie, l’attrice Elena Cotta – un amore lungo 70 anni – con cui ha attraversato la storia del teatro, della televisione, del cinema. Alighiero ha calcato le scene fino all’ultimo, prima che il Covid fermasse il mondo dello spettacolo. Con energia, creatività, talento e divertimento, ha percorso un arco temporale straordinario tra le varie arti. La sua storia, e quella vissuta con sua moglie, sono una grande storia di amore e di passione per lo spettacolo.  

Carlo Alighiero debuttò in teatro con lo stabile di Padova nel ‘52 con un classico, “L’Agamennone” di Eschilo regia di Gianfranco De Bosio e subito dopo nell’ “Amleto” di Vittorio Gassman. Anche se fu catturato per un periodo dalla televisione che in quegli anni era appena nata in realtà covava l’amore per il teatro e la vocazione alla regia, frequentando il corso di regia di Orazio Costa all’Accademia d’Arte Drammatica. 

Gli insegnanti erano i grandi del teatro del Novecento, Orazio Costa, Sergio Tofano, Wanda Capodaglio, Vittorio Gassman e Silvio D’Amico con le sue lucide, appassionanti lezioni di storia del teatro. I compagni di accademia erano Monica Vitti, Luca Ronconi, Glauco Mauri, Luigi Vannucchi, Ileana Ghione, Renato Mainardi del quale Alighiero produsse e interpretò con Elena la commedia “Per una giovinetta che nessuno piange” al Teatro Eliseo di Roma, regia di Arnoldo Foà.  

Con il teatro arrivò Elena Cotta, si sposarono ed ebbero due figlie, Barbara e Olivia, e poi nipoti e bisnipoti.  

Sono passati 70 anni dal loro primo incontro a Milano nell’autunno del 1949, per poi trasferirsi a Roma per frequentare l’Accademia Silvio D’Amico.  

Da allora, assieme, hanno calcato le scene di tutti i teatri d’Italia e nel 2012 hanno festeggiato le Nozze di Diamante rinnovando la promessa di matrimonio fatta il 30 dicembre 1952. 

NegIi anni Settanta il desiderio di unità familiare e professionale condusse Carlo a una formazione teatrale indipendente, destinata a vivere con passione una esperienza di ricerca: “Edipo” di Seneca, “Amleto” di Riccardo Bacchelli, dove con la regia di Carlo, Elena interpretò il ruolo problematico del protagonista. Fino al bell’allestimento di “Arlecchino servitore di due padroni” di Goldoni con la regia di Carlo che inaugurò il Teatro Manzoni a Roma di cui fu direttore artistico fino al 2002. Lo spettacolo si concluse con due lunghe tournée: in Cina, dove per la prima volta approdò una compagnia italiana, e in Russia, arrivando fino in Siberia. Era la fine degli anni Ottanta, e da allora Carlo ed Elena, come soci fondatori del Manzoni, con la loro compagnia hanno agito stabilmente con un repertorio di grande gradimento sempre testimoniato da un pubblico numeroso con una scelta di testi di ottima tradizione teatrale, facendo debuttare in teatro con grande divertimento personaggi dello spettacolo come Fabrizio Frizzi – suo grande amico – e Rita Forte.  

Ma accanto al teatro, c’è stata anche la grande televisione, fin dalla sua nascita nel 1954, quando ancora si andava in onda in diretta e la Tv entrava in casa di tutti gli italiani. Carlo debutta nel ‘54 per la regia di Alessandro Brissoni con Albertazzi e De Carmine, lavora poi in “Maigret” con Gino Cervi e con Andrea Camilleri, Daniele Danza, Silverio Blasi, Morandi, Anton Giulio Majano, Giuseppe Fina. La grande popolarità la raggiunge nel ‘60 nel ruolo dell’assistente di Ubaldo Lay – il Tenente Sheridan di “Giallo Club”; ma la lunga serialità gli stava stretta e propose agli autori di “uccidere” il suo personaggio per dedicarsi al teatro come attore e regista.  

Difficile condensare una storia artistica che ha attraversato un arco di tempo così grande dove, accanto all’amato teatro, hanno avuto posto anche diverse partecipazioni nel cinema degli anni Settanta (da Dario Argento a Sergio Martino, da Damiano Damiani a Lucio Fulci), i radiodrammi che fecero epoca, anni di doppiaggio nell’era d’oro (è stato la voce di Anthony Quinn, scelto personalmente da Quinn, e di tanti altri), la straordinaria e indimenticabile voce narrante di Omero dell’ “Odissea” di Franco Rossi che fece epoca… 

I funerali si terranno martedì 14 settembre alle ore 11.00 nella Chiesa di San Francesco a Ripa nella sua amata Trastevere. 

Mostra del Cinema di Venezia, le lacrime di Sorrentino

Mostra del Cinema di Venezia, il regista Paolo Sorrentino si lascia andare alle lacrime. “Sono leggermente emozionato” ha detto, ricevendo il Leone d’Argento del Gran Premio della Giuria per il film ‘È stata la mano di Dio’. Durante il discorso di ringraziamento è scoppiato a piangere e con gli occhi lucidi ha continuato a parlare. Sorrentino ha tra l’altro ringraziato la “moglie che mi sopporta da 20 anni”. Poi ha scherzato: “A chi mi dice ma perché fai un altro film con Toni Servillo, io dico: guardate dove sono arrivato facendo i film con Toni Servillo”.  

Il regista ha, quindi, citato due immagini che non ci sono nel film: “In una si vede Maradona che ringrazia da un campo di calcio, e questo forse è il più grande premio per lui. L’altra scena mi riporta al giorno del funerale dei miei genitori. Allora il preside mandò solo quattro ragazzi e non tutta la classe e io ci rimasi male, ma non ha più importanza, perché oggi è venuta tutta la classe, che siete voi”. 

Venezia 78, il Lido aspetta i Bennifer

Venezia 78 aspetta Jennifer Lopez e Ben Affleck per una chiusura in bellezza del cartellone festivaliero. L’ultimo red carpet prima del film di chiusura della Mostra domani, assicurerà stasera la presenza della coppia dell’estate, protagonista di un ritorno di fiamma da sogno dopo 20 anni. Affleck è infatti protagonista con Matt Damon, Adam Driver e Jodie Comer di ‘The Last Duel’, il dramma storico di Ridley Scott che viene presentato domani fuori concorso al Lido e che sarà preceduto dalla premiazione del regista con il Cartier Glory to the Filmaker Award. 

Nell’ultimo giorno del concorso veneziano, sono poi due titoli in gara: il primo è ‘Un autre monde’ con cui il regista francese conclude la sua trilogia sul lavoro, portando questa volta sullo schermo la prospettiva di un dirigente d’azienda costretto a scelta drammatiche e interpretato da Vincent Lindon; il secondo è ‘On the Job: The Missing 8’ con cui il regista filippino Erik Matti continua la sua opera di denuncia verso la censura e la corruzione che imbavagliano i media nel Paese. 

Molto attesi anche tre film musicali per questo finale della Mostra: ‘Ennio’ di Giuseppe Tornatore, dedicato a Ennio Morricone e fuori concorso; ‘Senza fine’, il doc di Elisa Fuksas su Ornella Vanoni, che arriva al Lido per presentarlo nelle Giornate degli Autori; ‘Deandrè#denadrè storia di un impiegato’, il film di Roberta Lena su Faber fuori concorso. 

Intanto stanotte proprio sul red carpet Gabriele Salvatores ha girato alcune scene del suo nuovo film ‘Il ritorno di Casanova’, con Toni Servillo nei panni di un regista che torna alla Mostra dopo aver vinto il Leone d’Oro molti anni prima. 

Venezia 78, arriva Jennifer Lopez: domani red carpet con Affleck

Il finale con il botto è assicurato anche per il glamour alla Mostra del cinema di Venezia. L’ultimo red carpet prima del film di chiusura di sabato, assicurerà domani sera la presenza della coppia dell’estate, quella formata da Jennifer Lopez e Ben Affleck. L’attore è infatti protagonista con Matt Damon, Adam Driver e Jodie Comer di ‘The Last Duel’, il dramma storico di Ridley Scott che viene presentato domani fuori concorso al Lido e che sarà preceduto dalla premiazione del regista con il Cartier Glory to the Filmaker Award.  

Jlo e Affleck sono già arrivati all’Hotel Cipriani di Venezia. Lei era già stata in città due settimane fa per le sfilate di Dolce&Gabbana in piazza San Marco ma è tornata per stare accanto al fidanzato ritrovato.  

Protagonisti di una delle love story più gettonate dell’estate 2021, trainata dal romanticismo del ritorno di fiamma dopo 20 anni, i due hanno già trascorso del tempo in Italia questa estate, tra Capri e Nerano, a bordo di un megayacht, dove hanno festeggiato i 52 anni di lei.  

Lopez e Affleck, ribattezzati all’epoca i Bennifer, erano già stati insieme nel 2001, quando si innamorano sul set di ‘Gigli’, uscito in Italia con il titolo ‘Tough Love-Amore Estremo’. Ma quando stavano per convolare a nozze qualcosa non funzionò e si separarono nel 2004. JLo si sposò poi con Marc Anthony da cui ha avuto nel 2008 due gemelli e Ben Affleck con Jennifer Garner da cui ha avuto tre figli. Ma entrambi si sono separati già da qualche tempo. 

Morto Franco Graziosi, l’attore aveva 92 anni

E’ morto all’età di 92 anni l’attore di cinema e di teatro Franco Graziosi. Era nato il 10 luglio del 1929 a Macerata. Graziosi è stato protagonista sia per il teatro che per il cinema. L’inizio della sua carriera artistica è sulle tavole del palcoscenico del Piccolo Teatro di Milano diretto da Giorgio Strehler, ma l’attore vanta nel suo curriculm diversi lavori diretti da altri registi di primissimo piano, come Orazio Costa, Luigi Squarzina, Luca Ronconi, Diego Fabbri, Giorgio Albertazzi, Vittorio Gassman, Mario Missiroli. 

Fra le interpretazioni teatrali, si segnala soprattutto nelle opere dei grandi classici come Carlo Goldoni (‘Arlecchino servitore di due padroni’, ‘La vedova scalza’), Anton Cechov (‘Il giardino dei ciliegi’), Giovanni Verga (‘Dal tuo al mio’), Gabriele D’Annunzio (‘Francesca da Rimini’), Bertolt Brecht (‘L’Opera da tre soldi’). 

Registi di spicco anche per i suoi lavori per il grande schermo, con film come ‘Uomini contro’ e ‘Il caso Mattei’ di Francesco Rosi, ‘Giù la testa’ di Sergio Leone, ‘Habemus Papam’ di Nanni Moretti, fino al più recente ‘La grande bellezza’ diretto Paolo Sorrentino. Al suo attivo, anche le interpretazioni in grandi sceneggiati tv come ‘I masnadieri’, ‘Le cinque giornate di Milano’, ‘Lungo il fiume e sull’acqua’, ‘L’onore e il rispetto’. 

(di Enzo Bonaiuto) 

Lo sfogo di Mahmood: “Tour spostato per la terza volta, ora ascoltateci”

“A quasi due anni dall’inizio della pandemia, il nostro settore si trova ancora allo stesso punto: siamo fermi (tolte poche, troppe poche, situazioni a capienze ridotte che non permettono ovviamente di sostenere eventi vicini alla vecchia normalità)”. Inizia così il duro sfogo pubblicato dal cantautore Mahmood sui social, dopo aver comunicato l’ennesimo spostamento del suo tour.  

“Oggi – ha scritto Mahmood – mi ritrovo a spostare le date del tour per la terza volta; e come me moltissimi miei colleghi e colleghe saranno obbligati a farlo mentre altri sono già stati costretti”. Ed ha aggiunto: “Ciò che differenzia questo spostamento dai precedenti è che, oggi, abbiamo a disposizione degli strumenti che permetterebbero di poter fare i concerti in sicurezza: i green pass. Guardo fuori dall’Italia e vedo che si può fare, evidentemente quando ci sono la volontà e l’attenzione verso un settore, le soluzioni si trovano”. 

“Provo un forte sentimento di abbandono da parte delle istituzioni. Da parte loro, molto spesso, viene chiesto agli artisti di esporsi per la tutela di diritti della persona, per sensibilizzare il nostro pubblico verso temi che si dibattono a livello politico. Ora, invece, ci sentiamo soli, non considerati da uno Stato la cui maggior parte dei rappresentanti pensa solo a litigare sui social e a creare continuamente fazioni avverse tra le persone. Adesso è arrivato il momento di ascoltarci. È davvero giunto il turno dei nostri diritti, quelli degli artisti, degli addetti ai lavori e quelli del pubblico: abbiamo il diritto di tornare a fare il nostro mestiere e chi ci segue ha il diritto di tornare a riempire la propria vita di arte, cultura e intrattenimento. Abbiamo il diritto di tornare a vivere e riappropriarci delle nostre passioni. Abbiamo il diritto di essere ascoltati”, ha concluso. 

Britney Spears, il padre chiede di rinunciare a tutela della figlia

Jamie Spears ha chiesto la fine della propria tutela della figlia Britney. L’uomo ha depositato un’istanza con la quale intende rinunciare al ruolo di supervisore della vita e delle finanze della pop star. Nelle carte che ha presentato ieri al tribunale di Los Angeles, il 69enne ha scritto che sua figlia “ha diritto a che questa corte consideri seriamente se questa tutela non sia più necessaria”. 

La cantante ha cercato di rimuovere il padre dal ruolo di tutore per due volte negli ultimi due anni, descrivendo il genitore e la loro relazione come “abusiva” e rifiutandosi di esibirsi sotto la sua gestione. “I recenti eventi relativi a questa tutela hanno messo in dubbio se le circostanze siano cambiate a tal punto che potrebbero non esistere più i motivi per l’istituzione di una tutela”, si legge nel documento presentato alla Corte Superiore di Los Angeles. 

“La sig.ra Spears ha detto a questa corte che intende riavere il controllo della sua vita senza le barriere di sicurezza di una tutela”, si legge ancora nell’istanza, nella quale viene sottolineato il fatto che la Spears ha espresso il desiderio di supervisionare le proprie cure mediche e finanziarie. “Come il signor Spears ha detto più e più volte, tutto ciò che vuole è ciò che è meglio per sua figlia – prosegue il documento – Se la signora Spears vuole porre fine alla tutela e crede di poter gestire la propria vita, il signor Spears crede che dovrebbe avere questa possibilità”. 

Venezia, l’hair stylist delle star: “La più elegante? Nicoletta Braschi”

“Nicoletta Braschi ha un’eleganza e un’armonia fisica e mentale sorprendente, pettinarla è emozionante. E’ nata con una grazia particolare, e dopo 40 anni che la pettino è ancora perfettamente intatta”. Il re dei coiffeur Roberto D’Antonio rivela all’Adnkronos tutti i segreti del glam della 78ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Lui, che di red carpet se ne intende visto che da decenni pettina le più importanti attrici del jet set planetario, da Cannes a Berlino fino appunto a Venezia, racconta che quest’anno il fermento al Lido ha ripreso come ai tempi d’oro, e per chi lavora non è necessariamente un bene: “Lo scorso anno, a causa della pandemia, ci eravamo abituati alla calma nel lavoro, meno folla, e questo, pur nella negatività della situazione, ci permetteva di lavorare meglio e più in tranquillità”, osserva.  

Anche se “devo dire che l’organizzazione è perfetta, è stato studiato tutto perfettamente. E questo rispetto a Cannes, dove regnava la confusione, è davvero da apprezzare”, spiega. D’Antonio, che ha acconciato tra le altre Sara Gadon, l’attrice canadese membro della Giuria, Alba Rohrwacher, la moglie di Paolo Sorrentino Daniela D’Antonio,Valeria Golino, Jasmine Trinca, Valentina Cervi e tante altre, ha portato sul tappeto rosso un’idea precisa di donna: “E’ una donna molto elegante e non artefatta. Una donna che si ispira alle attrici di un tempo, da Grace Kelly fino a Michelle Pfiffer negli anni Ottanta, con uno charme sensuale ma non gridato”. 

E su questo punto, il maestro delle acconciature manda una piccola stilettata all’olimpo delle star che stanno solcando il tappeto rosso: “Le attrici che seguo io hanno fortunatamente rispetto del momento. Ma sul red carpet ho visto anche tanta poca eleganza, forse come reazione perché erano abituate alle restrizioni. Hanno decisamente esagerato, mostrando poco tatto e poco savoir-faire. Invece, il momento è ancora delicato e bisogna ancora non essere sopra le righe. La parola d’ordine, per me, è sobrietà”, conclude. 

Film restaurato ‘Imagine’ giovedì negli Hard Rock Cafe italiani per 50 anni brano

Gli Hard Rock Cafe italiani, a Roma, Firenze, Venezia, trasmetteranno giovedì a partire dalle 20.30 il film ‘Imagine’ nella versione restaurata e rimasterizzata nel 2018 all’interno degli Abbey Road Studios, per celebrare i 50 anni della omonima canzone che ha fatto la storia della musica. 

Il film, uscito nel 1972, riprende i celebri brani di John Lennon presenti nell’album, arricchiti dai gustosi interventi di John Lennon e Yoko Ono. All’epoca il film pensato, prodotto e realizzato dall’ex Beatles, ospitava anche comparsate di personaggi come Fred Astaire, George Harrison, Andy Warhol, Dick Cavett. 

Per volontà di Yoko Ono, il film è stato completamente restaurato e verrà trasmesso in occasione del 50° compleanno della mitica ‘Imagine’, canzone simbolo del Lennon post Beatles, in tutto il mondo. In Italia, Hard Rock Cafe a Roma, Firenze e Venezia, trasmetterà la versione family friendly del docufilm. 

E’ morto l’attore Michael K. Williams, aveva 54 anni

L’attore Michael K. Williams, 54 anni, è morto. La star di The Wire, scrive il New York Post, è stato trovato morto nel suo appartamento a Brooklyn. Secondo l’edizione online del quotidiano, si sospetta un’overdose: nella casa di Williams sarebbero stati trovati oggetti che fanno pensare all’assunzione di eroina o fentanyl. Secondo informazioni attribuite alla polizia, l’appartamento è stato trovato in ordine: nessun segno di effrazione. 

Belmondo, Alain Delon: “Sono devastato”

L’attore Alain Delon si è detto “completamente devastato” dalla notizia della scomparsa di Jean-Paul Belmondo, considerato il suo eterno rivale fuori e dentro il grande schermo. “Cercherò di resistere per non fare la stessa cosa tra cinque ore… Non sarebbe male se ce ne andassimo insieme. E’ una parte della mia vita, abbiamo iniziato insieme 60 anni fa”, ha detto l’85enne icona del cinema a CNews. I due giganti del cinema francese hanno recitato insieme in cinque film, tra cui “Borsalino” nel 1970. Nonostante presunte dispute, l’amicizia tra i due non è ma venuta meno. 

Da una parte Jean-Paul Belmondo, nato nel 1933, con una faccia da pugile e con un fascino irresistibile, dall’altra Alain Delon, classe 1935, una faccia da angelo con la bellezza del diavolo. I due mostri sacri del cinema francese hanno talvolta avuto difficoltà a trovare il “fragile equilibrio” tra i loro due ego, tanto da essere rivali ideali l’uno dell’altro. Negli anni ’60 iniziò una rivalità più o meno amichevole, un bel duello tra due grandi mattatori, e non sempre a distanza. Ma le rivalità che per decenni hanno fatto la gioia dei rotocalchi e delle cronache rosa in tempi più recenti hanno lasciato spazio a un reciproco rispetto. 

 

Ariaferma, Crespi: “Film trasferisce nella realtà dramma e rapporti umani che ho vissuto”

“Ho visto il trailer e sono rimasto senza parole, io che quel mondo l’ho vissuto. E’ una comunicazione che sta cambiando, quella tra detenuto e poliziotto penitenziario. Il film racconta proprio l’umanità che esiste tra le due parti: un tempo se un detenuto parlava con l’agente penitenziario veniva considerato un traditore, a sua volta il poliziotto è anche psicologo per certi aspetti”. A commentare all’Adnkronos, non senza emozione, il film sul mondo carcerario “Ariaferma” di Leonardo di Costanzo è Ambrogio Crespi, il regista condannato a sei anni di reclusione per concorso in associazione di tipo mafioso e oggi libero dopo aver ricevuto la grazia parziale dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 

“I miei complimenti al regista, riuscito a trasferire l’immagine più vera del carcere – continua – Difficile garantire la funzione educativa a una persona chiusa in gabbia h24, ancora più complicato che in un ambito di simile costrizione non si diventi ancora più cattivi. E, tuttavia, non mi stanco di lottare affinché il carcere sia educativo, non disumano. Io, nella mia condizione di recluso, ho trovato, ho toccato con mano quell’umanità che il film racconta perfettamente. Sono tutti uomini, i reclusi che dietro alle sbarre vivono e i poliziotti che ci lavorano. Diversi, eppure tanto simili. Il regista ha tirato fuori il vero dramma del carcere che quasi mai si riesce a trasferire nella realtà. Complimenti anche al Festival, per aver dato spazio a una pellicola come ‘Ariaferma’ che può essere davvero un qualcosa che può cambiare la sensibilità esterna”. 

di Silvia Mancinelli
 

Venezia 78, la domenica del Lido è per Tim Roth e la coppia Servillo-Orlando

Tre film in concorso oggi alla Mostra del cinema di Venezia 78, che assicurano un certo numero di star alla domenica del Lido. Kate Hudson è infatti attesa per l’americano ‘Mona Lisa and the blood moon’ di Ana Lily Amirpour con l’attrice sudcoreana Jeon Jong-seo nei panni di una giovane dotata di imprecisati poteri paranormali, che fugge da un manicomio. 

Tim Roth e Charlotte Gainsbourg sono invece protagonisti del messicano ‘Sundown’ di Michel Franco, apprezzato lo scorso anno al Lido con ‘Nuevo orden’, che gli è valso il Gran premio della giuria. Questa volta Franco inquadra un miliardario americano che decide di restare nella violenta Acapulco dopo una vacanza, apparentemente senza motivo. 

Cast corale e tanti divi francesi, poi, per ‘Illusions Perdues’ di Xavier Giannoli, tratto dall’omonimo romanzo di Honoré de Balzac, con Benjamin Voisin, Cécile de France, Vincent Lacoste, Xavier Dolan, Salomé Dewaels, Jeanne Balibar e Gérard Depardieu. 

Fuori concorso c’è invece l’atteso ‘Ariaferma’ di Leonardo Di Costanzo con Toni Servillo e Silvio Orlando. Interamente girato all’interno di un carcere, il film mette in scena il rapporto singolare che si stabilisce fra il capo delle guardie carcerarie (Servillo) e un carcerato (Orlando). 

Per le Giornate degli Autori, infine, arriva al Lido Sabina Guzzanti con il suo nuovo documentario da regista ‘Spin Time. Che fatica la democrazia!’, dedicato ad un palazzo romano occupato di 17mila metri quadri, famoso per l’intervento dell’elemosiniere del Papa, in cui è in atto un esperimento politico e sociale. 

Fedez, Antitrust apre istruttoria sul brano ‘Mille’

‘Mille’ di Fedez nel mirino dell’Antitrust. E’ stata aperta una pratica, la numero DS2926, sul videoclip della canzone ‘Mille’, denunciato per pubblicità occulta alla Coca-Cola come annuncia il Codacons. “Al centro della vicenda non c’è il testo del brano musicale che, pur rimandando più volte alla nota bevanda, rientra nella libertà di espressione artistica e non è mai stato contestato, ma il videoclip della canzone che – spiega il Codacons – non avrebbe rispettato le disposizioni dell’Antitrust secondo cui gli spettatori devono essere adeguatamente informati anche nei video musicali circa l’inserimento di marchi a scopo commerciale”. 

Avviso che è presente nella pagina ufficiale del video di ‘Mille’ pubblicata su Youtube “ma che sembra del tutto insufficiente, dal momento che l’Antitrust in tema di video musicali ha disposto che debba essere reso palese l’inserimento di prodotti a fini commerciali, prevedendo segnali in sovrimpressione che avvisino circa la presenza di marchi a scopo promozionale”, prosegue l’associazione. “Oggi si apprende che l’Antitrust avrebbe puntato il proprio faro sul videoclip di Fedez (feat. Achille Lauro e Orietta Berti) aprendo una apposta pratica volta ad accertare la violazione delle disposizioni in materia di pubblicità occulta – spiega il Codacons – In tal senso l’Autorità avrebbe inviato delle precise richieste di informazioni ai soggetti interessati, che ora dovranno rispondere delle accuse mosse dalla Autorità”. 

Ove al termine dell’istruttoria fosse confermata la violazione delle disposizioni vigenti in tema di consumatori, “i responsabili rischiano una sanzione fino a 5 milioni di euro”, dice l’associazione.