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Categoria: spettacoli

Brad Pitt ottiene l’affidamento congiunto dei figli con Jolie

Brad Pitt ha ottenuto l’affidamento congiunto dei suoi figli con Angelina Jolie a seguito di una lunga battaglia giudiziaria. La Jolie ha chiesto il divorzio nel 2016 e da allora la coppia è impegnata in una battaglia legale senza esclusione di colpi per la custodia dei figli minorreni Pax, di 17 anni, Zahara, di 16, Shiloh, di 14 e i gemelli Vivienne e Knox, di 12 anni. Il più grande Maddox, 19 anni, è naturalmente escluso dalla decisione sulla custodia. L’affidamento congiunto – secondo la stampa statunitense – sarebbe comunque provvisorio ed è probabile che Angelina Jolie proporrà ricorso.  

Partita del cuore, Pecchini: “The Jackal dicano la verità”

“Quello che chiedo ai The Jackal è di essere sinceri e di dire la verità su quanto è accaduto”. Il ‘caso Aurora Leone’ alla vigilia della Partita del cuore ha portato alle dimissioni di Gianluca Pecchini, direttore generale della Nazionale Cantanti, che con l’Adnkronos rompe il silenzio dopo la denuncia social. “Ieri c’è stata la Partita del Cuore e questo è quello che conta davvero ma oggi è il giorno dopo. Mi sono dimesso per il bene della rete e della raccolta fondi, quello che chiedo ai The Jackal è di essere sinceri e di dire la verità su quanto è accaduto – dice Pecchini – Se non dovessero farlo dovrò tutelare la mia immagine da questa macchina mediatica del fango che mi hanno scatenato contro, sia a titolo personale che dell’Associazione a cui ho dedicato 40 anni di vita e che ha raccolto 100 milioni di euro compresi i 300mila euro di ieri sera”.  

”Io e i The Jackal non giochiamo ad armi pari – sottolinea – io non ho neanche Facebook. Loro usano una macchina mediatica contro cui io non posso competere. Vorrei che loro fossero sinceri e che dicessero come sono realmente andate le cose, questo caos mediatico rischia di rovinare la mia immagine, la mia reputazione e la mia famiglia visto che ho anche tre figlie. Ieri mattina per senso di responsabilità mi sono beccato tutti gli insulti e ho dato le dimissioni perché sennò rischiava di saltare la manifestazione. Ma ora è il momento di fare chiarezza”. 

Pecchini all’Adnkronos racconta così la sua versione dei fatti su quanto accaduto al J Hotel: “Eravamo tutti nella sala del ristorante del J Hotel e io stavo andando a controllare dove si sarebbero seduti Mogol, che è il nostro fondatore, Donna Allegra Agnelli e tutti gli altri ospiti. Tradizionalmente -spiega- al tavolo della Nazionale Cantanti ci si siedono solo i calciatori e i cantanti. In quel momento i cantanti smettono di essere artisti e diventano una squadra di calcio che il giorno dopo deve scendere in campo per raccogliere fondi”. 

“I The Jackal venivano da Napoli e mi avevano spiegato che avevano chiesto, vista la distanza che dovevano percorrere in treno, di poter anticipare il loro arrivo che era previsto per il giorno dopo e quindi verso di loro era stata fatta una agevolazione -racconta ancora Pecchini- Io sono andato lì e ho semplicemente detto loro: ‘Ragazzi questo è il tavolo della Nazionale Cantanti’ e gli ho chiesto se gentilmente si potevano sedere in altri tavoli e così hanno fatto visto che hanno mangiato nel tavolo a fianco”. 

”Non so perché Aurora abbia raccontato questa storia -aggiunge – l’ho vista un po’ stizzita quando le ho detto che quello era il tavolo della Nazionale Cantanti ma non mi sarei mai immaginato un caos del genere. Loro (i The Jackal) continuano a dire che io ho detto frasi sessiste e a infangare il mio nome nonostante io li abbia visti forse per 46 secondi”. 

”Lavoro in questo settore da 40 anni -ribadisce Pecchini- non abbiamo mai fatto discriminazioni verso nessuno, se per Aurora la discriminazione è che la nostra squadra deve porter stare seduta al tavolo insieme per poter parlare delle proprie cose allora sì, sono sessista”, conclude ironico. 

(di Alisa Toaff) 

Maneskin, tra concerti e festival: le date 2021 e 2022

Concerti, palazzetti, festival: l’agenda dei Maneskin, freschi trionfatori all’Eurovision Song Contest 2021 con ‘Zitti e Buoni’, si riempie. La band sarà nei più importanti Festival nell’estate 2022 e annunciano oggi le prime date previste al Rock Am Ring di Nürburg e al Rock Im Park di Norimberga (Nürnberg), festival attesissimi dal pubblico di tutta Europa sui cui palchi si sono esibiti i più grandi nomi della musica mondiale e che si svolgeranno dal 3 al 5 giugno. Sul palco nomi del calibro Green Day, Muse, Volbeat, Bullet For My Valentine, Lewis Capaldi e molti altri. 

Intanto, per i Maneskin nuovi sold dei concerti previsti quest’inverno e la prossima primavera nei palasport di Napoli (sabato 26 marzo 2022 al PalaPartenope) e Firenze (giovedì 31 marzo 2022 al Nelson Mandela Forum), che raddoppiano con due date, previste per domenica 27 marzo a Napoli e venerdì 1 aprile a Firenze. 

Il gruppo formato da Damiano, Victoria, Thomas e Ethan ha già registrato in pochissimo tempo il tutto esaurito delle date al Palazzo dello Sport di Roma (14 e 15 dicembre 2021) e al Mediolanum Forum di Assago (18 e 19 dicembre), a cui si è aggiunto un terzo show al palazzetto di Milano, previsto per il 22 marzo 2022. La tournée farà poi tappa il 20 marzo all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna), il 3 aprile al Pala Alpitour di Torino, l’8 aprile al PalaFlorio di Bari e si concluderà nell’iconica Arena di Verona il 23 aprile 2022. Questo sarà un live evento che vedrà i Maneskin aprire la stagione dei grandi concerti 2022 dell’Arena. 

 

Fedez invia emoticon di pagliacci a Vigilanza Rai

Una mail con tre emoticon a forma di pagliaccio. A inviarla questa mattina al presidente della Commissione di Vigilanza Rai è stato Fedez, che ha risposto così alla richiesta della bicamerale di inviare una sua memoria sui fatti accaduti prima dell’intervento del rapper sul palco del Concertone del primo maggio.  

Una mail di cui il presidente della Vigilanza Rai, Alberto Barachini, ha informato i commissari oggi durante le audizioni in corso sul ruolo e la funzione della Rai in relazione ai cambiamenti del mercato audiovisivo, commentandola così: “La Commissione parlamentare di Vigilanza ha rispettato Fedez, mentre lui non rispetta istituzioni. Sono amareggiato”. 

“Forse i tre pagliacci di Fedez non erano un oltraggio al Parlamento ma la sua firma”, è la battuta con cui il deputato di Fdi Federico Molicone ha commentato in commissione di Vigilanza Rai la risposta del rapper alla richiesta della memoria.  

Mollicone, al di là della battuta, ha anche chiesto a Barachini di “procedere con una censura ufficiale a un simile atteggiamento di mancanza di rispetto nei confronti del Parlamento, in quanto la Vigilanza è una commissione bicamerale e rappresenta il Parlamento, e presenteremo degli atti relativi, perché questo è un oltraggio”.
 

Aurora Leone, dirigente nazionale cantanti si scusa e si dimette

Il ‘caso Aurora Leone’ alla vigilia della Partita del cuore porta alle dimissioni di Gianluca Pecchini, direttore generale della Nazionale Cantanti. Pecchini lascia l’incarico “in attesa di parlare personalmente con Aurora Leone”. 

Lo annuncia lo stesso Pecchini, autore, secondo la ricostruzione fornita da Leone, delle frasi sessiste rivolte alla componente di The Jackal, allontanata nella cena di ieri perché donna: “La Nazionale Italiana Cantanti è amareggiata profondamente e si scusa di quanto accaduto ieri sera durante la cena ad Aurora Leone. La nostra è una storia di 40 anni di inclusione e di solidarietà, periodo nel quale siamo sempre stati in prima linea a sostenere i deboli e i diritti di tutti. Oggi a Torino si gioca una partita importante, ogni 100.000 euro in meno raccolti sono 15 diagnosi in meno e 15 potenziali morti in più. Siamo profondamente addolorati di questo grande equivoco in quanto in 40 anni non ci siamo mai trovati a dover gestire una simile situazione”.  

“Per tutte queste motivazioni, io, Gianluca Pecchini, dirigente della Nic, mi assumo la responsabilità di quello che è accaduto dimettendomi dal mio incarico in attesa di parlare personalmente con Aurora Leone. Ci tengo però a sottolineare, a scanso di equivoci, che nessun artista si è reso conto dell’episodio in questione; i presenti si sono accorti di quello che stava accadendo nel momento in cui Aurora e Ciro si sono alzati per andarsene via”, afferma Gianluca Pecchini. 

Le dimissioni di Pecchini erano stato sollecitate anche da Eros Ramazzotti, che in un nuovo post sulla vicenda, aveva scritto a chiare lettere: “La nazionale cantanti nasce su altri presupposti e con l’ambizione di essere un modello positivo ma a queste condizioni , con questa dirigenza, non me la sento di scendere in campo”. 

Aurora Leone, Boldrini: “Donne vogliono giocare da protagonista”

Aurora Leone dei The Jackal denuncia di essere stata cacciata dalla Partita del cuore perché donna. “A tutti coloro che dicono che nel Paese non esistono misoginia e maschilismo, ecco che puntuale arriva l’ennesima vicenda a smentirli”, scrive su Twitter l’ex presidente della Camera Laura Boldrini che aggiunge: .”Le donne vogliono giocare in ogni ambito da protagoniste. Mettetevi l’anima in pace. Non molliamo”.  

 

Sulla vicenda è intervenuta anche la viceministra Teresa Bellanova che, dopo aver espresso la sua solidarietà ad Aurora Leone, aggiunge: “Nel gioco, come nella vita, il posto delle donne è in campo”. 

 

Fedez, sfogo social su querela Rai: “Vigliaccheria di Stato”

“Aggiornamento sul mio album querele: sono appena stato querelato dalla Rai”. Inizia così il lungo sfogo social di Fedez dopo avere appreso la notizia di una querela in arrivo dalla Rai per il caso del concertone del primo maggio. In una storia su Instagram, il cantante attacca duramente la Rai e parla di “vigliaccheria di Stato” da parte dei suoi dirigenti. “Come ho sempre detto mi assumo la responsabilità di quello che ho detto e fatto, quindi affronto le conseguenze. Però bisognerebbe ricordare come si è comportata la tv di Stato in questa faccenda”, dice Fedez, che dopo avere ricapitolato quanto accaduto aggiunge: “Sapete dov’è la differenza tra me e voi? E’ che io la telefonata l’ho pubblicata mettendoci la faccia e pagando le conseguenze, voi che mi avete registrato a vostra volta, dirigenti della tv di Stato, l’avete data ai giornalisti che devono coprire le loro fonti. Ovviamente questo non è un illecito giuridico, però vi siete parati il culo e questa è vigliaccheria di Stato. Però va bene così”. 

E ancora: “Nonostante abbiate fatto il grandissimo sforzo per scatenare la stampa a vostro favore, andatevi a leggere i commenti su Youtube di quello che pensa la gente, che la telefonata integrale è pure peggio di quella tagliata. E -avverte- non ho pubblicato tutto quello che ho ancora in mano, quindi speriamo che almeno in commissione di Vigilanza Rai mi facciano parlare e dire la mia, visto che c’è bisogno del contraddittorio”. “Sapevo come sarebbe finita -sottolinea- e sono felice di questo perché ci sono tante cose che devono emergere. Ad esempio, come ha fatto la Lega a diramare un comunicato 6 ore prima che io salissi sul palco dicendo: se Fedez sale sul palco a leggere il suo testo la Rai non deve pagare il concertone?”.  

“Comunque, orgogliosissimo a maggior ragione di quello che ho fatto: lo rifarei altre mille volte. Non si tratta di farlo per vendere qualche smaltino in più, perché io la mia famiglia la mantengo anche senza smaltini”, evidenzia Fedez, prima di concludere: “La cosa che mi mette una tristezza infinita è che a comunicare la querela della Rai sia stato un leghista della commissione Vigilanza Rai che ha detto che sul palco ho detto delle cose gravissime. Amico fritz della Lega, le cose che ho detto sono parole di gente del tuo partito che è ancora lì dentro a fare carriera. Ma dove c…vivete?”. 

Fedez, “querela dalla Rai per diffamazione 1 maggio”

“Apprendiamo oggi che ‘la Rai ha conferito mandato ai propri legali di procedere in sede penale nei confronti di Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, in relazione all’illecita diffusione dei contenuti dell’audio e alla diffamazione aggravata in danno della società e di una sua dipendente avvenuti in occasione del concerto del 1° maggio'”. Lo dichiara Massimiliano Capitanio, deputato Lega e capogruppo in Vigilanza Rai, in merito alla risposta alla interrogazione in Vigilanza Rai sulle polemiche legate al concerto del Primo maggio.  

“Si tratta di un atto dovuto e doveroso -aggiunge- perché su temi fondanti la nostra democrazia, come la libertà di espressione e il rispetto della persona, non è possibile scherzare né tantomeno organizzare show per un pugno di like. Noi speriamo solamente che emerga la verità: non abbiamo sete di vendetta, e ci siamo già dichiarati disponibili ad accogliere la richiesta di Fedez di venire in audizione in Vigilanza. Quella sera sono state fatte e dette cose troppo gravi, sarebbe offensivo del nostro ruolo fare finta di niente”.  

Maneskin, i complimenti di Salvini: “Contro la droga, bravi”

“Bravi Maneskin”. Matteo Salvini si congratula con la band italiana, che ha trionfato all’Eurovision 2021. I complimenti del leader della Lega non si limitano alla performance artistica ma riguardano anche la posizione che il gruppo ha assunto contro le droghe. “‘Bisogna saper perdere…’ Chi lo spiega ai francesi?!? P.s. Bravo Damiano e bravi Maneskin, le vostre parole contro le droghe siano di esempio a molti”, scrive Salvini riferendosi al surreale ‘caso cocaina’ alimentato da alcuni media francesi. Nel corso della serata finale dell’Eurovision, Damiano David è stato ripreso da un operatore mentre era chinato con la faccia vicina ad un tavolino. Sui social, qualcuno ha ipotizzato che il cantante dei Maneskin stesse assumendo cocaina. La voce infondata è stata prontamente smentita: il frontman era alle prese con i vetri di un bicchiere rotto dal chitarrista Thomas Raggi. “Non uso droghe, non dite cose del genere”, ha detto il cantante nella conferenza di chiusura della kermesse. 

Eurovision 2022, il direttore Rai1: “Lo immagino a Roma”

“Pensando ai Måneskin ed essendo romano, immagino Roma come città alveo di questa manifestazione. Ma uno dei grandi privilegi della Rai è la cooperazione profonda che c’è con le diverse città italiane. Alla fine, in maniera rigorosa, dovremo scegliere l’impianto televisivo che possa inglobare al meglio la complessità di uno spettacolo come questo”. Lo dice, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, il direttore di Rai1, Stefano Coletta, a proposito dell’edizione 2022 dell’Eurovision Song Contest che, dopo la vittoria dei Maneskin, sarà ospitata dall’Italia e per la quale fioccano da ieri le autocandidature: da Torino a Sanremo, da Bologna a Pesaro, compresa naturalmente Milano.
 

A proposito delle teorie secondo cui c’è chi, anche in Rai, considera l’organizzazione dell’evento una grossa grana, organizzativa ma anche economica, Coletta replica: “Ovviamente le ho lette anche io ma, al contrario, penso che riportare l’Eurovision nel nostro Paese dopo 31 anni sarà l’occasione per mostrare la grande capacità della Rai di guidare una macchina così complicata e articolata”. “È chiaro – aggiunge – che per fare qualità bisogna mettere in campo delle risorse. Ma credo che l’occasione sia talmente ghiotta che si troverà il modo per fare uno show di livello”.  

Quanto alle tempistiche organizzative e alle decisioni operative, il direttore di Rai1 sottolinea: “Tra maggio e giugno si mette a punto Sanremo, subito dopo si passerà all’Eurovision”. Compresa la decisione sulla conduzione: “Ho già in mente un paio di idee anche su chi lo potrebbe condurre”, dice Coletta. Mentre la rete e i social pullulano già di ipotesi: dal neoarrivato Alessandro Cattelan (da settembre in forza a Rai1) all’accoppiata Andrea Delogu – Ema Stockolma.
 

Maneskin, Malgioglio e la Francia: “Vendetta per mia stroncatura?”

Maneskin e la bufera all’Eurovision? Cristiano Malgioglio, commentatore ieri sera della finalissima con trionfo del gruppo italiano, twitta sull’articolo di Paris Match che solleva il dubbio della sniffata di cocaina in diretta: “Incredibile…quello che ho letto su un sito francese riguardante Damiano dei @thisismaneskin… che triste. Forse si saranno vendicati perché ho distrutto la loro canzone francese dal sapore antico e priva di originalità? Ahaha – ridacchia per poi lanciare la stoccata -. Abbiamo vinto: rassegnatevi. W il Rock”, cinguetta l’artista. 

Eurovision 2021, Maneskin trionfano

I Maneskin vincono l’Eurovision Song Contest 2021. La band rock romana, che ha partecipato con la canzone ‘Zitti e buoni’, ha riportato in Italia il titolo che mancava dal 1990. Damiano, Victoria, Thomas ed Ethan, con il loro brano portato al successo a Sanremo 2021, hanno trionfato con 524 voti, di cui 318 ricevuti dal televoto. Seconda classificata della kermesse in scena alla Ahoy Arena di Rotterdam la Francia con 499 punti, terza la Svizzera con 432.  

Il cantante Damiano David, la bassista Victoria De Angelis, il chitarrista Thomas Raggi e il batterista Ethan Torchio hanno iniziato a fare musica insieme nel 2016 e prima di raggiungere la popolarità grazie alla partecipazione a X Factor nel 2017 erano soliti esibirsi in via del Corso a Roma. 

“INCREDIBILE” – “E’ incredibile vincere con una canzone del genere. Abbiamo vinto perché tantissime persone da casa hanno votato per noi, è incredibile. Vogliamo ringraziare tutti quelli che ci hanno sostenuto, siamo onorati. Abbiamo avuto tantissimi voti dal pubblico, questo ha un enorme valore”, dicono all’unisono nella conferenza stampa. 

“A Sanremo la votazione è stata più rapida -dice Victoria De Angelis-. Qui è stato tutto molto più lungo e c’era molta più ansia”. Come si festeggia una vittoria? “Mi devo tuffare nel fiume”, dice Damiano David. “L’intero evento è stato un sollievo”, aggiunge il frontman. “Questa edizione dell’Eurovision significa molto per tutta Europa”, dice rispondendo ad una domanda sul significato di un successo simile per un paese come l’Italia, duramente provato -come molti altri- dalla pandemia. 

“Tutto quello che abbiamo fatto, da quando abbiamo iniziato a suonare in strada, ora ha un senso. Per noi ha un significato enorme ottenere un riconoscimento a questo livello, visto che suoniamo la musica che ci piace”, aggiunge il cantante. “Ora abbiamo finito con le gare canore, troppa ansia… Ora andiamo avanti con la nostra musica, stiamo lavorando al nuovo album che uscirà entro la fine dell’anno e a dicembre partiremo con il tour”.
 

Eurovision, Maneskin favoriti: stasera la finalissima

Tutto pronto per la finalissima di stasera dell’Eurovision Song Contest 2021: l’Italia sogna il successo dei Maneskin che, dopo la prima esibizione, hanno conquistato il pubblico e i bookmaker, che ora li vedono favoriti per la vittoria. Il brano “Zitti e buoni” con cui hanno già trionfato al Festival di Sanremo, spiega Agipro, è il più scaricato della kermesse e la band romana scala la lavagna di Stanleybet.it: il successo vale 3 volte la scommessa, davanti alla favorita della vigilia, la francese Barbara Pravi con “Voilà”, che ora scivola a 3,75. Sul podio anche la maltese Destiny, interprete di “Je me casse”, e offerta a 7,00, poi l’Ucraina con i Go_A che sono approdati in finale con la loro “Shum” e che si giocano su Stanleybet.it a 8 volte la posta. Doppia cifra, a 10,00, per lo svizzero Gjon’s Tears con “Tout l’Univers”, a 15,00 il successo degli islandesi Daði og Gagnamagnið, in gara con la registrazione di una prova sul palco a causa della positività al Covid-19 di uno dei membri della band (come avvenuto per Irama a Sanremo). 

L’evento sarà trasmesso dalle 20:40 su Rai1. A raccontare al pubblico italiano la grande rassegna continentale della Ahoy Arena di Rotterdam sarà – al debutto alla conduzione dell’Eurovision Song Contest – la ‘strana coppia’ formata da Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio. 

“Siamo emozionati e contenti, non vediamo l’ora che arrivi domani: è un evento enorme e un’occasione importante per rappresentare l’Italia”, dice da Rotterdam la band, che aggiunge: “Portiamo un pezzo controcorrente e siamo contenti del risultato che abbiamo avuto e per aver mantenuto il testo della canzone in italiano. Non crediamo di avere una ricetta, la forza comunicativa che abbiamo deriva dal fatto che siamo quattro amici che suonano. Siamo autentici e sinceri e ci divertiamo. Sapere che il pubblico percepisce la nostra energia ci fa venire voglia di tornare in concerto. L’unione, l’amore per la musica e la voglia di ricominciare, sono il messaggio per un nuovo inizio. Qui a Rotterdam c’è una gioia diffusa fra tutti coloro che lavorano a questo evento, non solo nel pubblico, non sentiamo la competizione ma soltanto una bella emozione”.
 

Lady Gaga shock: “Stuprata a 19 anni, sono rimasta incinta e lasciata per strada”

“Avevo 19 anni e stavo muovendo i primi passi nel settore, e un produttore mi disse ‘togliti i vestiti'”. Lady Gaga torna con nuovi dettagli a raccontare la violenza subita quando aveva appena 19 anni. Lo fa nella prima puntata della docu-serie ‘The Me You Can’t See’ (La Me che non puoi vedere, ndr), interpretata e co-creata dal principe Harry e Oprah Winfrey, rievocando tra le lacrime il trauma vissuto. Lo riporta l’Independent. 

La pop star americana ha reso noto di essere stata violentata a 19 anni dal suo produttore musicale di allora, che “l’ha lasciata incinta in un angolo di strada” dopo mesi di abusi. Nel primo episodio, Lady Germanotta racconta di come, a causa del suo vissuto, sia diventata autolesionista, parlando di un “dolore totale” che si è protratto per molto tempo. “Sono diventata insensibile -racconta l’artista italoamericana- Provavo dolore, poi niente, quindi stavo male per settimane. Solo dopo ho capito che era lo stesso dolore che ho provato quando la persona che mi ha violentata mi ha lasciata incinta in un angolo, fuori da casa dei miei genitori perché non stavo bene e continuavo a vomitare. Avevo subito un abuso”. 

Nella serie, che ruota attorno al tema della salute mentale, Lady Gaga rivela di avere avuto in seguito un crollo psicologico durato diversi anni: “Mi hanno fatto così tante risonanze magnetiche in cui non trovavano nulla. Ma il tuo corpo ricorda tutto”, spiega. La popstar rivela anche di aver fatto un lungo lavoro su se stessa che l’ha portata a stare meglio. “Tutto ha iniziato a cambiare lentamente. Adesso le cose vanno meglio”, dice. Non è la prima volta che Lady Gaga affronta il ricordo della violenza sessuale subita. la tragica esperienza ha portato alla nascita della hit del 2015 ‘Til It Happens to You’, che la cantante eseguì agli Oscar del 2016, in una memorabile interpretazione in cui era circondata da decine di vittime di stupro. 

Demi Lovato fa coming out: “Sono di genere non binario”

“Oggi è un giorno che sono così felice di condividere più della mia vita con tutti voi. Sono orgogliosa di farvi sapere che mi identifico come ‘non binario’, e da ora in poi cambierò ufficialmente il mio pronome in ‘loro'”. Ad annunciarlo è la cantautrice Demi Lovato su Twitter. “Questo è avvenuto dopo molto lavoro di guarigione e autoriflessione -spiega la Lovato- Sto ancora imparando e entrando in me stessa, e non pretendo di essere un esperto o un portavoce. Condividerlo con voi ora mi porta ad un altro livello di vulnerabilità verso di voi”. 

L’artista spiega poi di aver fatto questo gesto “per coloro che non sono stati in grado di condividere chi sono veramente con i loro cari. Per favore -esorta alla fine- continua a vivere nelle tue verità e sappi che sto inviando tanto amore nella tua direzione”. 

Amadeus torna dj per due serate: il 22 e 29 settembre su Rai1

Amadeus torna a fare il dj per due serate in prime time su Rai1, il 22 e il 29 settembre. A quanto apprende l’Adnkronos, il conduttore sarà, infatti, il protagonista del nuovo show evento musicale ‘Arena ’60, ’70, ‘80’. 

Dietro una consolle, Amadeus, come ai tempi in cui faceva il disc jockey, insieme ad amici dj, farà ascoltare il suo repertorio da dj-vocalist, la sua playlist: un vero e proprio diario sentimentale che si articolerà anche attraverso i suoi incontri con gli ospiti. Amadeus utilizzerà video originali e spettacolari grafiche per far risuonare nella mente del pubblico le più celebri hit internazionali, celebrando tre dei decenni più iconici del made in Italy musicale. 

E’ morto Charles Grodin, l’attore aveva 86 anni

E’ morto Charles Brodin. L’attore aveva 86 anni e, come ha annunciato la famiglia, è deceduto dopo una lunga malattia. Il figlio, come ha reso noto la Abc, ha annunciato che il padre era affetto da un cancro che aveva raggiunto il midollo. Grodin è stato protagonista di una lunga lista di film di successo, spaziando tra diversi generi e lasciando il segno tra gli anni ’80 e ’90 in commedie che hanno ottenuto anche incassi di rilievo. Nel suo curriculum King Kong, La signora in rosso, Dave, Beethoven. 

Battiato, Verdone: “Sperimentatore coraggioso e mistico, dolore immenso”

“La scomparsa di Franco Battiato è un dolore immenso. Non è stato solo un grande sperimentatore coraggioso fin dagli inizi della sua carriera, ma con il tempo si è sempre di più avvicinato ad una dimensione mistica, più vicina all’oriente che non all’occidente”. E’ il ricordo di Carlo Verdone, che affida ad un intenso post su Instagram il proprio dolore per la morte a 76 anni del cantautore siciliano. “Ammirevole e commovente il suo concerto in Iraq -ricorda Verdone- con un’orchestra spesso priva di alcune corde agli archi e strumenti senza manutenzione. Fu splendido e significativo”. 

L’attore e regista romano ricorda poi l’incontro con il maestro Battiato: “Mite, pacato, solitario lo conobbi nel 1991. E mi colpì molto questa sua dimensione ascetica mai severa e triste. Anzi serena. Ognuno ha il suo album preferito e il suo brano del cuore: per me ‘La Voce del Padrone’ e ‘La Cura’ sono i suoi più alti vertici. Che possa riposare in pace. Quella pace che lui aveva trovato dentro di sé”. 

Battiato, Pippo Baudo: “Come lui nessuno”

“Franco Battiato è stato un grandissimo artista, completo, una perla per la musica leggere d’autore: i suoi testi erano poesia e filosofia, la sua musica era originalissima. Come Battiato c’era e c’è soltanto Battiato: nessuno scrive, compone e canta come lui!”. Così Pippo Baudo ricorda con l’AdnKronos il suo concittadino morto a 76 anni.  

“E’ stato sempre vicino alla sua Sicilia, era molto legato alla sua terra e non l’ha mai lasciata. Prima abitava nel centro storico di Catania, nella bellissima via Crociferi, una strada barocca molto frequentata. Poi, per avere più tranquillità, si ritirò nella sua villa a Milo, il paese più alto sull’Etna, dove comprò un palmento, accanto a lui poi venne anche ad abitarci per lunghi periodi Lucio Dalla. Lo andavo spesso a trovare, eravamo tanto amici”, ha detto ancora il popolare conduttore televisivo. 

Per Baudo, “in Battiato emergeva l’anima al tempo stesso siciliana e internazionale, europea e araba. Il sodalizio con il filosofo Sgalambro unì due anime eccezionali. Se ne è andato un grande, che ha rappresentato il volto autentico, bello e colto della nostra Sicilia”. 

(di Enzo Bonaiuto)