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Categoria: spettacoli

Un diamante in fronte, il rapper spende 24 milioni

Un diamante da 11 carati incastonato al centro della propria fronte. Il rapper Lil Uzi Vert, 26 anni, esibisce la pietra preziosa. Il diamante rosa, costato circa 24 milioni di dollari, è stato ‘inserito’ al centro della fronte, come ha mostrato l’artista in una serie di video pubblicati sui social. Il diamante, a quanto pare, è sostenuto da un supporto che in un secondo momento verrà sostituito da un sostegno di dimensioni più ridotte. Lil Uzi Vert, intanto, assicura che il diamante gli consente di muoversi “molto meglio”. 

Da Comencini a Giallini, l’appello degli artisti: “Riaprite le sale”

Un coro quasi unanime che arriva dal mondo del teatro, del cinema, della cultura in generale: riaprite le sale, permettete al pubblico di respirare di nuovo quella magia che lo identifica, lo nutre, gli dà vita e gli restituisce la dimensione del sogno che tanto si è persa in questo ultimo anno. Dalla regista Cristina Comencini al maestro Pierfrancesco Pingitore, dagli attori Paola Minaccioni e Massimo Boldi fino alla leggenda del balletto Carla Fracci. Ecco le voci che l’Adnkronos ha raccolto. “Io penso che sia una follia. Penso che malgrado tutto ci sia, per i teatri che per i cinema, la possibilità di regolare molto bene il contingentamento delle presenze. Il pubblico può essere dimezzato, si tiene la mascherina, durante il film non si parla”, dice all’Adnkronos la regista Cristina Comencini. 

“La cultura da noi è all’ultimo posto. Vittorio Mezzogiorno diceva che dobbiamo più a Fellini e a Mastroianni che a tutte le agenzie di viaggio se la nostra economia turistica si è così ingrandita”, concorda l’attore Marco Giallini. Al quale fa eco Giorgio Panariello: “Restiamo chiusi, mentre in alcuni posti intanto si fanno feste, come in certi alberghi. È più pericoloso andare a bere un aperitivo che andare a vedere uno spettacolo teatrale. Per noi del teatro e della tv è stato uno shock lavorare senza il pubblico. E’ triste fare una battuta e non sentire nessuno che ride”.  

Dello stesso avviso è l’attrice Paola Minaccioni. “Bisogna riaprire le sale, riattivare il teatro nel modo ora possibile ed impegnarsi al massimo per trovare le modalità per farlo. Un anno è davvero troppo e la situazione è gravissima”, dice l’attrice. Mentre usa la consueta ironia Pierfrancesco Pingitore: “C’è una ragione precisa per la quale i teatri si trovano in questa incommentabile situazione, ed è che la politica si è arrogata ormai da tempo il compito di fare il teatro, e ha scelto come repertorio Pirandello”, dice l’ideatore del Bagaglino. E cita qualche titolo del grande drammaturgo: “‘Quando si è qualcuno’, è, neanche a dirlo, interpretata da Matteo Renzi come protagonista assoluto”, scherza. Aggiungendo: “Chissà perché, ce n’è una che nessuno vuole mai interpretare, ed è ‘Il piacere dell’onestà'”.  

“Riapriamo i luoghi della cultura, riapriamo i teatri naturalmente con le dovute cautele. La salute viene prima di tutto. Ma dobbiamo farlo soprattutto per i giovani e i giovanissimi” è l’appello lanciato all’unisono attraverso l’Adnkronos da Carla Fracci e dal marito e regista Beppe Menegatti per la riapertura dei teatri italiani, sull’esempio ‘virtuoso’ della città di Madrid, dove lo spettacolo non ha mai chiuso. “Lo spettatore è assolutamente cosciente, segue le regole, ha un rapporto più vero con una civiltà di comportamento in un momento così grave dal punto di vista dei contagi”.  

Scherza ma non troppo anche Massimo Boldi: “Se si va avanti così ci tocca davvero spostarci su Marte (facendo riferimento al suo ultimo film di Natale ‘In vacanza su Marte’) dove non ci sono leggi, politica e niente di macchinoso ma solo la libertà”, dice l’attore. Voce fuori dal coro è invece quella di Alessandro Gassmann, per il quale non ci sono dubbi: “Ritengo che in una situazione così drammatica, si debba, in ogni campo lavorativo, ascoltare ed assecondare esclusivamente la scienza ed i medici”. L’attore romano non ha mai fatto mistero della sua linea, molto rigorosa nel seguire strettamente i criteri dettati dalla comunità scientifica. “Penso -dice ancora Gassmann- sia la sola cosa che possiamo fare, chiedendo però maggiori aiuti economici per le persone rimaste senza un lavoro”. 

Pingitore: “Ormai il teatro lo fa la politica, ecco perché non li riapre”

“C’è una ragione precisa per la quale i teatri si trovano in questa incommentabile situazione, ed è che “la politica si è arrogata ormai da tempo il compito di fare il teatro, e ha scelto come repertorio Pirandello. Molto in voga in questi giorni è ‘Sei personaggi in cerca d’autore’, che sono i cosiddetti ‘responsabili’ costruttori”. Sceglie la caustica ironia il maestro Pierfrancesco Pingitore per commentare, conversando con l’Adnkronos, la situazione dei teatri italiani, ancora chiusi dopo l’ultimo dpcm nonostante l’apertura di musei, bar e ristoranti.  

“C’è poi la famosa piece ‘Quando si è qualcuno’, ed è, neanche a dirlo, interpretata da Matteo Renzi come protagonista assoluto -prosegue l’ideatore del Bagaglino- Un altro copione che va avanti da un po’ è ‘Il gioco delle parti’, che vede come protagonista Giuseppe Conte, che sta facendo da solo varie parti in commedia”. La più attuale, invece, è ‘Ma non è una cosa seria’, cioè la trattativa che sta facendo Fico per cercare di raggranellare la maggioranza”, ironizza ancora Pingitore. Che conclude: “Chissà perché, ce n’è una che nessuno vuole mai interpretare, ed è ‘Il piacere dell’onestà'”.  

 

Gassmann: “Teatri chiusi? Situazione drammatica, bisogna ascoltare la scienza”

“Ritengo che in una situazione così drammatica, si debba, in ogni campo lavorativo, ascoltare ed assecondare esclusivamente la scienza ed i medici”. A dirlo all’Adnkronos è Alessandro Gassmann, commentando così la situazione dei teatri italiani che, dopo le ultime disposizioni, restano ancora chiusi. L’attore romano non ha mai fatto mistero della sua linea, molto rigorosa nel seguire strettamente i criteri dettati dalla comunità scientifica. “Penso -dice ancora Gassmann- sia la sola cosa che possiamo fare, chiedendo però maggiori aiuti economici per le persone rimaste senza un lavoro”. 

Sanremo, sindaca di Assago: “Pronti a ospitare Festival”

“Abbiamo letto, in queste ultime ore, che si intende cambiare location al Festival della canzone italiana, ossia che si scelga il Mediolanum Forum di Assago, anziché l’Ariston di Sanremo, per il suo svolgimento. Tale notizia è stata recepita dalla nostra amministrazione comunale con grande entusiasmo, proprio in quanto il Festival di Sanremo è un evento di rilevanza mondiale, che saremmo onorati di poter ospitare. Se la notizia fosse confermata, ci porremmo subito all’opera al fine di fornire agli organizzatori del Festival il supporto loro necessario”. E’ quanto ha dichiarato il sindaco di Assago Lara Carano. 

“Il Comune di Assago non è nuovo ad ospitare iniziative di tale portata – ha aggiunto Graziano Musella, presidente del Consiglio Comunale – Il Mediolanum Forum di Assago, difatti, già ospita importanti eventi sportivi, manifestazioni e concerti musicali di rilevanza mondiale, nonché manifestazioni televisive, tra cui si annovera X Factor”. 

“Poter ospitare, per la prima volta, il Festival della Canzone Italiana assume un rilievo di estrema importanza per tutti i cittadini assaghesi, per l’Amministrazione Comunale, nonché per tutti i comuni limitrofi – ha aggiunto Musella – Assago, inoltre, si caratterizza, sempre più, come città proiettata verso il futuro, ancorché connubio vincente con la città di Milano. Ci preme far presente, altresì, il fatto che, pochi anni orsono, abbiamo consegnato le chiavi della nostra città al Dalai Lama, testimoniando, in tal modo, come il nostro Comune intende essere una finestra che si affaccia sul mondo intero”. 

“Il Festival di Sanremo rappresenterebbe un’occasione innovativa sul piano della cultura musicale non solo per Assago, ma anche per Milano, a cui siamo collegati e legati per valori culturali e sviluppo economico – ha proseguito -Se la proposta assumerà connotazioni concrete, confermo, sin da ora, la piena disponibilità ad ospitare la settantunesima edizione del Festival di Sanremo”. 

Sanremo, Cts: “Non penso rinvio, da analizzare piano Rai”

“Il Festival di Sanremo è una manifestazione che sicuramente si organizzerà all’inizio di marzo, siamo in attesa di ricevere dalla Rai il piano di sicurezza in maniera tale che possiamo poi esprimerci con un nostro parere circa la modalità di fruizione dell’evento. Non penso ci sarà uno slittamento del Festival ma si tratta semplicemente di analizzare con precisione quelle che sono le attività del Festival all’interno del teatro Ariston e all’esterno perché ci sono decine di migliaia di persone che raggiungono Sanremo dalla provincia di Imperia durante le giornate del Festival”. Lo ha affermato Fabio Ciciliano, segretario del Comitato tecnico scientifico (Cts), ospite di ‘Che giorno’ è su Rai Radio1. 

La zona “gialla non è liberi tutti, il virus è presente e circola. Non è come nelle condizioni previste dalla zona bianca dove l’incidenza è bassa. La classificazione gialla prevede ancora una forte circolazione del virus, quindi dobbiamo ancora cercare di mantenere i comportamenti virtuosi che limitano la circolazione del virus. Se noi non teniamo in mente questo, pensando che una Regione in giallo sia quella dove il virus non c’è più, ritorneremo nel prossimo futuro a contare i casi che crescono, ha affermato ancora Ciciliano.
 

Sanremo 2021, Fedez non sarà squalificato: esposto Codacons

Il Codacons e l’Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi depositano questa mattina formale esposto contro la Rai alla Procura della Repubblica di Roma per la decisione di non escludere Fedez dal Festival di Saremo. Nella denuncia si chiede alla magistratura di aprire una indagine per la possibile fattispecie di omissione e rifiuto di atti d’ufficio.  

La decisione di non escludere Fedez dalla gara nonostante la sua canzone non sia più inedita e sia stata ascoltata da milioni di persone non solo realizza un possibile illecito, ma viola lo stesso regolamento del Festival e la par condicio tra i cantanti in gara – sostengono le due associazioni – La pubblicazione del brano su web e social network pone infatti Fedez in una situazione di evidente vantaggio rispetto agli altri artisti che partecipano alla kermesse, e altera in modo palese il televoto, considerato la sua canzone è oramai già nota al pubblico che sarà chiamato a votare da casa.  

Oltre alla denuncia contro la Rai, Codacons e Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi annunciano che presenteranno oggi una formale diffida ai gestori telefonici, chiedendo di non concedere servizi per il televoto del Festival, affermando che la gara è nulla, e analoga richiesta sarà presentata alle società di scommesse, chiedendo di non raccogliere puntate sul brano di Fedez. 

Fedez, il caso Sanremo 2021 e lo spoiler visto da Twitter

Fedez e Sanremo 2021 protagonisti di Twitter ancor prima che il Festival prenda il via. Il motivo è nel caso scoppiato ieri sulle stories Instagram dell’artista, quando ha fatto la sua comparsa un breve video – rimosso dopo solo alcuni minuti – in cui si sente un frammento della canzone ‘Chiamami per nome’. Il brano, in coppia con Francesca Michielin, è però quello destinato al Festival e ora si teme che il cantante rischi la squalifica. Se la Rai e la direzione artistica di Sanremo si sono attivati per le verifiche sul caso e si riservano di procedere nei prossimi giorni perché le canzoni in gara al Festival, in base al regolamento della kermesse, devono essere inedite, sui social quello di Fedez viene visto tutto sommato come un piccolo peccato o, al massimo, come una strategia mirata a sfilarsi dal Festival. 

“Mi sembra chiaro che Fedez lo abbia fatto apposta, non è per nulla un idiota. Gli serviva un modo per togliersi da Sanremo senza togliersi da Sanremo e conoscendo le regole ha giocato d’astuzia”, provano a ragionare, soprattutto alla luce del fatto che “Fedez ha imparato dalla Ferragni ad usare i social per promuoversi e conosce bene il regolamento di #Sanremo2021. Non penso che il frammento postato sia del suo brano con la Michielin”, azzardano. 

E se pochi puntano il dito contro l’artista – “Però io dico – si legge in uno dei commenti al caso – ma quanto puoi essere poco furbo a pubblicare un pezzo di canzone. Ha pubblicato proprio la storia mentre vantava manco a dire che si sentiva in sottofondo. Vabbe non capisco” -, sono invece diversi quelli che lo difendono a spada tratta, segnalando tra l’altro chi ancora diffonde sui social la clip incriminata. “Raga – domandano – ma veramente poi state a dire che Fede vuole fare marketing per far parlare di sé e che l’ha fatto apposta?? Non ha bisogno assolutamente di far parlare di sé e non è così stupido da rischiare la squalifica per ste cose sinceramente. Siamo umani e sbagliamo tutti!!”, scrivono mentre si chiedono: “Ma siamo seri? Al massimo avranno sentito quindici secondi di canzone per qualche minuto, smettetela di montare il caso”, l’appello.
 

Sanremo 2021, caso Fedez: cosa succede

Fedez ‘sotto inchiesta’ verso Sanremo 2021. La Rai e la direzione artistica di Sanremo si sono attivati per le verifiche sul caso Fedez e si riservano di procedere nei prossimi giorni perché le canzoni in gara al Festival, in base al regolamento della kermesse, devono essere inedite. Fedez, infatti, ha postato su Instagram un breve video, poi tolto, in cui si sente un frammento della canzone ‘Chiamami per nome’, che dovrebbe cantare al Festival in coppia con Francesca Michielin, in cui si vede sullo sfondo, mentre balla, la moglie Chiara Ferragni. 

L’appello di Moni Ovadia: “Tornare a fare teatro in presenza, è fondamentale”

“Mi manca molto il teatro nella rappresentazione in presenza. E’ la sua vera grande forza, il teatro è ‘hic et nunc’, e sono fondamentali le emozioni che il pubblico trasmette agli attori e viceversa. Il teatro in presenza è insostituibile, dobbiamo tornare assolutamente a farlo dal vivo”. E’ l’appello che Moni Ovadia fa attraverso l’Adnkronos, alla vigilia della messa in onda di ‘Nota stonata’, la piece teatrale di cui ha curato la regia in onda domani alle 21.15 su Rai5 con Giuseppe Pambieri e Carlo Greco su un testo di Didier Caron. “Non è possibile rimpiazzare il teatro con la televisione -precisa Ovadia- Perché ogni sera è una rappresentazione diversa. In quel momento, tutto si dipana. Per me le reazioni del pubblico sono fondamentali”. 

“Il teatro ha rivelato di essere uno dei luoghi meno pericolosi – afferma Ovadia riferendosi al Covid 19 – Ed è una di quelle straordinarie esperienze che ci fa capire che noi apparteniamo a una comunità nazionale, quindi in questo momento avrebbe un’importanza ancora maggiore. Non sono molte le occasioni che si hanno per capirlo e comprenderlo. Con tutto il rispetto per le fiction”, affonda. Perché “come diceva Gigi Proietti, ‘Viva il teatro dove tutto è finto ma niente c’è de farso’. Cioè, dice attraverso la finzione le verità più spietate. E’ come lo scudo di Perseo, in grado di farti vedere la verità più spietata mentre tu sei protetto”. 

Su ‘Nota stonata’, il regista spiega: “Io non sono un regista di prosa, ma la forza di questo testo mi ha convinto a dirigerlo. E’ la storia di un direttore d’orchestra famosissimo che si accinge a fare il suo spettacolo quando entra nel suo camerino un personaggio bizzarro. Apparentemente vuole solo chiedergli un autografo, ma poi, in un crescendo di suspence e tensione scenica, si scoprirà cosa lega davvero i due personaggi. La verità della relazione fra vittima e carnefice. Un testo molto potente, che spero vedranno in molti. Io stesso, me lo guarderò come fosse la prima volta”. (di Ilaria Floris) 

Sanremo, legali avvertono: “Se artisti o figuranti prendono Covid gara a rischio”

I veti di ben due ministri, le preoccupazioni espresse dai sanitari, le perplessità dei discografici e della Fimi, le proteste del cosiddetto ‘popolo del web’: un coacervo di voci complesse e variegate ruota intorno all’operazione Sanremo, in bilico tra rischi e vantaggi. Ma se il Festival dovesse andare regolarmente in scena in un momento come questo, e si verificasse l’ipotesi più temuta, ovvero il contagio di un artista o di un lavoratore, cosa succederebbe? Sentiamo la valutazione degli esperti legali, che prefigurano possibili scenari e conseguenze, sia in termini di regolarità del Festival che di possibili conseguenze giuridiche. 

“Chiunque partecipa al festival, o come cantante, o come pubblico pagato, viene legato all’organizzazione da un rapporto giuridico contrattuale -spiega all’Adnkronos l’avvocato Giorgio Assumma, esperto di diritto d’autore ed ex presidente della Siae- Se si determina un danno da Covid, perché l’organizzazione sia responsabile bisogna dimostrare che non abbia adottato tutte le misure idonee”. “Come da prescrizioni legislative qualora un cantante risultasse positivo al Covid-19 -sottolinea l’avv. Franca Vianello dello studio legale internazionale Rödl & Partner- come succede per qualsiasi altra persona, andrebbe immediatamente isolato e posto in quarantena. Non esiste, infatti, nessuna deroga per chi lavora nel mondo dello spettacolo ad esibirsi ugualmente, e questo in automatico potrebbe costringerlo ad abbandonare la competizione”.  

Ma non solo. “Il concorrente -prosegue l’avvocato- potrebbe, in linea teorica, rivalersi sull’organizzazione, facendogli causa, ma soltanto qualora il contagio fosse dipeso dal mancato rispetto da parte di quest’ultima delle norme sanitarie anti- contagio atte a garantire la sicurezza dei cantanti in gara”. Diverso è il caso del possibile contagio del presentatore Amadeus. Qualora il contagio “dovesse dipendere dal mancato rispetto da parte del conduttore di tutte le cautele per non ammalarsi -spiega l’esperto legale di Rödl & Partner- può essere la Rai a rivalersi legalmente su Amadeus, salvo diversi accordi contrattuali”.  

Le maggiori preoccupazioni arrivano, però, per possibili focolai di contagio tra il pubblico in sala. “Che siano spettatori reali o a contratto, il teatro Ariston per le sue ridotte dimensioni è un luogo ideale per la diffusione del virus, nonostante l’organizzazione possa aver predisposto tutti i protocolli sanitari necessari -dicono gli esperti legali- Questa situazione potrebbe permettere la diffusione del virus anche tre le maestranze dell’evento, nonché i musicisti dell’orchestra”. Proprio per quest’ultimo caso la situazione si complica un po’. “Se un membro dell’orchestra dovesse risultare positivo è chiaro che dovrà essere sottoposto a quarantena”, spiega il legale. Il vero problema “nasce per i colleghi, visto che le distanze ridotte tra i musicisti e l’assenza di mascherine, condizione inevitabile per suonare gli strumenti a fiato, rappresentano una via di diffusione privilegiata per il virus”.  

Ai rischi legali si aggiunge poi l’ipotetico, ma probabile -anche solo a livello statistico- ‘rischio reputazionale’. “In effetti -riflette Davide Ciliberti, esperto di comunicazione del gruppo Purple & Noise- considerata la forte volontà da parte di Rai di tenere dritta la barra e andare avanti con pubblico in sala, questo Festival dovrà essere immacolato dal punto di vista di contagi, anche perché -continua lo spin doctor- immaginate che accadrebbe a livello mediatico, ma non solo, laddove anche solo una persona del pubblico dovesse ammalarsi…”. 

Ed ecco, secondo l’avvocato Assumma, che è stato il consulente giuridico del ‘Costanzo Show’, il primo programma ad andare in onda col pubblico in sicurezza, quali dovrebbero essere i comportamenti corretti della Rai per mettere al riparo l’organizzazione da qualsiasi rischio. “Prima di tutto deve essere pubblico non pagante -sottolinea Assumma- Ciascuno deve rilasciare una autocertificazione attestante di non avere affezioni in corso o sintomi. Appena si presentano i sintomi, tutti devono fare necessariamente il tampone rapido. Debbono tenere mascherine adeguate, lavarsi le mani e mantenere nel tragitto misure di sicurezza e rinchiusi in gabbie di plexiglass. Se tutte queste misure vengono adottate, non c’è più alcun nesso di causalità tra la malattia e la malagestione da parte dell’azienda”. 

Anche il problema del pubblico nel caso qualcuno contragga il covid durante il festival, per l’avvocato Assumma deve essere valutato caso per caso. “Se qualcuno risulta contagiato, bisogna capire se ha avuto contatti tali all’interno dei locali che possano determinare il pericolo di una estensione del contagio -specifica- Ad esempio, se uno non è ancora entrato al teatro Ariston, ma si accorge di essere positivo in hotel, il problema non sussiste”. E conclude: “Non è una situazione facile, ma può essere gestita. Massimo Ranieri ha registrato nel teatro Sistina, ma avendo adottato misure simili non è successo nulla. Al Maurizio Costanzo Show non c’è stato nemmeno un caso di contagio, e oggi lo chiamano il ‘metodo Costanzo’. Si può fare”, conclude.  

Sanremo, Fiorello ad Amadeus: “Sarò il tuo Ciampolillo”

“Io non ho deciso, deciderò all’ultimo: sarò il tuo Ciampolillo”. Fiorello ha scherzato così a non sciogliere la riserva sulla sua presenza a Sanremo durante il collegamento con ‘Che Tempo Che Fa’. “Io credo che il 2021 sarà la fine della mia carriera. Sarà il disastro totale perché Amadeus mi porterà alla rovina. Mi chiama la mattina e mi dice: ‘mettiamo tutto il pubblico in una nave’. Poi dopo due giorni mi richiama e mi dice: ‘li mettiamo tutti in una serra’. Stamattina mi chiama e mi dice: ‘pensa se prima di partire per Sanremo io mi ammalo e Sanremo lo fai tu da solo'”. Amadeus ha confermato: “Noi stiamo molto attenti: mascherine, distanziamento, vitamine, ma non si può escludere. Stamattina gliel’ho detto: ‘pensa se qualche giorno prima dovessi essere contagiato dovresti farlo da solo'”, ha detto Amadeus mentre Fiorello, con un’inedito look con i baffi e con un Joe Biden sullo sfondo, mimava gesti scaramantici. 

“Dobbiamo fare questo Sanremo con lo stesso spirito dell’anno scorso. Sappiamo che è difficile ma stiamo mettendo insieme uno spettacolo bello. Sarà un Sanremo diverso ma importante. Tutto quello che accadrà a Sanremo sarà nel pieno rispetto di tutte le regole sanitarie e parleremo anche della campagna vaccinale”.  

E proprio Fiorello ha colto l’occasione per ribadire un concetto importante: “Ricordiamolo che l’Ariston in quelle cinque serate sarà uno studio televisivo. Da pubblico pagante a pubblico pagato è un attimo. Avremo lo stesso pubblico di ‘C’è Posta Per Te'”, ha ironizzato. “Con 26 cantanti in gara più 8 giovani, Amadeus mira a stabilire un record: fare un Festival continuato per cinque giorni”. 

“Dobbiamo fare questo Sanremo con lo stesso spirito dell’anno scorso. Sappiamo che è difficile ma stiamo mettendo insieme uno spettacolo bello. Sarà un Sanremo diverso ma importante. Tutto quello che accadrà a Sanremo sarà nel pieno rispetto di tutte le regole sanitarie e parleremo anche della campagna vaccinale”.  

I due sono stati introdotti da un’intervista di Fabio Fazio a Vincenzo Mollica. “È il primo Sanremo senza di me, io ho fatto l’ultimo l’anno scorso”, ha detto Mollica per poi spiegare che l’idea dei collegamenti pre-festival dal ‘balconcino’ del Teatro Ariston nacque 24 anni fa, per non inquadrare il teatro di cui Baudo non voleva svelare la scenografia prima dell’inizio della diretta del Festival. E proprio da un finto balconcino dell’Ariston, Luciana Littizzetto ha dedicato a Mollica un’ode: “Parla una volta male delle canzoni”, “prendi un Gaviscon e torna presto all’Ariston”. 

“Sai che potremmo fare, potremmo mettere uno schermo fisso sul balconcino con Vincenzo collegato da casa”, la soluzione proposta da Fiorello al direttore artistico, prima di candidare Mollica per la carica di senatore a vita. 

Vespa: “In 25 anni a ‘Porta a Porta’ Kissinger e il Papa, ma resto cronista”

Una trasmissione “nata a dispetto dei santi”, che ha attraversato 25 anni senza una ruga ma con successi e scoop che pochi altri programmi possono vantare. ‘Porta a Porta’ spegne 25 candeline e il suo storico ideatore e conduttore Bruno Vespa ripercorre con l’Adnkronos le tappe più significative di questa avventura, una delle più longeve della storia della tv italiana. “Nel 1996 non si immaginava che una trasmissione educata di politica su Rai1 potesse avere successo -dice Vespa- Invece dal primo incontro con Romano Prodi le cose andarono bene e siamo andati avanti, e siamo ancora qua”. 

Hanno partecipato al programma “tutti e dieci i presidenti del Consiglio che si sono avvicendati. Due presidenti della Repubblica, Ciampi e Napolitano, si sono collegati con noi, un Papa ci ha telefonato, un alto Papa durante un viaggio ha detto: ‘approfitto di ‘Porta a Porta’ per salutare l’Italia’… insomma, diciamo che è andata bene”, dice il giornalista. In 25 anni sono stati affrontati, nell’ormai celeberrimo studio, i casi più gravi e drammatici della storia recente. “Dalle Torri Gemelle fino al terremoto dell’Aquila, Cogne, Avetrana”, ricorda Vespa, che ripercorre con la mente alcuni dei tantissimi i personaggi avuti come ospiti. “Kissinger, Lech Walesa, Gorbachov, Gianni Agnelli, Ashnar, Peres e Arafat che si sono incontrati per l’ultima volta a Porta a Porta’, Dustin Hoffmann, Sean Connery”, snocciola Vespa con nonchalance.  

“E poi lo spettacolo, tutti i grandi show sono passati da noi. Che una statua come Liza Minnelli venga a giocare con noi, per un ragazzo di provincia quale io sono rimasto una non è una cosa proprio consueta”, scherza il giornalista. Tra tutti i momenti ‘apicali’ della trasmissione, su quale sia stato quello più emozionante Vespa non esita un secondo a rispondere. “Ovviamente la telefonata del Papa. Era imprevista, inattesa e molto affettuosa”, dice con ancora un’impercettibile vibrazione nella voce.  

Tre i momenti che resteranno per sempre scolpiti nella memoria del conduttore. “Uno, anche emotivamente parlando, è il terremoto dell’Aquila -ricorda il conduttore- Noi aquilani siamo abituati ai terremoti, ma quando ho visto dall’elicottero che crollavano campanili e chiese che avevano resistito al terremoto del 1703, che era stato quello a memoria storicamente più devastante, lì veramente ho capito che era successo qualcosa di straordinario. L’altro le torri gemelle: non immaginavo che potesse accadere una cosa del genere con tale chirurgica precisione. Se andiamo a ripensare a freddo all’addestramento militare che hanno avuto quelli, c’è da rimanere veramente impressionati. Il terzo, è senz’altro la pandemia. Quando mai avremmo immaginato di vivere una cosa simile?”. 

Il personaggio che lo ha stupito di più “è difficile. Forse però, trascurando il coté politico, mi ricordo quando Gianni Agnelli nel centenario della Fiat mi presentò i suoi nipoti, Lapo e Jaki (John Elkann, ndr). Lui seduto sulla prima automobile del nonno e i nipoti che intimiditi assistevano all’intervista in un angolino, come un passaggio di testimone. Mi colpì moltissimo”, è l’aneddoto del giornalista. 

Che, nonostante sia al timone di un format che ha mantenuto la stessa formula vincente da un quarto di secolo, non ha dubbi: “Il cronista resta il mio mestiere principale. Sono tornato cronista con il Covid, con il terremoto, questa è la base del nostro mestiere. Se tu non sei cronista, non sei niente. Poi puoi commentare, puoi parlarne, ma la base è conoscere direttamente le cose, e documentarsi. Questo è anche il successo di ‘Porta a Porta'”, spiega Vespa. Che ammette di non avere realizzato ancora tutti i suoi ‘sogni’: “Qualche piccolo desiderio sugli ospiti da avere in studio mi è rimasto, sì… ma non si fanno nomi”, chiude scaramanticamente col sorriso il giornalista. 

(di Ilaria Floris) 

 

Alan Friedman: “Melania una ‘escort’? Non è stato volontario”

“Non è stata assolutamente una cosa voluta. Stavo traducendo dall’inglese, la parola italiana che volevo dire era ‘accompagnatrice’, ed è uscito ‘escort’. Mi sono corretto subito, non c’è da montarci su una questione”. Così il giornalista Alan Friedman spiega all’Adnkronos di “non aver voluto offendere nessuno” cercando così di placare le polemiche scatenatesi in seguito alla sua partecipazione di stamane alla trasmissione ‘Unomattina’ su Rai1. Ospite del programma per commentare l’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca e l’uscita di scena di Donald Trump e la consorte Melania il giornalista si è lasciato sfuggire una frase che a molti è parsa infelice.  

“Donald Trump si mette in aereo con la sua escort e vanno in Florida”, ha detto infatti Friedman. A nulla è valso il dissociarsi della conduttrice Monica Giandotti: sui social si è scatenata l’indignazione per le parole del giornalista. “Era solo una battuta non voluta, l’ho corretto subito e ho detto ‘moglie'”. E sulla ‘shitstorm’ scatenatasi, commenta secco: “Sui social si divertono, ma qui non c’è nessuna questione da commentare”. 

Video con agenti come maiali, Gianna Nannini si scusa

“Mi scuso, mi dispiace veramente che sia stato travisato”. Lo ha detto Gianna Nannini, ospite a ‘Domenica In’, tornando sulla polemica del suo nuovo video in cui alcuni poliziotti sono raffigurati come maiali. “Sono meravigliata – ha aggiunto la cantante – che un video uscito un mese e mezzo fa abbia creato adesso questo putiferio, non ci posso credere. Né io né il regista Luca Lumaca avevamo intenzione di offendere le forze dell’ordine e le divise che rappresentano”.  

Il video, ha osservato Nannini, “non si può fermare ad alcuni frame, va visto nel suo insieme, è un video che condanna la violenza, gli abusi di potere, di tutti i tipi”. Quindi la cantante ha precisato: “Devo essere molto chiara su una cosa: nessuno ha disegnato uniformi della polizia italiana, le uniformi sono state disegnate su scene reali, dove ci sono riferimenti ad ‘Arancia meccanica’, alla ‘Fattoria degli animali’ di Orwell, a delle cose già uscite. L’allegoria del maiale esiste già e fa parte della cultura del ‘900. Non ’ho inventata io o Luca Lumaca, è una caricatura che esiste da sempre”. 

“In video parla d’amore – ha spiegato ancora – vuole combattere gli abusi di potere l’inquinamento. Io mi sono sempre schierata contro le prevaricazioni, sono andata di persona in Iraq, canto canzoni che parlano d’amore ma questo amore ce lo ammazzano. Nessuno vuole offendere, nessuno, che si sappia”. 

Quindi ha concluso: “Io ho degli amici che fanno questo lavoro e rischiano tutti i giorni e gli voglio bene. Nessuno voleva parlare male della polizia. Sono alcuni casi che esistono, come abbiamo visto in America. ma la divisa non appartiene a una bandiera. Consiglio di vedere il video interamente”. 

Kate Winslet: “Bullizzata dai media dopo ‘Titanic’, è stato orribile”

Kate Winslet ha rivelato di essere stata vittima di bullismo da parte dei media, dopo essere salita alla ribalta della celebrità all’età di 21 anni dopo aver recitato nella pellicola, che ebbe un successo planetario, di James Cameron ‘Titanic’. Lo afferma il sito specializzato Deadline Hollywood. “Dopo aver girato ‘Titanic’ sono entrata in modalità ‘autoprotettiva”, afferma la Winslet, dichiarandolo, come riporta Deadline, sul podcast di Marc Maron Wtf.  

“E’ stato come passare dalla notte al giorno da un istante all’altro. Ho dovuto sottostare a molti controlli personali sul fisico, sono stata molto criticata e la stampa britannica è stata piuttosto scortese con me”, aggiunge l’attrice britannica. “Ad essere onesta, mi sono sentita vittima di bullismo”, continua. “Ricordo di aver pensato ‘questa cosa è orribile e spero che passi’. Poi è sicuramente passata, ma mi ha fatto capire che, se questo significava essere famosi, non ero pronto per essere famosa, decisamente no. 

La Winslet, com’è noto, non ha sfruttato la popolarità raggiunta con ‘Titanic’ per continuare ad ottenere ruoli appariscenti in film di successo, perseguendo invece la strada di produzioni indipendenti per affinare la sua arte. “Stavo ancora imparando a recitare, sentivo di non essere pronto per fare molti grandi lavori a Hollywood”, dice l’attrice. “Non volevo fare errori e saltare tutto, volevo esserci per la lunga partita. Ho cercato strategicamente di trovare piccole cose in modo da poter capire un po ‘meglio il mestiere e mantenere un certo grado di privacy e dignità”. 

L’attrice aggiunge che dopo aver avuto sua figlia, all’età di 25 anni, ‘l’esame’ della stampa nei suoi confronti è scemato, e lei stessa ha cominciato a darle meno attenzione concentrandosi su sua figlia. “Tutta quella roba è evaporata un po'”, sottolinea. La Winslet ha in seguito recitato di nuovo per Cameron, questa volta nei sequel di ‘Avatar’, rivelando di aver girato due dei film uno dopo l’altro. La Winslet è considerata una delle favorite all’Oscar quest’anno per il suo ruolo da protagonista in ‘Ammonite’ di Francis Lee. 

Sanremo 2021, è toto-reunion: in pole gli 883

“Spero di portare a casa un’altra reunion”. L’auspicio espresso da Amadeus, ospite in diretta su Rtl 102,5, ha fatto partire subito il toto-reunion. Il conduttore e direttore artistico di Sanremo spera di bissare una reunion importante sul palco dell’Ariston, dopo quella realizzata lo scorso anno con i Ricchi e Poveri.  

A parte il desiderio degli Abba (difficilmente realizzabile per budget, logistica e complicazioni sulla ‘spendibilità’ di un ritorno con l’incertezza che ancora avvolge la scena live), in pole position ci sarebbero – a quanto apprende l’Adnkronos – gli 883. D’altronde, il pensiero corre subito a loro, visto che Max Pezzali ha annunciato un doppio concerto a Milano, il 9 e 10 luglio 2021, che segnerebbe il suo debutto in grande a San Siro. E lo stesso Pezzali, nelle interviste rilasciata a dicembre, aveva detto che “Mauro Repetto (cofondatore con Pezzali degli 883, ndr.) è arruolato per questo evento a San Siro”. “Nel 2021 saremo pronti a deliziare il pubblico anche con il ritorno di Mauro ad alto livello. Non sarà lì solo a far presenza, ma lo coinvolgerò molto profondamente nello spettacolo”, aveva annunciato Pezzali. E chissà che un’anteprima di questo spettacolo non si realizzi al Teatro Ariston. 

Sanremo 2021, Amadeus: “Nave per pubblico idea concreta e voglio la stampa”

La nave per il pubblico al Festival di Sanremo 2021 “è un’idea che sta diventando concreta, nel senso che ci stiamo seriamente e realmente lavorando”. Lo ha sottolinea Amadeus, ospite questa mattina in diretta su Rtl 102,5, in vista della kermesse. “L’idea è quella di creare quella che si chiama una ‘bolla’. Cioè permettere al pubblico di Sanremo, quantomeno alle 500 persone in platea, che dovranno essere sempre le stesse, di poter assistere, di poter essere presenti al Teatro Ariston”.  

“Per far questo -prosegue- perché questo accada, queste persone devono essere messe in protezione: essere sempre le stesse, non avere contatti con nessuno, poi magari tra queste persone ci saranno persone che già hanno ricevuto il vaccino. Magari fosse. Ma in ogni caso, al di là dei tamponi che dovranno essere praticamente quotidiani, dovranno essere presi, portati sulla nave, dove trascorreranno una bellissima settimana di vacanza, e poi la sera li porteremo all’Ariston. I pulmini saranno da massimo 20 persone, così se ci fosse un problema, si potranno isolare i contatti. Insomma, c’è tutto un protocollo. Non è una cosa facile da attuare ma si può fare”. Un pubblico di operatori sanitari già vaccinati in platea all’Ariston, con il duplice scopo di ringraziarli per il loro lavoro nella pandemia e di abbattere il rischio contagi? “Perché no? Almeno una parte potrebbe”. 

 

Capitolo stampa: “Io voglio i giornalisti a Sanremo, in sala stampa. Potremmo fare un collegamento ma è freddo. I collegamenti no, dobbiamo essere tutti in presenza”. 

Abba o non Abba, Amadeus spera di portare a casa un’altra reunion per il Festival 2021, dopo quella storica dei Ricchi e Poveri ospitata l’anno scorso al Teatro Ariston. “Gli Abba a Sanremo? E chi non li vorrebbe? Ma magari! Però appartengono alla categoria dei desideri. Poi i desideri, per motivi di difficoltà organizzative o di budget, non sempre si realizzano”, sottolinea. Ma il tema reunion al festival ci sarà: “Spero di portare a casa un’altra reunion”. 

 

Sarà un Sanremo prima gli italiani, perché il festival di quest’anno intende essere anche un momento di rinascita per tutti quei settori dello spettacolo, non solo la musica ma anche il teatro, che sono in grandissima sofferenza da quasi un anno. Anche se questo “non vuol dire escludere artisti internazionali” che “potrebbero esserci anche se vorrei fare un festival molto nazionale, pensare anche e soprattutto al settore musicale completamente a terra. Ci sono persone disoccupate da mesi, entourage di artisti che non lavorano: vorrei pensare a loro”. 

“A Sanremo dobbiamo rilanciare la musica, lo spettacolo, magari anche il teatro: mi auguro che i teatri possano riaprire, mi piacerebbe riaccendere i teatri in giro per l’Italia da Sanremo”, dice ribadendo quanto annunciato già qualche settimana fa. 

“Per me -dice ribadendo concetti già espressi- la data del Festival deve essere dal 2 al 6 marzo e stiamo lavorando per questo. Il Festival non si può fare senza pubblico con l’Ariston vuoto. Dobbiamo lavorare per realizzare un Sanremo che sia il più normale possibile”.