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Categoria: spettacoli

Eurovision 2022, il direttore Rai1: “Lo immagino a Roma”

“Pensando ai Måneskin ed essendo romano, immagino Roma come città alveo di questa manifestazione. Ma uno dei grandi privilegi della Rai è la cooperazione profonda che c’è con le diverse città italiane. Alla fine, in maniera rigorosa, dovremo scegliere l’impianto televisivo che possa inglobare al meglio la complessità di uno spettacolo come questo”. Lo dice, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, il direttore di Rai1, Stefano Coletta, a proposito dell’edizione 2022 dell’Eurovision Song Contest che, dopo la vittoria dei Maneskin, sarà ospitata dall’Italia e per la quale fioccano da ieri le autocandidature: da Torino a Sanremo, da Bologna a Pesaro, compresa naturalmente Milano.
 

A proposito delle teorie secondo cui c’è chi, anche in Rai, considera l’organizzazione dell’evento una grossa grana, organizzativa ma anche economica, Coletta replica: “Ovviamente le ho lette anche io ma, al contrario, penso che riportare l’Eurovision nel nostro Paese dopo 31 anni sarà l’occasione per mostrare la grande capacità della Rai di guidare una macchina così complicata e articolata”. “È chiaro – aggiunge – che per fare qualità bisogna mettere in campo delle risorse. Ma credo che l’occasione sia talmente ghiotta che si troverà il modo per fare uno show di livello”.  

Quanto alle tempistiche organizzative e alle decisioni operative, il direttore di Rai1 sottolinea: “Tra maggio e giugno si mette a punto Sanremo, subito dopo si passerà all’Eurovision”. Compresa la decisione sulla conduzione: “Ho già in mente un paio di idee anche su chi lo potrebbe condurre”, dice Coletta. Mentre la rete e i social pullulano già di ipotesi: dal neoarrivato Alessandro Cattelan (da settembre in forza a Rai1) all’accoppiata Andrea Delogu – Ema Stockolma.
 

Maneskin, Malgioglio e la Francia: “Vendetta per mia stroncatura?”

Maneskin e la bufera all’Eurovision? Cristiano Malgioglio, commentatore ieri sera della finalissima con trionfo del gruppo italiano, twitta sull’articolo di Paris Match che solleva il dubbio della sniffata di cocaina in diretta: “Incredibile…quello che ho letto su un sito francese riguardante Damiano dei @thisismaneskin… che triste. Forse si saranno vendicati perché ho distrutto la loro canzone francese dal sapore antico e priva di originalità? Ahaha – ridacchia per poi lanciare la stoccata -. Abbiamo vinto: rassegnatevi. W il Rock”, cinguetta l’artista. 

Eurovision 2021, Maneskin trionfano

I Maneskin vincono l’Eurovision Song Contest 2021. La band rock romana, che ha partecipato con la canzone ‘Zitti e buoni’, ha riportato in Italia il titolo che mancava dal 1990. Damiano, Victoria, Thomas ed Ethan, con il loro brano portato al successo a Sanremo 2021, hanno trionfato con 524 voti, di cui 318 ricevuti dal televoto. Seconda classificata della kermesse in scena alla Ahoy Arena di Rotterdam la Francia con 499 punti, terza la Svizzera con 432.  

Il cantante Damiano David, la bassista Victoria De Angelis, il chitarrista Thomas Raggi e il batterista Ethan Torchio hanno iniziato a fare musica insieme nel 2016 e prima di raggiungere la popolarità grazie alla partecipazione a X Factor nel 2017 erano soliti esibirsi in via del Corso a Roma. 

“INCREDIBILE” – “E’ incredibile vincere con una canzone del genere. Abbiamo vinto perché tantissime persone da casa hanno votato per noi, è incredibile. Vogliamo ringraziare tutti quelli che ci hanno sostenuto, siamo onorati. Abbiamo avuto tantissimi voti dal pubblico, questo ha un enorme valore”, dicono all’unisono nella conferenza stampa. 

“A Sanremo la votazione è stata più rapida -dice Victoria De Angelis-. Qui è stato tutto molto più lungo e c’era molta più ansia”. Come si festeggia una vittoria? “Mi devo tuffare nel fiume”, dice Damiano David. “L’intero evento è stato un sollievo”, aggiunge il frontman. “Questa edizione dell’Eurovision significa molto per tutta Europa”, dice rispondendo ad una domanda sul significato di un successo simile per un paese come l’Italia, duramente provato -come molti altri- dalla pandemia. 

“Tutto quello che abbiamo fatto, da quando abbiamo iniziato a suonare in strada, ora ha un senso. Per noi ha un significato enorme ottenere un riconoscimento a questo livello, visto che suoniamo la musica che ci piace”, aggiunge il cantante. “Ora abbiamo finito con le gare canore, troppa ansia… Ora andiamo avanti con la nostra musica, stiamo lavorando al nuovo album che uscirà entro la fine dell’anno e a dicembre partiremo con il tour”.
 

Eurovision, Maneskin favoriti: stasera la finalissima

Tutto pronto per la finalissima di stasera dell’Eurovision Song Contest 2021: l’Italia sogna il successo dei Maneskin che, dopo la prima esibizione, hanno conquistato il pubblico e i bookmaker, che ora li vedono favoriti per la vittoria. Il brano “Zitti e buoni” con cui hanno già trionfato al Festival di Sanremo, spiega Agipro, è il più scaricato della kermesse e la band romana scala la lavagna di Stanleybet.it: il successo vale 3 volte la scommessa, davanti alla favorita della vigilia, la francese Barbara Pravi con “Voilà”, che ora scivola a 3,75. Sul podio anche la maltese Destiny, interprete di “Je me casse”, e offerta a 7,00, poi l’Ucraina con i Go_A che sono approdati in finale con la loro “Shum” e che si giocano su Stanleybet.it a 8 volte la posta. Doppia cifra, a 10,00, per lo svizzero Gjon’s Tears con “Tout l’Univers”, a 15,00 il successo degli islandesi Daði og Gagnamagnið, in gara con la registrazione di una prova sul palco a causa della positività al Covid-19 di uno dei membri della band (come avvenuto per Irama a Sanremo). 

L’evento sarà trasmesso dalle 20:40 su Rai1. A raccontare al pubblico italiano la grande rassegna continentale della Ahoy Arena di Rotterdam sarà – al debutto alla conduzione dell’Eurovision Song Contest – la ‘strana coppia’ formata da Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio. 

“Siamo emozionati e contenti, non vediamo l’ora che arrivi domani: è un evento enorme e un’occasione importante per rappresentare l’Italia”, dice da Rotterdam la band, che aggiunge: “Portiamo un pezzo controcorrente e siamo contenti del risultato che abbiamo avuto e per aver mantenuto il testo della canzone in italiano. Non crediamo di avere una ricetta, la forza comunicativa che abbiamo deriva dal fatto che siamo quattro amici che suonano. Siamo autentici e sinceri e ci divertiamo. Sapere che il pubblico percepisce la nostra energia ci fa venire voglia di tornare in concerto. L’unione, l’amore per la musica e la voglia di ricominciare, sono il messaggio per un nuovo inizio. Qui a Rotterdam c’è una gioia diffusa fra tutti coloro che lavorano a questo evento, non solo nel pubblico, non sentiamo la competizione ma soltanto una bella emozione”.
 

Lady Gaga shock: “Stuprata a 19 anni, sono rimasta incinta e lasciata per strada”

“Avevo 19 anni e stavo muovendo i primi passi nel settore, e un produttore mi disse ‘togliti i vestiti'”. Lady Gaga torna con nuovi dettagli a raccontare la violenza subita quando aveva appena 19 anni. Lo fa nella prima puntata della docu-serie ‘The Me You Can’t See’ (La Me che non puoi vedere, ndr), interpretata e co-creata dal principe Harry e Oprah Winfrey, rievocando tra le lacrime il trauma vissuto. Lo riporta l’Independent. 

La pop star americana ha reso noto di essere stata violentata a 19 anni dal suo produttore musicale di allora, che “l’ha lasciata incinta in un angolo di strada” dopo mesi di abusi. Nel primo episodio, Lady Germanotta racconta di come, a causa del suo vissuto, sia diventata autolesionista, parlando di un “dolore totale” che si è protratto per molto tempo. “Sono diventata insensibile -racconta l’artista italoamericana- Provavo dolore, poi niente, quindi stavo male per settimane. Solo dopo ho capito che era lo stesso dolore che ho provato quando la persona che mi ha violentata mi ha lasciata incinta in un angolo, fuori da casa dei miei genitori perché non stavo bene e continuavo a vomitare. Avevo subito un abuso”. 

Nella serie, che ruota attorno al tema della salute mentale, Lady Gaga rivela di avere avuto in seguito un crollo psicologico durato diversi anni: “Mi hanno fatto così tante risonanze magnetiche in cui non trovavano nulla. Ma il tuo corpo ricorda tutto”, spiega. La popstar rivela anche di aver fatto un lungo lavoro su se stessa che l’ha portata a stare meglio. “Tutto ha iniziato a cambiare lentamente. Adesso le cose vanno meglio”, dice. Non è la prima volta che Lady Gaga affronta il ricordo della violenza sessuale subita. la tragica esperienza ha portato alla nascita della hit del 2015 ‘Til It Happens to You’, che la cantante eseguì agli Oscar del 2016, in una memorabile interpretazione in cui era circondata da decine di vittime di stupro. 

Demi Lovato fa coming out: “Sono di genere non binario”

“Oggi è un giorno che sono così felice di condividere più della mia vita con tutti voi. Sono orgogliosa di farvi sapere che mi identifico come ‘non binario’, e da ora in poi cambierò ufficialmente il mio pronome in ‘loro'”. Ad annunciarlo è la cantautrice Demi Lovato su Twitter. “Questo è avvenuto dopo molto lavoro di guarigione e autoriflessione -spiega la Lovato- Sto ancora imparando e entrando in me stessa, e non pretendo di essere un esperto o un portavoce. Condividerlo con voi ora mi porta ad un altro livello di vulnerabilità verso di voi”. 

L’artista spiega poi di aver fatto questo gesto “per coloro che non sono stati in grado di condividere chi sono veramente con i loro cari. Per favore -esorta alla fine- continua a vivere nelle tue verità e sappi che sto inviando tanto amore nella tua direzione”. 

Amadeus torna dj per due serate: il 22 e 29 settembre su Rai1

Amadeus torna a fare il dj per due serate in prime time su Rai1, il 22 e il 29 settembre. A quanto apprende l’Adnkronos, il conduttore sarà, infatti, il protagonista del nuovo show evento musicale ‘Arena ’60, ’70, ‘80’. 

Dietro una consolle, Amadeus, come ai tempi in cui faceva il disc jockey, insieme ad amici dj, farà ascoltare il suo repertorio da dj-vocalist, la sua playlist: un vero e proprio diario sentimentale che si articolerà anche attraverso i suoi incontri con gli ospiti. Amadeus utilizzerà video originali e spettacolari grafiche per far risuonare nella mente del pubblico le più celebri hit internazionali, celebrando tre dei decenni più iconici del made in Italy musicale. 

E’ morto Charles Grodin, l’attore aveva 86 anni

E’ morto Charles Brodin. L’attore aveva 86 anni e, come ha annunciato la famiglia, è deceduto dopo una lunga malattia. Il figlio, come ha reso noto la Abc, ha annunciato che il padre era affetto da un cancro che aveva raggiunto il midollo. Grodin è stato protagonista di una lunga lista di film di successo, spaziando tra diversi generi e lasciando il segno tra gli anni ’80 e ’90 in commedie che hanno ottenuto anche incassi di rilievo. Nel suo curriculum King Kong, La signora in rosso, Dave, Beethoven. 

Battiato, Verdone: “Sperimentatore coraggioso e mistico, dolore immenso”

“La scomparsa di Franco Battiato è un dolore immenso. Non è stato solo un grande sperimentatore coraggioso fin dagli inizi della sua carriera, ma con il tempo si è sempre di più avvicinato ad una dimensione mistica, più vicina all’oriente che non all’occidente”. E’ il ricordo di Carlo Verdone, che affida ad un intenso post su Instagram il proprio dolore per la morte a 76 anni del cantautore siciliano. “Ammirevole e commovente il suo concerto in Iraq -ricorda Verdone- con un’orchestra spesso priva di alcune corde agli archi e strumenti senza manutenzione. Fu splendido e significativo”. 

L’attore e regista romano ricorda poi l’incontro con il maestro Battiato: “Mite, pacato, solitario lo conobbi nel 1991. E mi colpì molto questa sua dimensione ascetica mai severa e triste. Anzi serena. Ognuno ha il suo album preferito e il suo brano del cuore: per me ‘La Voce del Padrone’ e ‘La Cura’ sono i suoi più alti vertici. Che possa riposare in pace. Quella pace che lui aveva trovato dentro di sé”. 

Battiato, Pippo Baudo: “Come lui nessuno”

“Franco Battiato è stato un grandissimo artista, completo, una perla per la musica leggere d’autore: i suoi testi erano poesia e filosofia, la sua musica era originalissima. Come Battiato c’era e c’è soltanto Battiato: nessuno scrive, compone e canta come lui!”. Così Pippo Baudo ricorda con l’AdnKronos il suo concittadino morto a 76 anni.  

“E’ stato sempre vicino alla sua Sicilia, era molto legato alla sua terra e non l’ha mai lasciata. Prima abitava nel centro storico di Catania, nella bellissima via Crociferi, una strada barocca molto frequentata. Poi, per avere più tranquillità, si ritirò nella sua villa a Milo, il paese più alto sull’Etna, dove comprò un palmento, accanto a lui poi venne anche ad abitarci per lunghi periodi Lucio Dalla. Lo andavo spesso a trovare, eravamo tanto amici”, ha detto ancora il popolare conduttore televisivo. 

Per Baudo, “in Battiato emergeva l’anima al tempo stesso siciliana e internazionale, europea e araba. Il sodalizio con il filosofo Sgalambro unì due anime eccezionali. Se ne è andato un grande, che ha rappresentato il volto autentico, bello e colto della nostra Sicilia”. 

(di Enzo Bonaiuto) 

E’ morto Franco Battiato, il cantautore aveva 76 anni

E’ morto Franco Battiato. Il cantautore siciliano aveva 76 anni e da tempo, per una malattia, si era ritirato dalla scena pubblica nella sua casa di Milo dove si è spento. Ne dà notizia la famiglia spiegando che “le esequie si terranno in forma strettamente privata. La famiglia ringrazia tutti per le innumerevoli testimonianze di affetto ricevute”. 

“Ci la lasciato un Maestro. Uno dei più grandi della canzone d’autore italiana. Unico, inimitabile sempre alla ricerca di espressioni artistiche nuove. Lascia una eredità perenne”. Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini. “‘Io avrò cura di te’. Per me la più bella con le parole più semplici e più potenti. Grazie di tutte le emozioni che ci hai dato”, scrive su Twitter il segretario del Pd, Enrico Letta, a proposito della scomparsa di Franco Battiato. 

“Non ci sono parole per ricordare chi, con parole e musica, ha emozionato e commosso intere generazioni. Addio Maestro Battiato”, si legge nel post di Matteo Renzi.
 

Salvatore Esposito dà l’addio a Genny, cala il sipario su ‘Gomorra’

“Addio Genny. In questi casi non è mai facile trovare le parole giuste. Io voglio semplicemente ringraziare tutti coloro che hanno reso 8 anni fa tutto questo possibile. Ora vi toccherà aspettare un po’ per ‘Gomorra 5’ ma sappiate che, come sempre, ne varrà la pena!”. Salvatore Esposito si è congedato con un post sui social dal personaggio che lo ha portato al successo e gli ha regalato la ribalta internazionale: Genny Savastano, il rampollo della potente famiglia di camorra, protagonista della serie, insieme all’amico e antagonista, Ciro l’immortale, interpretato da Marco D’Amore. L’attore ha finito le riprese di ‘Gomorra 5’, la stagione che chiuderà quella che è probabilmente la serie italiana di maggiore successo internazionale del nuovo millennio, venduta in tutti i continenti, e che dovrebbe debuttare su Sky all’inizio del 2022 (le date di messa in onda non sono ancora note). 

Esposito ha pubblicato anche un video per esprimere la sua emozione: “Sono tornato da poco a casa, stanco ma felice. Felice e triste nel dover dire addio a Genny Savastano, nel dover dire addio a ‘Gomorra – La serie’. Ma allo stesso tempo felice per aver avuto ormai 8 anni fa l’opportunità di far parte di questo meraviglioso progetto”, ha aggiunto l’attore ringraziando i responsabili del casting, i registi e i produttori che “decisero di darmi questa opportunità”: “non smetterò mai di essergli grato”. “Sappiate che Genny sarà sempre un parte importante di me”, ha detto Esposito, diventato nel frattempo una star anche in Usa, dove ‘Gomorra’ viene trasmesso da HboMax (proprio in questi giorni l’esordio della quarta stagione) e dove è entrato l’anno scorso, proprio sull’onda del successo di ‘Gomorra’, nel cast della serie ‘Fargo’. 

A febbraio, anche l’altro grande protagonista di ‘Gomorra – La serie’, Marco D’Amore, che della quinta stagione è anche regista insieme a Claudio Cupellini, aveva salutato la serie con un post: “L’unità D’Amore ha finito Gomorra 5: mesi di fatica, notti su notti, una dietro l’altra. Abbiamo sempre trovato una ragione valida per andare avanti: io, la mia troupe e i miei attori. Tra poco tutto sarà nelle mani del pubblico”, ha scritto aggiungendo un hashtag in napoletano, “#nunsapitechevaspett” (letteralmente “non sapeva che vi aspetta”), che allude ai grandi colpi di scena che chiuderanno la storia televisiva dei protagonisti. 

Baglioni compie 70 anni, fan gli regalano murales a Centocelle

“A combattere il tempo come si fa? Si può battere ancora a tempo di musica”. È uno dei passaggi del post di ringraziamento che Claudio Baglioni ha pubblicato nella notte, subito dopo aver compiuto a mezzanotte i 70 anni, per ringraziare i fan che non si sono limitati a migliaia di messaggi di auguri e di amore per la sua musica ma lohanno omaggiato anche con un murales, la cui foto è stata pubblicata sui social dall’artista. Nel quartiere di Centocelle, dove Baglioni ha trascorso l’adolescenza e mosso i primi passi artistici, è stato realizzato un grande dipinto murale con il volto del cantautore e le parole di ‘Strada facendo’. L’opera è stata realizzata sul muro di Casa San Felice, casa-famiglia gestita dal parroco dell’omonima chiesa nel quartiere romano (in Piazza di S. Felice da Cantalice, 20). 

Lo staff di www.doremifasol.org (sito di riferimento per i fan di Baglioni) e i numerosissimi seguaci hanno unito le forze con lo street artist Mauro Palotta, in arte Maupal, per realizzare un murales celebrativo in un luogo simbolico per Claudio Baglioni. E Baglioni ha scritto una lunga lettera sui suoi social per ringraziarli: “È una sorpresa indescrivibile. Ma come vi è saltato in mente?!? Nel quartiere dove sono stato bambino e adolescente. A Centocelle, dove sono diventato un ragazzo. Nella piazza in cui son salito, per la prima volta, su un palco senza lontanamente immaginare quel che sarebbe accaduto in seguito. Su una parete della casa famiglia San Felice proprio davanti a quel palchetto del tempo che fu. L’avete pensata bella. Una gran cosa per una buona causa. Il mio apprezzamento e la mia gratitudine non hanno voce e parole sufficienti e adeguate. È una sensazione bizzarra e stupefacente. E, per una volta tanto, fa davvero piacere essere ‘sbattuti su un muro'”. 

“Un muro – prosegue Baglioni – che in quegli anni temevo si alzasse per sempre tra me e tutti gli altri e che oggi si fa testimonianza di un incontro che dura da allora. Un insieme di piccole storie vissute o mai risapute che la vita ha narrato nel romanzo di ognuno di noi. Nello stesso momento ringrazio coloro che con doni e pensieri diversi si sono ricordati di me e della mia prossima età. Sono tanti di numero e ciascuno con la sua firma e la sua fantasia. A tutti vorrei dire il mio bene perché a darlo non ne sarei capace. Si cresce e ci si fa grandi ma non si smette mai di essere timidi e schivi. A combattere il tempo come si fa? Si può battere ancora a tempo di musica. Sul tempo che va”, conclude l’artista. 

Giulia vince la ventesima edizione di ‘Amici’

La ballerina Giulia ha vinto la ventesima edizione di Amici, dopo una sfida del cuore, con il fidanzato-rivale Sangiovanni, grande favorito della vigilia. E si è aggiudicata il premio di 150.000 euro in gettoni d’oro.  

I due erano stati decretati vincitori di categoria (lui per il canto, lei per il ballo) all’inizio della serata, quando Sangiovanni aveva battuto nella prima manche gli altri due cantanti finalisti, Deddy e Aka7even, e Giulia aveva prevalso sul ballerino Alessandro. “Avreste mai pensato di sfidarvi in finale?”, ha chiesto Maria De Filippi prima di decretare il vincitore. “Lui me lo aveva scritto in un bigliettino: ci vediamo in finale”, ha confessato Giulia.  

Giulia, classe 2002, è nata a Roma. Ha iniziato a ballare danza classica a 3 anni, in seguito ha approfondito lo studio del modern ed è entrata a far parte della Nough Megacrew. Giulia è entrata ad ‘Amici’ fin dall’esordio di questa stagione (novembre 2020) ballando “TKN” di Rosalia e Travis Scott. Giulia, all’interno della scuola, ha fatto un percorso di crescita professionale ma anche emotivo riuscendo a sviscerare il motivo delle sue insicurezze e del suo non credere in se stessa. Giulia si è sempre aggiudicata il Premio Tim, risultando l’allieva più votata dal pubblico in studio, e ha vinto anche il Premio Tim finale.
 

Sangiovanni, nome d’arte di Giovanni Pietro, classe 2003, è nato a Vicenza. È arrivato in finale forte di 16 settimane consecutive di permanenza in top 100 singoli Fimi con “Lady” ed attualmente ancora al terzo posto in classifica; 11 settimane con “Tutta la notte” e 5 con “Hype”, raccogliendo un disco di platino (“Lady”) e due dischi d’oro (“Tutta la notte” e “Guccy Bag”). 18 anni appena compiuti, Sangiovanni ha già all’attivo un disco di Platino, due dischi d’Oro e oltre 2 milioni di ascoltatori mensili su Spotify Italia. La sua “Lady” continua ad essere in top 5 Fimi con oltre 25 milioni di streams e attualmente ha 3 brani in top 100 e un totale di oltre 50 milioni di streaming. E’ entrato nella scuola sin dall’esordio di questa edizione (novembre 2020) presentando l’inedito “Guccy Bag”, certificato Oro, e rivelando presto le sue grandi doti di cantautore e interprete. 

Durante il percorso in ‘Amici’ Sangiovanni ha pubblicato cinque inediti: “Guccy Bag”, prodotto da Bias, “Lady”, prodotto da Zef e certificato Disco di Platino con oltre 70 mila copia vendute, “Tutta la notte”, prodotto da DRD e Bias e certificato Disco d’Oro, “Hype”, prodotto da Zef e “Malibu”, prodotto da Dardust. 

Sangiovanni ha già firmato un contratto con l’etichetta discografica Sugar e venerdi 14 maggio ha pubblicato il suo primo EP “Sangiovanni”. E nella serata finale si è aggiudicato anche il Premio Tim della Critica, assegnato da una giuria di giornalisti. Si è inoltre aggiudicato il Premio Radio (assegnato dalle principali emittenti commerciali) per il brano ‘Malibù’ e il Premio Siae per il miglior testo. Oltre al premio di categoria per il canto del valore di 50.000 euro.  

Vaccino Covid, Pieraccioni: “Dopo la dose mi è apparso Ceccherini vestito da donna”

“Ho appena fatto il vaccino, un’esperienza fantastica: mi è già appena apparso Ceccherini vestito da donna. Ho anche sentito delle voci, una era di Cecchi Gori, una del mi zio. Ho anche cambiato i miei gusti sessuali: insomma, io credo che sia un’esperienza da fare per quello che ti lascia, grandi cambiamenti”. Ironizza così con i cronisti Leonardo Pieraccioni, appena dopo essersi vaccinato all’hub del Mandela Forum di Firenze. 

Il regista toscano ha poi aggiunto: “Oggi mi sono emozionato a venire qui al Mandela, perché l’ultima volta che ci sono venuto qui ci si abbracciava e ci si rideva in faccia. La cosa più bella sarà ritornarci e abbracciarsi, perché la cosa che più è mancata in questo anno e l’abbraccio. Spero che con il vaccino finalmente torneremo a farlo”. 

“La pandemia una cosa talmente terribile, pericolosa e brutta che ci vorranno dieci anni per raccontarla in maniera leggera in una commedia. In tutti i film che si stanno girando pare che non ci sia, che non se ne parli, evidentemente è un modo di esorcizzare da parte di chi fa cinema questa terribile pandemia”.  

Sul suo prossimo film, rimandato a causa della pandemia, il regista toscano ha aggiunto: “Girerò il mio film il 15 giugno, (‘Il Sesso degli Angeli’, ndr.), così il prossimo anno la gente sarà sicura. Già da settembre le persone dovrebbero essere più tranquille nell’andare al cinema, e ancora di più mi auguro lo saranno per gennaio o febbraio, quando dovrebbe uscire il mio film”. “Ovviamente – conclude Pieraccioni- stiamo sul set con tutte le precauzioni del caso, io credo di aver fatto ormai già 168 tamponi”. 

Maglie: “Rula Jebreal chi, quella che disse a Nicola Porro ‘taci tu uomo bianco’?”

“Non c’è peggior nemico della causa dell’uguaglianza delle donne che lo meritano di personaggi come Rula Jebreal. Non dimentichiamoci che lei è quella che disse al giornalista e collega Nicola Porro ‘taci tu, uomo bianco’. Chi è razzista, chi è classista?”. E’ l’opinione della giornalista Maria Giovanna Maglie che commenta così all’Adnkronos il rifiuto, accompagnato da roventi polemiche, di Rula Jebreal a partecipare ieri sera alla trasmissione ‘Propaganda Live’ a causa di una lamentata esigua presenza di partecipazioni femminili. 

“Le donne in televisione vanno, sono ospiti, oggi sono spesso anche conduttrici. Significa questo che l’informazione è alla pari? No, non ancora, è una battaglia da proseguire e concludere. Ma la piega che ha preso in questi ultimi tempi qualunque battaglia di uguaglianza e di emancipazione è profondamente strumentale”, sottolinea la Maglie. “Che riguardi gli omosessuali, che riguardi la presenza delle donne, il vero tentativo è quello di impedire la libertà di espressione e, se permetti, anche l’invito delle donne che interessano in quella puntata”. 

“A questo proposito, ho letto che in nazioni nelle quali è già passata una sciagurata legge come il ddl Zan, ad esempio il Messico, siccome la quota di donne era alta alcuni uomini si sono presentati dicendo che da quella mattina si erano svegliati sentendosi donna, e si sono fatti mettere la quota femminile. Quanto aiuta le donne una cosa del genere?”, incalza la giornalista. Che sulla vicenda di Rula Jebreal osserva poi: “Io non sono spettatrice abituale del programma ‘Propaganda Live’, ma quando l’ho guardato ho sempre visto che di donne ce n’erano tante. Ci sono sempre un sacco di donne e ci sono anche tante giornaliste. Ritengo che Rula Jebreal sia diventata un po’ come certi influencer, che per vendere se stessi e i loro prodotti devono per forza trovare un pretestuoso scandalo”, conclude. 

 

Propaganda Live, Rula Jebreal replica a Diego Bianchi

Rula Jebreal replica a Diego Bianchi sul caso Propaganda Live. “Scegliamo le persone per storia e competenza, non per il sesso”, ha detto ieri il conduttore del programma commentando la decisione della giornalista di rinunciare alla partecipazione dopo aver visto che il suo nome era inserito in una lista comprendente solo ospiti di sesso maschile. “‘NOI guardiamo alla competenza non al genere’. Il problema di sottorappresentanza delle donne – in politica, e nei Media — segnala che la competenza non basta…Salvo pensare che gli uomini siano statisticamente più competenti”, è la replica di Jebreal su Twitter, dove ripropone la foto di lei con gli altri ospiti di sesso maschile del programma, secondo l’iniziale scaletta della puntata di ieri, accostandola alle immagini delle sue partecipazioni ai programmi di media esteri insieme ad altre donne. 

Propaganda Live, Diego Bianchi: “Rula Jebreal non ci conosce”

“Rula Jebreal non conosce Propaganda Live”. Diego Bianchi apre Propaganda Live soffermandosi sul ‘caso Rula Jebreal’. La giornalista avrebbe dovuto partecipare per discutere la crisi israelo-palestinese, ma ha rinunciato dopo aver visto che il suo nome -in un tweet del programma- era inserito in una lista comprendente altri 7 ospiti di sesso maschile, senza altre donne invitate. “Siamo diventati noi la notizia e questo ci sorprende. Avevamo deciso di raccontare quelli che sta succedendo tra Israele e Palestina con un’ospite, la giornalista Rula Jebreal. Non la conosco, ci siamo parlati ieri sera ed eravamo molto contenti di avere la sua competenza in trasmissione. Il venerdì mattina utilizziamo i social per comunicare quali sono gli ospiti della puntata. Noi inseriamo un po’ tutti quanti”, dice Diego Bianchi. 

“ual è l’errore? Inserire l’ospite, in questo caso Rula Jebreal, insieme ad un elenco e a parti del cast che si compone con dinamiche casuali. Morale della favola, Rula Jebreal ha visto questo post stamattina e si è trovata unica donna tra 7 uomini. Per coerenza ha scelto di non venire, Rula Jebreal non conosce la nostra trasmissione altrimenti saprebbe che questo programma, tra tante difficoltà e tanti errori, ha vinto il Diversity Award”, afferma ancora. 

“hiamiamo una persona in trasmissione perché è competente, non per il sesso. Chiudo dicendo che l’episodio è spiacevole perché avevamo chiamato Rula Jebreal non in quanto donna. Ci sembrava la persona migliore, per storia e competenze, per intervenire. Mi dispiace, qui saremo tutti uomini e non ci sarà nessuno a parlare di Palestina con quell’approccio che avremmo voluto condividere”, dice dando inizio alla puntata. 

Cattelan sbarca in Rai, ‘Da grande’ il suo nuovo programma

Alessandro Cattelan sbarca in Rai. Nei palinsesti autunno-inverno che arrivano domani sul tavolo del Cda Rai per l’illustrazione, a quanto apprende l’Adnkronos, c’è una sorpresa: Alessandro Cattelan alla conduzione di un programma, dal titolo ‘Da grande’, in prima serata su Rai1 a partire da settembre. 

Un programma che mette a fuoco le gioie e le sofferenze del percorso di crescita che porta a diventare adulti attraverso monologhi, momenti di show, ospiti e clip video.