Municipio: Largo Felice Armati, 1 00043 Ciampino (RM) (+39) 06.79097.1 protocollo@pec.comune.ciampino.roma.it

Categoria: spettacoli

Fedez, Antitrust apre istruttoria sul brano ‘Mille’

‘Mille’ di Fedez nel mirino dell’Antitrust. E’ stata aperta una pratica, la numero DS2926, sul videoclip della canzone ‘Mille’, denunciato per pubblicità occulta alla Coca-Cola come annuncia il Codacons. “Al centro della vicenda non c’è il testo del brano musicale che, pur rimandando più volte alla nota bevanda, rientra nella libertà di espressione artistica e non è mai stato contestato, ma il videoclip della canzone che – spiega il Codacons – non avrebbe rispettato le disposizioni dell’Antitrust secondo cui gli spettatori devono essere adeguatamente informati anche nei video musicali circa l’inserimento di marchi a scopo commerciale”. 

Avviso che è presente nella pagina ufficiale del video di ‘Mille’ pubblicata su Youtube “ma che sembra del tutto insufficiente, dal momento che l’Antitrust in tema di video musicali ha disposto che debba essere reso palese l’inserimento di prodotti a fini commerciali, prevedendo segnali in sovrimpressione che avvisino circa la presenza di marchi a scopo promozionale”, prosegue l’associazione. “Oggi si apprende che l’Antitrust avrebbe puntato il proprio faro sul videoclip di Fedez (feat. Achille Lauro e Orietta Berti) aprendo una apposta pratica volta ad accertare la violazione delle disposizioni in materia di pubblicità occulta – spiega il Codacons – In tal senso l’Autorità avrebbe inviato delle precise richieste di informazioni ai soggetti interessati, che ora dovranno rispondere delle accuse mosse dalla Autorità”. 

Ove al termine dell’istruttoria fosse confermata la violazione delle disposizioni vigenti in tema di consumatori, “i responsabili rischiano una sanzione fino a 5 milioni di euro”, dice l’associazione. 

Venezia 78, Cruz-Banderas e la Calabria di Frammatino al Lido

Secondo film italiano in concorso oggi alla Mostra del Cinema di Venezia. Il regista milanese di origini calabresi Michelangelo Frammartino presenta ‘Il Buco’, un film dedicato all’impresa di un gruppo di speleologi torinesi nel Parco del Pollino, che scoprirà la grotta più profonda del Sud d’Italia confrontandosi con la meraviglia dei vecchi pastori del luogo. E sul red carpet con Frammartino sfileranno gli speleologi che parteciparono all’impresa, ci sono altri due film che assicurano l’arrivo di alcune superstar. 

In concorso sfilerà infatti anche ‘Competencia oficial’ di Gastón Duprat e Mariano Cohn, con Penélope Cruz, che dopo il film d’apertura di Almodovar dove interpreta una fotografa diventa qui una regista, e con Antonio Banderas e Oscar Martínez. Si tratta di film sul cinema che racconta la storia di un milionario avido di notorietà che desidera a tutti i costi produrre un film di successo. 

Fuori concorso sfilerà poi il documentario ‘Becoming Led Zeppelin’, il documentario di Bernard MacMahon sull’ascesa della band, e per l’occasione si vocifera che sia in arrivo al lido il leggendario chitarrista Jimmy Page. 

Sempre fuori concorso verrà presentato il thriller psicologico ‘Last night in Soho’ di Edgar Wright con Anya Taylor-Joy e Thomasin Harcourt McKenzie, che sarà preceduto dalla consegna a Marcus Rowland del Premio Campari Passion for Film. 

Tornano gli Abba dopo 40 anni, nuovi brani e uno show

Dopo 40 anni tornano gli Abba. In programma un concerto rivoluzionario, per una delle band pop di maggiore successo di tutti i tempi, che vedrà Agnetha, Björn, Benny e Anni-Frid esibirsi digitalmente con una live band di 10 elementi in un’arena costruita appositamente a Londra dal 27 maggio 2022 e un disco completamente nuovo. 

La versione digitale degli Abba è stata creata dopo settimane e mesi di riprese con motion capture e performance tecniche con i quattro membri della band e un team di 850 elementi della Industrial Light & Magic, la compagnia fondata da George Lucas alla sua prima incursione nella musica. Oggi, a 40 anni dal loro ultimo disco di studio “The Visitors”, gli Abba non solo hanno registrato due nuove canzoni “‘I Still Have Faith In You” e “Don’t Shut Me Down”, che faranno parte del concerto, ma hanno registrato e prodotto un intero nuovo album. 

Registrato insieme allo studio di Benny, Riksmixningsverket, a Stoccolma, “Voyage” verrà pubblicato in tutto il mondo il prossimo 5 novembre su etichetta Universal Music Group. Abba Voyage prenderà il via il 27 maggio 2022 alla Abba Arena, un’arena all’avanguardia da 3000 posti costruita al Queen Elizabeth Olympic Park di Londra. Sarà possibile pre-registrarsi per acquistare i biglietti a partire dalle ore 19:00 di oggi su abbavoyage.com mentre i biglietti saranno in vendita da martedì 7 settembre. 

Con quasi 400 milioni di album venduti in tutto il mondo, 17 hit al primo posto in classifica e più di 16 milioni di stream globali alla settimana, gli Abba sono uno dei gruppi musicali più di successo di tutti i tempi. Fin dal loro esordio con “Waterloo” nel 1974, la musica degli Abba ha catturato i cuori delle persone di tutto il mondo. Oggi, le loro canzoni – scritte e prodotte da Benny Andersson e Björn Ulvaeus e interpretate con passione e devozione dalla voci di Agnetha Fältskog and Anni-Frid “Frida” Lyngstad – sono considerate una parte fondamentale della musica internazionale. Nel 21° secolo, gli Abba sono più famosi che mai. 

Abba Gold, originariamente pubblicato nel 1992, ha recentemente superato la millesima settimana sul UK Album Chart, diventando il primo album della storia a raggiungere questa meta. Su TikTok, i contenuti con l’hashtag #Abba hanno da poco raggiunto un miliardo di visualizzazioni, senza che il catalogo fosse ufficialmente accessibile sulla piattaforma. Nel 2010 gli Abba sono stati inseriti nella Rock N’Roll Hall of Fame e nel 2015 “Dancing Queen”, una delle loro canzoni più amate, è stata aggiunta alla Grammy Hall of Fame. 

Venezia, Benigni show per Mattarella: “Presidente, resti” – Video

“Presidente Mattarella con noi ancora un po’, magari fino ai Mondiali di Calcio in Qatar, perché porta fortuna, porta bene. Deve rimanere presidente qualche anno in più”. Roberto Benigni a Venezia si rivolge così al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presente alla cerimonia inaugurale della Mostra del Cinema, durante la quale Benigni ha ricevuto il Leone alla carriera. (immagini raiplay.it). 

Venezia, Benigni a Mattarella: “Resti ancora un po’, porta bene”

“Dedico il Leone d’oro agli italiani che mi vogliono bene”. Così Roberto Benigni durante la cerimonia inaugurale della 78esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, nel corso della quale all’attore e regista premio Oscar è stato assegnato il Leone d’oro alla carriera. “Presidente Mattarella – si è poi rivolto al capo dello Stato, presente alla cerimonia – rimanga con noi ancora un po’, almeno fino alla prossima Mostra del Cinema, rimanga con noi magari fino ai Mondiali di Calcio in Qatar, perché porta fortuna, porta bene. Deve rimanere, deve rimanere presidente qualche anno in più”.  

Le parole di Benigni sono state salutate da un’ovazione per il capo dello Stato: insieme agli applausi dalla platea si sono levate grida come “bravo”, “hai detto bene”, “bis”.  

“Voglio salutare il presidente Sergio Mattarella che è qui con noi – ha esordito l’attore -. Grazie presidente di dimostrare il suo amore per l’arte, in special modo per l’arte cinematografica essendo qui a Venezia. Lei sa l’amore che io porto per lei presidente, me lo vorrei baciare, abbracciare; gli voglio un mondo di bene al presidente Mattarella, non potete sapere la soddisfazione di essere suo contemporaneo, un presidente meraviglioso”.  

“Quando mi hanno detto che Mattarella sarebbe stato a Venezia – ha continuato Benigni – ho avuto la stessa reazione che ha avuto lei presidente quando era a Wembley e ha segnato Bonucci: ‘no! Gol, c’è Sergio Mattarella”. Poi Benigni ha ringraziato Laura Mattarella, che accompagnava il padre (“Sono felice che lei sia qua” e le altre autorità, come il ministro della Cultura Dario Franceschini, il presidente del Veneto, Luca Zaia (“Che bellezza governare una regione così bella, il Veneto, io la invidio, caro Zaia, un giorno o l’altro ci conosceremo, ho grande stima”), il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, alla guida di “una città unica”. 

Dopo la cerimonia di consegna del Leone d’oro, Benigni è tornato sul red carpet per le fotografie di rito e quindi si è soffermato brevemente a parlare con i giornalisti. A proposito del suo endorsement per il prolungamento della permanenza del presidente Mattarella al Quirinale anche con un secondo mandato, il premio Oscar per “La vita è bella” ha dichiarato: “Io sono veramente orgoglioso per essere suo contemporaneo. Vorrei studiare da Grande elettore per andare a votare alle prossime elezioni per fargli fare il secondo mandato. Lo voglio convincere, ma non ho occasione di parlarci tanto. Per me Mattarella è il presidente più prestigioso, con una sua serietà e una sua allegria. E’ incredibile, è un presidente davvero che ci ha aiutato tanto in questo momento in cui l’Italia ha avuto bisogno di una presenza che ci desse sicurezza e lui ha fatto tutto questo per tutti noi”.
 

Britney Spears accusa il padre di tentata estorsione

Nuove accuse contro Jamie Spears, padre e tutore legale di Britney Spears. L’avvocato della popstar, Mathew S. Rosengart, ha presentato in tribunale nuovi documenti in cui si parla di tentata estorsione da parte di Jamie ai danni della figlia, chiedendo le sue dimissioni immediate da tutore. Secondo l’avvocato della cantante, infatti, l’uomo starebbe chiedendo circa due milioni di dollari in pagamenti al suo team legale e all’ex business manager Tri Star. Nell’ultimo round di un’aspra battaglia legale, Rosengart ha dichiarato: “Il signor Spears e il suo avvocato sono ora avvisati: lo status quo non è più tollerabile e Britney Spears non subirà estorsioni”. 

“Il palese tentativo del signor Spears di barattare la sospensione e la rimozione in cambio di circa 2 milioni di pagamenti, in aggiunta ai milioni già raccolti dal patrimonio della mia cliente dal signor Spears e dai suoi soci, è un fallimento”. Gli avvocati del 69enne Jamie Spears hanno presentato documenti al tribunale ad agosto dicendo che si sarebbe dimesso, sostenendo però che “non ci sono motivi reali” per la sua sospensione o rimozione. Ciò è avvenuto dopo che Britney Spears, con una testimonianza bomba alla corte di Los Angeles, ha descritto la tutela del padre come “abusante”. 

Rosengart ha affermato che la rimozione immediata di Jamie è necessaria e ha chiesto a Brenda Penny, il giudice del caso, di rimuoverlo alla prossima udienza del 29 settembre. Ha anche detto a Jamie che lasciare l’incarico subito e volontariamente sarebbe la “cosa legalmente corretta, decente e gentile da fare”. Ha detto: “Il mondo ha ascoltato la testimonianza coraggiosa e convincente della signora Spears. La vita di Britney Spears è importante. Il suo benessere è importante. Ogni giorno è importante. Non c’è motivo di aspettare”. Il documento aggiunge: “Jamie Spears deve dimettersi o essere sospeso entro e non oltre il 29 settembre 2021”. 

E’ morto il nipotino di Sharon Stone, l’annuncio dell’attrice

E’ morto il piccolo River, il nipotino di Sharon Stone. L’attrice ha annunciato la scomparsa del bimbo, che avrebbe compiuto un anno il prossimo 8 settembre. Sharon Stone ha lasciato Venezia sabato per l’aggravarsi delle condizioni di salute del bambino, figlio del fratello minore Patrick. La star, che per quasi una settimana è stata in vacanza a Venezia, non ha potuto partecipare domenica sera alla sfilata di alta moda di Dolce & Gabbana in piazza San Marco dove era una delle ospiti più attese insieme a Jennifer Lopez.  

Sono stati gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana a dare l’annuncio durante la presentazione della collezione di alta moda all’hotel Monaco: “Sharon ha avuto problemi con suo nipote ed è stata costretta a tornare indietro”. Nei giorni scorsi era stata la stessa attrice di “Basic Instict” a rivelare il dramma familiare su Instagram: “Il mio nipotino e figlioccio River Stone è stato trovato nella culla con un’insufficienza a livello di organi. Per favore, pregate per lui. Ora serve un miracolo”. Sul social aveva pubblicato anche una foto del bimbo intubato. 

Paul Stanley positivo al covid, Kiss annullano concerto

I Kiss hanno annullato un concerto negli Stati Uniti con un breve preavviso dopo che il cantante e frontman Paul Stanley è risultato positivo al Covid-19. La band ha dichiarato ieri su Twitter che il concerto che si sarebbe dovuto tenere in serata a Burgettstown, in Pennsylvania, è stato “purtroppo rinviato” a causa del risultato positivo del test di Stanley.  

“Tutti durante l’intero tour, sia la band che lo staff, sono vaccinati. La band e il suo staff hanno operato in modo indipendente per salvaguardare tutti il più possibile in ogni spettacolo e tra uno spettacolo e l’altro”, si legge nella dichiarazione. La band ha affermato che ulteriori informazioni sulle date degli spettacoli sarebbero state rese disponibili il prima possibile. 

“Gente!!! Sto bene! Non sono in terapia intensiva! Il mio cuore mi permette di fare 26 miglia al giorno sulla mia bici! Non so da dove provenga, ma è un’assurdità assoluta”, ha twittato il 69enne Stanley, aggiungendo di essere “malato di sintomi simil-influenzali”. Dopo ripetuti test che hanno dato risultati negativi, è arrivato quello positivo di ieri pomeriggio. 

Eurovision, restano 5 città in lizza: Roma è fuori

Sono 5 le città in lizza per ospitare Eurovision Song Contest. Resta fuori Roma che era tra le 17 città candidate ad ospitare il grande show europeo, che sarà in Italia grazie alla vittoria dei Maneskin. Ad annunciarlo via Facebook il sindaco di Pesaro Matteo Ricci.  

”Pesaro Eurovision Song Contest: il sogno continua – si legge nel post di Ricci – La nostra città si gioca il rush finale con Milano, Torino, Bologna e Rimini! Erano 17 le città che hanno manifestato interesse per ospitare il prestigioso evento musicale. È una gioia apprendere oggi che il Comune di Pesaro è entrato di diritto nella fase e nel rush finale delle 5 città in lizza per raggiungere questo grande obiettivo. Proveremo a giocarci tutte le nostre importanti carte, credendoci con determinazione fino in fondo”.  

E’ morto Charlie Watts, batterista dei Rolling Stones

E’ morto a 80 anni Charlie Watts, il batterista dei Rolling Stones, uno dei più grandi della sua generazione. “È con immensa tristezza che annunciamo la morte del nostro amato Charlie Watts – si legge in un comunicato del suo ufficio stampa ripreso dalla Bbc – È morto serenamente in un ospedale di Londra, circondato dalla sua famiglia”.  

“Chiediamo gentilmente che la privacy della sua famiglia, dei membri della band e degli amici intimi sia rispettata in questo momento difficile”, conclude la nota. 

Leggenda dei Rolling Stones Charlie Watts, batterista celebre per il suo virtuosismo alle percussioni, era una star apparentemente più distaccata e impassibile rispetto agli altri bandleader, Mick Jagger e Keith Richards, divi straripanti, dalle personalità impetuose e travolgenti. Nel 2016 era stato posizionato al 12esimo posto nella lista dei 100 migliori batteristi di sempre secondo la rivista ‘Rolling Stone’: per ammissione dei suoi stessi compagni di avventura, le migliori alchimie della band sono passate proprio attraverso il particolarissimo groove di Watts. Per Richards, Watts era “il miglior batterista con cui abbia mai suonato”. 

Rispetto all’immagine trasgressiva, eccessiva e sessualmente provocatoria che i Rolling Stones hanno sempre avuto, Watts ha costituito quasi un’eccezione. Definito calmo e riflessivo, Watts è stato il collante dei Rolling Stones, tanto sul palco quanto fuori, bravo a mantenere l’equilibrio tra le due primedonne Jagger e Richards. Era sposato dal 1964 con la pittrice e scultrice Shirley Ann Sheperd, che conosceva già prima di entrare nella band: un esempio di fedeltà raro nel mondo del rock. La coppia ha avuto anche una figlia, Seraphina Watts, nata nel 1968. L’unico periodo della sua vita in cui conobbe i ‘vizi’ delle rockstar fu negli anni ’80, segnati da una brutta avventura con l’eroina, ma anche in questo frangente conservò un’immagine riservata. Nel 2004 gli fu diagnosticato un cancro alla gola, dal quale guarì. 

È nel 1962 che Jagger (voce, 1943) e Richards (chitarra, 1943), giovani studenti del Kent con una smodata passione per il blues di Howlin’ Wolf e il rock ‘n’ roll di Chuck Berry, danno vita insieme a Brian Jones (chitarra, 1942-1969) e a Ian Stewart (tastiera, 1938) ai Rolling Stones, il cui nome fu ispirato da una canzone di Muddy Waters, ‘Rolling Stone blues’. Dopo un’intensa attività live nei club londinesi, a cavallo tra il 1962 e il 1963 i Rolling Stones misero a punto la formazione con l’entrata in pianta stabile di Bill Wyman, pseudonimo di William Perks (basso, 1936), proveniente dalla band dei Cliftons, e di Charlie Watts (batteria, nato a Londra il 2 giugno 1941), e con l’uscita di Stewart. 

Charles Wats scoprì già da giovanissimo la musica grazie ai jazzisti Miles Davis e John Coltrane e iniziò a interessarsi alle percussioni intorno ai 17 anni, trasformando inizialmente un vecchio banjo in un tamburo rullante. Tuttavia, la musica rimane ancora un interesse marginale; nel 1958 cominciò a frequentare una scuola d’arte gli fruttò un impiego presso un’agenzia pubblicitaria. Ma fu continuando a suonare la batteria che nel 1960 si affacciò alla ribalta dei nightclub londinesi. 

Di fatto Watts fu l’ultimo tra i componenti originari dei Rolling Stones a unirsi alla band, a cui è rimasto sempre fedele. Si era fatto le ossa nel fervidissimo ambiente blues sotto l’ala protettiva di Alexis Korner, in quella autentica fucina di talenti che fu la Blues Incorporated, dove fu scoperto e ingaggiato da Jagger e Richards. E’ da quasi 58 anni che la rock band inglese è tra le più longeve e produttive formazioni della scena mondiale della seconda metà del Novecento e rappresenta nell’immaginario del pubblico la rock ‘n’ roll band per antonomasia, considerata, accanto ai Beatles, il gruppo più rappresentativo degli anni Sessanta e Settanta, contribuendo in maniera determinante, forse anche più del quartetto di Liverpool, a costruire l’immagine e il suono di un rock ribelle e trasgressivo. 

Nel maggio del 1964 i cinque Rolling Stones firmano un contratto con la Decca, casa discografica per la quale nel giro di due anni mettono a segno quattro raccolte (England’s newest hit makers, 12 X 5, Rolling Stones N. 2, The Rolling Stones, now!), per lo più composte di versioni di classici blues, rock e soul. Il peso compositivo di Jagger e Richards si fa sentire maggiormente in ‘Out of our heads’ (1965), dove compare l’inno generazionale ‘(I can’t get no) satisfaction’, il loro brano più conosciuto. Ma il capolavoro del periodo è considerato dalla critica ‘Aftermath’ (1966), primo album contenente solo brani originali tra i quali spiccano il beat di ‘Paint it black’, ‘Under my thumb’ e la ballata ‘Lady Jane’. 

‘Aftermath’ segna uno snodo cruciale per i Rolling Stones. L’onda del rock psichedelico lambisce la band e i suoi album successivi del 1967, ‘Between the buttons’ e ‘Their satanic majesties request’, il secondo a fare da contraltare ai Beatles di ‘Sergent Pepper’s’. Lo stesso anno Jagger e Richards destano scandalo perché arrestati (ma subito rilasciati) per detenzione di stupefacenti. 

La svolta ‘acida’ (nel senso di acido lisergico, cioè per l’uso di Lsd) dei Rolling Stones lascia il passo nel 1969 a “Beggars banquet”, sguardo disincantato sul mondo, come dimostrano “Street fighting man” e “Sympathy for the devil”. Brian Jones decide di abbandonare il gruppo nel giugno del 1969; il 3 luglio viene trovato morto nella piscina della sua abitazione nel Sussex. Jones viene sostituito da Mick Taylor, proveniente dai Bluesbreakers di John Mayall. 

La produzione dei Rolling Stones, a partire da “Let it bleed” (1969), segna l’ascesa della rock band per tutti gli anni Settanta, con successi come “Sticky fingers” (1971), “Exile on Main St.” (1972), “It’s only rock ‘n’ roll” (1974) e “Black and blue” (1976). Nel 1975 Ron Wood (proveniente dagli Small Faces) subentra al posto di Mick Taylor. 

“Some girls” (1978) ed “Emotional rescue” (1980) sono in parte influenzati dalla febbre della disco-music e inaugurano un periodo eclettico, testimoniato dagli album degli anni Ottanta “Tattoo you” (1981), “Dirty work” (1986) e “Steel wheels” (1989). Gli anni Novanta sono segnati dall’abbandono di Bill Wyman, che lascia la band nel 1993, sostituito da Darryl Jones e da album come “Voodoo lounge” (1994) e “Bridges To Babylon” (1998). 

Nel 2005, dopo il più lungo periodo di silenzio tra un album e l’altro mai registrato nella storia dei Rolling Stones, esce “A bigger bang”, ritorno alle sonorità degli anni Settanta. Nello stesso periodo il gruppo da inizio a una serie di lunghi tour in giro per il mondo. La batteria di Watts è presente anche in “Blue & Lonesome” (2016), l’ultimo album, interamente formato da reinterpretazioni di brani blues che sottolinea la loro affinità con il genere. 

Gli ex Beatles si inchinano e rendono omaggio a Charlie Watts. Paul McCartney su Twitter ha ricordato il co-fondatore dei Rolling Stones come “un ragazzo adorabile” e “un batterista fantastico” che era “costante come una roccia”. Ringo Starr, sempre su Twitter, ha scritto: “Dio benedica Charlie Watts, ci mancherai amico, pace e amore alla tua famiglia”. 

“Ogni volta che se ne va un grande musicista che ha fatto parte della mia giovinezza, dei miei anni migliori, per me è un dolore enorme. Mi dà il senso della vita che sta scorrendo veloce”. E’ quanto ha dichiarato il regista Carlo Verdone, commentando con l’Adnkronos la scomparsa del batterista dei Rolling Stones Charlie Watts. E ha aggiunto: “Non ho mai avuto occasione di conoscerlo personalmente, come altri, ma lo stimavo molto. Passava sottotraccia, come Ringo Starr, non erano ritenuti dei batteristi straordinari, invece lo erano”. “Come Ringo Starr, Charlie Watts era una batterista ‘pulito’, aveva un’eleganza enorme nel tenere il tempo. Lo faceva in modo meraviglioso, con grande classe e raffinatezza, senza mai strafare, senza mai esagerare rispettando al contempo le composizioni degli altri – ha aggiunto Verdone- Charlie Watts era un grande signore, molto distinto, una bravissima persona. Un mio amico mi raccontava che era fedelissimo alla moglie. Dopo i concerti chiedeva di essere portato sempre in albergo per poterla chiamare. Era innamoratissimo, è sempre stato sposato con la stessa donna, l’adorava”. 

Carlo Verdone, fine conoscitore dell’universo musicale, ha poi ricordato: “suonava la batteria mettendo la bacchetta orizzontale, non verticale, tipico di coloro che amano il jazz. Infatti Charlie veniva da una band che suonava un po’ di jazz, un po’ di blues, un po’ di rock. Keith Richards diceva di lui: ‘senza Charlie Watts io non posso suonare. Come mi dà il tempo lui, non me lo dà nessuno'”. 

“E’ per me un giorno molto triste” twitta la rockstar britannica Elton John. “Charlie Watts era il miglior batterista. Il più elegante degli uomini e una brillante compagnia”.  

“Siamo rattristati nel sentire della scomparsa di Charlie Watts, un’ispirazione assoluta per una legione di batteristi dal 1960. Un uomo di grazia, stile, dignità e compostezza”. Così su Twitter la band dei Duran Duran. “Il suo stile semplice è stato una lezione per tutti noi – continuano i Duran Duran nel loro ricordo sui social – Quando abbiamo sentito Charlie suonare, ci siamo resi conto che non c’era mai bisogno di esibirsi troppo, era tutto nel groove, servendo la band e naturalmente la canzone”. Il batterista dei Duran Duran Roger Taylor ha detto che “il suo stile semplice era una lezione per tutti noi”. 

“Charlie Watts era il ritmo degli Stones. Non ci sono parole, ogni groove ha parlato da solo” twitta il cantautore statunitense Lenny Kravitz. 

“Sono molto molto triste. É morto Charlie Watts. Non l’ho mai incontrato ma era mio fratello. Siamo cresciuti insieme. Ciao Charlie… Grazie” ha twittato Shal Shapiro. 

L’ex batterista dei Police Stewart Copeland ha descritto Charlie Watts come “un unico, iconico batterista (e ballerino)”. 

“L’anima ‘buona’ degli Stones e allo stesso tempo un batterista insostituibile. Grazie di tutto, Charlie”. Così il cantante Luciano Ligabue commenta su Twitter la scomparsa di Charlie Watts, batterista dei Rolling Stones. 

Brian Wilson dei Beach Boys si è detto “scioccato” dopo aver appreso la notizia della scomparsa di Charlie Watts, che ha descritto come “un grande batterista”. “Sono scioccato. Non so cosa dire, mi sento malissimo per la famiglia di Charlie. Charlie era un grande batterista e io amavo la musica degli Stones, che hanno fatto grandi dischi. Love & Mercy” twitta Wilson. 

“Rip Charlie Watts, uno dei più grandi batteristi rock di sempre e un vero signore. Condoglianze alla sua famiglia e alla band” twitta il cantautore canadese Bryan Adams. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

Madonna in Puglia, canta ‘Bella ciao’ in ristorante Ostuni – Video

Una Madonna divertita e sfrenata che canta e balla ‘Bella ciao’ in un ristorante di Ostuni manda in visibilio il web. Le immagini della star, che ha festeggiato in Puglia il suo 63esimo compleanno il 16 agosto, stanno facendo il giro del mondo dopo che lei stessa le ha postate su Instagram.  

Il video si apre con le immagini di auto d’epoca sul lungomare accompagnate dalla voce di Domenico Modugno che canta ‘Nel blu dipinto di blu’ per poi concentrarsi su una tavolata dove Madonna, vestita di turchese, intona a gran voce e poi balla ‘Bella ciao’ accompagnata da un gruppo folkloristico che suona nel locale. Nel videomontaggio della serata c’è spazio anche un giro di Madonna sulle spalle del figlio Rocco, 21 anni. Con la star ci sono anche la figlia Lourdes, 24 anni, e il nuovo toyboy Ahlamalik Williams, 27 anni. La didascalia d’altronde parla chiaro e recita, in italiano: “La famiglia”. 

Già ieri Madonna aveva postato un video dei festeggiamenti del suo compleanno con un look che lei stessa aveva definito “sotto l’incantesimo dell’Impero Bizantino”: una grande cena insieme a tutta la sua famiglia e agli amici in un enorme tavolata all’aperto con addobbi tribali e con un ballo finale tra gli ulivi del Salento. 

 

Scarlett Johansson di nuovo mamma

Scarlett Johansson è di nuovo mamma. L’attrice ha dato alla luce il suo secondo figlio, avuto dall’attuale marito Colin Jost. E’ stato lui a dare la notizia sui social, dopo le indiscrezioni sulla gravidanza della Johansson che si rincorrevano da diverso tempo. “Ok, ok, abbiamo avuto un bambino. Il suo nome è Cosmo. Lo amiamo molto”, ha scritto su Instagram l’attore e comico del Saturday Night. Johansson aveva già avuto una figlia di nome Rose Dorothy dal giornalista Romain Dauriac, con cui è stata sposata tra il 2014 e il 2016. 

Fedez attacca ancora Salmo: “Per colpa tua pagano gli altri”

Fedez torna ad attaccare Salmo dopo l’annuncio dell’annullamento del Festival internazionale del Mirto 2021 volto a promuovere le eccellenze del territorio per ”la delicata situazione sanitaria nella città di Olbia”, hanno spiegato gli organizzatori. “Dopo il concerto protesta di Olbia iniziano ad arrivare le conseguenze – dice il rapper in un video pubblicato sulle sue storie di Instagram – Ed è giusto che a pagare siano altri, vero?”. 

”Davanti alla voglia di un artista benestante di cantare fortissimo – prosegue Fedez – è giusto che le conseguenze le paghino i piccoli commercianti e artigiani di Olbia, che oggi si sono visti annullare la sagra del mirto. Si tratta probabilmente di persone meno agiate dell’artista, che probabilmente avevano necessità di lavorare per portare il cibo a casa. Ma quando si protesta non si guarda in faccia in nessuno”. 

Fedez tira una frecciatina anche agli artisti che si sono schierati al fianco di Salmo consigliandoli ironicamente di “replicate le gesta del vostro beniamino – aggiunge – organizzate un concerto in piazza chiamando un vostro amico assessore di Forza Italia e fatevi fotografare con gli l’hastag Forza Italia e elezioni 2021. Così avrete il vostro protesta starter pack pronto per voi. Mi raccomando ragazzi, la rivoluzione comincia da oggi”. Il riferimento è ad una foto, che il rapper mette nelle storie di Instagram subito dopo, che ritrae il fratello manager di Salmo nel retropalco del concerto di Olbia con l’assessore alla cultura della città, che è appunto di Forza Italia.  

Salmo, De Gregori: “Gli sono grato, riflettere su concerto Olbia”

“Su Salmo dobbiamo riflettere e non semplicemente condannare la sua trasgressione alle regole”. Francesco De Gregori in campo al fianco di Salmo dopo il concerto del rapper a Olbia. L’evento ha scatenato polemiche e in particolare un ripetuto botta e risposta tra Salmo e Fedez. De Gregori ha pubblicato un post sui social per dire la sua. “Io -ha scritto riferendosi a Salmo- gli sono comunque grato per aver richiamato l’attenzione sul fatto che per una partita di calcio si possa stare in 15.000 in uno stadio mentre per i concerti all’aperto c’è un limite di 1000 persone sedute e distanziate”.  

“A che serve allora il green pass? Tutte le polemiche e tutta la fatica per ottenerlo? Questa limitazione è profondamente ingiusta e mortifica la nostra dignità professionale. Dimostra purtroppo ancora una volta che chi è chiamato a decidere non ha nessun rispetto e nessuna attenzione per la musica ‘leggera’ e per il nostro pubblico”, ha aggiunto De Gregori. 

Fedez a Salmo: “Sei un narcisista del tipo più pericoloso”

Nuovo round nello scontro tra Fedez e Salmo dopo il concerto del rapper sardo a Olbia e le polemiche che ne sono seguite. L’ultimo capitolo, almeno per ora, lo scrive Fedez in una storia su Instagram nella quale replica al duro attacco sempre via social di Salmo (“Fedez, non ho aderito alle tue iniziative seppur giuste perché mi stai sul ca…! E io questa cosa non te l’ho mai nascosta. Però penso tu sia un ottimo politico”).  

“Non mi ha stupito che tu non abbia rispettato le regole”, scrive ora Fedez. “Mi ha stupito che tu non abbia rispettato le persone. Tutto è politica quando coinvolge la vita e il lavoro dei cittadini, quindi mi dispiace dirtelo caro Salmo, ma quello che hai fatto è politica, e per di più della peggior specie. Se, dopo che hai compiuto 18 anni, ti senti ancora in dovere di fare le cagate solo perché le fanno anche gli altri, è molto grave. Visto che ti chiedi se stai discutendo con un artista o con un politico, ti rispondo: stai discutendo con un adulto”, aggiunge Fedez. 

“Contribuire ad alzare il livello di rischio sanitario di una regione sostenendo pure di farlo per aiutarla non fa di te un artista, fa di te un narcisista e anche del tipo più pericoloso, perché evidenzia che in te mancano l’empatia e la maturità per proteggere la collettività. Prenditi le tue responsabilità -conclude-, sei adulto e vaccinato (spero)”. 

Salmo replica alle polemiche e attacca Fedez: “Sei un artista o un politico?”

Salmo non ci sta. E dopo le polemiche per il concerto a Olbia, per la mancanza di distanziamento e il potenziale rischio di contagi da Covid, passa al contrattacco: “La mia idea iniziale era fare protesta”, contro le “regolette patetiche” e “ridicole” che “ha imposto lo Stato per i concerti”, dice il rapper in un lungo discorso pubblicato sulle sue storie di Instagram dove spiega come e perché sia nato il live di venerdì scorso e torna a scagliarsi contro Fedez che lo aveva criticato (“mi stai sul ca…”, “a me sembri proprio un politico non sei un artista”).  

Salmo spiega dunque che tutto è stato organizzato “sotto falso nome”, sottolinea Salmo sollevando da ogni responsabilità l’amministrazione comunale (“Sulla locandina c’era scritto Dj Triplo non Salmo”, “gli organizzatori e quelli del comune non avevano idea di chi fosse Dj Triplo”, “non sapevano di trovarsi davanti 3-4 mila persone”). E che l’intento era protestare contro le limitazioni imposte ai live: “Perché dentro il concerto ti devi comportare in una certa maniera poi esci dal recinto e fai il ca… che ti pare. E allora non va bene”. “A me – ha aggiunto – non mi va di fare dei live in maniera molto triste e vedere le persone sedute, distanziate e con la mascherina. Io non ci sto. Ok? Ho fatto l’ipocrita e lo stro… lo so, però mi sono battuto per le mie idee, perché le regole non vanno bene”. 

Poi prosegue: “Ora sarò sincero con voi, ragazzi: sapevo benissimo di andare incontro ad una marea di merda ma non me ne fregava un ca… Ora che io abbia fatto una cazzata è discutibile, perché il live è stato fatto sotto una ruota panoramica, a dieci metri dal corso, dove, visto che è una zona turistica, ci saranno minimo diecimila persone al giorno in giro, tutte ammassate, senza mascherina, anche perché l’obbligo della mascherina in pubblico non c’è più. Se io fossi andato al corso e mi fossi affacciato ad una finestra sarebbe stato uguale. Quindi quali sono le regole che ho infranto? Quali sarebbero le regole previste per un concerto all’aperto senza recinzione, senza ingressi, senza biglietti, accessibile a tutti, accanto al centro, in una zona turistica?”, chiede il rapper.  

“Alcuni dei miei colleghi – prosegue poi – non l’hanno pensata come me, ovviamente ognuno è libero di esprimere la propria opinione. Ma sappiate che per voi è una sconfitta artistica. Perché questa cosa dovevate farla anche voi. Perché io mi sono battuto per cercare di andare contro delle regole ridicole. E questa cosa riguarda anche voi”. Poi le nuove critiche a Fedez: “E invece voi ve ne state nelle vostre villette, a collezionare i vostri ca… di vestiti Versace e Gucci e a sbattervene le pa… E avete paura di perdere le cose. Rischiate ogni tanto nella vita, battetevi per qualcosa, se vi interessa la musica. Ma secondo me, sapete qual è il problema? È che della musica a voi non ve ne frega un ca… Non avete le palle per rischiare”, sentenzia Salmo.  

Poi la critica diretta o, per usare un termine caro ai rapper, il ‘dissing’ nei confronti del collega: “Fedez, non ho aderito alle tue iniziative seppur giuste perché mi stai sul ca…! E io questa cosa non te l’ho mai nascosta. Però penso tu sia un ottimo politico. Se bravissimo come politico ed è quello che devi fare. Te lo auguro. Ecco perché ti ho chiesto un consiglio su come organizzare la raccolta fondi per aiutare la Sardegna. Perché il quello tu sei bravissimo. Però, sono sincero, non volevo avere a che fare niente con te. Questa è la verità”, conclude Salmo, non prima di aver lanciato l’ultima frecciata sulle vacanze sarde di Fedez: “Buone vacanze e fai come se fossi a casa mia”.  

D’Angelo, il ricordo di Ricci: “Artista grandissimo”

“Un artista grandissimo e versatilissimo. Un monologhista in grado però di imitare chiunque e, nelle parodie dei film, di interpretare i personaggi più disparati. Vitalissimo in scena, sornione e compagnone nella vita. A Drive in lo chiamavamo ‘il vecchio’ perché aveva 40 anni”. Ad affermarlo è Antonio Ricci, il creatore di ‘Striscia la Notizia’ e di ‘Drive In’, in merito alla scomparsa di Gianfranco D’Angelo, morto oggi all’età di 84 anni.  

“Per cinque anni a cena insieme e a dormire (poco) nello stesso residence. Saggio e con i piedi per terra, in un successo incredibile che poteva travolgere tutto e tutti. Una complicità che è durata nel tempo con i protagonisti di quella fortunata trasmissione”, ricorda Ricci.  

“A fine ottobre, mentre ero ammalato di Covid, mi ha scritto: “Anto’, ma perché hai preso il Covid adesso che a gennaio esce quello nuovo?”. A fine settembre dovevo incontrarlo perché voleva parlarmi di ‘Tre amici al bar’, spettacolo teatrale con Sergio Vastano (altro compare del Drive in) che sperava di portare in tivù. Adesso non ci resta che piangere. E dare un abbraccio affettuoso alle sue figlie”, conclude Ricci. 

Gianfranco D’Angelo è morto a 84 anni, addio alla star di Drive In

Gianfranco D’Angelo è morto nella notte a Roma all’età di 84 anni. Attore, comico, cabarettista e doppiatore, D’Angelo diventò celebre negli anni Ottanta partecipando a programmi televisivi poi diventati cult come Drive In. “Con Gianfranco D’Angelo il mondo dello spettacolo perde un grande talento, un comico che ha fatto della semplicità e dell’immediatezza il suo tratto distintivo. Mi stringo alla famiglia in questa triste giornata”, commenta in una nota il ministro della Cultura, Dario Franceschini. 

Salmo, in migliaia a concerto a Olbia: Fedez lo attacca sui social

Il concerto di Salmo a Olbia, in Sardegna, finisce al centro delle polemiche. E’ stato lo stesso rapper a lanciare l’appuntamento su Instagram: “Ok ci siamo! Venerdì 13 agosto live gratuito in Sardegna. Vi comunicherò città e orario il giorno stesso. Non mancate”. Promessa mantenuta: il concerto improvvisato e gratuito, per raccogliere fondi per le persone danneggiate dagli incendi, si è tenuto ieri sera al molo Brin e ha richiamato migliaia di giovani, in molti casi senza mascherina. Il mancato rispetto del distanziamento e delle altre norme anti covid ha mandato su tutte le furie anche Fedez, che oggi critica duramente Salmo in una ‘storia’ su Instagram.  

“Sfruttare la nostra condizione di privilegio, aggirare le regole per soddisfare capricci personali. Questo non aiuta nessuno. Avete sputato in faccia a migliaia di onesti lavoratori dello spettacolo che quest’anno cercano di tirare avanti con immensi sacrifici rispettando le regole per andare alla pari con i conti (quando va bene)”, scrive Fedez, che se la prende anche con le istituzioni. “E mi rivolto alla regione Sardegna e al sindaco di Olbia. In che modo pensate di rappresentare le persone che hanno scelto di seguire le regole per difendere i lavoratori e la comunità? Come fate a non rendervi conto (o a far finta) che una cosa del genere fatta alle spalle di chi con sacrificio rispetta le regole, nella regione con più alta incidenza di ricoveri legati al Covid, non farà altro che peggiorare le condizioni della nostra amata Sardegna”.  

Poi conclude: “E non pensiate di fare di tutta l’erba un fascio. Perché è inaccettabile che le stronzate di pochi ricadano su un intero settore che attende di ripartire da due anni”. 

Enrico Ruggeri e il “concerto senza green pass”, bufera per tweet

“Al mio concerto senza green pass”. Enrico Ruggeri, con un tweet, accende il dibattito alla vigilia del suo concerto in programma a Genova sabato 14 agosto. “Una piccola grande vittoria: domani a Genova sarà possibile accedere al mio concerto anche senza green pass: gli addetti della Croce Bianca effettueranno tamponi gratuiti ai possessori del biglietto. (lo avevo proposto un anno fa). Spero di creare un precedente. A domani”, twitta il cantante. Tra gli utenti, però, c’è chi fa notare che “tampone negativo = green pass”. Ruggeri, a questo punto, replica affermando che “la vittoria è: vedo il concerto senza dover fare il vaccino e senza spendere soldi per il tampone”, offerto gratuitamente come spiegato nel tweet iniziale. Paradossalmente, l’iniziativa del cantante viene osteggiata da due lati. “Tampone negativo = green pass… cosa hai inventato?!?! Neanche a cantare ti si sopporta… genio”, scrive una persona. Dall’altra sponda, c’è chi accusa Ruggeri di essersi piegato “alle regole demenziali”. “Riuscire a beccarsi insulti da ambedue le fazioni solo per aver difeso diritti e cercato soluzioni”, twitta alla fine il cantante. “Forse fanno bene quelli che tacciono e non prendono mai una posizione, se non per correre in soccorso dei vincitori”.