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Categoria: spettacoli

David Donatello 2021, Sophia Loren miglior attrice

David di Donatello 2021, ecco tutti i protagonisti della 66esima edizione. La cerimonia, trasmessa in diretta su Rai1, è condotta da Carlo Conti. Ad aprirla Laura Pausini che, in un Teatro dell’Opera di Roma vuoto, ha cantato il suo ‘Io sì’, il brano premiato ai Golden Globes e nominato agli Oscar, oltre che al David come miglior canzone originale, tratto dal film ‘La vita davanti a sé’ di Edoardo Ponti con Sophia Loren. 

Sophia Loren riceve il suo settimo David di Donatello come migliore attrice protagonista per il film ‘La vita davanti a sé’, diretto dal figlio dell’attrice Edoardo Ponti. Rimane dunque la primatista dei David nella categoria Miglior attrice protagonista. L’attrice, 86 anni, ha prevalso su Vittoria Puccini (per ’18 regali’), Paola Cortellesi (per ‘Figli’), Micaela Ramazzotti (per ‘Gli anni più belli’), Alba Rohrwacher (per ‘Lacci’). “Madonna mia, aiutatemi”, ha detto emozionata, raggiungendo il palco a braccetto del figlio regista mentre la platea le tributava una standing ovation. “È difficile credere che la prima volta che ho ricevuto un David è stato più di 60 anni fa. Ma oggi è come la prima volta. La gioia è la stessa e l’emozione è la stessa”, ha aggiunto. Per concludere, dopo i ringraziamenti alla squadra del film: “Forse sarà il mio ultimo film, questo non lo so. Ma dopo tanti film ho ancora voglia di farne sempre uno più bello. Perché io senza il cinema non posso vivere”.
 

Pietro Castellitto è il vincitore del David di Donatello al miglior registra esordiente per ‘I Predatori’. “I premi fanno piacere e le sconfitte fanno creare. Un bacio a mamma e un abbraccio a papà”, ha detto l’attore e regista, protagonista quest’anno anche di ‘Volevo morì prima’ nei panni di Francesco Totti. 

Elio Germano vince il David di Donatello al miglior attore protagonista nei panni di Antonio Ligabue per ‘Volevo Nascondermi’. “Volevo ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato a costruire questo personaggio”, ha detto l’attore che ha dedicato il premio “a tutti le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo, soprattutto a quelli dimenticati”. 

Matilda De Angelis è la vincitrice del David di Donatello 2021 alla migliore attrice non protagonista per ‘L’incredibile storia dell’isola delle rose’. Lo ha annunciato Carlo Conti in diretta su Rai1. “Emozionata e felice”, l’attrice ha ritirato il premio ringraziando il regista del film e la produzione. 

Standing ovation e grande commozione durante la cerimonia di consegna dei David di Donatello all’annuncio del premio postumo alla migliore sceneggiatura originale che è andato per il film ‘Figli’ a Mattia Torre, lo sceneggiatore e regista scomparso nel 2019 a soli 47 anni. A ritirare il premio sono salite sul palco la moglie Francesca e la giovanissima figlia. E a pronunciare il discorso è stata quest’ultima, che ha ereditato l’ironia del papà: “Complimenti a mio padre che è riuscito a vincere questo premio anche se non c’è più”, ha detto ringraziando le ostetriche che fanno nascere i figlie. “Bravo papà”, ha concluso nella commozione della platea. 

“Se lo sapevo venivo”. Con la consueta ironia, in collegamento da casa con la diretta di Rai1, Luca Medici, in arte Checco Zalone, ha accolto il David alla migliore canzone originale ricevuto per il brano ‘Immigrato’, scritto e cantato dallo stesso Zalone per la colonna del film ‘Tolo Tolo’. 

Fabrizio Bentivoglio è il vincitore del David di Donatello 2021 al miglior attore non protagonista per il film ‘L’incredibile storia dell’isola delle rose’. L’attore, non presente alla cerimonia in onda in diretta su Rai1, riceverà il premio nei prossimi giorni. 

“Dedico questo premio alle mie bambine, Deva e Leonie”. Così Monica Bellucci, in collegamento con la cerimonia dei David di Donatello ha accolto il suo David Speciale. “Con la speranza – ha aggiunto l’attrice – che l’arte in tutte le sue forme possa trovare nuova vita”. 

Giorgio Diritti è il vincitore del David di Donatello alla migliore regia per il film ‘Volevo nascondermi’, dedicato alla storia di Antono Ligabue. “Un uomo ai margini della società per tanti ma un uomo con tanta volontà di esprimersi e un grande artista”, ha detto il regista ricevendo la statuetta del David. 

‘Volevo nascondermi’ si è aggiudicato il David di Donatello 2021 per il miglior film. Il film vincitore ha prevalso su gli altri quattro film in nomination: ‘Favolacce’ per la regia di Fabio e Damiano D’Innocenzo; ‘Hammamet’ per la regia di Gianni Amelio; ‘Le sorelle Macaluso’ per la regia di Emma Dante; ‘Miss Marx’ per la regia di Susanna Nicchiarelli. “Viva il cinema – ha detto Giorgio Diritti – tutti gli altri finalisti erano grandi film, anche diretti da giovani registi e questo fa ben sperare. Ricordiamoci di Ligabue anche quando incontriamo un clochard che disegna una madonnina. Ricordiamoci del valore di ogni uomo e difendiamolo finché possiamo, in ogni modo”.
 

L’allievo Enrico Brignano ha voluto omaggiare sul palco dei David di Donatello il maestro Gigi Proietti, dedicandogli un suo premio ideale e scatenando la standing ovation della platea. “Un grande attore, uno che ha rappresentato la sua città se l’è portata sottopelle per tutta la sua carriera, lui che ha incantato fiumane di persone e l’ha portate a teatro”, ha detto Brignano. “Signore e signori, stasera lui non c’è ma c’è eccome perché il mio premio, il nostro premio, stasera e per sempre va a Gigi Proietti”. 

È andato a ‘1917’ di Sam Mendes il David di Donatello 2021 al miglior film straniero. 

 

 

 

 

 

 

 

Pio e Amedeo, Marrazzo (Partito Gay): “Per ‘ricchione’ c’è gente che si è uccisa”

“Cari Pio e Amedeo, siete dei comici brillanti ma avete fatto una stupidaggine. Con una risata non si possono seppellire anni di discriminazione: ‘ricchione’ al sud significa persona che non può procreare, è una parola molto pesante e offensiva, c’è un ragazzo (il 15 romano Andrea Spaccacandela, ndr) che rispondeva sempre col sorriso a questo insulto, poi ha preso una corda e si è impiccato”. Sono le parole all’Adnkronos con cui Fabrizio Marrazzo, Partito Gay per i diritti Lgbt+ Solidale, Ambientalista e Liberale, sceglie di rivolgersi a Pio e Amedeo, mentre imperversano le polemiche per il loro monologo sul politically correct andato in onda a ‘Felicissima sera’ su Canale 5, che ha chiuso con uno share altissimo. 

“La risata di chi subisce l’insulto non è contentezza ma è per non mostrarsi deboli”, sottolinea Marrazzo, che aggiunge: “Hanno commesso un’azione molto grave, e scorretta. Abbiamo chiesto all’AgCom di intervenire, perché devono essere garantiti i diritti delle persone, non si può far passare che l’insulto è qualcosa di banale che si stempera con una risata. Perché queste frasi vanno a seminare un odio che poi sfocia nell’isolamento e nella depressione”. 

“Anche personalmente -si sfoga Marrazzo- sentirsi chiamare ricchione o qualcos’altro, non mai una sensazione positiva, se stai vivendo una situazione personale con il tuo compagno e ti senti apostrofare così. Non sono cose che divertono. In privato con un amico fai quello che vuoi, ma in televisione in prima serata col 3% di share non è accettabile”. Per concludere, “Pio e Amedeo hanno fatto una stupidaggine e mi auguro che ritornino sui loro passi, e non si schierino con un partito come Salvini che ha commentato dicendo che dava loro la sua solidarietà”, conclude.  

 

 

Concertone 1 maggio, Chadia in topless sul palco

Show in topless al concertone del primo maggio. Chadia Rodriguez, sul palco dell’auditorium con Federica Carta, si toglie giacca e t-shirt durante l’esecuzione di ‘Bella Così’. “Viva la libertà d’amore e l’amore di essere liberi di amare chi vogliamo e come vogliamo”, dice l’artista di origini marocchine al termine dell’esinizione. “Sentitevi sempre liberi di essere voi stessi e di amare chi volete”, aggiunge Federica Carta. 

Covid, Shakespeare sfida la pandemia: in streaming da 4 paesi la Dodicesima Notte

Shakespeare sbarca nella New York degli anni ’20 nella produzione dell’opera La Dodicesima Notte della compagnia inglese 60 Hour Shakespeare. La compagnia inglese, diretta dal regista Gavin Leigh, porterà in scena il 2 Maggio una versione inedita della Dodicesima Notte, con un cast di sedici attori in live streaming da 4 diverse time zone, anche dall’Italia. Encomiabile anche la finalità benefica dell’evento, che è completamente gratuito ma dà la possibilità di elargire un’offerta libera in favore della Fiorentini Foundation, a sostegno dei bambini in difficoltà. 

Le immortali opere del Bardo di Stratford-Upon-Avon hanno superato indenni i momenti più bui della storia, e, certamente, neanche la pandemia in corso è in grado di far calare definitivamente il sipario sulle sue storie senza tempo. Sarà un’italiana, l’attrice Ilaria Diotallevi, interpretare la protagonista Viola. L’opera, co-diretta da Gavin Leigh e da Michael Corbidge, Senior Voice and Text Associate della Royal Shakespeare Company, è il risultato di un percorso di studio filologico sul testo e di un’elaborazione di movimento scenico curata dalla danzatrice e coreografa del West End Sophia Priolo. 

Grazie allo studio capillare compiuto sulla psicologia e le intenzioni dei personaggi, è stato possibile per la compagnia riambientare la Dodicesima Notte in un’epoca nettamente più recente, la New York degli anni ’20, nella cornice dell’iconico Hotel Ansonia. Tra boss della malavita e bellezze del sud, jazz infuocato e gin a fiumi, la coraggiosa naufraga Viola compirà un affascinante percorso alla scoperta di sé stessa, muovendosi in un caleidoscopio variopinto di personaggi e situazioni rocambolesche. Molto più che uno spettacolo teatrale, questo esperimento scenico combina tradizione e modernità, rigore accademico ed improvvisazione, recitazione, musica e movimento. 

Morta a 102 anni Anne Douglas, vedova dell’attore Kirk

E’ morta a 102 anni Anne Douglas, a poco più di un anno dal decesso del marito Kirk. Il figlio d’arte di Kirk Douglas, l’attore Michael, 76 anni, le ha reso omaggio con una dichiarazione alla rivista People: “Anne era più di una matrigna e non è mai stata ‘cattiva'”. “Ha tirato fuori il meglio di tutti noi, specialmente di nostro padre”, ha aggiunto l’attore. “Papà non avrebbe mai avuto la carriera che ha avuto senza il supporto e la collaborazione di Anne. Catherine (Zeta-Jones, ndr.) e io ei bambini l’abbiamo adorata; sarà sempre nei nostri cuori”. 

La star di ‘All’inseguimento della pietra verde’ ha detto che Anne era molto riservata, al contrario del padre che non sapeva mantenere un segreto. “Ecco perché mi sono commosso così tanto quando ho letto il libro che hanno scritto insieme, ‘Kirk And Anne’, in cui lei parlava dei suoi primi anni di vita in Germania; i suoi anni di guerra nella Parigi occupata; e la sua carriera prima di incontrare mio padre”, ha detto parlando della produttrice e filantropa originaria di Hannover, che occasionalmente aveva fatto anche l’attrice. 

Kirk Douglas, aveva sposato la produttrice Anne nel 1954 e hanno avuto due figli insieme. Kirk aveva già due figli – Michael e Joel – dalla prima moglie Diana Dill prima che si separassero nel 1951. Anne è morta pochi giorni dopo aver compiuto 102 anni. Augurandole un felice compleanno il 23 aprile, Michael ha condiviso una foto di famiglia su Instagram. 

1° maggio in tv, radio e web: palinsesto Rai per la festa del Lavoro

E’ un Primo Maggio particolare quello che il Paese si accinge a celebrare dopo più di un anno di forzato stop della maggior parte delle attività lavorative e imprenditoriali. Una giornata che esprime la speranza di assistere a un rilancio economico e sociale post-pandemia che in molti hanno auspicato simile a quello che caratterizzò il secondo dopoguerra. In questo scenario assume un’importanza ancor maggiore l’impegno del Servizio Pubblico nel dare risalto alla Festa del Lavoro con una vasta programmazione dedicata annunciata già su tutte le Reti attraverso uno spot istituzionale, prodotto su iniziativa di Rai per il Sociale in collaborazione con le direzioni Creativa e Comunicazione, dedicato al valore fondamentale del lavoro come “unica soluzione per la libertà, per la dignità e per la coesione sociale”, per raccontare un Paese che vuole uscire dalla pandemia e che, grazie al lavoro di tutte e tutti, vuole uscirne trasformato. 

Al centro della giornata di sabato 1 maggio la “Celebrazione della Festa del Lavoro”, in diretta su Rai1 dal Quirinale alle 10.55, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e il tradizionale Concerto del Primo Maggio organizzato da CGIL, CISL e UIL in diretta su Rai3 e Radio2 dalle 16.30 alle 24 dalla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica e disponibile su RaiPlay in diretta e on demand. 

L’impegno di Rai1 parte già giovedì 29 aprile con “Porta a Porta” che, alle 23.40, ricorda la ricorrenza del 1° maggio con un servizio sulla crescita della disoccupazione a causa della pandemia e ospita il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani per parlare delle prospettive di lavoro per i giovani legate all’ambiente. E ancora, venerdì 30 aprile, spazi dedicati si apriranno all’interno di “Uno Mattina”, “Storie Italiane”, “Oggi è un altro giorno” e “Vita in diretta”. 

Anche Rai2 si avvicinerà alla Festa dei Lavoratori già da giovedì 29 con servizi e interviste all’interno del programma “Anni 20”, in onda alle 21.20; previsto anche l’intervento di Susanna Camusso, segretaria generale della CGIL. Venerdì 30 aprile si parlerà del Primo Maggio durante “I Fatti Vostri”, in onda alle 11.10. 

Per Rai3 sarà “Agorà”, in onda alle 8 di venerdì 30 aprile, a inaugurare la programmazione dedicata: Luisella Costamagna con i suoi ospiti e i consueti contributi video e aggiornamenti in diretta, affronterà il tema del lavoro in Italia, fra difficoltà e prospettive di rilancio, grazie alle riforme e agli investimenti previsti dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza. Mentre Rai Storia (canale 54) ha previsto per tutta la settimana, da lunedì 26 tutti i giorni alle 19.30, il ciclo di indagine storica “Un secolo di lotte contadine in Italia” di Giorgio Bocca. In questo lavoro (messo in onda dal 13 novembre al 18 dicembre del 1970), uno dei pochissimi realizzati in televisione dal grande giornalista, la civiltà contadina viene raccontata dall’Unità d’Italia all’esodo dalle campagne nel dopoguerra, passando per la Grande Guerra e la Resistenza. In prima serata, di nuovo su Rai3 alle 21.20, verrà trasmesso in prima visione il film diretto da Stéphane Brizé “In guerra”, che racconta lo scontro tra gli operai e i dirigenti di una fabbrica in chiusura. 

Il primo appuntamento – sabato – è con Rai Storia (canale 54) che dedicherà “Il giorno e la storia” (in onda alle 5.30 e, in replica, alle 8.30, 11.30, 14 e alle 20) al 1° Maggio 1886 quando a Chicago venne indetto uno sciopero generale per rivendicare la giornata lavorativa di otto ore, sciopero considerato fra le origini della Festa dei Lavoratori. Su Rai1 alle 8.30 sarà “Mattina in Famiglia” ad aprire una finestra sulle celebrazioni della giornata, mentre alle 8.50, su Rai Storia, “Passato e presente” ripercorrerà con il professor Paolo Mattera l’iter legislativo che condusse, nel 1970, all’entrata in vigore dello Statuto dei lavoratori. 

Alle 10.55 partirà su Rai1 la diretta dal Quirinale per la Celebrazione della Festa del Lavoro a cura del Tg1 e in collaborazione con Rai Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Poi, alle 13.55, su Rai Movie (canale 24), verrà trasmesso il film di Michele Placido con Cristiana Capotondi, Ambra Angiolini e Fiorella Mannoia “Sette minuti”: la storia di sette lavoratrici in lotta contro una multinazionale per i propri diritti. Alle 15 Rai Storia ripercorrerà “La strage di Portella della Ginestra” del 1° maggio 1947 attraverso le testimonianze dei protagonisti. Di nuovo su Rai1, alle 15.45 “A Sua Immagine” e alle 16.45 “ItaliaSì!” dedicheranno spazio alla Festa del Lavoro, mentre su Rai2, alle 16, sarà “Il Provinciale” a parlare della ricorrenza. Alle 16 ancora Rai Storia proporrà “L’Italia della Repubblica – La rinascita”, di Giancarlo Di Giovine, per raccontare il dopoguerra, i problemi economici e la ricostruzione. 

Il 1° maggio su Radio1 sarà dedicata al tema lavoro la puntata di “Inviato speciale”, in onda dalle 8.30 alle 9.30. Verranno affrontati gli effetti del Covid sul mercato del lavoro e sui singoli lavoratori, per poi prendere in esame le prospettive che si aprono con il Recovery plan e le opportunità della green economy e dei lavori legati a musica e arte. Alle 10.30 andrà in onda un ampio speciale a cura della redazione Gr1, dedicato alla Festa del Lavoro, nell’ambito del quale verrà seguita la cerimonia del Quirinale e saranno trasmessi in diretta gli interventi del Presidente della Repubblica Mattarella e del ministro del lavoro Orlando. Collegamenti con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, da Terni, Passo Corese e Fontana di Papa. Gli inviati intervisteranno gli operai delle acciaierie, i dipendenti di Amazon, gli operatori sanitari, racconteranno le prospettive e le difficoltà di chi lavora nel settore del turismo e dello spettacolo. Con ospiti in studio si parlerà di smart working e dell’uso delle nuove tecnologie. 

Radio2, in occasione del “Concerto Primo Maggio 2021” realizzerà una diretta radiofonica dalla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, dalle 16.35 alle 24, in simultanea con Rai3. La diretta sarà condotta da Silvia Boschero e Diletta Parlangeli, dalle 16.35 alle 20, e da Ema Stokholma e Gino Castaldo, dalle 20 fino a mezzanotte circa. Nel corso della lunga diretta, tanta musica e interviste esclusive agli artisti. La manifestazione sarà trasmessa in simulcast anche da Rai Radio2 Indie, disponibile nel bouquet Dab+ di Radio Rai, sul Digitale Terrestre Tv e su web e app RaiPlayRadio. 

Su Radio3, alle 13 la trasmissione “Le Meraviglie” racconterà un luogo di lavoro, l’ex Lanificio Banci a Prato, attraverso le parole dello scrittore Edoardo Nesi. Alle 15 “Piazza Verdi” partirà da una riflessione di Adriano Olivetti: “Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi a un nobile scopo”. Si parlerà del significato di questa giornata con artisti come Marcello Fera (violino e voce) – Daniele Scurati (fisarmonica e voce) – Nicola Segatta (violoncello e voce) – Stefano Valla (piffero e voce) che, con il loro lavoro “Bellanova”, hanno rielaborato le musiche della tradizione contadina. All’interno della puntata incursioni in collegamento con i luoghi milanesi in cui si festeggia la giornata del 1° Maggio con particolare attenzione al mondo dei lavoratori dello spettacolo. Anche “Radio3 Suite”, in onda alle 19.30, parlerà della Festa dei Lavoratori.
 

Oscar 2021, Laura Pausini: “Torno in Italia felice”

Oscar 2021? “Torno in Italia felice di aver vissuto un’esperienza irripetibile nata per un messaggio importante che condivido completamente e per la grande passione che dopo ventotto anni ho ancora per la musica che non è solo il mio lavoro, ma è la mia vita”. E’ il commento che Laura Pausini affida ad Instagram, descrivendo le sue emozioni al termine della notte degli Oscar. “Torno in Italia felice di riabbracciare la mia bimba che mi aspetta e con la quale festeggeremo di ritrovarci dopo la prima settimana di lontananza della nostra vita. Ma le racconterò il sogno di una notte….incredibile!”, scrive l’artista romagnola. 

“Aver fatto parte di un progetto così speciale come ‘The Life Ahead’ con Edoardo Ponti e Sophia Loren è stato per me uno dei regali più grandi che la vita potesse farmi -scrive la Pausini- Aver cantato ‘Io sì’ sul palco dell’Academy è un sogno che mai avrei potuto mai sperare si avverasse ancora di più in un’edizione così storica”. Laura riserva poi una parte del messaggio per i ringraziamenti a chi l’ha portata sul palco più importante del cinema mondiale, prima artista del nostro paese ad essere candidata ala statuetta per un brano in lingua italiana.  

“Grazie The Academy! Ringrazio Diane Warren, per la nostra canzone e per tutti i traguardi raggiunti, primo fra tutti il Golden Globe, è stata un’esperienza incredibile lavorare insieme! Grazie a Bonnie Greenberg e Niccolò Agliardi! Grazie Palomar, grazie Netflix, mi sono sempre sentita a casa con voi”, aggiunge Pausini. L’artista posta poi, insieme al commento, due foto emblematiche della sua esperienza agli Oscar: una la ritrae sorridente con l’abito di gala, l’altra con un hamburger. “Sfoglia la gallery e scopri come finiscono di solito le serate delle mie nomination!”, scrive ironicamente l’artista. 

Oscar 2021, Pausini in nero e Zendaya fluo: tutti i look sul red carpet

C’è chi ha scelto il rosso, chi il total black. Ma anche spacchi, strascichi e look castigati sono andati per la maggiore. Sul red carpet degli Oscar 2021 le star hanno brillato ma senza esagerare. Complice soprattutto il momento storico che stiamo attraversando, le stelle di Hollywood si sono scatenate con i colori invece che con lustrini e paillettes d’ordinanza. E mentre molte signore hanno scelto mise morigerate, sul tappeto rosso ha sfilato una carrellata di abiti e spacchi da grande soirée. 

Come l’abito di chiffon di seta giallo fluo indossato da Zendaya e realizzato da Pierpaolo Piccioli per Valentino. Ribattezzato ‘Force de beauté’, il vestito, spiega la maison, è stato creato dalle sarte dell’atelier Elide, Maddalena, Alessandro, Federica, Cinzia che hanno impiegato 300 ore di lavoro per realizzarlo. Ha scelto Valentino Haute Couture anche la nostra Laura Pausini, nominata per il brano ‘Io si (Seen)’ per la pellicola ‘La vita davanti a sé’. Un abito e cappotto ‘Canto’ di gazar di seta e lana double in total black realizzati dal direttore creativo del marchio Pierpaolo Piccioli, che hanno richiesto 500 ore di lavoro alle sarte Irene, Mariagrazia, Samanta, Sabina, Stefania. Serata troppo noiosa? Macché. A dare spettacolo hanno pensato Laura Dern in un abito nero con gonna di piume bianche firmato Oscar De La Renta e Colman Domingo in total look rosa fluo di Atelier Versace. Scelte che però hanno diviso gli addetti ai lavori: mossa vincente o scivolone di stile? 

CHLOÉ ZHAO: fresca di statuetta, avrà pur vinto come miglior regista per il film ‘Nomadland’ ma l’abito-tunica color avorio di Hermès abbinato a treccine e sneakers bianche forse è un po’ morigerato. Troppo per una serata da Oscar.  

HALLE BERRY – Elegantissima, raffinata, in un Dolce&Gabbana senza spalline fatto su misura, in tinta lampone con scollo a cuore e di fiocco esagerato in vita, ha stregato tutti. Complice i volant dell’abito in chiffon, l’attrice si è prestata perfettamente all’obiettivo dei fotografi anche se molti hanno criticato il suo nuovo taglio di capelli: un caschetto sbarazzino che, a detta dei più critici, stonava con la mise. 

VANESSA KIRBY – Regina di stile in tv e anche sul red carpet. Lo scettro della più elegante va a Vanessa Kirby. Capelli raccolti, labbra e unghie laccate di bordeaux e un filo di diamanti al collo, la star di The Crown ha vestito a pennello l’abito minimal di Gucci color cipria con ampia scollatura e coda. Divina. 

CAREY MULLIGAN – Impeccabile anche Carey Mulligan, che ha optato per un due pezzi Valentino in organdi cuivre interamente ricamato con paillettes cangianti dai riflessi perlati. Forse un po’ bling bling ma impossibile restare indifferenti ai bagliori che hanno avvolto il suo corpo. Tutto un luccichio si direbbe, anche se vestirsi come la statuetta non sempre risulta una mossa vincente. 

ONDA ROSSA PER ANGELA BASSETT, AMANDA SEYFRIED E OLIVIA COLMAN- In Alberta Ferretti la prima, con abito bustier in crepe di seta rossa e maniche esagerate, l’attrice ha scelto il rosso, come Amanda Seyfried, nominata come migliore attrice non protagonista per ‘Mank’, che ha trionfato sul red carpet in una nuvola di plissé firmata Giorgio Armani Privé. Rosso di sera anche per Olivia Colman, avvolta in una creazione un po’ castigata di Dior realizzata da Maria Grazia Chiuri.  

GLENN CLOSE – Glenn Close non si discute, si ama. Nominata per ‘Elegia americana’ di Ron Howard, l’attrice ha scelto il blu in un modello Armani Privé composto da tunica e pantaloni. Il tocco di classe? I guanti en pendant. 

VIOLA DAVIS – Niente colore per Viola Davis che ha scelto una mise di McQueen total white, compresa la borsetta incrostata di cristalli e capelli raccolti. Bene ma migliorabile. 

MARIA BAKALOVA – In total white anche Maria Bakalova in un candido Louis Vuitton che però fa troppo sposina di tulle o prima comunione. Decisamente migliorabile. 

REESE WITHERSPOON – Reese Witherspoon sa bene come mettere in risalto le sue forme e sul tappeto rosso sembra una dea con l’abito Dior bicolore e il punto vita segnato. Chic e con poco sforzo. Il tocco di stile: sandali e gioielli minimal. 

CELESTE WAITE – Col cuore letteralmente in mano, firmato Gucci, Celeste Waite stupisce. La borsetta a forma di cuore convince tutti, l’abito un po’ meno. 

MARGOT ROBBIE – Bella, bellissima, Margot Robbie è apparsa raggiante in Chanel Haute Couture e ha vinto a mani basse, sbaragliando la concorrenza con il laminato silver. Chapeau. 

ANDRA DAY – Andra Day, perché? Va bene voler catturare l’attenzione e incidere il proprio nome negli annali dei ‘peggiori look degli Oscar’ ma il mini dress con spacco vertiginoso color statuetta dell’attrice candidata per il ruolo di Billie Holiday per il film The United States vs Billy Holiday non è mai stata una buona idea. Neanche stavolta. 

MARTIN DESMOND ROE E TRAVON FREE – Coordinati ma non elegantissimi con i loro abiti Dolce&Gabbana con maxi revers oro e nero hanno lasciato il segno. 

LESLIE ODOM JR – Spennellato d’oro anche lo smoking di Leslie Odom Jr, che ha vinto l’Academy Award per miglior attore non protagonista in ‘Quella notte a Miami…’. Il look, firmato Brioni, è composto da un tuxedo e una camicia realizzati in un tessuto jacquard intrecciato con seta dorata e filo d’oro puro 24 carati. 

EMERALD FENNELL – Sa come vestirsi anche in gravidanza, Emerald Fennell, che ha vinto la statuetta per la miglior sceneggiatura originale di ‘Una donna promettente’. Sul tappeto rosso era raggiante con un abito floreale firmato Gucci. 

Oscar 2021, Frances McDormand: la ribelle alla terza statuetta

Non ama le interviste, i riflettori, il glam. Eppure, Frances McDormand ha spiazzato tutti ancora una volta: nella notte degli Oscar 2021 che ha consacrato il ‘women power’, l’attrice e produttrice statunitense ha alzato la sua terza ambitissima statuetta, con un ‘ululato’ di ringraziamento che verrà di sicuro ricordato negli annali della storia del cinema hollywoodiano.  

“A me piace fare il mio lavoro. Grazie”, è stato il laconico ringraziamento della McDormand che, con il ruolo di Fern, una vedova che durante la Grande Recessione attraversa gli Stati uniti a bordo del suo furgone, ha conquistato i giurati e ha vinto con ‘Nomadland’ il suo terzo Oscar dopo ‘Fargo’ (nel 1993) e ‘Tre manifesti a Ebbing, Missouri’ (nel 2017). A pari merito con Meryl Streep, ad un solo Oscar di distanza con Katherine Hepburn che, con 4 statuette, detiene ancora il record.  

Niente male per un’artista completamente fuori dall’icona della diva classica: ribelle, senza le ‘phisique du role’, sposata da anni con il regista Joel Cohen che l’ha diretta in sette film, odiatrice seriale del glam patinato tipico del mondo di celluloide al quale dovrebbe appartenere. Con l’unico stendardo della sua indiscutibile arte, l’attrice dell’Illinois ha sbaragliato la concorrenza della grande favorita di questa edizione, Viola Davis, data per quasi certa vincitrice per la sua interpretazione in ‘Ma Rainey’s Black Bottom’. “Non ho parole: la mia voce è nella mia spada, e sappiamo che la spada è il nostro lavoro”, ha detto sul palco del Dolby Theatre prendendo in prestito una piccola citazione del ‘Macbeth’ di Shakespeare. Hanno vinto un’attrice e il suo talento puro, semplice e potente. 

Milva, la moglie di Astor Piazzolla: “Complici in scena, non ero gelosa”

“Ho un ricordo meraviglioso di Milva. C’era una intimità, una fraternità, soprattutto una complicità in scena con mio marito Astor. No, non sono mai stata gelosa di Milva. Troppo grande”. E’ quanto ha dichiarato in una intervista esclusiva all’Adnkronos da Buenos Aires, dove vive, la vedova di Astor Piazzolla, Laura, dopo la scomparsa di Milva, tra le interprete predilette dal grande musicista e compositore italo-argentino. 

“Ero la sua insegnante di dizione quando doveva cantare in spagnolo – Mi chiamava ripetutamente, non voleva sbagliare- ricorda ancora Laura Piazzolla – perché Milva, oltre ad essere una grande interprete era una perfezionista. Era timorosa e preoccupata. Astor e Milva erano una coppia indimenticabile. Entrambi rispettosi del rigore dell’arte e della musica che avrebbero, di lì a poco, portato in scena. Mio marito mi ripeteva che Milva era come una tedesca, puntuale, magnifica”.  

“Stesso carattere, stesso rispetto per l’arte che rappresentavano – prosegue nel suo ricordo Laura Piazzolla- per questo si sono trovati. Era un piacere per entrambi lavorare ed anche per tutti noi al seguito”. 

Interprete indimenticabile dell’universo tanghero di Astor Piazzolla, il grande compositore le dedica opere (Maria de Buenos Aires) e concerti. “Non è stato facile per Milva farsi accettare in Argentina, a Buenos Aires, cantare nella nostra lingua, è stata dura ma il successo è stato grandissimo, ovunque e comunque – ricorda ancora Laura Piazzolla- Insieme siamo stati a Parigi alla Bouffe du Nord, al Teatro di Verdura, in tour per tre anni. Già si conoscevano con Astor, l’aveva accompagnata con il suo bandoneon durante un concerto”. 

Il primo incontro negli anni ’70 tra Astor e Milva. “Astor amava il suo temperamento, la sua energia, la passione, il modo di stare in scena, soprattutto il rispetto per la musica. Nel mio piccolo anch’io ho contribuito a consolidare un legame – conclude Laura Piazzolla- partecipando e contribuendo con il mio lavoro. Avevo una stima quasi reverenziale nei confronti di Milva e il mio amore per Astor era infinito e inattaccabile”.  

 

Milva, Malgioglio: “Come lei nessuna mai”

“Non c’è nessuno come lei. Mi dispiace per le altre cantanti italiane che hanno voci bellissime, ma lei era la più completa. Quando entrava lei sul palco non ce n’era per nessuno”. Cristiano Malgioglio risponde commosso all’Adnkronos dalla sua casa di Milano, “a due passi da quella di Milva”, per ricordare l’artista scomparsa all’età di 81 anni. 

Nel 2018 fu grazie a Malgioglio che a Sanremo le fu assegnato il ‘Premio alla Carriera’, ritirato dalla figlia Martina Corgnati. L’idea del premio era stata lanciata proprio da Malgioglio e rilanciata con forza sul web da All Music Italia, prima con l’hashtag #PremioCarrieraMilva e poi con una petizione che ha raggiunse migliaia di sottoscrizioni. “Trovavo assurdo che non le venisse riconosciuta la grandezza. È l’unica che ha avuto un successo veramente grande all’estero, lavorando con i più grandi autori e in tante lingue diverse. Era una cantante popolare ma con una classe imparagonabile”, sottolinea Malgioglio. “La Filanda, che è stato il suo brano più venduto, non lo amava affatto. E in effetti non rispecchiava assolutamente quello che Milva ha rappresentato”, aggiunge. 

“Qualche anno fa feci uno speciale per un programma di Rai1 in cui raccontavo la sua grandezza e dicevo che lei cantava in 8 lingue. Lei mi chiamò, aveva già una voce molto debole: ‘Ricordati che io non canto in 8 lingue ma in 9’. Capite? Cantava in 9 lingue. Ed era un’interprete che oggi piangeranno a ogni latitudine” conclude Malgioglio lanciando un nuovo appello: “Sarebbe bello che anche le nuove generazioni conoscessero la grandezza di Milva e faccio un appello a Maria De Filippi. Perché anche ad ‘Amici’, in una delle prossime puntate, non cantano un brano di Milva e ne ricordano la storia?”. 

Domenica In, le lacrime di Mara Venier: “Ciao Carmela”

“La nostra Carmela è venuta a mancare”. Mara Venier non riesce a trattenere le lacrime aprendo la puntata di Domenica In e ricordando la sua collaboratrice, morta per covid. “Carmela non era solo la gobbista di Mara Venier, come si è detto in questi giorni. Era molto di più, era il mio punto di riferimento. Capiva al volo cosa mi servisse. Carmela era la più brava, una persona meravigliosa. L’ho avuta con me per 30 anni, l’ho avuta davanti a me per 30 anni. I suoi occhi saranno sempre davanti a me”, dice. 

Oscar 2021, Laura Pausini canterà alla cerimonia

Laura Pausini canterà alla cerimonia degli Oscar. La cantante italiana e gli altri candidati alla statuetta per la Miglior canzone originale (Celeste, H.E.R., Leslie Odom, Jr., Daniel Pemberton, Molly Sandén) si esibiranno nello show che introdurrà la consegna delle statuette, cantando proprio i brani in gara. Laura Pausini canterà quindi ‘Io sì (Seen)’, scritta da Dianne Warren, anche lei presente nello show. La canzone, scritta nella parte in italiano dalla stessa Laura con Nicolò Agliardi, è in gara perché nella colonna sonora del film ‘La vita davanti a sé’ di Edoardo Ponti con Sophia Loren. 

Lo show introduttivo di 90 minuti, intitolato ‘Oscar: Into The Spotlight’, è una novità di questa edizione, che sarà in presenza ma dovrà comunque fare i conti con le limitazioni di una pandemia ancora in corso. Ad annunciarlo sono stati i produttori della cerimonia Jesse Collins, Stacey Sher e Steven Soderbergh. Una delle performance sarà registrata a Husavik, in Islanda, quattro si terranno alla Dolby Family Terrace dell’Academy Museum of Motion Pictures in Los Angeles. 

Presentato dagli attori Ariana DeBose (“Hamilton”) e Lil Rel Howery (“Bad Trip”), ‘Oscar: Into the Spotlight’ racconterà in 90 minuti il viaggio dei candidati verso la notte più importante di Hollywood, offrendo ai fan di tutto il mondo e agli addetti ai lavori la possibilità di curiosare nell’evento e portando per la prima volta portano la musica degli Oscar ai festeggiamenti. 

L’unica candidata per la migliore canzone che non sarà a Los Angeles è Molly Sanden, che eseguirà il brano ‘Husavik’ nella città islandese che ha dato il nome alla canzone. La traccia è presente in ‘Eurovision Song Contest: The Story Of Fire Saga’ di Netflix. 

Grazie al pre-show, che sarà un modo anche per ovviare all’assenza di un affollatissimo red carpet. tutte le canzoni potranno essere eseguite nella loro interezza, ha detto l’Accademia, piuttosto che essere abbreviate per adattarsi alla cerimonia principale. 

Ci sarà anche un after-show dopo la consegna dei premi, che si intitolerà ‘Oscars: After Dark’ e sarà presentato dagli attori Colman Domingo e Andrew Rannells. Questo segmento ricapitolerà i momenti più importanti della cerimonia. I produttori Jesse Collins, Stacey Sher e Steven Soderbergh hanno assicurato: “Il nostro suggerimento è di sintonizzarvi per seguire tutta la faccenda, altrimenti vi perderete qualcosa di veramente inaspettato e divertente”. 

Helen McCrory è morta, il dolore dei Peaky Blinders e di J.K. Rowling

I Peaky Blinders piangono Helen McCrory, morta a 52 anni. La scomparsa dell’attrice, che era malata di cancro, ha profondamente colpito i protagonisti della serie. “Ho il cuore a pezzi”, ha detto Cillian Murphy, che nella serie interpreta Thomas Shelby, uno dei nipoti di Polly Gray -il personaggio interpretato da McCrory- e capo della banda che domina a Birmingham. “Era una persona splendida, premurosa, divertente, compassionevole. Era un’attrice di talento, sneza paura, magnifica. Ha impreziosito e reso umani ogni scena, ogni personaggio che ha interpretato. E’ stato un privilegio lavorare con questa donna brillante: mi mancherà profondamente la mia amica”. Anche il profilo Twitter di Peaky Blinders le ha reso omaggio pubblicando una sua foto nei panni di Polly Gray e il messaggio d’addio: “Tutto il nostro amore e i nostri pensieri sono con la famiglia di Helen. Riposa in pace”. 

Toccanti anche le parole di J.K Rowling. La scrittrice ha reso omaggio all’attrice che nella saga di Harry Potter ha interpretato Narcissa Malfoy. “Sono devastata dalla notizia della morte di Helen McCrory, un’attrice straordinaria e una donna meravigliosa che ci ha lasciato troppo presto. Le mie più sincere condoglianze alla sua famiglia, in particolare a suo marito e ai suoi figli”. 

Mario Giordano: “Con rischio querele è sempre più difficile fare inchiesta”

“Ci stiamo abituando sempre di più al fastidio delle domande e al racconto delle cose. Io credo che quella delle querele intimidatorie sia una questione serissima in questo momento: sono tanti anni che faccio questo mestiere, lo amo con tutte le mie forze ma sono sinceramente preoccupato della possibilità di continuare a farlo nel modo in cui ritengo sia doveroso e utile farlo”. Ad affermarlo all’Adnkronos è Mario Giordano, facendo un’analisi sul crescente rischio querele nell’ambito delle inchieste giornalistiche ‘scomode’. 

“Mi fa molta paura il giornalismo del comunicato stampa -sottolinea- Siccome abbiamo visto ahimè sempre di più, con le vicende grandi della pandemia che stiamo vivendo, che molto spesso dietro i comunicati stampa si nascondono delle verità farlocche, io credo che il lavoro del giornalista sia quello di andare a guardare dietro ed esercitare l’arte suprema del dubbio. Ecco, questo viene percepito come se tu fossi inopportuno. No: quello è il nostro mestiere”. Oggi, secondo il Giordano, di fronte ad un’inchiesta scomoda si taglia corto: “Ti querelo, anzi spesso ti faccio una causa civile con richiesta di risarcimento danni esorbitante, così ti blocco la possibilità di fare il tuo mestiere. Così non si può. Per i comunicati bastano i bollettini ufficiali, non c’è bisogno dei giornali e del giornalismo”. 

E sul grido d’allarme odierno del direttore del ‘Riformista’ Piero Sansonetti, che oggi denuncia sul suo giornale numerose querele e tentativi di querele da parte di magistrati, il conduttore di ‘Fuori dal Coro’ incalza: “Ha ragione, ormai è diffuso l’uso della querela a scopo intimidatorio, solidarietà totale a lui perché il suo è un giornale che ha delle idee, fa delle domande, solleva delle questioni importanti che aiutano tutti. Anche quelli che non la pensano come lui, come me, che non sono quasi mai d’accordo con lui”, dice Giordano. 

Marcuzzi salta Le Iene, il marito positivo al Covid

Alessia Marcuzzi salta ‘Le Iene’. Suo marito Paolo Calabresi Marconi è infatti positivo al coronavirus e la co-conduttrice del programma di Italia 1 non potrà essere in studio. E’ stata la stessa Marcuzzi a renderlo noto in un post su Twitter. “Purtroppo mio marito la scorsa settimana è risultato positivo al tampone molecolare. Ovviamente si è subito autoisolato e per ora sta bene. Io sono invece fortunatamente risultata negativa (ho già effettuato due tamponi molecolari) ma, come da protocollo, sono cautelativamente in casa in attesa di ulteriori controlli”, fa sapere Marcuzzi.  

“Con molto dispiacere -aggiunge-, a tutela delle persone che mi stanno accanto, e per rispetto della prassi, domani (martedì, ndr) non potrà essere presente a Le Iene che comunque seguirò da casa. Un bacio a tutti”. 

Emilio Fede all’Adnkronos: “Brutta caduta, ricoverato al San Raffaele”

Emilio Fede ricoverato al San Raffaele di Milano. Il giornalista di 89 anni non è grave. “E’ stata solo una brutta caduta, il Covid non c’entra nulla” dice all’Adnknronos. “Ho un problema alle gambe per una scivolata rovinosa”. “Sono in un letto al San Raffaele di Milano e sono curato dagli amici. L’ho vista brutta, sono in piedi per miracolo”. “E’ stata un’esperienza drammatica”, ha detto Fede. “Considerando che sono tutto piegato, la testa, le braccia, tutto sommato sto bene”, spiega l’ex direttore del Tg4. 

“Mio padre è un combattente, ce la siamo vista brutta” dice all’Adnkronos la figlia di Fede, Sveva. “Stiamo finalmente vedendo la luce. L’ho sentito per telefono, sta meglio, mi ha detto che vuole andare a Napoli, dalla mamma, e mangiare insieme un piatto di spaghetti con le vongole, possibilmente al mare”.  

Sveva Fede ha precisato ancora che “non si tratta di una ricaduta del covid, come è stato scritto, da cui si è ripreso, ma di un problema di deambulazione legato ad una brutta caduta, da cui sta uscendo. Ora sta recuperando dal punto di vista fisico e neurologico. Mio padre – ha proseguito Sveva Fede – lo ripeto, è un combattente e le sue battaglie le ha sempre vinte. Vincerà anche questa”.  

 

Cinema, Franceschini: “Censura abolita definitivamente”

“Abolita la censura cinematografica, definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti”. Lo annuncia il ministro della Cultura, Dario Franceschini, che ha firmato il decreto che istituisce la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche presso la Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura con il compito di verificare la corretta classificazione delle opere cinematografiche da parte degli operatori.  

Un intervento ai sensi della Legge Cinema che introduce il sistema di classificazione e supera definitivamente la possibilità di censurare le opere cinematografiche: non è più previsto il divieto assoluto di uscita in sala né di uscita condizionata a tagli o modifiche. La Commissione è presieduta dal Presidente emerito del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno, ed è composta da quarantanove componenti che sono stati scelti tra esperti di comprovata professionalità e competenza nel settore cinematografico e negli aspetti pedagogico-educativi connessi alla tutela dei minori o nella comunicazione sociale, nonché designati dalle associazioni dei genitori e dalle associazioni per la protezione degli animali. 

Gianni Morandi ustionato: “Bruciature sul 15% del corpo”

Gianni Morandi torna a parlare dall’ospedale in un’intervista a Qn dopo l’incidente dell’11 marzo scorso, quando il cantante ha perso l’equilibrio ed è caduto tra le fiamme mentre stava bruciando delle sterpaglie in giardino. “Mi rendo conto del rischio che ho corso e di quanto sono stato fortunato. Prima di tutto – dice -, ho salvato la vita. Perché quando tu cadi dentro a una buca così, mentre spingi dentro un tronco che pensi faccia resistenza, e ti trovi in mezzo alle braci, con le fiamme intorno, è una cosa tremenda”.  

“Credo che ci sia qualcuno che mi ha guardato dal cielo, ne sono convinto”, dice Morandi, che spiega: “Poi, oh, arrivare qui, dove ci sono otto terapie intensive, con otto ustioni”. “Ho avuto gravi bruciature a tutte e due le mani, alle ginocchia, un po’ al gluteo, poi una bruciatura nella schiena e nell’orecchio. Credo, più o meno, sul 15%”, spiega ancora. 

“In quei momenti ho pensato solo a salvarmi. Lo spavento è cresciuto dopo, ripensandoci. Arrivi qui, dove sono bravissimi, dove c’è una squadra di persone fantastiche che ti aiuta, che è sempre pronta e tu ti accorgi che sei nelle loro mani – aggiunge -. Senza l’aiuto dei farmaci non si può resistere a questo dolore. Ogni due giorni mi facevano una medicazione. Ma la medicazione è una cosa molto dolorosa e ti devono addormentare. Capisci che non è facile per un fisico. Io ho anche la fortuna di avere uno spirito positivo, ottimista, e questo mi aiuta. Poi l’affetto della gente. Roba incredibile, messaggi da tutto il mondo, perfino dalla Russia, dall’America, mi hanno scritto i colleghi, tutti, mi hanno chiamato. Arriva di tutto: disegni, libri, cioccolatini, uova di Pasqua”, racconta il cantante.