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Categoria: spettacoli

Carrà e la ‘carrambata’ che ha conquistato anche il vocabolario

Con “carrambata” Raffaella Carrà, morta oggi a 78 anni, si è guadagnata un posto anche nel vocabolario della lingua italiana. Il neologismo è nato in seguito al grande successo della trasmissione di Rai 1 “Carramba! Che sorpresa” (1995-97 e 2002) e presto si è diffuso nel linguaggio comune.  

Il sostantivo femminile, con un significato ironico, è registrato da tutti i maggiori dizionari, dal Vocabolario Treccani al Devoto-Oli, allo Zingarelli. Da una situazione che ricorda momenti tipici del programma televisivo “Carràmba! che sorpresa”, è nata la definizione di “carrambata” come, scrivono i lessicografi, “incontro inatteso con una o più persone con le quali si erano persi i contatti”. 

Raffaella Carrà, con il ‘Tuca tuca’ nel 1971 scandalizzò e sedusse l’Italia

“Tuca, Tuca, Tuca… L’ho inventato io/ Per poterti dire/ Mi piaci, mi piaci, mi piaci, mi piaci, mi pià…” Con il ‘Tuca tuca” nel 1971, durante “Canzonissima”, il popolare programma del sabato sera della Rai in bianco e nero, Raffaella Carrà, morta oggi all’età di 78 anni, scandalizzò e sedusse l’Italia con una canzone ammiccante e trasgressiva per le regole della tv pubblica dell’epoca. Al punto che per continuare a cantare e ballare il “Tuca tuca” fu necessario far intervenire il grande attore Alberto Sordi, che con la sua ironia sdrammatizzò quelle movenze sexy che avevano suscitato tanto clamore e fatto muovere la censura.  

La canzone “Tuca-tuca” fu scritta da Gianni Buoncompagni, il pigmalione di Raffaella, e da Franco Pisano. Il coreografo Don Lurio ideò un ballo a due che consisteva nel toccare prima ginocchia, poi fianchi, poi spalle, poi la fronte dell’altro. Raffaella lo eseguì per la prima volta con il ballerino Enzo Paolo Turchi.  

Dotan: “Mercy un gospel profondo, pieno di guarigione ed energia”

“E’ una canzone sul perdono, su quando ci ripensi e ti dispiace per le cose. Mi ci sono interrogato su questi temi e ci ho sofferto per tanto tempo, e ad un certo punto mi sono detto ‘E’ tempo di perdonare te stesso e accettare di imparare dalle cose che accadono'”. In un’intervista a tu per tu con l’Adnkronos, l’artista israeliano Dotan descrive così il suo nuovo singolo ‘Mercy’, uno dei brani che ha anticipato l’uscita dell’album ‘Satellites’ che, oltre a comprendere le hit ‘Numb’, ‘No words’ e ‘There Will be a Way’, comprende altri otto brani intensi e ‘sacrali’, in pieno stile Dotan. 

“Abbiamo bisogno di fare degli errori per crescere, quindi questa si può definire una canzone di guarigione. Andare avanti e non arrendersi”, spiega l’artista israeliano, naturalizzato olandese. Che racconta all’Adnkronos un aneddoto particolare sulla nascita di ‘Mercy’: “C’è un aneddoto divertente sulla nascita di ‘Mercy’. Stavo camminando per strada, e canticchiando un motivetto musicale. All’improvviso ho sentito di andare un studio, ho portato la piccola registrazione con me e ho detto ‘voglio fare una canzone gospel’. Con la pandemia sembrava impossibile, quindi ho dovuto fare tutto da solo”, rivela Dotan. Che definisce il brano “un pezzo profondo, ma anche molto pieno di energia. E’ uno dei miei preferiti”. 

Miglior Artista & Songwriter dell’anno, Miglior Artista Maschile per 3 anni consecutivi in Olanda, Dotan, il cui nome per esteso è Dotan Harpenau ed ha iniziato la sua carriera nei Paesi Bassi, ha risentito come tutti del periodo duro della pandemia, che racconta così: “La pandemia è stata decisamente non facile per nessuno, e neanche per me. Per me non essere sul palco, che è ciò per cui vivo, è stato durissimo -ricorda- Davvero sfidante. Certo, un’occasione per stare con me stesso, chiudermi in studio, fare molta musica. Bello, ok, ma ora non vedo l’ora di salire sul palco, incontrare la gente, sentire l’energia”, dice. A metà luglio, Dotan sarà ospite di Battiti Live 2021. 

Morto Paolo Beldì, il regista tv aveva 66 anni

Il regista televisivo Paolo Beldì, uno dei più noti della sua generazione e legato in particolare a tantissimi programmi di Fabio Fazio, è morto improvvisamente a 66 anni nella sua casa di Magognino, in provincia di Novara. Con Fazio, Beldì aveva firmato programmi diventati cult come ‘Anima Mia’ e ‘Quelli che il calcio’ ma lo aveva seguito anche al Festival di Sanremo. Il suo stile inconfondibile, fatto di primi piani strettissimi su particolari apparentemente poco pertinenti (le scarpe di chi parla, lo spettatore addormentato) che diventavano parte importante del racconto, ha fatto scuola.  

Paolo Villaggio, 4 anni fa l’addio: l’omaggio a Roma

A 4 anni dalla morte di Paolo Villaggio si moltiplicano gli omaggi all’attore e scrittore scomparso il 3 luglio del 2017. Anche perché nel 2021 cade anche il cinquantennale della pubblicazione del primo romanzo dedicato a ‘Fantozzi’. Sui social il Premio Strega Sandro Veronesi ne elogia le doti letterarie meno celebrate di quelle cinematografiche: “Che Paolo Villaggio, morto quattro anni fa, fosse anche un grande scrittore, è passato inosservato. Ma lo era”, scrive Veronesi. E l’attore Luca Bizzari commenta: “I suoi libri sono di una durezza incredibile. Grandiosi”. 

Intanto oggi Roma rende omaggio alle due ricorrenze con due appuntamenti: stamattina nella Sala della Protomoteca in Campidoglio la Sindaca di Roma Virginia Raggi interviene alla presentazione dell’omaggio assieme alla figlia dell’attore e scrittore, Elisabetta Villaggio.  

E stasera, nell’ambito delle notti Bianche del cinema, il cinema Adriano di Roma ospiterà la “Maratona Fantozzi”. L’iniziativa, organizzata da Daniele Liburdi e Massimo Mescia di Volume Entertainment e da Ivan Tamburrini del Socio Aci, sarà presentata alle 21 alla casa del Cinema da Laura Delli Colli insieme al regista e critico cinematografico Mario Sesti.  

Tra gli ospiti ci sarà la famiglia Villaggio ma anche tanti artisti, amici e compagni di viaggio dell’attore, tra cui Neri Parenti, Ricky Tognazzi, Ezio Greggio, il produttore di tanti film con Villaggio, Bruno Altissimi, il comico e autore tv Saverio Raimondo, la celebre controfigura cinematografica di Villaggio, Clemente Ukmar e anche l’interprete dell’indimenticabile Contessina Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare, Elena Tricoli. Poi, dalle 23.30, partirà la lunga maratona dei film della saga: ‘Fantozzi’, ‘Il secondo tragico Fantozzi’, ‘Fantozzi contro tutti’, ‘Fantozzi subisce ancora’ e il docufilm ‘La voce di Fantozzi’ con l’ultima interpretazione di Paolo Villaggio. 

La Maratona Fantozzi (che vede coinvolti anche tanti altri cinema in Italia) è solo in primo di una serie di eventi che verranno dedicati all’attore e scrittore quest’anno. In occasione dei cinquant’anni dalla prima pubblicazione del romanzo Fantozzi, personaggio letterario prima ancora che successo cinematografico, la famiglia Villaggio con alcuni partner ha lanciato il progetto ‘Clamorosamente Villaggio!’, un viaggio dentro la vita e la carriera di Paolo Villaggio. Artista a tutto tondo, versatile, controcorrente, rivoluzionario, che ha segnato non soltanto il mondo dello spettacolo, ma anche il costume del nostro Paese, lasciandoci un ritratto dissacrante dell’Italia e degli italiani in cui tanti si sono riconosciuti. 

Attraverso una serie di eventi e appuntamenti speciali, arricchiti da testimonianze e materiali inediti, ‘Clamorosamente Villaggio!’ nel biennio 2021-2022 sarà un’esperienza polifonica che accompagnerà il pubblico nel mondo fantastico di un intellettuale e di un artista che, sotto le vesti del clown, nella più alta accezione del termine, ha segnato in modo indelebile i nostri ultimi cinquant’anni di Storia. 

Verdone: “Una volta pregai su tomba Jim Morrison e lo ‘sgridai’ per le droghe”

“Una volta, quando stavo a Parigi sul set di ‘Posti in piedi in Paradiso’, sono andato a visitare la tomba di Jim Morrison e devo dire la verità: una preghiera gliel’ho detta. Gli ho detto grazie, perché mi hai dato i momenti più belli della mia giovinezza. Però, sei stato uno stronzo a prendere tutte quelle droghe, perché non servivano: eri bravo uguale”. E’ il toccante e personale ricordo che Carlo Verdone, intercettato sul set del suo ultimo film, regala all’Adnkronos alla vigilia dei 50 anni dalla morte a Parigi della grande icona del rock di cui l’attore e regista è uno dei fan più noti e appassionati.  

“Io interpretavo il ruolo di uno che aveva un negozio dei vinili -ricorda Verdone- E portavo mia figlia, che nel film stava a Parigi, a visitare la tomba di Jim Morrison per portargli dei fiori (Morrison è sepolto a Parigi al cimitero del Père Lachaise, ndr). All’ultimo minuto però, il cimitero non ci ha dato l’autorizzazione perché la famiglia aveva chiesto un po’ di riserbo, dato che la tomba è ormai una vera e propria installazione meta di tantissimi. Il finale non fu come lo volevo, ma la visita alla sua tomba la ricordo molto bene”. Verdone traccia poi un profilo delicato e intenso dell’artista, voce di un’intera generazione: “Lui era un timido, per lui era una cosa terribile salire sul palco, infatti si drogava, usciva fuori di testa -dice il regista- Ma era un ragazzo che leggeva moltissimo, amava la letteratura, conosceva Ginzberg, Kerouac, tutta la Beat Generation e ha sviluppato un senso della scrittura e della poesia molto fine. I suoi testi sono molto belli”.  

“Purtroppo aveva scritto nel destino che doveva morire così presto -osserva Verdone- Era sensuale, era violento, era folle e soprattutto aveva un grande fascino, il fascino dell’autodistruzione”. Il regista romano coglie l’occasione per fare un appello ai giovani: “Io spero che i ragazzi di oggi traggano una conclusione: che non si può morire così giovani per colpa di droghe prese in maniera esagerata e distruttiva. Mi auguro invece che sviluppino quella passione che lui aveva per la letteratura, per la poesia e la sua grande, enorme sensibilità. Prendiamolo come un grande simbolo di quegli anni, però non imitiamolo, perché la droga alla fine ci ha portato via il 70% dei grandi artisti”, sottolinea il regista.  

“Quando ascoltai il primo album, ‘The Doors’, che mi aveva portato un amico dall’Inghilterra -ricorda Verdone- rimasi folgorato da due canzoni, ‘Break on Thru’ e ‘Light my Fire’, che considero tutt’oggi una delle dieci canzoni più belle che siano mai state scritte. E’ una canzone nata da un errore del chitarrista Robby Krieger, che anziché prendere un accordo ne aveva preso un altro. Ed ha intuito che quell’accordo, che mi pare fosse un ‘fa’, fosse l’inizio di un capolavoro, ‘Light my Fire'”.  

Le più grandi canzoni scritte “nascono spesso da involontari errori, come anche ‘Shin On Your Crazy Diamond’ dei Pink Floyd, che nacque da un errore di David Gilmour, che sbagliò e nacque così quell’arpeggio meraviglioso”, spiega Verdone rivelando una grande cultura musicale. E conclude così: “C’è un senso di tristezza latente in tutta la discografia dei Doors, ed è questo forse che rende così affascinante la loro opera -osserva il regista- Come artista non direi che mi ha ispirato, ma ha reso la mia giovinezza più felice”. (di Ilaria Floris) 

 

Alessia Marcuzzi: “Lascio Mediaset dopo 25 anni”

Alessia Marcuzzi annuncia l’addio a Mediaset dopo 25 anni. “Ciao a tutti, voglio essere io a dirvelo, prima che lo leggiate su qualche blog in maniera distorta. Dopo 25 anni in Mediaset ho deciso di prendermi un momento per me, perché non riesco più ad immaginarmi nei programmi che mi venivano proposti”, scrive su Instagram “E’ per questo motivo non vi nascondo con grandissima sofferenza che ho deciso di comunicare all’Editore all’Azienda di voler andar via, salutandoli con stima e affetto e ringraziandoli per aver avuto fiducia in me in tutti questi anni”, aggiunge la conduttrice romana. 

“La mia carriera televisiva è iniziata proprio lì (Colpo di fulmine, Fuego, Festivalbar, Mai dire goal, Le Iene, Grande Fratello, Isola dei Famosi, Temptation Island), e quindi ringrazierò sempre tutti per la crescita professionale che mi hanno permesso di fare”, scrive la Marcuzzi snocciolando le tappe della sua avventura a Mediaset. “Credo però che questa pandemia, oltre a tutto il male che ha portato, abbia dato a molti di noi la possibilità di guardarci dentro, per capire davvero chi siamo e cosa vogliamo diventare. Io lo sto facendo, e spero di non deludere me stessa e quella che sono”, conclude la conduttrice. 

Maneskin inarrestabili, sono gli artisti italiani più ascoltati al mondo

I Måneskin inarrestabili nelle classifiche di tutto il mondo, aggiungono due nuovi risultati in Italia con ‘Zitti e buoni’, certificato triplo disco di Platino, e ‘Vent’anni’, doppio disco di Platino. Un nuovo importante riconoscimento che arriva insieme alla storica #7 posizione di ‘I wanna Be your slave’ nella Uk Singles Chart. Con oltre 22 milioni di ascoltatori su Spotify nell’ultimo mese i Måneskin sono gli artisti italiani più ascoltati al mondo.  

Damiano, Victoria, Thomas e Ethan con la loro energia hanno trasmesso in modo diretto il loro messaggio di libertà e voglia di lasciare il segno, e questi nuovi riconoscimenti vanno ad aggiungersi ai risultati straordinari che in poche settimane stanno raggiungendo dovunque.  

Dopo la vittoria memorabile all’Eurovision Song Contest 2021, ‘Zitti e buoni’, che conta oltre 170 milioni di streaming, viene certificato oggi triplo disco di Platino, assieme al singolo ‘Vent’anni’ che ottiene il doppio disco di Platino. Ma non si tratta degli unici successi ottenuti dai brani contenuti nel nuovo album ‘Teatro d’ira – vol. I’, già disco di platino e più di 400 milioni di streaming), uscito il 19 marzo: ‘I wanna be your slave’ (disco d’oro e 100 milioni di streaming) si posiziona infatti #7 nella Uk Singles Chart, incoronando i Måneskin come la prima band italiana ad essere inserita nella Top Ten britannica. 

“I wanna Be your slave’ e “Zitti e Buoni'” hanno raggiunto rispettivamente le posizioni #1 e #2 della Viral 50 Usa di Spotify, sono inoltre presenti nelle Top 50 di Spotify di più di 46 Paesi e nella Top 50 Global di Shazam, con anche il brano ‘Beggin’. 

Un trionfo meritato che si tramuterà in un tour eccezionale che li vedrà nell’estate 2021 e 2022 sui palchi dei più importanti Festival europei a fianco dei grandi nomi della musica mondiale. Le prime date (calendario in aggiornamento) si terranno al Rock For People di Praga (Repubblica Ceca, venerdì 13 agosto 2021), all’Open’er Park di Gdynia (Polonia, giovedì 19 agosto 2021), al Paaspop Festival di Schijndel (Olanda, sabato 4 settembre 2021) e al Novarock Pilot Festival di Vienna (Austria, sabato 11 settembre 2021).  

Già annunciate anche alcune tappe europee del 2022, con il Rock Am Ring di Nurburgring e il Rock Im Park di Zeppelinfeld (in Germania, rispettivamente sabato 4 e domenica 5 giugno 2022) e il Tons of Rock di Haiden (in Norvegia, venerdì 24 giugno 2022). 

Oltre a riabbracciare l’amato pubblico internazionale che li acclama a gran voce, i Måneskin si esibiranno per la prima volta nei principali palazzetti italiani con un tour di 13 date (organizzato e prodotto da Vivo Concerti) che ha venduto oltre 100mila biglietti e già collezionato sei concerti sold out, previsti per quest’inverno e la prossima primavera nei palasport di Roma (martedì 14 e mercoledì 15 dicembre 2021 al Palazzo dello Sport), Milano (sabato 18 e domenica 19 dicembre al Mediolanum Forum), Napoli (sabato 26 marzo 2022 al PalaPartenope) e Firenze (giovedì 31 marzo al Nelson Mandela Forum), a cui si sono aggiunte nuove date, previste rispettivamente per martedì 22 marzo a Milano, domenica 27 marzo a Napoli e venerdì 1 aprile a Firenze.  

La tournée farà poi tappa domenica 20 marzo all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (BO), domenica 3 aprile al Pala Alpitour di Torino, venerdì 8 aprile al PalaFlorio di Bari e si concluderà nell’iconica Arena di Verona sabato 23 aprile 2022. Questo sarà un live evento che vedrà i Måneskin aprire la stagione dei grandi concerti 2022 dell’Arena. 

In scaletta i brani tratti dall’album ‘Teatro d’ira – vol. I’, il primo volume di un progetto più ampio che si svilupperà nel corso dell’anno e che racconterà in tempo quasi reale gli sviluppi creativi della band. Non mancherà il brano dei record ‘Zitti e Buoni’ – canzone più ascoltata al mondo su Spotify fra i brani in gara all’Eurovision tra marzo e maggio 2021 – che ha segnato un record straordinario su Spotify, diventando il primo brano italiano con più stream di sempre con quasi 4 milioni di ascolti in 24 ore nella global chart. Per la prima volta in assoluto un brano italiano entra nella Top 10 Globale al #9 posto (più alta nuova entrata), oltre a essere ai primi posti delle classifiche di tutta Europa. 

Un disco tutto suonato, crudo, contemporaneo, capace di rappresentare lo stile e il sound della band che live troverà la sua dimensione perfetta. Arrivato a distanza di due anni dalla pubblicazione de ‘Il ballo della vita’, doppio disco di platino, ‘Teatro d’ira – vol. I’ ha conquistato la posizione #6 nella Top 10 Global Album Debuts di Spotify, dopo aver debuttato in posizione #1 nella classifica album Fimi/Gfk e #1 nella classifica dei vinili più venduti ad una settimana dall’uscita. 

Con 22 dischi di platino e 6 dischi d’oro (secondo Fimi/GfK) i Måneskin – pronti a ripartire per i live – aggiungono un tassello importante al loro percorso artistico e un riconoscimento internazionale con l’indimenticabile vittoria a Eurovision, rimettendo la musica italiana al centro attraverso il loro stile. Una grande soddisfazione che il gruppo porta a casa senza scendere a compromessi e che condividerà live insieme al pubblico in Italia e in Europa. 

Questo il calendario dell’estate 2021 e 2022: 13 agosto 2021 || Praga | Rock for People, 19 agosto 2021 || Gdynia | Open’er Park, 4 settembre 2021 || Schijndel | Paaspop Festival, 11 settembre 2021 || Vienna | Novarock Pilot Festival, 4 giugno 2022 || Nürburgring | Rock Am Ring, 5 giugno 2022 || Zeppelinfeld | Rock Im Park, 24 giugno 2022 || Haiden | Tons of Rock. 

Scintille tra Asia Argento e Francesca Fagnani dopo intervista a ‘Belve’

Asia Argento si scaglia contro la giornalista Francesca Fagnani, dopo la sua intervista rilasciata al programma ‘Belve’, in onda su Rai2. La figlia del maestro del brivido nel corso della trasmissione ha anche ammesso di aver fatto uso di droghe, ma alla domanda sui motivi della mancata denuncia al produttore Harvey Weinstein l’attrice ha risposto visibilmente scocciata: ”Non l’ho denunciato perché era caduto in prescrizione e vent’anni fa non l’ho fatto perché non volevo che la mia carriera finisse e non volevo pensare a me stessa come una ragazza stuprata”. 

A quel punto la giornalista l’ha incalzata chiedendole: ”Quindi c’era anche la carriera?” scatenando le ire della Argento: ”Cambiamo discorso! -ha detto- sa perché non l’ho denunciato? Perché sarei finita a parlare con persone come lei, una tignosa e rompip…e”. ”Hanno tagliato le mie risposte dopo che le avevo detto ‘rompip…e, tignosa’ -scrive Asia sulle sue storie di Instragram- avevo aggiunto: ‘Lei è una di quelle persone che chiedono alle donne violentate: come era vestita? Perché non è scappata? Poteva dire no…’. Le ho anche detto che non dovevo risponderle perché lei non era un giudice”. ”Per parlare di argomenti così delicati ci vorrebbe almeno un po’ di preparazione, di deontologia giornalistica -conclude Asia- Passo e chiudo”. 

Ma la replica della Fagnani non si è fatta attendere: ”Spiace che la signora Argento proietti sul programma la sua frustrazione per delle domande non gradite o delle risposte non date (libera di farlo). Ma a volte succede. Pazienza”. 

Codacons contro Fedez e attacca ‘Mille’: pubblicità occulta

Il Codacons contro Fedez, un’altra volta. L’associazione stavolta attacca il brano Mille, che il rapper ha realizzato con Orietta Berti e Achille Lauro, per pubblicità occulta della Coca Cola. La risposta di Fedez, ormai abituato alle contese con il Codacons, arriva dai social: nelle stories di Instagram, tra foto e clip, l’ironia domina. 

Il Codacons, che ha presentato un esposto all’Antitrust e all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, chiede di sanzionare il videoclip del brano “per pubblicità occulta vietata dal Codice del Consumo, e di vietare la diffusione del videoclip sulle reti televisive e sul web, e della canzone sulle radio nazionali, fino a che non sarà eliminato ogni riferimento alla Coca-Cola”, comunica il Codacons affermando che si tratta “di una pubblicità occulta a danno degli utenti, vietata dal nostro ordinamento e dalle disposizioni varate di recente dall’Antitrust in tema di videoclip musicali”. 

La canzone ‘Mille’ è “accompagnata da un videoclip che è una vera e propria incitazione al consumo di Coca-Cola, oltre che una pubblicità camuffata da brano musicale che viola le regole disposte dall’Antitrust -scrive l’associazione- Il testo della canzone, infatti, cita più volte la nota bevanda americana”, in un videoclip “dove compare in continuazione il marchio ‘Coca-Cola’, ben visibile agli occhi degli spettatori ma senza informare gli stessi circa l’inserimento di marchi a fini commerciali all’interno del video”. 

“Se da un lato è vero che tra le indicazioni contenute nella pagina di Youtube dove è stato pubblicato il videoclip si legge ‘Il filmato contiene marchi e prodotti per fini commerciali. Product Placement: Coca-Cola’ -prosegue il Codacons- è altrettanto vero che tale informazione non basta, poiché non immediatamente percepibile dagli utenti, a meno che gli stessi non vadano a cercarla tra i credits del video, e perché non compare in sovrimpressione all’inizio del videoclip, in modo da informare correttamente i consumatori”. 

Ciò, secondo l’associazione dei consumatori, “in violazione delle disposizioni dell’Antitrust che solo pochi mesi fa, sollecitata dal Codacons che aveva denunciato la presenza di pubblicità occulta all’interno di alcuni video musicali, ha disposto che nei videoclip debba essere reso palese l’inserimento di prodotti a fini commerciali, prevedendo segnali in sovrimpressione che avvisino circa la presenza di marchi a scopo promozionale, pena, in caso di inottemperanza, la sanzione pecuniaria da 10mila a 5 milioni di euro”. 

Luca, le lacrime e il pesto: ovazione social per Pixar

Un inno all’amicizia e all’accettazione della diversità, per sfondo la Liguria tra trenette al pesto, mare cristallino e colazione con la focaccia. ‘Luca’, il nuovo film d’animazione Pixar diretto da Enrico Casarosa disponibile in streaming in esclusiva su Disney+ dallo scorso 18 giugno, conquista il pubblico italiano che a poco più di 24 ore dall’uscita inonda di ‘cinguettii’ Twitter applaudendo – molto commosso – alla storia dei due giovani ‘mostri’ marini e dell’estate che cambierà la loro esistenza. 

“Luca è il nuovo film Disney Pixar, e come al solito, è bellissimo. Spensierato, dolce e commovente, il film parla di una forte amicizia e dell’accettazione del diverso. Animazione da dieci e lode, colori sgargianti e dettagli pazzeschi. Bello bello bello”, il primo fra le centinaia di commenti dedicati al lungometraggio animato. Tante le “lacrime”, “lacrimone”, “pianti” degli utenti commossi, che ‘bacchettano’ bonariamente la Pixar perché “non posso piangere sempre così” e “ogni volta piango come una fontana”. “Fatevi un grandissimo favore: accendete il pc e guardatelo. Regalatevi l’ora più bella di sempre”, consigliano, mentre sottolineano come “la Pixar con Luca continua la sua striscia di film capolavoro”.  

“Appena finito di vedere Luca – continuano -. A mio parere uno dei migliori film Pixar” perché è “italianità allo stato puro, e non ci si sofferma ai soliti e banali stereotipi!”. E ancora: “Pixar ha fatto un grandissimo lavoro. Uno dei film animanti più belli di sempre”, “ho appena visto Luca della Pixar e sono innamorata, i colori, le scene, la musica, la trama, tutto perfetto!! Mi sono emozionata tantissimo” mentre “i dettagli super realistici dei film Disney-Pixar sono qualcosa di impressionante e magnifico”. 

E da bravi italiani, stavolta con un pizzico di campanilismo ligure vista l’ambientazione alle Cinque Terre, a colpire è anche il cibo servito in tavola a Luca e agli amici, con decine e decine di immagini che raffigurano delle gustose trenette al pesto in versione animata o “focaccia e cappuccino. Persino il nuovo film Pixar Luca esalta questa deliziosa colazione tipicamente ligure”.
 

Maurizio Battista: “Vi racconto un paese con tre ‘i’, incoerente, improbabile e irriverente”

“Siamo carichi, l’argomento è grosso. Torno sul palco per raccontare il nostro paese, un paese con le tre ‘i’: incoerente, improbabile e irriverente”. A dirlo all’Adnkronos è Maurizio Battista, svelando il fil rouge dello spettacolo con cui torna, dopo lo stop della pandemia, sul palco. L’attore sarà infatti al teatro Olimpico di Roma dal 22 giugno al 4 luglio con ‘Che paese è il mio paese’, uno show scritto da Battista con la collaborazione di Vittorio Rombolà, Alberto Farina e Gianluca Giugliarelli, che evidenzia le tipicità, in continua evoluzione, che contraddistinguono il nostro Stivale. 

“Analizzeremo questo paese che se lo vedi da fuori è divertentissimo, se ci stai dentro un po’ meno -spiega il comico- Le tante contraddizioni, che emergono soprattutto vedendo il periodo che abbiamo passato, e che mi vedranno mettere un po’ alla berlina gli italiani”. I temi saranno quelli ‘caldi’ che toccano da vicino i nostri connazionali, senza tralasciare quelli più delicati come il covid, il tema dei vaccini, la ripresa dopo la pandemia, ma “sempre con grande rispetto”. Un esempio? “Quando non c’erano, tutti auspicavano l’arrivo del vaccino -ironizza L’attore- quando sono arrivati, sono cominciati idubbi ‘io sta cosa nun me ‘a faccio, ‘ma che me stanno a raccontà’, e così via”.  

Tra gli argomenti che faranno ridere a chi si recherà all’Olimpico, anche quello del ‘politically correct’ a tutti i costi. “Chi è politicamente corretto è un ipocrita, questo è il sinonimo -è la graffiante sintesi di Battista- Però, la realtà è che politicamente corretto significa che tu non puoi parlare di minoranze, gruppi deboli, mentre io facendo una piccola indagine ho scoperto che quelli di cui parlano non sono in realtà gruppi deboli ma milioni di persone, quindi non una minoranza”. Nello show si ride, ma c’è spazio anche per la commozione. “C’è un finale a sorpresa che non voglio ‘spoilerare’ -anticipa Battista- ma posso assicurare che, oltre alla risata, ci sarà spazio anche per il pianto. Provare per credere”. 

 

Maneskin, New York Times: “Conquistano il mondo con Simon Cowell?”

I Maneskin “hanno vinto l’Eurovision. Possono conquistare il mondo?”. Chissà, magari con l’aiuto di Simon Cowell? Sono le domande che il New York Times si pone in un lungo articolo dedicato alla band romana, che sta vivendo un 2021 straordinario: prima il trionfo a Sanremo, poi la vittoria all’Eurovision, sempre con il brano Zitti e Buoni (Shut Up and Behave, traduce il NYT) che è approdato nella Top 10 globale di Spotify, un record assoluto per un gruppo italiano, con oltre 100 milioni di streaming. L’articolo ripercorre la carriera del quartetto formato da Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi e Ethan Torchio. Dagli inizi, all’avventura ad X Factor fino alla definitiva consacrazione quest’anno. E ora, il futuro con ambizioni che vanno al di là dei confini italiani. Dopo l’improvviso divorzio dalla storica manager Marta Donà, circola il nome di Simon Cowell, inventore del format di X Factor e creatore di una serie di artisti, compresi gli One Direction. 

Francesco Guccini compie 81 anni: è festa social

Francesco Guccini compie 81 anni e su Twitter esplode la festa virtuale. Per il cantautore – tra i più iconici della sua generazione e scrittore apprezzato – nato a Modena il 14 giugno del 1940, è infatti un fiume di messaggi e citazioni sui social. “‘Io appena giovane sono invecchiato tu forse giovane non sei stato mai’. Auguri Francesco avevo 12 anni e ti ascoltavo, ora ne ho 62 e ti ascolto. Sei stato la colonna musicale della mia vita”, scrivono al ‘Maestrone’ mentre ricordano: “La mia mamma mi ha fatto ascoltare #FrancescoGuccini fin da quando ero nella pancia e a me è sempre piaciuto questo pancione un po’ burbero, oggi come sempre canteremo ed ascolteremo le sue canzoni”. 

Citano ‘Dio è morto’ o ‘Autogrill’ – con la ragazza dietro al banco intenta a mescolare birra chiara e Seven-up -, e ancora ‘Cirano’ che a dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocca, o ‘L’Avvelenata’ grazie alla quale “io, di destra, ho imparato a suonare la chitarra”. 

Morte Michele Merlo, Emma Marrone: “Mio cuore rotto in mille pezzi”

“Ciao Michele. Ieri sera ho cantato forte per te. Stamattina il mio cuore si è rotto in mille pezzi”. Inizia così il post pubblicato da Emma Marrone su Twitter appresa la notizia della morte di Michele Merlo, deceduto nella tarda serata di ieri a 28 anni nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Maggiore di Bologna. “Non ho parole amico mio. Ti bacio sulla fronte e agli angoli della bocca sempre screpolati. Fai buon viaggio Michi”, aggiunge l’artista.  

 

Michele Merlo, la famiglia: “Le condizioni peggiorano di ora in ora”

Le condizioni di Michele Merlo peggiorano. A renderlo noto è la famiglia dell’ex concorrente di ‘X Factor’ e di ‘Amici di Maria De Filippi’, ricoverato nel reparto di rianimazione dell’Ospedale Maggiore di Bolognadopo l’emorragia cerebrale che lo ha colpito nella notte tra giovedì e venerdì a causa di una leucemia fulminante.  

In un comunicato diffuso attraverso i propri consulenti, scrive Notizie.it, i genitori di ‘Mike Bird’ hanno dichiarato: “I medici ci hanno purtroppo comunicato che le condizioni di Michele stanno peggiorando di ora in ora”. Nella dichiarazione si sottolinea che il giovane è stato sottoposto ad un intervento chirurgico d’urgenza. “Michele si sentiva male da giorni e mercoledì si era recato presso il pronto soccorso di un altro ospedale del bolognese che, probabilmente, scambiando i sintomi descritti per una diversa, banale forma virale, lo aveva rispedito a casa. Anche durante l’intervento richiesto al pronto soccorso, nella serata di giovedì, pare che lì per lì non fosse subito chiara la gravità della situazione”, prosegue così la famiglia nel messaggio, nel quale viene inoltre smentito “categoricamente quanto alcuni disinformati scrivono sui social: Michele non è stato in nessun modo vaccinato contro il Covid. E’ stato colpito da una severa forma di leucemia fulminante con successiva emorragia cerebrale”. 

Michele Merlo, l’ultimo post e l’abbraccio social

Non si hanno ancora novità sullo stato di salute di Michele Merlo. Il cantante, conosciuto anche con lo pseudonimo di ‘Mike Bird’, concorrente di ‘X Factor’ e ‘Amici di Maria De Filippi’, è ricoverato in gravi condizioni nel reparto rianimazione dell’ospedale Maggiore di Bologna “dove è stato sottoposto a intervento chirurgico d’urgenza nella notte tra giovedì e venerdì scorsi a seguito di emorragia cerebrale scatenata da una leucemia fulminante improvvisa”, sono state le ultime notizie diffuse dalla famiglia del giovane. 

Da quando si è saputa la notizia, la solidarietà nei confronti di Michele è stata enorme. Sono tantissimi gli amici e colleghi che hanno condiviso sui social la loro preoccupazione e manifestato la vicinanza al 28enne che nell’ultimo post su Instagram scrive: “Vorrei un tramonto ma mi esplode la gola e la testa dal male. Rimedi?”. 

“Forza Mike, siamo con te!”, si legge sul profilo Instagram ufficiale di Amici. “Forza amico mio! Non mollare Ti voglio bene Michele!”, scrive Emma Marrone su Twitter. “Forza MIcehele” è il messaggio di Ermal Meta. “Leggo che Mike Bird, Michele Merlo, sta lottando tra la vita e la morte. Un ragazzo della mia età ancora pieno di sogni. Una preghiera per lui Mani giunte”, scrive Giulia Salemi.  

Maneskin, dall’Olanda accuse di plagio per ‘Zitti e buoni’

Dopo le sgangherate accuse di consumo di droga da parte di Damiano David all’Eurovision, sui Maneskin ora i sospetti di plagio. Il brano ‘Zitti e buoni’, trionfatore prima a Sanremo e poi a Rotterdam, secondo media belgi ricorderebbe in maniera ‘eccessiva’ la canzone ‘You want it, you’ve got it’ incisa nel 1994 dal gruppo olandese ‘The Vendettas’. “La domanda è se questo sia plagio”, dice Joris Lissens, componente dei The Vendettas, all’emittente olandese RTL. Le parole dell’artista vengono abbondamente riprese in Belgio e in Francia, dove i media hanno dato ampio spazio alle surreali accuse di consumo di cocaina da parte di Damiano David, frontman dei Maneskin, durante l’Eurovision. “Questi giovani -dice Lissens riferendosi ai componenti della band romana- non erano ancora nati ai tempi del nostro gruppo. Ma come hanno detto proprio i Maneskin, il rock and roll non muore mai”. L’emittente Bfmtv pubblica online i due brani a confronto: “Fatevi un’idea”. 

Nel frattempo sui social, i fan italiani dei Maneskin sono alle prese da ieri con un’altra notizia. L’addio della band romana alla manager Marta Donà che li ha seguiti da ‘X Factor’ fino all’Eurovision Song Contest, dove ha esultato e pianto insieme ai quattro ragazzi. “Abbiamo trascorso 4 anni indimenticabili pieni di sogni da esaudire e di progetti realizzati. Io vi ho portato fino a qui. Da adesso in poi avete deciso di proseguire senza di me. Ho il cuore spezzato ma vi auguro il meglio dalla vita ragazzi”, ha scritto la manager sui social non negando sorpresa e dispiacere per la decisione della band di prendere un’altra strada. Tra le ipotesi, quello dell’arrivo di un management internazionale per i Maneskin, intenzionati a cavalcare il successo all’Eurovision per conquistare altri mercati. 

 

 

‘Mission: Impossible 7’, nuovo stop a riprese per covid

Nuovo stop per covid nelle riprese di Mission: Impossible 7 nel Regno Unito dopo che un membro della produzione è risultato positivo. Il film, con protagonista Tom Cruise, ha dovuto interrompere la produzione già a febbraio a causa del virus e da allora si è attenuto alle rigide linee guida per continuare a girare. 

Le riprese si fermeranno per 14 giorni, si legge su diversi media stranieri. “Abbiamo temporaneamente interrotto la produzione di Mission: Impossible 7 fino al 14 giugno, a causa di alcune positività riscontrate nei tamponi di routine. Stiamo seguendo i protocolli di sicurezza e continueremo a monitorare la situazione”, ha detto un portavoce della Paramount. 

La reazione di Cruise divenne virale alla fine del 2020 quando urlò ai membri dello staff che stavano violando le linee guida sul distanziamento sociale del coronavirus e stavano troppo vicini. “Non voglio vedere mai più una cosa del genere. Mai!”, gridò minacciando di farli licenziare. 

L’uscita del film è prevista per maggio 2022.