Municipio: Largo Felice Armati, 1 00043 Ciampino (RM) (+39) 06.79097.1 protocollo@pec.comune.ciampino.roma.it

Categoria: spettacoli

Eurovision, Maneskin favoriti: stasera la finalissima

Tutto pronto per la finalissima di stasera dell’Eurovision Song Contest 2021: l’Italia sogna il successo dei Maneskin che, dopo la prima esibizione, hanno conquistato il pubblico e i bookmaker, che ora li vedono favoriti per la vittoria. Il brano “Zitti e buoni” con cui hanno già trionfato al Festival di Sanremo, spiega Agipro, è il più scaricato della kermesse e la band romana scala la lavagna di Stanleybet.it: il successo vale 3 volte la scommessa, davanti alla favorita della vigilia, la francese Barbara Pravi con “Voilà”, che ora scivola a 3,75. Sul podio anche la maltese Destiny, interprete di “Je me casse”, e offerta a 7,00, poi l’Ucraina con i Go_A che sono approdati in finale con la loro “Shum” e che si giocano su Stanleybet.it a 8 volte la posta. Doppia cifra, a 10,00, per lo svizzero Gjon’s Tears con “Tout l’Univers”, a 15,00 il successo degli islandesi Daði og Gagnamagnið, in gara con la registrazione di una prova sul palco a causa della positività al Covid-19 di uno dei membri della band (come avvenuto per Irama a Sanremo). 

L’evento sarà trasmesso dalle 20:40 su Rai1. A raccontare al pubblico italiano la grande rassegna continentale della Ahoy Arena di Rotterdam sarà – al debutto alla conduzione dell’Eurovision Song Contest – la ‘strana coppia’ formata da Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio. 

“Siamo emozionati e contenti, non vediamo l’ora che arrivi domani: è un evento enorme e un’occasione importante per rappresentare l’Italia”, dice da Rotterdam la band, che aggiunge: “Portiamo un pezzo controcorrente e siamo contenti del risultato che abbiamo avuto e per aver mantenuto il testo della canzone in italiano. Non crediamo di avere una ricetta, la forza comunicativa che abbiamo deriva dal fatto che siamo quattro amici che suonano. Siamo autentici e sinceri e ci divertiamo. Sapere che il pubblico percepisce la nostra energia ci fa venire voglia di tornare in concerto. L’unione, l’amore per la musica e la voglia di ricominciare, sono il messaggio per un nuovo inizio. Qui a Rotterdam c’è una gioia diffusa fra tutti coloro che lavorano a questo evento, non solo nel pubblico, non sentiamo la competizione ma soltanto una bella emozione”.
 

Lady Gaga shock: “Stuprata a 19 anni, sono rimasta incinta e lasciata per strada”

“Avevo 19 anni e stavo muovendo i primi passi nel settore, e un produttore mi disse ‘togliti i vestiti'”. Lady Gaga torna con nuovi dettagli a raccontare la violenza subita quando aveva appena 19 anni. Lo fa nella prima puntata della docu-serie ‘The Me You Can’t See’ (La Me che non puoi vedere, ndr), interpretata e co-creata dal principe Harry e Oprah Winfrey, rievocando tra le lacrime il trauma vissuto. Lo riporta l’Independent. 

La pop star americana ha reso noto di essere stata violentata a 19 anni dal suo produttore musicale di allora, che “l’ha lasciata incinta in un angolo di strada” dopo mesi di abusi. Nel primo episodio, Lady Germanotta racconta di come, a causa del suo vissuto, sia diventata autolesionista, parlando di un “dolore totale” che si è protratto per molto tempo. “Sono diventata insensibile -racconta l’artista italoamericana- Provavo dolore, poi niente, quindi stavo male per settimane. Solo dopo ho capito che era lo stesso dolore che ho provato quando la persona che mi ha violentata mi ha lasciata incinta in un angolo, fuori da casa dei miei genitori perché non stavo bene e continuavo a vomitare. Avevo subito un abuso”. 

Nella serie, che ruota attorno al tema della salute mentale, Lady Gaga rivela di avere avuto in seguito un crollo psicologico durato diversi anni: “Mi hanno fatto così tante risonanze magnetiche in cui non trovavano nulla. Ma il tuo corpo ricorda tutto”, spiega. La popstar rivela anche di aver fatto un lungo lavoro su se stessa che l’ha portata a stare meglio. “Tutto ha iniziato a cambiare lentamente. Adesso le cose vanno meglio”, dice. Non è la prima volta che Lady Gaga affronta il ricordo della violenza sessuale subita. la tragica esperienza ha portato alla nascita della hit del 2015 ‘Til It Happens to You’, che la cantante eseguì agli Oscar del 2016, in una memorabile interpretazione in cui era circondata da decine di vittime di stupro. 

Demi Lovato fa coming out: “Sono di genere non binario”

“Oggi è un giorno che sono così felice di condividere più della mia vita con tutti voi. Sono orgogliosa di farvi sapere che mi identifico come ‘non binario’, e da ora in poi cambierò ufficialmente il mio pronome in ‘loro'”. Ad annunciarlo è la cantautrice Demi Lovato su Twitter. “Questo è avvenuto dopo molto lavoro di guarigione e autoriflessione -spiega la Lovato- Sto ancora imparando e entrando in me stessa, e non pretendo di essere un esperto o un portavoce. Condividerlo con voi ora mi porta ad un altro livello di vulnerabilità verso di voi”. 

L’artista spiega poi di aver fatto questo gesto “per coloro che non sono stati in grado di condividere chi sono veramente con i loro cari. Per favore -esorta alla fine- continua a vivere nelle tue verità e sappi che sto inviando tanto amore nella tua direzione”. 

Amadeus torna dj per due serate: il 22 e 29 settembre su Rai1

Amadeus torna a fare il dj per due serate in prime time su Rai1, il 22 e il 29 settembre. A quanto apprende l’Adnkronos, il conduttore sarà, infatti, il protagonista del nuovo show evento musicale ‘Arena ’60, ’70, ‘80’. 

Dietro una consolle, Amadeus, come ai tempi in cui faceva il disc jockey, insieme ad amici dj, farà ascoltare il suo repertorio da dj-vocalist, la sua playlist: un vero e proprio diario sentimentale che si articolerà anche attraverso i suoi incontri con gli ospiti. Amadeus utilizzerà video originali e spettacolari grafiche per far risuonare nella mente del pubblico le più celebri hit internazionali, celebrando tre dei decenni più iconici del made in Italy musicale. 

E’ morto Charles Grodin, l’attore aveva 86 anni

E’ morto Charles Brodin. L’attore aveva 86 anni e, come ha annunciato la famiglia, è deceduto dopo una lunga malattia. Il figlio, come ha reso noto la Abc, ha annunciato che il padre era affetto da un cancro che aveva raggiunto il midollo. Grodin è stato protagonista di una lunga lista di film di successo, spaziando tra diversi generi e lasciando il segno tra gli anni ’80 e ’90 in commedie che hanno ottenuto anche incassi di rilievo. Nel suo curriculum King Kong, La signora in rosso, Dave, Beethoven. 

Battiato, Verdone: “Sperimentatore coraggioso e mistico, dolore immenso”

“La scomparsa di Franco Battiato è un dolore immenso. Non è stato solo un grande sperimentatore coraggioso fin dagli inizi della sua carriera, ma con il tempo si è sempre di più avvicinato ad una dimensione mistica, più vicina all’oriente che non all’occidente”. E’ il ricordo di Carlo Verdone, che affida ad un intenso post su Instagram il proprio dolore per la morte a 76 anni del cantautore siciliano. “Ammirevole e commovente il suo concerto in Iraq -ricorda Verdone- con un’orchestra spesso priva di alcune corde agli archi e strumenti senza manutenzione. Fu splendido e significativo”. 

L’attore e regista romano ricorda poi l’incontro con il maestro Battiato: “Mite, pacato, solitario lo conobbi nel 1991. E mi colpì molto questa sua dimensione ascetica mai severa e triste. Anzi serena. Ognuno ha il suo album preferito e il suo brano del cuore: per me ‘La Voce del Padrone’ e ‘La Cura’ sono i suoi più alti vertici. Che possa riposare in pace. Quella pace che lui aveva trovato dentro di sé”. 

Battiato, Pippo Baudo: “Come lui nessuno”

“Franco Battiato è stato un grandissimo artista, completo, una perla per la musica leggere d’autore: i suoi testi erano poesia e filosofia, la sua musica era originalissima. Come Battiato c’era e c’è soltanto Battiato: nessuno scrive, compone e canta come lui!”. Così Pippo Baudo ricorda con l’AdnKronos il suo concittadino morto a 76 anni.  

“E’ stato sempre vicino alla sua Sicilia, era molto legato alla sua terra e non l’ha mai lasciata. Prima abitava nel centro storico di Catania, nella bellissima via Crociferi, una strada barocca molto frequentata. Poi, per avere più tranquillità, si ritirò nella sua villa a Milo, il paese più alto sull’Etna, dove comprò un palmento, accanto a lui poi venne anche ad abitarci per lunghi periodi Lucio Dalla. Lo andavo spesso a trovare, eravamo tanto amici”, ha detto ancora il popolare conduttore televisivo. 

Per Baudo, “in Battiato emergeva l’anima al tempo stesso siciliana e internazionale, europea e araba. Il sodalizio con il filosofo Sgalambro unì due anime eccezionali. Se ne è andato un grande, che ha rappresentato il volto autentico, bello e colto della nostra Sicilia”. 

(di Enzo Bonaiuto) 

E’ morto Franco Battiato, il cantautore aveva 76 anni

E’ morto Franco Battiato. Il cantautore siciliano aveva 76 anni e da tempo, per una malattia, si era ritirato dalla scena pubblica nella sua casa di Milo dove si è spento. Ne dà notizia la famiglia spiegando che “le esequie si terranno in forma strettamente privata. La famiglia ringrazia tutti per le innumerevoli testimonianze di affetto ricevute”. 

“Ci la lasciato un Maestro. Uno dei più grandi della canzone d’autore italiana. Unico, inimitabile sempre alla ricerca di espressioni artistiche nuove. Lascia una eredità perenne”. Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini. “‘Io avrò cura di te’. Per me la più bella con le parole più semplici e più potenti. Grazie di tutte le emozioni che ci hai dato”, scrive su Twitter il segretario del Pd, Enrico Letta, a proposito della scomparsa di Franco Battiato. 

“Non ci sono parole per ricordare chi, con parole e musica, ha emozionato e commosso intere generazioni. Addio Maestro Battiato”, si legge nel post di Matteo Renzi.
 

Salvatore Esposito dà l’addio a Genny, cala il sipario su ‘Gomorra’

“Addio Genny. In questi casi non è mai facile trovare le parole giuste. Io voglio semplicemente ringraziare tutti coloro che hanno reso 8 anni fa tutto questo possibile. Ora vi toccherà aspettare un po’ per ‘Gomorra 5’ ma sappiate che, come sempre, ne varrà la pena!”. Salvatore Esposito si è congedato con un post sui social dal personaggio che lo ha portato al successo e gli ha regalato la ribalta internazionale: Genny Savastano, il rampollo della potente famiglia di camorra, protagonista della serie, insieme all’amico e antagonista, Ciro l’immortale, interpretato da Marco D’Amore. L’attore ha finito le riprese di ‘Gomorra 5’, la stagione che chiuderà quella che è probabilmente la serie italiana di maggiore successo internazionale del nuovo millennio, venduta in tutti i continenti, e che dovrebbe debuttare su Sky all’inizio del 2022 (le date di messa in onda non sono ancora note). 

Esposito ha pubblicato anche un video per esprimere la sua emozione: “Sono tornato da poco a casa, stanco ma felice. Felice e triste nel dover dire addio a Genny Savastano, nel dover dire addio a ‘Gomorra – La serie’. Ma allo stesso tempo felice per aver avuto ormai 8 anni fa l’opportunità di far parte di questo meraviglioso progetto”, ha aggiunto l’attore ringraziando i responsabili del casting, i registi e i produttori che “decisero di darmi questa opportunità”: “non smetterò mai di essergli grato”. “Sappiate che Genny sarà sempre un parte importante di me”, ha detto Esposito, diventato nel frattempo una star anche in Usa, dove ‘Gomorra’ viene trasmesso da HboMax (proprio in questi giorni l’esordio della quarta stagione) e dove è entrato l’anno scorso, proprio sull’onda del successo di ‘Gomorra’, nel cast della serie ‘Fargo’. 

A febbraio, anche l’altro grande protagonista di ‘Gomorra – La serie’, Marco D’Amore, che della quinta stagione è anche regista insieme a Claudio Cupellini, aveva salutato la serie con un post: “L’unità D’Amore ha finito Gomorra 5: mesi di fatica, notti su notti, una dietro l’altra. Abbiamo sempre trovato una ragione valida per andare avanti: io, la mia troupe e i miei attori. Tra poco tutto sarà nelle mani del pubblico”, ha scritto aggiungendo un hashtag in napoletano, “#nunsapitechevaspett” (letteralmente “non sapeva che vi aspetta”), che allude ai grandi colpi di scena che chiuderanno la storia televisiva dei protagonisti. 

Baglioni compie 70 anni, fan gli regalano murales a Centocelle

“A combattere il tempo come si fa? Si può battere ancora a tempo di musica”. È uno dei passaggi del post di ringraziamento che Claudio Baglioni ha pubblicato nella notte, subito dopo aver compiuto a mezzanotte i 70 anni, per ringraziare i fan che non si sono limitati a migliaia di messaggi di auguri e di amore per la sua musica ma lohanno omaggiato anche con un murales, la cui foto è stata pubblicata sui social dall’artista. Nel quartiere di Centocelle, dove Baglioni ha trascorso l’adolescenza e mosso i primi passi artistici, è stato realizzato un grande dipinto murale con il volto del cantautore e le parole di ‘Strada facendo’. L’opera è stata realizzata sul muro di Casa San Felice, casa-famiglia gestita dal parroco dell’omonima chiesa nel quartiere romano (in Piazza di S. Felice da Cantalice, 20). 

Lo staff di www.doremifasol.org (sito di riferimento per i fan di Baglioni) e i numerosissimi seguaci hanno unito le forze con lo street artist Mauro Palotta, in arte Maupal, per realizzare un murales celebrativo in un luogo simbolico per Claudio Baglioni. E Baglioni ha scritto una lunga lettera sui suoi social per ringraziarli: “È una sorpresa indescrivibile. Ma come vi è saltato in mente?!? Nel quartiere dove sono stato bambino e adolescente. A Centocelle, dove sono diventato un ragazzo. Nella piazza in cui son salito, per la prima volta, su un palco senza lontanamente immaginare quel che sarebbe accaduto in seguito. Su una parete della casa famiglia San Felice proprio davanti a quel palchetto del tempo che fu. L’avete pensata bella. Una gran cosa per una buona causa. Il mio apprezzamento e la mia gratitudine non hanno voce e parole sufficienti e adeguate. È una sensazione bizzarra e stupefacente. E, per una volta tanto, fa davvero piacere essere ‘sbattuti su un muro'”. 

“Un muro – prosegue Baglioni – che in quegli anni temevo si alzasse per sempre tra me e tutti gli altri e che oggi si fa testimonianza di un incontro che dura da allora. Un insieme di piccole storie vissute o mai risapute che la vita ha narrato nel romanzo di ognuno di noi. Nello stesso momento ringrazio coloro che con doni e pensieri diversi si sono ricordati di me e della mia prossima età. Sono tanti di numero e ciascuno con la sua firma e la sua fantasia. A tutti vorrei dire il mio bene perché a darlo non ne sarei capace. Si cresce e ci si fa grandi ma non si smette mai di essere timidi e schivi. A combattere il tempo come si fa? Si può battere ancora a tempo di musica. Sul tempo che va”, conclude l’artista. 

Giulia vince la ventesima edizione di ‘Amici’

La ballerina Giulia ha vinto la ventesima edizione di Amici, dopo una sfida del cuore, con il fidanzato-rivale Sangiovanni, grande favorito della vigilia. E si è aggiudicata il premio di 150.000 euro in gettoni d’oro.  

I due erano stati decretati vincitori di categoria (lui per il canto, lei per il ballo) all’inizio della serata, quando Sangiovanni aveva battuto nella prima manche gli altri due cantanti finalisti, Deddy e Aka7even, e Giulia aveva prevalso sul ballerino Alessandro. “Avreste mai pensato di sfidarvi in finale?”, ha chiesto Maria De Filippi prima di decretare il vincitore. “Lui me lo aveva scritto in un bigliettino: ci vediamo in finale”, ha confessato Giulia.  

Giulia, classe 2002, è nata a Roma. Ha iniziato a ballare danza classica a 3 anni, in seguito ha approfondito lo studio del modern ed è entrata a far parte della Nough Megacrew. Giulia è entrata ad ‘Amici’ fin dall’esordio di questa stagione (novembre 2020) ballando “TKN” di Rosalia e Travis Scott. Giulia, all’interno della scuola, ha fatto un percorso di crescita professionale ma anche emotivo riuscendo a sviscerare il motivo delle sue insicurezze e del suo non credere in se stessa. Giulia si è sempre aggiudicata il Premio Tim, risultando l’allieva più votata dal pubblico in studio, e ha vinto anche il Premio Tim finale.
 

Sangiovanni, nome d’arte di Giovanni Pietro, classe 2003, è nato a Vicenza. È arrivato in finale forte di 16 settimane consecutive di permanenza in top 100 singoli Fimi con “Lady” ed attualmente ancora al terzo posto in classifica; 11 settimane con “Tutta la notte” e 5 con “Hype”, raccogliendo un disco di platino (“Lady”) e due dischi d’oro (“Tutta la notte” e “Guccy Bag”). 18 anni appena compiuti, Sangiovanni ha già all’attivo un disco di Platino, due dischi d’Oro e oltre 2 milioni di ascoltatori mensili su Spotify Italia. La sua “Lady” continua ad essere in top 5 Fimi con oltre 25 milioni di streams e attualmente ha 3 brani in top 100 e un totale di oltre 50 milioni di streaming. E’ entrato nella scuola sin dall’esordio di questa edizione (novembre 2020) presentando l’inedito “Guccy Bag”, certificato Oro, e rivelando presto le sue grandi doti di cantautore e interprete. 

Durante il percorso in ‘Amici’ Sangiovanni ha pubblicato cinque inediti: “Guccy Bag”, prodotto da Bias, “Lady”, prodotto da Zef e certificato Disco di Platino con oltre 70 mila copia vendute, “Tutta la notte”, prodotto da DRD e Bias e certificato Disco d’Oro, “Hype”, prodotto da Zef e “Malibu”, prodotto da Dardust. 

Sangiovanni ha già firmato un contratto con l’etichetta discografica Sugar e venerdi 14 maggio ha pubblicato il suo primo EP “Sangiovanni”. E nella serata finale si è aggiudicato anche il Premio Tim della Critica, assegnato da una giuria di giornalisti. Si è inoltre aggiudicato il Premio Radio (assegnato dalle principali emittenti commerciali) per il brano ‘Malibù’ e il Premio Siae per il miglior testo. Oltre al premio di categoria per il canto del valore di 50.000 euro.  

Vaccino Covid, Pieraccioni: “Dopo la dose mi è apparso Ceccherini vestito da donna”

“Ho appena fatto il vaccino, un’esperienza fantastica: mi è già appena apparso Ceccherini vestito da donna. Ho anche sentito delle voci, una era di Cecchi Gori, una del mi zio. Ho anche cambiato i miei gusti sessuali: insomma, io credo che sia un’esperienza da fare per quello che ti lascia, grandi cambiamenti”. Ironizza così con i cronisti Leonardo Pieraccioni, appena dopo essersi vaccinato all’hub del Mandela Forum di Firenze. 

Il regista toscano ha poi aggiunto: “Oggi mi sono emozionato a venire qui al Mandela, perché l’ultima volta che ci sono venuto qui ci si abbracciava e ci si rideva in faccia. La cosa più bella sarà ritornarci e abbracciarsi, perché la cosa che più è mancata in questo anno e l’abbraccio. Spero che con il vaccino finalmente torneremo a farlo”. 

“La pandemia una cosa talmente terribile, pericolosa e brutta che ci vorranno dieci anni per raccontarla in maniera leggera in una commedia. In tutti i film che si stanno girando pare che non ci sia, che non se ne parli, evidentemente è un modo di esorcizzare da parte di chi fa cinema questa terribile pandemia”.  

Sul suo prossimo film, rimandato a causa della pandemia, il regista toscano ha aggiunto: “Girerò il mio film il 15 giugno, (‘Il Sesso degli Angeli’, ndr.), così il prossimo anno la gente sarà sicura. Già da settembre le persone dovrebbero essere più tranquille nell’andare al cinema, e ancora di più mi auguro lo saranno per gennaio o febbraio, quando dovrebbe uscire il mio film”. “Ovviamente – conclude Pieraccioni- stiamo sul set con tutte le precauzioni del caso, io credo di aver fatto ormai già 168 tamponi”. 

Maglie: “Rula Jebreal chi, quella che disse a Nicola Porro ‘taci tu uomo bianco’?”

“Non c’è peggior nemico della causa dell’uguaglianza delle donne che lo meritano di personaggi come Rula Jebreal. Non dimentichiamoci che lei è quella che disse al giornalista e collega Nicola Porro ‘taci tu, uomo bianco’. Chi è razzista, chi è classista?”. E’ l’opinione della giornalista Maria Giovanna Maglie che commenta così all’Adnkronos il rifiuto, accompagnato da roventi polemiche, di Rula Jebreal a partecipare ieri sera alla trasmissione ‘Propaganda Live’ a causa di una lamentata esigua presenza di partecipazioni femminili. 

“Le donne in televisione vanno, sono ospiti, oggi sono spesso anche conduttrici. Significa questo che l’informazione è alla pari? No, non ancora, è una battaglia da proseguire e concludere. Ma la piega che ha preso in questi ultimi tempi qualunque battaglia di uguaglianza e di emancipazione è profondamente strumentale”, sottolinea la Maglie. “Che riguardi gli omosessuali, che riguardi la presenza delle donne, il vero tentativo è quello di impedire la libertà di espressione e, se permetti, anche l’invito delle donne che interessano in quella puntata”. 

“A questo proposito, ho letto che in nazioni nelle quali è già passata una sciagurata legge come il ddl Zan, ad esempio il Messico, siccome la quota di donne era alta alcuni uomini si sono presentati dicendo che da quella mattina si erano svegliati sentendosi donna, e si sono fatti mettere la quota femminile. Quanto aiuta le donne una cosa del genere?”, incalza la giornalista. Che sulla vicenda di Rula Jebreal osserva poi: “Io non sono spettatrice abituale del programma ‘Propaganda Live’, ma quando l’ho guardato ho sempre visto che di donne ce n’erano tante. Ci sono sempre un sacco di donne e ci sono anche tante giornaliste. Ritengo che Rula Jebreal sia diventata un po’ come certi influencer, che per vendere se stessi e i loro prodotti devono per forza trovare un pretestuoso scandalo”, conclude. 

 

Propaganda Live, Rula Jebreal replica a Diego Bianchi

Rula Jebreal replica a Diego Bianchi sul caso Propaganda Live. “Scegliamo le persone per storia e competenza, non per il sesso”, ha detto ieri il conduttore del programma commentando la decisione della giornalista di rinunciare alla partecipazione dopo aver visto che il suo nome era inserito in una lista comprendente solo ospiti di sesso maschile. “‘NOI guardiamo alla competenza non al genere’. Il problema di sottorappresentanza delle donne – in politica, e nei Media — segnala che la competenza non basta…Salvo pensare che gli uomini siano statisticamente più competenti”, è la replica di Jebreal su Twitter, dove ripropone la foto di lei con gli altri ospiti di sesso maschile del programma, secondo l’iniziale scaletta della puntata di ieri, accostandola alle immagini delle sue partecipazioni ai programmi di media esteri insieme ad altre donne. 

Propaganda Live, Diego Bianchi: “Rula Jebreal non ci conosce”

“Rula Jebreal non conosce Propaganda Live”. Diego Bianchi apre Propaganda Live soffermandosi sul ‘caso Rula Jebreal’. La giornalista avrebbe dovuto partecipare per discutere la crisi israelo-palestinese, ma ha rinunciato dopo aver visto che il suo nome -in un tweet del programma- era inserito in una lista comprendente altri 7 ospiti di sesso maschile, senza altre donne invitate. “Siamo diventati noi la notizia e questo ci sorprende. Avevamo deciso di raccontare quelli che sta succedendo tra Israele e Palestina con un’ospite, la giornalista Rula Jebreal. Non la conosco, ci siamo parlati ieri sera ed eravamo molto contenti di avere la sua competenza in trasmissione. Il venerdì mattina utilizziamo i social per comunicare quali sono gli ospiti della puntata. Noi inseriamo un po’ tutti quanti”, dice Diego Bianchi. 

“ual è l’errore? Inserire l’ospite, in questo caso Rula Jebreal, insieme ad un elenco e a parti del cast che si compone con dinamiche casuali. Morale della favola, Rula Jebreal ha visto questo post stamattina e si è trovata unica donna tra 7 uomini. Per coerenza ha scelto di non venire, Rula Jebreal non conosce la nostra trasmissione altrimenti saprebbe che questo programma, tra tante difficoltà e tanti errori, ha vinto il Diversity Award”, afferma ancora. 

“hiamiamo una persona in trasmissione perché è competente, non per il sesso. Chiudo dicendo che l’episodio è spiacevole perché avevamo chiamato Rula Jebreal non in quanto donna. Ci sembrava la persona migliore, per storia e competenze, per intervenire. Mi dispiace, qui saremo tutti uomini e non ci sarà nessuno a parlare di Palestina con quell’approccio che avremmo voluto condividere”, dice dando inizio alla puntata. 

Cattelan sbarca in Rai, ‘Da grande’ il suo nuovo programma

Alessandro Cattelan sbarca in Rai. Nei palinsesti autunno-inverno che arrivano domani sul tavolo del Cda Rai per l’illustrazione, a quanto apprende l’Adnkronos, c’è una sorpresa: Alessandro Cattelan alla conduzione di un programma, dal titolo ‘Da grande’, in prima serata su Rai1 a partire da settembre. 

Un programma che mette a fuoco le gioie e le sofferenze del percorso di crescita che porta a diventare adulti attraverso monologhi, momenti di show, ospiti e clip video. 

David Donatello 2021, Sophia Loren miglior attrice

David di Donatello 2021, ecco tutti i protagonisti della 66esima edizione. La cerimonia, trasmessa in diretta su Rai1, è condotta da Carlo Conti. Ad aprirla Laura Pausini che, in un Teatro dell’Opera di Roma vuoto, ha cantato il suo ‘Io sì’, il brano premiato ai Golden Globes e nominato agli Oscar, oltre che al David come miglior canzone originale, tratto dal film ‘La vita davanti a sé’ di Edoardo Ponti con Sophia Loren. 

Sophia Loren riceve il suo settimo David di Donatello come migliore attrice protagonista per il film ‘La vita davanti a sé’, diretto dal figlio dell’attrice Edoardo Ponti. Rimane dunque la primatista dei David nella categoria Miglior attrice protagonista. L’attrice, 86 anni, ha prevalso su Vittoria Puccini (per ’18 regali’), Paola Cortellesi (per ‘Figli’), Micaela Ramazzotti (per ‘Gli anni più belli’), Alba Rohrwacher (per ‘Lacci’). “Madonna mia, aiutatemi”, ha detto emozionata, raggiungendo il palco a braccetto del figlio regista mentre la platea le tributava una standing ovation. “È difficile credere che la prima volta che ho ricevuto un David è stato più di 60 anni fa. Ma oggi è come la prima volta. La gioia è la stessa e l’emozione è la stessa”, ha aggiunto. Per concludere, dopo i ringraziamenti alla squadra del film: “Forse sarà il mio ultimo film, questo non lo so. Ma dopo tanti film ho ancora voglia di farne sempre uno più bello. Perché io senza il cinema non posso vivere”.
 

Pietro Castellitto è il vincitore del David di Donatello al miglior registra esordiente per ‘I Predatori’. “I premi fanno piacere e le sconfitte fanno creare. Un bacio a mamma e un abbraccio a papà”, ha detto l’attore e regista, protagonista quest’anno anche di ‘Volevo morì prima’ nei panni di Francesco Totti. 

Elio Germano vince il David di Donatello al miglior attore protagonista nei panni di Antonio Ligabue per ‘Volevo Nascondermi’. “Volevo ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato a costruire questo personaggio”, ha detto l’attore che ha dedicato il premio “a tutti le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo, soprattutto a quelli dimenticati”. 

Matilda De Angelis è la vincitrice del David di Donatello 2021 alla migliore attrice non protagonista per ‘L’incredibile storia dell’isola delle rose’. Lo ha annunciato Carlo Conti in diretta su Rai1. “Emozionata e felice”, l’attrice ha ritirato il premio ringraziando il regista del film e la produzione. 

Standing ovation e grande commozione durante la cerimonia di consegna dei David di Donatello all’annuncio del premio postumo alla migliore sceneggiatura originale che è andato per il film ‘Figli’ a Mattia Torre, lo sceneggiatore e regista scomparso nel 2019 a soli 47 anni. A ritirare il premio sono salite sul palco la moglie Francesca e la giovanissima figlia. E a pronunciare il discorso è stata quest’ultima, che ha ereditato l’ironia del papà: “Complimenti a mio padre che è riuscito a vincere questo premio anche se non c’è più”, ha detto ringraziando le ostetriche che fanno nascere i figlie. “Bravo papà”, ha concluso nella commozione della platea. 

“Se lo sapevo venivo”. Con la consueta ironia, in collegamento da casa con la diretta di Rai1, Luca Medici, in arte Checco Zalone, ha accolto il David alla migliore canzone originale ricevuto per il brano ‘Immigrato’, scritto e cantato dallo stesso Zalone per la colonna del film ‘Tolo Tolo’. 

Fabrizio Bentivoglio è il vincitore del David di Donatello 2021 al miglior attore non protagonista per il film ‘L’incredibile storia dell’isola delle rose’. L’attore, non presente alla cerimonia in onda in diretta su Rai1, riceverà il premio nei prossimi giorni. 

“Dedico questo premio alle mie bambine, Deva e Leonie”. Così Monica Bellucci, in collegamento con la cerimonia dei David di Donatello ha accolto il suo David Speciale. “Con la speranza – ha aggiunto l’attrice – che l’arte in tutte le sue forme possa trovare nuova vita”. 

Giorgio Diritti è il vincitore del David di Donatello alla migliore regia per il film ‘Volevo nascondermi’, dedicato alla storia di Antono Ligabue. “Un uomo ai margini della società per tanti ma un uomo con tanta volontà di esprimersi e un grande artista”, ha detto il regista ricevendo la statuetta del David. 

‘Volevo nascondermi’ si è aggiudicato il David di Donatello 2021 per il miglior film. Il film vincitore ha prevalso su gli altri quattro film in nomination: ‘Favolacce’ per la regia di Fabio e Damiano D’Innocenzo; ‘Hammamet’ per la regia di Gianni Amelio; ‘Le sorelle Macaluso’ per la regia di Emma Dante; ‘Miss Marx’ per la regia di Susanna Nicchiarelli. “Viva il cinema – ha detto Giorgio Diritti – tutti gli altri finalisti erano grandi film, anche diretti da giovani registi e questo fa ben sperare. Ricordiamoci di Ligabue anche quando incontriamo un clochard che disegna una madonnina. Ricordiamoci del valore di ogni uomo e difendiamolo finché possiamo, in ogni modo”.
 

L’allievo Enrico Brignano ha voluto omaggiare sul palco dei David di Donatello il maestro Gigi Proietti, dedicandogli un suo premio ideale e scatenando la standing ovation della platea. “Un grande attore, uno che ha rappresentato la sua città se l’è portata sottopelle per tutta la sua carriera, lui che ha incantato fiumane di persone e l’ha portate a teatro”, ha detto Brignano. “Signore e signori, stasera lui non c’è ma c’è eccome perché il mio premio, il nostro premio, stasera e per sempre va a Gigi Proietti”. 

È andato a ‘1917’ di Sam Mendes il David di Donatello 2021 al miglior film straniero. 

 

 

 

 

 

 

 

Pio e Amedeo, Marrazzo (Partito Gay): “Per ‘ricchione’ c’è gente che si è uccisa”

“Cari Pio e Amedeo, siete dei comici brillanti ma avete fatto una stupidaggine. Con una risata non si possono seppellire anni di discriminazione: ‘ricchione’ al sud significa persona che non può procreare, è una parola molto pesante e offensiva, c’è un ragazzo (il 15 romano Andrea Spaccacandela, ndr) che rispondeva sempre col sorriso a questo insulto, poi ha preso una corda e si è impiccato”. Sono le parole all’Adnkronos con cui Fabrizio Marrazzo, Partito Gay per i diritti Lgbt+ Solidale, Ambientalista e Liberale, sceglie di rivolgersi a Pio e Amedeo, mentre imperversano le polemiche per il loro monologo sul politically correct andato in onda a ‘Felicissima sera’ su Canale 5, che ha chiuso con uno share altissimo. 

“La risata di chi subisce l’insulto non è contentezza ma è per non mostrarsi deboli”, sottolinea Marrazzo, che aggiunge: “Hanno commesso un’azione molto grave, e scorretta. Abbiamo chiesto all’AgCom di intervenire, perché devono essere garantiti i diritti delle persone, non si può far passare che l’insulto è qualcosa di banale che si stempera con una risata. Perché queste frasi vanno a seminare un odio che poi sfocia nell’isolamento e nella depressione”. 

“Anche personalmente -si sfoga Marrazzo- sentirsi chiamare ricchione o qualcos’altro, non mai una sensazione positiva, se stai vivendo una situazione personale con il tuo compagno e ti senti apostrofare così. Non sono cose che divertono. In privato con un amico fai quello che vuoi, ma in televisione in prima serata col 3% di share non è accettabile”. Per concludere, “Pio e Amedeo hanno fatto una stupidaggine e mi auguro che ritornino sui loro passi, e non si schierino con un partito come Salvini che ha commentato dicendo che dava loro la sua solidarietà”, conclude.  

 

 

Concertone 1 maggio, Chadia in topless sul palco

Show in topless al concertone del primo maggio. Chadia Rodriguez, sul palco dell’auditorium con Federica Carta, si toglie giacca e t-shirt durante l’esecuzione di ‘Bella Così’. “Viva la libertà d’amore e l’amore di essere liberi di amare chi vogliamo e come vogliamo”, dice l’artista di origini marocchine al termine dell’esinizione. “Sentitevi sempre liberi di essere voi stessi e di amare chi volete”, aggiunge Federica Carta. 

Covid, Shakespeare sfida la pandemia: in streaming da 4 paesi la Dodicesima Notte

Shakespeare sbarca nella New York degli anni ’20 nella produzione dell’opera La Dodicesima Notte della compagnia inglese 60 Hour Shakespeare. La compagnia inglese, diretta dal regista Gavin Leigh, porterà in scena il 2 Maggio una versione inedita della Dodicesima Notte, con un cast di sedici attori in live streaming da 4 diverse time zone, anche dall’Italia. Encomiabile anche la finalità benefica dell’evento, che è completamente gratuito ma dà la possibilità di elargire un’offerta libera in favore della Fiorentini Foundation, a sostegno dei bambini in difficoltà. 

Le immortali opere del Bardo di Stratford-Upon-Avon hanno superato indenni i momenti più bui della storia, e, certamente, neanche la pandemia in corso è in grado di far calare definitivamente il sipario sulle sue storie senza tempo. Sarà un’italiana, l’attrice Ilaria Diotallevi, interpretare la protagonista Viola. L’opera, co-diretta da Gavin Leigh e da Michael Corbidge, Senior Voice and Text Associate della Royal Shakespeare Company, è il risultato di un percorso di studio filologico sul testo e di un’elaborazione di movimento scenico curata dalla danzatrice e coreografa del West End Sophia Priolo. 

Grazie allo studio capillare compiuto sulla psicologia e le intenzioni dei personaggi, è stato possibile per la compagnia riambientare la Dodicesima Notte in un’epoca nettamente più recente, la New York degli anni ’20, nella cornice dell’iconico Hotel Ansonia. Tra boss della malavita e bellezze del sud, jazz infuocato e gin a fiumi, la coraggiosa naufraga Viola compirà un affascinante percorso alla scoperta di sé stessa, muovendosi in un caleidoscopio variopinto di personaggi e situazioni rocambolesche. Molto più che uno spettacolo teatrale, questo esperimento scenico combina tradizione e modernità, rigore accademico ed improvvisazione, recitazione, musica e movimento.