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Categoria: fatti/esteri

Oms: “Remdesivir poco efficace contro Covid”  

Doccia fredda sull’antivirale remdesivir. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha fatto sapere che sembrano tramontate le speranze che il farmaco contro l’Ebola remdesivir – e altri tre medicinali esistenti – potesse essere utile contro Covid-19. I trial su quattro farmaci, condotti su 11.000 pazienti in 30 Paesi, evidenziano che questi medicinali “sembrano avere poco o nessun effetto” sulla sopravvivenza e sulla progressione della malattia tra i pazienti ospedalizzati, ha detto l’Oms a Ginevra. 

Il Solidarity Trial dell’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite ha coinvolto remdesivir, il trattamento contro l’Hiv lopinavir/ritonavir, il farmaco contro la malaria idrossiclorochina e l’interferone, sviluppato per la sclerosi multipla. Anche l’Unione europea aveva scommesso sul remdesivir. La Commissione europea ha annunciato questo mese un contratto per garantire forniture aggiuntive del farmaco antivirale per un massimo di 500.000 pazienti. Nonostante i dubbi sulla sua efficacia, remdesivir è stato il primo farmaco a ricevere l’approvazione dell’Ue per il trattamento di casi gravi della malattia causati dal nuovo coronavirus. 

Anche lo stesso presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ricevuto il remdesivir, così il desametasone e altri medicinali, come hanno reso noto i suoi medici. Sebbene il desametasone non sia stato incluso negli studi dell’Oms, una sperimentazione britannica ha dimostrato questo cortisonico riduce la mortalità tra i pazienti Covid-19 ospedalizzati. 

Trump e Biden, duello tv a distanza 

Duello tv a distanza tra Donald Trump e Joe Biden a poco più di due settimane dalle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Il 15 ottobre doveva essere il giorno del secondo dibattito, invece – dopo aver annunciato a inizio mese di essere positivo al coronavirus ed essere stato ricoverato per tre giorni in ospedale – Trump era a Miami, in Florida, a rispondere agli elettori tramite la Nbc. Biden era a Philadelphia, in Pennsylvania, sotto i riflettori della Abc. 

Trump ha negato di conoscere il movimento QAnon, affermando di aver “denunciato il suprematismo bianco per anni”. “Ma si inizia sempre con questa domanda, nessuno chiede a Joe Biden se condanna gli Antifa”, ha detto il presidente americano.  

“Denuncio i suprematisti e questa gente di sinistra che brucia le nostre città”, ha detto ancora Trump, senza risparmiare accuse ai democratici. E poi – incalzato su QAnon dalla moderatrice Savannah Guthrie, star della serata – ha insistito: “Non ne so nulla. So che sono contro la pedofilia, che la combattono con fermezza. Ma non ne so nulla”. 

Poi, sull’emergenza coronavirus, un chiaro riferimento a quando Joe Biden veniva accusato di nascondersi nel ‘basement’ della sua casa in Delaware nel mezzo della pandemia. “Sono il presidente. Devo incontrare le persone. Non posso stare nel seminterrato – ha scandito – Non posso stare in una stanza. Devo stare fuori”. 

Trump ha risposto anche a domande sul fisco. “L’Internal Revenue Service (Irs) mi tratta molto male. Mi trattano molto, molto male”, ha ripetuto, aggiungendo che “ci sono persone delle precedenti Amministrazioni” alle quali “piace cambiare le regole, fare di tutto”. 

Il tycoon ha smentito le notizie del The New York Times di fine settembre secondo cui avrebbe pagato nel 2016 e nel 2017 – i primi due anni di presidenza – appena 750 dollari di tasse sul reddito e avrebbe accumulato un debito di 400 milioni di dollari.  

Quanto al voto, Trump ha detto che accetterà una “transizione pacifica” qualora dovesse uscire sconfitto dalle elezioni presidenziali, ma non in caso di brogli elettorali. “La risposta è sì, lo farò – ha affermato il presidente americano rivolgendosi agli elettori durante il town hall della Nbc – ma voglio siano elezioni oneste”. “Quando vedo migliaia di schede elettorali gettate nella spazzatura – ha incalzato – non sono contento”. Poi ha aggiunto: “Sento davvero che vinceremo, ma voglio siano elezioni pulite”. 

“Transizione pacifica… Assolutamente sì, ma idealmente non voglio una transizione perché voglio vincere”, ha detto ancora il presidente che nelle scorse settimane si era rifiutato di garantire una “transizione pacifica dei poteri” e aveva insistito sulla possibilità di non riconoscere risultati elettorali a lui avversi. 

Nel duello tv a distanza, Joe Biden sulla Abc ha contestato Trump sulla politica estera, una politica che merita “un poco, ma non molto credito”. “Ci ritroviamo meno sicuri di quanto eravamo – ha affermato Biden da Philadelphia, rispondendo in particolare sulla mediazione americana per facilitare i negoziati tra Israele e i Paesi arabi – Faccio i complimenti al presidente per il recente accordo, ma se guardate bene non godiamo di molta fiducia nel mondo”. 

In quello che The Hill ha definito come un appuntamento “calmo” con gli elettori, Biden ha risposto a domande a tutto campo dalla giustizia ai cambiamenti climatici passando per la pandemia di coronavirus. Il secondo dibattito tra Trump e Biden è previsto per il 22 ottobre.  

 

Covid, nuovo record di contagi in Germania: 7.334 casi in 24 ore  

La Germania registra 7.334 nuovi casi di coronavirus. Un nuovo preoccupante record per il Paese. Il bollettino dell’Istituto Robert Koch parla anche di altri 24 decessi. In totale si contano 348.557 contagi dall’inizio dell’emergenza sanitaria in Germania, con 9.734 vittime. Stando ai dati aggiornati a ieri sono 655 i pazienti in terapia intensiva, con 329 persone che hanno bisogno di supporto respiratorio. I pazienti guariti sono invece 287.600. 

Brexit, Ue: “Gb faccia mossa per avere accordo”  

Il Consiglio Europeo “invita” il capo negoziatore dell’Ue Michel Barnier a continuare i negoziati con il Regno Unito sulla relazione futura “nelle prossime settimane” e “fa appello” al governo britannico affinché “faccia le mosse necessarie per rendere possibile un accordo”. Lo riportano le conclusioni sulla Brexit adottate dai capi di Stato e di governo dell’Ue, riuniti a Bruxelles. 

I leader notano “con preoccupazione” che non sono stati fatti abbastanza progressi per raggiungere un accordo sulle “questioni chiave” per l’Ue, in particolare “la concorrenza leale, la governance e la pesca”. L’Unione ricorda che l’accordo di ritiro e i suoi protocolli “devono essere attuati in pieno e puntualmente”. 

I leader invitano tutti i portatori di interesse poi a prepararsi per “tutti gli scenari, incluso il no deal” e chiedono alla Commissione di preparare misurare unilaterali e temporanee di emergenza “nell’interesse dell’Ue”, che dovrebbero riguardare soprattutto il settore dei trasporti. I capi di Stato e di governo, riferiscono fonti Ue, hanno espresso “totale sostegno” a Michel Barnier e al suo approccio ai negoziati. Sulla Brexit, tra i leader “prevalgono la solidarietà e l’unità”. 

L’Ue a 27 ha una “chiara preferenza per un accordo”, ma “resterà unita sul level playing field”, cioè la concorrenza leale nel mercato interno, specie per quello che riguarda gli aiuti di Stato, “la pesca e la governance”. Ciò nonostante, gli Stati membri chiedono che la Commissione “si prepari per l’eventualità che non ci sia un accordo” entro la fine del periodo di transizione. 

Nei colloqui tra Ue e Regno Unito sulla relazione futura “ci sono tre materie sulle quali le distanze sono” tuttora “grandi: il level playing field, la governance e la pesca – ha detto il capo negoziatore dell’Ue Michel Barnier, in videoconferenza stampa a margine del Consiglio Europeo – C’è molto lavoro da fare: lunedì prossimo saremo a Londra e la settimana successiva saremo a Bruxelles per negoziare in modo intensivo, per arrivare a fine ottobre all’accordo che desideriamo”, anche se “non” sarà un accordo “ad ogni costo”.  

Il “level playing field”, la concorrenza leale, è una questione cruciale nei negoziati con Londra sulla relazione futura con l’Ue, perché la riacquistata “sovranità” britannica, che Bruxelles “rispetta”, non deve diventare un mezzo per fare “dumping”, concorrenza sleale a danno delle imprese europee, ha spiegato Barnier.  

“Non siamo alla fine del negoziato – ha detto Barnier, che ha rappresentato la Commissione dopo che Ursula von der Leyen è dovuta tornare in autoisolamento – il level playing field è sempre stato il cuore delle regole del gioco. I Paesi europei sono pronti ad aprire” il mercato unico alle imprese britanniche, ma “desideriamo semplicemente che la sovranità legislativa non possa essere usata come strumento di dumping”. 

I negoziati sono difficili perché, ha continuato Barnier, “è la prima volta che negoziamo con un Paese terzo in un contesto di divergenza e non di convergenza delle regole. Se il Regno Unito vuole accesso senza tariffa e quote al mercato unico, questa divergenza sarà ragionevole?”. Su questo serviranno “trasparenza è informazione”. 

Occorrerà inserire nel trattato “principii precisi per avere l’assicurazione dell’enforcement”, con “autorità” indipendenti e “un meccanismo efficace per la risoluzione delle controversie. Abbiamo molto lavoro da fare. Siamo rispettosi della sovranità britannica”, ma Londra deve “rispettare” l’Ue. Barnier è comunque convinto che, lavorando, si possa “costruire un quadro trasparente per una concorrenza libera ed equa”. 

 

 

Lo chef Penati: “A Parigi siamo nei guai, coprifuoco non è scelta giusta” 

“Molto semplice, siamo tutti seduti per terra. Questa è la sentenza”. Risponde così all’Adnkronos lo chef Alberico Penati all’indomani delle misure annunciate da Emmanuel Macron nel tentativo di fermare la nuova ondata di contagi a causa della pandemia di coronavirus. Se per il presidente francese il coprifuoco è “pertinente”, lo chef – dal 2014 a Parigi con Penati al Baretto, una Stella Michelin, all’interno dell’Hotel de Vigny – non crede sia “la scelta giusta” e non è affatto d’accordo. 

“La accettiamo” dice con amarezza dal suo ‘mondo’ a due passi dagli Champs Elysées e dall’Arco di Trionfo. Coprifuoco dalle 21. Da sabato. “Questo non è un Paese anglosassone – incalza Penati, originario della Brianza, con un passato a Londra – E’ un Paese latino. Qui non sono abituati a mangiare a tutte le ore. Non è uso e costume fare il diner alle 18”. E c’è anche il fatto che “la ristorazione ha già perso clienti alle 12”. Effetto dello smart working. “Immaginate la sera..”. 

“Con le misure anti-Covid ho perso 12 coperti”, sottolinea, rivendicando come “il ristorante sia il posto in cui c’è il vero distanziamento fisico, non nelle metropolitane, dove il discorso è completamente all’opposto”. E “con quattro settimane (di coprifuoco) arriviamo a novembre, un altro anno in cui perdiamo il business vero perché la ristorazione vive di persone che fanno meeting, vive di piacere – osserva – La sola cosa che posso dire è che siamo fortunati che sono solo quattro settimane”. 

Per sabato prossimo Penati ha “avuto solo cancellazioni”. “Mi ritrovo con due coperti – conclude – Si tirano le somme dopo una settimana”. 

Oms: “Senza misure, entro gennaio 5 volte più morti di aprile” 

Le proiezioni sulla corsa del virus in Europa che arrivano da modelli epidemiologici “affidabili non sono ottimistiche. Questi modelli indicano che politiche rilassate prolungate potrebbero spingere, entro gennaio 2021, la mortalità giornaliera a livelli da 4 a 5 volte superiori a quanto registrato ad aprile”. L’allarme arriva dal direttore della Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità Hans Kluge, che però aggiunge: “Gli stessi modelli mostrano che misure semplici come, ad esempio, indossare mascherine in modo sistematico (ad un tasso del 95%, contro meno del 60% che vediamo oggi) insieme allo stretto controllo degli assembramenti, sia in spazi pubblici che privati, può salvare fino a 281.000 vite entro il 1 febbraio nei nostri 53 Stati membri”. 

“Molto preoccupati ma non è come a metà marzo” 

“In scenari proporzionalmente più rigorosi – aggiunge il direttore dell’Oms Europa – il modello è molto più ottimistico, con livelli di morbilità e mortalità leggermente più alti rispetto alla prima ondata ma con una pendenza inferiore, come se dovessimo aspettarci un rigonfiamento più alto e più lungo invece di un picco, dandoci così più tempo di reazione. Queste proiezioni non fanno altro che confermare ciò che abbiamo sempre detto: la pandemia non invertirà il suo corso da sola, ma lo faremo noi”, ha concluso. 

Covid, Francia: perquisita casa del ministro della Salute 

L’abitazione e l’ufficio del ministro della Sanità francese Olivier Veran sono stati perquisiti oggi dalla polizia, nell’ambito di un’inchiesta della Corte di giustizia della Repubblica sulla gestione della pandemia del coronavirus in Francia. In una nota, Veran ha riferito che le operazioni di perquisizione sono avvenute “senza difficoltà”.  

Secondo quanto riferito dai media francesi, altre perquisizioni sono state condotte presso il direttore generale della Sanità, Jerome Salomon, e la direttrice generale della Sanità pubblica, Genevieve Chene. Nell’inchiesta sono coinvolti anche l’ex premier Edouard Philippe, l’ex ministro della Sanità Agnes Buzyn e l’ex portavoce del governo Sibeth Ndiaye. 

Covid, record di casi: chiude mezza Europa 

Paesi Bassi e la Catalogna hanno chiuso bar e ristoranti per un minimo di due settimane, la Repubblica Ceca e l’Irlanda del Nord anche le scuole, il Regno Unito ha introdotto il suo piano di misure restrittive a tre livelli, e la Francia potrebbe imporre il coprifuoco. “700mila nuovi casi in Europa questa settimana, 34% in più rispetto a quella precedente”, ha detto ieri l’Organizzazione mondiale della sanità, ed i governi si stanno mobilitando per tenere una seconda ondata di infezioni di Covid-19 sotto controllo.  

Di seguito le misure nei principali Paesi dell’Ue.  

FRANCIA – Il governo francese ha ripristinato lo stato d’emergenza sanitaria su tutto il territorio a partire dal 17 ottobre. E’ quanto si legge in un resoconto del consiglio dei ministri. Il precedente stato d’emergenza per il coronavirus era terminato il 10 luglio. Un coprifuoco di 4 settimane, a partire dalla mezzanotte tra sabato e domenica, dalle 21 alle 6 nella regione e nelle città dove “il virus circola rapidamente”, è stato poi annunciato dal presidente francese Emmanuel Macron in un intervento in tv. “La decisione che noi abbiamo preso si applicherà alla regione dell’Ile de France (quella di Parigi, ndr) e a otto metropoli: Grenoble, Lille, Lione, Aix-Marseille, Rouen, Tolosa, Montpellier, Saint Etienne. Sarà dalle 21 alle 6 e durerà quattro settimane. Noi andremo davanti al Parlamento per prolungarlo fino al primo dicembre. Sei settimane è un tempo che ci sembra utile”. 

PAESI BASSI – Entra oggi in un lockdown parziale con la chiusura di bar e ristoranti per un mese, ed è in arrivo l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso. Ernst Kuipers, responsabile della medicina d’emergenza, ha parlato di “una situazione più cupa” rispetto alla prima ondata, sottolineando che gli ospedali hanno già dovuto rimandare centinaia di operazioni e cancellare trattamenti medici. 

SPAGNA – La Catalogna ha annunciato la chiusura da venerdì per almeno 15 giorni di bar e ristoranti nel tentativo di contenere la diffusione del coronavirus. L’annuncio è arrivato dal vice presidente della Generalitat, Pere Aragonès. Ha aggiunto che martedì prossimo verrà approvato un fondo iniziale di 240 milioni di euro per accompagnare il settore “in questo sforzo collettivo”. Madrid, la città più colpita del paese, è in parziale lockdown. Le misure restrittive includono il divieto di spostamenti non essenziali tranne che per motivi di lavoro, scolastici o sanitari. 

GERMANIA – Per la prima volta da aprile i nuovi contagi nelle ultime 24 ore sono più di 5000, e sono 47 le zone dove è stata superata una media di 50 casi ogni 100mila abitanti. A Berlino e Francoforte, è già da qualche giorno che bar e ristornati chiudono entro le 23.  

PORTOGALLO – Il paese ha decretato lo “stato di calamità”, che entrerà in vigore dalla mezzanotte. Tra le misure, massimo 50 partecipanti a battesimi e matrimoni e raduni limitati a cinque persone.  

IRLANDA DEL NORD – Annunciata questa mattina la chiusura delle scuole per due settimane da lunedì, pub e ristoranti per quattro. Da venerdì, restrizioni anche per funerali e matrimoni, con un massimo di 25 partecipanti consentiti. Sarà anche vietata la vendita di alcolici nei supermercati dopo le 20, e i servizi di ospitalità saranno limitati a consegne a domicilio e takeaway. Le regole saranno inizialmente in vigore per quattro settimane, prima di essere riviste. Il primo ministro Arlene Foster ha detto di essere determinata a renderle un “intervento a tempo limitato”. 

REPUBBLICA CECA – Iniziato ieri un lockdown parziale di tre settimane, dopo la dichiarazione dello stato di emergenza, con la chiusura di scuole, alloggi universitari, bar e discoteche. Vietato anche il consumo di alcol in luoghi pubblici. Assembramenti al chiuso limitati a 10 persone, 20 all’aperto.  

INGHILTERRA – Il primo ministro Boris Johnson ha annunciato un nuovo sistema di restrizioni a tre livelli. Il primo prevede restrizioni a livello nazionale, inclusa la chiusura di pub e ristoranti entro le 22 e il divieto di assembramenti di oltre sei persone. Il secondo livello coinvolge principalmente il nord dell’Inghilterra ed aggiunge il limite di due nuclei familiari a contatto. Il terzo livello interessa le zone più colpite, come la città di Liverpool, imponendo la chiusura di pub, ristoranti, palestre e casinò per almeno quattro settimane. Vieta anche i contatti con altri nuclei familiari. 

BELGIO – Massima allerta nella capitale Bruxelles, dove bar e ristornati rimarranno chiusi per altre 3 settimane.  

DANIMARCA – le restrizioni in vigore nella capitale, Copenhagen, sono state estese a tutto il paese. Chiusura di bar e ristoranti entro le 22 e obbligo di mascherina anche per i posti a sedere. 

Grecia, leader Alba Dorata condannato a 13 anni 

Il leader di Alba Dorata, Nikos Michaloliakos, è stato condannato a 13 anni di carcere. Il tribunale di Atene ha condannato alla stessa pena altri cinque ex deputati della formazione dell’estrema destra greca, si legge sul sito di Ekathimerini. Dopo un processo durato oltre cinque anni, i leader di Alba Dorata stati giudicati colpevoli dell’accusa di aver guidato un’organizzazione criminale che terrorizzava gli stranieri, gli immigrati, gli oppositori politici e chiunque venisse percepito come un nemico. 

Oltre a Michaloliakos dovranno scontare 13 anni di carcere anche altri leader del partito: Christos Pappas, Ilias Kasidiaris, Ioannis Lagos, Giorgos Germenis, Ilias Panagiotaros, mentre altri membri dovranno scontare pene fra i sette i cinque anni. E’ stato invece condannato all’ergastolo, più 10 anni per appartenenza a banda criminale, Giorgos Roupakias, il militante del partito riconosciuto come autore materiale dell’omicidio del rapper Pavlos Fyssas. 

Fu proprio quell’assassinio, il 18 settembre del 2013, a far partire le indagini contro Alba Dorata, partito anti immigrati, di estrema destra, d’ispirazione neo nazista e con un simbolo simile alla svastica. Fyssas, 34 anni, era un rapper noto in Grecia come Killah P., attivo anche come militante anti fascista. Il suo omicidio a coltellate, dopo un banale alterco in un bar dove Fyssas era andato a vedere una partita di calcio, sollevò un’enorme ondata di indignazione in Grecia. 

Le indagini della polizia contro l’autore del delitto si sono estese poi ai vertici del partito, portando pochi giorni dopo l’omicidio all’arresto di Michaloliakos. Il processo, che si è aperto nel 2015, ha portato lo scorso 7 ottobre al riconoscimento di Alba Dorata come organizzazione criminale responsabile di violente aggressioni e reati d’odio contro immigrati e avversari politici. Oggi sono arrivate le condanne dei suoi vertici a pesanti pene carcerarie. 

Al di là degli aspetti giudiziari, Alba Dorata aveva già da tempo iniziato una parabola discendente sul piano politico. Fondata negli anni ottanta da Michaloliakos, era rimasta a lungo una formazione marginale. La drammatica crisi economica in cui precipitò la Grecia alla fine del 2009, mettendo in crisi i partiti tradizionali, aveva portato Alba Dorata in parlamento con quasi il 7% nel 2012, sfruttando anche un crescente sentimento anti immigrati. Ma alle ultime elezioni del 2019 il partito di estrema destra è rimasto fuori dal parlamento. 

“Dopo che il popolo greco ha votato facendo uscire il partito neonazista Alba Dorata fuori dal parlamento alle ultime elezioni, oggi la giustizia greca ha riconosciuto la sua leadership come un’organizzazione criminale. E’ un vero giorno storico per la Grecia, la democrazia e lo stato di diritto”, aveva twittato il 7 ottobre il primo ministro greco, il conservatore Kyriakos Mītsotakis. 

 

Covid, in Irlanda del Nord scuole chiuse: pub e ristoranti solo in take away 

In Irlanda del Nord le scuole torneranno a essere chiuse da lunedì prossimo almeno fino al prossimo due novembre e altre restrizioni saranno imposte su pub e ristoranti già da questo venerdì per contenere l’epidemia di coronavirus, ha annunciato la ‘First Minister”, Arlene Foster. Le attività di ristorazione potranno funzionare solo in takeway per le prossime quattro settimane. Saranno inoltre introdotti limiti ai viaggi non essenziali.  

Usa, Obama scende in campo per Biden 

A partire dalla prossima settimana la campagna per le presidenziali americane vedrà in campo anche l’ex presidente Barack Obama. Ad annunciarlo alla Cnn sono stati funzionari democratici, precisando che Obama limiterà la sua partecipazione a sostegno di Biden ad alcuni eventi negli stati in cui il voto è iniziato. Tra gli stati presi in considerazione figurano la Florida, il North Carolina e il Wisconsin.  

Covid, oltre 17mila nuovi casi in Gb 

Aumentano i contagi e i decessi da coronavirus nel Regno Unito. Nelle ultime 24 ore le autorità sanitarie britanniche hanno registrato 17.234 nuove infezioni e 143 decessi. Il totale dei contagi dall’inizio della pandemia è ora di 634.920, con un totale di 43.018 vittime. Ieri, erano stati registrati 13.972 nuovi casi e 50 decessi, anche se va rilevato che i dati del lunedì risentono della minore attività di raccolta che solitamente si registra nei fine settimana, che porta ad un aggiustamento nei giorni successivi.  

Covid, regole Ue per i viaggi: un colore in base al rischio 

Il Consiglio Ue ha adottato, con qualche modifica rispetto alla proposta della Commissione, la raccomandazione per un “approccio coordinato” alle restrizioni di viaggio dovute alla pandemia di Covid-19. Tutte le misure che limitano la libertà di circolazione adottate dagli Stati membri devono essere “proporzionate e non discriminatorie” e devono essere rimosse “non appena la situazione epidemiologica lo consente”.  

Il meccanismo previsto dalla raccomandazione non è semplicissimo, né potrebbe esserlo, ma è comune per tutti gli Stati membri dell’Ue (anche se si tratta di una raccomandazione e, come tale, non è vincolante) e dovrebbe mettere un po’ di ordine nel caos delle norme decise unilateralmente da ogni singolo Paese, senza coordinamento alcuno, una situazione di incertezza che dura dall’inizio della pandemia di Covid-19 e che contribuisce al pessimo stato in cui versa il settore turistico. 

Ogni settimana, gli Stati membri forniranno all’Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control) tre tipi di dati: il numero dei nuovi positivi notificati per ogni 100mila abitanti negli ultimi 14 giorni (notification rate); il numero dei test per ogni 100mila abitanti effettuati nell’ultima settimana (testing rate); la percentuale dei test positivi sul totale dei test condotti nell’ultima settimana (test positivity rate). Su questa base, l’Ecdc pubblicherà una mappa, aggiornata su base settimanale, divisa per regioni, che dovrebbe fornire agli Stati una base comune per le decisioni. 

Le aree saranno colorate in quattro tonalità. Saranno verdi se il notification rate, o tasso di notifica, è più basso di 25 (cioè meno di 25 positivi per ogni 100mila abitanti negli ultimi 14 giorni) e il test positivity rate, o tasso di positività dei test, è inferiore al 4% (cioè meno del 4% di test positivi sul totale dei test condotti in una settimana; la Commissione aveva proposto il 3%).  

Le regioni saranno invece arancioni se il tasso di notifica è più basso di 50 (cioè meno di 50 positivi per ogni 100mila abitanti negli ultimi 14 giorni), ma il tasso di positività dei test è più alto del 4% (cioè, più del 4% del totale dei test condotti in 7 giorni ha dato esito positivo), oppure se il tasso di notifica è compreso tra 25 e 150 (cioè tra 25 e 150 positivi per ogni 100mila abitanti negli ultimi 14 giorni) ma il tasso di positività dei test è inferiore al 4% (cioè meno del 4% dei test condotti in 7 giorni ha dato esito positivo). 

Le regioni saranno rosse, invece, se il tasso di notifica è superiore o uguale a 50 (cioè più di 50 positivi per 100mila abitanti negli ultimi 14 giorni) e il tasso di positività dei test è uguale o superiore al 4% (cioè il 4% o più del totale dei test condotti in sette giorni ha dato esito positivo), oppure se il tasso di notifica a 14 giorni supera i 150 (cioè se negli ultimi 14 giorni si sono registrati più di 150 positivi per ogni 100mila abitanti). 

Per evitare di disincentivare i test, c’è anche la possibilità di avere regioni grigie, quando sono fornite informazioni “insufficienti” oppure se il testing rate è più basso di 300, cioè se negli ultimi 7 giorni sono stati effettuati meno di 300 test per ogni 100mila abitanti.  

Covid, in Francia ipotesi coprifuoco 

In Francia spunta l’ipotesi di un coprifuoco nelle zone maggiormente a rischio Coronavirus. Alla vigilia di un intervento televisivo del presidente Emmanuel Macron – domani sera – particolarmente atteso, i media lasciano filtrare anticipazioni che includono questa tra le altre misure attualmente in esame.  

Tra le zone a rischio, rivela ‘Le Point’, ci sono Parigi e l’Île-de-France, anche se la misura resta al momento oggetto di dibattito. “Da una parte ci sono i duri dell’avenue de Ségur (ministero della Salute), dall’altra l’Eliseo che esita” ma cerca al tempo stesso il modo di dare un segnale forte. “Non sono tutti d’accordo”, spiega una fonte alla pubblicazione.  

E proprio questo tema verrà affrontato in occasione di un consiglio di difesa in programma per questa mattina all’Eliseo.  

Trump a comizio in Florida: “Sono forte, bacerei tutti”  

“Mi sento così forte… bacerei tutto il pubblico, bacerei i ragazzi e le belle donne, gli darei un bacio grande e grosso”. Così Donald Trump nella prima manifestazione elettorale dieci giorni dopo essere risultato positivo al coronavirus e il ricovero in ospedale. “Mi sento in forze”, ha detto, parlando a Sanford, in Florida, e mentre il suo medico diffondeva la notizia della sua negatività al test.  

“Dicono che sono immune. Non so per quanto tempo. Alcuni dicono per tutta la vita, altri per quattro mesi” ha affermato Trump, che ha parlato per un’ora alla folla di sostenitori e ha esortato gli americani a “uscire” pur ammettendo che è “rischioso”. 

Durante il comizio non sono mancati attacchi a Joe Biden. Trump ha sostenuto che il candidato democratico alle elezioni presidenziali del 3 novembre metterebbe i bastoni tra le ruote alla ripresa dell’economia e “prolungherebbe” la pandemia. “Biden – ha detto il tycoon in dichiarazioni riportate da The Hill – interromperebbe la nostra ripresa, ritarderebbe il vaccino, prolungherebbe la pandemia e annienterebbe l’economia della Florida con un lockdown draconiano”.  

Quindi l’accusa a Biden di essere controllato dagli “estremisti di sinistra”. “Se vincerà, la sinistra radicale governerà il Paese”, ha detto il presidente americano. Poi ancora, l’assistenza sanitaria. “Tutti abbiamo un cuore – ha incalzato – ma quello che sta facendo è dire a milioni di persone che vengono nel nostro Paese che avranno tutto, istruzione, sanità… Non possiamo farlo, non possiamo finanziarlo, non possiamo prenderci cura di altra gente. Dobbiamo prima prenderci cura della nostra gente”. 

Biden vuole trasformare gli Stati Uniti nella “Cuba comunista” o nella “Venezuela socialista – ha continuato Trump – Biden era un grande amante di Castro, lo sapevate, vero?”. 

E non sono mancate critiche neanche per i governatori democratici: “La terapia non può essere peggio” del virus, ha detto. “Sto combattendo per far sì che il virus venga sradicato, l’economia ricostruita e il nostro Paese salvato dalla sinistra radicale”, ha affermato Trump, che non indossava la mascherina, davanti alla folla di sostenitori assiepati a Sanford, molti senza mascherina. 

Di fronte ai quali ha scandito: “Vinceremo, sarà una vittoria più grande e più importante di quattro anni fa”. Secondo i dati dello US Elections Project, sono già più di dieci milioni gli americani che hanno votato per le presidenziali. 

 

 

 

Covid, Johnson & Johnson sospende sperimentazione vaccino 

Johnson & Johnson ha sospeso “temporaneamente” la sperimentazione del vaccino contro il coronavirus al quale stava lavorando a causa di “eventi avversi” su un volontario “non spiegabili”. In un comunicato la casa farmaceutica americana ha spiegato che “la malattia del volontario sarà osservata e valutata”. Non viene tuttavia precisato se il partecipante alle fase 3 della sperimentazione si sia ammalato dopo aver assunto una dose del vaccino o un placebo. 

Lockdown in Inghilterra, 3 livelli per fermare virus 

Il premier britannico Boris Johnson annuncerà oggi una nuova serie di misure restrittive per contrastare la diffusione del coronavirus, a seguito di un’impennata di casi nel nord dell’Inghilterra. Questa mattina, riferiscono i media britannici, Johnson presiede il Cobra, comitato di emergenza del governo, per determinare le nuove misure, seguito da un briefing con le autorità sanitarie. 

Con un discorso al parlamento nel pomeriggio, Johnson dovrebbe annunciare il nuovo sistema a tre livelli, dividendo l’Inghilterra in zone a rischio medio, alto o molto alto a seconda del numero di casi. E’ previsto che pub e ristoranti nel nord dell’Inghilterra saranno costretti a chiudere, con due terzi dei salari dei lavoratori che verranno pagati dal governo, secondo un nuovo programma presentato venerdì. 

Parti dell’Inghilterra settentrionale, Scozia, Galles e Irlanda del Nord sono già soggette a restrizioni locali. La Gran Bretagna ha segnalato domenica 12.872 nuovi casi di coronavirus, di cui 10.383 registrati in Inghilterra, secondo le statistiche del governo. 

Le restrizioni più severe dovrebbero riguardare la Liverpool City Region: il territorio che comprende i distretti di Liverpool, Halton, Knowsley, Sefton, St Helens e Wirral ha registrato 600 casi per 100.000 abitanti nella settimana che si è chiusa il 6 ottobre. Nello stesso periodo, la media nazionale è stata di 74 casi per 100.000 abitanti. Il quadro non è ancora definito mentre proseguono i contatti tra le autorità locali e il governo. 

Ci sono più malati di Covid ricoverati ora negli ospedali britannici che a marzo. Lo ha annunciato il professore Steve Powis, direttore dell’Nhs, il servizio sanitario nazionale britannico, nel corso di una conferenza stampa a Downing Street. 

Powis ha lanciato l’allarme sul fatto che i ricoveri “stanno aumentando molto rapidamente” nelle aree con i livelli di infezione più alti, come nel nord-ovest, aggiungendo che la diffusione del Covid sta accelerando nel resto del Paese e soprattutto tra gli anziani, la fascia più vulnerabile della popolazione. Il direttore dell’Nhs ha detto di aspettarsi un ulteriore aumento dei ricoveri ospedalieri, evidenziando che il bilancio delle vittime sarà “troppo grande da sopportare” se le nuove restrizioni governative non avranno un impatto significativo. 

“Non esiste ancora una cura, né un vaccino per il Covid-19. Ciò significa purtroppo che con l’aumentare del numero degli infetti, aumenterà anche il numero di persone che muoiono ed è per questo che il governo sta esaminando quali altre misure potrebbero essere introdotte nelle aree in cui l’infezione è in aumento”, ha spiegato.