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Categoria: Cultura

Accademia Belle Arti Frosinone, Virtual Open Day il 16 luglio 

Giovedì 16 luglio l’Accademia di Belle Arti di Frosinone organizza un Open Day digitale per tutti gli studenti dell’ultimo anno di scuola superiore che vogliono conoscere da vicino i corsi e le attività che vi si svolgono. 

Le ristrettezze legate all’emergenza Covid-19 non consentono un appuntamento tradizionale, come quello che negli ultimi anni ha fatto visitare le sedi di Palazzo Tiravanti e di Largo Sant’Antonio da migliaia di ragazzi, ma i docenti e il personale tecnico e amministrativo operano da tempo affinché tutti, collegandosi al sito dell’Accademia (www.accademiabellearti.fr.it), abbiano la possibilità di osservare, seppure attraverso uno schermo, il lavoro svolto dagli studenti iscritti ai diversi corsi presenti in Accademia. Basterà dunque collegarsi alla pagina web del sito per ottenere e visualizzare tutte le indicazioni necessarie. 

Un Open Day fortemente voluto dal presidente Ennio De Vellis e dalla direttrice Loredana Rea, che nonostante le difficoltà hanno lavorato fianco a fianco affinché un appuntamento così importante, dedicato a facilitare le scelte future degli studenti delle classi quinte non andasse perduto. L’Accademia di Belle Arti di Frosinone è un istituto di Alta Formazione Artistico Musicale (Afam) appartenente al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che rilascia diplomi accademici di 1° e 2° livello equivalenti alle lauree universitarie. 

Un’Accademia, negli ultimi anni, rinnovata in tanti aspetti e che mira a valorizzare le qualità di ogni singolo studente. Didattica sempre in primo piano e attenzione autentica verso gli studenti sono punti essenziali intorno a cui si articola la proposta formativa dell’Accademia, focalizzata su ragazzi aperti e curiosi, pronti a mettersi in gioco con il loro entusiasmo per sfruttare al massimo un percorso di studi che stimola ed enfatizza il talento che ciascuno possiede. Nella vocazione didattica che contraddistingue l’Accademia, nessuno è lasciato indietro e tutti sono messi nelle migliori condizioni per terminare gli anni di studio con regolarità, con la consapevolezza di aver intrapreso un percorso che ha valorizzato le proprie qualità. 

Diversi i corsi in programma. Tra Arte sacra contemporanea, Comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico, Decorazione, Fashion Design, Grafica d’arte, Grafica d’arte per l’illustrazione, Graphic design, Media art, Pittura, Pittura – Arte pubblica, Scenografia e Scultura. 

Diversi anche i laboratori ed i workshop che abitualmente si tengono in Accademia. Corsi e seminari che hanno conferito all’Accademia di Frosinone una dimensione internazionale, ospitando studenti provenienti da ogni parte del mondo, oltre che d’Italia, un luogo aperto di incontri, confronti, scambi. Degli oltre settecento iscritti infatti, circa trecento sono stranieri, la maggior parte dei quali provenienti dalla Cina. Ragazzi cinesi ma anche europei, iraniani e turchi. Una ricchezza inestimabile per la nostra istituzione culturale, per i ragazzi che la frequentano e per l’intera città di Frosinone e la sua provincia. 

Nei prossimi giorni si apriranno ufficialmente le iscrizioni al prossimo anno accademico che, come già stabilito, avrà una didattica mista, con lezioni che potranno tenersi online e nei laboratori in sede. Attualmente, si sta studiando il modo per agevolare la frequenza on line di tutti quegli studenti che ancora non possono rientrare in Italia, una distanza che non inficerà la loro preparazione e il loro percorso formativo, grazie alle piattaforme digitali predisposte dall’Accademia. Per dare l’avvio ufficiale alle iscrizioni si è in attesa di conoscere quali saranno le agevolazioni fiscali previste dal Ministero per gli studenti. 

Il programma dell’Open Day del 16 luglio è così suddiviso: ore 10 l’Accademia, ore 10 Scultura, ore 10.30 Pittura, ore 11 Decorazione, ore 11.30 Arte sacra contemporanea, ore 12 Grafica d’arte, ore 12.30 Scenografia, ore 14.30 Media art, ore 15 Graphic design, ore 15.30 Fashion design, ore 16 Comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico. È possibile inviare domande in diretta con un messaggio WhatsApp al numero di telefono +39 371 411 41 01. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere agli appositi indirizzi mail dell’Accademia (info@accademiabellearti.fr.it e didattica@accademiabellearti.fr.it). 

J.K. Rowling rompe il silenzio e torna sulle accuse di transfobia  

Sembra non avere fine la polemica sulle affermazioni di J. K. Rowling giudicate “transfobiche”. L’autrice della saga di Harry Potter è tornata sull’argomento dopo che due dei più grandi siti di fan del maghetto hanno preso le distanze dai suoi commenti defininendoli “dannosi e fuorvianti”. I due siti (The Leaky Cauldron e MuggleNet), che insieme totalizzano circa un milione di utenti, hanno anche annunciato di non voler più pubblicare link al sito web della Rowling e nemmeno sue foto, sottolineando che avrebbero scritto di lei solo per il suo ruolo di creatrice del mondo di Harry Potter. 

Rowling non aveva commentato la presa di posizione fino ad oggi, quando ha rotto il silenzio dopo che il fondatore di MuggleNet, Emerson Spartz, le ha espresso sostegno pubblicamente. “Dopo ore di bruciore allo stomaco e ritmo frenetico, ho deciso che, come fondatore di MuggleNet, devo dire qualcosa”, ha scritto Spartz. “Non posso credere di doverlo dire ma JK Rowling non è transfobica”. 

Rowling ha ritwittato Spartz e ha scritto: “Grazie, Emerson, per essere quello che ho sempre pensato che fossi”, aggiungendo l’emoji di un fulmine, simbolo della cicatrice di Harry Potter. Poco dopo, la scrittrice è tornata a polemizzare rispondendo a delle offese che le arrivavano su Twitter. A un utente che la accomunava a quelle donne che “si risentono con le proprie ovaie perché regalano emozioni e sentimenti”, ha risposto ironica: “Certo. Senza le mie ovaie non avrei sentimenti o emozioni. Mio marito è fondamentalmente un robot di carne incapace di provare dolore o piacere, mentre io, con le mie ovaie, sono un vortice frenetico di emozioni vertiginose”. Ma quando un altro utente le ha scritto che stava di nuovo discriminando le donne trans perché loro non hanno le ovaie, è sbottata: “Allora chi ha scritto il primo tweet può parlare delle mie ovaie ma a me non è permesso di parlare delle mie ovaie perché tu non hai le ovaie? Mi pare giusto”, ha concluso.  

Premio Strega, vince per la seconda volta Sandro Veronesi 

E’ Sandro Veronesi il vincitore del Premio Strega 2020, giunto alla LXXIV edizione. Lo scrittore ha conquistato 200 voti dei 605 votanti con il romanzo ‘Il colibrì’ (La Nave di Teseo). La proclamazione è stata annunciata dal presidente della giuria, Antonio Scurati, vincitore dell’edizione 2019 con ‘M. Il figlio del secolo’ (Bompiani), al termine dello scrutinio che si è tenuto questa sera al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. “Mi auguro che l’anno prossimo, per la serata finale, Villa Giulia torni ad animarsi di quella folle vociante, sudante ed anche eccitata ed esaltata che è poi la cifra del Premio Strega” ha detto il presidente della giuria, facendo riferimento alle misure restrittive a cause dell’emergenza sanitaria da coronavirus che hanno permesso solo a un centinaio di ospiti di essere presenti rispetto al migliaio di partecipanti delle passate edizioni.  

Per Veronesi, che era dato come superfavorito, è il secondo trionfo allo Strega: aveva già vinto 14 anni fa, nel 2006, con ‘Caos calmo’ (Bompiani). Prima di Veronesi solo un altro scrittore è stato incoronato vincitore due volte: Paolo Volponi nel 1965, con ‘La macchina mondiale’, e nel 1991, con ‘La strada per Roma’. Anche un altro scrittore, Carlo Cassola, già vincitore con ‘La ragazza di Bube’ nel 1960, aveva tentato di bissare lo Strega ma non ci riuscì: avvenne nel 1971 con ‘Paura e tristezza’, ma il vincitore, in quell’occasione, fu Raffaello Brignetti con ‘La spiaggia d’oro’. 

“Tenere la posizione significa non arrendersi, il colibrì infatti è il simbolo dei guerrieri, di tutti coloro che non mollano mai”, ha detto Sandro Veronesi parlando del suo romanzo durante la cerimonia con i sei finalisti, che è stata trasmessa in diretta su Raitre con la conduzione di Giorgio Zanchini. E come di consueto, il vincitore ha brindato bevendo alla bottiglia del Liquore Strega, storico sponsor del Premio. 

Ha conquistato il secondo posto della sestina Gianrico Carofiglio con ‘La misura del tempo’ (Einaudi) con 132 voti; al terzo Valeria Parrella con ‘Almarina’ (Einaudi), con 86 voti; al quarto Gian Arturo Ferrari con ‘Ragazzo italiano’ (Feltrinelli), con 70 voti; al quinto Daniele Mencarelli con ‘Tutto chiede salvezza’ (Mondadori), con 67 voti; al sesto Jonathan Bazzi con ‘Febbre’ (Fandango Libri), con 50 voti. Su 660 aventi diritto, hanno espresso preferenze in 605 votanti. Dopo 21 anni, in finale allo Strega è arrivata una sestina invece della tradizionale cinquina per effetto della tutela dei piccoli editori contenuta nel regolamento. Non è la prima volta che giunge in finale una sestina: era accaduto per un ex aequo al quinto posto della prima votazione nel 1953, 1960, 1961, 1963, 1979, 1986 e 1999.  

Rispettando le attuali prescrizioni governative in materia di distanziamento fisico, la serata finale non si è potuta svolgere alla presenza del pubblico consueto, composto dall’ampia giuria del premio e dagli altrettanto numerosi appassionati che ogni anno intervengono a Villa Giulia. Questo ha consentito di svolgere lo scrutinio dei voti di nuovo sulla balconata del Ninfeo, come nelle dieci edizioni svolte a partire dal 1953, il primo anno in cui lo Strega è stato assegnato nella cornice del Museo Etrusco. Le interviste televisive agli autori hanno avuto luogo sotto la cosiddetta Loggia dell’Ammannati. La giuria è composta da 400 Amici della domenica, 200 votanti all’estero selezionati da 20 Istituti italiani di cultura, 40 lettori forti selezionati da 20 librerie indipendenti e 20 voti collettivi di biblioteche, università e circoli di lettura (15 i circoli coordinati dalle Biblioteche di Roma), per un totale di 660 aventi diritto. Fra i nuovi Amici della domenica entrati quest’anno nella giuria del premio, gli scrittori Benedetta Cibrario e Alberto Rollo, finalisti rispettivamente nelle edizioni 2019 e 2017, lo storico e presidente della casa editrice Einaudi Walter Barberis, l’italianista Marco Bazzocchi,il direttore di Rai Uno Stefano Coletta, l’amministratore delegato di Marsilio Editori Luca De Michelis, il giornalista e portavoce del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Gianluca Lioni, la presidente della Fondazione MAXXI Giovanna Melandri, la presidente della Roma Lazio Film Commission Cristina Priarone, la giornalista e conduttrice radiofonica Alessandra Tedesco, lo storico dell’arte Vincenzo Trione. 

“La serata finale di questa edizione dello Strega, ma innanzi tutto il lavoro svolto in questi mesi dagli autori – e non mi riferisco solo ai finalisti, ma a tutti i partecipanti allo Strega di quest’anno, che generosamente si sono resi disponibili a tanti incontri online con i votanti e con gli studenti e che stasera desidero ringraziare – hanno dimostrato quanto in questo momento siano importanti gli spunti di riflessione e le emozioni offerte dei libri, per afferrare il significato profondo del passaggio che stiamo attraversando e per recuperare i valori da cui ripartire e su cui costruire una comunità più coesa”, ha dichiarato Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, che promuove il premio. “Siamo molto orgogliosi dell’edizione di quest’anno del Premio Strega – sottolinea a questo proposito Giuseppe D’Avino, presidente di Strega Alberti, storico sponsor fin dalla fondazione – Solo fino a qualche settimana fa non speravamo di poter allestire la finale al Museo Etrusco di Villa Giulia, e invece, anche se in forma ridotta e con tutte le precauzioni del caso, siamo riusciti a farlo. In qualche modo la situazione ricorda le primissime edizioni del premio: oggi come allora, dopo un periodo difficilissimo, un segnale di riscatto che viene dalla cultura e dalle imprese”. “La nostra partnership con il Premio Strega va avanti ormai da diversi anni. Siamo oggi più che mai convinti del nostro sostegno, in particolare a una serie di iniziative per i giovani, ne è un esempio il Premio speciale Bper Banca ai finalisti dello Strega, a ciascuno dei quali va, per il terzo anno consecutivo, una scultura realizzata da un giovane artista vincitore di un concorso fra tutte le Accademie statali di Belle Arti italiane – ha dichiarato Stefano Rossetti, vice direttore generale vicario di Bper Banca – Ci hanno chiamato ‘La banca che sa leggere’, con riferimento in particolare alle numerose iniziative avviate e sostenute da Bper Banca in ambito culturale in molte parti d’Italia, a partire dal ciclo ormai decennale di ‘Incontri con l’autore’, che negli ultimi mesi si sono tradotti in una nuova modalità social, indotta dalla esigenza di distanziamento sociale, ma subito apprezzata da un vasto pubblico – spiega Rossetti – Tra l’altro, proprio grazie alla Fondazione Bellonci e al suo direttore Stefano Petrocchi, che li ha condotti, abbiamo realizzato sulla nostra piattaforma, nelle scorse settimane, quattro appuntamenti domenicali in streaming con tutti i dodici autori selezionati per lo Strega 2020”. 

Nel corso della serata Stefano Rossetti, vicedirettore generale vicario di Bper Banca, ha consegnato agli autori finalisti un riconoscimento speciale. Si tratta della scultura della giovane artista dell’Accademia di Belle Arti di Roma Sofia Felice, ispirata alla caratteristica ‘S’ del logo Strega, replicata per l’occasione in sei esemplari. L’opera è stata realizzata e selezionata grazie a un concorso di idee indetto dall’istituto di credito rivolto alle venti Accademie statali italiane di Belle Arti per la realizzazione di una scultura ispirata al mestiere di scrivere e all’importanza della promozione della lettura. Il vincitore Sandro Veronesi farà ora tappa in diverse località italiane particolarmente attive sul territorio nella promozione della lettura e che collaborano da anni con il Premio. Sarà ospite a: Il libro possibile, Polignano (9 luglio), Festival Armonia del Salento, Alessano (dal 10 al 12 luglio, un weekend dedicato ai dodici candidati del Premio); Come il vento nel mare, Cori (13 luglio); Festival Letteratura, Salerno (18 luglio); Una montagna di libri, Cortina d’Ampezzo (6/7 agosto), BeneventoCittà Spettacolo, dal 24 al 30 agosto, che martedì 25 ospiterà anche il vincitore del Premio Strega Giovani Daniele Mencarelli; La città dei lettori, Firenze (28 agosto, una giornata dedicata al Premio Strega, Premio Strega Giovani e Premio Strega Ragazze e Ragazzi); UlisseFest, Rimini(29 agosto). L’immagine che accompagna la LXXIV edizione del Premio Strega quest’anno è stata realizzata da Emiliano Ponzi, tra i più importanti disegnatori contemporanei, che ha immaginato, pur in continuità con l’urna disegnata da Mino Maccari nel 1947, una nuova Strega e un diverso rapporto di equilibrio con la Musa. L’illustrazione s’inserisce nel solco di un progetto inaugurato in occasione della settantesima edizione da Manuele Fior e proseguito da Franco Matticchio, Riccardo Guasco e Alessandro Baronciani. 

Durante la cerimonia finale dello Strega è stato ricordato anche Andrea Camilleri, “un grande maestro della letteratura”. Nella diretta televisiva su Raitre, Giorgio Zanchini ha presentato un breve omaggio dedicato al padre del commissario Montalbano, a quasi un anno dalla sua scomparsa (17 luglio del 2019). Nel filmato Camilleri pronuncia questa frase: “Mi è venuta una curiosità immensa: intuire cosa sia l’eternità, quell’eternità che ormai sento così vicina a me”. 

IL LIBRO – Il colibrì è tra gli uccelli più piccoli al mondo; ha la capacità di rimanere quasi immobile, a mezz’aria, grazie a un frenetico e rapidissimo battito alare (dai 12 agli 80 battiti al secondo). La sua apparente immobilità è frutto piuttosto di un lavoro vorticoso, che gli consente anche, oltre alla stasi assoluta, prodezze di volo inimmaginabili per altri uccelli come volare all’indietro… Marco Carrera, il protagonista, è il colibrì. La sua è una vita di perdite e di dolore; il suo passato sembra trascinarlo sempre più a fondo come un mulinello d’acqua. Eppure Marco Carrera non precipita: il suo è un movimento frenetico per rimanere saldo, fermo e, anzi, risalire, capace di straordinarie acrobazie esistenziali. Marco Carrera è – come il Pietro Paladini di ‘Caos Calmo’ – un personaggio talmente vivo e palpitante che è destinato a diventare compagno di viaggio nella vita del lettore. E, intorno a Marco Carrera, Veronesi costruisce un mondo intero, una galleria di personaggi indimenticabili, un’architettura romanzesca perfetta come i meccanismi di un orologio, che si muove tra i primi anni ’70 e il nostro futuro prossimo – nel quale, proprio grazie allo sforzo del colibrì, splenderà l’Uomo Nuovo. 

LA DEDICA – “Dedico questo premio alla mia famiglia, ai miei figli, a mia moglie, ai miei fratelli, ai miei amici, che mi hanno sostenuto e che hanno votato il libro, al mio editore, Elisabetta Sgarbi, e anche a Umberto Eco, che è stato generoso, fondando la casa editrice La Nave di Teseo” ha detto Sandro Veronesi. Su Twitter il regista Giovanni Veronesi, con ironia tutta toscana, ha così commentato la vittoria: “Immi’ fratello ha vinto du vorteeeeeeeeeeeee”. 

 

Il 16 luglio arriva ‘Riccardino’, l’ultimo Montalbano  

Prende il via, per la casa editrice Sellerio, il percorso di avvicinamento al primo anniversario dalla scomparsa di Andrea Camilleri, avvenuta il 17 luglio del 2019. Un percorso che culminerà un giorno prima con la pubblicazione del romanzo ‘Riccardino’, che contiene l’episodio finale della saga di Montalbano, in libreria dal 16 luglio. La casa editrice palermitana presenta ora le copertine delle diverse stesure del romanzo e, sui propri canali, da oggi ripercorrerà “le sue opere attraverso le pagine più belle ed evocative, grazie anche alla collaborazione di alcuni librai”. 

La storia di ‘Riccardino’ prende corpo nel 2005 quando Camilleri ha appena pubblicato ‘La luna di carta’. Sta lavorando alla successiva avventura della serie, ma in estate consegna a Elvira Sellerio un altro romanzo con protagonista il commissario Montalbano. Si intitola, appunto, ‘Riccardino’. L’accordo prevede che la pubblicazione non abbia una scadenza certa, si sa solo che sarà l’ultimo romanzo della saga Montalbano. 

Anno 2016. Sono passati 11 anni durante i quali sono usciti 15 libri di Montalbano. Camilleri sente l’urgenza di riprendere quel romanzo, che è venuta l’ora di ‘sistemarlo’. Nulla cambia nella trama ma solo nella lingua che nel frattempo si è evoluta. Né muta il titolo che allora considerava provvisorio ma al quale ormai si è affezionato e che nel 2016 decide essere definitivo. Un titolo così diverso da quelli essenziali ed evocativi e pieni di significato ai quali siamo abituati, in cui risuonano echi letterari: ‘La forma dell’acqua’, ‘Il giro di boa’, ‘Il ladro di merendine’, ‘L’altro capo del filo’. Ma ‘Riccardino’ segna quasi una cesura, una fine, ed è giusto marcare la differenza sin dal titolo. 

Racconta Andrea Camilleri, in una vecchia intervista, che a un certo punto si era posto il problema della ‘serialità’ dei suoi romanzi, dilemma comune a molti scrittori di noir, che aveva risolto decidendo di fare invecchiare il suo commissario insieme al calendario, con tutti i mutamenti che ciò avrebbe comportato, del personaggio e dei tempi che man mano avrebbe vissuto. Ma poi, aggiunge, “mi sono pure posto un problema scaramantico”. I suoi due amici scrittori di gialli, Izzo e Manuel Vázquez Montálban, che volevano liberarsi dei loro personaggi, alla fine erano morti prima di loro. Allora “mi sono fatto venire un’altra idea trovando in un certo senso la soluzione”. Una soluzione che si trova, appunto, nelle pagine di ‘Riccardino’. 

Di questo libro verrà pubblicata anche un’edizione speciale in cui vengono presentate entrambe le versioni del romanzo, quella del 2005 e quella definitiva. Il lettore potrà così seguire i mutamenti della lingua individuale, unica, inventata da Andrea Camilleri e la sua evoluzione nel corso del tempo. Una sperimentazione alla quale lo scrittore teneva moltissimo e che viene resa così evidente dal confronto tra le due versioni. 

Addio a Milton Glaser, maestro del design con il logo ‘I love New York’ 

Addio all’artista e illustratore statunitense Milton Glaser, maestro e ‘principe’ dei graphic designer del secondo Novecento, che ha cambiato il vocabolario della cultura visiva degli anni ’60 e ’70 con manifesti, riviste, copertine di libri e dischi estroverse dai colori vivaci, celebre per il poster del 1967 di Bob Dylan con i capelli psichedelici e popolare per l’iconico logo ‘I love New York’ (1976). E’ morto ieri, nel giorno del suo 91esimo compleanno, a Manhattan. L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla moglie Shirley al ‘New York Times’, precisando che il marito è deceduto in seguito a un ictus collegato a un’insufficienza renale. 

Hassan dal Pan alla Prometeo Gallery Ida Pisani con SOPRA/SOTTO  

777 sono i chilometri che separano via Ventura 6 a Milano e via dei Mille 60 a Napoli, rispettivamente Prometeo Gallery Ida Pisani e Pan – Palazzo delle arti di Napoli. 96 sono le ore che Omar Hassan impiegherà per attraversare l’talia andata e ritorno, disallestire la sua mostra personale di Napoli e allestire la nuova a Milano rimarcando, di fatto, la vena performativa che lo contraddistingue come pittore. Con queste premesse inaugura giovedì 2 luglio SOPRA/SOTTO, la mostra che convalida il rapporto tra l’artista di origini egiziane e la galleria. Fedele ai principi di Prometeo Gallery, l’artista di origini egiziane, non resta immobile di fronte a un panorama confuso per darsi tempo affinché torni a essere nuovamente nitido. Anzi, con il suo spirito combattente e la sua affine ricerca pittorica concretizza le idee di movimento e di azione locale, come se il tempo non avesse finalità, ma fosse incluso e compreso. 

Lavorando sulle distanze e sulle vicinanze, non solo come una pratica comune dello spazio e del tempo, ma come un vero e proprio modo di vedere, Omar Hassan dà la possibilità di calarsi in una posizione privilegiata, ovvero ‘in-tra-fra’ un tempo che trapela negli spazi interstiziali e apparentemente inessenziali entro cui si infiltra la vita. Quando indossa i guantoni da boxe (Breaking Through). Quando lascia traccia del tempo che impiega nelle sue produzioni (Timelines). Quando ripete come un gesto quotidiano punti a spray spingendo verso la sintesi di street art, razionalità e irrazionalità, con un riferimento diretto alla sua vita privata (Injection). Quando dipinge su riproduzioni della Nike di Samotracia o sui tappi delle bombolette spray (Caps). Omar Hassan riesce nell’ambiziosa volontà di dare forma tangibile a un tempo di difficile definizione, che per definizione non può essere rappresentato né compreso. 

Questo dando al corpo delle sue opere il carattere del risultato di un’addizione, ovvero la somma di azione e di idea, andando oltre la semplice descrizione di quel che accade per dare invece la possibilità di comprendere la portata estetica, la natura e la qualità dei processi del suo gesto. Così ci si può insediare nella totalità della superficie espositiva e insinuare negli intervalli che intercorrono tra l’una e l’altra opera, incoraggiati a rimettersi in discussione e a usare il proprio sguardo in modo diverso per abitare il tempo ‘in-tra-fra’. 

Libri: esce “Il cielo è di tutti” dell’astronoma Patrizia Caraveo 

Esce “Il cielo è di tutti” della scienziata italiana Patrizia Caraveo che sarà in libreria dal 9 luglio per la collana ‘le Grandi voci’ di Edizioni Dedalo. “Sono un’astronoma e mi ritengo una persona molto fortunata”. Inizia così, nella sua premessa, il ‘racconto’ di Patrizia Caraveo che ricorda come studiare il cielo sia “il secondo lavoro più vecchio del mondo e certamente il più affascinante”.  

Nel volume, che verrà presentato per la prima volta la sera dell’8 luglio a Polignano, “affronto il problema dell’inquinamento da luci a terra e da costellazioni di satelliti” spiega Patrizia Caraveo, dirigente di ricerca dell’Inaf e membro dell’Unione Astronomica Internazionale. “La nostra civiltà vive un rapporto di totale schizofrenia nei confronti del cielo. Da un lato è indubbio che oggi la conoscenza astronomica abbia raggiunto livelli inimmaginabili solo pochi decenni fa, dall’altro non conosciamo più nemmeno i rudimenti dell’astronomia che, da materia primaria di insegnamento, è diventata un’ancella della geografia” scrive Caraveo.  

Nel suo nuovo libro, l’astronoma racconta “dal fascino della luce…. a quello del buio” allo spettacolo della “Terra di notte” vista dallo spazio. Ed il “racconto” che traccia Patrizia Caraveo del cielo e “dello spreco” di energia “scioccamente costoso” – e che “impedisce agli abitanti delle città di vedere le stelle” – è scandito non solo da informazioni scientifiche comprensibili a tutti ma anche da foto mozzafiato.  

Giorello, l’intellettuale che amava Topolino 

“Il Novecento ha avuto il suo filosofo più provocatorio in un Topo che, per spregiudicatezza nell’attraversare i confini delle discipline e mettere in discussione la costellazione dei pregiudizi stabiliti, non ha nulla da invidiare a Russell, Popper o Heidegger”. Senza timore di smentite, il filosofo Giulio Giorello, scomparso oggi a 75 anni, lo affermava nel libro “La filosofia di Topolino” (Guanda, 2013, scritto con Ilaria Cozzaglio). “Mickey Mouse (Topolino per noi) ha vissuto – spiegava – le più bizzarre avventure e affrontato quesiti come la terribile libertà del ‘quarto potere’, gli ambigui prodigi della scienza asservita alla guerra, l’impossibilità della giustizia e la difficoltà di trattare con le culture ‘altre’, per non dire delle sfumate regioni del mito o dell’aldilà”.  

“Altro che Topolino tutto legge e ordine, collaboratore della polizia! È invece un ribelle capace di battersi contro ogni forma di prevaricazione, anche se l’esito non è sempre la vittoria – sosteneva Giorello -. Quello che Walt Disney e i suoi collaboratori ci consegnano alla fine di ogni episodio è un Topo sempre più dubbioso sulla natura dell’universo e il complesso mondo di ‘uomini e topi’. Ma proprio per questo continua ad affascinare, perché la ricerca, come l’avventura, non ha fine”. 

Con Tito Faraci nel luglio 2014 Giorello ha scritto una storia per il settimanale “Topolino”, dedicato agli ottant’anni di Paperino: si intitola “La filosofia di Paperino”, dove il papero va a un congresso di filosofi.  

Se il Topolino “libertario e anarchico” era il suo preferito, Giorello ha sempre spaziato, nei suoi studi, in svariate discipline, mosso da una grande curiosità. Nel corso degli anni si è occupato parecchio anche del mondo dei fumetti, da Tex Willer (a cui ha dedicato il libro “La filosofia di Tex Willer”, Mimesis, 1999) a Dylan Dog, fino a Ratman, firmando la prefazione a “Ratman. Superstorie di un supernessuno” di Leo Ortolani (Rizzoli, 2006). 

È morto il filosofo Giulio Giorello 

Il filosofo Giulio Giorello, insigne studioso di filosofia della scienza, tra i maggiori epistemologi degli ultimi decenni, che si era dedicato con particolare attenzione all’indagine delle relazioni tra scienza, etica e politica, è morto oggi a Milano all’età di 75 anni. Era nato il 14 maggio 1945 nel capoluogo lombardo. Era stato allievo di Ludovico Geymonat ed è stato il suo successore nella cattedra di filosofia della scienza all’Università Statale milanese e con il suo maestro aveva firmato il volume “Le ragioni della scienza” (Laterza, 1986). Il professore Giorello era riuscito a superare l’infezione da Covid-19 dopo un ricovero nel Policlinico milanese durato quasi due mesi, da cui era stato dimesso una decina di giorni. Negli ultimi giorni però la sua situazione era peggiorata. E tre giorni fa si era sposato con la sua compagna Roberta Pelachin. 

Laureatosi in filosofia con il marxista Ludovico Geymonat nel 1968 (alla fine degli anni ’80 con la caduta del muro di Berlino se ne distaccò per la perdurante visione dogmatica) e in matematica nel 1971, Giorello ha approfondito le sue ricerche nel campo dell’epistemologia e della storia della scienza, offrendo un contributo determinante alla diffusione della filosofia analitica in Italia. Giorello ha inoltre svolto interessanti speculazioni sui rapporti tra etica, scienza e politica, facendosi promotore di un liberalismo laico del pensiero. Studioso appassionato dei fumetti e in particolare di Topolino, a cui ha dedicato anche libri e saggi, Giorello aveva spiegato il suo credo laico nel libro “Di nessuna chiesa” (Raffaello Cortina, 2005): “Essere laico vuol dire non solo esercitare l’arte del sospetto ma anche agire per una solidarietà che non ha bisogno di un fondamento religioso”.  

Giulio Giorello iniziato la carriera accademica insegnando meccanica razionale presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli studi di Pavia, per poi passare alla Facoltà di Scienze presso l’Università degli Studi di Catania, a quella di Scienze naturali presso l’Università dell’Insubria e al Politecnico di Milano. Al pensionamento di Geymonat, gli subentrò nella cattedra di filosofia della scienza all’Università degli Studi di Milano. E’ stato presidente della Società Italiana di Logica e Filosofia della Scienza e ha diretto la collana Scienza e idee di Raffaello Cortina Editore e ha collaborato, come elzevirista, alle pagine culturali del quotidiano milanese Corriere della Sera. Ha vinto la IV edizione del Premio Nazionale Frascati Filosofia 2012. 

Giorello è autore di una vasta bibliografia. Tra i suoi numerosi saggi “Il pensiero matematico e l’infinito” (Unicopli, 1982), “Lo spettro e il libertino” (Mondadori, 1985), “Filosofia della scienza” (Jaca Book, 1992), “Prometeo, Ulisse, Gilgamesh” (Raffaello Cortina, 2004); “La scienza tra le nuvole. Da Pippo Newton a Mr Fantastic” (Raffaello Cortina, 2007); “Libertà. Un manifesto per credenti e non credenti” (con Dario Antiseri, Bompiani, 2008); “Lo scimmione intelligente” (con Edoardo Boncinelli, Rizzoli, 2009); “Lussuria” (Il Mulino, 2010); “Senza Dio” (Longanesi, 2010); “Il tradimento” (Longanesi, 2012); “La filosofia di Topolino” (con Ilaria Cozzaglio), Guanda, 2013), “La matematica della natura” (con Vincenzo Barone, Il Mulino, 2016), “L’etica del ribelle. Intervista su scienza e rivoluzione” (a cura di P. Donghi, Laterza, 2017); “L’incanto e il disinganno: Leopardi” (Guanda, 2016, con Edoardo Boncinelli); “Giardini del fantastico” (Edizioni Ets 2017, con Pier Luigi Gaspa) e “Libertà di pensiero” (Mimesis, 2018). 

Intellettuale sempre schierato a sinistra, Giorello fin da giovane al liceo Berchet di Milano era entrato in conflitto con il fondatore di Comunione e Liberazione, don Luigi Giussani, suo insegnante di religione. La sua laicità non gli ha tuttavia impedito di dialogare in più occasioni con il cardinale Carlo Maria Martini: con l’ex arcivescovo di Milano ha firmato il libro a quattro mani “Ricerca e carità” (Edizioni San Raffaele, 2010). 

“Giulio Giorello è deceduto. Filosofo raffinato, epistemologo, grande appassionato delle questioni riguardanti il ‘metodo’ della scienza. Ha riflettuto intensamente anche su etica, politica, religione. L’Italia perde un grande pensatore, mai banale. Ci restano le sue dense pagine”. Lo scrive in un tweet il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 

 

Accuse di transfobia, Rowling rivela: “Io vittima di abusi” 

“Sono stata vittima di abusi domestici e aggressioni sessuali”. Lo confessa la scrittrice britannica J.K. Rowling, autrice della saga delle avventure del maghetto Harry Potter, in un blog sul suo profilo Twitter con quasi 15 milioni di follower, precisando di aver deciso di fare questa rivelazione per rispondere alle accuse di transfobia nei suoi confronti, dopo la marea di critiche nate pochi giorni fa da un suo commento sulla questione transgender. 

Rowling rende noto di essere stata vittima di una violenza sessuale quando aveva 20 anni e in seguito di essere stata sottoposta ad abusi domestici da parte del primo marito. “Se tu potessi entrare nella mia testa e capire cosa provo quando leggo di una donna trans che muore per mano di un uomo violento, troveresti solidarietà e parentela”, ha scritto. “Io sono sotto gli occhi del pubblico ormai da oltre vent’anni e non ho mai parlato pubblicamente di essere una sopravvissuta agli abusi domestici e alle aggressioni sessuali – ha precisato Rowling -. Questo non perché mi vergogni di ciò che mi è successo, ma perché sono cose traumatiche da rivivere e ricordare”. 

Rowling è stata in silenzio anche perché voleva “proteggere” la figlia nata dal primo matrimonio e prima di rivelare gli abusi “mi sono confrontata con lei, che mi ha incoraggiato a raccontare tutto”. La marea di critiche ricevute sui social per i suoi commenti sui transgender hanno risvegliato in lei “il ricordo doloroso di una grave aggressione sessuale che ho sofferto a 20 anni, avvenuta in un momento in cui ero vulnerabile e un uomo ne ha approfittato”. 

Nel suo intervento inteso come chiarificatore, Rowling scrive del suo impegno contro il sessismo e la misoginia e racconta le sue incertezze sulla propria identità di genere durante l’adolescenza, quando era “mentalmente senza sesso” ed era preda di “un grave disturbo ossessivo compulsivo”. “Mio padre avrebbe voluto un maschio e mi rifiutava come femmina, se fossi nata trent’anni più tardi forse sarei diventata anch’io un transgender”, afferma la scrittrice. 

Nei giorni scorsi la creatrice di Harry Potter ha provocato polemiche perché se l’era presa su Twitter con chi parlava di “persone con le mestruazioni” invece di usare, come lei avrebbe preferito, il termine “donne”. Da allora Rowling è stata bersagliata da una valanga di critiche, tanto da intervenire l’attore Daniel Radcliffe, che ha dato il volto ad Harry Potter al cinema, per scusarsi con le donne trans che potrebbero essere state “offese dall’osservazione di Rowling”. Anche l’attrice Emma Watson si è schierata a favore della comunità trans e contro le parole di J.K. Rowling: “Voglio che i miei follower trans sappiano che io e tante altre persone in tutto il mondo vi vediamo, vi rispettiamo e vi amiamo per quello che siete”.  

Mussolini annuncia entrata in guerra, il video restaurato e a colori 

Sono passati 80 anni da quando Benito Mussolini, il 10 giugno del 1940, annunciò l’entrata dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale. Un evento filmato che vede il Duce affacciato al balcone di Palazzo Venezia davanti a una folla oceanica. Il video è stato restaurato e colorizzato dall’Archivio storico Luce e i primi 90 secondi sono già visibili. Il filmato integrale, spiega in una nota il Luce, sarà trasmesso in data di prossimo annuncio. 

 

 

Premio Strega, a sorpresa sei finalisti 

di Paolo Martini  

Sestina a sorpresa per il Premio Strega 2020. A guidare i finalisti è Sandro Veronesi con ‘Il colibri’ (La nave di Teseo), già vincitore dello Strega nel 2006 con ‘Caos calmo’, che ha ottenuto 210 voti nella votazione di questa sera in diretta streaming dal Tempio di Adriano a Roma a causa della pandemia da coronavirus. Al secondo posto a pari merito, con 199 voti, entrambi editi da Einaudi: Gianrico Carofiglio con ‘La misura del tempo’ e Valeria Parrella con ‘Almarina’. Quarto posto per l’ex top manager di Rizzoli e Mondadori Gian Arturo Ferrari con il romanzo di esordio ‘Ragazzo italiano’ (Feltrinelli) con 181 voti. A chiudere la tradizionale cinquina Daniele Mencarelli con ‘Tutto chiede salvezza’ (Mondadori) con 168 voti, che ha ottenuto anche la settima edizione del Premio Strega Giovani. Tutti e cinque i nomi di questi autori erano già circolati ripetutamente come i possibili finalisti. Dopo 21 anni dall’ultima volta, il Comitato direttivo della Fondazione Goffredo e Maria Bellonci, che gestisce il Premio Strega, ha utilizzato di nuovo la clausola di salvaguardia prevista dal regolamento che prevede l’inserimento di un autore pubblicato da un piccolo e medio editore: è stato così optato entrato Jonathan Bazzi con ‘Febbre’ (Fandango Libri), che ha ottenuto 137 voti. Il vincitore della LXXIV edizione del Premio Strega sarà proclamato giovedì 2 luglio durante la tradizionale cerimonia al Ninfeo di Villa Giulia Roma, che quest’anno, causa Covid-19, sarà però “meno affollato” del solito, ha anticipato Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, è in diretta su Rai 3.  

Secondo le attuali disposizioni governative per l’emergenza sanitaria, per la prima volta lo scrutinio è avvenuto in assenza di pubblico e con la presenza degli autori candidati, intervistati da Loredana Lipperini, scrittrice e giornalista di Radio Tre. Hanno espresso il proprio voto esclusivamente online 592 tra persone singole e voti collettivi su 660 aventi diritto (400 Amici della domenica, ai quali si aggiungono 200 voti espressi da studiosi, traduttori e intellettuali italiani e stranieri selezionati da 20 Istituti italiani di cultura all’estero, 40 lettori forti selezionati da 20 librerie indipendenti distribuite in tutta Italia, 20 voti collettivi espressi da scuole, università e gruppi di lettura, tra cui 15 circoli costituiti presso le Biblioteche di Roma). Accedono alla seconda votazione sei libri anziché cinque secondo l’articolo 7 del regolamento di votazione, come è stato spiegato durante la cerimonia in streaming: “se nella graduatoria dei primi cinque non è compreso almeno un libro pubblicato da un editore medio-piccolo (così definito secondo la classificazione delle associazioni di categoria e le conseguenti valutazioni del comitato direttivo), accede alla seconda votazione il libro (o in caso di ex aequo i libri) con il punteggio maggiore, dando luogo a una finale a sei (o più) candidati”.  

Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci, ha dichiarato: “In questi ultimi anni il panorama dell’editoria italiana ha subito notevoli trasformazioni e si è arricchito di nuove presenze. Per esempio, La nave di Teseo in meno di cinque anni è riuscita a conquistare una posizione di rilievo nella produzione della narrativa italiana, che trova conferma anche nel fatto che i suoi libri da qualche anno sono presenti regolarmente tra i finalisti del Premio Strega. Di qui la decisione del Comitato direttivo di non considerarlo più un piccolo editore”. “Un altro fenomeno interessante – ha aggiunto Solimine . è la vivacità della piccola e media editoria, che offre costantemente novità di qualità e propone nuovi autori molto interessanti. In questa LXXIV edizione la dozzina prevedeva alcuni libri con queste caratteristiche e siamo molto contenti che, in un anno certo non facile per il mercato librario e per la piccola editoria indipendente, il libro di Jonathan Bazzi abbia potuto accedere alla seconda fase della competizione”. Non è la prima volta che giunge in finale una sestina. Era accaduto per un ex aequo al quinto posto della prima votazione nel 1953, 1960, 1961, 1963, 1979, 1986 e 1999. Questi i voti ottenuti dagli altri libri in gara: Marta Barone, “Città sommersa” (Bompiani) 142 voti, Giuseppe Lupo, “Breve storia del mio silenzio” (Marsilio) 126 voti, Silvia Ballestra, “La nuova stagione” (Bompiani) 122 voti, Remo Rapino, “Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio” (Minimum Fax) 109 voti, Gian Mario Villalta, “L’apprendista” (Sem) 93 voti, Alessio Forgione, “Giovanissimi” (NN Editore) 90 voti. 

Il finalista della sestina Daniele Mencarelli con il romanzo “Tutto chiede salvezza” (Mondadori) è anche il vincitore della settima edizione del Premio Strega Giovani, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Strega Alberti con il contributo della Camera di Commercio di Roma e in collaborazione con Bper Banca. Il vincitore è stato annunciato in apertura della diretta streaming dal presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, collegato da remoto, rispettando la tradizione che negli anni precedenti ha visto svolgersi la cerimonia di proclamazione sempre a Palazzo Montecitorio. Quello di Daniele Mencarelli, con 64 preferenze su 344 voti espressi, è stato il libro più votato da una giuria di ragazze e ragazzi tra i sedici e i diciotto anni provenienti da cinquantotto scuole secondarie superiori distribuite in undici regioni italiane e tre città all’estero (Berlino, Bruxelles, Parigi). Hanno concorso per il riconoscimento i dodici libri candidati al Premio Strega. Al secondo e al terzo posto si sono classificati i libri di Gianrico Carofiglio, “La misura del tempo” (Einaudi), con 56 voti e di Jonathan Bazzi, “Febbre” (Fandango), con 43 voti. La terzina ottiene un voto valido per l’elezione dei finalisti alla LXXIV edizione del Premio Strega. In questa settima edizione, svoltasi in condizioni del tutto particolari a causa della chiusura degli istituti scolastici, i giovani giurati hanno potuto incontrare gli autori attraverso una piattaforma online, ospiti dell’associazione di scrittrici e scrittori Piccoli Maestri.  

Prima dell’annuncio del vincitore il vice direttore generale di Bper Banca Stefano Rossetti ha assegnato il premio Teen! Un premio alla scrittura a Claudia Teti del Liceo Statale Terenzio Mamiani di Roma, autrice della miglior recensione. Claudia ha ritirato la targa al Tempio di Adriano congratulandosi con l’autore che ha votato, Daniele Mencarelli. Riceverà inoltre una borsa di studio offerta dalla Banca. Bper Banca rafforza il suo sostegno al Premio assegnando un riconoscimento speciale agli autori finalisti. Anche quest’anno, grazie al coinvolgimento delle venti Accademie di Belle Arti statali nazionali, ha indetto un concorso per la realizzazione di una scultura ispirata al mestiere di scrivere e all’importanza della promozione della lettura. La studentessa vincitrice di questa edizione è Sofia Felice dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Riceverà da Bper Banca un premio in denaro, ma soprattutto vedrà realizzata la propria opera che sarà donata agli autori finalisti nel corso della serata finale del premio che anche quest’anno si svolgerà giovedì 2 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e in diretta su Rai 3. L’immagine che accompagna la LXXIV edizione del Premio Strega è stata realizzata da uno dei disegnatori italiani più apprezzati al livello internazionale, Emiliano Ponzi, nel segno di un progetto inaugurato in occasione della settantesima edizione con Manuele Fior, e proseguito con Franco Matticchio, Riccardo Guasco e Alessandro Baronciani. 

‘Strega’, ‘Cagna’: JK Rowling sotto attacco 

JK Rowling è finita al centro di una ‘bufera’ sui social network per aver fatto delle affermazioni su Twitter, ritenute “commenti anti-trans” ma anche discrinatori nei confronti di una parte delle donne. L’autrice di Harry Potter, che proprio in queste settimane ha lanciato la sua nuova avventura editoriale (la fiaba per bambini a puntate ‘The Ickabog’), aveva contestato il titolo di un articolo sulla parità sanitaria, che recitava “Creare un mondo post-Covid-19 più equo per le persone che hanno le mestruazioni”. 

“‘Le persone che hanno le mestruazioni’. Sono sicura che ci fosse una parola per quelle persone”, ha twittato sabato. “Qualcuno mi aiuti. Wumben? Wimpund? Woomud?”, ha aggiunto ironica riferendosi evidentemente al termine ‘women’. Ma il tweet ha scatenato una serie di attacchi, anche feroci, contro la scrittrice, da parte di chi ha visto nella frase la volontà di definire donna solo chi ha le mestruazioni.  

Numerosi utenti su Twitter hanno sottolineato che molte persone che si identificano come donne, come le donne transgender, e le donne che sono in menopausa, non hanno le mestruazioni. E al contrario, alcune persone che non si identificano come donne, potrebbero ancora avere le mestruazioni, come i trans che passano da un’identità anagrafica femminile a quella maschile. 

Un commentatore ha scritto: “Che cosa succede quando le donne entrano in menopausa? E che dire delle donne che hanno avuto isterectomie? O delle donne che non hanno le mestruazioni a causa di problemi ormonali? Non sono donne? Nulla di ciò che dici impedisce alle donne trans di essere donne”. Una ragazza ha scritto: “È interessante, perché ho l’endometriosi e per le cure che faccio non ho più le mestruazioni. Non ho avuto più un ciclo mestruale dalle superiori e ho 21 anni. Devo chiedermi se non sono più una donna?” 

Ma alcuni commenti sono stati decisamente più duri, arrivando alle offese e agli insulti. Tanto che nelle ultime ore, Rowling ha fatto diversi altri tweet commentando la polemica: “‘Feminazi’, ‘Terf’ (acronimo di Trans-Exclusionary Radical Feminist, ossia una femminista radicale che esclude le persone transessuali, ndr.), ‘Strega’, ‘Cagna'”,ha twittato la scrittrice citando alcuni degli epiteti usati nei suoi confronti. “I tempi cambiano. L’odio nei confronti delle donne è eterno”, ha aggiunto. In altri tweet, Rowling è entrata nel merito del tema: “Rispetto il diritto di tutte le persone trans di vivere in un modo che sia autentico e confortevole per loro. Marcerei con voi se voi foste discriminati sulla base dell’essere trans. Allo stesso tempo, la mia vita è stata plasmata dall’essere femmina. Non credo sia odioso dirlo”. 

Studio scopre sifilide della moglie di Giovanni dalle Bande Nere  

di Paolo Martini  

Uno studio scientifico ha svelato un segreto lungo quasi cinque secoli: la sifilide di Maria Salviati (1499-1543), moglie di Giovanni dalle Bande Nere e madre di Cosimo I de’ Medici. La nuova scoperta, che riscrive la storia della famiglia dei Medici di Firenze, vedendo come possibile infettatore, a causa della sfrenata vita sessuale, il leggendario condottiero del Rinascimento al servizio del papa, è stata compiuta da un team della Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa: ora ha guadagnato la copertina del numero di giugno della prestigiosa rivista “EmergingInfectiousDiseases” del Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta (Usa). Gli autori della ricerca sono i ricercatori Antonio Fornaciari, Raffaele Gaeta, Simona Minozzi e Valentina Giuffra. 

Nel 2012 è stata condotta dall’equipe pisana la riesumazione dei resti di Giovanni dalle Bande Nere (1498-1526) e di sua moglie Maria Salviati sepolti nelle Cappelle Medicee di San Lorenzo a Firenze. Lo studio dello scheletro di Maria Salviati ha rivelato i segni inequivocabili della sifilide venerea nella sua fase terziaria: sono ad esempio evidenti le lesioni sifilitiche sull’osso frontale del cranio.  

La diagnosi è una novità assoluta nella storia delle malattie dell’illustre casato: dai documenti del tempo non risulta infatti che Maria soffrisse di sifilide, una malattia ben conosciuta dai medici del Rinascimento, ma che non le fu mai esplicitamente diagnosticata. Sappiamo invece che la stessa nobildonna rifuggiva le visite approfondite dei dottori, quasi a tenere nascosta per pudicizia le manifestazioni più eclatanti del male che la tormentava. 

Maria probabilmente venne infettata dal marito, il celebre Giovanni dalle Bande Nere, che aveva una vita sessuale sregolata, ricca di frequentazioni con prostitute, in un’epoca in cui il male venereo serpeggiava tra le cortigiane e tra chi conduceva il mestiere delle armi. Dopo la scoperta delle Americhe, infatti, la sifilide fece la propria comparsa in Europa con una violenza di manifestazioni cliniche e una virulenza che si attenuerà solo dopo la metà del ‘500.  

Di sifilide si ammalarono persone di tutti i ceti sociali, e moltissimi aristocratici furono colpiti dal ‘mal francese’, come era anche chiamata in Italia la terribile malattia.  

“La scoperta della sifilide di Maria Salviati arricchisce la storia della famiglia Medici di un dato finora sconosciuto, mostrando tutte le potenzialità della ricerca paleopatologica in campo storico-medico”, afferma Valentina Giuffra, direttore della Divisione di Paleopatologia dell’Ateneo pisano. 

Antonio Fornaciari, primo autore del lavoro, spiega: “La scoperta della sifilide di Maria Salviati permette di approfondire l’impatto sociale e culturale della sifilide sulla società rinascimentale. Una malattia che non era considerata con imbarazzo per gli uomini, era invece socialmente stigmatizzata per le donne e considerata sintomo di dissolutezza morale. La malattia di Maria Salviati, anche fosse stata diagnosticata, non poteva essere divulgata. In un momento storico così delicato, in cui Cosimo I in cerca di legittimazione politica stava gettando le basi del Granducato di Toscana, non poteva passare il messaggio che la madre del futuro granduca fosse malata di sifilide”. 

La sifilide costituisce oggi una malattia infettiva riemergente, pericolosamente in espansione anche nel mondo occidentale a causa della scarsa attenzione alla prevenzione e alla protezione nei rapporti sessuali.  

All’Accademia delle Belle Arti di Frosinone arriva il giorno della laurea 

Il giorno della laurea è arrivato per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone, in una sessione che in pochi dimenticheranno perché quella delle discussioni a distanza. Senza abbracci, senza bacio accademico, senza strette di mano, senza brindisi tutti insieme, con i bicchieri di carta che in quel giorno sembrano del cristallo più pregiato.  

Eppure sono ugualmente belle, emozionanti. Ugualmente ricche di quel sentimento che pervade ognuno dei protagonisti in un giorno come questo. Di arrivo e ripartenza insieme. Di conclusione di un ciclo di studi e avvio di quello della vita, che per gli studenti dell’Accademia vuol dire immergersi nel mondo dell’arte. In tutte le sue sfaccettature e meraviglie. 

Sono stati mesi complicati, con l’Accademia che ha però risposto immediatamente alle esigenze degli studenti. La didattica a distanza è stata avviata portando a risultati importanti, pur nella consapevolezza che il contatto umano resta fondamentale. Quando l’emergenza Covid-19 sarà terminata si potrà tornare a calcare i corridoi dell’antico Palazzo Tiravanti e delle altre sedi dell’Accademia. Per il momento lo studio va avanti in questa maniera, grazie all’enorme lavoro portato avanti dal personale docente, tecnico e amministrativo, sotto la supervisione del presidente Ennio De Vellis e della direttrice Loredana Rea, che non hanno mai fatto mancare il loro supporto in questi mesi difficili.  

Di questo particolare momento resta il sorriso dei giovani laureati, carico di felicità e di aspettative per un futuro che possono conquistare grazie a quanto appreso in questi anni di studio in termini didattici, di esperienza ma anche sotto il profilo umano, nelle aule dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone. 

Associazioni Sportive

Ecco di seguito l’elenco delle Associazioni Sportive presenti sul territorio comunale: Calcio A5 “Ardenza Ciampino” Palazzetto dello Sport “F. Tarquini” Massimo Onorati Floorball “Floorball Ciampino” Via Lisbona 15/B Ciampino – Tel. (+39) 346.1266229 Email: floorball.ciampino@libero.it Affiliazioni: Federazione Italiana Unihockey Floorball – Centro Sportivo Italiano Sandro…

Modulistica Cultura e Sport

Vedi la modulistica allegata. Domanda di iscrizione all’Albo delle Associazioni Culturali Scheda riepilogativa dei documenti da allegare per iscrizione all’Albo Modello di conferma annuale iscrizione all’albo comunale delle Associazioni Richiesta patrocinio e dichiarazione sostitutiva certificazione/atto notorietà Richiesta Sala consiliare Allegati Richiesta Sala consiliare • 37…