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Categoria: Cultura

Libri: esce “Il cielo è di tutti” dell’astronoma Patrizia Caraveo 

Esce “Il cielo è di tutti” della scienziata italiana Patrizia Caraveo che sarà in libreria dal 9 luglio per la collana ‘le Grandi voci’ di Edizioni Dedalo. “Sono un’astronoma e mi ritengo una persona molto fortunata”. Inizia così, nella sua premessa, il ‘racconto’ di Patrizia Caraveo che ricorda come studiare il cielo sia “il secondo lavoro più vecchio del mondo e certamente il più affascinante”.  

Nel volume, che verrà presentato per la prima volta la sera dell’8 luglio a Polignano, “affronto il problema dell’inquinamento da luci a terra e da costellazioni di satelliti” spiega Patrizia Caraveo, dirigente di ricerca dell’Inaf e membro dell’Unione Astronomica Internazionale. “La nostra civiltà vive un rapporto di totale schizofrenia nei confronti del cielo. Da un lato è indubbio che oggi la conoscenza astronomica abbia raggiunto livelli inimmaginabili solo pochi decenni fa, dall’altro non conosciamo più nemmeno i rudimenti dell’astronomia che, da materia primaria di insegnamento, è diventata un’ancella della geografia” scrive Caraveo.  

Nel suo nuovo libro, l’astronoma racconta “dal fascino della luce…. a quello del buio” allo spettacolo della “Terra di notte” vista dallo spazio. Ed il “racconto” che traccia Patrizia Caraveo del cielo e “dello spreco” di energia “scioccamente costoso” – e che “impedisce agli abitanti delle città di vedere le stelle” – è scandito non solo da informazioni scientifiche comprensibili a tutti ma anche da foto mozzafiato.  

Giorello, l’intellettuale che amava Topolino 

“Il Novecento ha avuto il suo filosofo più provocatorio in un Topo che, per spregiudicatezza nell’attraversare i confini delle discipline e mettere in discussione la costellazione dei pregiudizi stabiliti, non ha nulla da invidiare a Russell, Popper o Heidegger”. Senza timore di smentite, il filosofo Giulio Giorello, scomparso oggi a 75 anni, lo affermava nel libro “La filosofia di Topolino” (Guanda, 2013, scritto con Ilaria Cozzaglio). “Mickey Mouse (Topolino per noi) ha vissuto – spiegava – le più bizzarre avventure e affrontato quesiti come la terribile libertà del ‘quarto potere’, gli ambigui prodigi della scienza asservita alla guerra, l’impossibilità della giustizia e la difficoltà di trattare con le culture ‘altre’, per non dire delle sfumate regioni del mito o dell’aldilà”.  

“Altro che Topolino tutto legge e ordine, collaboratore della polizia! È invece un ribelle capace di battersi contro ogni forma di prevaricazione, anche se l’esito non è sempre la vittoria – sosteneva Giorello -. Quello che Walt Disney e i suoi collaboratori ci consegnano alla fine di ogni episodio è un Topo sempre più dubbioso sulla natura dell’universo e il complesso mondo di ‘uomini e topi’. Ma proprio per questo continua ad affascinare, perché la ricerca, come l’avventura, non ha fine”. 

Con Tito Faraci nel luglio 2014 Giorello ha scritto una storia per il settimanale “Topolino”, dedicato agli ottant’anni di Paperino: si intitola “La filosofia di Paperino”, dove il papero va a un congresso di filosofi.  

Se il Topolino “libertario e anarchico” era il suo preferito, Giorello ha sempre spaziato, nei suoi studi, in svariate discipline, mosso da una grande curiosità. Nel corso degli anni si è occupato parecchio anche del mondo dei fumetti, da Tex Willer (a cui ha dedicato il libro “La filosofia di Tex Willer”, Mimesis, 1999) a Dylan Dog, fino a Ratman, firmando la prefazione a “Ratman. Superstorie di un supernessuno” di Leo Ortolani (Rizzoli, 2006). 

È morto il filosofo Giulio Giorello 

Il filosofo Giulio Giorello, insigne studioso di filosofia della scienza, tra i maggiori epistemologi degli ultimi decenni, che si era dedicato con particolare attenzione all’indagine delle relazioni tra scienza, etica e politica, è morto oggi a Milano all’età di 75 anni. Era nato il 14 maggio 1945 nel capoluogo lombardo. Era stato allievo di Ludovico Geymonat ed è stato il suo successore nella cattedra di filosofia della scienza all’Università Statale milanese e con il suo maestro aveva firmato il volume “Le ragioni della scienza” (Laterza, 1986). Il professore Giorello era riuscito a superare l’infezione da Covid-19 dopo un ricovero nel Policlinico milanese durato quasi due mesi, da cui era stato dimesso una decina di giorni. Negli ultimi giorni però la sua situazione era peggiorata. E tre giorni fa si era sposato con la sua compagna Roberta Pelachin. 

Laureatosi in filosofia con il marxista Ludovico Geymonat nel 1968 (alla fine degli anni ’80 con la caduta del muro di Berlino se ne distaccò per la perdurante visione dogmatica) e in matematica nel 1971, Giorello ha approfondito le sue ricerche nel campo dell’epistemologia e della storia della scienza, offrendo un contributo determinante alla diffusione della filosofia analitica in Italia. Giorello ha inoltre svolto interessanti speculazioni sui rapporti tra etica, scienza e politica, facendosi promotore di un liberalismo laico del pensiero. Studioso appassionato dei fumetti e in particolare di Topolino, a cui ha dedicato anche libri e saggi, Giorello aveva spiegato il suo credo laico nel libro “Di nessuna chiesa” (Raffaello Cortina, 2005): “Essere laico vuol dire non solo esercitare l’arte del sospetto ma anche agire per una solidarietà che non ha bisogno di un fondamento religioso”.  

Giulio Giorello iniziato la carriera accademica insegnando meccanica razionale presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli studi di Pavia, per poi passare alla Facoltà di Scienze presso l’Università degli Studi di Catania, a quella di Scienze naturali presso l’Università dell’Insubria e al Politecnico di Milano. Al pensionamento di Geymonat, gli subentrò nella cattedra di filosofia della scienza all’Università degli Studi di Milano. E’ stato presidente della Società Italiana di Logica e Filosofia della Scienza e ha diretto la collana Scienza e idee di Raffaello Cortina Editore e ha collaborato, come elzevirista, alle pagine culturali del quotidiano milanese Corriere della Sera. Ha vinto la IV edizione del Premio Nazionale Frascati Filosofia 2012. 

Giorello è autore di una vasta bibliografia. Tra i suoi numerosi saggi “Il pensiero matematico e l’infinito” (Unicopli, 1982), “Lo spettro e il libertino” (Mondadori, 1985), “Filosofia della scienza” (Jaca Book, 1992), “Prometeo, Ulisse, Gilgamesh” (Raffaello Cortina, 2004); “La scienza tra le nuvole. Da Pippo Newton a Mr Fantastic” (Raffaello Cortina, 2007); “Libertà. Un manifesto per credenti e non credenti” (con Dario Antiseri, Bompiani, 2008); “Lo scimmione intelligente” (con Edoardo Boncinelli, Rizzoli, 2009); “Lussuria” (Il Mulino, 2010); “Senza Dio” (Longanesi, 2010); “Il tradimento” (Longanesi, 2012); “La filosofia di Topolino” (con Ilaria Cozzaglio), Guanda, 2013), “La matematica della natura” (con Vincenzo Barone, Il Mulino, 2016), “L’etica del ribelle. Intervista su scienza e rivoluzione” (a cura di P. Donghi, Laterza, 2017); “L’incanto e il disinganno: Leopardi” (Guanda, 2016, con Edoardo Boncinelli); “Giardini del fantastico” (Edizioni Ets 2017, con Pier Luigi Gaspa) e “Libertà di pensiero” (Mimesis, 2018). 

Intellettuale sempre schierato a sinistra, Giorello fin da giovane al liceo Berchet di Milano era entrato in conflitto con il fondatore di Comunione e Liberazione, don Luigi Giussani, suo insegnante di religione. La sua laicità non gli ha tuttavia impedito di dialogare in più occasioni con il cardinale Carlo Maria Martini: con l’ex arcivescovo di Milano ha firmato il libro a quattro mani “Ricerca e carità” (Edizioni San Raffaele, 2010). 

“Giulio Giorello è deceduto. Filosofo raffinato, epistemologo, grande appassionato delle questioni riguardanti il ‘metodo’ della scienza. Ha riflettuto intensamente anche su etica, politica, religione. L’Italia perde un grande pensatore, mai banale. Ci restano le sue dense pagine”. Lo scrive in un tweet il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 

 

Accuse di transfobia, Rowling rivela: “Io vittima di abusi” 

“Sono stata vittima di abusi domestici e aggressioni sessuali”. Lo confessa la scrittrice britannica J.K. Rowling, autrice della saga delle avventure del maghetto Harry Potter, in un blog sul suo profilo Twitter con quasi 15 milioni di follower, precisando di aver deciso di fare questa rivelazione per rispondere alle accuse di transfobia nei suoi confronti, dopo la marea di critiche nate pochi giorni fa da un suo commento sulla questione transgender. 

Rowling rende noto di essere stata vittima di una violenza sessuale quando aveva 20 anni e in seguito di essere stata sottoposta ad abusi domestici da parte del primo marito. “Se tu potessi entrare nella mia testa e capire cosa provo quando leggo di una donna trans che muore per mano di un uomo violento, troveresti solidarietà e parentela”, ha scritto. “Io sono sotto gli occhi del pubblico ormai da oltre vent’anni e non ho mai parlato pubblicamente di essere una sopravvissuta agli abusi domestici e alle aggressioni sessuali – ha precisato Rowling -. Questo non perché mi vergogni di ciò che mi è successo, ma perché sono cose traumatiche da rivivere e ricordare”. 

Rowling è stata in silenzio anche perché voleva “proteggere” la figlia nata dal primo matrimonio e prima di rivelare gli abusi “mi sono confrontata con lei, che mi ha incoraggiato a raccontare tutto”. La marea di critiche ricevute sui social per i suoi commenti sui transgender hanno risvegliato in lei “il ricordo doloroso di una grave aggressione sessuale che ho sofferto a 20 anni, avvenuta in un momento in cui ero vulnerabile e un uomo ne ha approfittato”. 

Nel suo intervento inteso come chiarificatore, Rowling scrive del suo impegno contro il sessismo e la misoginia e racconta le sue incertezze sulla propria identità di genere durante l’adolescenza, quando era “mentalmente senza sesso” ed era preda di “un grave disturbo ossessivo compulsivo”. “Mio padre avrebbe voluto un maschio e mi rifiutava come femmina, se fossi nata trent’anni più tardi forse sarei diventata anch’io un transgender”, afferma la scrittrice. 

Nei giorni scorsi la creatrice di Harry Potter ha provocato polemiche perché se l’era presa su Twitter con chi parlava di “persone con le mestruazioni” invece di usare, come lei avrebbe preferito, il termine “donne”. Da allora Rowling è stata bersagliata da una valanga di critiche, tanto da intervenire l’attore Daniel Radcliffe, che ha dato il volto ad Harry Potter al cinema, per scusarsi con le donne trans che potrebbero essere state “offese dall’osservazione di Rowling”. Anche l’attrice Emma Watson si è schierata a favore della comunità trans e contro le parole di J.K. Rowling: “Voglio che i miei follower trans sappiano che io e tante altre persone in tutto il mondo vi vediamo, vi rispettiamo e vi amiamo per quello che siete”.  

Mussolini annuncia entrata in guerra, il video restaurato e a colori 

Sono passati 80 anni da quando Benito Mussolini, il 10 giugno del 1940, annunciò l’entrata dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale. Un evento filmato che vede il Duce affacciato al balcone di Palazzo Venezia davanti a una folla oceanica. Il video è stato restaurato e colorizzato dall’Archivio storico Luce e i primi 90 secondi sono già visibili. Il filmato integrale, spiega in una nota il Luce, sarà trasmesso in data di prossimo annuncio. 

 

 

Premio Strega, a sorpresa sei finalisti 

di Paolo Martini  

Sestina a sorpresa per il Premio Strega 2020. A guidare i finalisti è Sandro Veronesi con ‘Il colibri’ (La nave di Teseo), già vincitore dello Strega nel 2006 con ‘Caos calmo’, che ha ottenuto 210 voti nella votazione di questa sera in diretta streaming dal Tempio di Adriano a Roma a causa della pandemia da coronavirus. Al secondo posto a pari merito, con 199 voti, entrambi editi da Einaudi: Gianrico Carofiglio con ‘La misura del tempo’ e Valeria Parrella con ‘Almarina’. Quarto posto per l’ex top manager di Rizzoli e Mondadori Gian Arturo Ferrari con il romanzo di esordio ‘Ragazzo italiano’ (Feltrinelli) con 181 voti. A chiudere la tradizionale cinquina Daniele Mencarelli con ‘Tutto chiede salvezza’ (Mondadori) con 168 voti, che ha ottenuto anche la settima edizione del Premio Strega Giovani. Tutti e cinque i nomi di questi autori erano già circolati ripetutamente come i possibili finalisti. Dopo 21 anni dall’ultima volta, il Comitato direttivo della Fondazione Goffredo e Maria Bellonci, che gestisce il Premio Strega, ha utilizzato di nuovo la clausola di salvaguardia prevista dal regolamento che prevede l’inserimento di un autore pubblicato da un piccolo e medio editore: è stato così optato entrato Jonathan Bazzi con ‘Febbre’ (Fandango Libri), che ha ottenuto 137 voti. Il vincitore della LXXIV edizione del Premio Strega sarà proclamato giovedì 2 luglio durante la tradizionale cerimonia al Ninfeo di Villa Giulia Roma, che quest’anno, causa Covid-19, sarà però “meno affollato” del solito, ha anticipato Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, è in diretta su Rai 3.  

Secondo le attuali disposizioni governative per l’emergenza sanitaria, per la prima volta lo scrutinio è avvenuto in assenza di pubblico e con la presenza degli autori candidati, intervistati da Loredana Lipperini, scrittrice e giornalista di Radio Tre. Hanno espresso il proprio voto esclusivamente online 592 tra persone singole e voti collettivi su 660 aventi diritto (400 Amici della domenica, ai quali si aggiungono 200 voti espressi da studiosi, traduttori e intellettuali italiani e stranieri selezionati da 20 Istituti italiani di cultura all’estero, 40 lettori forti selezionati da 20 librerie indipendenti distribuite in tutta Italia, 20 voti collettivi espressi da scuole, università e gruppi di lettura, tra cui 15 circoli costituiti presso le Biblioteche di Roma). Accedono alla seconda votazione sei libri anziché cinque secondo l’articolo 7 del regolamento di votazione, come è stato spiegato durante la cerimonia in streaming: “se nella graduatoria dei primi cinque non è compreso almeno un libro pubblicato da un editore medio-piccolo (così definito secondo la classificazione delle associazioni di categoria e le conseguenti valutazioni del comitato direttivo), accede alla seconda votazione il libro (o in caso di ex aequo i libri) con il punteggio maggiore, dando luogo a una finale a sei (o più) candidati”.  

Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci, ha dichiarato: “In questi ultimi anni il panorama dell’editoria italiana ha subito notevoli trasformazioni e si è arricchito di nuove presenze. Per esempio, La nave di Teseo in meno di cinque anni è riuscita a conquistare una posizione di rilievo nella produzione della narrativa italiana, che trova conferma anche nel fatto che i suoi libri da qualche anno sono presenti regolarmente tra i finalisti del Premio Strega. Di qui la decisione del Comitato direttivo di non considerarlo più un piccolo editore”. “Un altro fenomeno interessante – ha aggiunto Solimine . è la vivacità della piccola e media editoria, che offre costantemente novità di qualità e propone nuovi autori molto interessanti. In questa LXXIV edizione la dozzina prevedeva alcuni libri con queste caratteristiche e siamo molto contenti che, in un anno certo non facile per il mercato librario e per la piccola editoria indipendente, il libro di Jonathan Bazzi abbia potuto accedere alla seconda fase della competizione”. Non è la prima volta che giunge in finale una sestina. Era accaduto per un ex aequo al quinto posto della prima votazione nel 1953, 1960, 1961, 1963, 1979, 1986 e 1999. Questi i voti ottenuti dagli altri libri in gara: Marta Barone, “Città sommersa” (Bompiani) 142 voti, Giuseppe Lupo, “Breve storia del mio silenzio” (Marsilio) 126 voti, Silvia Ballestra, “La nuova stagione” (Bompiani) 122 voti, Remo Rapino, “Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio” (Minimum Fax) 109 voti, Gian Mario Villalta, “L’apprendista” (Sem) 93 voti, Alessio Forgione, “Giovanissimi” (NN Editore) 90 voti. 

Il finalista della sestina Daniele Mencarelli con il romanzo “Tutto chiede salvezza” (Mondadori) è anche il vincitore della settima edizione del Premio Strega Giovani, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Strega Alberti con il contributo della Camera di Commercio di Roma e in collaborazione con Bper Banca. Il vincitore è stato annunciato in apertura della diretta streaming dal presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, collegato da remoto, rispettando la tradizione che negli anni precedenti ha visto svolgersi la cerimonia di proclamazione sempre a Palazzo Montecitorio. Quello di Daniele Mencarelli, con 64 preferenze su 344 voti espressi, è stato il libro più votato da una giuria di ragazze e ragazzi tra i sedici e i diciotto anni provenienti da cinquantotto scuole secondarie superiori distribuite in undici regioni italiane e tre città all’estero (Berlino, Bruxelles, Parigi). Hanno concorso per il riconoscimento i dodici libri candidati al Premio Strega. Al secondo e al terzo posto si sono classificati i libri di Gianrico Carofiglio, “La misura del tempo” (Einaudi), con 56 voti e di Jonathan Bazzi, “Febbre” (Fandango), con 43 voti. La terzina ottiene un voto valido per l’elezione dei finalisti alla LXXIV edizione del Premio Strega. In questa settima edizione, svoltasi in condizioni del tutto particolari a causa della chiusura degli istituti scolastici, i giovani giurati hanno potuto incontrare gli autori attraverso una piattaforma online, ospiti dell’associazione di scrittrici e scrittori Piccoli Maestri.  

Prima dell’annuncio del vincitore il vice direttore generale di Bper Banca Stefano Rossetti ha assegnato il premio Teen! Un premio alla scrittura a Claudia Teti del Liceo Statale Terenzio Mamiani di Roma, autrice della miglior recensione. Claudia ha ritirato la targa al Tempio di Adriano congratulandosi con l’autore che ha votato, Daniele Mencarelli. Riceverà inoltre una borsa di studio offerta dalla Banca. Bper Banca rafforza il suo sostegno al Premio assegnando un riconoscimento speciale agli autori finalisti. Anche quest’anno, grazie al coinvolgimento delle venti Accademie di Belle Arti statali nazionali, ha indetto un concorso per la realizzazione di una scultura ispirata al mestiere di scrivere e all’importanza della promozione della lettura. La studentessa vincitrice di questa edizione è Sofia Felice dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Riceverà da Bper Banca un premio in denaro, ma soprattutto vedrà realizzata la propria opera che sarà donata agli autori finalisti nel corso della serata finale del premio che anche quest’anno si svolgerà giovedì 2 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e in diretta su Rai 3. L’immagine che accompagna la LXXIV edizione del Premio Strega è stata realizzata da uno dei disegnatori italiani più apprezzati al livello internazionale, Emiliano Ponzi, nel segno di un progetto inaugurato in occasione della settantesima edizione con Manuele Fior, e proseguito con Franco Matticchio, Riccardo Guasco e Alessandro Baronciani. 

‘Strega’, ‘Cagna’: JK Rowling sotto attacco 

JK Rowling è finita al centro di una ‘bufera’ sui social network per aver fatto delle affermazioni su Twitter, ritenute “commenti anti-trans” ma anche discrinatori nei confronti di una parte delle donne. L’autrice di Harry Potter, che proprio in queste settimane ha lanciato la sua nuova avventura editoriale (la fiaba per bambini a puntate ‘The Ickabog’), aveva contestato il titolo di un articolo sulla parità sanitaria, che recitava “Creare un mondo post-Covid-19 più equo per le persone che hanno le mestruazioni”. 

“‘Le persone che hanno le mestruazioni’. Sono sicura che ci fosse una parola per quelle persone”, ha twittato sabato. “Qualcuno mi aiuti. Wumben? Wimpund? Woomud?”, ha aggiunto ironica riferendosi evidentemente al termine ‘women’. Ma il tweet ha scatenato una serie di attacchi, anche feroci, contro la scrittrice, da parte di chi ha visto nella frase la volontà di definire donna solo chi ha le mestruazioni.  

Numerosi utenti su Twitter hanno sottolineato che molte persone che si identificano come donne, come le donne transgender, e le donne che sono in menopausa, non hanno le mestruazioni. E al contrario, alcune persone che non si identificano come donne, potrebbero ancora avere le mestruazioni, come i trans che passano da un’identità anagrafica femminile a quella maschile. 

Un commentatore ha scritto: “Che cosa succede quando le donne entrano in menopausa? E che dire delle donne che hanno avuto isterectomie? O delle donne che non hanno le mestruazioni a causa di problemi ormonali? Non sono donne? Nulla di ciò che dici impedisce alle donne trans di essere donne”. Una ragazza ha scritto: “È interessante, perché ho l’endometriosi e per le cure che faccio non ho più le mestruazioni. Non ho avuto più un ciclo mestruale dalle superiori e ho 21 anni. Devo chiedermi se non sono più una donna?” 

Ma alcuni commenti sono stati decisamente più duri, arrivando alle offese e agli insulti. Tanto che nelle ultime ore, Rowling ha fatto diversi altri tweet commentando la polemica: “‘Feminazi’, ‘Terf’ (acronimo di Trans-Exclusionary Radical Feminist, ossia una femminista radicale che esclude le persone transessuali, ndr.), ‘Strega’, ‘Cagna'”,ha twittato la scrittrice citando alcuni degli epiteti usati nei suoi confronti. “I tempi cambiano. L’odio nei confronti delle donne è eterno”, ha aggiunto. In altri tweet, Rowling è entrata nel merito del tema: “Rispetto il diritto di tutte le persone trans di vivere in un modo che sia autentico e confortevole per loro. Marcerei con voi se voi foste discriminati sulla base dell’essere trans. Allo stesso tempo, la mia vita è stata plasmata dall’essere femmina. Non credo sia odioso dirlo”. 

Studio scopre sifilide della moglie di Giovanni dalle Bande Nere  

di Paolo Martini  

Uno studio scientifico ha svelato un segreto lungo quasi cinque secoli: la sifilide di Maria Salviati (1499-1543), moglie di Giovanni dalle Bande Nere e madre di Cosimo I de’ Medici. La nuova scoperta, che riscrive la storia della famiglia dei Medici di Firenze, vedendo come possibile infettatore, a causa della sfrenata vita sessuale, il leggendario condottiero del Rinascimento al servizio del papa, è stata compiuta da un team della Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa: ora ha guadagnato la copertina del numero di giugno della prestigiosa rivista “EmergingInfectiousDiseases” del Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta (Usa). Gli autori della ricerca sono i ricercatori Antonio Fornaciari, Raffaele Gaeta, Simona Minozzi e Valentina Giuffra. 

Nel 2012 è stata condotta dall’equipe pisana la riesumazione dei resti di Giovanni dalle Bande Nere (1498-1526) e di sua moglie Maria Salviati sepolti nelle Cappelle Medicee di San Lorenzo a Firenze. Lo studio dello scheletro di Maria Salviati ha rivelato i segni inequivocabili della sifilide venerea nella sua fase terziaria: sono ad esempio evidenti le lesioni sifilitiche sull’osso frontale del cranio.  

La diagnosi è una novità assoluta nella storia delle malattie dell’illustre casato: dai documenti del tempo non risulta infatti che Maria soffrisse di sifilide, una malattia ben conosciuta dai medici del Rinascimento, ma che non le fu mai esplicitamente diagnosticata. Sappiamo invece che la stessa nobildonna rifuggiva le visite approfondite dei dottori, quasi a tenere nascosta per pudicizia le manifestazioni più eclatanti del male che la tormentava. 

Maria probabilmente venne infettata dal marito, il celebre Giovanni dalle Bande Nere, che aveva una vita sessuale sregolata, ricca di frequentazioni con prostitute, in un’epoca in cui il male venereo serpeggiava tra le cortigiane e tra chi conduceva il mestiere delle armi. Dopo la scoperta delle Americhe, infatti, la sifilide fece la propria comparsa in Europa con una violenza di manifestazioni cliniche e una virulenza che si attenuerà solo dopo la metà del ‘500.  

Di sifilide si ammalarono persone di tutti i ceti sociali, e moltissimi aristocratici furono colpiti dal ‘mal francese’, come era anche chiamata in Italia la terribile malattia.  

“La scoperta della sifilide di Maria Salviati arricchisce la storia della famiglia Medici di un dato finora sconosciuto, mostrando tutte le potenzialità della ricerca paleopatologica in campo storico-medico”, afferma Valentina Giuffra, direttore della Divisione di Paleopatologia dell’Ateneo pisano. 

Antonio Fornaciari, primo autore del lavoro, spiega: “La scoperta della sifilide di Maria Salviati permette di approfondire l’impatto sociale e culturale della sifilide sulla società rinascimentale. Una malattia che non era considerata con imbarazzo per gli uomini, era invece socialmente stigmatizzata per le donne e considerata sintomo di dissolutezza morale. La malattia di Maria Salviati, anche fosse stata diagnosticata, non poteva essere divulgata. In un momento storico così delicato, in cui Cosimo I in cerca di legittimazione politica stava gettando le basi del Granducato di Toscana, non poteva passare il messaggio che la madre del futuro granduca fosse malata di sifilide”. 

La sifilide costituisce oggi una malattia infettiva riemergente, pericolosamente in espansione anche nel mondo occidentale a causa della scarsa attenzione alla prevenzione e alla protezione nei rapporti sessuali.  

All’Accademia delle Belle Arti di Frosinone arriva il giorno della laurea 

Il giorno della laurea è arrivato per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone, in una sessione che in pochi dimenticheranno perché quella delle discussioni a distanza. Senza abbracci, senza bacio accademico, senza strette di mano, senza brindisi tutti insieme, con i bicchieri di carta che in quel giorno sembrano del cristallo più pregiato.  

Eppure sono ugualmente belle, emozionanti. Ugualmente ricche di quel sentimento che pervade ognuno dei protagonisti in un giorno come questo. Di arrivo e ripartenza insieme. Di conclusione di un ciclo di studi e avvio di quello della vita, che per gli studenti dell’Accademia vuol dire immergersi nel mondo dell’arte. In tutte le sue sfaccettature e meraviglie. 

Sono stati mesi complicati, con l’Accademia che ha però risposto immediatamente alle esigenze degli studenti. La didattica a distanza è stata avviata portando a risultati importanti, pur nella consapevolezza che il contatto umano resta fondamentale. Quando l’emergenza Covid-19 sarà terminata si potrà tornare a calcare i corridoi dell’antico Palazzo Tiravanti e delle altre sedi dell’Accademia. Per il momento lo studio va avanti in questa maniera, grazie all’enorme lavoro portato avanti dal personale docente, tecnico e amministrativo, sotto la supervisione del presidente Ennio De Vellis e della direttrice Loredana Rea, che non hanno mai fatto mancare il loro supporto in questi mesi difficili.  

Di questo particolare momento resta il sorriso dei giovani laureati, carico di felicità e di aspettative per un futuro che possono conquistare grazie a quanto appreso in questi anni di studio in termini didattici, di esperienza ma anche sotto il profilo umano, nelle aule dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone. 

Associazioni Sportive

Ecco di seguito l’elenco delle Associazioni Sportive presenti sul territorio comunale: Calcio A5 “Ardenza Ciampino” Palazzetto dello Sport “F. Tarquini” Massimo Onorati Floorball “Floorball Ciampino” Via Lisbona 15/B Ciampino – Tel. (+39) 346.1266229 Email: floorball.ciampino@libero.it Affiliazioni: Federazione Italiana Unihockey Floorball – Centro Sportivo Italiano Sandro…

Modulistica Cultura e Sport

Vedi la modulistica allegata. Domanda di iscrizione all’Albo delle Associazioni Culturali Scheda riepilogativa dei documenti da allegare per iscrizione all’Albo Modello di conferma annuale iscrizione all’albo comunale delle Associazioni Richiesta patrocinio e dichiarazione sostitutiva certificazione/atto notorietà Richiesta Sala consiliare Allegati Richiesta Sala consiliare • 37…