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Categoria: Sport

Napoli ko 3-1 e il Barcellona vola ai quarti 

Si ferma agli ottavi di finale la corsa del Napoli in Champions League. Gli azzurri si arrendono alla superiorità del Barcellona che vince 3-1 in un Nou Camp desolatamente vuoto superando il turno dopo il pareggio per 1-1 di cinque mesi fa al San Paolo. I ragazzi di Gattuso comunque non demeritano di fronte ai più blasonati rivali, trascinati dal solito Messi, ed escono con l’onore delle armi. Alla final eight di Lisbona il calcio italiano sarà quindi rappresentato solo dall’Atalanta, in campo mercoledì contro il Psg nei quarti di finale 

In avvio di partita i partenopei spaventano i catalani cogliendo un palo dopo due minuti. Insigne da sinistra serve in area Mertens che calcia in girata di controbalzo sinistro e colpisce il legno esterno alla destra di Ter Stegen. All’11 però, alla loro prima vera occasione passano i padroni di casa: sull’angolo da sinistra di Rakitic, Lenglet svetta più in alto di Mario Rui e di testa infila il pallone alla destra di Ospina. 

Rete convalidata dopo un check con il Var: il difensore francese si libera per il salto spingendo Demme ma gli arbitri non ritengono la spinta meritevole di sanzione. Il gol del vantaggio dà fiducia agli azulgrana che crescono con il passare dei minuti e trovano il raddoppio con Messi al 23′. Il fuoriclasse argentino si accentra da destra verso l’area saltando Mario Rui, Insigne e Koulibaly, cade ma si rialza e di sinistro infila il pallone sul secondo palo.  

Alla mezz’ora gol annullato al fuoriclasse di Rosario. Jordi Alba dalla sinistra serve Suarez che di destro impegna Ospina, la palla arriva sulla sinistra a De Jong che rimette in mezzo per Messi che controlla con la mano e con un morbido pallonetto di sinistro supera il portiere azzurro. Dopo aver rivisto l’azione al Var l’arbitro giustamente annulla. Il terzo gol arriva però al 46′ grazie a un calcio di rigore concesso da Cakir per un fallo in area di Koulibaly sullo scatenato Messi. Dagli 11 metri Suarez non sbaglia. Prima della fine della frazione il Napoli accorcia le distanze sempre su rigore causato da un intervento di Rakitic su Mertens. Insigne spiazza Ter Stegen e fissa il punteggio sul 3-1. In avvio di ripresa il Napoli alza il baricentro con un pressing altissimo e all’11’ si rende pericoloso: Mertens lancia Fabian Ruiz in campo aperto ma lo spagnolo invece di tirare da ottima posizione tergiversa con il pallone e permette alla difesa blaugrana di recuperare. Al 18′ bella serpentina di Insigne che vanifica tutto sbagliando la misura del passaggio decisivo per Mertens. Al 25′ Gattuso tenta il tutto per tutto inserendo Lozano e Politano al posto di Zielinski e Callejon. Proprio l’attaccante messicano sfiora la rete appena entrato ma il suo colpo di testa su cross di Insigne termina alto. Al 36′ gol annullato agli ospiti: cross dalla trequarti sinistra di Mario Rui per Milik, da poco entrato per Insigne, che insacca di testa ma in fuorigioco di mezzo metro. Al 40′ l’ultimo brivido per il Barcellona con il palo colto da Lozano: cross dalla destra di Politano per l’ex Psv Eindhoven che da posizione defilata va di testa ma colpisce la base del montante alla destra di Ter Stegen. 

 

Juventus, Pirlo è il nuovo allenatore 

Andrea Pirlo è il nuovo allenatore della Juventus al posto dell’esonerato Maurizio Sarri. L’ex centrocampista bianconero ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2022. Lo ha annunciato il club campione d’Italia con una nota sul proprio sito ufficiale: “Sarà Andrea Pirlo il nuovo allenatore della Juventus. 41 anni, nato a Flero in provincia di Brescia, Andrea Pirlo ha una carriera leggendaria da calciatore che lo ha portato a vincere tutto, dalla Champions League al Campionato del Mondo nel 2006. Nei suoi quattro anni alla guida del centrocampo della Juventus, Pirlo ha vinto altrettanti scudetti, una Coppa Italia e due Supercoppe”.  

“Oggi inizia un nuovo capitolo della sua carriera nel mondo del calcio – si legge su juventus.com -. Come si era detto circa una settimana fa: da Maestro a Mister. Da oggi per il popolo juventino sarà IL Mister, poiché la società ha deciso di affidargli la guida tecnica della Prima Squadra, dopo averlo già selezionato per la Juventus Under23. La scelta odierna si basa sulla convinzione che Pirlo abbia le carte in regola per guidare, fin dal suo esordio sulla panchina, una rosa esperta e di talento per inseguire nuovi successi. Andrea Pirlo ha firmato oggi un contratto biennale fino al 30 giugno 2022”. 

Juventus, Sarri esonerato 

Maurizio Sarri non è più l’allenatore della Juventus. Il club bianconero ha annunciato l’esonero del tecnico con un comunicato ufficiale all’indomani dell’eliminazione agli ottavi di Champions per mano del Lione. “Juventus Football Club comunica che Maurizio Sarri è stato sollevato dal suo incarico di allenatore della Prima Squadra. La Società desidera ringraziare il tecnico per aver scritto una nuova pagina della storia bianconera con la vittoria del nono Scudetto consecutivo, coronamento di un percorso personale che lo ha portato a scalare tutte le categorie del calcio italiano”, si legge nella nota. 

La Juventus torna quindi a sondare il mercato alla ricerca di un nuovo tecnico. Tra i nomi circolati nelle ultime ore vi è quello di Mauricio Pochettino, ex tecnico del Tottenham. In lizza ci sarebbe anche il portoghese Paulo Sousa, ex giocatore bianconero che ha già allenato in Italia la Fiorentina. Non è da escludere dal novero dei potenziali eredi di Sarri nemmeno Simone Inzaghi, oggi sulla panchina della Lazio.  

Champions, si spezza il sogno Juve: bianconeri eliminati 

Si infrange agli ottavi di finale il sogno Champions della Juventus che allo Stadium non riesce nell’impresa di ribaltare l’1-0 dell’andata in favore dei francesi, i bianconeri si impongono 2-1 ma lo 0-1 dell’andata dello scorso 26 febbraio condanna la squadra di Sarri. Al gol su rigore di Depay al 12’ replica, sempre dal dischetto, Ronaldo al 43’. Nella ripresa, minuto 59, il 2-1 dei bianconeri sempre con CR7. Sarà dunque la squadra di Rudi Garcia a volare in Portogallo per giocare le Final Eight.  

Minuti iniziali di studio con i bianconeri aggressivi e i francesi attenti a chiudere gli spazi. Tocco di Higuain per Ronaldo, CR7 calcia fuori misura ma il guardalinee alza la bandierina del fuorigioco. All’8’ ripartenza dei transalpini con Aouar che lascia partire un tiro al volo dal limite toccato da Szczesny in angolo. Al 10’ rigore per la squadra di Garcia per un fallo di Bernardeschi, l’arbitro Zwayer dopo aver consultato il Var indica gli 11 metri. Dal dischetto Depay spiazza il portiere bianconero con un tocco sotto. 

Strada in salita per la Juve che ora deve segnare 3 gol per superare il turno. Passaggio in profondità per Ronaldo che incrocia con palla fuori di poco ma il portoghese è in offside. Al 19’ grande giocata di Bernardeschi che sulla destra supera due difensori, entra in area sulla linea di fondo e dribbla anche il portiere ma al momento del tiro viene murato da Marcelo. Poco dopo colpo di spalla di CR7, palla alta di poco. Alla mezz’ora spinge Rabiot sulla sinistra, il cross per Ronaldo viene intercettato da Marcelo.  

Cross di Cuadrado per l’incornata di Higuain, Lopes blocca a terra. Contropiede con Depay, al limite dell’area Alex Sandro ferma la trama offensiva. Al 38’ punizione dal limite per fallo su Bentancur, Ronaldo a giro impegna severamente Lopes che in tuffo a mano aperta si salva. Altra chance su calcio da fermo per la Juve al 43’, la palla viene toccata da Depay in barriera e l’arbitro ravvisa gli estremi del rigore. Ronaldo dal dischetto non sbaglia e spiazza il portiere.  

A inizio ripresa, minuto 51’ punizione tagliata di Pjanic, Lopes di pugni anticipa De Ligt. La Juventus gioca stabilmente nella metà campo avversaria coi francesi pronti a colpire in contropiede. Al 57’, dopo una azione prolungata, Lione al tiro con Bruno Guimaraes alto sopra la traversa. Al 59’ Ronaldo inventa il gol del 2-1, il portoghese porta palla e dai 20 metri lascia partire un tiro potente sul primo palo con Lopes che tocca ma non riesce deviare. Nel Lione fuori Denayer, dentro Andersen. Cross di Alex Sandro per Higuain anticipato da Andersen in angolo. Sul corner colpo di testa di Bonucci fuori di poco.  

Altri 2 cambi nel Lione, dentro Dembelé ed Reine Adelaide per Depay ed Ekambi. Ronaldo affonda sulla sinistra e crossa teso per Higuain ma il ‘Pipita’ non riesce nella deviazione vincente. Nella Juve Danilo per Cuadrado e Bernardeschi per Dybala. Occasionissima per Ronaldo al 75’, colpo di testa di CR7 su cross da calcio d’angolo con palla che sorvola la traversa. Nonostante i 5 mesi di inattività, la Ligue1 si è fermata a marzo per l’emergenza Covid, la squadra di Garcia ha energie da vendere. Al 78’ proteste dei francesi per un presunto fallo di mano di Bonucci in area, l’arbitro non ravvisa gli estremi del rigore. Palla a Dembelé in area, l’attaccante si gira ma De Ligt contiene il tiro.  

All’83’ finisce dopo una manciata di minuti la partita di Dybala che chiede il cambio, al suo posto Olivieri. Passano i minuti con la Juve sempre a caccia del gol qualificazione. Su azione d’attacco del Lione contropiede della Juve con Danilo che viene fermato in maniera fallosa da Marcal ammonito. Sono 6 i minuti di recupero. Al 92’ punizione dal limite invitante per la Juve, ci prova Ronaldo ma colpisce la barriera. Dalla bandierina va Bentancur, la difesa francese spazza. Non succede più nulla, il Lione si qualifica per i quarti di finale di Champions League.  

Roma-Friedkin, è fatta: finisce era Pallotta 

“AS Roma SPV, LLC (“AS Roma SPV”), azionista di maggioranza di AS Roma S.p.A. (il “Club”), annuncia la sottoscrizione di un accordo vincolante di acquisto di azioni con The Friedkin Group, Inc. (“Friedkin”)”. Inizia così il comunicato pubblicato sul sito ufficiale della Roma. Accordo “ai sensi del quale, tra le altre cose, AS Roma SPV cederà a Friedkin la sua partecipazione di controllo detenuta nel Club e alcune attività correlate, compresi i fondi che ha messo a disposizione del Club per supportare la sua prevista capitalizzazione, e Friedkin assumerà alcune passività relative al Club (l’”Operazione”)”. 

“L’Operazione sarà effettuata attraverso una cessione a Friedkin dell’intera partecipazione detenuta da AS Roma SPV nel Club pari all’86,6% del capitale sociale del Club – si legge ancora – di cui una partecipazione diretta del 3,3% del capitale sociale del Club e di una partecipazione indiretta dell’83,3% detenuta da AS Roma SPV attraverso la sua controllata NEEP Roma Holding S.p.A. (“NEEP”), per un prezzo di acquisto pari a Euro 0,1165 per azione”. “Più in generale, l’Operazione prevede che Friedkin acquisisca, oltre al 100% del capitale azionario di NEEP, anche il 100% del capitale sociale di ASR Soccer LP S.r.l. e il 100% del capitale azionario di ASR Retail TDV S.p.A. L’Operazione è valutata in circa 591.000.000 di Euro”, si sottolinea. 

“L’Operazione dovrebbe concludersi entro la fine di agosto 2020 ed è soggetta a condizioni standard per questo genere di transazioni – continua la nota – In base a determinate condizioni, AS Roma SPV ha il diritto di risolvere gli accordi sottoscritti e trattenere l’importo versato in deposito a garanzia come commissione di risoluzione, nel caso in cui l’Operazione non si concluda entro il 17 agosto 2020 o prima di tale data, e tale termine non sia esteso da AS Roma SPV”. “Inoltre, fatte salve determinate condizioni, sia AS Roma SPV che Friedkin hanno il diritto di risolvere l’accordo sottoscritto senza trattenere alcuna commissione di risoluzione, nel caso in cui l’Operazione non si concluda entro il 31 agosto 2020”, si legge poi nella nota. 

“Il completamento dell’Operazione comporterà l’obbligo per Friedkin di lanciare un’offerta pubblica obbligatoria sulle azioni in circolazione del Club (che rappresentano circa il 13,4% del capitale sociale del Club) ai sensi delle leggi e dei regolamenti applicabili” conclude. 

Dopo l’annuncio alla CONSOB, Jim Pallotta, il presidente dell’AS Roma, ha dichiarato: “Sono lieto di confermare che abbiamo raggiunto un accordo con il Friedkin Group per la vendita dell’AS Roma. Questa notte abbiamo firmato i documenti e nei prossimi giorni lavoreremo assieme per completare il percorso formale e legale che porterà al passaggio di mano del Club. Negli ultimi mesi, Dan e Ryan Friedkin hanno dimostrato totale dedizione nel voler finalizzare questo accordo e nel guidare il Club positivamente. Sono certo che saranno dei grandi futuri proprietari per l’AS Roma”. 

Dan Friedkin, Chairman e CEO del The Friedkin Group ha dichiarato: “Noi tutti al Friedkin Group siamo felici di aver fatto i passi necessari a diventare parte di questa città e club iconici. Non vediamo l’ora di chiudere l’acquisto il prima possibile e di immergerci nella famiglia dell’AS Roma”. 

Europa League, Inter ai quarti: battuto il Getafe 2-0 

L’Inter batte 2-0 il Getafe e si qualifica ai quarti di finale di Europa League. Alla Schalke Arena di Gelsenkirchen decidono le reti di Lukaku al 33′ ed Eriksen all’83’. Gli spagnoli falliscono un calcio di rigore al 76′ con Molina. L’Inter affronterà ai quarti la vincente del match tra il Bayer Leverkusen e i Glasgow Rangers in programma giovedì. 

“Sapevamo della difficoltà del match. Loro son partiti forte, noi abbiamo sbagliato subito un’uscita con De Vrij. Ci aspettavamo una partita così, sporca, e ci siamo sporcati. E’ una cosa molto positiva, i ragazzi stanno crescendo dal punto di vista mentale, uno step che durante l’anno ci è un po’ mancato. Andare avanti in Europa per noi vuol dire anche fare esperienza. Sono contento per la prestazione. Stiamo diventando una squadra tosta”, ha detto il tecnico Antonio Conte.  

“Lukaku ha fatto un bel gol, attaccando la profondità -ha proseguito llodando la prova del centravanti belga-. Oggi ha ritardato un po’ a entrare in partita, specie nei primi 20 minuti, ma poi mi è piaciuto così come Lautaro e anche Sanchez. E’ stata una serata positiva. Questi ragazzi hanno voglia, non vogliono andare in vacanza”. Un applauso anche per Eriksen: “Sono contento per Christian: come tutti, anche lui ha bisogno di situazioni positive a livello mentale. Ma lui è un bravissimo ragazzo e sa che faccio delle scelte per il bene dell’Inter. Il fatto che si sia subito calato nel match e abbia fatto gol è importante”. 

E sul riscatto di Sanchez dal Manchester United, dopo le tensioni dei giorni scorsi arriva anche un applauso di Conte al club: “L’operazione Sanchez è stata un’operazione ottima da parte della società. Alle condizioni a cui siamo riusciti a prenderlo, è certamente una buonissima operazione. Ce lo siamo meritati, visto che lo abbiamo preso nel momento peggiore della sua carriera e poi appena arrivato ha anche subito un infortunio. Giusto che l’Inter se lo possa godere. Un plauso al club”. 

 

 

Serie A, campionato al via il 19 settembre 

Il prossimo campionato di Serie A partirà il 19 settembre 2020 e si concluderà il 23 maggio 2021. Lo ha deciso il Consiglio di Lega riunitosi oggi a Milano. Con lo spostamento di una settimana dell’inizio del torneo si ridurrà la pausa natalizia con le squadra in campo anche il 3 gennaio. “Il Consiglio di Lega riunitosi oggi alle 19.00 ha deliberato all’unanimità che la Serie A TIM 2020/2021 inizierà nel weekend del 19-20 settembre -si legge in una nota della Lega Serie A-. La decisione conferma la preferenza già espressa nel pomeriggio dalla maggioranza delle Società in una riunione dedicata a questo tema”. 

Tre a zero al Verona e il Genoa è salvo. Lecce retrocesso 

Ultimi verdetti in Serie A con il Genoa che batte 3-0 il Verona al Ferraris salvandosi dalla retrocessione, risultato che condanna alla B il Lecce il quale al Via del Mare perde 4-3 col Parma. I liguri cancellano la brutta prova col Sassuolo e si riscattano con una gara di spessore decisa nel primo tempo grazie alla doppietta di Sanabria, 13’ e 25’, e al gol di Romero al 44’. La classifica finale vede i liguri salire a 39 punti, fermo a 35 il Lecce. 

A Genova passa solo un minuto e mezzo di gioco e Dimarco spaventa i padroni di casa, dopo essere entrato in area con un tiro a giro non trova di poco il palo più lontano della porta difesa da Perin. Al 13’ Sanabria la sblocca, il paraguaiano in tuffo concretizza un cross di Lerager superando Radunovic. Problemi per Criscito che non ce la fa, Nicola getta nella mischia Barreca. Al 25’ il raddoppio dei liguri, sempre con Sanabria servito sul filo del fuorigioco da Pandev, l’attaccante 24enne con un tocco sotto beffa il portiere scaligero in uscita bassa. Al 35’ avanza Dimarco che spara alto.  

Al 44’ la terza marcatura genoana, un colpo di testa di Romero indirizzato all’angolino. Nel finale infortunio di Pessina, il giocatore del Verona dopo uno scontro con Romero è costretto ad uscire in barella. La ripresa comincia a ritmi bassi, al 58’ è Pazzini, entrato al posto di Di Carmine, a impensierire Perin con un sinistro velenoso. Per gli scaligeri ci prova anche Lazevic, la palla sorvola la traversa. Al 61’ il Genoa resta in 10 per l’espulsione di Romero per somma di ammonizioni. Al 73’ pallone buono per Dimarco che di contro balzo conclude alto. Al 79’ sinistro di Inglese, fuori. Sugli sviluppi del corner Salcedo di testa non trova lo specchio. Tensione nel finale col rosso per lo scaligero Amrabat e Cassata. L’ultima conclusione per Faraoni ma Perin gli nega il gol. In classifica il Genoa chiude il campionato a 39 punti, fermo a 49 il Verona.  

Torna in B dopo una sola stagione nella massima serie il Lecce che dopo essersi illuso della possibilità di rimonta ai danni del Genoa deve arrendersi al verdetto del campo. Al Via del Mare finisce 4-3 per il Parma in rete con Hernani all’11’, Caprari, 24’, Cornelius 52’ e Inglese al 67’, per i giallorossi gol di Barak, 40’, Meccariello, 45’ e Lapadula al 68’. 

La prima occasione è degli ospiti con Kulusewski che innesca Caprari, il tiro dal limite viene bloccato in due tempi da Gabriel. Parma ancora al limite dell’area, Kulusewski conclude alto. All’11’ Parma in vantaggio: Hernani affonda sulla destra e con un rasoterra colpisce la base del palo, la palla arriva sui piedi di Lucioni che fa autogol. I salentini accusano il colpo e al 15’ Caprari riceve un pallone in area, il tiro sul primo palo esce di un nulla. Destro di Kulusevski, Gabriel blocca. 

Il Lecce ci prova con Saponara, sul cross si rifugia in angolo Darmian. Dal successivo angolo il contropiede dei ducali con Caprari che scarica sulla destra per Hernani che gli restituisce la sfera e dal limite insacca il gol del 2-0. Al 35’ occasione Lecce, Lapadula ruba palla a Bruno Alves e la mette al centro per Mancosu che svirgola il pallone da ottima posizione.  

In contropiede il Parma trova spazi, al 36’ Kulusevski riceve tutto solo sulla destra, lo svedese cerca la conclusione sul primo palo ma Gabriel blocca. Al 40’ il Lecce accorcia, Mancosu va sulla destra e mette al centro per Barak che di testa supera Sepe.  

Nuovo errore di Bruno Alves, Mancosu dal limite consegna la palla tra le braccia di Sepe. Allo scadere sugli sviluppi di un corner, Falco pesca a centro area Meccariello, il difensore centrale trova di testa il suo primo gol in Serie A. Al 50’ conclusione dal limite di Falco, palla tra le braccia di Sepe. Al 52’ Cornelius riporta avanti il Parma, il danese è bravo al tap-in vincente su suggerimento di Barillà.  

Al 55’ Saponara in profondità per Mancosu che incrocia sul secondo palo ma non trova per pochissimo lo specchio. Sull’altro fronte grande riflesso di Gabriel che salva su Caprari. Ancora Cornelius, il destro è potente ma non preciso. Al 67’ il Parma fa poker, su crosso profondo di Barillà Inglese tocca quanto basta per la deviazione vincente in porta. Passano 2 minuti e il Lecce accorcia, su cross di Donati, Shakhov devia di testa e colpisce il palo, è lesto a ribadire in rete Lapadula. Il Parma si rende pericoloso da lontano con una botta di Siligardi respinta da Gabriel. Non succede più nulla, il Lecce saluta la Serie A, il Parma chiude la stagione con 49 punti.  

“Avremmo meritato di salvarci un po’ prima, quello che mi interessa è che la squadra, dal mio arrivo, ha totalizzato punti per essere nona in classifica” ha affermato ai microfoni di Dazn il tecnico del Genoa, Davide Nicola. “Non raggiungere l’obiettivo sembrava un fallimento, è utile per noi ma soprattutto per i giovani. La capacità di non guardare solo al risultato, di autovalutarsi, è un gran lavoro a prescindere. Nel nostro mondo contano i risultati”.  

“Era il nostro obiettivo primario, sono sette mesi che lavoriamo per questo. Ce lo meritiamo, abbiamo vinto tutti gli scontri diretti. Abbiamo fatto ventotto punti da quando è arrivato il mister”. E’ il commento alla salvezza conquistata dal Genoa che ha battuto nell’ultima giornata 3-0 il Verona del portiere rossoblù, Mattia Perin. “Parlano i numeri, abbiamo vinto contro tante persone, perché il Genoa è una società gloriosa. Sono soprattutto quelli che non si vedono che fanno la differenza: sto leggendo un libro che sostiene che ci siano due squadre, una che entra in campo, e l’altra fuori -prosegue il portiere ai microfoni di Dazn-. Se entrambe non seguono gli stessi obiettivi, non riesci a raggiungerli. A gennaio il presidente mi ha chiamato, insieme a Pandev e Criscito, Vilevo dare una mano, e ho compiuto questo obiettivo. Ora siamo gratificati da questo”. “Futuro? Sono tornato dopo nove mesi che non giocavo, tornare era un’opportunità importante. Io servivo al Genoa, e il Genoa serviva a me. Il mio cartellino è di proprietà della Juve, non dipende solo da me. Il mio obiettivo è giocare con continuità, e tornare ai miei livelli visto che sto recuperando la forma. Una porticina per il Genoa? Lascio aperte tutte le possibilità”.  

“I nostri ragazzi hanno lottato fino alla fine. Non è successo. Ma l’amore per questa maglia non finirà mai. E’ solo un arrivederci. A testa Alta. Se tifi Lecce tifi Lecce e basta”. Sono le parole affidate ai social dal Lecce dopo la retrocessione in Serie B, scaturita nell’ultima giornata per la sconfitta 4-3 con il Parma e la concomitante vittoria 3-0 del Genoa contro il Verona. I salentini lasciano la Serie A con 35 punti assieme a Brescia, 25 e Spal a 20. 

Tris della Fiorentina a Ferrara contro la Spal 

La Fiorentina vince 3-1 a Ferrara contro la Spal nella sfida valida per la 38esima ed ultima giornata del campionato di Serie A. Allo stadio Paolo Mazza viola in vantaggio al 30′ con una rete di Duncan, nove minuti più tardi il pareggio dei padroni di casa con D’Alessandro. All’89’ Kouamé porta nuovamente in vantaggio i toscani che nel recupero portano a 3 le marcature grazie a un rigore realizzato da Pulgar. In classifica la squadra di Iachini chiude a 49 punti, si congeda dalla Serie A con 20 punti la Spal.  

Gp Gran Bretagna, trionfa Hamilton  

Terza vittoria di fila in stagione, la settima a Silverstone, per Lewis Hamilton nel Gp di Gran Bretagna. Il 6 volte campione del mondo su Mercedes, dopo esser partito dalla pole position domina il quarto appuntamento stagionale del mondiale di Formula Uno restando al comando dal primo all’ultimo giro conquistando l’87esimo successo in carriera. Finale thrilling con il britannico che buca la gomma anteriore nell’ultimo giro ma nonostante questo tiene alle spalle la Red Bull di Max Verstappen e la Ferrari di Charles Leclerc arrivando al traguardo su tre ruote.  

Pronti via, Bottas si affianca al pole-man Hamilton ma non ce la fa a superarlo, dietro duello tra Leclerc e Verstappen con il ferrarista che supera la Red Bull salvo dovergli restituire subito dopo la posizione, alle loro spalle perdono 2 posizioni Norris e Stroll a vantaggio di Sainz e Ricciardo rispettivamente quinto e sesto. Incidente tra Magnussen e Albon, entra subito in azione la safety car che congela la gara. Non si è presentato al via Nico Hulkenberg su Racing Point per un problema al motore. Si torna a correre al sesto giro, Hamilton comincia a staccare gli avversari facendo il miglior giro con 1’’ di vantaggio su Bottas, passa subito ai box Albon dopo il contatto con Magnussen per montare la gomma dura. Le Mercedes cominciano a fare il vuoto dietro di sé con Verstappen che aumenta il suo distacco da Leclerc. Bottas francobolla Hamilton non dandogli respiro e restando in scia a 1’’3 dopo 12 giri. Al 13esimo giro incidente di Kvyat che va in testacoda con la sua Alpha Tauri, ne approfittano per fare il cambio gomme Ricciardo, Norris, Vettel e Ocon. Pit-stop anche per le Mercedes e per Verstappen a posizioni invariate. Le gomme dure danno un vantaggio strategico ad Hamilton che non deve temere un undercut di Bottas nel passaggio ai box. 

Si torna a correre dopo 19 giri. Ripartenza super di Lando Norris che brucia Ricciardoi soffiandogli la settima posizione. Per l’incidente con Magnussen vengono inflitti 5’’ di penalità ad Albon. Quinto Grosjean che non ha ancora effettuato il pit-stop. Fast-lap di Hamilton che prova a staccare il compagno di scuderia Bottas ora distante a 1’’2. Dietro è battaglia per la quinta piazza tra Carlos Sainz che francobolla Grosjean, lo spagnolo della McLaren lo supera. Davanti Bottas replica con il giro più veloce avvicinandosi al leader della corsa. Anche Norris passa Grosjean ed è sesto. Davanti prova lo strappo Hamilton su Bottas ora distante 2’’2, a 8’’ Verstappen, a 20’’ Leclerc. L’olandese sembra scontare una usura delle gomme che potrebbe creare dei problemi al pilota della Red Bull nel proseguo della gara. Senza respiro in testa con le Mercedes che duellano a suon di giri più veloci. Al 36esimo giro Ricciardo su Renault supera Grosjean e si mette a caccia delle McLaren di Sainz e Norris. Blistering nella anteriore destra di Hamilton ma la Mercedes non sembra perdere in prestazione. Più indietro Gasly soffia la decima posizione a Vettel.  

Quando mancano 11 giri dalla fine, 41 su 52, Hamilton ha un vantaggio di 2’’7 sul finlandese, a 11’ Verstappen, dietro la Ferrari di Leclerc e le McLaren di Sainz e Norris. Giro veloce di Verstappen che può provare l’assalto alla seconda posizione di Bottas. Guadagna terreno Hamilton che porta a 5’’ il vantaggio su Botta che deve tenere a bada la Red Bull con Verstappen a 9’’. Al 50’ giro colpo di scena, cede la gomma di Bottas che cede la posizione a Verstappen e Leclerc. L’olandese decide di passare ai box. Perde tantissimo Bottas che chiude 11esimo. Finale al cardiopalma, nell’ultimo giro anche ad Hamilton cede la gomma, l’anteriore sinistra, nonostante tutto il britannico porta a casa la vittoria davanti a Verstappen e Leclerc arrivando sul traguardo su tre gomme.  

HAMILTON – “Non ho mai sperimentato nulla di simile all’ultimo giro, il mio cuore si è quasi fermato”. Commenta così l’incredibile vittoria nel Gp di Gran Bretagna il pilota della Mercedes Lewis Hamilton arrivato al traguardo su tre ruote per una foratura all’ultimo giro. “Fino all’ultimo giro tutto è andato relativamente liscio. Bottas stava spingendo incredibilmente forte, stavo facendo un po’ di gestione della gomma. Quando ho sentito che la sua era andata ho guardato la mia e sembrava a posto -prosegue nel racconto del finale di gara a Siulverstone il 6 volte iridato-. La macchina stava girando senza nessun problema, negli ultimi giri ha iniziato ad aver problemi poi all’ultimo giro si è sgonfiata”. “In quel momento ho sentito il cuore in gola. A quel punto ho pensato solo a gestire pregando di non esser raggiunto e di non essere troppo lento, non pensavo che ce l’avrei fatta a superare le ultime due curve”. 

LECLERC – “E’ stata una gara molto complicata, appena ho saputo che Bottas aveva un problema alle gomme, ho rallentato parecchio. Oggi abbiamo sfruttato le nostre opportunità”. E’ il commento al terzo posto conquistato del Gp di Gran Bretagna nel rocambolesco finale con la foratura delle gomme di Bottas ed Hamilton del pilota della Ferrari, Charlers Leclerc che ha chiuso la gara alle spalle di Hamilton e Verstappen. “Guardandoci, abbiamo fatto il meglio che avremmo potuto fare oggi. Sono molto contento di come ho gestito le gomme dall’inizio alla fine e sono contento del bilanciamento della vettura”, conclude il pilota monegasco. 

VERSTAPPEN – “È stato un gran premio fortunato e sfortunato. La Mercedes era troppo veloce, le gomme non sembravano a posto con 10 giri da percorrere. Bottas ha forato, poi mi hanno fatto tornare ai box per chiudere col giro più veloce e Hamilton ha a sua volta forato. Ma il secondo posto è un buon risultato”. E’ il rammarico di Max Verstappen per il secondo posto conquistato nel Gp di Gran Bretagna con la sua Red Bull che ha saputo approfittare a metà della doppia foratura delle Mercedes negli ultimi giri.  

Vittoria in rimonta per la Roma, contro la Juve finisce 3-1 

La Roma chiude nel migliore dei modi il campionato conquistando una vittoria di prestigio in trasferta contro la Juventus campione d’Italia. Allo Stadium finisce 3-1 in favore dei giallorossi bravi a ribaltare una gara cominciata male per il gol di Higuain al 5’. Per l’11 di Fonseca gol di Kalinic al 23’, Perotti su rigore al 44’ e ancora Perotti al 52’. In classifica la Juve resta a quota 83 punti, chiude a 70 la Roma. 

Al 5’ bianconeri in vantaggio, Higuain sugli sviluppi di un corner è lesto alla girata vincente nell’area piccola su assist di Rabiot. Al 14’ reazione giallorossa con Zaniolo che cerca il tiro di potenza ma Bonucci spazza. Al 22’ ci prova Zappacosta, l’ex Toro lascia partire un siluro deviato in angolo.  

Dal corner battuto da Perotti arriva il pari giallorosso, è di Kalinic la torsione vincente di testa. Al 30’ occasione Juve con il giovane Frabotta che con un diagonale impensierisce Fuzato. Al 37’ la Roma passa in vantaggio sugli sviluppi di un corner con Calafiori, l’arbitro annulla perché la palla era in precedenza uscita dal campo. Al 42’ rigore per la Roma per un fallo di Danilo su Calafiori, è freddo dal dischetto Perotti che infila Szczesny nonostante il tocco dell’estremo difensore che intuisce l’angolino. Ancora la squadra di Fonseca, si gira Zaniolo, palla tra le mani di Szczesny.  

La ripresa inizia con una ripartenza di Zaniolo che pesca al centro Kalinic, l’ex Milan impegna severamente Szczesny che si salva in angolo. Il gol è solo rinviato, al 52’ Zaniolo resiste a due avversari e si invola verso la porta servendo in profondità Perotti che di destro insacca.  

Al 58’ prova ad accorciare le distanze Ramsey, il tiro del gallese da dentro l’area scheggia il palo con Fuzato battuto. Ancora Roma, Perotti dalla lunga distanza costringe Szczesny a salvarsi in angolo. Al 78’ è Higuain ad andare vicino al raddoppio ma la conclusione potente dell’argentino è fuori di poco. All’84’ in contropiede Zappacosta serve Kalinic, il croato da buona posizione cerca un pallonetto che termina alto. Nel finale ci prova Olivieri ma Fuzato coi pugni gli dice di no. Dopo 5’ di recupero arriva il triplice fischio che regala ai giallorossi la vittoria numero 21 in campionato. 

Serie A, risultati 38esima giornata  

I risultati delle sfide valide per la 38esima giornata del campionato di Serie: Atalanta-Inter 0-2; Juventus-Roma 1-3; Napoli-Lazio 3-1; Milan-Cagliari 3-0; Brescia-Sampdoria 1-1 (giocata alle 18); Spal-Fiorentina (domani ore 18); Genoa-Verona (domani ore 20.45); Bologna-Torino (domani ore 20.45); Lecce-Parma (domani ore 20.45); Sassuolo-Udinese (domani ore 20.45). 

Milan chiude in bellezza, 3-0 al Cagliari  

Il Milan chiude una stagione in crescendo dopo il lockdown battendo 3-0 il Cagliari a San Siro. Rossoneri in vantaggio grazie a una autorete di Klavan all’11’, dopo aver sbagliato un rigore sul finale di primo tempo, al 54’ Ibrahimovic raddoppia, tre minuti più tardi il tris firmato da Casillejo. In classifica il Milan chiude la stagione a quota 66 punti, a 45 il Cagliari.  

Inter chiude seconda, poi Atalanta e Lazio. Juve-Roma 1-3 

Un’Inter solida e concreta espugna il Gewiss Stadium superando 2-0 la corazzata Atalanta nella 38esima ed ultima giornata di campionato. Nerazzurri in rete dopo appena un minuto grazie a D’Ambrosio, al 20’ il raddoppio di Young. Con questa vittoria la squadra di Conte chiude seconda il campionato con 82 punti, serata da dimenticare per i bergamaschi che mantengono comunque la terza posizione in classifica grazie alla sconfitta per 3-1 della Lazio a Napoli.  

Vittoria in rimonta per la Roma, contro la Juve finisce 3-1 

La classifica finale vede l’Inter chiudere a 82 punti, uno in meno della Juventus, a 78 l’Atalanta, gli stessi punti della Lazio che resta dietro per il bilancio degli scontri diretti.  

Napoli-Lazio 3-1, biancocelesti chiudono quarti 

Dopo 30 secondi nerazzurri subito avanti con un cross di Lautaro al centro e palla messa in angolo da un difensore in anticipo, sugli sviluppi del corner Gollini si scontra con Gosens, D’Ambrosio si trova sulla testa la palla da spingere solo in rete: 1-0 Inter. Il portiere nerazzurro non ce la fa, al suo posto Sportiello. Al 10’ affondo sulla sinistra di Pasalic per i bergamaschi, Handanovic in tuffo anticipa Zapata. Al 19’ il raddoppio nerazzurro, Young avanza sulla sinistra, si accentra e dal limite lascia partire un tiro a giro destinato all’angolino sul secondo palo: 2-0. 

Milan chiude in bellezza, 3-0 al Cagliari 

Lautaro prova a sorprendere dalla distanza Sportiello, il portiere fa buona guardia. Al 38’ occasione potenziale per l’Inter, Lautaro entra in area ma al momento del tiro viene murato da Castagne che in scivolata gli toglie palla. Al 42’ Pasalic cerca la conclusione aerea su invito di Gosens, Young col corpo sventa il pericolo. 

Immobile a segno contro Napoli, eguaglia record 36 gol Higuain 

Ripresa più compassata nei ritmi, al 54’ il ‘Papu’ Gomez prova il mancino dal limite, palla debole tra le braccia di Handanovic. All’82’ palla di Muriel per Gosens, il giocatore tenta il colpo sotto ma non trova di pochissimo la porta. Nel finale azione personale di Lukaku e conclusione finale alta. Nel finale la squadra di Gasperini si getta in avanti alla ricerca di un gol ma sbatte contro il muro dei nerazzurri, finisce 2-0. 

Brescia si congeda pareggiando 1-1 con la Sampdoria 

Napoli-Lazio 3-1, biancocelesti chiudono quarti 

Il Napoli chiude la stagione con una vittoria di peso per 3-1 contro la Lazio. Al San Paolo gli azzurri si impongono grazie alle reti di Fabian Ruiz al 9′, Insigne su rigore al 54′ e Politano al 92′, per i capitolini gol di Ciro Immobile al 22′, l’attaccante della Lazio sale così a quota 36 gol in campionato. In classifica la Lazio si ferma a 78 punti, gli stessi dell’Atalanta, che le valgono il quarto posto, sale a 62 il Napoli.  

Al 9’ sulla prima occasione il Napoli passa, Mertens serve al limite Fabian Ruiz che con un tiro a giro beffa Strakosha complice una leggera deviazione di un difensore. Tre minuti più tardi Insigne punta la porta e di sinistro non trova il raddoppio di pochissimo. La reazione dei capitolini sta tutta in un colpo di testa di Acerbi fuori misura.  

Al 22’ arriva il pari dei biancocelesti proprio con il giocatore più atteso, Ciro Immobile. Parolo serve Marusic che fraseggia con l’attaccante campano bravo a superare Manolas e a freddare Ospina. Per il bomber biancoceleste si tratta della 36esima rete in stagione, score che lo porta ad eguagliare il record di gol in una stagione realizzato nel 2016 da Higuain. Il Napoli non ci sta e su iniziativa di Mertens la palla arriva a Mario Rui la cui conclusione di piatto non va lontano dalla porta.  

A inizio ripresa, munito 53’, l’arbitro Calvarese fischia un rigore per il Napoli per un fallo di Parolo su Mertens. Agli 11 metri si presenta Insigne che spiazza Strakosha gonfiando la rete: 2-1 Napoli. La Lazio non ci sta e al 56’ Correa colpisce il palo da posizione defilata.  

Sull’altro fronte ci prova Mario Rui ma Strakosha è attento. Contropiede Lazio 4 contro 4 ma Luis Alberto sbaglia l’ultimo passaggio. Al 71’ occasione per gli azzurri, Mertens per Callejon che cerca un tiro al volo ma non ha fortuna. Sei minuti più tardi Lazzari serve di testa Marusic, la conclusione aerea esce di un nulla.  

Nel recupero Di Lorenzo serve Mertens che serve un pallone invitante a Politano il quale non deve far altro che spingere la sfera in rete per il definitivo 3-1.  

Brescia si congeda pareggiando 1-1 con la Sampdoria 

Il Brescia già retrocesso saluta la Serie A pareggiando 1-1 al Rigamonti contro la Sampdoria nella 38esima ed ultima giornata di campionato. Blucerchiati in vantaggio al 41′ grazie a una rete di Léris, nella ripresa, minuto 49, il pareggio di Torregrossa. Nella prima frazione di gioco i liguri avevano sprecato un rigore con Quagliarella. La classifica finale vede il Brescia retrocedere con 25 punti, chiude a 42 la Sampdoria. 

Parma-Atalanta 1-2, è magia di Papu Gomez  

E’ il Papu Gomez a regalare all’Atalanta la vittoria con la rete del 2 a 1 contro il Parma, gol da rivedere per gli appassionati. Dopo un primo tempo di dominio meritato del Parma, che chiude la prima frazione in vantaggio di 1 a 0 grazie a un ottimo Kulusevski, nel secondo la Dea si scuote e sembra ritrovare i fasti a cui ha abituato il pubblico.  

Parma sempre pericoloso ma il pareggio arriva già al 71, con una punizione battuta perfettamente da Ruslan Malinovsky, che buca la barriera e sorprende Sepe. La Dea cresce e il regista è sempre Gomez, vero assist man del campionato appena vinto dalla Juventus. Un’accelerazione quella dei bergamaschi aiutata anche dall’ingresso in campo di Muriel, autore di due tiri in rete -i primi seriamente preoccupanti per il Parma- nella seconda metà della ripresa. Ed è a questo punto che interviene l’alchimia di Gomez: progressione tortuose alla sua maniera tunnel al difensore e gran calcio di sinistro: palla in rete e Gasperini ride.  

Marotta: “Messi all’Inter è utopia” 

Messi all’Inter? L’immagine lasciata circolare oggi dalla tv della famiglia cinese della holding Suning, proprietaria dellla squadra milanese, fa intervenire l’ad nerazzurro, Beppe Marotta, ai microfoni di Sky Sport: “Da quando sono diventati azionisti di maggioranza hanno iniettato nelle casse tantissimi milioni per riassestare una società che ha vissuto momenti grandi difficoltà. Ora serve continuità, con un modello vincente che la società sta cercando di allestire nel migliore dei modi gli azionisti. Per me è un fatto straordinario vedere all’Inter un campione del genere. È fantacalcio, una situazione utopistica”. 

“Parliamo di un’icona, di un grande giocatore, di un desiderio che tutti hanno. Ma rimane solo un gioco. Oggi come oggi nessuna squadra italiana può compiere un’operazione del genere se non subentrano situazioni straordinarie, legate al mondo degli azionisti, dei proprietari. Il nostro calcio ha bisogno di un rilancio: i campioni ovviamente fanno lievitare il valore del brand e del calcio italiano. Se riuscissimo, come accadeva nel 2000, a far considerare il nostro campionato non di transizione ma ambito dai grandi campioni saremmo a buon punto, ma non è così”. 

Inter-Napoli 2-0, nerazzurri riprendono il secondo posto 

Soddisfazione effimera quella dell’Atalanta, dura poco più di due ore: l’Inter si riprende di prepotenza il secondo posto – appena conquistato dagli uomini di Gasperini fuori casa contro il Parma – battendo il Napoli 2-0. Primo tempo chiuso sull’1-0, è Lautaro, entrato al 60′, a raddoppiare il risultato interista 14 minuti dopo il suo ingresso in campo, con un gran gol da fuori area dopo un contropiede fulminante dalla metà campo: la palla s’insacca nell’angolo basso a destra malgrado un ottimo Meret.  

La squadra di Conte era partita all’attacco da subito, dopo il secondo posto conquistato pochi minuti prima dall’Atalanta a Parma, e va in rete con D’Ambrosio all’11’. Napoli aggressivo e con più tiri in porta degli avversari, protagonisti Insigne, Politano ed Elmas, ma nei 45 minuti più 4 di recupero non trova la rete. Pericolosissimo un intervento al 46′ di Marcelo Brozovic col suo tiro al volo dal limite, il pallone sfiora il palo sinistro ma Meret fa un miracolo.  

Napoli in pressing continuo nel secondo tempo ma non trova la strada per il gol malgrado il sempre presente Insigne accompagnato da Rui e soprattutto Elmas fuori di un soffio al 64′. L’Inter ricompatta la difesa, piuttosto slabbrata nel primo tempo, e contiene gli uomini di Gattuso. Nessuna delle due squadre molla, con qualche insistenza in più del Napoli che non ha particolari obiettivi mentre l’Inter rivuole il secondo posto appena soffiato dall’Atalanta. Obiettivo centrato e stavolta ride Conte. 

Juve campione d’Italia, nono scudetto consecutivo 

La Juventus è campione d’Italia. I bianconeri battono la Sampdoria 2-0 e conquistano lo scudetto, il nono consecutivo, con 2 turni d’anticipo rispetto alla fine del campionato. La Vecchia Signora mette in bacheca il 36esimo tricolore secondo l’albo d’oro, il 38esimo per i tifosi che rivendicano anche i 2 titoli cancellati dai procedimenti di Calciopoli. Il campionato 2019-2020 consente a Maurizio Sarri di laurearsi campione d’Italia per la prima volta in carriera. 

Il match – Pronti, via e la Juve cerca di piantare le tende nella metà campo blucerchiata. Il possesso palla della formazione di casa non produce però occasioni reali nel primo quarto d’ora. La Samp non soffre e quando può ripartire cerca di pungere. Il copione non cambia: bianconeri a girare palla, Samp a chiudere gli spazi senza troppa fatica. Dybala e Ronaldo non tirano mai, la porta di Audero non rischia nulla. L’occasione migliore capita alla Samp al 37′. Quagliarella ha a disposizione un rigore in movimento dal cuore dell’area bianconera, il suo rasoterra sinistro è debole e Szczesny blocca. Prima dell’intervallo, la Juve perde Dybala per infortunio muscolare. Il numero 10 lascia il posto a Higuain nel momento migliore dei padroni di casa. I bianconeri costringono finalmente Audero a sporcarsi i guanti: sinistro di Bernardeschi, respinta del portiere. E al 6′ di recupero, arriva il gol. Lo schema su punizione sorprende la difesa ligure. Pjanic appoggia per Ronaldo, lasciato colpevolmente libero: destro secco del portoghese da 15 metri, 1-0. 

La Juve inizia la ripresa con lo stesso atteggiamento aggressivo. La Samp contiene senza rinunciare alle ripartenze e in pochi minuti crea occasioni a raffica. Al 50′, gli ospiti spaventano Szczesny con il tocco di Leris: palla fuori di un soffio. Al 53′ il portiere polacco deve impegnarsi per disinnescare una punizione insidiosa di Ramirez. Sul corner successivo, Tonelli decolla e colpisce di testa: mira sbagliata di poco. La Juve si scuote con il break di Rabiot, che al 60′ ruba palla e innesca Ronaldo: diagonale potente, Audero è attento. L’estremo difensore blucerchiato non è impeccabile al 66′ quando si oppone all’ennesima conclusione di CR7. Sul pallone piomba Bernardeschi, che ribadisce in rete per il 2-0. La Samp, colpita ma non affondata, non smette di provarci. Al 70′ serve il miglior Szczesny per negare il gol a Quagliarella, libero di colpire di testa da ottima posizione. Il sipario sul match cala al 76′, quando Thorsby rimedia la seconda ammonizione e lascia la Samp in inferiorità numerica. Con l’uomo in più, la Juve può gestire l’ultimo quarto d’ora. Ronaldo avrebbe la chance per arrotondare punteggio e bottino personale, ma all’88’ spara sulla traversa il rigore conquistato da Alex Sandro. Poco male, finisce 2-0: scudetto bianconero.