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Categoria: Sport

Superlega, Brosio: “Agnelli è in gamba ma ha pensato fosse tutto facile nella vita”

“Considero Andrea Agnelli una persona intelligente, in gamba, preparata ma ha peccato di una sovrastima delle sue capacità, ha esagerato con la sua valutazione dando per scontato che tutto fosse facile nella vita”. A parlare è il super tifoso juventino Paolo Brosio, commentando all’Adnkronos il naufragio della Superlega e la gestione della vicenda da parte del presidente della Juventus Andrea Agnelli. “Sono stati fatti degli errori di valutazione molto gravi -scandisce il giornalista- perché si è dato per scontato che i più ricchi comandano, ma non è così”. 

“Secondo me è stato un errore -analizza Brosio- Non è che perché uno ha una buona idea, possa permettersi di realizzarla senza il consenso delle parti in causa. Questo è scavalcare i diritti dei più piccoli. Prima di uscire pubblicamente con un’idea del genere devi andare dalla Uefa, dal Coni, dalla Figc e ottenere un accordo di massima. Altrimenti, a fare i conti senza l’oste, succede quello che è accaduto in Inghilterra: il castello è crollato dove il popolo dei tifosi si è ribellato”. 

Per il giornalista, “volendo fare una cosa come la Superlega, si deve coinvolgere almeno in piccola parte i piccoli club, perché altrimenti togli la possibilità ai piccoli di poter emergere. Lo sport è fatto così, prendiamo l’esempio dell’Atalanta, che ha umiliato la Juve proprio una settimana prima dell’annuncio della Superlega -scandisce- Ore è terza assoluta in campionato e rischia di arrivare seconda, o magari prima”. E Brosio azzarda una proposta: “Devi far giocare non i club più grandi, ma quelli più bravi, magari facendo una valutazione dei risultati degli ultimi tre campionati”. 

Superlega, Conte: “Uefa non può tenersi tutti i diritti”

La Uefa deve dare più soldi ai club. Dopo la bufera Superlega, è la sintesi del pensiero di Antonio Conte. “In tutto quello che è successo credo che anche organismi come l’Uefa è giusto che riflettano, loro organizzano tornei prendendosi tutti i diritti riservandone una piccola parte alle squadre che partecipano. Le società mettono i giocatori che tra Nazionale e competizioni vengono spremuti come limoni, alla fine chi ci rimette sono solo le società. Credo che debbano essere premiate in maniera più congrua, loro non investono niente invece le società investono su giocatori e allenatori. Se prendi 10 di diritti e ne riservi 3 a tutti e ne tieni 7 non credo sia giusto, credo che la proporzione vada cambiata”, dice il tecnico dell’Inter a Sky Sport. 

“Il merito sportivo deve prevalere altrimenti lo sport perde la sua sostanza e il suo significato così come è giusto che gli organismi inizino a riflettere, chi partecipa deve avere una fetta un po’ più congrua rispetto a quella che sta avendo -prosegue il mister ai microfoni di Sky Sport-. Da uomo di sport penso che non bisogna mai dimenticare le tradizioni perché appartengono alla storia. Non bisogna mai dimenticare che ci deve sempre essere passione nello sport, non per ultimo però lo sport deve essere meritocratico”. 

Della Superlega “hanno parlato anche Agnelli e Paratici. Sicuramente c’è qualcosa da cambiare a livello europeo, noi siamo aperti a tutto ma rispettiamo anche le regole che stiamo portando avanti”. E’ quanto affermato ai microfoni di Sky Sport dal tecnico della Juventus, Andrea Pirlo, al termine della sfida vinta 3-1 contro il Parma.
 

Juve-Parma 3-1, rimonta bianconera e 3 punti Champions

La Juventus batte il Parma per 3-1 e riprende la corsa verso la qualificazione in Champions League. Il Parma passa in vantaggio al 25′ con una perfetta punizione da 20 metri che scavalca la barriera -con Ronaldo immobile- e beffa Buffon. La Juve ribalta la sfida a cavallo dell’intervallo con la doppietta di Alex Sandro. Al 43′ il brasiliano, dopo una sponda di DeLigt, controlla e spara di sinistro dal cuore dell’area: 1-1. Al 47′, l’esterno è puntuale all’appuntamento sul secondo palo per spingere in rete di testa il pallone del 2-1. Il match si chiude virtualmente al 68′, quando DeLigt firma il 3-1 con un imperioso stacco di testa. La Juve, con 65 punti, sale al terzo posto, ad una sola lunghezza dal Milan. Il Parma, sempre penultimo a 20, è con un piede e mezzo in Serie B. 

Spezia-Inter 1-1, Conte fa un altro passo verso scudetto

L’Inter pareggia per 1-1 in casa dello Spezia e compie un altro passo verso lo scudetto. Dopo 32 giornate i nerazzurri hanno 76 punti e comandano la classifica con 10 lunghezze di vantaggio sul Milan, sconfitto in casa 2-1 dal Sassuolo. La capolista va sotto all’11’ quando Farias spara dal limite dell’area: Handanovic non è reattivo, 1-0. La formazione di Conte risponde al 38′ con Perisic. Il croato, servito dall’eccellente Hakimi, si fa respingere la prima conclusione da Provedel ma fa centro al secondo tentativo: 1-1. Nella ripresa, il match si accende nel finale. Al 79′, Lautaro centra il palo. Prima del fischio finale, c’è tempo per 2 reti annullate ai nerazzurri. Il fuorigioco nega il gol a Lukaku e a Lautaro. Finisce 1-1 e va bene anche allo Spezia, che sale a 33 punti e si tiene a distanza dalla zona retrocessione. 

Milan-Sassuolo 1-2, Raspadori ribalta il Diavolo

Il Milan cade in casa, battuto dal Sassuolo che passa per 2-1 a San Siro nel match valido per la 32esima giornata. ossoneri in vantaggio alla mezz’ora con Calhanoglu ma ne secondo tempo Raspadori con una doppietta, 77′ e 83′ ribalta il risultato mettendo a rischio il secondo posto dei rossoneri. La classifica vede i rossoneri fermi a 64 punti, con l’Atalanta in ritardo di 2 punti che in caso di vittoria domani con la Roma può scavalcare il Milan, Sale a 49 il Sassuolo.  

LA PARTITA – Al 4′ la prima occasione dell’incontro è una verticalizzazione per Calhanoglu che dal limite prova la conclusione rasoterra bloccata da Consigli. Ancora Milan, serpentina di Dalot che si accentra ma la conclusione è facile preda del portiere. Al 12′ tacco di Djuricic che serve Boga nel cuore dell’area, il giocatore neroverde tenta la via del gol dall’area piccola ma Donnarumma di piede riesce a salvare.  

Al 25′ si fa vedere Leao, il tiro viene murato da un difensore. Al 30′ il Milan la sblocca: Saelemaekers sventaglia sulla sinistra per Calhanoglu che da posizione defilata in area trova un tiro a giro che si insacca sul secondo palo. Al 42′ la reazione dei neroverdi, conclusione dal cuore dell’area di Berardi ma Dalot devia in angolo. 

Inizio ripresa con uno spunto di Berardi che al momento del tiro viene chiuso da un difensore rossonero. Ci riprova anche Defrel con un tiro che Donnarumma blocca senza problemi. Corner per i neroverdi, Ferrari stacca di testa ma non trova la porta. Al 55′ Saelemaekers aggancia un pallone vicino al limite, prende la mira e calcia, Consigli in tuffo si salva in corner.  

Tiro dal limite di Calhanoglu, la conclusione del turco viene respinta di pugni dal portiere. Al 65′, sotto una pioggia battente, occasione per il Sassuolo con Berardi che pesca Traoré nel cuore dell’area, palla alta. Sull’altro fronte Leao si invola verso l’area ospite e mette al centro per Saelemaekers il cui tiro viene disinnescato dall’intervento di un difensore. 

Ci prova anche Dalot dal limite, alto. Pioli effettua due cambi, fuori Rebic e Calhanoglu per Mandzukic e Krunic. Al 77′ pareggio del Sassuolo, Toljan tenta un tiro all’ingresso dell’area, dopo una serie di rimpalli la sfera arriva a Raspadori che dal dischetto trova la deviazione vincente. Il fulmine a ciel sereno non trova adeguata risposta del Milan. All’83’ su una ripartenza Raspadori beffa Tomori in marcatura e con una carambola che colpisce il palo lontano insacca. Milan alle corde, Haraslin affonda sulla sinistra, il tiro da distanza ravvicinata viene parato da Donnarumma. 

 

Stadi aperti e pubblico: decreto riaperture, regole zona gialla

Stadi aperti dal primo giugno in zona gialla, con limiti per la capienza previsti dal decreto riaperture varato dal governo. Per determinati eventi, la presenza del pubblico può essere ammessa anche prima della data indicata dal decreto. “Dal primo giugno in zona gialla sono aperte al pubblico anche le manifestazioni e gli eventi sportivi di livello agonistico riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del Coni e del Comitato paralimpico. La capienza consentita è del 25% di quella massima autorizzata e comunque non superiore a 1000 spettatori per gli impianti all’aperto e 500 per quelli al chiuso”, rende noto Palazzo Chigi. “Per eventi di particolare rilevanza e tenuto conto delle caratteristiche dei siti è possibile autorizzare la presenza di un numero maggiore di spettatori. E’ possibile inoltre, anche prima del primo giugno, autorizzare lo svolgimento di eventi sportivi di particolare rilevanza”, si legge. 

Superlega, Juve: “Progetto ora non realizzabile”

Il progetto della Superlega europea ora ha “ridotte possibilità di essere portato a compimento”. E’ quanto scrive la Juventus in un comunicato.  

“Con riferimento al comunicato stampa diramato da Juventus Football Club S.p.A. in data 19 aprile 2021, relativo al progetto di creazione della Super League, e al successivo dibattito pubblico, l’Emittente precisa di essere al corrente della richiesta e delle intenzioni altrimenti manifestate di alcuni club di recedere da tale progetto, sebbene le necessarie procedure previste dall’accordo tra i club non siano state completate”, si legge nella nota del club bianconero. 

“In tale contesto, Juventus, pur rimanendo convinta della fondatezza dei presupposti sportivi, commerciali e legali del progetto, ritiene che esso presenti allo stato attuale ridotte possibilità di essere portato a compimento nella forma in cui è stato inizialmente concepito. Juventus rimane impegnata nella ricerca di costruzione di valore a lungo termine per la Società e per l’intero movimento calcistico”, conclude la Juve. 

Superlega “da rimodellare”, Agnelli: “Progetto va avanti”

La Superlega europea è un progetto di fatto sospeso e, secondo un comunicato degli stessi fondatori, “da rimodellare”. Ma nonostante il passo indietro delle squadre inglesi, Andrea Agnelli rilancia: “Fra i nostri club c’è un patto di sangue, il progetto della Superleague ha il 100 per cento di possibilità di successo, andiamo avanti”, dice in un’intervista a Repubblica il presidente del club bianconero, che in ogni caso aggiunge: “Teniamo il dialogo aperto con istituzioni, Fifa e Uefa”. 

Ulteriori sviluppi sono attesi nelle prossime ore. Intanto, nella notte, è arrivato il comunicato della Superlega che parla di “pressione esercitata” sulle 6 squadre inglesi che si sono sfilate ufficialmente dal progetto: si tratta di Manchester City, Chelsea, Manchester United, Liverpool, Tottenham e Arsenal. “La Super League Europea è convinta che l’attuale status quo del calcio europeo debba cambiare. Proponiamo una nuova competizione europea perché il sistema esistente non funziona. La nostra proposta è finalizzata a consentire allo sport di evolversi generando risorse e stabilità per l’intera piramide calcistica, anche aiutando a superare le difficoltà finanziarie incontrate dall’intera comunità calcistica a causa della pandemia. Fornirebbe anche pagamenti di solidarietà materialmente migliorati a tutte le parti interessate del calcio”, si legge nella nota.  

“Nonostante l’annunciata uscita dei club inglesi, costretti a prendere tali decisioni a causa della pressione esercitata su di loro, siamo convinti che la nostra proposta sia pienamente allineata alla legge e ai regolamenti europei come è stato dimostrato oggi da una decisione del tribunale per proteggere la Super League da azioni di terze parti. Date le circostanze attuali, riconsidereremo i passaggi più appropriati per rimodellare il progetto, avendo sempre in mente i nostri obiettivi di offrire ai tifosi la migliore esperienza possibile, migliorando i pagamenti di solidarietà per l’intera comunità calcistica”, conclude la nota. 

Agnelli, però, non sembra intenzionato ad accantonare il progetto. “Vogliamo creare la competizione più bella al mondo capace di portare benefici all’intera piramide del calcio, aumentando la distribuzione delle risorse agli altri club e rimanendo aperta con cinque posti disponibili ogni anno per gli altri da definire attraverso il dialogo con le istituzioni del calcio”, dice a Repubblica.  

L’intenzione, spiega ancora Agnelli, è quella di creare una “competizione che simuli ciò che fanno sulle piattaforme digitali, come Fifa, significa andargli incontro e fronteggiare la competizione di Fortnite o Call of Duty che sono i veri centri di attenzione dei ragazzi di oggi, che spenderanno domani”. 

 

Superlega, Johnson: “Ritiro club inglesi decisione giusta”

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha definito ”assolutamente giusta e da lodare” la decisione dei club inglesi di ritirarsi dalla Superlega Europea. Dopo l’iniziale adesione al progetto, Manchester City, Chelsea, Manchester United, Tottenham, Liverpool e Arsenal hanno comunicato ufficialmente il loro passo indietro.  

“E’ il risultato giusto per i tifosi, i club e il Paese. Dobbiamo continuare a proteggere il nostro amato sport nazionale” ha scritto Johnson su Twitter. In precedenza, lo stesso premier britannico aveva commentato sempre sui social le prime indiscrezioni sulla rinuncia di City e Chelsea invitando le altre squadre inglese coinvolte nella Superlega a seguire il loro esempio, come poi è avvenuto. 

Johnson è stato fin dal primo momento in prima linea contro il progetto e si era detto pronto a intraprendere qualsiasi iniziativa per fermarlo. 

Superlega, ‘Club inglesi costretti ad andarsene, progetto da rimodellare’

“La Super League Europea è convinta che l’attuale status quo del calcio europeo debba cambiare. Proponiamo una nuova competizione europea perché il sistema esistente non funziona. La nostra proposta è finalizzata a consentire allo sport di evolversi generando risorse e stabilità per l’intera piramide calcistica, anche aiutando a superare le difficoltà finanziarie incontrate dall’intera comunità calcistica a causa della pandemia. Fornirebbe anche pagamenti di solidarietà materialmente migliorati a tutte le parti interessate del calcio”. Così la Superleague in una nota dopo la decisione dei club inglesi di abbandonare il progetto.  

“Nonostante l’annunciata uscita dei club inglesi, costretti a prendere tali decisioni a causa della pressione esercitata su di loro, siamo convinti che la nostra proposta sia pienamente allineata alla legge e ai regolamenti europei come è stato dimostrato oggi da una decisione del tribunale per proteggere la Super League da azioni di terze parti. Date le circostanze attuali, riconsidereremo i passaggi più appropriati per rimodellare il progetto, avendo sempre in mente i nostri obiettivi di offrire ai tifosi la migliore esperienza possibile, migliorando i pagamenti di solidarietà per l’intera comunità calcistica”, conclude la nota.  

Superlega perde pezzi: Chelsea, City e Atletico Madrid verso addio

Chelsea, Manchester City e Atletico Madrid verso l’addio alla Superlega. I media inglesi e spagnoli fanno riferimento al passo indietro di 3 dei 12 club che domenica sera hanno partecipato alla creazione della nuova competizione. Il Chelsea, secondo la Bbc, sta preparando la documentazione per uscire di scena. Anche il Manchester City sembra pronto a sfilarsi, secondo le notizie diffuse da Martin Lipton, della redazione sportiva del Sun. In Spagna, invece, vacilla la posizione dell’Atletico Madrid, che sta valutando l’ipotesi di un passo indietro. 

Superlega, “tribunale Madrid blocca sanzioni Fifa e Uefa”

Superlega europea, il tribunale di Madrid blocca possibili sanzioni di Uefa e Fifa. Secondo quanto riporta il quotidiano sportivo ‘Marca’ il tribunale della capitale spagnola avrebbe diffidato Uefa e Fifa dal sanzionare i 12 club coinvolti nella nascita della Superlega. Pertanto i due organi calcistici non potranno imporre divieti o sanzioni a club o giocatori fino a quando non verrà esaminata completamente la questione. Intanto, la Uefa starebbe negoziando con un fondo di investimento britannico con sede a Londra per creare una nuova Champions League. Secondo El Mundo Deportivo, che rilancia indiscrezioni riferite da Bloomberg e Rmc, il budget iniziale per la nuova competizione partirebbe da 4,5 miliardi di euro e potrebbe arrivare fino a 7 miliardi. La notizia, sottolinea il quotidiano catalano, sarebbe la conseguenza dell’accelerazione dei progetti di riforma del calcio europeo imposta dall’annuncio della nuova Superlega. 

Superlega, “Chelsea e City potrebbero ripensarci”

Chelsea e Manchester City non sarebbero più così convinte del progetto della Superlega europea. Lo riferisce, secondo quanto riporta il Guardian, un dirigente di un altro club della Premier League inglese, che in passato era stato approcciato per entrare a far parte del progetto. A far tentennare i due club, semifinalisti in Champions League, sarebbero state le durissime reazioni delle autorità calcistiche e dei governi, seguite all’annuncio del varo della Superlega.  

Il Guardian riporta inoltre che della retromarcia di Chelsea e Manchester City si starebbe discutendo a Montreaux, dove è in corso il congresso della Uefa. Tra i dirigenti calcistici europei serpeggia la convinzione che meno della metà dei 12 club ribelli siano realmente “fanatici”, disposti ad andare fino in fondo nel progetto della Superlega, incuranti delle conseguenze. Gli altri si sarebbero uniti al progetto o per i vantaggi economici che se ne possono ricavare, sia attraverso il varo effettivo della Superlega che attraverso concessioni dalla Uefa, o per il timore di venirne esclusi. Manchester City e Chelsea apparterrebbero a quest’ultimo gruppo di club.  

Tuttavia, un’altra fonte del Guardian, non considera fondate le voci sul ripensamento di Chelsea e Manchester City. Dello stesso avviso sembra essere Downing Street, che attraverso un portavoce ha accolto favorevolmente le voci di un’eventuale rottura all’interno del fronte delle sei squadre inglesi ribelli. Ma, ha aggiunto, “per quanto ne sappiamo, al momento si tratta di speculazioni”. 

Tra le varie opzioni che il governo britannico potrebbe mettere in campo per fermare i club ‘ribelli’ che intendono aderire alla Superlega c’è lo stop ai visti per i giocatori stranieri e la revoca del servizio di polizia durante le partite. Lo ha riferito un portavoce di Downing Street, rispondendo ad una specifica domanda di un giornalista sull’argomento. “Tutte queste opzioni al momento sono sul tavolo”, è stata la replica.  

“Lavoreremo sia per valutare quali opzioni sono disponibili per il governo e parleremo direttamente, come ha fatto il premier stamattina, con la Premier League, la Football Association e altri per valutare possibili azioni collettive”, ha aggiunto il portavoce, che poi ha chiarito che Boris Johnson non è tifoso di nessuna squadra in particolare.  

“Qui non si tratta di quale è la squadra per la quale fai il tifo”, ha detto il portavoce di Downing Street, sottolineando che non bisogna essere dei “super tifosi” di calcio per comprendere l’importanza dell’argomento. 

 

Superlega, “pronti a partire a settembre”

La Superlega è pronta per partire a settembre. Dopo l’annuncio che ha creato un vero e proprio terremoto nel mondo del calcio, aprendo un conflitto tra i club ribelli da una parte e Fifa e Uefa dall’altra, è il segretario generale della neonata Superlega, Anas Laghrari, a fornire una prima indicazione sui tempi di questa possibile rivoluzione. “Vogliamo creare il miglior calcio. Tutto potrebbe anche iniziare in cinque mesi”, assicura Laghrari, intervistato da Le Parisien. L’intenzione, dice, è di creare un campionato “che tutti vogliono vedere, che faccia sognare, per rinnovare un calcio che è entrato nella follia di trasferimenti e denaro”.  

“Le giovani generazioni sono meno interessate al calcio, si concentrano sulla console o su qualcos’altro e si collegano solo per i grandi match. Ma questi grandi match accadono raramente. Notiamo anche una frustrazione tra i giocatori che vogliono fare grandi partite contro questi grandi giocatori”. Quanto allo scontro con la Uefa e il suo presidente Ceferin, Laghrari afferma che “siamo pronti a sederci attorno a un tavolo, chiediamo solo un dialogo”.  

Tuttavia, al momento la Uefa non sembra intenzionata a trattare: “Tutti i governi sono con noi, tutti i tifosi, tutti i media. Vorrei rivolgermi ai presidenti di alcuni club, inglesi principalmente: signori, avete fatto un grande errore. Qualcuno potrebbe dire che si tratta di avarizia, ignoranza o altro, non importa, siete ancora in tempo per cambiare idea”, ha detto Ceferin durante il suo intervento in apertura dei lavori del Congresso Uefa a Montreux, in Svizzera, riferendosi ai club che hanno aderito alla Superlega. 

Altri potrebbero entrarne a far parte prossimamente, come affermato dal presidente del Real Madrid Florentino Perez. Anche tra i club italiani: “I club fondatori sono quelli che contano di più in termini di intrattenimento, ma altri, come il Siviglia o come il Napoli e la Roma, avranno la loro possibilità se non quest’anno, il prossimo”, ha detto il numero uno della Superlega a ‘El Chiringuito TV’ . “Ora siamo in dodici e vogliamo arrivare a quindici e se Psg e Bayern rifiuteranno non si annullerà proprio nulla. Sono 15 le squadre che generano valore per le televisioni e cinque arriveranno per meriti sportivi”, ha evidenziato Perez.  

“I maggiori club di Inghilterra, Spagna e Italia sono stati chiamati a trovare una soluzione alla brutta situazione che sta attraversando il calcio”, ha aggiunto. “La situazione economica del calcio è drammatica. Il movimento sta perdendo interesse e deve adattarsi ai tempi in cui viviamo”. 

La nascita della Superlega potrebbe portare all’esclusione dei top club europei dai rispettivi campionati, sconvolgendo le competizioni nazionali. Proprio per questo i maggiori bookmaker, come riporta Agipronews, hanno deciso di chiudere le scommesse sulla vincente dello scudetto e sulle possibili qualificate alla prossima Champions League nei 3 principali campionati del Vecchio Continente come Serie A, Premier League e Liga. 

Superlega: appello suor Paola, ‘fermatela, è porta in faccia a sogni giocatori’

“Fermate la Superlega”. Suor Paola, da sempre tifosissima della Lazio, interpellata dall’Adnkronos, lancia un appello alle forze in campo perché si torni indietro dal progetto della Superlega che ha scatenato una vera e propria “guerra” del calcio in Europa. “Non si può sbattere la porta in faccia ai sogni dei giocatori. La Federazione non dovrebbe dare la possibilità alle squadre italiane di entrare nel progetto” della Superlega, dice la suora.  

Suor Paola pensa alle conseguenze: “Non dovrebbero esserci giocatori di serie A e di serie B: già c’è una competizione che divide. Inutile poi che tra squadre più ricche si faccia questo. Vuole dire che un ‘giocatorino’ che inizia a giocare non potrà mai coltivare il sogno o avere la possibilità di giocare in una grande squadra. Io vedo che oggi tanti calciatori cercano di fare del meglio per andare a giocare alla Juve, all’Inter. Ma di questo passo le squadre che non hanno mezzi per comprare giocatori forti non potrebbero mai partecipare a queste competizioni. Non è bene che si chiudano opportunità ai sogni dei giocatori che sognano prima o poi di andare a fare parte di una squadra grande”. 

Suor Paola lancia il suo appello: “Io spero sia un progetto che torni indietro e che le nostre squadre italiane non facciano questa scelta”. E’ di oggi la notizia che Florentino Perez ha chiamato nel progetto Roma e Napoli: “La Federazione – osserva suor Paola- non dovrebbe dare la possibilità alle squadre italiane di partecipare oppure se loro vogliono comunque partecipare andrebbero tolte da tutte le competizioni, e che giochino solo tra di loro”. C’è poi una riflessione ancora più amara da parte della suora: “Sfornare un simile progetto in tempo di pandemia è la cosa peggiore”. 

Superlega, Fifa avverte i club: “Pagherete per questo”

I club della Superlega pagheranno dazio. “Se alcuni eletti scelgono di andare per la loro strada devono pagare le conseguenze delle proprie scelte di cui sono responsabili. Concretamente cosa vuol dire, siete dentro o siete fuori? Non si può stare a metà, pensateci bene tutti”, dice Gianni Infantino, presidente della Fifa, esprimendosi nei confronti dei 12 club che hanno creato il nuovo torneo. “C’è molto da buttar via per un gioco finanziario a breve termine di qualcuno. Le persone ci devono pensare veramente attentamente assumendosi le proprie responsabilità”, aggiunge. 

“Voglio essere estremamente chiaro, la Fifa è una organizzazione costruita sui veri valori dello sport e non possiamo che condannare con forza la creazione di una Superlega, che è un qualcosa di chiuso, che è una fuga dalle attuali istituzioni calcistiche. Non c’è nessun dubbio che la Fifa disapprovi questo progetto”, dice nel suo intervento al Comitato esecutivo dell’Uefa riunito a Montreux, in Svizzera.
 

Scottie Pippen, terribile lutto: figlio Antron morto a 33 anni

Un terribile lutto colpisce Scottie Pippen. La star Nba, compagno di squadra di Michael Jordan nell’epoca d’oro dei Chicago Bulls, ha annunciato sui social la morte del figlio Antron a soli 33 anni. “Con il cuore a pezzi annuncio che ieri ho detto addio al mio primogenito Antron”, scrive Pippen su Twitter.  

“Entrambi -aggiunge- abbiamo condiviso l’amore per il basket. Antron soffriva di asma cronica e se non fosse stato per questo credo che sarebbe arrivato in Nba. Ma non si è mai lasciato abbattere: è sempre rimasto positivo e ha lavorato duro. Sono orgoglioso dell’uomo che era diventato. Per favore pregate per sua madre Karen e tutta la sua famiglia e i suoi amici. Un cuore gentile e un’anima bellissima se ne sono andati troppo presto. Ti amo, figlio mio. Riposa in pace finché non ci rivedremo”.  

Antron era nato nel 1987 dal rapporto tra Pippen e Karen McCollum, diventata sua moglie l’anno dopo. La coppia ha divorziato nel 1990. Antron Pippen aveva giocato a basket per Texas A&M International e South Georgia Technical college. 

Superlega, tensioni in Lega A: Cairo contro Agnelli

E’ terminata la riunione della Lega di Serie A a cui hanno partecipato tutte e venti le società, comprese Inter, Juventus e Milan, che hanno aderito alla Superlega. I tre club hanno espresso la loro volontà di continuare a giocare in Serie A.  

Durante la riunione non sono mancati gli scontri. Nel mirino soprattutto il presidente della Juventus Andrea Agnelli e l’amministratore delegato dell’Inter Beppe Marotta. Diversi dirigenti hanno chiesto all’ad nerazzurro di dimettersi dal ruolo di consigliere federale in rappresentanza della Figc, mentre al numero uno bianconero è stato rinfacciato in particolar modo il suo ruolo nella operazione con i fondi di private equity, con il presidente del Torino Urbano Cairo che lo ha apostrofato ripetutamente come “Giuda”. 

I tre club dal canto loro hanno sottolineato che il percorso è solo all’inizio, che resta la volontà di dialogare con Fifa e Uefa e che la Superlega potrebbe presentare vantaggi anche per gli altri club in termini di meccanismi di solidarietà. Il confronto proseguirà la prossima settimana, quando le società si rivedranno in presenza per continuare ad affrontare il tema. 

Superlega, Gianmarco Tognazzi: “Troppo repentina, campionato perderebbe senso”

“Premesso che è difficile capire quali siano le reali motivazioni, è un tentativo che da una parte può essere affascinante, l’idea che le squadre più forti d’Europa si sfidino tra di loro. Però può esserlo i primi anni, ma poi non diventa un po’ monotono dal punto di vista dell’intrattenimento? E poi, non va ad escludere le variabili? L’Atalanta, o l’Ajax, o le squadre serbe, croate, belghe e così via. Non vorrei diventasse limitativo nel confronto con le altre realtà calcistiche”. Gianmarco Tognazzi, super tifoso milanista, analizza così con l’Andkronos l’annuncio della Superlega europea.  

“La mia paura -spiega Tognazzi- è che possa togliere appeal anche alle squadre stesse. Se veramente vogliono partire da agosto del 2021, mi chiedo: al Milan o all’Inter che cosa gliene frega di arrivare ai primi posti? A cosa servirebbe il campionato? Diventano relativi i piazzamenti. Mi preoccupo egoisticamente anche dei giocatori della mia squadra, che magari potrebbero perdere mordente”. A livello nazionale, “il fatto di lottare per poter raggiungere delle posizioni che ti permettano di arrivare a fare una competizione internazionale dava il senso al campionato”, osserva l’attore.  

Che ci tiene a sottolineare: “Ancora non mi è chiaro quali siano i reali motivi e per esprimere un’opinione bisognerà aspettare di capire esattamente lo sviluppo. Se fosse una manifestazione aggiuntiva che va in parallelo col sistema normale, allora direi perché no. Ma mi pare di capire che non sia possibile pensare a una manifestazione così invasiva gestita in concomitanza con le altre competizioni”. E, tra le riflessioni ‘a caldo’, il tifoso milanista ipotizza: “Nel momento in cui vuoi creare una sorta di duopolio, non lo vedo strutturato a venti ma in maniera molto più larga, che so a quaranta, proponendolo come formula alternativa -suggerisce- Che comprenda sì quindici, anche venti club fondatori ma che lascia spazio ad altri venti legati ai meriti sportivi”. 

 

José Mourinho esonerato dal Tottenham

Jose Mourinho è stato esonerato dal Tottenham. Lo riporta in esclusiva il Telegraph. Stamattina, il quotidiano britannico aveva riferito che l’allenatore portoghese era stato convocato dai vertici del club londinese. In particolare, il presidente del club, Daniel Levy, secondo il Telegraph intendeva agire in modo “drastico” a seguito dei deludenti risultati ottenuti dalla squadra nella seconda parte della stagione di Premier League.