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Categoria: Sport

Milan-Verona 2-2, pareggio targato Ibra 

Una rete al 93′ del secondo tempo targata Ibrahimovic regala al Milan il pareggio con il Verona, in vantaggio dal primo tempo a San Siro. Dopo le reti di Barak e Zaccagni, i rossoneri accorciano infatti le distanze con un autogol di Magnani. Poi il pareggio di Ibra in pieno recupero che, dopo aver fallito un rigore, salva il Milan sul finale e consegna il 2-2 ai rossoneri. 

Genoa-Roma 1-3, tripletta Mkhitaryan 

Quarta vittoria in campionato per la Roma che supera 3-1 il Genoa a Marassi portandosi in terza posizione in classifica alle spalle del Sassuolo. I giallorossi, che devono fare a meno in attacco di Dzeko colpito dal Covid, conquistano i 3 punti grazie a una tripletta dell’armeno Henrikh Mkhitaryan. 

L’ex Arsenal dopo aver colpito una traversa va in gol di testa sul finale di primo tempo sugli sviluppi di un corner. Al 50’ i rossoblù trovano il pari con Pjaca ma è ancora Mkhitaryan a colpire al 66’, all’85’ la terza marcatura dell’armeno, una mezza rovesciata su invito di Pedro. Terzultima posizione in classifica per il Genoa fermo a 5 punti. 

Lazio-Juventus finisce 1-1: Caicedo al 95′ replica a Ronaldo  

La Lazio, dopo una settimana difficile per la vicenda tamponi e le numerose assenze, riesce a pareggiare 1-1 all’Olimpico contro la Juventus grazie a un gol al 95’ di Caicedo. Partita complicata per i biancocelesti che vanno sotto al 15’ del primo tempo per un gol di Cristiano Ronaldo. Il portoghese sul finale della prima frazione coglie anche una traversa, poi nella ripresa lascia il terreno di gioco per un problema alla caviglia. La classifica vede i campioni d’Italia salire a 13 punti, a 11 la Lazio.  

 

Filippo Ganna positivo al Covid 

La Federazione Ciclistica Italiana comunica che nella giornata di oggi è risultato positivo al Covid-19 Filippo Ganna, atleta della Ineos Grenadiers, impegnato in questi giorni con la Nazionale a Montichiari in preparazione degli Europei pista in Bulgaria. Il 24enne piemontese, oro a cronometro ai recenti Mondiali di ciclismo di Imola, sta bene ed è in isolamento presso il proprio domicilio. 

“Ganna -si legge in una nota- è giunto in ritiro martedì 3 novembre dopo aver sostenuto, come tutti gli altri azzurri convocati per il raduno, un tampone nella giornata di lunedì 2 novembre, risultato negativo. La sera stessa ha manifestato i primi segni di leggero malessere. In via precauzionale è rimasto per tutta la giornata di mercoledì in isolamento nella sua stanza e nella giornata di oggi è stato sottoposto a tampone, che ha dato esito positivo. Si ricorda che tutti gli atleti presenti a Montichiari alloggiano in camere singole”.  

La Federazione “comunica che tutti i tamponi effettuati agli altri componenti della Nazionale sono negativi. Ulteriori controlli saranno svolti nei prossimi giorni, fino al giorno a ridosso della partenza per gli Europei, domenica prossima”.  

Europa League, Milan k.o.: Lille vince 3-0 a San Siro 

Il Milan perde 3-0 in casa contro il Lille in un match valido per la terza giornata del gruppo H di Europa League disputato allo stadio ‘Giuseppe Meazza’. A decidere la partita la tripletta di Yazici a segno al 22′ su rigore, al 55′ e al 58′. Nella classifica del girone i francesi passano al comando con 7 punti, uno in più del Milan, a seguire lo Sparta Praga a quota 3 e il Celtic Glasgow a 1.  

Maradona operato al cervello, “intervento riuscito” 

Diego Armando Maradona è stato operato al cervello e l’intervento è riuscito. Lo afferma il quotidiano Clarin prima della diffusione del bollettino. Maradona è stato sottoposto all’operazione per la presenza di un ematoma subdurale, individuato dopo una caduta che ha generato un coagulo in una regione del cervello. 

Maradona, ricoverato inizialmente a La Plata, è stato trasferito in ambulanza alla Clinica Olivos di Buenos Aires dove è stato operato dal professor Leopoldo Luque. 

Maradona sarà operato d’urgenza al cervello 

Diego Maradona verrà operato nelle prossime ore, dopo che gli esami effettuati hanno evidenziato un ematoma subdurale, subito in seguito ad una caduta che ha generato un coagulo in una regione del cervello. Come confermato al Clarín, Maradona verrà trasferito e l’intervento avverrà il prima possibile, molto probabilmente questo mercoledì al Sanatorio Fleni o alla Clinica Olivos. La diagnosi è la stessa subita dalla vicepresidente Cristina Fernández de Kirchner e per la quale anche lei ha dovuto subire un’operazione nel 2014. Dall’ambiente del tecnico del Gimnasia affermano che l’ematoma è stato generato “da un trauma” e avvertono che potrebbe essere il prodotto di qualsiasi colpo che ha subito negli ultimi tempi. “Potrebbe essere stato un mese o cinque anni fa, non è noto”, sottolineano. 

 

Totti positivo al covid 

Francesco Totti positivo al Covid-19. La bandiera della Roma nei giorni scorsi ha accusato febbre e debolezza ma le sue condizioni sarebbero già in miglioramento. Nelle scorse settimane Totti ha perso il papà Enzo proprio per complicanze dovute al coronavirus. 

La Roma stende la Fiorentina 2-0 

Una bella Roma si impone nettamente 2-0 sulla Fiorentina all’Olimpico grazie alle reti di Spinazzola al 12′ e di Pedro al 70′, sprecando tante altre occasioni ma mettendo in evidenza un grande tridente offensivo. Grazie a questo successo la squadra di Fonseca sale a 11 punti restando aggrappata al treno Champions. Rispetto alla gara con il Milan, Fonseca cambia una sola pedina inserendo al centro della difesa l’ormai ristabilito Smalling. Il sacrificato è Kumbulla che torna in panchina. A destra a centrocampo Karsdorp vince di nuovo il ballottaggio con Bruno Peres. Sul fronte opposto Iachini rilancia Ribery, perfettamente recuperato, mentre in difesa mette Quarta al posto di Pezzella, indisponibile dopo l’intervento di pulizia alla caviglia.  

La Fiorentina parte subito forte e al 1′ palla persa sulla trequarti da Veretout, con Castrovilli che dal limite prova il destro a giro e spedisce la spera un metro a lato alla sinistra di Mirante. La Roma stenta nei primi minuti ma poi al 12′ trova il vantaggio: pasticcio della difesa viola che si fa trovare scoperta su un lancio lungo di Mirante e con Spinazzola si è invola solitario verso la porta, il suo tentativo di rimettere in mezzo per Pedro viene toccato da Caceres che, in pratica assesta il pallone al terzino giallorosso che con un preciso destro rasoterra infila il pallone a fil di palo alla destra di Dragowski per l’1-0.  

Passano due minuti e la squadra di Fonseca sfiora il raddoppio. Al 14′ Dzeko lancia sulla sinistra Spinazzola che rimette basso il pallone in mezzo per il bosniaco, anticipato in extremis in angolo in scivolata da Lirola. La Roma ora spinge con continuità e al 15′ sull’angolo dalla destra, Dzeko irrompe col ginocchio destro e da pochi metri, solo davanti alla porta, manda la palla alta di un soffio oltre la traversa. La pressione giallorossa è costante e al 18′ Dzeko serve Pedro che tenta il sinistro a giro da fuori con la palla che termina a fil di palo.  

La Fiorentina non riesce più a uscire e rischia ancora al 23′. Sull’angolo dalla destra va di testa Dzeko ma sulla conclusione schiacciata a terra Dragowski devia in angolo con un prodigioso balzo sulla sinistra. Il portiere viola si supera al 37′ con una doppia parata: su cross dalla sinistra di Spinazzola, Dzeko fa da sponda di testa per Karsdorp il cui diagonale è respinto in tuffo dal portiere viola, sulla ribattuta arriva Pedro il cui destro in mezza girata è deviato in angolo in tuffo sulla destra dal polacco.  

Tante e occasioni non sfruttate dalla Roma che riprende a spingere ad inizio ripresa Al 47′ lancio in area sulla destra per Pedro che prova il cross per il solitario Dzeko ma la palla è leggermente troppo lunga. Al 52′ la Roma chiede il rigore. Pellegrini va via in area sulla destra e cade contrastato da Caceres ma per Orsato il tocco del difensore non giustifica il penalty. Passa un minuto e ancora giallorossi pericolosi: Mkhitaryan serve in area Veretout che controlla e prova il sinistro in diagonale ma il rasoterra termina fuori di pochissimo. La squadra di Iachini prova ad irrobustire l’attacco togliendo Bonaventura ed inserendo Vlahovic, ma è ancora la Roma pericolosa al 63′ con Spinazzola che lancia Mkhitaryan che entra in area in percussione ma alla fine il suo tocco con la punta del piede destro è deviata sull’esterno della rete da Milenkovic.  

Al 70′ la Roma concretizza la superiorità tecnica. Sugli sviluppi dell’angolo i giallorossi partono in contropiede con Dzeko che libera in area sulla destra Mkhitaryan, immediato il passaggio di prima sul secondo palo per l’accorrente Pedro che insacca a porta vuota per il 2-0. Fonseca inserisce Peres e Carles Perez per Karsdorp e Pedro e al 72′ Roma ancora vicina al gol: con Brino Peres che dalla destra centra basso per Mkhitaryan il cui destro da pochi passi è deviato in angolo in scivolata da Quarta. All’80’ su cross dalla trequarti destra di Lirola, ci prova il neo entrato Kouamé ma la conclusione forte ma centrale è bloccata a terra da Mirante. All’88’ la Fiorentina chiude anche in dieci uomini per l’espulsione diretta di Martínez Quarta per un brutto intervento su Dzeko. 

Hamilton vince a Imola, Settebello mondiale Mercedes 

Gara dai mille volti a Imola per il Gp di F1 dell’Emilia Romagna, ma alla fine a vincere è sempre Lewis Hamilton. Il pilota della Mercedes dopo una partenza non eccezionale è riuscito a gestire la gara approfittando di quello che accadeva in pista, andando a conquistare la sua 93esima vittoria in F1 e regalando alla Mercedes, anche grazie al secondo posto di Valterri Bottas, il settimo titolo costruttori di fila, nuovo record in F1.  

Hamilton nel finale si regala anche il giro veloce. la terza posizione dopo l’incidente nel finale della Red Bull di Max Verstappen va a Daniel Ricciardo, che precede Daniiil Kvyat e la Ferrari di Charles Leclerc. Vanno a punti anche Perez, sesto, seguito da Sainz, Norris, Raikkonen e Giovinazzi decimo. Solo 13esima la Ferrari di Sebastian Vettel dopo una buona gara per un problema nell’ultimo pit stop. Chiude in 11esima posizione Nicholas Latifi che precede Sebastian Vettel 12esimo e Lance Stroll 13esimo. Tanti i ritiri, oltre a Verstappen anche Russell, Magnussen, Ocon e Gasly. 

Milan vince a Udine, decide Ibra in rovesciata  

Il Milan capolista alla Dacia Arena stende l’Udinese 2-1 grazie alla rovesciata nel finale di Zlatan Ibrahimovic, al suo ottavo gol stagionale e trova la quinta vittoria nelle prime sei giornate. La squadra di Pioli si porta così a 16 punti in vetta solitaria nella classifica della Serie A. I rossoneri dopo un buon primo tempo e il gol di Kessie, hanno rischiato di non portare a casa il successo dopo il gol ad inizio ripresa della squadra di Gotti su rigore con De Paul, ma ci ha pensato Ibra nel finale a decidere la gara. 

Il Milan inizia con personalità e all’11’ lungo giro palla chiuso con un cross dalla sinistra di Leao sul quale Saelemaekers ci arriva con la suola non trovando la porta di pochissimo. Al 18′ arriva il vantaggio rossonero: lancio millimetrico di Bennacer per Ibrahimovic che protegge il pallone dentro l’area, appoggia all’indietro per l’accorrente Kessie che col destro scarica in porta con precisione e potenza per l’1-0. L’Udinese prova a reagire e al 23′ va vicino al pari. Errore in uscita di Kessie che, attaccato da Okaka, perde palla nella propria trequarti. L’Udinese va in contropiede, quattro contro due, con Deulofeu che però sbaglia tutto mandando il pallone sul fondo nel tentativo di servire un compagno sul secondo palo da buona posizione.  

Il Milan riprende a macinare gioco e al 37′ rischia di combinarla grossa Musso che protegge male un pallone destinato sul fondo e lo regala a Saelemaekers che, però, non riesce a servire nessuno al centro e il portiere bianconero fa sua la sfera. Sul finire di primo tempo l’Udinese chiede un calcio di rigore. Punizione dai 30 metri di sinistra per i bianconeri, De Paul la mette in mezzo, serie di batti e ribatti, poi Okaka cade a terra sulla pressione di Ibra con Donnarumma in uscita sulla palla e chiede il rigore. Di Bello attende l’esito del Var e poi fa riprendere la gara.  

Il penalty arriva all’inizio del secondo tempo, per un fallo di Romagnoli su Pussetto. Di Bello indica il dischetto e De Paul non sbaglia, siglando l’1-1. Al 57′ doppio cambio nel Milan, con Pioli che inserisce Tonali e Diaz, al posto di Bennacer e Saelemaekers. La capolista fatica a trovare spazi e al 70′ Ibrahimovic, servito ai 20 metri da Diaz, prova a far filtrare il pallone per Leao, ma i due non si intendono e Musso fa sua la sfera. L’Udinese cerca di chiudere tutti gli spazi e al 79′ lunga cavalcata di Theo Hernadenz che, dopo aver conquistato palla nella propria area di rigore, si invola verso l’area opposta. Il francese serve poi al limite Rebic che si accentra e calcia col destro colpendo in piena faccia Becão, poi Musso evita l’angolo. La pressione dei rossoneri si concretizza all’83’: cross dal limite di sinistra di Rebic per Ibra, Becão buca, la palla si impenna al limite dell’area piccola e Ibrahimovic in rovesciata beffa Musso che aveva tentato una timida uscita. All’89’ il Milan chiede un rigore per un tocco di mano in area friulana, ma il Var e Di Bello lasciano giocare.  

Ronaldo è guarito dal Covid 

L’attaccante della Juventus, Cristiano Ronaldo è guarito dal coronavirus. Il giocatore “ha effettuato il controllo con test diagnostico (tampone) per il Covid 19. L’esame ha dato esito negativo. Il giocatore dopo 19 giorni è pertanto guarito e non più sottoposto al regime di isolamento domiciliare”, spiega la Juventus. 

Tris del Milan allo Sparta Praga, e Ibra sbaglia un rigore 

Si chiude sul 3-0 il match di girone H di Europa League tra Milan e Sparta Praga. Rossoneri in netto dominio dal primo minuto sulla squadra ceca in netta inferiorità, sblocca nel primo tempo al 24′ Brahim Diaz, che mette in rete su assist di Ibrahimovic, nel primo tempo sempre in attacco ma poi sostituito da Pioli nel secondo, entra Leao. Ibra sbaglia anche un rigore, dopo essere stato atterrato, prendendo la traversa al 36′. 

Nella ripresa è il nuovo ingresso Leao a raddoppiare al 57′, dopo un passaggio in profondità di Dalot. Sarà lo stesso Dalot a siglare il tris al Praga, appena dieci minuti dopo Leao. Niente da fare per i cechi, reduci da un 4-0, e altro tris per il Milan dopo il 3-1 al Celtic. Pioli incassa e arriva a 6 punti in Europa League.  

Il Napoli passa in Spagna, 0-1 contro Real Sociedad  

Fatica il Napoli in Spagna ma lascia indietro i capilista della Real Sociedad, 0-1 il risultato finale a San Sebastian per la seconda partita del girone F di Europa League. Dopo un primo tempo finito con un niente di fatto, sblocca la partita al 56′ Matteo Politano, con un gran tiro da fuori area che finisce alle spalle del pur bravo Remiro, che non può nulla.  

Raddoppio del Napoli all’86’ a cura di Mario Rui, ma dopo aver consultato il Var l’arbitro annulla il gol tra l’incredulità dei ragazzi di Gattuso. Da segnalare l’espulsione di Osimhen, alla sua seconda brutta entrata: due gialli si trasformano in rosso al 4 minuto di recupero del secondo tempo.  

 

Dossena si candida per la presidenza dell’Aic 

Giuseppe Dossena ha presentato ufficialmente la sua candidatura per la presidenza dell’Aic. L’ex calciatore di Torino e Sampdoria si candida a consigliere e a Presidente dell’Aic e sfiderà l’attuale vicepresidente Umberto Calcagno per la successione a Damiano Tommasi.  

“La mia candidatura a consigliere e a Presidente AIC ha uno scopo principale, al di là delle oggettive contrapposizioni con l’attuale governance, quella di proporre idee e strategie che collochino l’Aic al centro del sistema calcio nella considerazione che su oltre 1.300.000 tesserati, un milione è costituito da calciatori” dice Dossena all’Adnkronos, dopo la presentazione della sua candidatura alla presidenza del sindacato calciatori.  

“Tutto ciò è tanto attuale, proprio nel momento in cui ai calciatori provengono continue richieste di assunzione di responsabilità, flessibilità e sacrificio. Io ritengo che prima di fare questo, si possano applicare delle norme che già esistono e che possono aiutarci, ma mettiamoci tutti intorno ad un tavolo e discutiamone. La mia candidatura non è divisoria, non è in contrapposizione a nulla, ma ritengo che il calciatore debba essere messo al centro del sistema, quale catalizzatore di idee e per proporre suggerimenti. Oggi il calcio, per quanto sta accadendo, deve mettersi imprescindibilmente attorno ad un tavolo, spogliandosi dei propri egoismi e velleità. La mia candidatura tende a far diventare l’Aic tutto questo”, spiega Dossena.  

“Il mondo del calcio rappresenta una comunità e alla fine dell’anno tutti quelli che lavorano nel mondo del calcio devono ricevere il frutto del loro lavoro”, aggiunge il candidato alla presidenza dell’Aic che poi sottolinea: “Anticipo che la prossima settimana si terrà un webinar a cui parteciperanno specialisti quali il Prof. Piero Boria ordinario di diritto tributario e direttore del Master nella medesima materia presso la facoltà di Giurisprudenza alla Sapienza di Roma”. 

IL PROGRAMMA DI DOSSENA – Il riconoscimento del professionismo al calcio femminile, con la definizione di un salario minimo per la serie A e di adeguati rimborsi spese per le altre categorie oltre alla dovuta tutela della maternità, l’impegno per l’erogazione mensile degli stipendi per i calciatori di Lega Pro, risorse economiche utilizzate meglio e ad esclusivo vantaggio dei calciatori, redazione di un protocollo di intesa con la Lega dilettanti e la costituzione di una commissione paritetica che promuova i rapporti tra Aic e le organizzazioni degli agenti dei calciatori. Questi alcuni dei principali obiettivi del programma, in 14 punti, con il quale Beppe Dossena si candida ufficialmente alla presidente dell’Aic.  

Al primo punto il campione del mondo 1982 chiede “una norma statutaria che escluda l’assunzione di personale in qualsiasi forma e natura, con gradi di parentela riconducibili ad alcuna persona già presente nei quadri Aic, prediligendo professionalità e competenze a comportamenti clientelari, evitando altresì sovrapposizioni di incarichi e mansioni, con il conseguente raddoppio delle voci di spesa”.  

Come secondo obiettivo si punta ad utilizzare meglio le risorse economiche e ad esclusivo vantaggio dei calciatori, perché oggi l’Aic “deve la propria sopravvivenza a due risorse economico finanziarie: una legata al contratto “Panini”, l’altra alla gestione del Fondo di Fine Carriera Giocatori/Allenatori, risorse che necessitano di amministrazioni affidabili: il protrarsi dello stato di indebitamento e di crisi del Fondo rischiano di esaurire le risorse da destinare per le richieste di TFR da parte delle due categorie”.  

Fondamentale il riconoscimento del professionismo al Calcio Femminile, secondo Dossena “un atto dovuto per cui l’impegno Aic deve essere forte per creare e mantenere un settore stabile, economicamente sostenibile e in grado di produrre una serie di tutele sanitarie, previdenziali e pensionistiche, con la definizione di un salario minimo per la serie A e di adeguati rimborsi spese per le altre categorie oltre alla dovuta tutela della maternità”. 

Per la Lega Pro c’è “l’impegno per l’erogazione mensile degli stipendi per i calciatori della categoria. Un’attenzione particolare dovrà essere riposta ai passaggi di proprietà/ acquisizione di un club anche a seguito di un fallimento, in presenza del quale l’Aic dovrà garantire agli associati il corrispettivo degli emolumenti non percepiti al termine della stagione, evitando così agli stessi lunghi anni di attesa per ricevere quanto dovuto. Sarà in questo caso l’Aic ad attendere quanto dovuto dal Fondo di Garanzia. 

Prevista anche la “redazione di un protocollo di intesa con la LND per la categoria dei dilettanti al fine di poter verificare a cadenza trimestrale il pagamento agli stessi con rimborsi mensili, come da accordi regolarmente depositati” e la promozione del Futsal “perché rappresenta un importante fattore all’interno della metodologia integrata del percorso di formazione del giovane calciatore e perché la disciplina rappresenta un viatico importante nel percorso formativo delle attività di base del mondo del calcio”. 

Occhio di riguardo anche al post carriera dei giocatori con la “creazione di una seria e professionale politica di formazione ed orientamento per chi è uscito o sta per uscire dal mondo del calcio, attraverso l’attivazione di collaborazioni con aziende del settore di comprovata professionalità ed affidabilità e leader nei servizi dedicati allo sviluppo del mercato del lavoro”. L’ex centrocampista di Torino e Sampdoria si propone anche un maggiore “coinvolgimento degli ex calciatori ad una partecipazione effettiva all’interno di Aic: coinvolgere questa categoria è fondamentale e per alcuni “senior” il progetto scuola potrebbe rappresentare una opportunità di impiego retribuito”.  

All’undicesimo punto il rapporto con la scuola perché “ripartire dai giovani significa prima di tutto potenziare l’offerta di sport nel mondo dell’istruzione di ogni ordine e grado, rispondendo ad una esigenza che accomuna di fatto genitori e figli beneficiando di contatti e rapporti intergenerazionali, anche al di fuori del contesto familiare”.  

Infine ricostruire il “rapporto con l’Assoallenatori” e migliorare il “dialogo con la classe arbitrale con lo scopo di favorire un clima più sereno fuori e dentro il rettangolo di gioco. Possibilità di accedere alle comunicazioni tra i direttori di gara e, tra gli stessi e il centro di controllo VAR. Trasparenza vuole che tutti sappiano tutto, tra le componenti tecniche federali” e “la costituzione in AIC di una commissione paritetica che promuova i rapporti (mai esistiti) tra AIC e le organizzazioni degli agenti dei calciatori in quanto l’agente è una figura professionale che deve essere riconosciuta e coinvolta. Occorre coinvolgere e supportare questa categoria nel percorso che li vede sempre più impegnati nel riconoscimento dei propri diritti. Sono lavoratori a tutti gli effetti del nostro settore e il riconoscimento economico derivante dal frutto della loro attività professionale deve essere percepito nelle forme e nelle modalità di pagamento di un qualsiasi tesserato o tesserata entro e non oltre la fine della stagione sportiva. Per testimoniare la nostra volontà al dialogo e alla collaborazione vogliamo cooptare, all’interno del Consiglio Direttivo o in quello di Presidenza di AIC un esponente della/e categoria/e”, si conclude il programma di Dossena.  

Champions, Juve-Barcellona 0-2: decidono Dembelè e Messi 

La Juventus va al tappeto allo Stadium contro il Barcellona, nonostante una partita generosa e tre gol annullati a Morata per fuorigioco. Il k.o. per 2-0, il primo quest’anno in Champions League, è deciso dalle reti di Dembelè al 14′ del primo tempo, complice anche una deviazione che ha messo fuori gioco il portiere bianconero, e di Messi su calcio di rigore al 91′, con la Juve che chiude anche in dieci uomini per l’espulsione di Demiral.  

Per l’occasione Pirlo deve rinunciare ancora a Cristiano Ronaldo, alle prese con il Covid, e a Chiellini infortunato, ma recupera Bonucci. A centrocampo si rivede Chiesa, preferito a Ramsey, con Kulusevski dalla parte opposta e Morata punta centrale. Sul fronte opposto Koeman deve fare a meno di Piqué, squalificato, e degli indisponibili ter Stegen, Umtiti e Coutinho. Per cui piazza Araujo al centro della difesa e, rispetto alla gara persa con il Real, rilancia Sergi Roberto, Dembelé, Griezmann e Pedri a supporto di Messi, mentre la stellina Ansu Fati va in panchina.  

Il Barcellona parte fortissimo e al 2′ Demiral serve avventatamente in area Messi che prova il sinistro da buona posizione ma trova l’opposizione in angolo di Bonucci. Passa un minuto e sugli sviluppi dell’angolo Pjanic prova il destro da fuori ma Szczesny si getta sulla destra e respinge. La pressione dal Barca continua e Pjanic in area smarca sulla sinistra Griezmann che calcia ma colpisce il palo alla destra di Szczesny ormai battuto. Il buon inizio della squadra di Koeman al 14′ porta al gol del vantaggio: Dembelé si libera al tiro al limite dell’area e prova il destro, con la palla che s’impenna, dopo una deviazione con il piede di Chiesa, e s’insacca beffardamente sotto la traversa alla destra di Szczesny. 

La rete subita scuote la formazione di Pirlo. Lancio in verticale sulla destra per Morata che prova un pallonetto ai danni di Neto in uscita: il portiere respinge addosso a Morata che insacca a porta vuota ma il gol è annullato per fuorigioco in partenza dello spagnolo. Il Barca reagisce al 22′ con Griezmann che di tacco smarca in area sulla sinistra Messi il cui diagonale rasoterra di sinistro termina al lato. Al 30′ altro gol annullato alla Juve: cross dalla destra di Cuadrado per Morata che insacca in spaccata anticipando Araujo ma era in fuorigioco di un piede anche questa volta e il Var non perdona. 

La gara è aperta, i blaugrana manovrano e sfiorano il raddoppio tre volte in pochi minuti: al 33′ con Griezmann che lancia in area sulla sinistra l’accorrente Alba che di sinistro spedisce il pallone al lato. Al 35′ Messi libera in area Dembelé che calcia addosso a Szczesny in uscita; poi la palla arriva a Griezmann che di sinistro tira a botta sicura ma si vede ancora respingere la conclusione da Szczesny. Al 55′ terzo gol annullato a Morata per fuorigioco: cross dalla sinistra di Chiesa, Cuadrado in mezza rovesciata rimette in mezzo per Morata che insacca di destro di controbalzo da due passi ma con un tacco in fuorigioco.  

Le occasioni sono tante e al 63′ ancora Griezmann serve Messi il cui sinistro rasoterra in corsa dal limite termina mezzo metro al lato. Risponde la Juve poco dopo con Morata che al limite serve all’indietro Kulusevski il cui sinistro a giro termina alto di poco. La Juve ci crede e al 70′ Rabiot prova il sinistro, ma la palla termina al lato. Poco dopo ancora il Barcellona pericoloso con Messi che lancia in area sulla sinistra Griezmann che con un sinistro in diagonale sfiora il palo. La squadra di Koeman controlla nel finale la gara e la Juve resta anche in dieci uomini per l’espulsione di Demiral per somma di ammonizioni. Al 91′ il Barca raddoppia: rigore per fallo di Bernardeschi su Ansu Fati lanciato in area sulla destra e dal dischetto Messi non sbaglia e chiude la gara. Al 94′ ancora Barca pericoloso ma Fati, tutto solo, invece di tirare in porta serve un assist sbagliato a Braithwaite che termina direttamente sul fondo.  

Champions, Bruges-Lazio 1-1: Vanaken replica a Correa 

La Lazio conquista un buon punto in trasferta, pareggiando 1-1 a Bruges, nonostante le tante assenze, nella seconda giornata del gruppo F di Champions League. I biancocelesti in vantaggio con Correa al 14′ si fanno raggiungere da Vanaken che al 42′ trova il pari su calcio di rigore. Inzaghi per la sfida in Belgio può contare solo su dodici giocatori di movimento più Reina in porta, per il resto a fargli compagnia in panchina ci saranno ben sei Primavera.  

Undici i calciatori rimasti a casa tra infortuni e Covid: Immobile, Luis Alberto, Strakosha, Luiz Felipe, Lazzari, Lucas Leiva, Djavan Anderson, Escalante, Radu, Armini e Cataldi. Solo Pereira è riuscito a raggiungere in extremis la squadra in Belgio dopo la seconda negatività del tampone chiesto all’Uefa ma parte dalla panchina. Formazione, quindi, praticamente obbligata per Inzaghi con Correa e Caicedo in attacco, centrocampo con Parolo in regia, Milinkovic-Savic e Akpa Akpro mezzali, Marusic e Fares sugli esterni. Patric, Hoedt e Acerbi compongono il terzetto difensivo davanti a Reina. 

La Lazio parte bene e al 3′ conclusione dal limite di Correa con Mignolet che blocca centralmente senza problemi. Al 14′ arriva il vantaggio: Marusic serve Correa al limite, l’argentino lascia sfilare la palla verso il centro e con il sinistro calcia sul secondo palo dove Mignolet non può arrivare. Al 24′ Bruges vicino al pari: traversone dalla destra di Diatta per De Ketelaere che prende palla in direzione del primo palo, poi apre troppo col sinistro calciando abbondantemente sul fondo. Il pari arriva al 42′ su calcio di rigore per una trattenuta di Patric vistosa su Rits e Vanaken non sbaglia per l’1-1. 

Nella ripresa al 52′ filtrante di Vormes per Dennis che da posizione defilata trova la deviazione in angolo da parte di Reina che salva alncora i biancocelesti al 64′: Diatta, in area, apre per Vormer che crossa in mezzo per l’accorrente Rits, con Reina che spinge sulla propria sinistra e vola a deviare in angolo. Un minuto dopo errore clamoroso di Sobol che col sinistro, a porta vuota, manda sul fondo. La Lazio reagisce al 77′ con Milinkovic-Savic che lanciato in area a tu per tu con Mignolet calcia con il destro trovando l’ottima respinta in uscita dell’estremo di casa.  

Nel finale all’81’ ancora un traversone dalla destra di Diatta con Vormer che di testa prolunga sul secondo palo dove Dennis la rimette in mezzo, ma Reina interviene e la palla resta lì raccolta da Vanaken che a porta vuota manda alto.  

Champions, Juve-Barcellona 2-0: decidono Dembelè e Messi 

La Juventus va al tappeto allo Stadium contro il Barcellona, nonostante una partita generosa e tre gol annullati a Morata per fuorigioco. Il k.o. per 2-0, il primo quest’anno in Champions League, è deciso dalle reti di Dembelè al 14′ del primo tempo, complice anche una deviazione che ha messo fuori gioco il portiere bianconero, e di Messi su calcio di rigore al 91′, con la Juve che chiude anche in dieci uomini per l’espulsione di Demiral.  

Per l’occasione Pirlo deve rinunciare ancora a Cristiano Ronaldo, alle prese con il Covid, e a Chiellini infortunato, ma recupera Bonucci. A centrocampo si rivede Chiesa, preferito a Ramsey, con Kulusevski dalla parte opposta e Morata punta centrale. Sul fronte opposto Koeman deve fare a meno di Piqué, squalificato, e degli indisponibili ter Stegen, Umtiti e Coutinho. Per cui piazza Araujo al centro della difesa e, rispetto alla gara persa con il Real, rilancia Sergi Roberto, Dembelé, Griezmann e Pedri a supporto di Messi, mentre la stellina Ansu Fati va in panchina.  

Il Barcellona parte fortissimo e al 2′ Demiral serve avventatamente in area Messi che prova il sinistro da buona posizione ma trova l’opposizione in angolo di Bonucci. Passa un minuto e sugli sviluppi dell’angolo Pjanic prova il destro da fuori ma Szczesny si getta sulla destra e respinge. La pressione dal Barca continua e Pjanic in area smarca sulla sinistra Griezmann che calcia ma colpisce il palo alla destra di Szczesny ormai battuto. Il buon inizio della squadra di Koeman al 14′ porta al gol del vantaggio: Dembelé si libera al tiro al limite dell’area e prova il destro, con la palla che s’impenna, dopo una deviazione con il piede di Chiesa, e s’insacca beffardamente sotto la traversa alla destra di Szczesny. 

La rete subita scuote la formazione di Pirlo. Lancio in verticale sulla destra per Morata che prova un pallonetto ai danni di Neto in uscita: il portiere respinge addosso a Morata che insacca a porta vuota ma il gol è annullato per fuorigioco in partenza dello spagnolo. Il Barca reagisce al 22′ con Griezmann che di tacco smarca in area sulla sinistra Messi il cui diagonale rasoterra di sinistro termina al lato. Al 30′ altro gol annullato alla Juve: cross dalla destra di Cuadrado per Morata che insacca in spaccata anticipando Araujo ma era in fuorigioco di un piede anche questa volta e il Var non perdona. 

La gara è aperta, i blaugrana manovrano e sfiorano il raddoppio tre volte in pochi minuti: al 33′ con Griezmann che lancia in area sulla sinistra l’accorrente Alba che di sinistro spedisce il pallone al lato. Al 35′ Messi libera in area Dembelé che calcia addosso a Szczesny in uscita; poi la palla arriva a Griezmann che di sinistro tira a botta sicura ma si vede ancora respingere la conclusione da Szczesny. Al 55′ terzo gol annullato a Morata per fuorigioco: cross dalla sinistra di Chiesa, Cuadrado in mezza rovesciata rimette in mezzo per Morata che insacca di destro di controbalzo da due passi ma con un tacco in fuorigioco.  

Le occasioni sono tante e al 63′ ancora Griezmann serve Messi il cui sinistro rasoterra in corsa dal limite termina mezzo metro al lato. Risponde la Juve poco dopo con Morata che al limite serve all’indietro Kulusevski il cui sinistro a giro termina alto di poco. La Juve ci crede e al 70′ Rabiot prova il sinistro, ma la palla termina al lato. Poco dopo ancora il Barcellona pericoloso con Messi che lancia in area sulla sinistra Griezmann che con un sinistro in diagonale sfiora il palo. La squadra di Koeman controlla nel finale la gara e la Juve resta anche in dieci uomini per l’espulsione di Demiral per somma di ammonizioni. Al 91′ il Barca raddoppia: rigore per fallo di Bernardeschi su Ansu Fati lanciato in area sulla destra e dal dischetto Messi non sbaglia e chiude la gara. Al 94′ ancora Barca pericoloso ma Fati, tutto solo, invece di tirare in porta serve un assist sbagliato a Braithwaite che termina direttamente sul fondo.  

Covid, Maradona in isolamento 

Diego Armando Maradona in isolamento preventivo in Argentina per la positività di un suo stresso collaboratore, a darne la notizia è ‘Olé’. In mattinata, sempre dall’Argentina, era arrivata la notizia dell’isolamento preventivo di Marcelo Gallardo, tecnico del River, per un contatto con un collaboratore colpito dal coronavirus. Maradona, tecnico del Gimnasia La Plata, potrebbe così mancare all’esordio in panchina della sua squadra nella Coppa di Lega previsto per venerdì giorno del suo sessantesimo compleanno. 

Milan-Roma 3-3, pari tra gol e spettacolo 

Milan e Roma pareggiano 3-3, sotto la pioggia battente di San Siro, il posticipo della quinta giornata di Serie A. Partita vibrante e spettacolare dove i rossoneri vanno tre volte in vantaggio ma vengono sempre raggiunti dai giallorossi mai domi. La squadra di Pioli resta al comando in classifica con 13 punti, 2 in più di Napoli e Sassuolo ma manca la quinta vittoria di fila e la prima fuga del campionato. I capitolini non sfigurano di fronte alla capolista e conquistano un punto meritato che li fa salire all’ottavo posto con 8 punti agganciando il Verona.  

Di Ibrahimovic al 2′, Saelemaekers al 47′ e ancora Ibrahimovic al 79′ su rigore i gol dei padroni di casa; Dzeko al 14′, Veretout al 71′ dagli 11 metri e Kumbulla all’84 firmano le reti degli ospiti. Nemmeno il tempo di iniziare e il Milan passa in vantaggio al primo possesso. Leao converge verso il centro da sinistra e pennella una palla deliziosa per Ibrahimovic che tutto solo non fa altro che appoggiare in rete a tu per tu con Mirante. Al 14′ la Roma trova il pari, angolo dalla sinistra di Pellegrini, uscita a vuoto di Tatarusanu, Dzeko si fa trovare pronto e di testa mette dentro l’1-1.  

Dopo il botta e risposta nel primo quarto d’ora la partita resta piacevole e giocata a viso aperto. Al 26′ Calhanoglu in area controlla spalle alla porta, serve all’indietro Hernandez il cui sinistro rasoterra, leggermente deviato da un difensore giallorosso, termina di poco a lato alla sinistra di Mirante. Alla mezz’ora i rossoneri prendono il palo con un colpo di testa di Kjaer su un corner da sinistra. Qualche minuto più tardi pericoloso Pellegrini con un destro dal limite dell’area sul quale si riscatta Tatarusanu respingendo la minaccia. L’ultima opportunità della prima frazione è per Calhanoglu su punizione: conclusione potente del turco e grande risposta di Mirante.  

(segue) 

In avvio di ripresa i padroni di casa tornano in vantaggio, devastante percussione di Leao che va via a Karsdorp sulla sinistra, centra in mezzo rasoterra per Saelemaekers che d’interno destro insacca il pallone a fil di palo alla destra di Mirante. All’8′ vicina alla replica la squadra di Fonseca con una veloce ripartenza rifinita da Mkhitaryan che crossa per l’accorrente Dzeko: destro in corsa che termina di poco oltre la traversa. Il pareggio arriva al 26′ su un rigore, molto contestato dai rossoneri, per un fallo dubbio di Bennacer su Pedro in area. Dagli 11 metri Veretout batte Tatarusanu.  

Al 34′ Giacomelli concede un nuovo rigore altrettanto dubbio, che sa di compensazione, questa volta al Milan per un fallo di Mancini su Calhanoglu. Esecuzione perfetta di Ibra che spiazza Mirante per il 3-2. I capitolini non mollano e raggiungono il pari al 39′: sull’angolo dalla sinistra di Veretout, Ibrahimovic non riesce a rinviare, svirgola il pallone che arriva sul secondo palo a Kumbulla che in scivolata anticipa Castillejo e insacca. Prima dei titoli di coda da segnalare una grande parata di Mirante al 44′ su un colpo di testa di Kessié e un altro colpo di testa di Romagnoli al 49′ a botta sicura finito fuori per centimetri.