Data ultima modifica: 9 Maggio 2021

Sulla Trasformazione digitale l’Italia “è come la ‘Bella Addormentata’ che finalmente si sta svegliando”. Non usa mezzi termini Flavio Fazio, imprenditore innovativo, Ceo e fondatore di Flazio.com, che commenta così, conversando con l’Adnkronos, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che destina ben 49,3 miliardi di euro – il 27% delle risorse totali – alla Missione 1 dedicata alla Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura. Come fondatore dell’unico SiteBuilder italiano, con oltre 1 milione di siti web gestiti, Fazio rappresenta in pieno la categoria degli ‘imprenditori digitali’, un vero ‘testimonial’ di cosa possa rappresentare la quarta rivoluzione industriale sul piano della crescita e della produttività del nostro Paese. E nell’anno della pandemia – che ha falciato intere aziende più tradizionali – essere un’impresa digitale ha infatti portato Flazio.com a crescere in maniera esponenziale. “Da marzo del 2020 abbiamo raggiunto il picco di nuove registrazioni pari al +200%, superando la soglia del milione di siti web, con oltre 5000 siti e-commerce realizzati dai nostri utenti”. “Come diretta conseguenza abbiamo registrato un aumento del fatturato del 50% e un aumento dell’organico del 53% tra il 2020 e il 2021, con la maggior parte di occupati a tempo indeterminato” è il bilancio da record che riferisce il Ceo, convinto che nel Pnrr un ammontare di risorse così ingenti per la digitalizzazione del Paese e delle sue aziende “fa sicuramente nutrire grandi speranze”.
 E non solo. Anche a livello territoriale, i conti di Flazio.com – basata nel profondo Sud, a Catania – testimoniano come la ‘chiave del digitale’ possa aprire nuove porte anche ai territori italiani più in crisi. Il ‘costruttore di siti’ – una delle nuove categorie del continente digitale – osserva che con il Pnrr “sembra che per la prima volta si faccia riferimento ai processi di digitalizzazione come ‘conditio sine qua non’ per il rilancio della competitività e della produttività del Paese”. Nel Pnrr, evidenzia ancora Fazio, “si parla, infatti, di trasformazione digitale secondo un’accezione diversa. Non più come una possibile strada da percorrere, ma come una necessità trasversale che coinvolga tutti gli ambiti: dalla scuola alla sanità, dalla pubblica amministrazione alla sicurezza, dalla cultura al turismo. Fino a coinvolgere il rinnovo delle infrastrutture e in generale tutti i processi produttivi”. Insomma una rivoluzione. E Fazio di rivoluzioni declinate al digitale ne sa qualcosa.  
Flavio Fazio di fatto ha rivoluzionato il settore dei SiteBuilder ‘traducendolo’ per la prima volta in italiano e trasformandolo in un approdo alla “portata di tutti”. Una visione che nei mesi del lockdown ha rappresentato una via di uscita per tantissimi shop di quartiere o Piccole imprese che sono riuscite a sopravvivere grazie alle nuove vetrine online. Il fondatore dell’impresa etnea spiega che “Flazio.com ha voluto rivoluzionare e semplificare il modo in cui è possibile creare siti web, dando vita a quel processo che amiamo definire ‘democratizzazione del web'”. Fino a pochissimo tempo fa, ricorda ancora, “avere un sito web o un e-commerce era un privilegio riservato a poche aziende. Avere un sito web era costoso e richiedeva tanto tempo e troppe energie. Grazie a Flazio.com oggi tutte le aziende o i professionisti possono avere un sito web e iniziare a vendere online spendendo appena 9 euro”. Nella visione del Pnrr, prosegue Fazio, “gioca un ruolo fondamentale la digitalizzazione delle imprese italiane: pensate a quando cerchiamo un carica batterie, o qualsiasi altro gadget tecnologico cinese o giapponese, è scontato trovarlo online. Ma purtroppo non è lo stesso per i prodotti italiani, ed in questo è necessario un rapido e drastico cambiamento: tutti i prodotti made in Italy, da Sud a Nord, dalle ceramiche di Caltagirone agli artefatti in vetro di Murano, devono essere ‘portati online’ e devono essere acquistabili da utenti stranieri, in pochi semplici click”.  
“Ogni giorno, chissà quanti cinesi, giapponesi o australiani cercano su internet un pupo siciliano da mettere in giardino o dei particolari piatti in ceramica di Caltagirone per apparecchiare le proprie tavole. Ebbene, dovrebbero poterli trovare ed acquistare con la stessa semplicità con cui noi acquistiamo un caricabatterie cinese. E é inutile dirlo: gli effetti sul Pil sarebbero immediati” scandisce l’imprenditore digitale. Ma fare impresa online non rappresenta solo far crescere un fatturato. Con la sua azienda digitale, Fazio ha infatti ribaltato il concetto di ‘fuga dei cervelli’ interpretando al meglio una nuova sceneggiatura di ‘Benvenuti al Sud’. “Non solo combattiamo la fuga di cervelli, grazie a tanti giovani che restano in Sicilia per lavorare con noi, ma riusciamo persino ad attrarre manager con decennale esperienza in grandi aziende del Nord che, da Milano, vengono a Catania: come il nostro Cto Alessio Cantarella che ha scelto di lavorare in Flazio.com lasciando Microsoft”. E c’è anche chi ha persino deciso di lasciare New York per trasferirsi sotto le pendici dell’Etna. E’ il caso dell’americano Mike Xenakis che ha attraversato l’Atlantico per lavorare in Sicilia come Country Manager di Flazio per il mercato Usa.  
Insomma, taglia corto il ‘costruttore di siti’, “abbiamo scatenato tre nuovi processi in controtendenza: il rientro dei cervelli, l’attrazione di nuovi cervelli e quello che potremmo definire come “North Working” ovvero il lavorare per il Sud dal Nord visto che c’è anche chi ha deciso di lavorare in smart working direttamente dal Nord d’Italia per noi”. Un aspetto del mondo del lavoro che la trasformazione digitale potrà rendere sempre più stabile anche in Italia. L’orizzonte digitale consente inoltre all’azienda catanese di avere contatti con tutta l’Italia e “in pole position tra le città con il maggior numero di iscritti ci sono Roma, Catania e Milano, mentre fra le regioni svettano Sicilia, Lombardia, Lazio, Veneto, Campania e Emilia Romagna”. Ma la terra di internet consente di superare in un click anche i confini nazionali. “I Paesi in cui possiamo vantare un maggior numero di utenti sono anche Usa, Francia, Spagna e Inghilterra, ma siamo attivi anche in Russia, Germania e da pochissimo anche in Messico e in Brasile”. Con buona pace del Pnrr che potrebbe davvero fare la differenza per una nuova imprenditoria e occupazione tech. (di Andreana d’Aquino)   

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