Data ultima modifica: 26 Maggio 2021

Enrico Mentana propone l’azionariato popolare per l’Inter. Ignazio La Russa punta sulla cordata. Carlo Cottarelli offre la sua analisi tecnica. L’addio di Antonio Conte all’Inter scuote il tifo nerazzurro e accende i riflettori sulla complessa situazione finanziaria del club. I sostenitori illustri, in particolare, propongono soluzioni per arginare la crisi della società attualmente a guida cinese. “C’è la possibilità di un azionariato popolare per l’Inter? Certo. C’è la possibilità di un percorso che porti alla quotazione in borsa? Certo. Ci sono capitali adeguati? Certo. In questi tre anni (da quando lanciai la proposta) migliaia di persone si sono fatte avanti. Non è una colletta, non è una raccolta di beneficenza”, scrive Enrico Mentana. “Si tratta di comprare ciascuno un pezzetto di società, che un giorno diventerà un pacchetto di azioni. Né un regalo né un investimento. Facile? No. Chi prende la proprietà di una società difficilmente la condivide. Figuriamoci chi vive a diecimila kilometri di distanza, e non sente su di sé il respiro di una tifoseria lontana”, . Gli Zhang hanno fatto molto per l’Inter, è giusto essere grati per uno scudetto che appartiene in parte cospicua a loro, sostenitori del progetto di Conte e Marotta. Ma la società nerazzurra è qualcosa di lontanissimo dal loro core business e dai loro interessi e vincoli”, aggiunge il direttore del Tg La7 su Facebook. “Non c’è tifoso che non sappia cosa è successo all’altra società di calcio di loro proprietà, lo Jangsu Suning: otto mesi fa vinse lo scudetto cinese, due mesi fa è stata sciolta, da un giorno all’altro, senza più pagare nessun contratto. Anche per questo è giusto che la tifoseria nerazzurra si tuteli, proponendosi intanto come partner di minoranza nella proprieta, anche per scongiurare il rischio che uno starnuto a Nanchino diventi uragano a Milano, come è già successo, e sta succedendo in queste ore. I tifosi dell’Inter sono tanti, il pubblico pagante più forte d’Italia in tutti gli scorsi anni prima che la pandemia svuotasse gli stadi. Possono diventare i protagonisti del primo esempio italiano di azionariato popolare. Perché non provarci?”, si chiede. “Io sono già un piccolo azionista dell’Inter parliamo di piccole cifre ma quest’idea dell’azionariato popolare non mi convince, non basta”, dice Ignazio La Russa all’Adnkronos. “Si dovrebbero coinvolgere centinaia di migliaia di persone per arrivare a cifre importanti e con i tempi che corrono la vedo dura -prosegue l’esponente di Fratelli d’Italia all’Adnkronos-. Altrimenti Mentana potrebbe chiamare una ventina di interisti davvero facoltosi e fare una cordata, perché chi mette soldi veri vuole avere potere decisionale e non lo fa solo per passione”. “L’idea dell’azionariato popolare l’abbiamo lanciata noi con Interspac, una società che ha avanzato l’idea di un azionariato diffuso, un modello che non vale solo per l’Inter ma anche per altre società: il vantaggio, ne vediamo ora l’evidenza, sarebbe quello di un capitale molto più stabile di quello estero che un giorno arriva e un altro va via”, dice Carlo Cottarelli. “A settembre a Milano faremo un evento per parlare dell’esperienza del Bayern Monaco, un club il cui 75% è nelle mani di 170mila tifosi, una società che vince e che ha i conti in ordine. Un risultato che si vede in generale nelle società tedesche basate su questo modello”, conclude l’economista.    

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