Data ultima modifica: 3 Ottobre 2020

“Ho detto che se perdiamo la sfida del Recovery fund dobbiamo andare tutti a casa, sarebbe un fallimento dell’intera comunità. Non ce lo possiamo permettere. Questa partita dobbiamo vincerla tutti insieme”. Lo dice il premier Giuseppe Conte, intervenendo alla Fiera del Levante di Bari. Per il presidente del Consiglio, bisogna procedere “rapidamente e con tempi certi alla fase attuativa”, l’Italia dovrà “dare piena attuazione ai progetti, riuscire ad esprimere una capacità amministrativa di spesa e di realizzazione delle opere: questo ci è sempre mancato”. Ma stavolta Conte assume quello che definisce “un impegno solenne” con quella che definisce “una squadra di governo forte”: “Realizzeremo i progetti nei tempi, con i finanziamenti stabiliti”. Per riuscirci “dovremo dotarci di uno strumento normativo dedicato per un canale preferenziale, predisporre i meccanismi che ci consentiranno di realizzare nei tempi certi i progetti programmati. Riuscire a spendere le risorse, e spenderle bene”.  Quanto al Mes, “sono mesi che mi chiedono del sistema di finanziamento dei progetti per la sanità. Concentriamo la discussione pubblica sui contenuti piuttosto del piano e le sue priorità”. SUD – Nel suo intervento il premier rivolge “i migliori auguri al presidente Emiliano: la comunità pugliese ha creduto in lei, può contare sul governo e avendo conosciuto il suo operato so che il governo potrà contare sulla sua leale collaborazione”. “Da questo palco si sono sentite molte lodevoli intenzioni, molti apprezzabili propositi che però si sono scontrati con la dura realtà del Sud, che ha visto il Sud allontanarsi ancor di più dalla vita produttiva del Paese. Allora perché oggi deve essere cambiato qualcosa? Oggi ci sono le condizioni per realizzare finalmente una svolta. E il motivo è che non è mai successo che si sia offerta a noi un’occasione unica, senza precedenti, non solo di incidere sul divario Nord-Sud ma per fare del Sud l’avamposto del rilancio dell’Italia intera” afferma il presidente del Consiglio. “I 209 miliardi del Recovery Fund sono senza precedenti – rimarca il premier – poi ci sono i fondi di sviluppo e coesione, quelli strutturali e i fondi del programma React Eu”. Per il Sud si delinea “la possibilità di scrollarsi di dosso gli stereotipi che lo dipingono come terra di rassegnazione e sfiducia, priva di futuro. In sostanza come una causa persa. Il riscatto del Sud può realizzarsi adesso, ci sono le condizioni perché non sia più vittima del suo passato ma padrone del suo futuro”, scandisce Conte.  “L’Italia intera può recuperare la visione e lo status di potenza mondiale, se si riparte dalle regioni del Sud. Nessuno può permettersi di esportare efficacemente le proprie produzioni se non esporta al Sud. Se il Sud cresce alzerà la crescita di Centro e Nord”, rimarca ancora il premier. “E poi c’e il piano di ripresa e di resilienza – dice parlando con i giornalisti – Gran parte delle risorse saranno dedicate al Sud. Non dobbiamo creare una contrapposizione Nord-Sud. Ci saranno tante misure anche per il Centro e per il Nord ma io dico sempre, se riparte il Sud riparte l’Italia intera. E’ impossibile pensare di poter ripartire se non riparte il Sud”. “MANTENERE ALTA L’ATTENZIONE” – Riguardo all’emergenza Covid, Conte torna a chiedere di “mantenere alta l’attenzione e la concentrazione perché basta una distrazione” sulla gestione dei contagi “perché la curva epidemiologica sfugga al controllo. E questo non possiamo permettercelo, non possiamo permetterci disattenzioni”.  “Ci siamo confrontati con Ursula Von Der Leyen e la Commissione – spiega – L’Italia ha lavorato in prima linea e oggi possiamo dire che con l’Ue stiamo finanziando sette gruppi farmaceutici che stanno moltiplicando le linee di produzione dei vaccini, a prescindere da chi arriverà per primo. Questo ci consentirà di poter predisporre da subito – abbiamo già firmato i contratti – di 200 o 300 milioni di dosi, che riguarderanno non solo i cittadini europei ma anche Paesi a reddito medio e basso perché l’Europa ha un cuore grande”.   CANTIERI E COMMISSARI – “Nelle prossime ore firmerò il decreto per individuare i cantieri oggetto del decreto semplificazioni, nominando commissari incaricati di accelerare i tempi” informa poi Conte. E “a breve vareremo un ulteriore decreto per sostenere difficoltà di capitalizzazione delle grandi imprese, anche con strumenti obbligazionari”.  “Le criticità ci sono ma lo Stato c’è – dice il premier – La crisi di liquidità non è stata tempestivamente sopperita con i nostri interventi anche perché c’è un problema di finanziamento che non può non chiedere l’intermediazione delle imprese bancarie. Continueremo a operare perché tutto il tessuto produttivo possa essere preservato”.   SCUOLA – Per il premier “occorre partire dal capitale più importante: i nostri ragazzi. L’infrastruttura più strategica è la scuola, occorre ridurre le disuguaglianze, soprattutto al Sud, occorre rimettere l’istruzione al centro”.  PRESSIONE FISCALE – Poi il fisco. “Un sistema fiscale più equo, efficiente, trasparente e di facile comprensione: non solo rivedere la pressione fiscale, che è un nostro obiettivo, ma offrire una riforma organica, anche grazie al digitale, che attraverso un accorto sistema di incentivi spinga progressivamente tutte le transazioni in chiaro, recuperando tutta l’economia sommersa – sottolinea il presidente del Consiglio – L’economia sommersa ci fa male, ecco perché vogliamo un fisco amico di imprese e cittadini che ci consenta di pagare in modo chiaro e trasparente e di pagare tutti meno”.  

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