Data ultima modifica: 9 Dicembre 2020

Sulla governance del Recovery -la struttura che vigilerà e monitorerà sulle risorse che arriveranno all’Italia- “c’è stato un colossale fraintendimento: i responsabili di missione hanno compiti di monitoraggio e non sottraggono poteri, prerogative e competenze ai ministri, ad amministrazioni centrali e periferiche”. Lo puntualizza il premier Giuseppe Conte in un lungo colloquio, precisando che la “politica non è mai stata commissariata, non l’abbiamo mai pensato: la norma non è stata compresa o non è stata letta con attenzione”. “Si è solo pensato a una clausula di salvaguardia – aggiunge poi – nell’ipotesi in cui le amministrazioni centrali non potessero intervenire a esercitare poteri sostitutivi, ecco che allora, per garantire la realizzazione di un intervento ed evitare che si sprechino risorse, i responsabili delle missioni possono intervenire, ma con l’autorizzazione del Cdm”.  “In ogni caso – tiene a precisare il presidente del Consiglio, fugando dubbi – torneremo a confrontarci nella sede propria che per il governo è il Consiglio dei ministri e sono certo che troveremo la formula giusta per garantire e assicurare all’Italia e a tutti gli italiani la possibilità di vincere questa scommessa, di spendere in pochi anni 209 miliardi. Lo faremo con questa struttura minima e senza centinaia di commissari”. (di Ileana Sciarra) 

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