Data ultima modifica: 6 Settembre 2020

”Lo dico francamente, non pensiamo certo di chiedere le risorse europee” del Recovery Fund ”per abbassare le tasse. Invece, “ci occorreranno queste risorse per realizzare tutti i progetti che nel loro complesso andranno a definire un disegno coerente e coordinato, destinato a rimanere in eredità alle generazioni future”. Lo assicura il premier Giuseppe Conte, nel suo intervento a Cernobbio. ”Noi siamo chiamati a esprimere un piano di ripresa e rilancio del Paese, ben connotato sul piano politico, sociale economico e culturale. Oltre il 35% delle risorse disponibili sarà allocato per investimenti green”. ”Non abbasseremo certamente le tasse -ha assicurato- coi soldi europei, ma confidiamo, avendo posto le basi per una digitalizzazione sempre più intensa dei pagamenti, che quella sia la strada anche per recuperare quel sommerso che tanto ci fa male”.  L’Italia ha affrontato l’emergenza sanitaria e la crisi economica dovuta al Covid con ”resilienza e tenacia”. ”Si intravedono segnali di fiducia” per l’economia. La “produzione recupera”, ma ”nessuno in questo momento può dire come e quando potremo uscire dal quadro di sofferenza economica”, ha detto ancora il premier aggiungendo: ”Ora è il momento di agire e di tornare a crescere” per ”ripartire”.  “Vogliamo dare un contributo a reinventare il nostro Paese, perché non ci accontenteremo di disegnare un ritorno alla normalità, ma abbiamo bisogno di migliorare il nostro Paese e lo faremo secondo la prospettiva già delineata più volte: un nuovo Umanesimo”, ha continuato. ”Abbiamo le idee molte chiare sul cammino da intraprendere. Ci attende una sfida complessa, ma siamo in condizione di vincerla, perché come Paese abbiamo qualità, coraggio, visione e determinazione. La nostra sensibilità ci porterà, in questo percorso rinnovatore, a dare un contributo per migliorare questo paese”, ha affermato ancora Conte. La caduta del Pil italiano nel secondo trimestre è del 12,8% rispetto al trimestre precedente ed è “una caduta significativa ma è di poco inferiore alla media europea e superiore a quella registrata in Francia, in Spagna e Regno Unito. Allo stesso modo, se guardiamo su base annua rispetto al Pil 2019, l’Italia ha perso il 17,7%%, la Francia il 18,9%, la Spagna il 22,1%, il Regno Unito il 21,7%. Si intravedono segnali di fiducia, li voglio leggere prudentemente”. “La congiuntura economica continua a mostrare un quadro estremamente complesso e tutti gli esperti sottolineano che questo quadro sia caratterizzato da elementi di incertezza. Nessuno può dire quando ne usciremo”, aggiunge. “Sarebbe prematuro per dei decisori politici ritenere conclusa la fase degli interventi necessari per un ritorno alla normalità”. Ma l’obiettivo non è tornare alla normalità ‘pre-crisi’ ma risolvere i nodi strutturali che hanno impedito all’Italia di crescere. “Parlo dell’ultimo ventennio, dove l’Italia non è cresciuta in linea con gli altri Paesi. La recessione per la pandemia è avvenuta all’inizio di un ventennio perduto dal punto di vista della crescita, con un aumento annuo del Pil dello 0,2%”.  Il premier Conte parla anche di una “riforma organica del sistema fiscale”, che è tra le urgenze del Governo. “Sono decenni, circa 40 anni, che il sistema non gode di una riforma organica, sistemica, ci sono stati tanti interventi affastellati senza un disegno organico”. Ora, invece, “c’è un team di esperti che ci sta lavorando, ci sta affiancando e stiamo lavorando per definire una riforma”. E ancora: “Avendo già posto le basi per una digitalizzazione sempre più intensa dei pagamenti riteniamo che quella sia la strada per contrastare il lavoro e l’economia sommersa che tanto ci fa male”. Un meccanismo di “incentivi sui pagamenti digitali arriverà già dal primo dicembre”, e porterà all’incentivo dei pagamenti digitali “senza però almeno nella prima fase penalizzare i pagamenti in contanti, così non creiamo allarme sociale. Noi confidiamo in una prassi virtuosa che si diffonderà sempre più”.   “Intendiamo dedicare attenzione prioritaria alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, cui servono competenze digitali. Non servono solo i giuristi, ma anche discipline esterne. E serve potenziare la formazione a tutti i livelli”, ha detto ancora.   “Il lockdown ha dimostrato la centralità della connessione e confidiamo che possa completarsi presto il processo per la nascita di una rete unica in fibra ottica, un’infrastruttura fondamentale per il Paese che il Governo intende promuovere e rispetto alla quale è stato posto un primo passo significativo, e sono quattordici anni che si aspetta questo passo avanti”. “E’ un percorso molto articolato. Confidiamo – aggiunge – che possa completarsi presto, quanto prima, avvalendosi del ruolo di investitore strategico e paziente di Cdp”. “Noi siamo, e Gubitosi lo sa, per un’infrastruttura inclusiva, aperta, che possa aprirsi a quanti più stakeholder possibili, progetti di investimento che si affiancheranno a riforme per riportare il Paese su un sentiero di crescita” ha detto Conte, parlando al Forum Ambrosetti di rete unica, il progetto avviato da Tim e Cdp. L’ad di Tim, Luigi Gubitosi, era presente al Forum. 

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