Data ultima modifica: 17 Luglio 2020

I capi di Stato e di governo dell’Ue sono riuniti a Bruxelles dove per almeno due giorni si confronteranno per trovare un accordo sul pacchetto costituito dall’Mff, il Quadro Finanziario Pluriennale dell’Ue per il 2021-27 da 1.074 mld, e da Next Generation Eu, il piano per la ripresa da 750 mld di euro (500 mld di trasferimenti e 250 mld di prestiti) che vede l’Italia come primo beneficiario.  “Dobbiamo dirci le cose con chiarezza. Il Parlamento è deluso dalla proposta di Quadro finanziario pluriennale presentata a questo tavolo” ha sottolineato il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, nel suo intervento davanti al Consiglio Europeo. “Non possiamo permetterci di non avere un accordo in Consiglio” sull’Mff 2021-27 e sul Recovery Plan. “Qualsiasi rinvio potrebbe provocare nuove tempeste e mettere in difficoltà l’Europa. Tempeste finanziarie potrebbero abbattersi sulle nostre finanze pubbliche, se non c’è un’Europa che decide” ha avvertito Sassoli. Kurz: “Usare Recovery per riforme” “Abbiamo da tempo richiesto – ha ricordato – che il Qfp garantisca un adeguato livello di finanziamento delle politiche di convergenza e al tempo stesso metta in campo i fondi necessari per quelle priorità che tutti salutano come decisive: green deal, digitalizzazione e resilienza”.  La strada è in salita. “Ho piena consapevolezza delle divergenze esistenti” tra i Paesi Ue sull’Mff 2021-27 e sul Recovery Plan, “ma anche forte determinazione che dobbiamo superarle. Non nell’interesse solo dei cittadini italiani, che hanno sofferto e stanno soffrendo molto, ma nell’interesse di tutti i cittadini europei” ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, arrivando nella sede del Consiglio Europeo. Fonti: “Leader discutono di governance, taglia Mff e Recovery” Nel negoziato sull’Mff 2021-27 e sul Recovery Plan “la linea rossa italiana è che la risposta sia adeguata e che sia effettiva, cioè concretamente perseguibile” ha aggiunto Conte. “Vorrei chiarire – ha precisato – che non è solo una questione di flussi finanziari, ma stiamo elaborando una risposta economica e sociale per tutti i nostri cittadini europei, nel comune interesse, per i valori che condividiamo, e per rendere l’Europa più resiliente, più competitiva nel contesto globale”.  Ma per il premier olandese Mark Rutte, capofila dei cosiddetti ‘frugali’, “le possibilità che arriviamo ad un accordo questo fine settimana sono meno del 50%”. “I negoziati saranno difficili”, da Italia e Spagna deve venire “un chiaro impegno” sulle riforme, ha rimarcato Rutte. Se i Paesi del sud Europa come Italia e Francia “hanno bisogno dell’aiuto di altri Paesi per gestire la crisi, e credo che sia così perché hanno pochi margini finanziari per farlo, è ragionevole che chiediamo un impegno chiaro sulle riforme. Se vogliono prestiti e anche trasferimenti, penso che sia logico che io possa spiegare al popolo olandese e di altri Paesi che in cambio devono fare le riforme, e che non ci siano solo le assicurazioni che le riforme saranno fatte”. Con il premier Conte “ci siamo visti all’Aja, siamo buoni amici. Non concordiamo su tutto, ma i rapporti personali sono molto buoni. Non dò consigli al mio collega italiano, non spetta a me. Ho il massimo rispetto per lui: penso che stia davvero portando avanti l’Italia sulla via delle riforme, per avere il Paese in una forma molto migliore”.  Il negoziato nel Consiglio Europeo sull’Mff 2021-27 e sul Recovery Fund sarà “molto difficile”, ma, “anche se è difficile, con coraggio politico è possibile avere un accordo” ha sottolineato il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, arrivando all’Europa Building, a Bruxelles. “Con la cancelliera Angela Merkel e il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel faremo di tutto” per arrivare ad un accordo sull’Mff 2021-27 e sul Recovery Plan, ha assicurato al suo arrivo al vertice europeo il presidente francese Emmanuel Macron. Per l’Europa “è il momento della verità”. Per Macron, su entrambi occorre “trovare un compromesso”, perché servono a “costruire una nuova sovranità europea”. Da parte sua Angela Merkel, parlando con i giornalisti a Bruxelles, ha osservato: “Devo dire che le differenze sono ancora molto grandi. E quindi non posso dire se questa volta arriveremo a un risultato. Bisogna guardare alla realtà”. Ma “sarebbe auspicabile” una “grande predisposizione al compromesso da parte di tutti” per arrivare a un accordo “che sia buono per l’Europa e le persone e che dia una “risposta alle difficoltà economiche”. “La posta in gioco non potrebbe essere più alta – ha rimarcato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen – Se facciamo le cose giuste, possiamo superare la crisi ed emergerne più forti. Tutti i pezzi necessari sono sul tavolo: una soluzione è possibile. E una soluzione è quello che gli europei aspettano da noi, perché sono in gioco i loro posti di lavoro”.     

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