Data ultima modifica: 28 Giugno 2020

La tecnologia al servizio di pazienti e medici con l’obiettivo di donare loro sostegno e un po’ sollievo durante il difficile momento del lockdown. Con questo spirito Lg Electronics, nell’ambito del suo programma #Lgcares, ha distribuito in diversi ospedali smartphone con scheda telefonica ai pazienti in isolamento per permettere loro di rimanere in contatto con le famiglie e anche forni a microonde agli operatori sanitari per cucinare durante le (brevi) pause in corsia.  “Il nostro progetto Lgcares – racconta all’Adnkronos Sergio Buttignoni, corporate marketing director di Lg – è iniziato con le prime avvisaglie della pandemia ed è stato un progetto abbastanza articolato, perché inizialmente era rivolto ai dipendenti, sui protocolli da seguire per le riunioni, spostamenti e le trasferte. Ma da fine gennaio, come azienda abbiamo cercato di dare una mano per quanto si poteva. Essendo noi produttori di tecnologia – continua Buttignoni – abbiamo pensato di supportare i reparti di rianimazione con i nostri smartphone per dare la possibilità di rimanere in contattato con i propri cari a quelle persone che magari sono state ospedalizzate all’ultimo momento e che per questo motivo non hanno potuto portare con sé il loro telefono”.  Poi, continua il manager di Lg, “abbiamo voluto pensare agli operatori sanitari, ai loro turni massacranti negli ospedali e così abbiamo distribuito forni a microonde così da permettergli di cuocere e di riscaldare i cibi durante le loro pause. Volevamo dare un po’ di conforto, un po’ di sollievo”. Quello che ci tiene a precisare Buttignoni, però, è che si è trattata di un’attività “che avremmo fatto a prescindere dal progetto di Lgcares. Poi è convogliata al suo interno, ma da subito in azienda ci siamo posti la questione”. Questione che, oltre agli smartphone ai pazienti e ai forni agli operatori sanitari, ha riguardato anche l’estensione fino a fine giugno della garanzia per tutti quei prodotti che erano vicini alla scadenza o che sarebbero scaduti durante il lockdown. Quanto alle reazioni all’iniziativa negli ospedali, da parte dei pazienti “non è c’è stato alcun feedback perché – spiega – noi non li abbiamo ovviamente cercati. Erano momento estremamente delicati. Ma ne abbiamo ricevuti da parte degli operatori sanitari. Ci hanno mandato foto e lettere con le quali ci ringraziavamo. Non abbiamo fatto questo per raccogliere le reazioni: lo abbiamo fatto solo per dare una mano”, conclude Buttignoni. 

[Voti: 0    Media Voto: 0/5]