Data ultima modifica: 9 Luglio 2020

La Corte suprema americana ha stabilito che il procuratore federale di New York ha il diritto di accedere ai documenti finanziari di Donald Trump, inclusa la sua dichiarazione dei redditi, ma il Congresso non potrà riceverli sulla base della separazione dei poteri. I due diversi pronunciamenti sono stati approvati con sette giudici favorevoli e due contrari. La Corte ha chiesto alle diverse commissioni della Camera dei rappresentanti che avevano fatto richiesta della dichiarazione dei redditi del Presidente ragioni più specifiche per giustificarla.  Donald Trump parla di “persecuzione politica”. “La Corte suprema ha rinviato il caso ad una Corte di grado inferiore, la lite giudiziaria continua – ha scritto Trump su Twitter – Questa è tutta una persecuzione politica. Ho sconfitto la caccia alle streghe di Mueller e di altri e adesso continuerò a combattere nella New York politicamente corrotta. Nessuna equità verso questa presidenza o amministrazione!”. Per il procuratore di New York, Cyrus Vance, citato dai media locali, si tratta invece di “un’enorme vittoria per il sistema di giustizia della nostra nazione e per il suo principio fondante secondo cui nessuno – nemmeno il presidente – è al di sopra della legge”.   

[Voti: 0    Media Voto: 0/5]