Data ultima modifica: 14 Febbraio 2021

“Chiedere un lockdown generale è una misura barbara, senza razionale scientifico. Le soluzioni sono lockdown mirati, provinciali, localizzati, chirurgici e rapidi. Abbiamo Sardegna e Val D’Aosta quasi bianche e le trattiamo alla pari dell’Umbria? Per me non è corretto”. Lo dice Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria, che, commentando all’Adnkronos le dichiarazioni del consulente del ministro della Salute Walter Ricciardi su un nuovo lockdown nazionale, aggiunge: “Speriamo che Draghi aiuti. Io sono sconcertato. Si sentono quattro voci diverse: Cts, Ricciardi, Istituto superiore della sanità e ministro. Io ne vorrei sentire una unica: Chi parla per il ministero?”.  Bassetti incalza: “Qual è l’obiettivo di questa comunicazione? Far sì che la gente si comporti meglio? Così i cittadini si comportano peggio. E’ gravissimo quello che è accaduto oggi. Il ministero deve avere una voce unica! Si può ragionare sul rinvio delle aperture degli impianti sciistici, ma non parlare di lockdown generale come a marzo scorso. Quali sono le evidenze scientifiche che Ricciardi porta? Dire che lo fanno tutti non è un’evidenza. E’ solo evidente che il prezzo che vado a pagare da un punto di vista sociale ed economico è enorme”. “Piuttosto – rimarca l’infettivologo – dal consigliere del ministro io mi sarei atteso negli ultimi due mesi che spingesse sulle vaccinazioni a tappeto agli ultra ottantenni. Tuttavia non è stato fatto e ci si è trincerati sulla mancanza dei vaccini, ma non è stato ciò che ha portato alla mancata vaccinazione. E adesso si temono le varianti. Abbiamo scoperto che il 20% dei ceppi sono varianti, ma siamo sicuri che non sia anche stato così venti giorni fa? Il consigliere del ministro – conclude Bassetti – avrebbe dovuto suggerire uno studio di sorveglianza sulle varianti su base nazionale tre mesi fa, non dieci giorni fa!”. (di Roberta Lanzara) 

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