Data ultima modifica: 5 Novembre 2021

“Il Covid ha spazzato via più di un milione e mezzo di anni di vita, se ragioniamo in questo modo ci rendiamo conto del disastro che ha provocato”. Così il virologo Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di Microbiologia dell’Università di Padova, a ‘Tagada’ su La7, spiegando come vanno davvero letti i numeri sul numero delle vittime causate in Italia dalla pandemia. “3.800 è il numero dei morti” per Covid “che non avevano co-morbilità quindi non erano diabetici, non avevano ipertensione, non avevano tumori o altre situazioni di questo genere. Però noi non dobbiamo guardare a quel numero – ha ammonito Crisanti – Noi dobbiamo guardare agli anni di aspettativa di vita che il Covid ha tolto a persone che avevano 75 anni e magari l’ipertensione, e che sarebbero vissuti altri 5 o addirittura 10 anni. Oggi – ha ricordato l’esperto – una persona di 65 anni col diabete e l’ipertensione o in sovrappeso ha un’aspettativa di vita anche di 15 anni”, ma “se si prende il Covid nel 60-70% dei casi il virus lo uccide”. Per questo, dire che i morti per Covid sono solo le persone prive di altre patologie “è veramente una manipolazione del dato – ha precisato Crisanti – Se si vede l’eccesso di mortalità che c’è stata in Italia nell’ultimo anno, sono quasi 230mila le persone che sono venute a mancare. Se noi queste le moltiplichiamo per anni di aspettativa di vita, probabilmente – ha ribadito il virologo – il Covid avrà spazzato via più di un milione e mezzo di anni di aspettativa di vita. Se ragioniamo in questo modo ci rendiamo conto del disastro che ha provocato”. “Dai dati che sono stati presentati, secondo me il molnupiravir”, la pillola anti-Covid approvata in Inghilterra, “arriverà presto anche da noi”, è la previsione di Crisanti. Ma perché questo farmaco antivirale si è dimostrato efficace nel fermare Sars-CoV-2? “Il virus – spiega l’esperto – per replicare deve replicare il patrimonio genetico e utilizza un meccanismo che noi possiamo immaginare come fosse una macchina da scrivere: premiamo A e la macchina scrive A. Ora, che cosa fa questo farmaco? Praticamente quando il virus preme A la macchina da scrivere batte C, quindi tutta l’informazione genetica del virus viene alterata e il virus non è più in grado di replicarsi”. 

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