Data ultima modifica: 16 Dicembre 2020

Nuova stretta alle misure di Natale e Capodanno e piano vaccini sul tavolo dell’esecutivo. E’ appena cominciata la riunione tra il governo e le Regioni, convocata dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, per chiudere e confrontarsi in vista delle imminenti festività. Partecipano in videoconferenza anche il ministro della Salute Roberto Speranza e il commissario straordinario all’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri.  A quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte si aggiornerà con i capi delegazione delle forze di maggioranza per decidere della nuova stretta alle 12.30.  GOVERNO – Dai prefestivi “fino al 6-7 gennaio è più utile chiudere per tutti. Vogliamo chiudere il più possibile. Penso che sia molto responsabile anche da parte nostra essere conseguenti. A maggio eravamo arrivati allo 0.5 di indice contagio, di Rt, ma avendo avanti giugno luglio e agosto. Ora grazie alla misure già prese siamo su quella strada ma abbiamo di fronte gennaio, febbraio e marzo e dobbiamo essere responsabili. Dobbiamo sapere che dal 7 gennaio si riparte, ma si riparte mettendo in sicurezza le reti sanitarie il più possibile. Se non lo facciamo durante le feste di Natale, quando dobbiamo farlo…”, ha detto ieri il ministro Boccia a DiMartedì. ”In questo momento – ha sottolineato Boccia – la decisione che si aspetta riguarda tre giorni, ovvero 25, 26 e 31 dicembre che tutto il resto del periodo che è già sottoposto a prescrizioni molto chiare”. CTS – Nel pomeriggio di ieri la riunione del Comitato tecnico scientifico, chiamato a fornire indicazioni all’esecutivo, è stata segnata da un confronto serrato. “Alla fine abbiamo raggiunto un accordo su un’indicazione, è necessario inasprire le misure di controllo della pandemia. Lockdown totale? E’ un’indicazione che nessuno si è sentito di dare”, ha detto Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, a Cartabianca sulla posizione dell’organismo in relazione alle misure da adottare a Natale per arginare la diffusione del Coronavirus. Toni perentori da Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute. “Non ci si rende conto che siamo in una situazione di guerra”. Per Ricciardi, la soluzione in questo momento ha un “nome e cognome: lockdown”.  

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