Data ultima modifica: 15 Dicembre 2020

“Ho sempre difeso l’operato politico del ministero della Salute e continuerò a farlo”. Esordisce così, in un lungo post su Facebook, il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, per chiarire la sua posizione sulla vicenda del piano pandemico italiano e sui rapporti con il ministro Roberto Speranza. “Io, il ministro Roberto Speranza e la sottosegretaria Sandra Zampa siamo in carica da poco più di un anno. Già diversi mesi fa dissi che all’interno del ministero ci sono persone che si sentono dei ‘mini ministri’ perché sanno che la politica è transitoria, mentre loro rimangono dove sono per decenni e decenni. Credo che sulle questioni legate al piano pandemico siano loro oggi a dover rispondere e a dover dare spiegazioni esaurienti”. E questo “perché un semplice appunto inviato al ministro o al viceministro non è sufficiente per declinare esattamente quali siano state le azioni intraprese negli ultimi 14 anni a livello centrale e periferico, sul monitoraggio e su ogni documento che abbia un protocollo, un numero, un mittente, un ricevente e un approvante – afferma Sileri – Il vento è cambiato: cerchiamo la verità. Sono questi ‘mini ministri’ i destinatari del mio attacco”.  “Nelle immagini mostrate a ‘Non è l’Arena’ domenica sera – sottolinea – la cosa che mi ha fatto più arrabbiare è stata vedere un segretario generale del ministero della Salute che in piena pandemia trova il tempo per andare a pranzo, negandosi alle domande dei giornalisti, quando i miei colleghi medici e infermieri non riescono nemmeno a trovare il tempo per togliersi la mascherina e prendere un caffè dinanzi alla terapia intensiva e dopo ore e ore di lavoro ininterrotto devono spogliarsi dei guanti, della tuta, della mascherina, con i segni sulla faccia e tutti madidi di sudore”. Un’immagine del genere “è inaccettabile: se hai il tempo per andare a pranzo tutti i giorni, lo hai sicuramente anche per seguire il Comitato tecnico-scientifico – aggiunge – o per esaminare con attenzione un piano pandemico che si costituisce di una sessantina di pagine, la lettura critica del quale impiega più o meno un’ora. Sarebbe stato utile in questi anni – ribadisce Sileri – leggere il piano pandemico, magari decidendo per un giorno di restare in ufficio e rinunciare a una carbonara o a un filetto”. 

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