Data ultima modifica: 24 Marzo 2021

“Non so quanto siamo vicini al picco. Il dato mi sembra ancora troppo stabile”. Il professor Massimo Galli dubita che l’ondata dell’epidemia di coronavirus abbia raggiunto il picco. “Probabilmente ci siamo illusi nel weekend”, dice il responsabile del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano a Accordi & Disaccordi. La giornata va in archivio con oltre 21mila nuovi casi, mentre mezza Italia è in zona rossa. In questo contesto, si valuta l’ipotesi di riaprire le scuole dopo Pasqua anche nelle zone rosse: la riapertura potrebbe riguardare le scuole dell’infanzia e le elementari. “Se si riaprissero le scuole subito dopo Pasqua, bisognerebbe farlo con una serie di interventi ‘sentinella’. Non si può aspettare che venga segnalato un focolaio, bisogna essere proattivo. Se ne deve discutere a livello tecnico, per quanto riguarda l’utilizzo bilanciato dei test a disposizione”, dice Galli. Aperture e chiusure vengono gestite da mesi nell’ambito del sistema che prevede la divisione dell’Italia in zona rossa, arancione, gialla e bianca. “Il sistema a colori è una coperta corta. Quando riapri senza dati stabilizzati, si paga dazio. Poi, se arrivano anche le varianti, le cose diventano più complicate. Aperture e chiusure non possono essere gestite con un timer”, dice Galli.  Si discute dell’eventuale impiego del vaccino Sputnik. “Inizialmente non c’erano elementi di giudizio. Poi è arrivato un lavoro su Lancet, il vaccino utilizza 2 vettori virali diversi che probabilmente ne aumentano l’efficacia. E’ un vaccino intelligente, stimolante anche dal punto di vista scientifico. Mi auguro che i dati arrivino dove devono arrivare. Dai dati a disposizione, in Russia e anche in Cina la gente vaccinata non è molta. La domanda è: non c’è una potenzialità produttiva in Russia? Non so quanto vaccino ‘pronto’ ci sarebbe se venisse chiesto”.  

[Voti: 1    Media Voto: 2/5]