Data ultima modifica: 26 Ottobre 2020

“Siamo dentro un tornante per cui le democrazie occidentali sono travolte da uno Tsunami di incredibili proporzioni”. E’ quanto ha detto Nicola Zingaretti chiudendo la Direzione del Pd, spiegando come i prossimo trenta giorni siano essenziali per “salvare l’Italia” e assicurando che “chi è stato colpito” non resterà “solo”. “Il Pd oggi è la forza che vuole risolvere i problemi degli italiani a cominciare dalla crisi sanitaria: risolvere questa situazione è possibile se si fanno delle scelte”. “Noi per fermare il Covid dobbiamo tornare a limitare la circolazione senza tornare a un lockdown generale” e “stando vicino concretamente a chi pagherà un prezzo economico, produttivo e di lavoro in questi 30 giorni che però possono salvare l’Italia”. “Dobbiamo raccogliere la preoccupazione e far sentire chi è colpito che non è solo”.  IL VERO NEMICO – “Non è vero che la ‘mazzata finale’ è rappresentata dalle misure. Il nemico non sono regole, il nemico è il virus. Siamo qui per dire che è ancora possibile avere una speranza perché si possa ricostruire”. “Siamo in un tornante drammatico della storia d’italia e la nostra identità sarà forgiata come democratici che avranno in questo passaggio storico, essere forza che guarda in faccia ai problemi del Paese e indica agli italiani via per uscire da situazione, guidare l’Italia fuori dalla pandemia e ricostruire un sistema economico e istituzionale non lasci solo nessuno”.  GOVERNO E OPPOSIZIONE – “Io faccio un invito alle forze di maggioranza: basta con questo diluvio di distinguo, di se e di ma” sottolinea Zingaretti. “Serve recuperare il rapporto con i sindacati e con le opposizioni. Serve una collaborazione maggiore senza preconcetti, senza guardare se conviene a un partito, ma pensando all’Italia”. “Dobbiamo trovare un modo nel rapporto con l’opposizione, costruire un metodo di lavoro che faccia fare anche su questo un salto di qualità. Non si può chiedere alla maggioranza di dichiararsi sconfitta, perché non è vero, ma non si può chiedere all’opposizione solo di sottoscrivere decisioni già prese, perché anche questo è sbagliato”.”Serve un salto netto di qualità nel rigore con cui il governo ora affronterà questa fase. Che vuol dire autorevolezza, serietà, rapidità e mettere al primo posto l’efficacia delle azioni che si annunciano, altrimenti salgono disincanto e rabbia”. “Il patto di legislatura” che abbiamo chiesto “non solo perde attualità ma ne assume ancora di più perché c’è bisogno di coerenza e efficacia” trovando “un punto di convergenza più alto”.  REGOLE ANTI-CONTAGIO – “Le regole non sono contro o per distruggere l’economia o la cultura ma semmai sono provvedimenti per salvare l’economia e la cultura”. “E’ vero, gli italiani sono stanchi ma noi dobbiamo raccogliere queste paure e dare una risposta a questi timori, ma dobbiamo anche dire la verità e non creare illusioni. Il problema è fermare la curva e tornare a vivere. Alla rabbia e alla paura si danno risposte, non si cavalcano”.”Sono state le regole prima dell’estate a fermare la crescita del contagio, sono state le scelte fatte che hanno salvato vite umane, sono le scelte che abbiamo fatto come governo a salvare le realtà imprenditoriali. Quello che era falso è che il virus fosse scomparso. Grave è stata la faciloneria con la quale si è data per passata la stagione del virus”.   

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